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Ppdasub

Comportamento particolare di casa editrice

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Ciao a tutti

A metà maggio termino di scrivere il mio secondo romanzo. Due mesi contro i 15 del precedente.

In un delirio d’onnipotenza quella notte, obnubilato dal sonno e dal sacro fuoco della Scrittura, invio a qualche casa editrice sconosciuta il manoscritto. Nel giro di meno di un mese ricevo tre proposte chiaramente a pagamento.

Nulla di nuovo. Nel terzo caso però, quando rispondo grazie ma anche no, la proposta diventa improvvisamente free, o con la parvenza di esserlo: 20 copie le potrebbero servire? Certo, sicuro. Allora le potrà prendere scontate del 30%, eventuali successive del 45%. Va bene, nessun problema, prenderei comunque una ventina di copie. La prima tiratura sarà di 250 copie.

Continuo a discorrere via mail con questa piccola CE che vuole fortemente il mio manoscritto, viste le numerose mail e insistenze, malgrado il fatto che il romanzo non rientri assolutamente in nessuna delle loro collane o nei generi da loro pubblicati. Avevo decisamente mandato, come si dice, “a muzzo”. Sarà stato il Rum Mauriziano stappato per festeggiare.

Appaiono molto selettivi e non pubblicano tantissimo; sono inoltre molto conosciuti a livello locale, poco fuori dal territorio (che è anche il mio), e incredibilmente disposti a pubblicare quando fa più comodo a me. Mi dico: forse credono davvero nel mio romanzo, scritto umilmente pensando ad un pubblico vasto, immettendo più generi, contro la loro produzione che appare molto ricercata, raffinata. Vedono le potenzialità: bellissimo mi dico, vogliono vendere. Poi scopro che per 210 pagine hanno previsto 20€, quindi scesi per le mie perplessità a 18, non meno perché ci perdiamo. Ma chi acquista uno sconosciuto a queste cifre?

Quindi, perché il mio romanzo? Non certo per 20 copie scontate su 250.

Aiutatemi a comprendere.

E perdonate i troppi avverbi, mi escono quando sono stanco.

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Anche a me è arrivata una proposta free a 18 euro a copia.

Anche io sono completamente sconosciuto e, anche se penso di aver scritto un bel romanzo, senza promozione e praticamente senza distribuzione venderei ben poche copie.

Poi mi hanno specificato che come prima tiratura sarebbero solo 50 copie.

Sono grato a questa CE perché comunque è stata la prima a offrirmi la possibilità di pubblicare free, ma sono anche molto dubbioso.

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E' comunque editoria a pagamento, visto l'obbligo di acquisto copie, no?

E va benissimo, tutto è lecito e legale, però il motivo sta tutto lì, direi.

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Io ti direi innanzitutto di revisionare il manoscritto, ora che il delirio da conclusione del mattone comincia a scemare e la mente è più fresca 😅. Dopo, punterei inizialmente a una free pura. Se proprio non ne trovi, credo che non sarà così difficile, in un secondo momento, ripensarci e tornare a proposte simili a quella che ti hanno fatto (pseudo-free con costi mascherati). Il punto è: non avere fretta. Proprio perché è stata dura, non "svendere" il tuo lavoro per l'ansia di vederlo stampato.

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Io ringrazio tutti voi per i consigli.

non sono però di primo pelo: sono giornalista e dopo l'estate uscirà il mio primo romanzo, quindi un pochino di esperienza l'ho fatta.

detto questo, il punto è un altro, che non riesco a capire i meccanismi di questa CE

non credo proprio che il motivo siano le 20 copie che mi hanno chiesto, non obbligato, ad acquistare su 250 copie della prima tiratura e che avrei comunque preso.

fai editing, correzione di bozze, stampi 250 copie, varie forme di presentazione, fiere etc etc per l'incasso dei miei 300 euro? sarebbero veramente alla fame. non sto discutendo sul bollino e la corona no eap di cui parla Bambola, mi chiedo solo perché una CE conosciuta nel suo ambito per fare prodotti raffinati voglia produrre una cosa completamente diversa da quello che fa di solito, uscendo però a un prezzo poco allettante.

Faccio un esempio. il mio primo romanzo esce con la copertina disegnata da Giacomo Michelon, che non conoscete di nome, ma è colui che disegna le strisce di Lupo Alberto di Silver. Il mio secondo romanzo per la CE di cui parliamo corrisponde a Lupo Alberto sulla copertina dell'Enciclopedia Garzanti, venduta però a 1000€ a copia. Ho dato l'idea?

Loro producono fondamentalmente poesia e saggi. Cosa c'entra un romanzo d'intrattenimento come il mio? Forse perché ti sembra vendibile e vuoi uscire dal tuo stato radical chic? ci sta. Mi proponi 20€ a copia? non ci sta.

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10 ore fa, Ppdasub ha scritto:

Loro producono fondamentalmente poesia e saggi. Cosa c'entra un romanzo d'intrattenimento come il mio?

 

... e perché non chiedere all'interessato?
L'editore saprebbe darti delucidazioni, suppongo, riguardo questo cambiamento di rotta tanto radicale. A domanda diretta risposta diretta! :)

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11 ore fa, Ppdasub ha scritto:

sono giornalista

Penso tu ti sia involontariamente risposto da solo.
Casa editrice locale, nome di un giornalista locale magari famoso, potrebbe portare beneficio al loro nome? magari grazie anche alla tua involontaria pubblicità?

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11 ore fa, Ppdasub ha scritto:

fai editing, correzione di bozze, stampi 250 copie, varie forme di presentazione, fiere etc etc per l'incasso dei miei 300 euro?

No, secondo me non per i tuoi 300 euro: io mi sono soffermata su due cose.

Una, il fatto che tu sia un giornalista: sei una figura conosciuta -magari solo localmente, ma loro sono editori locali-, hai già un pubblico e hai dei contatti molto utili alla promozione di un libro.

Due, il prezzo di copertina che ti hanno proposto. Un editore che cerca di vendere i libri ai lettori, un libro di 200 pagine lo mette a circa 16 euro, e ha comunque un margine di guadagno. A te hanno proposto un prezzo di copertina di 20 euro: in quei 4 euro in più (poi scesi a 2 dietro tua insistenza, ma è comunque tutto guadagno dell'editore), moltiplicata per numero di copie, secondo me sta il senso di questa operazione. Più alto è il margine di guadagno per copia, meno copie bisogna vendere per dare senso (economico) all'operazione. E 250 copie sono alla portata di qualunque esordiente che sia un po' motivato, tra amici, parenti e autopromozione. A maggior ragione tu che sei pure un giornalista sei un ottimo "cliente". 

 

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59 minuti fa, -Omega- ha scritto:

Penso tu ti sia involontariamente risposto da solo.
Casa editrice locale, nome di un giornalista locale magari famoso, potrebbe portare beneficio al loro nome? magari grazie anche alla tua involontaria pubblicità?

Concordo. E sono anche convinto che la pubblicità che potrebbe fare un autore che è anche noto giornalista locale sarebbe volontaria e potrebbe spingere conoscenti e lettori ad acquistare il libro, anche se a prezzo gonfiato.

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Ciao, da quanto hai scritto, credo che come già qualcun altro ha rilevato il motivo principale della proposta di pubblicazione sia legato al fatto che tu sei un giornalista, per di più del territorio. Per loro significa certamente una positiva ricaduta pubblicitaria e la possibilità di numerosi contatti nei media. Se è una casa editrice raffinata, infine, il prezzo mi pare rientri nelle peculiarità della ce. In ogni caso, complimenti, perchè di sicuro il romanzo che hai scritto è interessante e piacevole, se no una casa editrice con buona fama non ti avrebbe fatto questa proposta! Ovviamente, non entro nel merito della questione free o no, d'altra parte saggi e poesia hanno scarso mercato e la richiesta di acquisto copie è molto diffusa.

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... Ma che bravi che siete :-)

avete espresso esattamente ciò che pensavo

5 ore fa, RobinK ha scritto:

 

... e perché non chiedere all'interessato?
L'editore saprebbe darti delucidazioni, suppongo, riguardo questo cambiamento di rotta tanto radicale. A domanda diretta risposta diretta! :)

 

L'ho fatto. mi hanno risposto: non è vero, ci sono titoli come il tuo.

In verità no.

 

4 ore fa, -Omega- ha scritto:

Penso tu ti sia involontariamente risposto da solo.
Casa editrice locale, nome di un giornalista locale magari famoso, potrebbe portare beneficio al loro nome? magari grazie anche alla tua involontaria pubblicità?

 

Penso sia uno dei motivi fondamentali. Solo che non sono famoso, ma non scrivo a livello locale, ma nazionale. Sono un pubblicista, non un professionista, ma esco 5/6 volte al mese su giornali cartacei (questo mese su Il Manifesto e That's Italia) e riviste online. Scrivo articoli di viaggio, subacquea, ambiente e storia.

 

@franka  sono d'accordo con te su tutto, come su ciò che mi scrive @cheguevara  e @Provence

Vi ringrazio, avete tolto i miei dubbi. E quindi aspetto un po'. 

Magari al posto dell'Omnibus, passa almeno l'Intercity :-)

grazie mille

 

 

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Può darsi che, come Le è già stato detto, la Sua posizione di giornalista pubblicista li alletti, ma consideri anche che le 230 copie restanti (tolte le Sue 20) possono  essere realizzate in print on demand (ci sono anche marchi di un certo livello che usano sottomarchi per mettere in piedi business di questo tipo, mentre l'autore è stato attirato, appunto, dal brand 'ombrello' e si è fatto l'idea di procedere secondo le usuali modalità di filiera) ).

Intanto loro si portano a casa, oltre a un pubblicista che scrive comunque su testate nazionali (ha social con molti follower? Se sì anche quello conta) e quindi è  più visibile e spendibile di un totale anonimo, un piccolo guadagno (più del doppio del costo vivo di stampa, se è stampa coi requisiti proprio minimi, infatti Le consiglierei di acquistare un volume dei loro per vedere la qualità) e poi "se son rose roseranno" ;) Certo che se ragionano in questi termini, sono una realtà proprio minuscolina.

Occhio anche alle condizioni contrattuali, con una CE così piccola non ha senso immobilizzare tutti i diritti.

Un ultima nota: io sconsiglio sempre agli autori anche i doppi binari, perché non allontanano, fra gli addetti ai lavori 8ercensori, librai e valutatori di successive proposte in altre CE), il sospetto che siano stati libri pagati e 'sporcano' inutilmente il curriculum perché un'EAp o un doppio binario, anche se grosso e noto, non vi porta da nessuna parte. Una volta la pubblicazione EAP/doppio binario si poteva anche omettere nelle query successive ad altre CE, ma oggi rimane traccia ovunque, visto che le librerie online non tolgono la scheda, la mettono solo fuori catalogo.

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@Ppdasub

Per me fai bene: prima di arrivare ad accettare queste forme dubbie che ti hanno proposto, aspetta almeno di escludere tutte le opzioni più favorevoli. Conta che anche per un piccolo editore free il fatto che tu sia un giornalista è comunque appetibile...

Modificato da Miss Ribston
Quote utilizzato in maniera erronea, mandava in tilt la pagina
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Il 22/6/2020 alle 22:15, Ppdasub ha scritto:

Forse perché ti sembra vendibile e vuoi uscire dal tuo stato radical chic? ci sta. Mi proponi 20€ a copia? non ci sta.


Ciao, possibilmente puntano sul fatto che, essendo giornalista e avendo un buon numero di contatti, in futuro comprerai tu stesso altre copie del libro per organizzare presentazioni. Per quanto le comperai a prezzo scontato, ogni copia sarà un buon guadagno, e forse per questo motivo hanno necessità di mantenere il prezzo alto... Magari faranno poca promozione, in modo da indurti a promuovere tu stesso il libro e acquistare copie... è solo un'ipotesi, ma il dubbio viene...

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Ciao @Ppdasub

 

Anche secondo me i motivi di un eventuale guadagno di questa CE vanno ricercati nell'idea che la tua professione (legata magari anche al fatto di poterti fare pubblicità da te) ed eventuale fama possa aiutarli a vendere un minimo di copie, nonché il tuo nome possa arricchire "di prestigio" il loro catalogo... (cose che in sé non sono certo sbagliate).

Ovviamente, cosa passi nella testa dell'editore, solo lui può saperlo e, senza conoscerlo, è giusto pensare che abbia le migliori intenzioni possibili.

Anche se in generale, il comportamento da te descritto mi farebbe personalmente desistere dal pubblicare con questa CE la cui politica editoriale non è molto chiara, come non si capisce perché non possa risponderti sinceramente e chiaramente: "credo nel suo libro", "immagino possa vendere", "ci farebbe piacere averla come autore nel nostro catalogo" o simili...

 

Ciao e in bocca al lupo per il tuo romanzo!

 

P.S.: in generale, cerca di evitare l'uso del maiuscolo nei post!

 

Ciao!

 

 

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@Ppdasubessere un giornalista proprio non c'entra niente con essere autore di un libro, lo dico per esperienza, non perché mi va di fare polemica, qui il pelo non c'entra. Gli avverbi in -ente secondo me sono adorabili, fanno così vecchia signora per bene e un po' troppo chiacchierona... :blabla:

E anche, però, essendo giornalista non hai preso informazioni sull'editoria a pagamento e nello specifico su questa casa editrice? Su questo sì che dovevi avere il pelo, forse nel fare la prova costume hai esagerato con la depilazione?

Se fossi in te percorrerei due strade: la prima è chiedere direttamente e senza preamboli direttamente (ente!) all'editore e poi prenderei assolutamente (di nuovo ente!) informazioni da altri giornalisti, magari di cultura e spettacolo, che possono avere avuto contatti con la suddetta casa editrice. Ma poi ti dà visibilità questa casa editrice? Ti conviene davvero affidarti a loro? E anche pagare per pubblicare?

Visti i fatti come li hai esposti io non mi fiderei per un cavolo, anche per la mancanza di chiarezza. Ma è un mio punto di vista, prendilo con le pinze. Dai, resisto e non metto sinceramente, che è il mio preferito.

 

 

 

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