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BeatriceG

Esordiente, 3 proposte free, posso essere più ambiziosa?

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Sono un'esordiente che cerca disperatamente un equilibrio tra il rimanere umile e il credere fortemente nel testo che ha scritto. L'ho proposto a varie CE a partire da fine marzo e ho ricevuto (insieme a qualche rifiuto e a qualche rifiuto con complimenti) 3 proposte da CE free (con acquisto copie facoltativo).

1) [Già rifiutata] Royalties del 6% pagate solo se vendi almeno 300 copie (pagate in libri, non in denaro!), obbligo di pagare la tessera dell'Associazione culturale legata all'editore. Acquisto copie col 30% di sconto. 

2) Acquisto copie col 20% di sconto solo se riesci a vendere almeno 50 copie, royalties del 10% che almeno 3 persone qui su WD sostengono di non aver mai ricevuto. Presenza al Salone del libro di Torino. 

3) Distribuzione solo su Amazon, cartaceo print on demand, acquisto copie col 50% di sconto, di guadagno l'autore prende il 50% sul prezzo di copertina TOLTE LE SPESE. Quasi impossibile arrivare in libreria (e mi dice un'amica che lavora in una grande catena che non possono tenere in conto vendita eventuali copie da me comprate).

 

Sono stata seriamente vicina a firmare il contratto della 3, ma adesso sono assalita dai dubbi. So benissimo che il self publishing non è sempre e solo il contentino di chi non riesce a farsi pubblicare, ma personalmente puntavo a pubblicare con una CE free anche perché mi piaceva l'idea che qualcuno credesse nel mio lavoro (pur consapevole che con il self guadagnerei molto di più); purtroppo, da quel che vedo su internet, mi pare che 3 pubblichi un po' di tutto, anche lavori non proprio eccelsi... Hanno poco rischio, quindi probabilmente non fanno una selezione così stringente... E poter acquistare il libro solo su Amazon mi sembra un po' limitante.

 

Dato che non sono passati nemmeno 3 mesi dall'invio, mi conviene aspettare per vedere se arriva qualche proposta migliore (col rischio di perdere queste)? Magari fare anche un tentativo con delle Agenzie letterarie?

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È soggettivo.

Dipende molto da cosa ci si aspetta dalla scrittura, dalla propria capacità di vendere (eh, sì, anche questo è un fattore importante), dalla voglia di mettersi in gioco, ecc ecc.

 

Io, guardando alla mia (seppur minima) esperienza, aspetterei.

Detto questo, quando mi sono ritrovato nella tua posizione non ho aspettato.

 

Ora che sono un po' più smaliziato, e che ho capito un po' di cose in più (non tanto sull'editoria ma su me stesso), ho deciso che pubblicherò solo quando riterrò che ne valga la pena. Il che potrebbe anche voler dire mai. Basta esserne coscienti.

 

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@BeatriceG Il primo non lo valuterei free. il terzo può dare comunque soddisfazioni ma se preferisci aspettare, dipende anche a quanti e soprattutto chi hai inviato. Sulle agenzie sono percorsi diversi con lunghe attese, valuta se te la senti di affrontarli.

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Ciao! Guarda, le prime due non le accetterei mai e il tuo considerarle "free" confermano la distorta visione del concetto di "editoria free" che purtroppo è alquanto diffusa (non ce l'ho assolutamente con te, è una mia riflessione su vecchie discussioni).

Forse sulla terza ci rifletterei di più, però sembri comunque poco convinta e quindi, a questo punto, ti consiglierei di accantonarle tutte. Spesso l'intuito non sbaglia affatto ;)

Vedrai che troverai sicuramente la proposta giusta per te. Te lo auguro davvero (y)

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@unacasanellospazio Probabilmente la fretta un po' caratterizza gli esordienti e tu hai imparato sulla tua pelle che a volte è meglio aspettare. Io sento una fortissima voglia di pubblicare (se non ricordo male, ho iniziato a scrivere il romanzo nel 2017), ma razionalmente so che pubblicare qualche mese in più avanti non mi cambierà la vita in peggio. Avrei tanto bisogno di una soddisfazione, di una gioia, di una bella notizia in questo periodo, ma anche pubblicare con una CE free che pubblica quasi tutti non è che sia una grande soddisfazione. Per quanto riguarda il sapersi vendere, sono piccole CE, quindi sia pubblicando con loro che pubblicando in self la promozione starebbe a me, ma non è un problema, anzi.

 

@Bambola Anche secondo me non si può ritenere free, ma l'editore si sente un paladino contro l'editoria a pagamento <_< (forse pensa che gli editori a pagamento siano solo quelli che chiedono 3000 euro e allora lui si sente "buono"). Ho inviato a tante CE, molte delle quali hanno indicato 6 mesi come tempo di valutazione, quindi arriviamo intorno a settembre. Anche per questo forse vale la pena aspettare.

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@Whispering Wind La tua risposta è stata pubblicata proprio mentre scrivevo a Bambola che la 1 non è free nemmeno dal mio punto di vista :) Però secondo l'editore sì... anzi, è proprio un accanito critico dell'editoria a pagamento! Mah... Doppia personalità? xD

Invece la 2 perché non la consideri free? Non è un contratto favorevole per l'autore, ma non si deve tirare fuori un euro, né acquistare copie.

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3 minuti fa, BeatriceG ha scritto:

@Whispering Wind La tua risposta è stata pubblicata proprio mentre scrivevo a Bambola che la 1 non è free nemmeno dal mio punto di vista :) Però secondo l'editore sì... anzi, è proprio un accanito critico dell'editoria a pagamento! Mah... Doppia personalità? xD

Invece la 2 perché non la consideri free? Non è un contratto favorevole per l'autore, ma non si deve tirare fuori un euro, né acquistare copie.

Esatto, nel primo caso hai detto tutto tu. Purtroppo è un altro esempio della profonda ipocrisia che regna su certe questioni editoriali, sia da parte di taluni editori che di qualche autore.

Sulla seconda, se non erro, hai scritto che vi sono varie testimonianze di autori a cui non sarebbero state pagate le royalties. Quindi emergerebbe la tendenza a trattenere somme dovute ad altri. Io sostengo fortemente l'idea che il non pagare il dovuto all'autore sia l'unica forma di editoria "a pagamento" da condannare senza se e senza ma.

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9 minuti fa, Whispering Wind ha scritto:

Io sostengo fortemente l'idea che il non pagare il dovuto all'autore sia l'unica forma di editoria "a pagamento" da condannare senza se e senza ma.

Non pagare le royalties dovute, se previste da contratto senza alcuna limitazione, non è editoria a pagamento – che, lo ripeto, potrà essere disdicevole quanto si vuole, ma è comunque legale –, ma un vero e proprio furto.

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Una amica ha da poco deciso che autopubblicherà il suo libro. Aveva ricevuto varie offerte da CE free, ma non era felice. Quando ha finalmente deciso che la sua strada, in questo caso, era il self, si è sentita contenta della sua scelta ed è partita in quarta per realizzare copertina e impaginazione (l'editing era già stato fatto).
Insomma, a prescindere dalla strada che scegli di percorrere, se non ti senti felice di quello che adesso ti viene offerto, aspetta. 

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A parte le varie proposte che non mi convincono troppo, ti suggerisco di valutare bene quanto andrebbe a costare il romanzo. Un prezzo di copertina oneroso, tipo 20 Euro, tanto per sparare una cifra, inciderebbe molto sulle tue vendite.

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Secondo me si tratta di tre fulgidi esempi di come funzioni lo spremi-aspirante in questo mercato malato. La proposta 3) pecca, quanto meno, di trasparenza: come si calcolano le "spese" da togliere dal 50% (aliquota spropositata, che però funge da specchietto per le allodole) di spettanza all'autore? E gli sconti che tutte e tre usano come motivazione per la vendita non ai lettori, ma all'autore stesso? Non parliamo poi del mancato pagamento delle royalties che, come dice Marcello, è un furto, ma purtroppo non penalmente perseguibile, per cui diventa sport allegramente praticato da molti.

Lascia perdere, continua a cercare, perché se il testo è valido arriveranno altre proposte, sempre comunque da valutarsi con occhio critico. Auguri!

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2 ore fa, BeatriceG ha scritto:

Dato che non sono passati nemmeno 3 mesi dall'invio, mi conviene aspettare per vedere se arriva qualche proposta migliore (col rischio di perdere queste)?

 

Secondo me, se non ci sono problemi legati alla tua età (che alle donne non si chiede mai :P), ti conviene aspettare. Nel frattempo, potresti scrivere un altro testo.

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Aspetta. Se non trovi una CE che ti aggrada e che dimostra di credere veramente in te, vai di Self, molto più onesto e remunerativo rispetto ad affidarsi a certe micro CE di dubbia competenza o buona fede. 

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Credo molto nel mio testo e sono sicura che si meriti qualcosa di meglio di queste 3 proposte; c'è comunque una vocina nel mio cervello che dice "Ok, però se non ti dovessero arrivare altre proposte?". Proverò a farla tacere. 

@cheguevara Non è chiaro quanto sia il "netto". Al telefono mi hanno fatto questo esempio: "un libro venduto a 10 euro potrebbe avere 6 euro di spese dietro, dei 4 euro restanti, 2 vanno a te e 2 vanno a noi". Ma le parole dette al telefono se le porta via il vento... Non capisco però che problema ci sia a vendere copie scontate agli autori, soprattutto se esordienti. Sicuramente è una cosa che non interessa ad Ammaniti -per fare un nome a caso- ma se io voglio comprare qualche copia per regalarla ai parenti, per esempio, mi sembra il minimo che la casa editrice me le venda scontate. Trovi che la cosa possa spingere l'autore stesso a comprare varie copie del suo libro, quindi in un certo senso a "lucrare" sull'autore? Per me la prima è sì, la seconda è no (al massimo un "ni"). E' comunque una vendita facoltativa.

@dyskolos Ahahah, tranquillo, non ho problemi a dire che ho 32 anni. Troppo vecchia? Sto facendo ricerche per iniziare il secondo romanzo, comunque.

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1 ora fa, BeatriceG ha scritto:

"un libro venduto a 10 euro potrebbe avere 6 euro di spese dietro, dei 4 euro restanti, 2 vanno a te e 2 vanno a noi"

 

Prove concrete non ne ho, ma accetto scommese sul fatto che mai vedrai 2 euro di royalties su un volume venduto a 10 euro, men che meno se è passato attraverso i consueti canali distributivi.

 

A me tre proposte più o meno free (comunque non da EAP in senso stretto) nell'arco di soli tre mesi, per di più in tempi di Covid-19, sembrano un ottimo risultato. Magari il tuo testo è davvero valido e, in tal caso, ti converrebbe forse aspettare un altro po', in attesa di qualche proposta di più alto lignaggio editoriale.

 

1 ora fa, BeatriceG ha scritto:

Sto facendo ricerche per iniziare il secondo romanzo, comunque.

 

E questa è senza dubbio la cosa più saggia che tu possa fare in questo momento. 

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1 ora fa, BeatriceG ha scritto:

Non capisco però che problema ci sia a vendere copie scontate agli autori, soprattutto se esordienti. Sicuramente è una cosa che non interessa ad Ammaniti -per fare un nome a caso- ma se io voglio comprare qualche copia per regalarla ai parenti, per esempio, mi sembra il minimo che la casa editrice me le venda scontate. Trovi che la cosa possa spingere l'autore stesso a comprare varie copie del suo libro, quindi in un certo senso a "lucrare" sull'autore? Per me la prima è sì, la seconda è no (al massimo un "ni"). E' comunque una vendita facoltativa.

Tutte le EAP travestite da free usano la tecnica dello sconto all'autore per spingerlo all'acquisto facoltativo di copie. Mi è capitato: dopo la pubblicazione con una CE "free" mi sono state ripetutamente offerte copie da acquistare a prezzo scontato, e io ho rifiutato, perché ho preferito ordinarne qualcuna (pochissime) a prezzo pieno, per testare la correntezza di una millantata distribuzione con Messaggerie. Risultato: tre distributori su quattro dichiaravano il libro non disponibile e, con la CE, dopo le mie rimostranze è calato il gelo. Inutile dire che di rendiconti e royalties, nemmeno l'ombra. L'obiettivo di questa CE era, evidentemente, la vendita agli stessi autori, visto anche il numero abnorme di pubblicazioni (oltre 300 in un anno). Cara BeatriceG, purtroppo per capire veramente come funziona la faccenda bisogna sbatterci il muso, come ho fatto io e tanti altri.

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9 minuti fa, cheguevara ha scritto:

Tutte le EAP travestite da free usano la tecnica dello sconto all'autore per spingerlo all'acquisto facoltativo di copie. Mi è capitato: dopo la pubblicazione con una CE "free" mi sono state ripetutamente offerte copie da acquistare a prezzo scontato, e io ho rifiutato, perché ho preferito ordinarne qualcuna (pochissime) a prezzo pieno, per testare la correntezza di una millantata distribuzione con Messaggerie. Risultato: tre distributori su quattro dichiaravano il libro non disponibile e, con la CE, dopo le mie rimostranze è calato il gelo. Inutile dire che di rendiconti e royalties, nemmeno l'ombra. L'obiettivo di questa CE era, evidentemente, la vendita agli stessi autori, visto anche il numero abnorme di pubblicazioni (oltre 300 in un anno). Cara BeatriceG, purtroppo per capire veramente come funziona la faccenda bisogna sbatterci il muso, come ho fatto io e tanti altri.

Se tu definisci queste case editrici "EAP travestite da free", mi sai dire quali sono le case editrici veramente free? Solo le big e le medie? Mi sembra un punto di vista un po' estremo. 

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11 minuti fa, BeatriceG ha scritto:

Se tu definisci queste case editrici "EAP travestite da free", mi sai dire quali sono le case editrici veramente free? Solo le big e le medie?

No, ti garantisco che ci sono tanti piccoli editori seri che scelgono i libri in base al loro valore e dopo un'attenta selezione, fanno editing e rispettano i contratti. Poi quasi sempre non hanno la forza per promuoverli e non posseggono un ufficio stampa, ma se così non fosse allora probabilmente non li chiameremmo piccoli editori.

Ti rendi conto però che non possiamo fare degli elenchi... sta a voi autori scoprirli spulciando con pazienza le tante discussioni esistenti su questo forum. Leggere le esperienze di chi ha già pubblicato con una casa editrice a volte è illuminante.

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17 minuti fa, Marcello ha scritto:

No, ti garantisco che ci sono tanti piccoli editori seri che scelgono i libri in base al loro valore e dopo un'attenta selezione, fanno editing e rispettano i contratti. Poi quasi sempre non hanno la forza per promuoverli e non posseggono un ufficio stampa, ma se così non fosse allora probabilmente non li chiameremmo piccoli editori.

Ti rendi conto però che non possiamo fare degli elenchi... sta a voi autori scoprirli spulciando con pazienza le tante discussioni esistenti su questo forum. Leggere le esperienze di chi ha già pubblicato con una casa editrice a volte è illuminante.

Non è che volessi realmente un elenco... Ma quindi chi fa lo sconto sulle copie vendute (in modo facoltativo) all'autore viene visto come un editore non serio? E' una questione che mi incuriosisce, perché non avevo la percezione che questa cosa dello sconto potesse essere un campanello d'allarme. 

Comunque tutte e 3 queste case editrici fanno editing; la 2 addirittura fa un editing profondo, come hanno scritto qui su WD alcune persone che hanno pubblicato con loro.

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31 minuti fa, BeatriceG ha scritto:

Se tu definisci queste case editrici "EAP travestite da free", mi sai dire quali sono le case editrici veramente free? Solo le big e le medie? Mi sembra un punto di vista un po' estremo. 

Mi attribuisci cose che non ho detto, per poi chiamare estremo quello che non è affatto il mio punto di vista. Il fatto che esistano delle case editrici EAP travestite da free, a cui mi sembrano appartenere le tre proponenti da te menzionate, non significa che tutte le free siano EAP travestite. Esistono anche piccoli editori (pochi o tanti? Non lo so) che si dibattono tra mille difficoltà, soprattutto di carattere economico, rimanendo onesti. Sei appena arrivata nel WD: ti consiglio, per formarti un'opinione meno semplicistica e più articolata, di impiegare (che non vuol dire perdere) un po' del tuo tempo in un'escursione tra le discussioni sull'argomento, che non sono poche. Consideralo un investimento. 

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6 minuti fa, BeatriceG ha scritto:

la 2 addirittura fa un editing profondo, come hanno scritto qui su WD alcune persone che hanno pubblicato con loro.

Sì, e poi non paga le royalties, come tu stessa dici che hanno dichiarato almeno tre persone qui sul WD. Come dimostrazione di serietà non c'è male.

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7 minuti fa, cheguevara ha scritto:

Mi attribuisci cose che non ho detto, per poi chiamare estremo quello che non è affatto il mio punto di vista. Il fatto che esistano delle case editrici EAP travestite da free, a cui mi sembrano appartenere le tre proponenti da te menzionate, non significa che tutte le free siano EAP travestite. Esistono anche piccoli editori (pochi o tanti? Non lo so) che si dibattono tra mille difficoltà, soprattutto di carattere economico, rimanendo onesti. Sei appena arrivata nel WD: ti consiglio, per formarti un'opinione meno semplicistica e più articolata, di impiegare (che non vuol dire perdere) un po' del tuo tempo in un'escursione tra le discussioni sull'argomento, che non sono poche. Consideralo un investimento. 

Io non sono sul piede di guerra, mi dispiace che tu abbia frainteso il mio tono. Sono da qualche mese qui su WD e ci passo del tempo tutti i giorni; qui ho trovato le case editrici free (o presunte tali) a cui ho spedito. Ci ho passato ore e ore e, fidati, la mia visione del mondo dell'editoria non è affatto semplicistica. Però non mi sono mai imbattuta in conversazioni dove si diceva che gli editori che offrono copie scontate agli autori fossero disoneste o EAP mascherate, quindi vorrei capire meglio questo punto. Senza considerare che alcune magagne si scoprono solo leggendo i contratti, dopo aver ricevuto la proposta, le CE non le spiattellano sul loro sito internet, quindi qualche brutta sorpresa si scopre indipendentemente dalle ore passate ad informarsi che -ti ripeto- nel mio caso sono state davvero tante (giorni, se le sommi).

Non ho mai detto che la 2 è una casa editrice seria e che fa proposte interessanti per gli autori: ho detto che fa l'editing. Tutto qui.

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12 minuti fa, BeatriceG ha scritto:

Senza considerare che alcune magagne si scoprono solo leggendo i contratti, dopo aver ricevuto la proposta, le CE non le spiattellano sul loro sito internet, quindi qualche brutta sorpresa si scopre indipendentemente dalle ore passate ad informarsi che -ti ripeto- nel mio caso sono state davvero tante (giorni, se le sommi).

Purtroppo la maggior parte delle magagne si scoprono solo a pubblicazione avvenuta. E i giorni ottenuti sommando le ore passate ad informarsi in qualche mese non sono molti, se paragonati alle ore passate sul WD in anni di frequentazioni più o meno quotidiane. L'esperienza è insostituibile, e ognuno può farla solo sulla propria pelle. Ti rinnovo gli auguri per quello che spero sia un futuro da scrittrice, con meno errori che sia possibile. Perché gli errori, che tutti prima o poi finiamo per commettere, sono in definitiva lezioni di vita.

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7 ore fa, BeatriceG ha scritto:

1) [Già rifiutata] Royalties del 6% pagate solo se vendi almeno 300 copie (pagate in libri, non in denaro!), obbligo di pagare la tessera dell'Associazione culturale legata all'editore. Acquisto copie col 30% di sconto. 

2) Acquisto copie col 20% di sconto solo se riesci a vendere almeno 50 copie, royalties del 10% che almeno 3 persone qui su WD sostengono di non aver mai ricevuto. Presenza al Salone del libro di Torino. 

3) Distribuzione solo su Amazon, cartaceo print on demand, acquisto copie col 50% di sconto, di guadagno l'autore prende il 50% sul prezzo di copertina TOLTE LE SPESE. Quasi impossibile arrivare in libreria (e mi dice un'amica che lavora in una grande catena che non possono tenere in conto vendita eventuali copie da me comprate).

 

 

Ti esprimo un mio punto di vista. 

La prima ti paga (in libri? Che vuol dire? Invece dei soldi scegli un testo a tua scelta di pari valore?) dopo aver venduto 300 copie (quindi cedi le tue royalites... Non chiede soldi, ma vuole i tuoi futuri guadagni?). Inoltre, parliamo di un'associazione culturale, non si tratta nemmeno di una casa editrice. Desisti.

La seconda, ti paga dalla prima copia venduta? L'acquisto copie è facoltativo? Mi dispiace, ma non ho compreso bene questa proposta.

La terza ha le royalties abbastanza alte, al 50% (parli solo delle copie digitali e il cartaceo?). Sembra quasi un selfpublishing, con la limitazione che venderesti solo su Amazon. Desisti, poi trovare di meglio.

Qui non si tratta di essere ambiziosi :D, ma di spulciare, tra le tante case editrici free, quella che possa garantirti le migliori condizioni.

Qui puoi consultare degli esempi per i contratti:

http://scrittorincausa.blogspot.com/2011/11/il-contratto-lavori-in-corso.html

 

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1 ora fa, BeatriceG ha scritto:

Ma quindi chi fa lo sconto sulle copie vendute (in modo facoltativo) all'autore viene visto come un editore non serio?

Ma no, non generalizzare una singola esperienza.

Cheguevara ti ha detto questo:

2 ore fa, cheguevara ha scritto:

dopo la pubblicazione con una CE "free" mi sono state ripetutamente offerte copie da acquistare a prezzo scontato, e io ho rifiutato, perché ho preferito ordinarne qualcuna (pochissime) a prezzo pieno, per testare la correntezza di una millantata distribuzione con Messaggerie. Risultato: tre distributori su quattro dichiaravano il libro non disponibile e, con la CE, dopo le mie rimostranze è calato il gelo

leggi tra le righe: questo editore spingeva a tutti i costi perché l'autore acquistasse copie, quindi intendeva trarre i propri guadagni da lui e non da clienti esterni. Tutti gli editori forniscono copie scontate ai propri autori (e spesso ne regalano anche qualcuna alla prima tiratura del libro), quando gliele chiedono e quasi sempre in conto vendita. Ho una presentazione alla libreria tal dei tali, chiamo l'editore e gli dico: "Mi mandi venti copie del libro?". Lui me le manda, in conto vendita, con la percentuale di sconto stabilita dal contratto; passata la presentazione gli pago le copie vendute e non sto nemmeno a restituirgli quelle avanzate: le trattengo, sempre in c/vendita, per una successiva presentazione (salvo pandemie). Ed è un piccolo editore, sottolineo.

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Ospite AndC

Ciao @BeatriceG

 

Secondo me:

La prima la scarterei, la seconda potrebbe avere senso se non fosse che pare avere un feedback negativo sui pagamenti e dunque tenderei a scartarla, sulla terza il punto è capire quanto ti può offrire più di un selfpublishing, in quanto le cose che fanno (da quel poco che ho inteso) puoi benissimo farle da te, volendo meglio, ma non sapendo anche peggio... magari in più loro hanno un nome (ma tu dici che secondo te la qualità dei libri in catalogo non è sempre eccelsa...) magari possono permettersi di fare più pubblicità...

 

Se stai cercando qualcuno che "creda nella tua opera", così come le hai brevemente esposte (e non conoscendo le CE) queste tre proposte non mi sembrano facciano al caso tuo.

Se sei interessata a vendere, allora cercherei di capire (sopratutto con la terza casa editrice) quanto effettivamente esse siano in grado di farlo... (io credo non troppo, ma è personale opinione).

Quello che voglio dire e che in qualche modo ti è stato detto, ed è quello che si può ribadire per tutti: non esiste "la pubblicazione" come standard unico, ma tante realtà editoriali che si possono o meno sposare con le esigenze degli autori che sono altresì disparate.

 

Quello che - come chiunque - dovresti indagare bene è proprio questo: capire quanto le tue personali esigenze o desideri si sposino con gli intenti e le possibilità della CE in questione.

 

Puoi ricevere anche 1000 proposte di pubblicazione, ma se ad esempio sono tutte a pagamento e tu sei contraria, nessuna andrà bene per te.

 

Una cosa anche va ribadita in questo senso: attenzione alla "smania di pubblicare". Qualcuno lo diceva nei commenti precedenti: ho visto molti amici "rovinarsi" buoni libri per aver firmato contratti "assurdi", in cui magari s'impegnavano troppi anni con una CE che non rispecchiava le loro aspettative...

 

Se il tuo libro vale davvero, come hai ricevuto queste tre proposte, ne riceverai altre... Sono comunque proposte che "non eccellono" in condizioni... Io personalmente, non le accetterei...

 

Infine, mi associo a questa per me grande verità:

1 ora fa, cheguevara ha scritto:

Purtroppo la maggior parte delle magagne si scoprono solo a pubblicazione avvenuta

 

E non solo magagne... ho sentito e conosciuto gente che pubblicando con big CE - le "inarrivabili" - comunque si lamentava... Nessuno può veramente prevedere come andrà il futuro, il succo è cercare di indirizzarlo il più simile alle proprie aspirazioni... questo significa che se anche pubblicassi alle migliori/utopiche condizioni possibili, come poi vadano le cose sarà tutto da scoprire. Ciao!

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@TuSìCheVale 1 e 2 le avevo già escluse da sola, infatti nel post originale ho scritto che stavo quasi per firmare con 3. Più che spulciare, si tratta di aspettare :-) Ho spulciato abbastanza mesi fa, di ogni casa editrice a cui ho spedito ho controllato sito, discussioni qui su WD e pagina Facebook. Ne ho controllate anche molte altre, ma se c'era qualcosa che non mi convinceva, non inviavo. Solo che, come dicevamo con cheguevara qualche commento sopra, alcune magagne le scopri solo dopo aver letto il contratto (per esempio, non sapevo che 1 non pagasse le royalties in denaro prima di ricevere la proposta con annesso contratto). Ho cercato di informarmi il più possibile, ma, ovviamente, non tutti dicono tutto. Hai ragione, 3 ricorda molto il self publishing, tant'è che sul sito l'editore si definisce "un'alternativa al self publishing e all'editoria tradizionale" (io lo definirei "incrocio" più che "alternativa"): anche in questo caso, per esempio, questa affermazione sul sito della CE è apparsa dopo che avevo già inviato il mio romanzo, perché hanno aggiornato il sito qualche giorno fa. 

@AndC 3 fa editing (non so quanto accurato, ma data la grande mole di testi pubblicati temo non sia proprio certosino), correzione bozze, copertina e qualcosina a livello pubblicitario, non è proprio un self publishing, ma non è nemmeno un editore tradizionale (ovviamente prima di inviare non sapevo tutto ciò). Un punto lo hai colto (probabilmente lo hanno colto un po' tutti :bandiera:): devo schiarirmi le idee io per prima.

 

Comunque ho deciso di aspettare; tengo davvero al mio testo e penso si meriti una proposta migliore. Senza arroganza, ma con tanto affetto.

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Fai bene, ha ragione Marcello quando ti dice di aspettare se credi nel tuo testo.

se in tre mesi hai già ricevuto tre proposte sii fiduciosa

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Continui a cercare. Tre mesi in editoria sono un battito di ciglia e tutte e tre le proposte sono irricevibili perché non la porterebbero da nessunissima parte e le bloccherebbero inutilmente i diritti, quindi vanno rispedite al mittente (sì anche per un esordiente, a maggior ragione se crede nel proprio testo).

E attenzione (tutti) che distribuzione solo Amazon e print on demand è un giochino che ho visto fare anche da un gruppo editoriale di media stazza che alletta con la buona reputazione del brand principale e poi sbologna gli autori a sottomarchi che applicano le suddette condizioni e senza la possibilità che il POD possa essere ordinato dalle librerie tramite i proprio gestionale.

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