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LorenzoG

Vale la pena pubblicare un libro di poesia oggi?

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Salve! 

 

Faccio una premessa doverosa: sono giovane, forse giovanissimo. Diciannove anni. Qualche mese fa ho iniziato a inviare in giro alcuni testi a riviste varie, un po’ perché era un periodo di crisi e un po’ perché avevo bisogno di certezze, di comprendere se sapessi scrivere davvero. 

 

Consapevole della mia forza nel verso, i vari redattori hanno tutti approvato la mia scrittura lirica e hanno bocciato quella in prosa, dandomi dei rimandi estremamente molto interessanti sui quali sto lavorando per arginare e arginarmi: credo che l’umiltà sia sempre il primo passo per uno scribacchino e che, una volta comprovato il talento, bisogni studiare e affinarsi.

 

Detto questo, ho letto vari libri in ambito di poesia contemporanea, ho anche conosciuto alcuni scrittori più o meno conosciuti che mi hanno spronato a inviare i miei versi a degli editori. Così ho scritto a quattro editori di cui avevo, ovviamente, letto in precedenza due o tre libri. 

 

Ricevuto un no gentilissimo e, anche qui, estremamente interessante, ho poi lavorato sulla base di questa critica nei mesi successivi. Fatto sta che ora mi ritrovo con tre contratti assolutamente free: a uno sono giunto tramite concorso, mentre agli altri due tramite invio spontaneo. Posto e considerato che probabilmente rifiuterò per varie ragioni il primo (quello cui sono pervenuto tramite contest!) e il secondo, ho un colloquio settimana prossima con un editore piccolo (o medio?) e ho tanti dubbi in testa, che ora vi espongo.

 

Il primo è abbastanza apocalittico: vale la pena pubblicare un libro di poesia oggi sperando di arrivare da qualche parte? Cioè: essendo giovane, qualora accettassi la pubblicazione, punterei ovviamente a crescere a livello di pubblico, impegnandomi anche a livello di social e di promozione (in cui, tra l’altro, la casa editrice sembra essere molto attiva!) in modo da poter puntare a un editore più grande la prossima volta. E qui arriva il secondo dubbio: ma se provassi a scrivere a degli editori un po’ più grandi? Non mi interessa arrivare alla Feltrinelli o a Passigli, ma magari sto correndo troppo, sto bruciando le tappe: sono giovane e il tempo c’è, ma questo libro è in stasi da mesi e io mi sento soffocato. Ho bisogno di liberarmene per andare oltre.

 

Chiudo: assodato che la poesia difficilmente vende, ma che, forse, con una buona prefazione e altro, forse riuscirei a portare qualcosa a casa, perché dovrei pubblicare un libro di poesie anziché tenerlo nel cassetto? Ci sono già tanti bravi scrittori a livello underground: che contributo potrei dare io? Vale la pena scrivere solo per un ideale estetico di Letteratura, oppure si può pubblicare anche solo per togliersi una soddisfazione? E, soprattutto, non bisognerebbe interrogarsi per coerenza sulla necessità della propria opera? Non so.

 

Ringraziandovi per le (eventuali) gentili risposte, vi saluto! Buon proseguimento.

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Beh, a molti quesiti hai dato una risposta dopo poche e righe e in linea di massima mi trovi d'accordo con te. Prendendo la faccenda più alla larga, si, la poesia è un genere bistrattato, ma ne varrebbe comunque la pena. Prendilo come un trampolino di lancio. Qualcosa che ti preparerà ad un'ipotetica, speriamo, pubblicazione con una big. Un rodaggio con un progetto che un domani, con maggiore visibilità, potrebbe essere rivalutato e preso maggiormente in considerazione. Io il mio esordio nella narrativa lo sto vivendo così. Inoltre big per esordiente non è mai sinonimo di garanzia *coff CIAO PAOLO IL TUO LIBRO DA ESORDIENTE CON LA MONDA MI HA CAMBIATO LA VITA *coff

  • Grazie 1

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Ciao @LorenzoG

 

L'hai detto tu stesso e pare sia un po' risaputo: oggi la poesia "vende poco"...

Meglio dunque partire con piccole e medie CE, secondo me... il rischio è di vendere quasi niente, ma il rischio di mirare subito a quelle più grandi è quello di non pubblicare affatto, ossia di non essere presi minimamente in considerazione...

 

Dopodiché, sarò molto, ma molto sincero:

10 ore fa, LorenzoG ha scritto:

perché dovrei pubblicare un libro di poesie anziché tenerlo nel cassetto? Ci sono già tanti bravi scrittori a livello underground: che contributo potrei dare io? Vale la pena scrivere solo per un ideale estetico di Letteratura, oppure si può pubblicare anche solo per togliersi una soddisfazione? E, soprattutto, non bisognerebbe interrogarsi per coerenza sulla necessità della propria opera? Non so.

Con il massimo rispetto, secondo me, queste domande sarebbe più giusto porsele prima di inviare i propri scritti alle CE, così anche da evitare di "disturbarli" qualora poi ci si risponda "effettivamente non mi interessa pubblicare". Comunque, massima stima per te che comunque te le stai ponendo queste domande, in molti o non ci penso o partono dall'idea scontata di essere dei geni la cui opera deve essere a tutti i costi pubblicata.

 

Comunque è proprio dando risposta a queste domande che uno scrittore, in generale, può poi scegliere meglio a quale percorso editoriale mirare o affidarsi (per questo ritengo anche sia giusto farsele prima e non dopo), se con piccole o grandi CE, se con CE che rispecchiano o meno propri ideali, se con la prospettiva di vendere, di realizzare il proprio sogno o altro ancora...

 

Infine, se stai per incontrare l'editore (o anche per gli altri che ti hanno fatto la loro proposta), dato che mi sembri più alla ricerca di un senso e di onestà (e questo secondo me ti fa onore), io muoverei a loro i tuoi dubbi sia per capire cosa veramente li spinge a pubblicarti, sia perché (se onesti anche loro) potrebbero darti le risposte che cerchi: a volte l'occhio esterno vede quello che non riusciamo a vedere. Magari tu non sei così sicuro della tua opera, ma un editore che ci crede potrebbe farti capire realmente il suo valore che forse l'umiltà che hai detto contraddistinguerti ti impedisce ora di notare.

 

 

Ciao e in bocca al lupo per la tua opera!

 

P.S.:

@Obs Snow attenzione sempre al maiuscolo nei post!

 

Ciao!

 

  • Grazie 1

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22 ore fa, Obs Snow ha scritto:

 

 

Ti ringrazio, @Obs Snow, per l'intervento! Effettivamente, in tutto questo marasma di domande, non ho preso in considerazione che la pubblicazione con una big non porta necessariamente all'introduzione nei circoli letterari, ma, anzi, credo che, qualora il testo andasse male, sarebbe improbabile poter pubblicare nuovamente con loro. Grazie!

 

Per quel che riguarda le altre domande, @Colored Shadows Prod, hai ragione sul fatto che avrei dovuto pormele prima, anzi, ragionissima! Credo di essere scisso tra la voglia di pubblicare e quella di scrivere un'opera decente. Chissà. Interessante l'alternativa che hai proposto: ammetto di averci pensato, ma, timido quale sono, non vorrei suonare troppo, ecco, provocatorio nel chiedere "ritenete che la mia opera sia ben scritta?". Ecco: magari riformulo la domanda in maniera più neutra e poi gliene parlo.:asd: Grazie!

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Mah, io parto da un presupposto diverso.

Proviamo ad accantonare la pubblicazione, perché scrivi poesie? Evidentemente ti piace, ti fa stare bene, ti diverte, ti completa (sto inventando e magari non è niente di tutto ciò!).

se ti dicessero che l’unico genere che vende è il noir, ti metteresti a scrivere noir? Immagino di no ;)

 

io penso che la pubblicazione e l’apprezzamento siano uno step successivo — anche in termini di valore — all’atto di scrivere, e se ti trovi la tua dimensione nelle poesie, non mi porrei troppo il problema che vendano o meno, visto che comunque non trovi nella prosa la stessa immediatezza.

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