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Ciao @Evilelf! Come mai questo timore? Qualcuno che ti ha letto ha fatto queste osservazioni?
E qualora nessuno ancora lo avesse fatto, allora ti consiglio di darti una possibiiltà... tramite gli scritti riusciamo a sviluppare concetti il cui significato potrebbe apparire non del tutto chiaro anche a noi stessi autori. Il risultato di una buona recensione potrebbe stupirti!

 

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State parlando di me? :D
@Evilelf è il mio stesso problema, ma penso che questo dubbio o questa sensazione sia comune a moltissimi.

Come ha suggerito @RobinK, un buon modo per farsi un'idea riguardo il proprio manoscritto è quello di farlo leggere a qualcun altro. Preferibilmente, a mio avviso, a una persona che non ti conosce e che tu non conosci, per evitare che l'uno proietti nelle parole dell'altro l'immagine che ha dello scrivente -ma non sempre si può avere tutto, quindi questo parametro è opzionale. Inoltre, in questo forum è presente un thread nel quale si può mettere un annuncio per la ricerca di un beta reader -in forma gratuita: può essere molto molto utile.

In alternativa esisono servizi a pagamento, ma queste sono valutazioni che dovresti ponderare quando il manoscritto è sostanzialmente nel suo stato definitivo.

 

Detto questo, condividendo la tua paranoia, penso che dovresti interrogarti su perché potrebbe essere noiosa e su perché pensi questo. Nel mio caso, considero la trama e il modo in cui ho raccontato le vicende, gli elementi sui quali mi soffermo, lo stile (in senso lato), etcetera. Per sopperire alla "noia", ho giocato un minimo con l'intreccio, ho approfondito trame secondarie -che hanno comunque una certa rilevanza-, ho tagliato alcune parti estremamente dichiarate e così via.

Ma una lettura da parte di terzi è, oserei dire, fondamentale. A me, per esmpio, la prima lettura di una cosa che ho scritto mi è servita per comprendere meglio di cosa io stessi parlando e mi ha permesso di metterlo a fuoco meglio nelle stesure successive.

 

Dai uno sguardo al topic "cercasi beta reader"!

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Ospite Il solitario
3 minuti fa, nescio ha scritto:

Inoltre, in questo forum è presente un thread nel quale si può mettere un annuncio per la ricerca di un beta reader -in forma gratuita: può essere molto molto utile.

In alternativa esisono servizi a pagamento, ma queste sono valutazioni che dovresti ponderare quando il manoscritto è sostanzialmente nel suo stato definitivo.

 

Sul WD esiste anche l'officina, volendo... :rolleyes:

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3 minuti fa, lucantropo ha scritto:

Sul WD esiste anche l'officina, volendo... :rolleyes:

Sì, certo. Ho dato per scontato che il discorso riguardasse opere di una certa lunghezza che mal si addicono all'officina.

 

(come sei saggio @lucantropo)

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Ospite Il solitario
2 minuti fa, nescio ha scritto:

Sì, certo. Ho dato per scontato che il discorso riguardasse opere di una certa lunghezza che mal si addicono all'officina.

 

(come sei saggio @lucantropo)

Be', un racconto breve forse è ancora più indicativo per capire a che punto si è...

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8 minuti fa, nescio ha scritto:

Sì, certo. Ho dato per scontato che il discorso riguardasse opere di una certa lunghezza che mal si addicono all'officina.

 

(come sei saggio @lucantropo)

 

Si direi che si tratta di un romanzo lunghino e a me preoccupa la visione di insieme più che un preciso passaggio.

19 minuti fa, nescio ha scritto:

 

Come ha suggerito @RobinK, un buon modo per farsi un'idea riguardo il proprio manoscritto è quello di farlo leggere a qualcun altro. Preferibilmente, a mio avviso, a una persona che non ti conosce e che tu non conosci, per evitare che l'uno proietti nelle parole dell'altro l'immagine che ha dello scrivente -ma non sempre si può avere tutto, quindi questo parametro è opzionale. Inoltre, in questo forum è presente un thread nel quale si può mettere un annuncio per la ricerca di un beta reader -in forma gratuita: può essere molto molto

 

Infatti pensavo che fosse una buona soluzione, diciamo che però prima devo finire il romanzo se no dovrei chiedere a qualcuno di leggere solo i primi 20 capitoli. Il che mi darebbe un'idea su se smontare tutto e ricominciare... il che non sarebbe nemmeno male. Ma si può fare?

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11 ore fa, Evilelf ha scritto:

... io ho sempre paura che le mie storie siano noiose...

Bravo, @Evilelf , conservala questa paura, come un dono assai prezioso per uno scrittore: ti consentirà di non cadere in uno degli errori più gravi, e purtroppo più comuni, che capitano agli esordienti, ovvero il dare per scontato che le loro storie debbano risultare sempre interessanti.
In modo molto brutale, in uno dei capitoli di un prontuario che sto scrivendo, io consiglio agli autori di partire proprio da questo presupposto: mettetevi in testa che, specie all'inizio del libro, al lettore dei vostri personaggi non importa assolutamente nulla. Quindi che non vi venga in mente di raccontargli chi sono, di chi sono figli, chi hanno sposato, dove abitano, cosa fanno per vivere e, peggio che peggio, cosa pensano! Fateli muovere, fateli agire, rendeteli particolari, seducenti, incuriosenti. E solo dopo, cum grano salis, cominciate a dire qualcosa in più su di loro.
La paura di annoiare non  è un nemico, ma un validissimo alleato: tenetevela sempre al fianco.

 

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Che vuoi che ti dica, é un timore che ho sempre anche io. Un sacco di volte nell'ultimo anno ho riscritto pezzi perché convinta che fossero noiosi o li ho tenuti pur avendo la stessa convinzione. L'unica é farli leggere a qualcuno, uno che non abbia tendenze a stroncare con brutalità, ma neanche che sia incapace di fare e e motivare delle critiche. 

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14 ore fa, Evilelf ha scritto:

io ho sempre paura che le mie storie siano noiose...

 

Succede anche a me, ma di solito la paura è adattiva. Per dire, consente di distinguere il coraggio dall'incoscienza. È comunque uno stimolo a migliorarsi e a non dare troppe cose per scontate.

Sbaglia chi non ha quella paura e di conseguenza pensa che tutto ciò che scrive sia un capolavoro indimenticabile, un gioiello della letteratura mondiale. Come dice Fedez (non parlavamo di alta letteratura? :hm:) in Magnifico: "So che quando troveranno il centro dell'universo rimarrai delusa a scoprire che non sei tu".

Certo, se poi la paura ti blocca è un altro paio di maniche…

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4 ore fa, Alexmusic ha scritto:

La paura di annoiare non  è un nemico, ma un validissimo alleato: tenetevela sempre al fianco.

 

Quoto le parole di Alex. Quello che un autore deve fare è sviluppare una sorta di shit-detector che vada a caccia dello sbadiglio. Lo shit detector deve poi ambire a diventare multifunzione: una volta lo setti sullo sbadiglio, il passaggio successivo sulle infodump, quello dopo su... Su quello che ti pare, ci siamo capiti. Lo sbadiglio si insinua tra le righe di chi lo teme e al tempo stesso di chi si autocompiace, figure antitetiche al quale il diavolo sussurra allo stesso modo. Chi scrive deve emanciparsi da quella bolla illusioria di auto compiacimento che ti si apposta sulla spalla quando rileggi un capitolo/periodo che ti pare ben riuscito. Esci dalle tue miserabili carni, autore: diventa il tuo più acerrimo critico, non concederti sconti, nessuna pacca sulla spalla. Leggiti sempre come se le pagine che hai scritto fossero quelle dell'autore che più detesti.

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6 ore fa, Alexmusic ha scritto:

conservala questa paura, come un dono assai prezioso per uno scrittore (...)  La paura di annoiare non  è un nemico, ma un validissimo alleato: tenetevela sempre al fianco.

Fantastico. <3

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Ciao @Evilelf , non è che la tua paura è solo insicurezza?

Uno scrittore un minimo allenato dovrebbe capire se una storia funziona, o perlomeno non dovrebbe avere dubbi dopo 20 capitoli... 

A meno che tu non sia un adolescente immaturo o un individuo con ego smisurato, dovresti essere in grado di analizzare obiettivamente i tuoi scritti.

La lettura da parte di un amico o conoscente è un ottimo consiglio. Per una prima impressione è più che sufficiente, non è necessario rivolgersi a uno del settore. Io ho fatto così ed è stato molto utile. Chiaramente sapevo a chi davo in pasto i miei romanzi e quindi sapevo anche da chi potevano provenire consigli utili. Ciò non toglie che anche l'apprezzamento di un lettore comune ti fa capire di non aver scritto proprio una schifezza.

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20 ore fa, Brutus ha scritto:

 

Uno scrittore un minimo allenato dovrebbe capire se una storia funziona, o perlomeno non dovrebbe avere dubbi dopo 20 capitoli... 

A meno che tu non sia un adolescente immaturo o un individuo con ego smisurato, dovresti essere in grado di analizzare obiettivamente i tuoi scritti.

 

Diciamo che io sono convintissimo che la storia sia veramente bella, il punto è che quello che piace a me non è detto che piaccia a molti :D Giudicare la storia non è difficile, giudicare il modo in cui viene raccontata sono un altro paio di maniche.

 

L'ho fatto leggere a dei miei amici ovviamente, ma loro conoscevano già la trama e mi hanno potuto dire che effettivamente è scritto bene...

ma scritto stilisticamente bene è una cosa, coinvolgente è un'altra.

 

Sono un pochettino dubbioso perchè fino a metà libro non si può capire verametne qual'è la posta in gico e quale rischio stanno veramente correndo i protagonisti...

e questo mi fa pensare che forse il lettore potrebbe annoiarsi perchè se non c'è tensione non c'è interesse.

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@Evilelf se i tuoi amici ti hanno dato riscontri positivi pur conoscendo la trama non vedo motivo di farsi troppe pare.

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28 minuti fa, Evilelf ha scritto:

fino a metà libro non si può capire verametne qual'è la posta in gico e quale rischio stanno veramente correndo i protagonisti

 

Questo è un problema nella misura in cui prima di metà libro la posta in gioco risulti troppo bassa.

 

Faccio un esempio: Tizio si dispera perchè non trova più un suo libro. L'avrà prestato a qualcuno che non l'ha restituito? L'avrà lasciato in spiaggia? Boh.

Poi a metà romanzo si scopre che quel libro contiene le prove di un omicidio/la formula del suo successo/la chiave per conoscere il futuro. Bum, la posta in gioco schizza verso l'alto, l'attenzione è assicurata.

 

Ora, se nella prima metà il protagonista si dispera per una ragione sufficientemente interessante, per intensità (è l'unico ricordo del padre morto in circostanze misteriose) o per sfida logica (il libro non è mai uscito da una stanza chiusa a chiave; lui ha l'unica chiave; il libro è sparito lo stesso) il tutto funziona. In caso contrario forse il lettore non arriverà mai allo snodo.

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43 minuti fa, Evilelf ha scritto:

Sono un pochettino dubbioso perchè fino a metà libro non si può capire verametne qual'è la posta in gico e quale rischio stanno veramente correndo i protagonisti...

e questo mi fa pensare che forse il lettore potrebbe annoiarsi perchè se non c'è tensione non c'è interesse.

 

Qui ti sei risposto da solo. La posta in gioco è conveniente che sia messa all'inizio. Nell'incipit è perfetto.

Non è una regola ferrea, ma una semplice convenienza. Il miglior modo per creare suspense fin dall'inizio è fissare la posta, quando ancora il lettore non sa nulla. Chiarirla solo a metà è troppo tardi, a mio avviso, nel senso che non è conveniente: il lettore a metà ci arriverà solo se lo tieni in tensione nella prima parte, sennò lo perdi per strada.

Il rischio che consegue alla posta in gioco può anche essere solo un "danno reputazionale" (perdere la faccia). Funziona bene, anche se la morte attira sempre.

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Già ho paura che sia stato quello l'errore principale, strutturare una storia dove i protagonisti scoprono cosa hanno combinato solo dopo un bel po' di pagine.

Non sono cosi sicuro che non funzioni ugualmente, magari è solo insicurezza mia...

Magari continuerò cosi e poi mi affiderò ad un beta reader.

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