Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Aurelio C.P. Mandraffino

[LP11] Sete di tramonti

Post raccomandati

Traccia 2

 

Sete di tramonti

 

 

In questo silenzio di pallido rosso
giocano lente le onde del cielo,
dalle spine dei fichi d'India,
goccia goccia, denso,
scende il sangue dei desideri,
soffi diversi
si abbandonano alla corrente
e la brezza prende per mano la penombra 
e Venere guarda e benedice
e canta il mare tra le insenature,
memorie di sirene antiche, 
lacrime di nostalgia,
risacca.

 

Ne morirà, 

prima o poi, sì, 
qualcuno ne morirà...
fischiettando

felice.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Aurelio C.P. Mandraffino ciao. Vedo che ti sei scelto un'architettura a clessidra, come a misurare non solo il tempo, ma anche gli spazi.

17 ore fa, Aurelio C.P. Mandraffino ha scritto:

Traccia 2

 

Sete di tramonti

 

 

 

In questo silenzio di pallido rosso
giocano lente le onde del cielo,

 

Sei stato un attento osservatore del tuo tramonto. Il pallido riflesso di rosso non ti è sfuggito. Persino le nuvole stratificate di alta quota giocano nel contesto un ruolo deciso.

 

 


dalle spine dei fichi d'India,
goccia goccia, denso,
scende il sangue dei desideri,

 

Qui non si capisce se alludi al sangue inteso come una ferita aperta dalle spine, o al rosso sangue del dolce frutto, che ti ricordo, è tale solo a fine settembre.

 


soffi diversi
si abbandonano alla corrente
e la brezza prende per mano la penombra 
e Venere guarda e benedice
e canta il mare tra le insenature,
memorie di sirene antiche, 
lacrime di nostalgia,
risacca.

Descrizione molto bella dei luoghi e di quello che è racchiuso in se .

17 ore fa, Aurelio C.P. Mandraffino ha scritto:

Ne morirà, 

prima o poi, sì, 
qualcuno ne morirà...
fischiettando

felice.

La tua chiusura mi pare alludere alla morte che può suscitare un tramonto mozzafiato, il momento ideale a cui tutti vorremmo aspirare per mettere fine ai giorni nostri. Mi è piaciuta. ciao

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Solitèr e @Poeta Zaza vi ringrazio molto per aver letto e commentato la mia poesia.

Potrebbe essere sia una composizione a clessidra sia un tramonto sul mare al contrario. Con il sangue non alludo al succo del frutto quanto più alle ferite che nascono se una persona desidera accarezzare i fichi d'india, ma è molto legato ad un mio ricordo. La fine allude alla morte, ma una morte da "piccolo principe", una morte da sete di tramonti. Una persona se davvero innamorata dei tramonti, ne potrebbe volere sempre di più fin quando la morte non sopraggiunge e felice vede il suo ultimo tramonto. @Poeta Zaza ti ringrazio molto per il consiglio, ne terrò conto in una eventuale prossima riscrittura.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Aurelio C.P. Mandraffino Poesia descrittiva, non fosse per i passaggi sul desiderio che dalle parole si evince struggente, doloroso, e quella morte dolce, serena, appagata che lasciano entrare nel quadro maestoso del tramonto l'essere umano con tutto il suo bagaglio emotivo. I primi due versi sono ammalianti, ti avvolgono e introducono dolcemente al miracolo della natura, i riferimenti all'uomo sono ben aderenti alla traccia. Un buon componimento. Alla prossima.   

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Hai ragione ad alludere al Piccolo Principe: il tuo io lirico ha lo stesso desiderio di tramonti. Il principino non si capacitava che sulla Terra per vederne uno bisognasse aspettare un'ora precisa:

 

"Ma sul tuo piccolo pianeta ti bastava spostare la tua sedia di qualche passo.
E guardavi il crepuscolo tutte le volte che volevi…

'Un giorno ho visto il sole tramontare quarantatre volte!'
E più tardi hai soggiunto:
'Sai… quando si è molto tristi si amano i tramonti…'

'Il giorno delle quarantatre volte eri tanto triste?”
Ma il piccolo principe non rispose".

 

Nella tua poesia mescoli molti elementi, naturalistici e mitologici, i quali concorrono tutti a completare il quadro saturo di colori che vai componendo. Dopo "cielo" e dopo "desideri" vedrei meglio una lineetta di sospensione: la virgola mi sembra troppo labile per gli arditi stacchi concettuali che si susseguono. Mi permetto un altro paio di suggerimenti relativi al lessico, guidati esclusivamente dal mio gusto di lettrice. Non unirei l'aggettivo "pallido" al rosso del sole che tramonta: esso, al contrario, ha il colore del fuoco; utilizzerei inoltre con parsimonia metafore che contemplino il verbo "giocare" o la locuzione "prendere per mano" nella modalità in cui tu le hai usate qui, perché mi appaiono abusate. Ma si tratta della mia personalissima opinione. Hai ragione, comunque: i tramonti stordiscono.

Ti ho letto volentieri, @Aurelio C.P. Mandraffino. Un saluto. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 20/6/2020 alle 15:52, Aurelio C.P. Mandraffino ha scritto:

giocano lente le onde del cielo

bello

 

Il 20/6/2020 alle 15:52, Aurelio C.P. Mandraffino ha scritto:

e la brezza prende per mano la penombra

molto bello!

 

Ecco, @Aurelio C.P. Mandraffino, sei riuscito a essere lirico, evocativo, anche alto senza darmi la sensazione di essere retorico o fasullo, che poi è quello che si chiede a una poesia. Bene!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

Ciao @Aurelio C.P. Mandraffino,

Delicata e evocativa la tua poesia. Alcuni passaggi sono veramente pregevoli e gradevoli. Non ho molto da aggiungere se non che anche io adoro i tramonti estivi <3

 

Talia 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

×