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mutantboy

Dare del "Lei", maiuscolo o minuscolo?

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Ciao a tutti, vi chiedo un consiglio.

Sono dilaniato da un dubbio: quando un personaggio si rivolge ad un altro dando del "Lei", è meglio metterlo maiuscolo o minuscolo?

Faccio due esempi:

"Eppure non è ciò che mi aveva detto Lei"

Anche all'interno della stessa parola:

"Provo a spiegarLe".

Alla fine ho deciso di mettere la maiuscola sempre. Non mi piace visivamente, ma se non l'avessi messa temevo di generare confusione in un dialogo in cui due persone parlano tra loro dandosi del "Lei" e parlano anche di una terza persona.

Che ne pensate?

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10 ore fa, mutantboy ha scritto:

Alla fine ho deciso di mettere la maiuscola sempre. Non mi piace visivamente, ma se non l'avessi messa temevo di generare confusione in un dialogo in cui due persone parlano tra loro dandosi del "Lei" e parlano anche di una terza persona.

Che ne pensate?

 

Penso che hai ragione. Qualche giorno fa, il professor Sabatini in TV ha consigliato la maiuscola di cortesia nello scritto appunto per distinguere tra il Lei-tu e il Lei-lei. La stessa cosa vale per i possessivi (il Suo, la Sua…). A dirla tutta, io usavo la minuscola ma adesso che l'ha detto Sabatini – che per me è un Grande –, mi converto con serenità :)

Altrimenti, gli equivoci abbondano. Potrei raccontare alcuni aneddoti molto divertenti sulla confusione dei lei, dove persino paralisi guariscono in un attimo e morti risuscitano:asd::asd::asd:

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Non sono d'accordo. Un conto è scrivere una lettera commerciale o una semplice mail verso una persona con cui non si ha confidenza o non si conosce, un conto è scrivere narrativa. Visivamente io non ricordo di aver mai visto un "Lei" maiuscolo all'interno di un romanzo.

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3 minuti fa, Brutus ha scritto:

io non ricordo di aver mai visto un "Lei" maiuscolo all'interno di un romanzo.

 

Nemmeno io. Ma l'idea di essere il primo nella storia del romanzo mi garba alla grande :)

Comunque, fosse per me, abolirei il "lei di cortesia" e darei del tu a tutti, tranne forse alla regina Elisabetta, al Papa e all'imperatore del Giappone.

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14 minuti fa, dyskolos ha scritto:

Comunque, fosse per me, abolirei il "lei di cortesia" e darei del tu a tutti, tranne forse alla regina Elisabetta, al Papa e all'imperatore del Giappone.

...e la suocera!

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18 minuti fa, dyskolos ha scritto:

Comunque, fosse per me, abolirei il "lei di cortesia" e darei del tu a tutti, tranne forse alla regina Elisabetta, al Papa e all'imperatore del Giappone.

Anch'io! Ho sempre invidiato gli anglosassoni per la loro semplicità. Io mi incarto spesso, scambio il "tu" con il "lei" o viceversa e poi magari la gente si offende... :D 

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2 ore fa, *Antares* ha scritto:

Anch'io! Ho sempre invidiato gli anglosassoni per la loro semplicità. Io mi incarto spesso, scambio il "tu" con il "lei" o viceversa e poi magari la gente si offende... :D 

 

Eh già! :D

Ti racconto un aneddoto, una storiella realmente avvenuta. Ero in un ospedale. Circa due ore dopo l'arrivo, mi avvicino a una infermiera con mia madre sulla carrozzina e le chiedo lumi su una certa questione. Allora mi fa: "lei deve fare così col braccio" e imita il movimento. Mia madre aveva un braccio paralizzato, così le dico: "Ma lei non può farlo O_OO_OO_O! È paralitica, carissima signora infermiera!", al che lei (l'infermiera… meglio specificare :asd:) mi guarda sorpresa e mi fa: "Ma non lei-lei…" e indica mia madre "… intendevo lei-lei" e indica me col dito. E io: "Aah lei-tu! Mi dia del tu allora".

Rido ancora :rotol:

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Stai scrivendo un romanzo e quindi tutto deve essere coinvolgente e realistico. Un dialogo scritto come una lettera al commercialista è proprio brutto.

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20 ore fa, Edmund Duke ha scritto:

Stai scrivendo un romanzo e quindi tutto deve essere coinvolgente e realistico. Un dialogo scritto come una lettera al commercialista è proprio brutto.

 

Sono d'accordo che non sia per nulla bello. Da lì il mio dubbio, perchè in alcuni dialoghi, senza la maiuscola, sarebbe molto facile fare confusione. 

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Il 8/7/2020 alle 10:11, dyskolos ha scritto:

 

Nemmeno io. Ma l'idea di essere il primo nella storia del romanzo mi garba alla grande :)

Comunque, fosse per me, abolirei il "lei di cortesia" e darei del tu a tutti, tranne forse alla regina Elisabetta, al Papa e all'imperatore del Giappone.

Ho pensato anche a questo: sicuramente con alcuni personaggi potrei farlo, e probabilmente lo farò. Con altri purtroppo sarebbe un artificio narrativo molto riconoscibile e poco realistico. 

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47 minuti fa, mutantboy ha scritto:
20 ore fa, Edmund Duke ha scritto:

Stai scrivendo un romanzo e quindi tutto deve essere coinvolgente e realistico. Un dialogo scritto come una lettera al commercialista è proprio brutto.

 

Sono d'accordo che non sia per nulla bello. Da lì il mio dubbio, perchè in alcuni dialoghi, senza la maiuscola, sarebbe molto facile fare confusione. 

 

Secondo me, avete ragione entrambi. Da un lato, il Lei (con le elle maiuscola) ricorda una comunicazione burocratica specialmente in parole come "chiederLe"; dall'altro, il lei può creare confusione quando ha più referenti. In un poliziesco che ho scritto, il commissario dà del lei a due sorelle, che a loro volta danno del lei al commissario. Potenzialmente uscivano frasi come

"lei le ha dato una penna. Secondo lei com'è andata?"

"Secondo me, lei non ha capito cose le ha detto."

"Allora perché non me lo spiega lei?"

Ecc…

Troppa confusione. Non si capisce chi è lei né a chi ci si riferisce con il le né altro. Non va.

Ho risolto utilizzando i nomi propri delle sorelle anziché i pronomi. Oppure a volte gli uni a volte gli altri. Altra soluzione potrebbe essere giocare bene col punto di vista, ma è un cicinin più difficile.

 

 

 

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Alla fine ho deciso di passare dal lei al tu dove possibile, e mantenere il lei solo quando è strettamente necessario. E lo terrò minuscolo, riscrivendo i dialoghi in modo che si crei meno confusione possibile. 

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A seconda del contesto si può anche mostrare questo problema:

-e lei cosa ha fatto?

-Laura?

-Ma no, lei- tu, stiamo parlando di questo, che c'entra Laura?

oppure:

-E lei, allora? chiese seccata Maria,  puntando il dito contro il signor Rossi

oppure:

-ma lei cosa ne pensa? Sua moglie, intendo.

Nella realtà mi capita spesso

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A me sembra che gli equivoci citati da @dyskolos

Il 9/7/2020 alle 14:44, dyskolos ha scritto:

"lei le ha dato una penna. Secondo lei com'è andata?"

"Secondo me, lei non ha capito cose le ha detto."

"Allora perché non me lo spiega lei?"

e da @leopard

 

Il 11/7/2020 alle 11:48, leopard ha scritto:

e lei cosa ha fatto?

-Laura?

-Ma no, lei- tu, stiamo parlando di questo, che c'entra Laura?

oppure:

-E lei, allora? chiese seccata Maria,  puntando il dito contro il signor Rossi

oppure:

-ma lei cosa ne pensa? Sua moglie, intendo.

si verificano (ovviamente) anche nel parlato; e quindi trovo eccessivo, nei racconti, imporsi di usare sempre la maiuscola per evitarli. 

Nel parlato, per evitarli, ci sono diversi modi, ad esempio:

"Secondo me, lei non ha capito cose le ha detto mia sorella."

"Allora perché non me lo spiega lei stessa?"

E allo stesso modo si farà nello scritto. 

La forma di cortesia, nella pratica, si usa sia al modo tradizionale (chiedo a Lei, mi permetto di chiederLe) sia in "versione ridotta" (con le minuscole). In un racconto, ambedue le forme sono utilizzabili, secondo me, a seconda dell'effetto che si vuole ottenere: più cortese con la maiuscola, formale-ma-non-particolarmente-cortese senza. Addirittura ammetterei ambedue le forme nello stesso scritto, ovviamente in scene diverse, se giustificate. Dipende sempre dall'effetto che si vuole ottenere. In ogni caso non è male, se il dubbio esiste, dare un piccolo indizio al lettore.

Esempi:

"Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensa Lei, Dottore."

"Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensa Lei" chiese cortesemente Alfredo.

"Ma lei che c'entra? si tolga di mezzo, faccia il piacere..."

"Ma lei è veramente un cretino" sbottò Alfredo.

 

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