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Astro

Memorie dal mondo dei sogni.

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Ok, dopo essermi ripreso dal racconto di Jess, ne sparo un altro dei miei.

Questo lo feci molti anni fa, fu breve e ve lo racconto quindi in breve.

C'era una sorta di invasione aliena. Molti, quasi tutti a scuola erano posseduti da questi alieni. I posseduti avevano occhi blu luminosi (ho ricollegato in seguito la cosa ad un episodio dei Simpson, quello dove i ragazzi guardavano un film simile a "Il villaggio dei dannati"), e se qualcuno li guardava negli occhi quando questi erano blu (interamente blu, si intende), veniva anch'egli posseduto. Io ero riuscito ad evitare di guardare i miei compagni negli occhi, e in una situazione mi ritrovo vicino ad una ragazza. Era la ragazza che mi piaceva alle medie (non ero più alle medie, credo fossi in prima superiore quando feci questo sogno). E io le chiesi, tra l'altro ricordo la frase in parte perché era scorrettissima, di spegnere per un attimo quello sguardo. Lei lo fece e io la baciai appassionatamente.

E vi giuro che fu molto romantico e lo considero tale ancora adesso. Il sogno si interruppe lì.

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Rieccomi...

Allora, questa volta vi parlo di scambio di corpi xD

Mi è capitato più volte di sognare di essere all'interno di un corpo non mio...più di una volta personaggi di fantasia: ricordo benissimo un sogno in cui io ero addirittura un Terminator (con l'aspetto di Schwarzenegger, quindi), e compivo una missione insieme ad un altro con lo stesso aspetto, ma avevo comunque coscienza umana. Ero appeso per un braccio, nascosto: se fosse spuntato qualcuno gli avrei sparato.

Un'altra volta sognai di essere...Angel. Si, quello del telefilm. Ed era un sogno erotico che coinvolgeva Cordelia, ma anche un salto da un palazzo mentre mi inseguivano...fu molto confuso.

Ma ce n'è uno in particolare che vi voglio raccontare. Ricopio il mio post da un altro forum che frequentavo all'epoca del sogno, e anche l'interpretazione che mi fu data da un'utente:

Sinceramente non ho mai sognato qualcosa a cui stavo pensando nello stesso giorno, quantomeno quasi mai. Di solito difatti mi stupisco, perchè sogno cose che non mi passavano per la mente da mesi...

In forme diverse, comunque, negli anni ho fatto moltissimi sogni in cui scappavo, correndo senza meta (preoccupato del fatto di non avere una meta). Uno degli ultimi però era molto strano perchè scappavo da una prigione femminile (quindi verosimilmente ero una ragazza, almeno così ricordo) di notte, ma ho anche visto, mentre scappavo, due poliziotti in abiti civili che parlavano. Uno ero io. E durante il sogno ne ero consapevole, come se io stessi solamente vedendo dal punto di vista di quella ragazza. (Mister X: non scrivo il suo nick, anche se pseudonimo), secondo te ha un significato?

La risposta:

Correre senza una meta: vai dove ti porta l'istinto.

La tua razionalità si limita ad osservare.

Fuggire da una prigione femminile e tu che ti scambi alternativamente il ruolo di poliziotto e prigioniera...bè...è molto simbolico.

La tua parte femminile, voleva emergere(scappare, liberarsi) dal punto dove l'avevi costretta.

C'era un contrasto fra le due parti. Pensavi forse che la gentilezza o la dolcezza(qualità ritenute femminili) fossero debolezza?

L'utente in questione mi dette anche la sua interpretazione di un sogno in cui andavo a scuola di notte...mi è capitato più volte, di vedermi entrare od uscire da scuola con il buio pesto, ma come spesso accadeva, con planimetrie ricorrenti non sempre con riscontro nel reale.

Domanda: avete mai sognato di volare, fluttuare e simili?

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Ospite Kate M. Malone

Mi sono letta quasi (tutte non ne avevo voglia :asd: ) le risposte e ne sono rimasta spiazzata.

Fate dei sogni incredibili e pieni di particolari, colori, situazioni e persone che descrivete nei minimi dettagli. Solo a me sembra che il sogno duri, diciamo, un secondo e che non abbia alcun filo logico?

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Ospite Nom De Plume

Io ho fatto un sogno alla "Codice da Vinci" correvo in continuazione per scappare dai cattivi, a un certo punto mi fermo e chiedo a una ragazza vicino a me il perché di tutto questo, mi risponde che bisogna evitare che si sappia il segreto... volete sapere quale? Che Buddha in realtà era un prete sconsacrato (cit).

Cosa vorrà dire? Mi ricoverate subito ? : Nurse :

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Ok, ecco cosa ho sognato stanotte...

Stavo gironzolando in una specie di negozietto di souvenir, simile a quelli che si trovano alla fine dell'attrazione di un parco divertimenti: pupazzetti, carillon e molte altre cianfrusaglie colorate.

Man mano che proseguo, il negozietto diviene sempre più ampio e articolato, quasi un labirinto. Poi prende le sembianze di una vecchia casa e la sensazione è quella di trovarmi nella casa degli orrori.

Ovviamente non sono sola, ma non ho la percezione di chi mi accompagna nè di chi mi sta seguendo (perchè ovviamente qualcuno mi sta seguendo).

Ma ecco che arriva la parte più assurda, la parte che mi è rimasta appiccicata addosso come una sanguisuga per tutta la giornata.

Improvvisamente mi ritrovo su un motoscafo (uno di quelli piccoli), ma non quelle che sto solcando ad una velocità supersonica non sono onde, bensì l'asfalto che ricopre la lunga via in cui abitano i miei genitori.

Il motoscafo continua la sua corsa, mentre io, spalle al timone (perchè il mio motoscafo aveva il timone) guardo la fine della via avvicinarsi inesorabilmente.

Dentro di me sono certa che il motoscafo si fermerà in tempo, così con il piede (assurdo lo so) spingo una leva per far perdere potenza al motore (perchè nella mia testa ho pensato che se avessi sterzato di colpo il motoscafo si sarebbe ribaltato girandosi più volte su sé stesso).

Morale della favola, il motoscafo non frena, anzi per via della forte velocità prende il volo con me sopra. Superiamo il giardino dell'abitazione che segna la fine della via, dove vi scorgo una piscina e mi maledico per non essemici tuffata. Sono incollata al timone senza via di scampo e so che presto ci sarà l'impatto con il suolo. E qui la sensazione più brutta del sogno...

ogni volta che il mio corpo si prepara alla discesa verso morte certa, il motoscafo riprende un millimetro di quota, continuando a sfrecciare in aria per un altro istante.

Poi di nuovo mi preparo all'impatto, e di nuovo il motoscafo tira dritto.

Nulla di chè direte voi... peccato che io soffra di vertigini e, intensi come sono i miei sogni, ho rischiato l'infarto!

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Vi racconto il sogno di stanotte. Come tante altre volte, è un sogno che di punto in bianco cambia completamente, circa a metà...sono i sogni più difficili da ricordare, per me. Ciò che ricordo è che stavo controllando un mio vecchio blog che non aggiornavo da anni (ma io non ho un blog, a parte il vecchio Windows Live Space, non presente nel sogno...aveva pagine bianche su sfondo di una tonalità gialloverde...), e notavo che l'ultimo post aveva ricevuto qualche centinaio di commenti. Era un post sul mondo, sui "massimi sistemi", di critica, e non un post che parlasse di me: ho quindi pensato che fosse per quello che il post aveva avuto tanti commenti, e che quindi nell'aprire il nuovo blog avrei dovuto fare molti post sul mondo, sull'attualità. Scorro per vedere quanti commenti hanno gli altri post e scopro che anche quelli hanno centinaia di commenti, ne leggo qualcuno...il resto è confuso.

Mi ricordo una sorta di stacco: sbuco in una zona recintata con una rete, uno di quei campetti di asfalto (l'ho ricondotto, anche se questo era diverso, ai campetti sportivi recintati e in asfalto presenti nel posto dove andavo sempre al mare), e con me c'è una ragazza, amica delle superiori.

Ora, da questa ragazza io ero fortemente attratto, anche se da un punto di vista esclusivamente fisico-sessuale. Ovviamente si mise con il mio amicone dell'epoca xD Anche se, conoscendola meglio, non avrei mai voluto una relazione vera con lei.

Comunque, c'è uno skate di mezzo e lei è una frana, così provo io, cambiando continuamente piede per spingermi. Nel sogno, affermo di non andare sullo skate da anni e che è stato proprio il ragazzo in questione a insegnarmi a fare dei saltelli con lo skate.

In realtà non sono mai andato sullo skate. Comunque non ricordo altro.

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Ne ho fatti tanti di sogni, negli ultimi giorni. Tutti nitidi per almeno 12 ore, e li avrei scritti tutti qui, ma mi sono poi dimenticato di farlo ogni volta.

Alcuni in realtà me li ricordo, ma oggi voglio parlarvi del sogno, in questo momento ben poco nitido. Però c'era lei.

(*si rende conto di aver usato lei al corsivo in riferimento ad una persona particolare, cosa che fa nella sua storia :facepalm: )

Ecco, lei è una mia compagna di elementari e medie. Alle medie ebbi una cotta per lei. Una cacchiatina, ovviamente. Non provo sentimenti per lei e non ne ho mai provati (a quell'età e a quell'intensità non li conto).

Però l'ho sognata spesso, negli anni. Non la vedo, se non ogni tanto qualche rapida occhiata (quando dico tanto intendo anni) sul pullman perché abita a pochi isolati di distanza, e non ci parlo dai tempi delle medie, visto che dopo la cotta arrivò il periodo in cui non la sopportavo.

Eppure...ogni tot mesi, o dopo un anno...la sogno di nuovo. E' cresciuta, sempre. E' bella, più che nella realtà. Non combiniamo niente. Ci incontriamo, semplicemente, scambiamo qualche parola, e...ogni volta mi sveglio e avrei voglia di averla.

Si, nel senso sessuale del termine.

A proposito, è lei la ragazza del sogno in cui era posseduta da un alieno e io la baciavo. L'unica volta che si combinò qualcosa.

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:deserto:

Bene, ecco il pazzesco, incredibile sogno di stanotte.

Primo giorno di quinta superiore, ingresso all'aperto immenso, stile cortiletto in cemento circondato da mura. Entriamo, la planimetria è qualcosa di nuovo per me, ma ha dei richiami a quella che era la planimetria della scuola media, nei miei sogni (non quella reale, quindi). E di questo mi ricordo, così come mi ricordo che io sono un ragazzo al primo anno di università, mi ricordo di aver passato l'Esame di Stato (cito anche il voto...ed è quello vero). In altre parole, passo tutto il tempo a dire ai miei compagni (che sono i veri compagni che avevo alle superiori) che mi trovo in un sogno. Intanto eravamo entrati. Ingresso, a sinistra e poi ancora a sinistra, attraversiamo una marea di porte (stile cancelli, in realtà) verde acido, e penso che conducano alle palestre ma non è così (perché nel sogno ripenso alla planimetria della "finta" scuola media). Infine entriamo in aula e faccio ai miei compagni quel discorso. La professoressa (che non ha invece riscontro con persone reali) assegna i posti, in ordine alfabetico e mettendomi in posti che non mi piacciono. A quel punto, mi prendo a schiaffi per svegliarmi, e piano piano mi sveglio. Ma mi riaddormento, e mi ritrovo da un'altra parte...c'è un sentiero circondato da piante (sembrano enormi peperoncini, e pungono), che costeggia l'acqua, e lo spiazzo è perfettamente quadrato.

Mi rendo conto di essere Che Guevara, e che sto partendo per un viaggio. Strano (ma in quel momento non lo comprendo, solo da sveglio), visto che ho una divisa nera (con foulard rosso), una moglie, dei figli e non assomiglio per nulla a Che Guevara. Partirò con uno dei miei figli, e un'altra, una figlia, si mette a ricordare un viaggio che abbiamo fatto insieme, e fa riferimento a quando, una volta, Che (nel cui corpo ci sarei io, in quel momento) l'avrei baciata sul collo e mi rendo conto che prova "amore", chiamiamolo così, per me.

Mi avvio a piedi, svoltando a sinistra, e il percorso è praticamente come se uscissi dall'aula in cui ero nel primo sogno, tornando all'indietro: questo è ciò che più o meno ho pensato mentre ero nel corpo di Che. Nel frattempo (non ricordo più quando) penso che dovrei scrivere un romanzo su ciò che sto sognando.

Poi mi sveglio, nella mia stanza (direi quella vera). E penso che tutto ciò che ho sognato lo dovrei mettere nel topic delle idee dimenticate qui sul WD, scendo dal letto e vado verso la camera dei miei genitori, la porta è chiusa, ma non vivo con i miei genitori (nella realtà si, ma lì no)

Parte la mia voce, fuori campo ( :wah: ) che dice "Non ho mai detto ad Andrea la verità sulla terza esperienza che sognai...ero incorporeo" ho parafrasato.

E poi mi sveglio sul serio: non mi ero mai destato davvero. E CHI CAZ** E' ANDREA? :asd:

Mi sa che il sogno è stato influenzato dalla recente seconda visione di Inception, non sarebbe la prima volta che a distanza di qualche giorno mi appaia in sogno qualcosa legato a un prodotto visto....

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L'altra notte ho fatto un sogno simile a quelli in cui sembra di volare, ma non volavo, bensì mi arrampicavo su di una specie di falesia, o forse un vecchio muraglione.

Ero leggerissimo, mi bastava spingere con la punta delle dita per spingermi verso l'alto, oppure mi lasciavo cadere rallentando la discesa semplicemente passando le dita dentro dei iuffi di vegetazione che sporgevano dalla parete.

Una cosa davvero strana. Molto piacevole, però.

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Tipo fluttuare? A me capitava spesso, negli anni, di fare sogni in cui galleggiavo nell'aria...mi spingevo e fluttuavo, potevo spingermi in avanti, quasi nuotando...ma pian piano la spinta si esauriva e lentamente perdevo la quota. Era bellissimo...

Ma non faccio quel tipo di sogni da tanto.

Invece non mi sembra di aver mai volato nel puro senso del termine, nei sogni.

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Non proprio fluttuare, se mi lasciavo andare cadevo. Però occorreva davvero poschissima forza per darsi una spinta o fermarsi a ridosso della parete.

Anche quando sogno di volare è così, più simile a un galleggiamento che a un volo vero e proprio. Ogni tanto mi capita.

In questo caso la differenza stava nella presenza del muraglione. Un'arrampicata, ma quasi senza peso.

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Mi sembra di aver capito. Qualcosa di simile alla propulsione verso l'alto.

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Nei sogni in cui sogno di volare va così, di solito. Sogno di fare un salto e di ricadere più lentamente del normale, ci riprovo e la caduta + ancora più lenta. Alla fine resto a galleggiare e comincio a spostarmi in avanti, come se planassi. Non è che succeda molto spesso, intendiamoci, ma ogni tanto succede.

Nel sogno dell'altra notte invece facevo forza con le mani, come in una normale arrampicata. Solo che la forza necessaria era pochissima.

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Ecco, planare! Quello che dicevo io quando parlavo di fluttuare/galleggiare, mi sa che in realtà è planare :asd:

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Un sogno di cui ho un ricordo piuttosto confuso. Al momento del risveglievo era molto ricco di dettagli che ho l'impressione di aver dimenticato. Quello che ricordo è che andavo in Australia con un amica. Mentre stiamo per atterrare le dico che scendo, c'erano delle cose che dovevo fare, così lascio l'aereo e mi ritrovo giù, ma ci sono dei problemi.

Trovo un mio zio che è vissuto per molti anni a Bari e gli chiedo di aiutarmi, non so più come rintracciare la mia amica che deve essere sbarcata.

Mio zio mi da alcuni indirizzi di persone che potrebbero essere d'aiuto. Mi suggerisce anche di non dire in giro che sono sceso da un aereo in volo, convengo che è meglio.

Ma la prima cosa da fare è raggiungere l'aeroporto, magari la mia amica è ancora là. Ma quanto tempo è passato? Pochi minuti? Quattro ore?

Alla fine qualcuno mi indic la strada per l'eroporto e mi avvio a piedi. È una strada di campagna tagliata in mezzo a una vegetazine fittissima. Larga ma non asfaltata.

Sto camminando lungo quella strada quando mi sveglio.

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Ultimamente ho fatto tre sogni che ricordo e li scrivo qua per non dimenticarli anche se rimangono solo pochi flash.

Nel primo ero su una spiaggia superaffollata in un posto ultrafighetto e quindi scazzatissima della situazione finché non entro in acqua. Il mare era blu scuro e aveva il gusto di amarena. Una sensazione bellissima galleggiare nell'amarena e berla mentre nuoti, sono felicissima e lo dico a qualcuno, c'è tanta gente anche in acqua ma adesso mi piacciono tutti, e la persona mi risponde "per questo le Maldive sono una meta ambita, non lo sapevi?"

Nel secondo ero con degli amici tra cui un ragazzo con problemi di linguaggio e di testa, morbosamente attaccato alla madre che viveva in una stanzetta triste e faceva il carabiniere. Mentre ci racconta un caso su cui stanno indagando su un serial killer ha un modo di descrivere i particolari che mi schifa e mi inquieta. Poi siamo in una specie di cava e arrivano i carabinieri e io e un'amica scappiamo, ma io non ho i documenti e l'amica mi dice che sono cavoli miei. Io non mi angoscio e salgo per la salita arrivando in un bar ristorante - rifugio di montagna dove c'è la festa dei carabinieri. Lì parlano tutti del caso. Poi ho il vuoto e l'ultima scena è a casa del ragazzo strano e finalmente capisco che è lui il serial killer, lui cerca di scappare e prende la busta con tutti i suoi uncini e ferri per seviziare le vittime, ma io lo fermo buttandomi sopra e immobilizzandolo :asd: quando arrivano i carabinieri penso che siano dei pirla a non essersi accorti che era lui l'assassino e una sbirra mi dice che io non ero stata una vera amica solo perché lui era strano.

Terzo e ultimo, solo un flash. Sono su una nave e percorro tutti i mari del mondo e arriviamo in un tratto pieno zeppo di delfini e squali e pescioni di ogni tipo, è una vista bellissima, e dico al mio ragazzo stupito che io lo sapevo che lo Ionio era così, però in realtà intendo qualcosa come l'oceano indiano.

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Ospite Mrs C

Inizio a pensare che il mio subconscio mi stia mandando dei segnali ò_ò

stamattina (perché era mattina) ho fatto un sogno molto strano. Mi trovavo in pigiama (perché sono sempre in pigiama? :sss: ) in questa via, in collina. Svoltavo l'angolo e passava una ferrari con il mio preside (il futuro preside della scuola in cui andrò). Non so cosa succede ma il tempo torna indietro (credo attraverso l'orologio che porto al polso) catapultandomi in un palazzo con decine di persone che conosco (molte che non sopporto) e mi rendo conto che tutti sono nervosi. Una voce (non ho idea di chi o cosa sia) mi dice che io devo far accadere una certa cosa (credo l'incontro con il mio preside [che mi vede e mi saluta] in quella via) alle 12 e 40 di quella mattina, e che se non lo farò succederà qualcosa di terribile o.o così io tramite l'orologio vado a quell'ora e in quella via per far sì che succeda ma non lo incontro, così torno indietro ancora e ci riprovo, e ancora, ancora, ancora (lo sento proprio fisicamente il tornare indietro °_°)... finché non mi sveglio.

:sss:

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Una volta sognai di essere entrato nel videogioco di Resident Evil 2. Mi rendevo conto che è un sogno e, mentre all'epoca (ero piccolo) avevo paura di giocarci, nel sogno non ne avevo e mi dissi "dai, finiamolo".

E finii tutto il gioco (senza vedermi mentre lo facevo, però).

Effettivamente di RE2 avevo solo la demo.

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Mamma mia, mi invitate a nozze! Piccola premessa: io ricordo SEMPRE cosa sogno. Non mi è mai capitato di non ricordare un sogno. Addirittura ci sono state notti, in cui, da bambina, mi capitava di sognare sipari rossi che si aprivano all'improvviso lasciando il posto ad una serie di immagini tutte identiche (ricordo bene quella di Pinocchio). In ogni caso, i miei sogni sono veramente... disparati. Raramente faccio incubi o sogni inquietanti, ma quando succede è qualcosa di terrificante che mi tormenta per mesi. E poi mi è capitato più volte che il sogno si avverasse la mattina successiva. Mi è successo quando è morto nonno, ad esempio. Sognai di ricevere una chiamata in cui mi avvisavano dell'accaduto e la mattina dopo mia madre mi ha svegliata dicendomi del nonno.

Per farvi capire un po' ve ne racconto due, i più esemplari.

Sogno idiota:

Ero in salone, la stanza era illuminata dalla luna (?!?) e sul muro si vedevano le ombre di Michael Jackson e Freddy Mercury che ballavano e cantavano. La cosa assurda è che si erano scambiati i vestiti.

Sogno inquietante:

Ambientato a Parigi nel '700, periodo della Rivoluzione, per intenderci. Le strade erano bagnate di sangue e gremite di cadaveri putrefatti. Ad un tratto appare una famigliola: lui era alto, magro, capelli scuri e lunghi fino alla spalla, aveva il pizzetto e indossava una camicia bianca molto larga portata dentro ad un paio di pantaloni neri dell'epoca; lei era una bellissima donna con i capelli lisci e castani e portava un abito blu molto lungo; e poi c'era la bambina, veramente terrificante: gli occhi erano color ghiacchio, quasi bianchi, e i capelli erano di un biondo platino, anch'essi quasi bianchi. Non assomigliava affatto ai suoi genitori eppure sapevo che era loro figlia. All'improvviso afferrano l'uomo e lo impiccano (non descrivo la scena perché è raccapricciante); dopo pocco accoltellano la donna. La bambina resta impassibile, non ha alcun tipo di reazione. La cosa più terrificante è che sebbene io non fossi nel sogno ho avuto la sensazione di aver vissuto davvero quelle cose. Detto così può sembrare una sciocchezza, ma quando mi sono svegliata sono stata male.

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'Azzarola.

due notti fa ho fatto uno dei sogni più stupidi di sempre. Sono un paio di settimane che guardo Scrubs tutte le sere, e nella suddetta sera stavo discutendo con un amico del doppiaggio di Bruce Willis. Bene, quella stessa notte sogno di guardare una puntata di Scrubs. Il Dottor Cox entra in una stanza buia, c'è il paziente a letto che si alza un attimo (solo il busto) ed è proprio Willis. Fa una smorfia e si rigetta a letto, quindi non parla e io noto che non è doppiato. Bah.

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E stanotte ho fatto un sogno che appartiene al passato. L'ambiente e (a grandi linee) ciò che succede nel sogno è qualcosa che ho già sognato in passato, ma non lo facevo da tanto.

Una serie di campi da calcio uno dietro l'altro (per lungo, il che significa che dietro ad una delle porte inizia un altro campo), una marea di ragazzi che giocano. A gruppetti, e una marea di palloni scagliati da tutte le parti. Io attraverso quei campi (sono "comunicanti" attraverso alcune fessure nelle reti che li separano. Sono "griglie" verdi, in questo momento mi sfugge il nome, comunque dovrebbero essere reti metalliche rivestite di una copertura di plastica verde o qualcosa del genere), riconosco alcune persone, ma vengo ignorato, non gioco e decido di andarmene. Stanotte ho distinto due persone: uno è un tizio di cui mi aveva parlato un amico proprio quella sera (lo conoscevo anche io) e un altro si chiama Alberto, e lo cito perché istintivamente il suo volto si è adagiato più volte su coprotagonisti legati fortemente ad alcuni miei protagonisti di ciò che scrivo (il cui volto e imprinting iniziale è il mio). Questo senza che io lo volessi o lo programmassi, e fin da quando ero abbastanza piccolo e immaginavo storie che non scrivevo. Un po' strano, visto che non siamo mai stati particolarmente legati: eravamo compagni alle elementari, probabilmente desideravo la sua amicizia all'epoca, così come desideravo considerazione nello stesso periodo, e la considerazione era data solo al calcio, in cui io non riuscivo (e si, alle elementari il tuo successo tra gli altri compagni era determinato da come giocavi a calcio).

Sono abbastanza sicuro che Alberto sia comparso in un altro sogno del genere anni fa

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Sogno di stanotte.

Per qualche ignoto motivo, avevo corpo e aspetto di Van Damme e avevo un gemello che aggrediva la casa in cui mi trovavo insieme ad altre persone (al momento indistinte). Era una cosa strana, avvertivo un sacco di tensione crescente attendendo che arrivasse, anche se quando si è trattato di affrontarlo l'ho fatto senza problemi (e, in un momento che ricorderò sempre perché è stato dannatamente cool, gli ho mollato un calcio volante spettacolare, anche se totalmente inumano e che nessun artista marziale oserebbe tentare nella realtà).

La cosa ricorrente è la tensione: è da un po' di tempo che ogni tot faccio dei sogni in cui provo tensione e paura, a volte terrore puro, per cose che nella realtà non dovrebbero terrorizzarmi e non lo fanno, ma a volte sono cose che mi mettono un pochetto di ansia e non ne vado fiero. Odio essere una persona ansiosa, ma purtroppo...

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Stanotte è successa una cosa strana. Non è la prima volta in realtà. Mi sveglio in continuazione e a distanza di pochi minuti (sembrano quasi secondi) mi riaddormento. Questo per un sacco di volte. E però ogni volta che mi riaddormento sogno...ed è semplicemente lo stesso sogno che va avanti!

Tralasciando il dolore fisico, rivelatosi acido lattico, che riuscivo comunque a percepire in quei piccoli risvegli, il sogno era ambientato a Magawish.

Ora, Magawish è uno di quei villaggi turistici marittimi/minimondo ad Hurgada, sul mar rosso. Andavo sempre lì al mare, ogni estate ed ogni volta che andavo in Egitto (quindi sulle 16-18 volte in vita). Stesso posto, quasi stessa gente. I miei iniziarono ad andarci anni prima che io nascessi, quindi conoscevamo tutti nello staff, era il "nostro" posto.

Come al solito, il luogo nel sogno era strutturato in modo differente da come è in realtà. Come al solito, ho già sognato la struttura fatta così come era fatta stanotte, anche se sono comparse cose nuove.

Non ricordo molto bene il sogno...c'era mio padre ed ero a disagio con la sua presenza, ricordo che c'è stato un trasporto in pullman dove eravamo a coppie (io, sfortunatamente, con mio padre) e puntavo una pistola al collo di mio zio per scherzo, per non farlo scendere dal pullman in modo che potessimo arrivare prima noi in una sorta di gara, ma nessuno mi ha cagato.

L'idea di essere in Egitto, come sempre (nei sogni e nella realtà) mi disturbava e il fatto di essere con mio padre peggiorava le cose, ma quando sono arrivato lì mi sentivo meglio, più sereno e pronto a divertirmi. So che ho camminato attorno alla piscina, ho parlato con un paio di persone che conoscevo da molto (volti e voci che, nella realtà, non esistono)

Ma poco altro.

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In vista del concorso horror voglio tenere a mente tutti gli incubi che faccio. Quello di stanotte non è utilizzabile a fini narrativi, però vediamo cosa mi fa paura:

dovevo prendere un aereo e lo stesso aereo lo doveva prendere Hitler (sì, Hitler, anche se non gli assomigliava, aveva un aspetto più moderno) e le mie amiche ridacchiando mi dicono di avergli fatto uno scherzo convincendolo che io ero innamorata di lui e che ci saremmo seduti vicini, mentre in realtà non era vero (che scherzo!). Però io mi inquieto, scherzare con Hitler, insomma, così gli dico che c'è stato un errore e mi siedo vicino a lui e non è più solo uno scherzo, sto veramente con Hitler. Non è neanche cattivo, è gentile. Sull'aereo abbiamo una cabina nostra, con il bagno con la vasca. Però ci sono anche altri passeggeri e una di questi spiega che adesso negli aerei c'è un'ascia perché in caso di incidenti si può tagliare in due la testa della gente. (Io non capisco se per porre fine alle loro sofferenze o solo per malvagità) e mi inquieto di nuovo. La signora ammicca come se sapesse cose tremende che ignoro.

L'aereo decolla (paura) e poi però invece di andare in cielo sale su per una stradina con tornanti in un bosco tetro. Però va velocissimo e sulla strada c'è il ghiaccio e il pilota ci dice che è molto difficile non schiantarsi e io ho paura. L'aereo è vecchiotto, piccolo, poco rassicurante.

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Per un attimo, un singolo attimo, ho temuto che fosse un sogno erotico su Hitler :noo:

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Io faccio sogni stranissimi... ne ricordo uno dove c'era un ascensore che permetteva di approdare in un altro luogo, forse anche di tornare indietro o andare avanti nel tempo, ora non ricordo. Uscivi dall'ascensore per trovarti da un'altra parte completamente. Poi sempre relativo agli ascensori ricordo di avere sognato un gruppo di persone vestite di bianco e dai tratti orientali che entravano in ascensore per morire; in pratica entrare nell'ascensore equivaleva a suicidarsi... inquietante :emh:

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Io i sogni me li scordo quasi subito. Invece, gli incubi restano più a lungo nella mia memoria.

Un incubo che mi ha lasciata proprio terrorizzata si svolge più o meno così: sono seduta nella mensa della mia scuola elementare, una grande stanza con le pareti bianche e grandi vetrate trasparenti che danno sul cortile. Mangio tranquilla, poi, ad un certo punto del sogno, è come se mi rendessi conto solo ora che attorno a me ci sono io. Tantissime io, uguali identiche a me, vestite come me che però parlano fra di loro e mangiano cose diverse dalle mie, quindi non sono riflessi. Poi guardo verso le finestre e vedo i miei amici e i miei genitori che mi guardano attraverso il vetro. Ma non guardano me, guardano tutte noi insieme, il loro sguardo non si ferma su di me ma sulla folla. Poi il mio migliore amico entra nella stanza e cammina a fianco a tutte le Moniche sedute sui tavoli, si guarda attorno ma non mi vede anche se io sono vicina a lui. Infine, va a parlare con una me poco lontana e anche i miei genitori e mia sorella e i miei amici trovano una Monica con cui parlare che però nn sono mai io.

Mi ha lasciata, non terrorizzata, sconcertata... Era bruttissimo vederli che ci osservavano senza fissarsi su una di noi, ma guardando la folla uniforme... e poi quelle Moniche uguali a me ma con personalità e modi di fare e parlare unici. Non posso controllarle, loro non fanno quello che faccio io eppure i miei amici e genitori preferiscono loro.

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