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Pincopalla

Anomalie naturali

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@Alessandro1982 :) 

 

Grazie mille per la lettura e per il commento. Vero, alcune persone danno più importanza al luogo in cui vivono e meno alle persone con cui vivono, ma non è il caso della protagonista: a me piace pensare che se ne sia andata per una questione di sopravvivenza e che Giulia la raggiunga spesso per prenderla un po' in giro e scherzare con lei, come fanno le amiche sincere. 

Grazie ancora, Alessandro! :) 

   

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Riesco a ritagliarmi qualche minuto per sbirciare in officina e mi chiedo: chi leggo? Decido: @Pincopalla , non ho dimenticato i tuoi scritti. Sono assente da un po', di tanto in tanto uno sguardo alle notifiche e via, ma stasera un commento lo faccio.

Le parole che sotto ho evidenziato in grassetto sono le prime che mi portano a inquadrare la storia in tempo moderni. Infatti, cominciando a leggere e tenendo conto del registro che hai scelto, ho immaginato una storia ambientata nell'ottocento (sarà anche per via della botanica?). Bella prosa, parole selezionate e adeguate al sentire del personaggio Maritilda.  Brava, ottimo pezzo. Concordo con chi dice che un prosieguo sarebbe gradito. 

Il 9/7/2020 alle 16:27, Pincopalla ha scritto:

pubblicati sulla bacheca virtuale dell’università e non rispose a Giulia. Sistemò gli occhiali sul naso e rilesse con calma mentre accarezzava la schiena del gatto balzatole lì vicino. Giulia la raggiunse portando con sé le stoviglie per apparecchiare la tavola.  Maritilda, seduta sul divano con il laptop sulle ginocchia e il gatto sulla tastiera, era concentrata nella lettura: non sentiva e non vedeva l’andirivieni dell’amica

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Ciao @Adelaide J. Pellitteri :) Che piacere ritrovarti! Grazie infinite per il tuo commento: ne sono sinceramente lusingata. Sai che hai ragione in merito all'ambientazione? Se non fosse per gli accenni alla tecnologia, potrebbe proprio essere una storia dell'800! Secolo che, peraltro, m'intriga assai! Grazie di cuore! <3

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@PRB :)

 

Mi scuso per il ritardo della risposta, ho letto solo adesso il tuo secondo commento. :facepalm:

Vedi, penso che ognuno scriva sotto l'impulso di emozioni personali e usando parole che gli appartengono e che la mente gli suggerisce: sicuramente i  "cinorrodi" a me sono familiari, ma capisco che non sia un vocabolo d'uso quotidiano. Tuttavia puoi vedere la cosa da un altro punto di vista: se ti capiterà di vedere i rami di un rosaio ricoperti di bacche rosse o arancio, forse, le chiamerai  "cinorrodi".  :)Leggere, almeno per quanto i riguarda, è anche scoprire.

Per il resto, potrei dire che "ragionata" voleva abbinarsi alla considerazione "scientifica" della protagonista nella sua veste di naturalista e che, per me, "vocazionale" qualifica meglio il tipo di passione (innata), ma tutto è soggettivo, un brano può essere nelle corde del lettore o meno: sui gusti di  non si discute. 

Grazie ancora per il tuo tempo.

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@Pincopalla

Che ognuno scriva sotto l’impulso di emozioni personali è assolutamente indiscutibile, per cui fai benissimo a seguire le tue e io certo non posso darti torto. Era solo una considerazione senza molte pretese :)

 

Permettimi una battuta: è difficile che mi ricordi il termine cinorroidi perché fin da piccolo mi ricordo che mio padre, piemontese, li chiamava gratacui (non so se ho scritto bene) che vuol dire «grattacu*i». Ignoro l’origine di questo termine un po’ volgare. Sicuramente però quando li vedrò mi ricorderò che una volta una simpatica scrittrice e sognatrice mi aveva rivelato il nome scientifico.

 

Ci tengo a dirti che il tuo racconto mi è piaciuto. Non mi fosse piaciuto, non sarei intervenuto.

Buona serata

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Ciao, ho letto adesso il tuo racconto e ti dico subito che mi è piaciuto il tuo "sguardo": le noci che cadono sul terreno bagnato nel momento nel climax e il fiore di cappero che cresce tra le rocce sono immagini che valgono, da sole, " il prezzo del biglietto". Brava.

 

Ti dico velocemente le cose che mi hanno disturbato di più.

 

Mi sembra che la figura dell'amica aggiunga poco alla caratterizzazione della protagonista: abbiamo già capito, al punto in cui entra in scena, i tratti principali di Maritilda, sappiamo che è “diversa” - bella l'idea degli occhi diversi tra loro! - e poco a suo agio in un mondo con cui non riesce a familiarizzare, quindi lo spazio occupato da Giulia non solo appare superfluo ma porta via spazio - in un racconto breve sempre prezioso -  a eventuali sviluppi drammaturgici di cui si rimane, come dire, “affamati”. Perché non tagliare la parte centrale e far vedere che cosa accade alla nostra eroina quando si trasferisce? E se una volta in campagna fosse un cappero che non riesce a crescere bene? Sicuri che il suo malessere fosse legato soltanto al luogo in cui viveva? Mi pare che così possano nascere domande interessanti, feconde di sviluppo.

 

Dal punto di vista dello stile, incastonate tra tante belle immagini – brava! - mi ha affaticato la ripetitività della costruzione di certe frasi. Troppi ma e troppi : .

 

(Neanche mi riesce quotare, faccio un copia e incolla, chiedendo scusa per la mia goffaggine). 

Tu scrivi: "Maritilda non aveva mai brillato per socievolezza, ma (tra l'altro qui non è inutile?) la sua naturale introversione si era persino inselvatichita nel corso degli anni rendendola, a volte, scontrosa. Di fatto, non aveva grandi pregi caratteriali né fisici, ma i suoi occhi catalizzavano l’attenzione per l’insolita colorazione: l’iride destra era nocciola e quella sinistra verde salvia. Col tempo si era abituata alla reazione altrui: da piccola veniva canzonata dai coetanei, da adulta scrutata con sfacciata curiosità dalla gente." 

 

Secondo me, se tu faticassi di più, mattone dopo mattone, il racconto ne trarrebbe giovamento.

 

Ecco, queste due brevi considerazioni, inutili dire che sono soggettive, quindi fanne l'uso che vuoi, sono comunque vinte dal come racconti le cose, scelta di parole per le quale ti rinnovo i miei complimenti.

 

A rileggerti,

 

Daniele

 

 

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@Pincopalla

Sono cresciuta in campagna. Avevo un libricino dove annotavo i nomi degli alberi, e se non li trovavo me li inventavo di sana pianta. I miei amici mi trovavano un po' stranetta :P

Ogni volta che ero in città avevo una strana tosse che proprio non andava via, e il medico diceva che era perché non ero fatta per quella vita.

Insomma, mi rivedo in Maritilda :)

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@Kiarka ciao! :) 

Mi scuso per il ritardo della risposta, ma vedo solo adesso il tuo commento. Grazie!  Sono convinta che sia proprio così: per un pesce fuori dall'acqua, è meglio cambiare ... aria! ;) Grazie!

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@Daniele R. :) ciao!

 

Mi scuso anche con te per il ritardo della mia risposta, ma mi era sfuggita la notifica del commento. 

Grazie infinite per il tempo che hai dedicato alla lettura del racconto e alle tue considerazioni. Sono d'accordo con te: bisognerebbe scrivere e lasciare "decantare" lo scritto per poi riprenderlo e aggiustare dove occorre. 

Grazie ancora e a presto! :)  

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Il 9/7/2020 alle 16:27, Pincopalla ha scritto:

Aria e frulli d’ali

frullii

Il 9/7/2020 alle 16:27, Pincopalla ha scritto:

«Passi il tuo tempo a piantare cose in quel fazzoletto di terra che chiami giardino e rientri in casa sporca di fango e tutta scarmigliata. In alternativa, leggi e rileggi tomi tristissimi: il tuo cervello è un intrico di specie vegetali, formule e nomenclature. A volte mi fai pena, cara ragazza.»

Questa frase mi sembra molto artificiosa, non credo qualcuno parlerebbe così

 

Il racconto mi è piaciuto, ma devo ammettere che è più per il tema e la protagonista che per lo stile o una storia particolarmente originale. Come dicevo, la protagonista è un gran bel personaggio, mi è piaciuto come l'hai caratterizzata per le sue passioni, il suo modo di vivere, la sua indipendenza. Secondo me sarebbe un personaggio interessante, ad esempio, per un giallo.

Lo stile secondo me inciampa un po' sui dialoghi, troppo artificiosi e irrealistici e perciò anti-immersivi.

Tra l'altro, per gusto personale, avrei messo la parte di lei alla villa non all'inizio, ma alla fine. In questo modo nella parte centrale non si sarebbe saputo che fine avrebbe fatto la nostra Maritilda; allo stesso modo, avrei quindi tenuto nascosto il testo della mail per svelarlo alla fine - ad esempio tra il "cosa ne pensa?" e "accetto l'incarico" - in modo tale da suscitare curiosità nel lettore. Probabilmente sto dicendo fesserie con questa costruzione particolare, ma amen.

In generale comunque è un ottimo racconto, ma perfettibile.

Alla prossima :rosa:

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@mina99 ciao :) e grazie mille per il tempo che hai dedicato alla lettura e al commento. 

Hai ragione, il racconto è perfettibile e gli spunti che mi hai dato sono utilissimi (anche se non ambisco alla perfezione! :arrossire:)

Grazie ancora, a presto :rosa:

 

 

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