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Mirkos91

Sapone, mutande e carte

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Commento

 

Quello che vi lascio qui di seguito è uno spezzone di una serie di racconti incentrati su Elvira, una cartomante romana di periferia, e sui suoi strani clienti.

 

-    Cliente difficile? –
La figura della morte riapparve dalle dense nubi, acquistando consistenza come succede nei sogni.
-    Giornata piena – sospirò – è solo il primo di molti –
La morte si portò vicino alla porta del bagno, avanzando senza emettere il benché minimo suono. La veste lunga e nera ricadeva su un sottile strato di aria che la estraniava dal contesto; poggiò il cranio sull'uscio e vi guardò attraverso, mentre Elvira, sconfortata, riportava il viso in basso, sulle mani che ora si intrecciavano come a simulare un gioco.
-    Credo che dovresti vedere… - sussurrò lasciando ricomparire un’orbita oculare, arcigna
-    In genere lascio le persone in bagno in santa pace – sentenziò sistemandosi l’occhiale voluminoso
Dalla stanza provenivano strane lamenta non ben identificate; Pietro era stretto sulla tazza, bianca, con le gambe chiuse e le spalle schiacciate contro il collo.
Gli occhi, nervosamente tremanti, cercavano un riposo, disperato, impossibile da trovare. La sua attenzione venne catturata da una piccola confezione di sapone intimo posto a destra del bidet, color celeste e mezza vuota.
Con un gesto deciso la prese, mentre Morte era nel frattempo entrata, mettendosi comodamente seduta su un porta panni color crema proprio di fronte a lui. La falce rimase immobile e in perfetto equilibrio al di fuori del bagno, sotto lo sguardo attento di Elvira che aveva deciso di alzarsi, non vedendolo più ricomparire.
-    Se vuole possiamo rimandare – urlò cercando di scandire bene ogni singola parola, e tossendo poco dopo
Pietro sgranò gli occhi, sotto le risate di Morte che aveva scambiato quella scenetta per uno spettacolo comico, felice del suo non essere vista dal malcapitato.
-    No, esco subito! – provò a convincersi, mentre con attenzione era tornato a leggere l’etichetta del sapone.
Lo scheletro avanzò verso di lui, scrutando con attenzione il sapone che perdeva dal beccuccio colando sulle mutande, bianche e umide di sudore.
Con una mossa del mantello si portò fuori dal bagno, comparendo di fronte a Elvira che se ne stava ritta di fronte alla porta, pensando alla sua tazza di tè fumante della mattina, che forse necessitava di altro limone.
-    Sta leggendo l’etichetta del sapone… - sogghignò coprendo i denti bianchi dalle dita ossute e splendenti.
Elvira lo fissò con sconcerto.
-    Come sta leggendo l’etichetta? –
-    Ha fatto una scommessa col destino – e riprese fiato poggiando la mano sulla falce che solo allora si lasciò andare alla gravità – Una volta finito di leggere tutti gli ingredienti smetterà di andare in bagno –
Per un attimo ci fu uno strano silenzio tra i due.
-    Ma perché proprio il sapone intimo? –
-    Sei tu la strega – e si voltò per tornarsene vicino al tavolino – Forse era la prima cosa che aveva a tiro –
Elvira bussò di nuovo alla porta, stavolta con più decisione.
-    Caro! – Pietro da dentro lanciò il dispenser di sapone lungo il pavimento che finì dietro il porta biancheria – Se vuoi proseguiamo la seduta in bagno! –
Quello che successe da li a pochi secondi Elvira, per quanto di esperienza nella sua vita ne abbia avuta tanta, non se lo sarebbe mai aspettato: Pietro apri la porta, con le braghe a terra, che gli cingevano le caviglie.
Le cosce erano umide ai lati, ricoperte da un sottile strato di merda che continuava a colare dalle natiche bianche; il pisello moscio guardava spavaldo verso la donna che, con gli occhi sgranati, cercava di contenere l’imbarazzo.

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Visto che il soggetto della frase precedente è la morte sembra che sia quest'ultima a parlare di giornata piena.

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

La figura della morte riapparve dalle dense nubi, acquistando consistenza come succede nei sogni.
-    Giornata piena – sospirò – è solo il primo di molti –

bella questa frase perchè l'occhiale voluminoso da subito l'idea del personaggio senza bisogno di ulteriori descrizioni.

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

sentenziò sistemandosi l’occhiale voluminoso

 

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

il pisello moscio guardava spavaldo verso la donna che, con gli occhi sgranati, cercava di contenere l’imbarazzo.

manca una virgola dopo "pisello mosco" in questo modo sembra che il suo birillo abbia gli occhi. 

Per il resto molto divertente. Ti faccio i miei complimenti.

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Grazie @scrittricepazza per il tempo dedicato al mio testo.

 

12 minuti fa, scrittricepazza ha scritto:

Visto che il soggetto della frase precedente è la morte sembra che sia quest'ultima a parlare di giornata piena.

Hai ragione, così tagliato il testo rende confuso chi esprime cosa.

 

11 minuti fa, scrittricepazza ha scritto:

bella questa frase perchè l'occhiale voluminoso da subito l'idea del personaggio senza bisogno di ulteriori descrizioni.

Grazie! Molti dei miei personaggi hanno occhiali voluminosi; ormai è un tratto distintivo.

 

13 minuti fa, scrittricepazza ha scritto:

manca una virgola dopo "pisello mosco" in questo modo sembra che il suo birillo abbia gli occhi. 

Per evitare che gli altri pensano ad un "birillo con gli occhi" dovrei sostituire, forse, il verbo "guardare" con "puntare".

 

Grazie per i complimenti e per le annotazioni che inserirò nella versione finale.

 

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Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

La figura della morte riapparve dalle dense nubi

forse "La figura della morte riapparve come da dense nubi"?

 

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

La morte si portò vicino alla porta del bagno

In alcuni casi usi il maiuscolo per la morte.

 

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

un’orbita oculare, arcigna

Io mi immagino un teschio, inespressivo. Arcigna non credo.

 

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

strane lamenta

mi sembra troppo desueto, in questo brano

 

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

Pietro era stretto sulla tazza, bianca,

bianca è inutile, di solito le tazze sono bianche 

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

era stretto sulla tazza,

ma stretto significa abbracciato alla tazza o seduto?

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

da una piccola confezione di sapone intimo posto a destra del bidet, color celeste e mezza vuota.

Il colore anche qui mi sembra inutile e inappropriato. inoltre confezione? O singola boccetta?

 

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

dita ossute

le dita chissà perchè sono quasi sempre ossute..quelle di uno scheletro lo sono sempre.

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

    Come sta leggendo l’etichetta? –

in linguaggio parlato parlato funziona, ma qui forse sarebbe meglio "come sarebbe a dire che sta leggendo" o qualcosa del genere.

 

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

Una volta finito di leggere tutti gli ingredienti smetterà di andare in bagno –

andare in bagno? ma lui c'è già in bagno.

 

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

Quello che successe da li a

lì 

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

ricoperte da un sottile strato di merda

La parola "merda" secondo me è troppo forte.

 

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

continuava a colare dalle natiche bianche; il pisello moscio guardava spavaldo verso la donna che, con gli occhi sgranati, cercava di contenere l’imbarazzo.

come si fa a vedere le natiche che sono dietro? Può un pisello moscio essere al contempo anche spavaldo? 

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Ospite

Ciao @Mirkos91

avevo letto il frammento un po' di tempo fa ripromettendomi di ripassarci, e  visto che mi serve un commento, vengo a spulciarlo. Vedi un po' tu se le cose che ti segnalo possano esserti di un qualche interesse o no :)

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

La morte si portò vicino alla porta del bagno,

non so se è una scelta voluta, e in quel caso non mi esprimo, ma portarsi alla porta lo trovo proprio ridondante, tanto più che ci sono molti altri modi di esprimere quel portarsi.

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

su un sottile strato di aria che la estraniava dal contesto;

ho un dubbio sull'uso di "estraniare" perché significa distaccarsi, tenersi in disparte, togliersi, in senso fisico o figurato, da un contesto, ma la Morte non appartiene a questo contesto, è altra cosa. Il fatto che sia qui è strano, non è un elemento del contesto che se ne distanzia. Vedrei meglio qualcosa tipo "il sottile strato d'aria su cui si muoveva sottolineava la sua estraneità al contesto" o una cosa così.

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

Dalla stanza provenivano strane lamenta non ben identificate

a parte l'utilizzo desueto di lamenta invece di lamenti o gemiti, trovo superfluo lo specificare non ben identificate: sono strani lamenti che vengono dal bagno chiuso, è evidente che chi è fuori non ne conosca il motivo.

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

Gli occhi, nervosamente tremanti

anche nervosamente tremanti mi suona strano, e non solo per la quasi rima: tremavano nervosi? tremavano per la nervosità?

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

una piccola confezione di sapone intimo posto a destra del bidet, color celeste e mezza vuota.

qui hai una scelta da fare, perché i complementi di specificazione si riferiscono un po' alla confezione, al femminile, un po' al sapone, al maschile: visto che il discorso è uno solo devi decidere, o tutti al maschile o tutti al femminile (io sceglierei questo: la confezione è il soggetto)

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

Con un gesto deciso la prese, mentre Morte era nel frattempo entrata, mettendosi comodamente seduta su un porta panni color crema proprio di fronte a lui. La falce rimase immobile e in perfetto equilibrio al di fuori del bagno, sotto lo sguardo attento di Elvira che aveva deciso di alzarsi, non vedendolo più ricomparire.

Con un gesto deciso la prese. la Morte, entrata nel frattempo in bagno, si accomodò sul portapanni color crema di fronte a lui. la falce era rimasta immobile, in perfetto equilibrio davanti alla porta, sotto lo sguardo attento di Elvira che, non vedendolo (ma chi: la Morte? Ci vorrebbe vedendola; Pietro? Sarebbe meglio esplicitarlo, allora, perché è decisamente lontano nel testo, per reggere quella semplice particella "lo")

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

sotto le risate di Morte che aveva scambiato quella scenetta per uno spettacolo comico, felice del suo non essere vista dal malcapitato.

sotto le risate? non l'avevo mai sentito. la costruzione del periodo mi suona strana.

"Morte, cui la scena sembrava uno spettacolo comico, scoppiò a ridere, felice che il malcapitato non potesse vederla"

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

pensando alla sua tazza di tè fumante della mattina, che forse necessitava di altro limone.

qui non ho capito: la tazza di tè della mattina è lì adesso e si domanda se deve metterci più limone. Oppure è una riflessione sulla mattina già passata e quindi sulla tazza di tè che forse avrebbe necessitato più limone?

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

Elvira lo fissò con sconcerto.

lo è riferito a Morte, dato che l'altro è ancora chiuso in bagno, quindi dovrebbe essere "la"

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

smetterà di andare in bagno

in bagno c'è già, non sarebbe più giusto: "smetterà di stare chiuso in bagno" o "uscirà dal bagno"? O intendi dire che sta male e non riesce a smettere di andar di corpo? Allora penso che dovresti essere un po' più esplicito: quando avrà letto tutti gli ingredienti, i suoi intestini si saranno calmati (o la sua colica, o il suo accesso di dissenteria o la miglior perifrasi che ti venga in mente)

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

 Sei tu la strega – e si voltò per tornarsene vicino al tavolino – Forse era la prima cosa che aveva a tiro –

c'è una maiuscola ma manca la punteggiatura. Anche nei dialoghi precedenti manca la punteggiatura

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

Quello che successe da li a pochi secondi

in realtà se usi successe non sarebbe avvenuto dopo pochi secondi, ma indica l'immediatezza, che per la scena mi sembra anche più calzante:

quello che successe allora, Elvira non se lo sarebbe mai...

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

per quanto di esperienza nella sua vita ne abbia avuta tanta,

il cambio di tempo perché? Stiamo parlando al passato: Elvira non si sarebbe aspettata ciò, per quanto avesse avute molte esperienze strane nella sua vita

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

il pisello moscio guardava spavaldo verso la donna

spavaldo non mi sembra proprio l'aggettivo adatto alla scena: un pisello moscio non guarda spavaldo nessuno, oltre a non guardare verso di lei, a meno che lei non sia sdraiata per terra. Spavaldo da il senso di qualcuno che si tiene ritto, ardito, arrogante: direi che l'organo del povero Pietro è tutto il contrario qui.  Vedrei più una cosa tipo "il pisello moscio pendeva triste, quasi volesse nascondersi allo sguardo della donna" "o avrebbe abbassato gli occhi se li avesse avuti"... quello che vuoi, la scena si presta a molte immagini più o meno comiche e "epiche", però spavaldo mi sembra assolutamente fuori tema :)

 

Del testo nel suo complesso è difficile dire qualcosa, è solo una scena, non sappiamo gran che del contesto e della vicenda intorno; forse, se questo è l'inizio di una storia e non ci sono premesse, chiarirei se Pietro è un cliente o un amico, oppure un amico che è qui in veste di cliente. perché dal testo mi sembra di capire che sia un estraneo, ma allora perché sappiamo subito il suo nome, come se fosse una conoscenza intima di Elvira?

Per il resto, ti consiglierei di fare attenzione alla punteggiatura dei dialoghi, e a cercare di rendere più fluidi certi periodi un po' faticosi.

Spero di non averti tediato troppo.

Ciao.

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Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

La figura della morte riapparve dalle dense nubi, acquistando consistenza come succede nei sogni.

 

Io metterei solo la morte, senza "la figura della" perchè rende meno scorrevole la lettura.

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

La veste lunga e nera ricadeva su un sottile strato di aria che la estraniava dal contesto; poggiò il cranio sull'uscio e vi guardò attraverso,

Qua non ho ben capito che cosa succede. La veste lunga e nera ricadeva su un sottile strato d'aria ok, ma la estraniava dal contesto? che significa?

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

un’orbita oculare, arcigna

Perchè la virgola? un'arcigna orbita oculare.

Il 10/6/2020 alle 13:52, Mirkos91 ha scritto:

-    No, esco subito! – provò a convincersi, mentre con attenzione era tornato a leggere l’etichetta del sapone.
Lo scheletro avanzò verso di lui, scrutando con attenzione il sapone che perdeva dal beccuccio colando sulle mutande, bianche e umide di sudore.

C'è una ridondanza di attenzioni.

 

Comunque per il resto l'idea mi piace un sacco, il fatto della morte che se ne sta in una stanza! carino.

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Grazie a entrambi - @Evilelf@Befana Profana - per i commenti e le osservazioni fatte, che ho trovato precisi e molto utili.

Per rispondere alla tua richiesta - @Befana Profana - ti dico che in realtà il testo è uno stralcio del secondo capitolo di questa ideale raccolta di racconti su Elvira, la cartomante romana. L'idea è piuttosto vecchia, ho buttato giù un piccolo schema anni fa e circa una trentina di pagine; ho voluto condividerlo con voi anche perché ultimamente mi sto dedicando al romanesco - che qui su writer's dream penso abbia poca possibilità di essere commentato e compreso da tutti - e non avevo un testo fresco da farvi leggere. Pietro è ovviamente un suo cliente, non storico; lui ed altri riempiono il salotto di Elvira cercando soluzioni ai loro problemi.

 

Sono veramente felice dei vostri suggerimenti di cui farò tesoro, indipendentemente dalla continuazione o meno del progetto. :)

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16 ore fa, Mirkos91 ha scritto:

@Befana Profana L'idea è piuttosto vecchia, ho buttato giù un piccolo schema anni fa e circa una trentina di pagine; ho voluto condividerlo con voi anche perché ultimamente mi sto dedicando al romanesco - che qui su writer's dream penso abbia poca possibilità di essere commentato e compreso da tutti - e non avevo un testo fresco da farvi leggere. Pietro è ovviamente un suo cliente, non storico; lui ed altri riempiono il salotto di Elvira cercando soluzioni ai loro problemi.

L'idea di base è molto simpatica, io lo leggerei un romanzo così.

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