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Stefano Verrengia

Pagine bianche

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PAGINE BIANCHE

 

Dove vai, serpente ondeggiante
fra questa folla di fili d'erba?
So che segreto nascondi
in quella pochette da 1000 euro o più.
Vorrei aprire le tue gambe
come un libro mai letto
ma son sicuro che le pagine
sono tutte bianche.
Forse, per una notte,
potrei dirti che tuo padre è uno stronzo
e tu potresti donarmi 3 secondi di gioia.
A volte, ci si accontenta
anche di una rosa finta,
di una pinta e di una notte meno tetra.

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19 ore fa, Stefano Verrengia ha scritto:

Dove vai, serpente ondeggiante
fra questa folla di fili d'erba?

Buon inizio. Un giorno o l'altro i serpenti, stanchi di essere associati a quanto di più negativo esista in natura, reclameranno pari dignità con il resto del mondo animale, ma per il momento credo sia legittimo servirsi dei luoghi comuni per indirizzare in un modo o nell'altro i propri scritti

19 ore fa, Stefano Verrengia ha scritto:

So che segreto nascondi
in quella pochette da 1000 euro o più.

Lapidaria e supponente. Posso capire l'avversione per certe figure, ma supporre di conoscere qualcosa di qualcuno etichettandolo dai particolari è un esercizio per cui a mia volta provo un'avversione naturale. O meglio, è un esercizio che mi sono sentito addosso troppe volte per poterlo apprezzare qui, anche se in contesto diametralmente opposto. Personalmente mi piacerebbe riuscire a rispondere alla supponenza senza reagire allo stesso modo, ma a volte ci casco anch'io eh, per cui forse chi è senza peccato o pensa di esserlo è meglio che comunque non scagli la fatidica prima pietra.

19 ore fa, Stefano Verrengia ha scritto:

Vorrei aprire le tue gambe
come un libro mai letto
ma son sicuro che le pagine
sono tutte bianche.

Naturalmente io commento, come sempre, in merito ai contenuti, al potenziale espressivo delle parole e delle associazioni, e non alla tecnica poetica di cui mi interesso tutt'ora molto poco. Dal mio punto di vista, quindi, trovo le similitudini molto dirette, com'è nel tuo stile, ma un pò scontate. Parlo da lettore comune, ovviamente, quando dico che mi aspetto in qualsiasi scritto qualcosa che non abbia già sentito

19 ore fa, Stefano Verrengia ha scritto:

Forse, per una notte,
potrei dirti che tuo padre è uno stronzo
e tu potresti donarmi 3 secondi di gioia.
A volte, ci si accontenta
anche di una rosa finta,
di una pinta e di una notte meno tetra.

La pinta, la rosa finta, il minimalismo di un rapporto ridotto all'incontro di una notte. Mi sembrano tutti luoghi comuni un po' datati e superficiali, etichette che scavano poco nella realtà delle cose, anche per via di una supponenza di fondo che a mio avviso stoppa sul nascere qualsiasi tentativo di capire meglio la natura di ciò che si vuole criticare.

Mi sono piaciuti molto alcuni tuoi scritti che ho letto qualche tempo fa, e l'ho anche già detto mi pare, perché ci sentivo una rabbia e un'energia autentica anche se negativa, per certi aspetti. Qui non ho ritrovato nessuna delle due, ma è solo il mio punto di vista, che ovviamente non conta niente. Ciao.

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