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Titolo: Urbe Ferox
Autore: Simone Volponi
Collana: Ombre

Casa editrice: Watson edizioni

Data di pubblicazione: 22 giugno
Prezzo: 14 e.

Genere: Horror

 

 

copertina-URBE-ferox-2020-PER-SITO.jpg

 

 

 

Un cadavere carbonizzato era stato crocifisso su un grosso cartello autostradale forato dai proiettili, e qualcuno, chissà se con amarezza o come subdolo invito a farsi sotto, aveva aggiunto una scritta tratteggiata con il sangue: “BENVENUTI NELL’URBE”.

 

L’Urbe feroce è una mega-metropoli dove regna il caos post umano, tenuto nei ranghi solo dall’intrattenimento offerto nei club, dai combattimenti nel Colosseo e dalla droga Overkill. Una Roma post apocalittica abitata da sbroccati il cui governo è gestito virtualmente dalla piattaforma Source, dall’effimera presenza della Sindaca e dagli Affaristi.

È il mondo dove vive Marzia, prostituta assuefatta alla rovina che si limita a svolgere il proprio lavoro e a osservare la cruda realtà, finché non scatta in lei il sogno di allontanarsi da tutto.

È il mondo dove vive Sybil, giovanissima killer creata in laboratorio, costretta per uno sbaglio non suo alla fuga con l’aiuto di Rog, il “pischello guerriero” che si guadagna da vivere come gladiatore post-moderno. Ma c’è davvero una possibilità di scelta? Esiste una via di uscita?

 

Link pre.order e acquisto: http://watsonedizioni.it/prodotto/urbe-ferox-di-simone-volponi/?fbclid=IwAR0nPZiKeEL81uvoDEd8jI8vAob-AZT1JJ03wKaZ9hgDrNwyrNPy2-E0pbE

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7 ore fa, simone volponi ha scritto:

Una Roma post apocalittica abitata da sbroccati

Un po' è così anche adesso :asd: (vedi condizione pavimentazioni stradali e spazzatura).

 

7 ore fa, simone volponi ha scritto:

dall’effimera presenza della Sindaca e dagli Affaristi.

Hai aggiunto che "ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale"? ;)

 

7 ore fa, simone volponi ha scritto:

Ma c’è davvero una possibilità di scelta? Esiste una via di uscita?

Bella sinossi e bella copertina. Complimenti e in bocca al lupo.

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Il 9/6/2020 alle 17:58, Ippolita2018 ha scritto:

Hai aggiunto che "ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale"? ;)

 

 

Dici che andava specificato? :D

 

- 10...

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Il 12/6/2020 alle 15:01, Ippolita2018 ha scritto:

Domani me lo spieghi?

 

Era un countdown verso l'uscita, e oggi sono - 9...

  • Grazie 1

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scusa l'ignoranza, ma come si carica l'immagine della copertina?

 

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1 ora fa, dyp74 ha scritto:

scusa l'ignoranza, ma come si carica l'immagine della copertina?

 

 

Serve un link, copia e incolla dal sito o da Facebook, oppure crea un link con qualche sito apposito.

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I lettori mi mandano le foto delle prime copie vendute e arrivate puntali... ansia da prestazione ne abbiamo? :D

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Si sta come in estate anche su Amazon (la diceria "disponibile in 2 mesi" è un folle gesto amazoniano... in realtà basta andare sul negozio Watson)

 

https://www.amazon.it/gp/offer-listing/8887224609/ref=tmm_other_meta_binding_new_olp_0?ie=UTF8&condition=new&qid=1593681852&sr=1-2

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Quota

Una Roma post apocalittica abitata da sbroccati il cui governo è gestito virtualmente dalla piattaforma Source, dall’effimera presenza della Sindaca e dagli Affaristi.

 

Se è ciò che sembra non ti dovevi fermare a questo, ma anzi affondare il colpo tirando in ballo l'ATAC, la monnezza, il vairus ecc..

Potevi chiamarlo "Virgina Begins" e concluderlo dicendo che lei è l'eroe che Roma merita, ma non quello di cui ha bisogno adesso.
La piega alla Baby, al contrario, mi delude. 

  • Divertente 2

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"Il profilo di Sybil era postato in evidenza, la stella nera nell’angolo in alto stava a significare che tutti lo avrebbero visto per primo.
Nulla di buono. La sua faccia, ogni angolo del suo corpo, il suo modo di pensare, il codice del suo DNA, nel profilo Sharing c’era tutto quello che la riguardava, ed era evidenziato."

"La Marcia Virtuale aveva raggiunto un numero impressionante, i commenti mostravano chiaramente come stavano messe le cose. Rog fece scorrere la pagina con l’indice e trovò tutti i fotomontaggi che gli utenti si divertivano a postare: il volto di Sybil messo al posto di quello di una scrofa mentre veniva montata, oppure sovrapposto a un cadavere che veniva vivisezionato, o messo sopra corpi dalle nudità grottesche. Vide alcuni dei meme generati per l’occasione, con Sybil trafitta da lame di ogni forma e la scritta rosso sangue: “Sei morta!”.
.
Oggi si parla molto del cyberbullismo, una piaga che miete vittime fin troppo in silenzio. Nel romanzo distopico URBE FEROX, in un paese dove esiste un solo social governativo che attesta l'esistenza del cittadino, il cyberbullismo raggiunge i limiti estremi attraverso la Marcia Virtuale.
Trovate differenze con la realtà di oggi?
.
Per scoprire di più guardate sopra. Il romanzo è disponibile sul sito dell'editore e in tutti gli store.

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Simone, complimenti! Meglio tardi che mai, ma congratulazioni davvero. :flower:

 Il genere non è proprio quello che prediligo, ma la curiosità è troppa. Mi riprometto di leggerti,  @simone volponi  (e commentarti, se posso :lol: ). 

 

 

  • Grazie 1

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"Marzia spense e preferì fissare lo schermo nero mentre finiva la cena. Lasciò poi le vaschette a terra e si sforzò di prendere sonno, nonostante non riuscisse mai a trovare la giusta posizione sul cuscino. Stanca e smaniosa, si voltò e rivoltò a lungo tra le coperte, come sempre: era un altro rituale nella sua vita.
Fuori un nuovo giorno albeggiava con una macchia giallognola. Marzia teneva gli occhi chiusi, il luna park della mente aveva già fin troppe luci e giostre che non la smettevano di girare. Come i moscerini laser che svolazzavano sulla fronte e sul petto di chiunque si avvicinasse a lei senza autorizzazione, in ogni frangente, ovunque si trovasse.
Sul velo delle palpebre chiuse rivedeva gli sguardi fissi dei militanti piazzati sugli Snaggletooth e agli angoli delle strade dove passava ogni notte. I suoi angeli custodi, che nel valzer onirico prima del sonno si mixavano alle immagini dei demoni notturni sopra e dentro di lei.
Nel frattempo la forma snella del suo corpo sotto le lenzuola, e il getto biondo dei suoi capelli ogni volta che scuoteva il capo sul cuscino filtravano sotto forma di dati digitali attraverso le pareti, correvano lungo chilometri di fibra, venivano raccolti e proiettati nell’etere dalle antenne fino a riformarsi in bianco e nero dentro uno schermo, in una stanza situata in un preciso punto all’interno della Piramide del Sistema Operativo.
.
Marzia è uno dei personaggi principali di URBE FEROX (Watson edizioni). I suoi occhi osservano e ci raccontano il mondo distopico della nuova Roma. I suoi pensieri sono gli stessi che avremmo (e abbiamo) noi...

  • Grazie 1

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"Tra le gambe gli si era scatenata un’erezione da record. Un effetto collaterale della flebo potenziante. A Sybil non creava imbarazzo, non sapeva cosa fosse. Tuttavia, osservò di nuovo le cicatrici, le contò, una per una. Erano belle. Conferivano al corpo di Rog un tratto umano a lei ignoto. Era come leggere una vecchia pergamena che narrava storie mitologiche di una razza estinta. Lei non ne aveva di cicatrici. Quei pochi segni rossi che riportava dopo il lavoro, tutti frutto della disperazione di quanti non si rassegnavano alla fine ineluttabile, glieli cancellavano con la doccia laser, e la sua pelle tornava di nuovo immacolata.
Un vero peccato. Avrebbe voluto tanto portarsi addosso quelle tracce di umanità colte negli ultimi spasimi, o nello sforzo di restare vivi il più possibile, tutta quella disperata voglia di vivere… Proprio come faceva Rog."
.
Rog è il pischello guerriero, uno dei protagonisti di URBE FEROX (Watson edizioni). Si guadagna da vivere combattendo nel Colosseo. Con lui Sybil, la giovane killer, instaura un rapporto di amicizia, un legame nato tra guerrieri in cerca di una salvezza. E Sybil sviluppa una certa fissazione per le cicatrici...

Perché sono le cicatrici, fisiche e spirituali, a renderci umani.

  • Grazie 2

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Immigrati nella distopia.

"Gli africani e i mediorientali che vivevano a Sud del Muro, con le loro tribù distribuite a migliaia nei paesini dove fino a poco tempo prima pascolava il vecchiume italico, credevano fortemente nel loro Allah. Continuavano a costruire moschee usando quello che avanzava laggiù: resti di edifici, carcasse di auto, amianto dissepolto, rifiuti tossici, ossa e cadaveri. Tiravano su templi di agonia come grossi formicai e ci urlavano dentro rabbia e speranza.
Finocchi. Gli sbroccati dell’Urbe odiavano quei cani che con le loro migrazioni si erano portati dietro il deserto e che insistevano con le implorazioni divine blaterando di speranza, di redenzione. Il dio dell’Urbe probabilmente era rimasto intrappolato sotto quel cielo sconvolto, preso anch’egli alla sprovvista dalla decadenza post-umana, e adesso sbatteva disperato contro le nuvole gravide di morbi come una mosca in trappola, in cerca di una via di fuga."

Perché la distopia, l'horror e i romanzi "di genere" posso argomentare ciò che siamo e continueremo a essere. La nostra società. Sporche canaglie.

  • Grazie 1

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Clizia aveva una sorta di materna premura verso Marzia. Era come se nell’integrità fisica di quella meraviglia bionda vedesse una luce, una speranza.
Speranza.
Come la creatività, la speranza era il peggior demone interiore nell’Urbe post-umana. La speranza e la creatività erano pulsioni che spingevano a desiderare la vita, a desiderare di avere a disposizione più tempo, più battiti cardiaci, più respiri. Per raggiungere obiettivi, per realizzare, per esistere e darsi un significato.
Una condanna.
Crepare era la sola via d’uscita da quell’inferno, e tutti se ne andavano all’altro mondo colmi di rimpianti, esplodendo d’incompletezza.
Era così per chiunque, tranne che per la Sindaca e la sua corte di Affaristi. Tranne che per il governo del Source."
.
Una delle mie ossessioni è la morte. Anzi, è l'ossessione principale e spesso mi soffermo a pensare a quante speranze e progetti (la creatività non si spegne mai) sono destinati a infrangersi contro quel muro nero. Ma anche mentre viviamo speranze e creatività finiscono in frantumi, divorate dalla società e dai suoi sistemi...

  • Grazie 2

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Grazie per questi stralci, Simone :) e anche per le tue considerazioni finali che trovo molto interessanti.  

(A proposito, quasi quasi ne faccio una raccolta e la pubblico ;)

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Speranze e idee.
Da URBE FEROX (Watson edizioni, link in alto)
.
"Pregavano tra le cosce di Marzia. Svuotavano portafogli e anima tra la solida stretta delle sue cosce, e se ne andavano con un piccolo brandello di libertà che gli scorreva lungo la colonna vertebrale.
Sotto la doccia, avvolta dalla nebbia dell’acqua atomizzata, Marzia si ripuliva tra un cliente e l’altro, e così l’ombra sembrava alleggerire la presa, le sue pareti rigonfie si facevano meno opprimenti.
Andarsene, a Nord, a vivere.
Magari un’occasione c’era davvero. Dannata Clizia! La pulce nell’orecchio che le aveva messo prudeva, saltellava, confondeva le idee.
Le idee sono una rivolta dolorosa, sono la prosa della creatività, l’anticamera della speranza, la fame di vita e di tempo.
Marzia si guardò allo specchio, nuda, umida e ripulita dalla miseria. Le idee vorticavano nella sua mente..."
.
Come detto nel post di ieri, una delle mie ossessioni, la morte, mi porta a ragionare sulla necessità umana di avere idee, progetti, speranze. Certo, nascono per natura nella mente di tutti, e premono e ti fanno faticare, arrabbiare, soffrire. Ti fanno immaginare di vivere per sempre, desiderare che sia possibile vivere per sempre.
Ma alla fine ne vale la pena? Oppure sarebbe meglio rassegnarsi, smettere di lottare perché tutto comunque è destinato a infrangersi?
Continuerò a pensarci...

  • Grazie 1

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3 minuti fa, simone volponi ha scritto:

Oppure sarebbe meglio rassegnarsi, smettere di lottare perché tutto comunque è destinato a infrangersi?

Hai detto bene, Simone: nascono per natura nella mente di tutti. Credo che nessun uomo possa decidere ragionatamente di smettere di lottare a causa dell'idea della morte: non so dire se sia per via di quello spirito vitale indipendente dalla volontà umana o perché la natura abbia, appunto, dotato l'uomo di una mente capace di dimenticare che si inizia a morire dal momento in cui si nasce (basterebbe, da un punto di vista logico, rassegnarsi e non fare più nulla a partire dall'età della ragione), ma sono convinta che nessuno che non soffra di un disturbo nervoso potrebbe decidere di mettersi seduto ad aspettare che arrivi il giorno fatidico.  :)  

E non pensarci più. 

 

E dopo la filippica sul principio immateriale di vita :sorrisoidiota:, grazie per lo stralcio. Mi stai convincendo a comperare il libro (sono grave?) <3  

  • Grazie 1

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