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Vanilla1995

Come rescindere un contratto

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Salve a tutti!

Vi scrivo in merito ad una questione per me molto importante. Purtroppo non conosco bene il mondo dell'editoria, dato che mi ci sto affacciando per la prima volta, e avrei bisogno di alcune informazioni. 

L'anno scorso ho firmato un contratto con una piccola casa editrice, ma in questi mesi mi sono scontrata con molti problemi e ho avuto una pessima esperienza, sia sul fronte dell'editing che sulla promozione e sulle tempistiche di pubblicazione. 

Purtroppo la casa editrice ha un diritto di prelazione sulle mie opere future per 5 anni. 

Dato che non intendo più pubblicare con loro, vorrei rescindere il contratto per potermi rivolgere ad un altro editore. Nel contratto non sono presenti clausole che spiegano come si possa rescindere e purtroppo i loro doveri sulla promozione sono presentati in modo molto vago. 

Come posso fare? 

Ringrazio chi mi aiuterà con questa spinosa questione !

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14 minuti fa, Vanilla1995 ha scritto:

Purtroppo la casa editrice ha un diritto di prelazione sulle mie opere future per 5 anni. 

 

Ho anche io lo stesso problema. In fondo non vorrei rescindere il contratto, glielo lascerei pure il libro per altri 2 anni (3 sono già passati) ma non sopporto dover dipendere sempre da loro per la prelazione, che tra l'altro spesso non rispondono e mi sono quindi di intralcio, siccome ora c'è un editore forse interessato al mio nuovo libro.

Quindi aspettiamo consigli, aggiungo: non è che la strada della rescissione poi diventerebbe più complicata della prelazione stessa, in quanto già non sono collaborativi ora, figuriamoci facendoli “arrabbiare” con eventuale richiesta di rescissione?

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Ciao! 

Io vorrei tentare la strada della rescissione, se è percorribile. Ci sono comunque delle inadempienze (editing malfatto, scarsa pubblicità, poca chiarezza nella distribuzione presso le librerie). Ma la cosa più grave è che non c'è alcun impegno da parte loro nel fare in modo che il romanzo acquisti visibilità, a loro non importa che abbia successo,perché si accontentano dei soldi che sono arrivati a loro per mezzo del crowdfunding che ho sostenuto.

Non sopporto l'idea di non poter più pubblicare per ben cinque anni e vorrei sganciarmi da loro il prima possibile.

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1 ora fa, Vanilla1995 ha scritto:

Non sopporto l'idea di non poter più pubblicare per ben cinque anni

 

In realtà per la prelazione devi solo proporre a loro il testo e a parità di quanto ti offre l'altro editore devi in caso preferire loro.

Il problema è che non si capisce come dovrebbe avvenire questa contrattazione nel caso loro ignorino le mail o perdano tempo, non ho ancora trovato nessuno che mi sappia dire di preciso come procedere per mettermi a posto anche senza la loro collaborazione ed eventualmente pubblicare. Si parla di 60 giorni previsti per legge, ma non si capisce come farli valere se non riesci a mandare loro nemmeno il testo in lettura...

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18 minuti fa, konradin ha scritto:

Si parla di 60 giorni previsti per legge, ma non si capisce come farli valere se non riesci a mandare loro nemmeno il testo in lettura...

Per avere la certezza che loro abbiano ricevuto il tuo materiale credo che tu debba mandargli una pec, se vuoi evitare la raccomandata.

Per i 60 giorni non so... Sarebbe meglio aspettare il parere di qualcuno con più esperienza.

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2 minuti fa, unacasanellospazio ha scritto:

Per avere la certezza che loro abbiano ricevuto il tuo materiale credo che tu debba mandargli una pec, se vuoi evitare la raccomandata.

 

Personalmente non ho la pec e mi sembra che comunque vada mandata alla loro pec. Che però loro non hanno.

Poi c'è il problema che bisognerebbe vedere il contratto proposto dall'altro editore, non sono nemmeno sicuro che sia corretto mandare loro un contratto proposto da altri, dal punto di vista della riservatezza.

A me sembra che gli autori non siano tutelati, non esiste un lavoro in cui pure se firmi un contratto di 24 ore al giorno con preavviso di 5 anni la legge poi lo permetta. Invece nell'editoria tutto è permesso, addirittura clausole di opzione ventennali. Credo poi che la legge sia pure vecchia e non adatta a questi tempi.

Gli editori non sono più solo quelli importanti come un tempo, ma molti sono piccolissimi. E poi se uno avesse una fiammata di popolarità (per esempio sui social) oggi secondo me sarebbero già troppi 60 giorni, figuriamoci 5 anni...

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32 minuti fa, konradin ha scritto:

Che però loro non hanno

Devono averla per legge. Devi cercare su INIPEC, lì dovrebbe essere pubblicata quella ufficiale che vale a termini di legge.
 

Per il resto non son che dirti.
Io comunque intendevo suggerirti di mandare loro il tuo manoscritto con la pec per forzarli a darti un riscontro, non il contratto che ti è stato proposto. 

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Anche se c'è l'obbligo di legge della PEC, ci sono comunque società che purtroppo se ne fregano e non ce l'hanno, quindi non è detto che anche sul sito la troviate.

Quanto alla risoluzione dei contratti (attenzione, rescissione è un termine molto usato nel parlato ma non è corretto dal punto di vista legale, la rescissione  di un contratto esiste, ma è limitata a pochi casi tipici), ci sono due strade percorribili: o il contratto ha qualche profilo di nullità in grado di travolgerlo tutto o in parte (ad es. potrebbero essere nulle quantomeno le clausole di opzione e prelazione, se non soddisfano i requisiti di legge), oppure potete contestare inadempimento dell'editore, che però in questo caso va dichiarato dal giudice; a meno che, contestandolo, troviate poi un accordo per separarvi amichevolmente senza dover andare in tribunale.

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7 ore fa, Avv.Lenti ha scritto:

potrebbero essere nulle quantomeno le clausole di opzione e prelazione,

 

In realtà a me basterebbe evitare la clausola di prelazione. È specificato solo che concedo il diritto di prelazione a parità di corrispettivo. Nessuna indicazione però su tempi e modalità, infatti mi trovo in sospeso non rispondendo loro alla mia richiesta. In passato provai, spiegando il problema e che anche loro non hanno in fondo interesse a pubblicare una seconda opera viste le non-vendite della prima, a chiedere una liberatoria generale. Risposero seccati che non si effettuano modifiche ai contratti. Già è dura trovare una nuova occasione, non vorrei perderla per colpa loro, per questo cerco se c'è un modo unilaterale per liberarmi.

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Può postarmi il testo dell'intera clausola di opzione? Dalla Sua descrizione non riesco comunque a capire se è formulata correttamente. Anche in pvt se teme che l'editore passi di qua

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Il 30/6/2020 alle 11:39, Avv.Lenti ha scritto:

Può postarmi il testo dell'intera clausola di opzione

 

Credo di poterlo fare non essendoci nessun riferimento all'editore: La parti concordano che, nel caso in cui l'autore decidesse di realizzare una nuova opera, lo stesso autore conceda all'editore, o a una diverso soggetto editoriale che questi potrà indicare, il diritto di prelazione sull'eventuale nuova opera. Tale diritto di prelazione sarà operativo a condizione della parità di corrispettivo.

 

Ho contattato nuovamente l'editore senza ancora ricevere risposta. Il problema è come procedere alla pubblicazione eventuale con altro editore. L'ultima cosa che posso fare è inviare loro il manoscritto comunque in lettura e poi eventualmente conservare le mail che ho inviato e quella con l'invio del manoscritto. Non so però quanto aspettare eventualmente prima di sentirmi libero. So per esperienze diverse (non con questo editore ma con un'azienda) che in questi casi, non rispondono alle tuo richieste ma appena poi fai una violazione ecco che invece si fanno vivi, nell'era di Google non si sfugge...

Oppure potrei aspettare la bozza di contratto e inviare anche quella, ma poi se ci fosse ritardo sarebbe ancora peggio, vorrei liberarmi prima...

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Secondo me la formulazione è incompleta e quindi questionabile. La clausola viene richiamata, magari assieme ad altre, in fondo al contratto?

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12 ore fa, Avv.Lenti ha scritto:

Secondo me la formulazione è incompleta e quindi questionabile. La clausola viene richiamata, magari assieme ad altre, in fondo al contratto?

 

Sì, alla fine le clausole compresa questa vengono richiamate dicendo che previa attenta lettura le clausole vengono espressamente accettate...

 

Per questionare eventualmente la clausola il problema è sempre il loro atteggiamento: in passato chiesi se fossero disponibili a fornire una liberatoria generale dalla clausola di prelazione non essendoci interesse da entrambe le parti a pubblicare un secondo libro e mi risposero seccamente dicendo che non effettuavano modifiche al contratto.

Inoltre li ho contattati di nuovo per sapere se almeno vogliono in lettura il testo e non mi hanno risposto. A questo punto pensavo intanto di inviarlo al loro indirizzo per i manoscritti, in modo di avere eventualmente una prova in più per dimostrare di aver fatto di tutto per proporlo anche a loro.

 

Diversamente non so cosa fare, se mi arriva la proposta dell'altro editore interessato procederò con la pubblicazione. Per esperienza in un'altra questione, non con un editore ma con un'azienda, so però che le mail vengono ignorate quando non interessano loro, ma appena poi si fa un passo on-line di colpo si fanno vivi e sono pronti a prendere provvedimenti. Impensabile nell'era di Google passare inosservati, forse l'unica cosa che mi rimane è conservare tutte le mie comunicazioni e anche la mail di invio manoscritto e poi procedere lo stesso con la pubblicazione.

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Guardi, premesso che è rarissimo che piccoli editori portino gli autori in giudizio, se Le contestassero comunque l'opzione, Lei può fare valere gli elementi che Le ho evidenziato e dire che resisterà in giudizio. Nel 99% si tratta di can che abbaia.

Certo che se il contratto avesse altre falle, potrebbe vedere se sfruttarle per liberarsene una volta per tutte.

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35 minuti fa, Avv.Lenti ha scritto:

Certo che se il contratto avesse altre falle, potrebbe vedere se sfruttarle per liberarsene una volta per tutte.

 

Su questo sto infatti meditando in quanto contratto a termine senza indicazione di numero di copie per ogni edizione.

Però essendo io una persona ragionevole mi sembra eccessivo arrivare a questo quando mi basterebbe un semplice via libera da parte loro.

Per ora ho intanto inviato il manoscritto in lettura all'indirizzo email indicato sul loro sito, conservando anche lo screenshot del loro sito e inserendo nella mail anche il riferimento all'altra opera e alla clausola di prelazione.

Se liberarsi di loro per la mancata indicazione del numero di copie fosse poi una strada agevole per rescindere il contratto varrebbe la pena farci un pensierino...

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Ciao a tutti, mi chiedevo se fosse motivo di inadempimento da parte dell'editore, e quindi leva per rescindere contratto, il fatto che la copertina del romanzo da loro editato sia molto fragile. In pratica basta metterlo in una borsa e portarlo in giro per una settimana che ogni cosa presente nella borsa con cui viene a contatto contribuisce a scolorire la copertina staccando pezzi di cartoncino e rivelando il bianco della copertina dietro al colore usato per stamparla. Gli angoli del dorso sono i primi a perdere colore rivalando linee bianche lungo gli spigoli. Poggiandolo su una superfice ruvida, in verticale, basta il proprio peso per staccare pezzi di colore e cartoncino sul perimetro baso d'appoggio.

 

Grazie sempre per le risposte.

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