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Astro

Memorie dal mondo dei sogni.

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un paio di giorni fa ho sognato una sorta di film horror

sono in un negozio che si direbbe vendere un po' di tutto, dai biscotti ai fumetti, tutto coloroso e morbidoso, con moquette, puff e cose del genere. Io sto nel settore fumetti e sfoglio un manga, lamentandomi con me stessa che questa scena l'ho già vista tante volte e per l'ennesima volta sfoglio le pagine senza guardarle, e alla fine non so nemmeno qual era il titolo. a un certo punto arrivano mia sorella e il suo ragazzo che mi dicono che bisogna andarsene. e io allora vado a cercarmi le scarpe (si entrava scalzi lì) ma una non la trovo, giro e rigiro ma niente. cerco di guardare sotto i mobili ma per quanto ci provi non riesco a piegarmi. Al che mia sorella suggerisce di lasciar perdere, è sicuramente una punizione divina per l'esser venuta qui tante volte a sfogliare fumetti a scrocco e quindi per di più averli usarati.

Comunque dobbiamo fuggire perchè la città ormai è in mano a zombie o cose del genere.

Usciamo e ci aspetta un treno che sembra quello dei film western, solo che all'interno altre ai divanetti ci sono anche dei letti a castello impilati a file di tre. Su uno di questi è steso un uomo che si agita nel sonno, un altro tizio invece sta seduto e mormora come se stesse recitando preghiere, a quel punto uno dei passeggeri esplode in un lago di sangue, e tutti a sospettare che uno dei due tizi gli abbia fatto qualche iattura. Intanto il treno si avvicina alla nostra destinazione, una città che dovrebbe essere sicura, ed ecco che il ragazzo di mia sorella prende ad agitarsi come in preda a una visione profetica e dice che non dobbiamo andarci, che lì c'è il male, e appena il treno si ferma la coppietta se la dà a gambe verso un bosco. Io li inseguo, imprecando perchè corrono velocissimi e io non ho fiato, per di più senza una scarpa vado ancora più scomoda.

Li raggiungo che si sono sistemati per passare la notte in una capanna fatta di giunchi e foglie tipo quella del film Ritorno alla laguna blu. Insieme a loro ci sono altri tizi, e tutti sono preoccupati e si chiedono come riusciremo a sopravvivere al buio senza nemmeno armi. A quel punto un cadavere di un militare arriva dalla finiestra, lanciato da chissà chi, e poco dopo arriva un intera squadra di militari, stavolta vivi, che cominciano a farci domande.

Eppo imi sveglio.

Ma che è icon_eek.gif ?

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@nayan, io direi che ci hai preso. A qualunque cosa il sogno si riferisca quello è purtroppo il mio atteggiamento ultimamente.

@xarxes, hai per caso mangiato la tua collezione di dvd di recente? icon_cheesygrin.gif

Vi lascio col mio sogno di stanotte, strano piuttosto e anziché no.

Invece del classico pesce rosso, ero felice proprietaria di un pesce azzurro, lungo ca. 15-20 cm, allegro e vivace, che trasportavo in una vaschetta. Partecipo a non so che, forse una gara, dove bisogna attraversare a nuoto un canale o forse un lago con acque verdi e opache. Io vado fino all'altra sponda cercando di non toccare sul fondo, dove presumo ci siano piante, rocce, relitti, insomma roba in cui non mi va di mettere i piedi. Durante tutto il tragitto il pesce è con me, ma alla fine non vuole uscire dall'acqua. Io lo vedo che nuota insieme ad altri pesci e sono triste perché non vuole più stare con me, ma anche preoccupata che gli succeda qualcosa.

Quando sono fuori dall'acqua mi volto e l'acqua è diventata limpida: il fondo è piatto, di piccole piastrelline color panna, sembra una piscina, non fosse che ci sono delle conchiglie e altri animali marini incrostati. Vedo il mio pesce che nuota allegro con gli altri, si volta e mi saluta. Allora io capisco che è meglio che lo lasci lì, dove può avere degli amici.

Ma improvvisamente l'acqua inizia a ritirarsi e diventa sempre più bassa. I pesci si affollano sul fondo, ma non c'è abbastanza acqua per tutti. Decido di salvare il mio pesce e mi procuro dei barattoli, alcuni aperti, altri col coperchio, grandi e piccoli e li provo per sapere in quale può entrare il mio pesce, ma sono in ansia perché l'acqua sta diminuendo e diventa sempre più torbida. Provo a salvarlo, ma lui è avvinghiato ad altri pesci e non riescono a entrare tutti nel barattolo, o meglio ci entrano ma poi non c'è acqua a sufficienza. Cerco di farne uscire qualcuno, ma scappa anche il mio pesce. Ci riprovo, ma questa volta è il barattolo sbagliato, troppo piccolo, ne prendo uno più grande, ma mi serve che abbia il coperchio perché devo correre via, cerco di travasare il pesce da un barattolo all'altro, ma mi cade in acqua. L'acqua è diventata torbida e io, disperata, non riesco più a ritrovarlo e anche quando l'acqua si è ritirata tutta non riesco a vedere dov'è il mio pesce azzurro. Continuo a cercarlo ma non lo trovo e ormai è passato troppo tempo e i pesci hanno cominciato a morire.

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Ho sognato che mi assegnavano la borsa di studio per andare in Giappone, partivo tutta felice e contenta, avevo un appartamento in stile tradizionale con tanto di futon.

Piccolo problema: ogni mattina mi guardavo allo specchio e avevo sempre meno capelli. Chiamavo mia madre disperata e lei mi diceva noncurante: "Te l'avevo detto che c'erano le radiazioni, ma sei voluta andare lo stesso!"

Dopo pochi giorni ero pelata ç__ç

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Fresco fresco di stanotte.

Ambientazione: qualcosa tipo inizio ottocento, in una villa di campagna. Nella villa abitano un nobile decaduto (impersonato da Burt Lancaster) con diversi nipoti di diverse età e aspirazioni. Lui non sa quanti ne ha in giro per il mondo e io sono una nipote recuperata di recente, una delle maggiori in età.

La villa è molto decaduta, non ci sono soldi per restauri o altri lavori, ognuno fa quello che può, ma il parco è ormai lasciato a sé stesso e anche la villa ogni tanto perde pezzi. Dentro è un caos di mobili e altre cose, accumulate nelle zone abitabili della villa.

Il mondo fuori è in guerra, forse una guerra civile, o una rivoluzione, comunque la legalità è sparita e in paese domina una specie di clan mafioso, che taglieggia tutti. Il capo di questi si presenta al cancello della villa e chiede mille lire al nobile, che gli ride in faccia e lo caccia via.

Uno di questi nipoti, che faceva il ballerino, viene rapito e lo ritroviamo appeso al cancello con i piedi sanguinanti (vivo e neanche tanto grave per verità).

Decidiamo che è ora di abbandonare la villa. Sono in una zona del parco, alta tipo collinetta, da cui si vede la villa sotto una scalinata, e me la immagino come doveva essere ai bei tempi.

A un certo punto, la strada davanti alla villa si riempie di gente che corre, a piedi trasportando cose, o in carri o carrozze. Ci dicono che bisogna fuggire, che il paese non è più sicuro. Si rifa vivo qualcuno del clan mafioso, ancora a chiedere queste benedette mille lire, ci lasciano una giornata di tempo.

Non so come ci ritroviamo con 5-6 cadaveri. Ora, non possiamo portar via con noi tutto quello che c'è nella villa e dobbiamo trovare il modo di nasconderlo, soprattutto l'argenteria, anche perché supponiamo che i mafiosi saccheggeranno la villa.

Decidiamo di scavare delle fosse profonde, sotto mettiamo quello che non possiamo portare via e sopra i cadaveri, anche se temiamo di non fare in tempo.

A questo punto mi sveglio.

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Giro il promontorio e ecco il porto, le case assiepate, i moli che proteggono lo specchio d'acqua. Lì mi stanno aspettando. Mia nonna sventola il fazzoletto bianco, dal balcone di casa, come faceva quando ero piccola. Quando lei era ancora viva.

Giro il promontorio e il vento cala. Le vele perdono tensione, si afflosciano e il mio due alberi si ferma.

Bonaccia a trenta metri dalla salvezza.

Eccola sta arrivando. Una nave da guerra enorme. A motore, chiaro.

Come gira il promontorio i suoi cannoni iniziano a bombardarmi.

Mi tuffo in acqua e nuoto verso il porto.

Ma l'acqua è densa. Una fatica icon_eek.gif

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Ospite

Io stanotte ho decapitato un coniglio. Giuro, non l'ho fatto apposta è stato un incidente :sss:

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Premetto che ho avuto una settimana pienissima e stancante, oggi, domenica di pioggia, mi metto a letto con il portatile e la pancia piena, scrivo qualche pagina e poi decido di fare un bel sonnellino, tutta contenta della prospettiva di non dover fare nulla e sogno.

C'è una mia amica che mi chiede se può usare il mio personaggio maschile per il libro che sta scrivendo (lei non scrive in realtà), sul momento l'idea mi piace e decido di prestarglielo, lei in cambio mi presterà qualcos'altro che non ricordo, ma l'accordo mi piace. Così inizia la storia del suo personaggio femminile, che è una ragazza che subisce dal padre una serie di abusi. E' un uomo cattivo e sadico. Io nel sogno assisto a questo racconto sotto forma di amica del suo personaggio e vedo una scena in cui il padre la maltratta.

Poi ci ritroviamo io e la mia amica in una casa-torre al mare.

Queste tipologie di case torre le ho già sognate: si trovano in un paese di mare e sono altissime e ben poco funzionali in quanto fatte soprattutto di scale alte quanto una ventina di piani, ma c'è un solo appartamento circolare in cima, da cui c'è un'ottima vista. Sono strutture moderne e ce ne sono di più popolari, come quella in cui siamo e altre superlussuose in cui sono stata in un altro sogno. Da fuori non sono grosse, ma gli appartamenti sono senza logica enormi.

Comunque nella casa torre sono con la mia amica e con una famiglia, che non è né la mia, né la sua, ma è stile telefilm americano e sono rilassata. La mia amica però diventa il suo personaggio e mi chiede tutta spaventata aiuto. Io ho un flashback di quello che le è appena successo.

Il padre in realtà è un re, vestito da gran parata e si è ferito una mano. La regina gliela prende fra le sue e sembra che voglia curargli le ferite, ma poi dice che ormai l'unica soluzione è ucciderlo.

- Andrà tutto bene - dice.

La mia amica ha paura e scappa e viene da me.

Io credo che abbia paura che la regina ammazzi il padre, e che nonostante la maltratti voglia salvarlo, invece lei vuole ancora vederlo morto, ma non so bene perché abbia bisogno bisogno del mio aiuto.

Comunque è il momento di prestarle il mio personaggio, che è in camera sua che dorme, nella stessa casa torre.

L'amica e il mio personaggio discutono un po' e fanno per andarsene, io li accompagno sotto e d'un tratto non sono più sicura di essere io, ma la mia eroina e mi ingelosisco che se ne vadano insieme. Così decido che farò parte della spedizione di salvataggio per ricordare che il mio personaggio è sentimentalmente impegnato. icon_cheesygrin.gif

Saliamo in macchina, lui sparisce, io torno io, la mia amica guida come una pazza e in macchina c'è anche una dottoressa (persona che conosco davvero), attraversiamo il paese che è una sorta di India da favola, ci sono gli uomini con il turbante, animali e piante stranissime, bambini che fanno il bagno nelle pozzanghere sul sentiero che sono profondissime come pozzi. E' piovuto tanto e la strada è allagata, ma la mia amica guida senza pensarci e finiamo con l'acqua completamente invasa d'acqua e fango che sta per affondare proprio nel tratto abitato dai coccodrilli.

Io sono spaventata, la mia amica è invasata e non fa caso alle bestie, mentre la dottoressa lotta con loro.

Uno dei coccodrilli che è lungo due volte la macchina e largo uguale, ha un abito viola, stile indiano, muove la coda e sembra che stia per attaccare. Mi chiedo come diavolo farò a venirne fuori e dove è finito il mio personaggio e poi nella realtà il mio ragazzo mi sveglia.

Non mi sono riposata per niente. E la trama era assurda. :facepalm: Si può sognare che la propria migliore amica voglia fregarvi il personaggio? E' insicurezza allo stato puro. icon_lol.gif

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Eravamo io e mio padre. Lui voleva comprare un piccolo aereo privato (chissà con quali soldi poi :sss:), e aveva ottenuto di fare un giro su un aereo di prova, come se fosse una macchina. L'aereo è uno di quelli con i pattini, che possono atterrare sull'acqua, e difatti partiamo dal porto. Decolliamo e ben presto ci immergiamo fra le nuvole. Non so come ma so che stiamo andando in direzione nord rispetto alla Spagna. Io faccio notare a mio padre che l'aereo è pieno di difetti, senza la strumentazione adeguata a volare, ma lui è ostinato, dice che gli piace comunque. Io però gli faccio notare che finiremo per schiantarci in acqua, perché senza strumenti fra le nuvole è un po' difficile orientarsi. Detto fatto, all'improvviso il mare compare davanti al muso dell'aereo. Io penso rassegnato: "L'avevo detto".

Risalgo a galla, e scopro di essere in mezzo all'oceano, in un mare gonfio di onde e color blu notte. A galleggiare vicino a me non c'è mio padre, bensì due miei amici. Da un lato vediamo diversi transatlantici in lontananza, somigliano agli incrociatori stellari di Star Wars. Da un'altra parte ci sono delle isolette con delle casupole. Ci dirigiamo verso la più vicina di queste isole a nuoto, anche se io non so nuotare. Facciamo una brevissima sosta per riposarci aggrappandoci a dei pali di legno che spuntavano nel bel mezzo dell'oceano. Finalmente arriviamo all'isoletta, tutta circondata da canneti. Al centro c'è una specie di capanna vichinga. Gli indigeni parlano una lingua strana, e io ho fame. Mi dicono che se voglio cibo devo mangiare un fiore che sorge davanti la loro capanna; è circondato da api, e ci si può arrivare solo dandosi lo slancio con un palo elastico a pochi metri di distanza. Al primo tentativo cado di lato al palo perché non mi ero bilanciato bene. Al secondo, tutto concentrato, volo direttamente sul fiore e lo mangio. I miei amici sono pronti a ripartire a nuoto verso l'isola più grande (continente?) che si vede poco lontana. Ci arriviamo senza problemi, e scopriamo che è abitata da persone tutte bionde con gli occhi azzurri, una specie di Svezia, con gli edifici moderni, però, non vichinghi. Notiamo che i giovani indossano tutti delle mascherine sulla bocca, come se temessero una contaminazione da qualcosa; inoltre si dirigono tutti in una direzione, alcuni tenendosi per mano. Gli adulti, li guardano dai bordi delle strade, contrariati. Cerchiamo di capire cosa succede, faccio domande, ma nessuno vuole rispondere. Allora io e i miei amici ci mettiamo a seguire questa inquietante processione, e attraversiamo un tunnel sotterraneo, una specie di bunker. Dall'altro lato si sbuca in un piazzale di terra rossa, dove c'è un aereo pronto a partire; è lì che salgono tutti. A lato del sentiero, poco prima dell'aereo, c'è una cesta piena di scarpe da ginnastica bianche, e chi vuole può prendersele se le sue sono rotte. Io, anche se le mie si sono sfondate, vado avanti senza cambiarle, mentre i miei due amici si fermano a mettere le calzature buone. Salgo la scaletta che porta all'aereo, ma vengo fermato da una giovane donna giapponese che indossa una specie di uniforme da assistente aerea. Mi chiede dove pensavo di andare, e io le rispondo che stavo solo curiosando. Lei dice che l'aereo è già pieno, e devo scendere perché devono partire. Poi chiacchieriamo un po', ci salutiamo con un sorriso e lei mi dice di aspettare il suo ritorno; io replico che non vede l'ora che lei sia tornata. Come regalo d'addio, la ragazza mi dà una specie di torta gialla (pan di spagna?), coperta di cioccolato

Torno dai miei compagni - che nel frattempo sono aumentati di numero; ora ci sono anche uno dei miei fratelli e un vecchio compagno di classe, un'ipocrita che mi ha sempre odiato -. Mi chiedono ora che dobbiamo fare e il tipo antipatico mi prende in giro per la ragazza; io dico di aspettare, perché lei tornerà a prenderci. Poi sono indeciso se mangiare il dolce o no; alla fine decido di sì, e lo condivido con gli altri, con il risultato che non resta niente per me.

Per fortuna che è un sogno, sennò avrei detto che sono completamente impazzito :nondico:

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Ho sognato che rifacevo l'esame di maturità. Non ho capito bene se era perché era necessario per qualcosa o solo perché volevo rifarlo per sfizio.

Comunque mi ritrovavo tipo a maggio a iscrivermi da privatista senza avere la più pallida idea di come funzionasse, quali materie dovessi studiare, ecc. Paradossalmente ero più in confidenza con cose come latino e greco che non studio da quasi 20 anni che con fisica o matematica, comunque il mio panico era dovuto soprattutto al fatto di avere un orale su tutte le materie.

A un certo punto scoprivo che invece le cose non erano così, che allo scritto potevo scegliere che tipo di orale fare, le opzioni che mi ricordo erano colloquio sul latino, colloquio sul greco e esposizione di una tesina multidisciplinare. Va da sé che scelgo quest'ultima e decido di riciclare parte della tesi della triennale, ma non va bene perché non c'è nessuna materia coinvolta (a parte forse greco/latino ma di striscio). Alla fine mi decido per una tesina sulla Lingua Franca, perché ho già parecchio materiale più che sufficiente per una tesina di liceo. Mi sono svegliata sull'interrogativo: «Ma devo scriverla anche o è sufficiente che faccia la presentazione e l'esposizione?»

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Io stanotte ho sognato che Tigrillo moriva T_T ed era colpa mia, perché non facevo abbastanza attenzione a lui, e lo ritrovavo in un lago di sangue dentro al deumidificatore T_T

Lo so che è impossibile perfino che un moschino finisca nel deumidificatore, ma era proprio orribile... :facepalm:

Quando mi sono svegliata e lui era lì che dormiva sul mio collo ero così contenta che me lo sono stretto. E lui ha fatto un mia' un po' sorpreso e un po' scocciato...

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Brutto sogno Vale.

Io ho sognato che mi iscrivevo all'università in Libano, visitavo il complesso che era una megastruttura a metà fra l'albergo e un centro conferenze, conoscevo insegnanti e compagni e poi guardando dalla finestra, notando la vegetazione, uscivo fuori e urlavo felice e rapita da estasi "Sono in Africa!! Qua è nato l'uomo, io appartengo all'Africa!"

(peccato che credo sia Asia, ma va bè è un sogno)

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Non mi sono riposata per niente. E la trama era assurda. :facepalm: Si può sognare che la propria migliore amica voglia fregarvi il personaggio? E' insicurezza allo stato puro. icon_lol.gif

Nerina, non so se questa cosa mi ha condizionato, ma l'altro giorno ho sognato che i miei personaggi e i tuoi si incontravano in un albergo e iniziavano a fare scambi di coppia... :facepalm:

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Non mi sono riposata per niente. E la trama era assurda. :facepalm: Si può sognare che la propria migliore amica voglia fregarvi il personaggio? E' insicurezza allo stato puro. icon_lol.gif

Nerina, non so se questa cosa mi ha condizionato, ma l'altro giorno ho sognato che i miei personaggi e i tuoi si incontravano in un albergo e iniziavano a fare scambi di coppia... :facepalm:

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Mi trovavo in una specie di scuola di magia. Ero poco più che una novizia, ma non abbastanza grande per insegnare. C'erano dei problemi tra gli allievi, qualcosa che riguardava la religione e qualche fanatico.

In bagno, vedevo che delle ragazzine infastidivano una novizia che a quanto pare era mia sorella; io la difendo e metto in punizione queste novizie; poi, fuori dal bagno, incontro un'insegnante preoccupata che questa storia della religione possa mettere mia sorella nei guai, ma io nego tutto, perfino quello che era appena successo in bagno.

Decido di affrontare la situazione e vado nei dormitori degli studenti. Qui incontro due degli allievi responsabili dei problemi della scuola, una ragazza isterica che grida terrorizzata dopo avermi vista e si chiude in un armadietto, e un ragazzo che si mette in mezzo, dicendomi di comprenderli e di non essere troppo severa.

Finalmente entra il capo della piccola banda, una fanatica religiosa che mi ignora completamente. Io comincio a dirle che la deve smettere di cercare di obbligare tutti a credere in quello che dice (si comportava come una profetessa di verità religiose), ma continua a ignorarmi. Al che io mi arrabbio non poco, e poi lei mi dice che io non capisco, che non so che sta per essere stabilito un nuovo ordine nel mondo, che è destinato a cambiare tutto...

E qui mi sono svegliata... blink1.gif

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Ospite Signor Ford

Premessa: questo sogno l'ho fatto per un lungo periodo, a puntate. Sì, nel senso che ogni volta, a scadenze più o meno regolari, sognavo la conclusione del precedente sogno e il suo continuo. Quest'esperienza è durata parecchio tempo, fino all'anno scorso mi è capitato di sognare ancora qualche spezzone sparso. Ma la trama centrale è frutto del mio inconscio dal 1999 al 2003 circa.

Mi trovo in un posto che non ho mai visto, penso una zona residenziale.

I miei piedi camminano per una via che presto finisce con una piazza dove al centro c'è un grandissimo albero, secolare, dinanzi al quale vi sono tre cancelli verdi, piuttosto grandi.

Dietro ogni cancello c'è un animale: nel primo un dobermann gigantesco, nel secondo un orso e dietro al terzo un animale preistorico, del quale da piccolo ne avevo letto l'esistenza su qualche libro, che dovrebbe essere l'antenato del bradipo attuale (ma di dimensioni enormi). Ho paura, perchè loro sanno che io mi trovo a un passo da loro. Penso a una via di fuga, vorrei arrampicarmi sull'albero ma ho paura che le tre bestie gigantesche possano ghermirmi.

Vedo che tutti e tre cominciano, con grida furiose, a dar colpi al cancello. Decido di voltarmi e scappare, e solo in quel momento mi accorgo che alle mie spalle c'era una scalinata che porta a un appartamento. Mentre corro tra gli scalini mi accorgo di un ingresso di una casa dove busso convulsamente. Mi apre un uomo dalla faccia un po' strana, con la barba e i capelli neri e spettinati. Mi chiede cosa voglio, e io, con fare concitato, gli spiego che le tre bestie mi stanno rincorrendo. Lui mi fa entrare in casa e sento alle mie spalle ancora le urla delle bestie e il cigolare del loro cancello. "Appena in tempo" penso, mentre mi richiudo la porta alle spalle.

"Io ho da fare" mi dice l'uomo strano, sparendo dall'ingresso e andandosene.

Rimango solo in quella casa finchè non mi accorgo di alcuni strani rumori, e di risate di bambini.

Mi addentro nell'andito della casa e mi ritrovo dinanzi a tre porte colorate: rosa, verde e blu. In ognuna di esse c'è la raffigurazione di un nipote di Paperino :sss:

Mi rendo conto che le porte non hanno maniglia, e che sono fatte di plastica. I rumori e le risate vengono proprio da lì dentro. Mi accosto alla porta blu, e cercando di aprirla diciamo che la "sfondo" ed entro dentro. In realtà le stanze sono unite e dentro ci sono miriadi di giochi che si muovono da soli. Bambini che ridono. La stanza è vuota, e sento che mi chiamano, vogliono giocare con me. Pupazzi volano da una parte all'altra della sala, carte che vengono disposte sul tavolo da nessuno. Sento un po di paura perciò esco e cerco di rimettere la porta al suo posto :facepalm:

L'uomo dietro di me inizia a urlare chiedendomi cosa avessi fatto e come mi fossi permesso. Mi urla contro di andare via da casa sua. Voltandomi lo rivedo, accorgendomi che l'uomo è lo stesso, ma invecchiato di almeno 30 anni. Ora ha i capelli bianchi e il viso scavato dalle rughe. Me ne vado di corsa, senza nemmeno scusarmi, uscendo dalla porta sul retro (mica voglio incontrare le tre bestie, eh! :facepalm: )

Mi ritrovo dinanzi una scalinata, fatta con ceramica rossa. Scendo, continuando a sentire le risate dei bambini. Alla fine della scalinata scorgo una sorta di parco giochi: altalena, giostrina, ecc ecc, tutte installazioni che sembrano muoversi da sole. A questo punto accade la cosa più strana di tutto il sogno: la mia coscienza vigile mi dice di voltarmi e rientrare in casa, il mio io decide invece di andare a vedere il parco giochi. Scendo scalino su scalino, con la consapevolezza che ho dietro qualcuno, so che sta per accadere qualcosa di male ma il mio io incosciente continua a scendere quelle scale per raggiungere il parco. Le risate sono sempre più forti e distinguibili. Sono quasi arrivato all'ultimo scalino che, pur sapendo che ormai è tardi, non riesco a voltarmi.

La mia vista si tinge di rosso e sento che qualcuno mi pugnala la schiena, mentre ormai avevo quasi sceso dalla scalinata. Sento solo un urlo di dolore, che penso fosse il mio.

L'ultima volta, nell'ultima puntata, mi sono effettivamente risvegliato sentendo tra le scapole un intenso dolore, come se davvero mi avessero pugnalato.

:facepalm: Ok, lo chiamate voi lo strizzacervelli?

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Premessina: forse non tutti voi saprete che ho da poco terminato la prima stesura del mio romanzo gotic-fantasy/horror, che chiamo Febbre Verde, e che vorrei provare a proporre a qualche big.

Stanotte ho sognato che lo proponevo per la rappresentanza a Lanterna Notturna, e Ayame invece di propormi le CE con cui sono in contatto (Elliot, castelvecchi e Salani), voleva per forza farmi pubblicare con Einaudi... :sss: diceva che avrebbe portato molto più lustro al WD... La cosa bella è che io le dicevo, Ma scusa, non sarebbe meglio Elliot che pubblica genere? Lascia stare Einaudi...

La spiegazione probabilmente deriva dal fatto che l'altro giorno stavamo a cena da amici e abbiamo parlato proprio di questo, e io dicevo che la Elliot mi piace molto, e se dovesse andarmii male con le big che ho in mente mi piacerebbe provare con loro... e poi che sto leggendo Calvino, I libri degli altri, che sono le lettere che lui scriveva a quelli che gli proponevano dei manoscritti... all'epoca (anni '50) i manoscritti ancora li restituivano e Calvino scriveva lettere cortesi anche all'ultimo degli imbrattacarte (salvo poi dirne peste e corna con Vittorini). è un libro molto bello, leggiatelo :li:

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Stanotte ho letto un po', poi ho scritto un po'. Poi mi sono messa a dormire e ho fatto un sogno inquietante.

Mi trovavo in un mega albergo stile Shining, probabilmente pure in montagna. Ed ero in dolce compagnia, tutto iniziava bene, poi incontro una amica (un misto fra una persona che conosco e l'invenzione) che non vedo da tanto e sorpresa di trovarla lì, mi fermo a chiacchierare con lei. E' un po' strana, sembra un po' schizzata ma sono contenta di vederla che non ci faccio molto caso. In pratica dice di odiare tutte le persone che sono lì e di aver letto il mio romanzo non concluso (quello che stavo scrivendo prima di dormire), inizia a farmi complimenti esagerati, da vera fan, e io sorvolo sul fatto che sia pallida e nervosa perché sono contenta che a qualcuno importi di cosa ho scritto, tanto da citarmi pezzi a memoria e a discutere con me della trama. Ed è quello che fa, solo che parla del mio protagonista e di me, invece che della co-protagonista. Visto che è scritto in prima persona glielo concedo e non la interrompo, quando dice "e tu hai fatto bla bla bla" dico solo ah, sì, quel pezzo piace a anche a me, sì succede quello e bla bla bla (nel sogno la trama era più chiara che nella realtà). Poi andiamo nella mia camera perché dobbiamo parlare indisturbate ed è inutile che perda tempo con gli altri ospiti, secondo lei.

Ci sediamo una di fronte all'altra e vuole che io scriva. Mi metto a farlo e mente scrivo parlo ad alta voce così può seguire perché è proprio presa e vuole che concluda una scena, solo che arrivata al punto di nominare la protagonista lei dice che devo mettere il mio nome. Io rispondo che, no, non si chiama come me, che non sono io, e lei per qualche istante diventa tutta verde in faccia e una nebbiolina le evapora dalla pelle, tipo demone della palude e con voce infernale mi dice che devo mettere il mio nome, che sono io.

Mi spavento e di fretta mi correggo.

- Ok, ok, sono io. Certo, che errore stupido. Ah, ah ah - rido nervosa.

Ma non so perché mettere il mio nome è qualcosa di davvero sbagliato (perché non sono io, è effettivamente sbagliato), e quindi dico che pur essendo io la protagonista, quella a cui stanno succedendo quelle cose, preferirei un altro nome, ma solo così, tipo pseudonimo. Lei torna normale e sorride, carina come prima e dice - ti piace Virginia?

- Certo - rispondo prima di vederla di nuovo trasformarsi in mostro. In realtà non mi piace per nulla, ma ho tanta paura perché è un mostro fanatico, penso che probabilmente la mia amica sia in realtà morta e sia tornata sotto forma di demone.

Poi il sogno cambia e nell'albergo c'è un assedio e io insieme a un tipo saltiamo legati a una corda fino alle alte mura, scaliamo la parete e stacchiamo pezzi delle mura per fare un varco dall'altra parte. Chissà perché ma quell'azione rende felici tutti gli omini che si accalcavano davanti alle mura e poi non ricordo più niente.

Ma la prima parte è stata angosciante. Il demone verde che ti obbliga a scrivere cosa vuole lei mi ha davvero traumatizzata.

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Poi il sogno cambia e nell'albergo c'è un assedio e io insieme a un tipo saltiamo legati a una corda fino alle alte mura, scaliamo la parete e stacchiamo pezzi delle mura per fare un varco dall'altra parte. Chissà perché ma quell'azione rende felici tutti gli omini che si accalcavano davanti alle mura e poi non ricordo più niente.

Che sogno rocambolesco...:)

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Non è un sogno particolarmente recente, ma lo posto lo stesso perché mi è rimasto impresso. Ho sognato di morire cadendo del vuoto, poi mi sono svegliato nella mia stanza e quasi immediatamente sono stato ucciso con una coltellata quindi mi sono svegliato nuovamente nella mia stanza e sono andato a fare colazione, in fine mi sono svegliato veramente, è stato bruttissimo, mi sembrava di essere come intrappolato dentro la mia mente contorta

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Ultimamente sogno poco, ma avrei dei sogni molto, ehm, come dire....alla volgare diciamo "intrippati".

Una cosa strana è che certi miei sogni hanno una planimetria ricorrente, che non ha corrispettivo reale a Torino.

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Sogno di qualche notte fa, abbastanza insensato °-°

Mi trovo con altre quattro persone non ben identificate in una strana sala, molto grande e buia, con al centro sei pilastri neri rovinati dal tempo; agli angoli della sala ci sono quattro piccole stanze, e in ognuna di esse c'è un demone. Se riusciremo a sconfiggere tre di essi, potremo affrontare il quarto, che a quanto pare è il capo. Prima di poter affrontare uno dei demoni, però, la scena cambia.

Ora sono in una chiesa abbandonata. Con me c'è una donna molto anziana. Indossiamo entrambe abiti ottocenteschi, e io ho in mano un sacchetto pieno di una polvere nera. La donna mi spiega che quella polvere è ciò che resta delle colonne della sala di poco prima, che è un luogo maledetto. Io, sorridendo, dico che ho giocato a un videogioco in cui si doveva fare la stessa cosa, uccidere i demoni in successione per poter arrivare al boss. Lei mi guarda storto e poi continua a dire che quel luogo è maledetto.

La scena cambia di nuovo. Ora sono all'aperto e ho i piani di costruzione di una nave in mano; mi accorgo che una delle sezioni del veliero è uguale alla sala maledetta. Preoccupata per la maledizione, dico tutto al re (non so cosa c'entri un re, ora...) e lui manda il suo falco a cercare i piani originali della nave, che si trovano in qualche zona sperduta di montagna. Allora il falco parte e io lo seguo tra le montagne. Il povero animale non vola tanto bene e sbatte pure un paio di volte sulle rocce, ma riesce lo stesso ad arrivare a destinazione. Quando si scopre che i piani originali non prevedevano quella sezione, torna indietro, ma viene inseguito da altri volatili più piccoli... e poi finalmente mi sono svegliata. :blink:

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Ho sognato che insieme a mia sorella, anni prima avevamo ucciso un uomo. Messo sotto con la macchina, guidavo io, ma non era un incidente, dovevamo eliminarlo. Poi abbiamo insabbiato tutto, ma al tempo del sogno, qualcuno lo stava per scoprire. La cosa angosciante è che mi sono svegliata convinta che fosse vero e per una buona mezz'ora sono stata nel letto chiedendomi perché l'avessi fatto, se l'avevo rimosso, come difendermi se non ricordavo più niente e avevo un gran rimorso. Poi mi sono svegliata del tutto e mi sono sentita sollevata. :saltello:

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Ospite Prisca
Quando si scopre che i piani originali non prevedevano quella sezione, torna indietro, ma viene inseguito da altri volatili più piccoli... e poi finalmente mi sono svegliata. :blink:
Peccato, volevo sapere come finiva.

Io ho sempre fatto dei sogni sensati e sono sempre stata cosciente del fatto che stessi dormendo (con il tempo ho maturato l'abilità di trovare gli indizi). Stamattina, però, poco prima di svegliarmi mi sono ritrovata una scena abbastanza incomprensibile ed inquietante (almeno per me). Di solito, i miei sogni hanno una trama più o meno logica e capisco quasi sempre cosa mi vogliono dire. Su questo sono perplessa.

Non so come ci sono arrivata, ma la mia memoria ha cominciato a registrare quando mi sono ritrovata ad aver appena partorito. Non ho mai inquadrato nessun bambino, ma sapevo che era successo. Sapevo anche che mi stavo "riprendendo" molto velocemente grazie a qualità sovrannaturali e che dovevo riacquistare il sangue perso bevendo altro sangue - una specie di vampiro insomma. La scenografia era quella del piano superiore della mia casa poco prima che la cucina diventasse la mia camera, quindi c'erano solo il tavolo e qualche credenza. Più la panca attaccata al muro (un elemento che è sparito quando ero piccola e di cui in effetti non ho alcun ricordo). Era tutto molto luminoso, doveva essere una mattina d'estate.

Dicevo, subito dopo il parto e dopo un po' che mi sono ripresa a sufficienza, mi alzo dal divano del salotto e passo alla stanza a fianco dove appunto c'era la ex cucina. Mi siedo alla panca, sono tramortita e sconvolta e non riesco ad inquadrare nessuna delle persone che mi girano attorno. Non capisco cosa dicono ma so che sono lì perché ho partorito e si curano della faccenda. So che si stanno prendendo cura del neonato, dovunque fosse. Nel frattempo mi danno dei bicchieri di sangue, che bevo velocemente sapendo che mi servono per aiutare il mio corpo a riprendermi. Però ecco la cosa strana: continua a farmi male il ventre, come se fosse una conseguenza anomala del parto.

La cosa preoccupa gli altri, ma non faccio in tempo a scoprire altro perché mi sveglio.

Premettendo che non ho ancora avuto figli... boh! xD

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@ Prisca: ho avuto un lunghissimo periodo in cui sognavo continuamente di dover...fuggire dai sogni!

A volte, facendo cose agghiaccianti. Avere forti shock, ad esempio, o farmi del male fino a svenire. E' capitato spesso di fare sogni in cui ero consapevole di trovarmi in un sogno.

Il primo sogno che mi ricordo di aver fatto (o meglio, il sogno più remoto che mi ricordi) è molto nitido: Tom Selleck (si, più volte ho sognato personaggi della TV) mi portava in una caverna con una macchina decappottabile rossa (presumibilente la Ferrari di Magnum P.I) e mi diceva di aspettarlo. Poi arrivava un topo e io mi spaventavo e salivo sopra un sasso. Vabbè che ero piccolissimo...

Ho sentito molto parlare dell'interpretazione dei sogni, ad esempio secondo schemi comuni: un'immagine che rappresenta qualcosa, o simili. Dalla mia esperienza personale ho notato solo una cosa: se hai troppo caldo, hai un incubo.

Poi ne posterò altri...

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Chiedo umilmente perdono nel caso in cui questo topic fosse il doppione di un altro (che magari mi è sfuggito nella ricerca :) )

Non so a voi, ma a me capita di ricordare ogni singolo sogno che faccio. Da anni ormai.

E' come se mi guardassi un film nel sonno senza dimenticarne mai la trama.

E la cosa mi piace un sacco, anche se spesso mi ritrovo a vagari in luoghi assurdi e pericolosi, o a scappare da chissà quali creature sanguinarie.

Come questa notte, che mi sono fatta un giretto fra le rovine di Atene (non chiedetemi come faccio a sapere che era Atene, lo so e basta :huh: ) mentre cercando di evitare delle onde spaventose, mi rintanavo nelle case ancora integre scappando da qualcosa, o qualcuno.

Ad un certo punto mi ritrovai nella soffitta, ahimè senza uscita, di una casa elegante, perciò scensi a nascondermi dietro al divano, mentre i proprietari di casa accorrevano a vedere chi fosse entrato.

E io lì, davanti a loro, convinta che non potessero vedermi. Ma ovviamente mi vedevano benissimo!

Presa dal panico e mossa dall'adrenalina, scappai dalla finestra, saltando da un tetto all'altro, sempre consapevole di avere qualcuno alle calcagna!

Lo sentivo sempre più vicino, mi stava con il fiato sul collo, ormai era dietro di me e...

La sveglia se lo portò via! Lasciandomi intontita, spaventata e con una stanchezza infinita addosso!

E voi? Dove siete stati stanotte?

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Ospite Mrs C

Vi chiedo scusa in anticipo per il pippone, ma è un sogno che mi ha talmente terrorizzata che non sono più riuscita a stare a letto :sss:

Mi trovo in una specie di laboratorio. Mio cugino è lì perché gli devono dare una specie di riconoscimento per il suo lavoro (non so perché ma è diventato carabiniere ed è in alta uniforme: io sono in camicia da notte :sss: ). Solo che a un certo punto mi metto a urlare (non ricordo perché) e mi caccia(no) via. Inizio a vagare per questo laboratorio cercando l'uscita, è pieno di porte, e le luci iniziano a spegnersi e accendersi a intermittenza, così ogni tanto cammino al buio con la sola luce delle vetrate nelle varie stanze. Quando ormai cammino da un po', mi ritrovo improvvisamente in mezzo alla mia vecchia classe di scuola. La mia migliore amica sta studiando per un'interrogazione d'inglese e le altre persone sembrano non vedermi. Solo una ragazza sembra accorgersi di me, così alza una mano e salutarmi, ma i suoi occhi guardano altrove per cui penso che invece stia salutando un'altra persona. Vado avanti, un po' agitata, finché non vedo una porta in mezzo al corridoio (che nel frattempo è tornata normale) e finalmente la luce non si spegne più. In questa stanza ci sono tantissime persone, che non appena entro mi squadrano. Io vado avanti, ma per tre o quattro volte ritorno alla porta al centro del corridoio finché non mi urlando di rimanere seduta invece di andarmene in giro a bighellonare. Mi prendono in giro, urlando contro di me, così decido di sedermi per due o tre minuti, e solo due ragazze mi rivolgono la parola in maniera più o meno gentile finché non mi ricordo:

"Ahah! Ma lo sapete una cosa? Io non devo rimanere qui, io sono in 5° C non in 5° A!" ( :sss: )

Così mi alzo, tra le urla e gli schiamazzi, ed esco fuori dalla stanza. La luce a quel punto salta del tutto, e io mi ritrovo a notare come sono ormai alla fine del corridoio (che diventa sempre più stretto e mi soffoca), e posso scegliere varie strade in cui proseguire. Compare così un tizio (lo scienziato responsabile del laboratorio che avevo già visto alla cerimonia di riconoscimento di mio cugino) che ha una torcia in mano e mi fissa in maniera strana (ricordo che era pelato e basso).

"Se segui questa strada" e mi indica quale "ti ritroverai praticamente fuori dal laboratorio. Però stai attenta, perché le curve sono contrassegnate da scie luminose."

E infatti, guardando per terra, vedo proprio la scia di cui parlava quell'uomo che mi lascia la torcia e sparisce. A quel punto ho un piccolo vuoto, solo che inizio a camminare mentre i tuoni illuminano quella strada che mi ha indicato lo scienziato e, vedendo finalmente la luce, corro. Solo che arrivo al garage di casa mia e anche qui la luce è a intermittenza (veramente, la luce nel garage di casa mia non è stabile). Mentre cerco di chiamare mia mamma senza risultati (non mi risponde), noto che c'è una macchina che va avanti, torna indietro, va avanti, sbatte contro un muro, va di nuovo avanti. Preoccupata mi avvicino, e vedo il finestrino della macchina a pezzi, e un uomo morto con bocca e occhi spalancati, apparentemente colpito da infarto. A un certo punto però la macchina punta verso di me, e io terrorizzata, corro fuori dal garage finalmente all'aperto e l'auto non mi segue. Ricordo di aver alzato gli occhi al cielo (pieno di stelle) e di aver tirato un profondo sospiro di sollievo per essere riuscita ad uscire. Solo che poi mi rendo conto che c'è un'altra macchina, tale e quale alla prima (cambia solo il colore) che avevo visto nel garage. Anche qui, spaventata ma curiosa, mi avvicino. Il finestrino non è rotto ma l'uomo è sempre morto, solo che questa volta non è infarto: ha la testa spaccata ed è pieno di sangue. Mi allontano in mezzo al posto macchine che c'è lì accanto e la macchina del garage si ferma accanto alla seconda. E così rimangono per tutto il resto del sogno.

In quel momento ricontrollo il mio cellulare e noto che non solo mamma non mi risponde e il telefono non prende ma è pure scarico (mentre prima era carichissimo). Finché, quando finalmente penso che sia tutto finito e sono più o meno tranquilla, faccio il tremendo errore di alzare gli occhi al cielo. E lì vedo una persona, vestita di bianco, che fa un passo avanti dall'ultimo piano del palazzo e si lancia di sotto. Non urlo, ma chiudo gli occhi, e la persona sparisce. Ben convinta a non alzare più lo sguardo, questa volta sento una voce che mi costringe a farlo. C'è un'altra persona, questa volta al penultimo piano, sempre vestita di bianco (è una donna). Rimane ferma per un po' finché quella voce mi dice:

"Anche tuo padre è morto così, così come lei, è morto così."

E mentre io urlo e piango dicendo "no, no, lui non è morto così, non è morto così!" lei si sporge, allarga le braccia e a volo d'angelo si lascia cadere. Solo che questa volta la guardo mentre si butta e cade a pochi metri da me. Il suo corpo è sparito subito dopo aver toccato il suolo, ed è rimasta solo la macchia di sangue.

A quel punto sento una specie di musichetta di sottofondo (tipo finale di film horror, avete presente?), e mi vedo da esterna mentre cammino in una strada di campagna con un borsone (che conosco, è l'ingresso di un Agriturismo in cui sono stata un paio di volte) e parlo con mia madre (il telefono è carico, prende e mia mamma ha risposto).

"Mamma? Sono io. Sì, sto tornando a casa. Sono incinta di due gemelli."

E ricordo di aver pensato che avessero fatto qualche esperimento su di me mentre ero dentro al laboratorio e che lo scienziato sapesse tutto prima che lo sapessi io.

Un paio di premesse: mi sono convinta che questo sogno sia il concentrato di tutte le cose di cui ho più paura. In ordine:

- Vedere gli altri realizzare i miei sogni (volevo diventare un carabiniere e per motivi che non vi sto a spiegare non mi è possibile, e questo mi ha fatto stare male per un po'.)

- L'indifferenza delle persone a cui voglio bene (la mia migliore amica, le persone che conosco, etc etc)

- Le interrogazioni di inglese :sss: :sss:

- Le prese in giro (alle medie come alle superiori ne ho subito di tutti i colori)

- Il buio (ho una paura fottuta del buio)

- Il dover tornare a scuola per forza, quando c'è un brutto ambiente in cui non ci sto bene (le persone che mi obbligano a sedermi, e poi mi ricordo che non sono obbligata)

- Stare sola con persone che non conosco (e viscide, nella fattispecie lo scienziato)

- I tuoni e i lampi e i luoghi stretti e chiusi (al buio mi fanno paura in una maniera incredibile, e il corridoio era davvero angusto)

- La paura di essere sola e il fatto che possa essere successo qualcosa a qualcuno che amo (mia madre che non risponde al telefono)

- Il mio garage (lo so che sembra stupido ma giuro che di notte è qualcosa di raccapricciante :sss: )

- L'essere testimone di una morte violenta e il sangue (più o meno, concentrato nei tizi della macchina. Odio il sangue [però mi piacciono i film splatter :sss: ])

- La morte di mio padre per ovvi motivi

- I sensi di colpa (la voce che mi parla e il non poter far nulla per impedire la morte delle due persone che si lanciano dall'edificio)

- Il parto (il possibile dolore mi terrorizza :sss: )

Ho avuto talmente paura che non sono più riuscita a prendere sonno e mi sono alzata :sss:

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