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Andrea Cerri

Intervista scrittori

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Buongiorno, sperando di fare cosa gradita vi segnalo nuovamente il portale Cultura & Società (di cui non metto il link perché non so so se sia permesso o meno) Perché lo segnalo proprio qui? Per il semplice motivo che continuano a intervistare scrittori dandogli la possibilità di promuovere i loro lavori. Hanno intervistato anche autori abbastanza conosciuti, come la Angeli e Diego Galdino. Per il servizio chiedono €7, non censurano le risposte e si impegnano a divulgare al meglio l'articolo con l'intervista. Ecco,tutto qui.

Modificato da Miss Ribston
Cambiato il costo del servizio

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Grazie della segnalazione, sai se c'è una mail di redazione a cui scrivere, o ci si propone tramite il form generico di contatto?

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Il 10/6/2020 alle 15:35, franka ha scritto:

Grazie della segnalazione, sai se c'è una mail di redazione a cui scrivere, o ci si propone tramite il form generico di contatto?

Puoi contattarli a questo indirizzo e-mail redazioneculturasocieta@gmail.com

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Il 10/6/2020 alle 09:36, Andrea Cerri ha scritto:

Per il servizio chiedono €7

Ah ma non avevo letto che fosse a pagamento... questo dettaglio è stato aggiunto in un secondo tempo o sono io distratta?

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Il 5/8/2020 alle 14:26, lapidus ha scritto:

Be', pagare per farsi intervistare mi sembra veramente di pessimo gusto :facepalm:

 Si paga per avere uno spazio pubblicitario. Come per qualunque altro genere di pubblicità , nè più nè meno. Solo che in questo caso è in prima persona. Io la vedo così

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Adesso, mutantboy ha scritto:

 Si paga per avere uno spazio pubblicitario. Come per qualunque altro genere di pubblicità , nè più nè meno. Solo che in questo caso è in prima persona. Io la vedo così

Sul serio... secondo te uno scrittore paga le interviste che gli fanno? Oppure si paga le recensioni o gli articoli? E credi che un'intervista a pagamento sia una buona forma di pubblicità?

 

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11 minuti fa, lapidus ha scritto:

Sul serio... secondo te uno scrittore paga le interviste che gli fanno? Oppure si paga le recensioni o gli articoli? E credi che un'intervista a pagamento sia una buona forma di pubblicità?

Non ho detto che sia utile o meno. Non sono un pubblicitario. Ho detto che tecnicamente parlando è pubblicità, come pagare per un'inserzione su facebook, o sul giornale, o fare uno spot televisivo. Non mi sembra sia di pessimo gusto.

Gli scrittori probabilmente non pagano per farsi intervistare. Ma se siamo qui a tentare di promuoverci è perchè non siamo scrittori. (A scanso di equivoci, ritengo scrittore chi lo fa per professione.)

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6 minuti fa, mutantboy ha scritto:

 Si paga per avere uno spazio pubblicitario. Come per qualunque altro genere di pubblicità , nè più nè meno. Solo che in questo caso è in prima persona. Io la vedo così

Mi era sfuggita la parte su "costo del servizio", e siccome nel titolo si parla di "intervista" a me non era per niente chiaro che si trattasse di pubblicità. Del resto sul portale, che si definisce "rivista online", le interviste agli scrittori sembrano a tutti gli effetti dei contenuti veri e propri: non si evince da nessuna parte che siano testi promozionali, pubbliredazionali ecc.

Personalmente non sono interessata.

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1 ora fa, mutantboy ha scritto:

Non ho detto che sia utile o meno. Non sono un pubblicitario. Ho detto che tecnicamente parlando è pubblicità, come pagare per un'inserzione su facebook, o sul giornale, o fare uno spot televisivo. Non mi sembra sia di pessimo gusto.

Gli scrittori probabilmente non pagano per farsi intervistare. Ma se siamo qui a tentare di promuoverci è perchè non siamo scrittori. (A scanso di equivoci, ritengo scrittore chi lo fa per professione.)

Non credo che il WD serva ad autopromuoversi, io l'ho sempre visto più che altro come uno spazio dove confrontarsi e condividere contenuti/informazioni. Poi sulla patente di scrittore si è molto parlato, ognuno ha la propria visione, certo è che se ritieni che lo scrittore sia solo colui che lo fa di professione (e quindi si mantiene solo scrivendo libri), in Italia possiamo dire che la percentuale si aggira forse sull'1 o 2%.

Personalmente, invece, non ritengo che uno scrittore lo si definisca dalle royalties che percepisce e, anzi, trovo molto svilente ridurre tutto a una questione economica.

Tornando al discorso iniziale l'intervista di solito è utile anche per il sito/blog per avere dei contenuti da inserire e ha senso se fatta da qualcuno che ha letto e apprezzato il libro (anche perché chi legge l'intervista queste cose le capisce). Almeno, io la penso così.

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14 ore fa, lapidus ha scritto:

Non credo che il WD serva ad autopromuoversi, io l'ho sempre visto più che altro come uno spazio dove confrontarsi e condividere contenuti/informazioni. Poi sulla patente di scrittore si è molto parlato, ognuno ha la propria visione, certo è che se ritieni che lo scrittore sia solo colui che lo fa di professione (e quindi si mantiene solo scrivendo libri), in Italia possiamo dire che la percentuale si aggira forse sull'1 o 2%.

Personalmente, invece, non ritengo che uno scrittore lo si definisca dalle royalties che percepisce e, anzi, trovo molto svilente ridurre tutto a una questione economica.

Tornando al discorso iniziale l'intervista di solito è utile anche per il sito/blog per avere dei contenuti da inserire e ha senso se fatta da qualcuno che ha letto e apprezzato il libro (anche perché chi legge l'intervista queste cose le capisce). Almeno, io la penso così.

 

Non è il fatto del guadagno in sè, ma il fatto che se lo fai di professione (e quindi sì, ti pagano) è perchè hai competenza e capacità riconosciute. Io scatto decine di migliaia di fotografie, con passione, tecnica, conoscenza, strumentazione adeguata. Ma questo non mi rende un fotografo. Così come giocare a calcio in terza categoria con 20 spettatori, anche se ci dedichi l'anima, tempo, serietà, non ti rende un calciatore. 

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2 ore fa, mutantboy ha scritto:

 

Non è il fatto del guadagno in sè, ma il fatto che se lo fai di professione (e quindi sì, ti pagano) è perchè hai competenza e capacità riconosciute. Io scatto decine di migliaia di fotografie, con passione, tecnica, conoscenza, strumentazione adeguata. Ma questo non mi rende un fotografo. Così come giocare a calcio in terza categoria con 20 spettatori, anche se ci dedichi l'anima, tempo, serietà, non ti rende un calciatore. 

Ok, facciamo un esempio pratico.

Bazzicando l'ambiente da ormai diversi anni, mi capita ogni tanto di conoscere qualche scrittore conosciuto. Ultimamente ho avuto modo di chiacchierare con uno di questi: molto conosciuto e inserito nell'ambiente, è rappresentato da un grosso agente, ha pubblicato con una casa editrice tra le 2 o 3 più famose in italia e alcuni anni fa è stato in finale allo Strega. I suoi libri sono recensiti un po' ovunque e di sue interviste se ne trovano tante in giro (ovviamente non si sognerebbe mai di pagare)... Detto questo, nella vita 'vera' fa tutt'altro, è impiegato in un'azienda, perché con le royalties nemmeno uno come lui ci campa. Ora, non so se tu sai come funzionano le royalties e le percentuali che girano, se fai due conti ti accorgerai della quantità enorme di libri che un autore dovrebbe vendere tutti gli anni per poter avere un reddito fisso congruo. Quindi secondo te solo perché non si mantiene coi libri nemmeno uno come lui è un vero scrittore? Non ha competenze e capacità riconosciute? 

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35 minuti fa, lapidus ha scritto:

Ok, facciamo un esempio pratico.

Bazzicando l'ambiente da ormai diversi anni, mi capita ogni tanto di conoscere qualche scrittore conosciuto. Ultimamente ho avuto modo di chiacchierare con uno di questi: molto conosciuto e inserito nell'ambiente, è rappresentato da un grosso agente, ha pubblicato con una casa editrice tra le 2 o 3 più famose in italia e alcuni anni fa è stato in finale allo Strega. I suoi libri sono recensiti un po' ovunque e di sue interviste se ne trovano tante in giro (ovviamente non si sognerebbe mai di pagare)... Detto questo, nella vita 'vera' fa tutt'altro, è impiegato in un'azienda, perché con le royalties nemmeno uno come lui ci campa. Ora, non so se tu sai come funzionano le royalties e le percentuali che girano, se fai due conti ti accorgerai della quantità enorme di libri che un autore dovrebbe vendere tutti gli anni per poter avere un reddito fisso congruo. Quindi secondo te solo perché non si mantiene coi libri nemmeno uno come lui è un vero scrittore? Non ha competenze e capacità riconosciute? 

 

Sicuramente è una situazione molto borderline. Però se fa altro nella vita, è prima di tutto quell'altra cosa, secondo me. 

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Il 5/8/2020 alle 14:23, franka ha scritto:

Ah ma non avevo letto che fosse a pagamento... questo dettaglio è stato aggiunto in un secondo tempo o sono io distratta?

è stato aggiunto in un secondo momento. Inizialmente era gratuito, poi è pervenuta allo staff richiesta di correggere il post in apertura, in quanto il servizio è diventato a pagamento, con quota come vedete.

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3 ore fa, mutantboy ha scritto:

Non è il fatto del guadagno in sè, ma il fatto che se lo fai di professione (e quindi sì, ti pagano)

Io non mi mantengo certo con la scrittura, ma il mio romanzo è edito da una casa editrice che campa pubblicando libri, e che ha investito sul mio; è venduto in librerie e store online che campano vendendo libri, tra cui anche il mio; viene acquistato da lettori che pagano per leggerlo. Insomma, nel suo piccolo il mio romanzo fa parte a tutti gli effetti dell'industria editoriale. Perciò, se a un party non mi presento certo dicendo "piacere sono una scrittrice", invece nei contesti in cui agisco in qualità di autrice del mio romanzo (un incontro a un festival letterario, una presentazione, o appunto un'intervista) sono a tutti gli effetti una scrittrice. 

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2 ore fa, mutantboy ha scritto:

 

Sicuramente è una situazione molto borderline. Però se fa altro nella vita, è prima di tutto quell'altra cosa, secondo me. 

Scusami, ma che c'entra? Uno nella vita può essere più cose o fare più lavori allo stesso tempo, mica viviamo la nostra esistenza a compartimenti stagni. Ad esempio, in giro ci sono un sacco di giornalisti-scrittori... e allora, come dovremmo rappresentarli per definizione? In base al reddito? Ma poi, se un tizio che lavora come impiegato scrive un libro e lo presenta, il relatore dovrebbe proporlo al pubblico come l'impiegato e non come lo scrittore solo perché non ha venduto tot copie? Dopo quante copie si ha diritto a ricevere la patente di scrittore?

 

1 ora fa, franka ha scritto:

Io non mi mantengo certo con la scrittura, ma il mio romanzo è edito da una casa editrice che campa pubblicando libri, e che ha investito sul mio; è venduto in librerie e store online che campano vendendo libri, tra cui anche il mio; viene acquistato da lettori che pagano per leggerlo. Insomma, nel suo piccolo il mio romanzo fa parte a tutti gli effetti dell'industria editoriale. Perciò, se a un party non mi presento certo dicendo "piacere sono una scrittrice", invece nei contesti in cui agisco in qualità di autrice del mio romanzo (un incontro a un festival letterario, una presentazione, o appunto un'intervista) sono a tutti gli effetti una scrittrice. 

D'accordissimo con te. Non ti mantieni con la scrittura (come del resto quasi tutti gli scrittori), ma nel mondo dell'editoria sei a tutti gli effetti una scrittrice... e ci mancherebbe!

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Trovo che sarebbe meglio una recensione, per la quale sette euro per uscire su un portale importante, sarebbero accettabili. Ma le interviste a questi livelli (piccola editoria) sono esercizi di stile.

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