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Edu

[LP11] Solstizio

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Traccia 2 - natura

 

L'estate mi si scaraventa addosso

con tutto il peso

delle albicocche mature sui rami.

 

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@Edu Le poesie brevi, anzi brevissime, mi ispirano una naturale diffidenza, almeno tanto quanto quelle lunghe. Cioè mi fanno subodorare una fregatura, come la pittura astratta. Ma d'altra parte le parole (anche le immagini), si sa, inducono sempre e comunque una reazione emotiva ed è su quella che in genere fondo il mio commento, più che sulla forma della quale non mi prenderò mai la briga di erudirmi. La brevità del testo, poi, a mio avviso, diventa parte integrante dell'intento espressivo. Se non si è voluto spendere altre parole, vuol dire che l'intenzione è quella di caricare queste di un'enfasi maggiore e di una maggiore immediatezza. "Scaraventa" e "peso" sono a mio avviso le parole chiave. Esprimono violenza e invasività che poi la similitudine finale riporta in un ciclo naturale, in un ordine delle cose sul quale poco possiamo. Questa è la mia interpretazione, perlomeno. Ciao Edu, a rileggersi. 

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15 ore fa, Edu ha scritto:

Traccia 2 - natura

 

L'estate mi si scaraventa addosso

con tutto il peso

delle albicocche mature sui rami.

 

 

L'estate ti viene addosso da un giorno all'altro, quasi inaspettata, Ti si butta addosso tutta, compreso il peso dei suoi frutti maturi. È vita piena. 

 

È proprio un lampo d'estate  la tua poesia, @Edu :)

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@Edu

15 ore fa, Edu ha scritto:

Traccia 2 - natura

 

L'estate mi si scaraventa addosso

con tutto il peso

delle albicocche mature sui rami.

 

ciao, scrittore maledetto:asd: Mi pare che quasi ne tiri una delle tue imprecazioni : povero albero d'albicocche. Questi versi non sono neanche una raffica di AK 47, ma un unico colpo di un revolver magnum calibro 45:rotol:  Deciso e diretto verso chi legge e non dico altro. A rileggerti

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21 ore fa, Edu ha scritto:

L'estate mi si scaraventa addosso

con tutto il peso

delle albicocche mature sui rami.

 

Tanti anni fa lessi un trafiletto di cronaca in cui si raccontava un evento drammatico, di quelli che riempiono i trafiletti e le bocche dei cronisti finché non vengono spolpati a dovere per essere poi sputati via per fare spazio ad altre notizie uguali e diverse. Ebbene: a un camion pieno di cocomeri si era all'improvviso sganciata la chiusura e a causa di ciò esso aveva perso il suo succoso carico in mezzo all'autostrada, travolgendo molte auto e soprattutto spaccando la testa al disgraziato automobilista che si trovava immediatamente dietro. Pensai a lungo a quella notizia (tanto che la infilai in un mio scritto) a causa della sua intrinseca assurdità. Come poteva un frutto come il cocomero, così magnifico in ogni sua parte, dolce e allegro, dare la morte in quel modo improvviso e orrendo?

Ti ho raccontato questo episodio perche il tuo componimento mi ha fatto ricordare all'istante quell'evento: le albicocche estive sono bellissime nelle loro ridenti facce arancioni e rosse e squisite nella polpa fresca. Ma se te ne cade addosso un quintale ti ammazza. Questa è l'estate: non ti si poggia lieve accanto, ma ti "si scaraventa" addosso con tutta la sua sfacciata bellezza inondandoti di luce e di odori e ti obbliga a guardarla in faccia e a farle tutti i complimenti che in effetti merita. Ho apprezzato moltissimo il tuo testo. Forse si potrebbe andare a capo in modo diverso, ad esempio come citato di seguito, ma è solo un'idea. Grazie e un saluto, @Edu.

 

L'estate

mi si scaraventa addosso

con tutto il peso

delle albicocche mature

sui rami.

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Quello che preferisco è l'opposizione tra la negatività del peso di quell'estate che ti si scaraventa addosso (per schiacciarti?) e la dolcezza delle albicocche mature, che un po' attenuano e consolano di quel peso. O no?

Modificato da Befana Profana

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Ciao @Edu

 

Sintetico ma molto pregnante. È vero, però, l'estate bella calda dalle lunghe giornate ecc... può anche diventare un peso quando incombe con la sua calura e pure con quel "quasi" obbligo di diversi, essere spensierati, sociali, e chi più ne ha più ne metta. Insomma l'estate ti obbliga a far parte del luna park oppure ti getta addosso le albicocche. 

Lampo notevole il tuo! 

 

Talia 

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Il 20/6/2020 alle 18:20, Edu ha scritto:

Traccia 2 - natura

 

L'estate mi si scaraventa addosso

con tutto il peso

delle albicocche mature sui rami.

 

Usando le tue parole avrei immaginato il testo in questo modo.

 

addosso l'estate mi getta 

il peso maturo 

 delle albicocche sui rami.

 

messa così mi sembra l'antitesi della poesia ungarettiana:

 si sta come d'autunno sugli alberi le foglie.

 

sulla brevità della poesia.

Io credo che le poesie difficilmente abbiano il dovere della lunghezza perché raramente la bellezza le sostiene. Bisogna costruire brevi dimore per la Bellezza perchè essa è la sfuggente che non cede mai al ricatto degli occhi che cercano di guardarla.

non cercare di guardare è il senso del vero vedere ma questo non cercare è un dono breve del tempo e dunque bisogna cercare l'intensità in poco spazio.

 

il testo sembra suggerire come l'estate sia una dea che dona senza misura  e in questa assenza di misura la dolcezza diventa un'evidenza talmente ampia da soggiogare con la sua copiosità la mente che ne viene circondata.

 il senso dei versi credo sia la meraviglia di fronte al dono di questa copiosa dolcezza che la Vita ci porge in un 'estate che non conosce fatica..

una dolcezza rigogliosa che appare senza fatica e senza che le intenzioni dell'uomo l'abbiano guidata in questo apparire.   

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7 ore fa, Milarepa ha scritto:

addosso l'estate mi getta 

il peso maturo 

 delle albicocche sui rami.

bella!

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