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Idra

Fantasy & Fantascienza; essere pubblicati in Italia con questi generi e' ancora un sogno utopico?

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Ciao a tutti, mi chiedevo se qualcuno di voi e' riuscito ad ottenere una pubblicazione con una casa Editrice che pubblica Fantasy e sottogeneri? 

Dalla mia esperienza e dopo innumerevoli ricerche, mi sto rendendo conto che Fantasy e compagnia-bella sono generi davvero poco considerati ma specialmente sottovalutati. Confermate la mia conclusione o c'e' ancora speranza? No perché' io l'ho persa. :(  

 

 

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12 ore fa, Idra ha scritto:

Ciao a tutti, mi chiedevo se qualcuno di voi e' riuscito ad ottenere una pubblicazione con una casa Editrice che pubblica Fantasy e sottogeneri? 

Dalla mia esperienza e dopo innumerevoli ricerche, mi sto rendendo conto che Fantasy e compagnia-bella sono generi davvero poco considerati ma specialmente sottovalutati. Confermate la mia conclusione o c'e' ancora speranza? No perché' io l'ho persa. :(  

Ciao! Sul Fantasy ci sono varie case editrici che ci puntano e anche piuttosto forte.

Non è un genere bistrattato, è solo che secondo me sta subendo una doverosa evoluzione. A mio avviso lo schema classico del "draghi, elfi, cavalieri, sigilli magici e mondi incantati" sta venendo pian piano messo un po' da parte. Questo perchè ci sono ormai una miriade di opere su questa falsariga, tra cui molte di autori importantissimi con i quali certo non si può competere.

Quindi ho l'impressione che, adesso, si punti su un fantasy "diverso", con molti più punti di contatto con la realtà e decisamente più "umanizzato" (si parla spesso di urban fantasy, ad esempio).

Perciò secondo me non devi assolutamente perdere la speranza...soprattutto se il tuo lavoro appartiene a tale ultima tipologia di romanzo fantastico.

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Io credo che siano molteplici i fattori per i quali fantasy e fantascienza trovano così pochi riscontri.

In primo luogo leggiamo poco in generale (almeno in Italia) e in patria credo che i generi più letti siano altri (credo): storico forse, gialli.

Nonostante il fantasy abbia ripreso molto piede negli ultimi anni, non è ancora così diffuso.

In secondo luogo la mia opinione personale è che per certi versi, scrivere fantasy o di fantascienza abbia alcune difficoltà in più: non solo devi scrivere una buona storia, devi anche inventarti personaggi validi e un contesto credibile, che non faccia storcere il naso, che abbia regole di funzionamento che il lettora possa sopportare e soprattutto che siano ben amalgamate nel racconto.

Da qui i motivi del terzo fattore: le case editrici, vita comunque la quantità non piccola di testi già sul mercato, ha alzato l'asticella e se il tuo racconto non è al top in tutte queste categoria rischia di essere scartato.

 

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Eh, bella domanda.

Ti dirò, ci sono due casi relativamente recenti che mi fanno propendere per un c'è ancora speranza, ma non sono sicuro sia applicabile a tutti.

Nello specifico, mi sto riferendo alla saga Eternal War e al libro La Caduta dello Zentir.

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Non scrivo questo genere, ma conosco da vicino esperienze di chi lo fa e sta pubblicando bene.

Luna d'inverno e ora il seguito di Ilaria Varese con La Corte

Plesio pubblica addirittura solo fantasy ma in effetti non accetta manoscritti al momento

Genesis Publishing ha una collana fantasy, tieni d'occhio quando riaprirà l'inoltro delle candidature

Maratta ha una collana fantasy

Delos Digital va fortissimo con fantasy e fantascienza, certo c'è solo il formato digitale.

@Idra Come vedi le possibilità non mancano, certo il livello deve essere buono. In quanto a essere un genere bistrattato, ma che te ne importa? Quante ne sento io sul romance... io di solito rispondo "ah, ok, allora buttiamo via tutta Jane Austen, se il rosa fa schifo!" e tu puoi rispondere lo stesso citando Tolkien, Harry Potter e un botto di altri autori.

 

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Un altro fattore che sta affossando il fantasy, mi riferisco soprattutto all'Italia, è il self publishing, dove approdano buona parte degli autori cestinati dalle CE. Spesso tali autori non prendono minimamente in considerazione di essere stati scartati a causa della scarsissima qualità della loro opera e perciò non si prendono la briga di farla esaminare da professionisti: la pubblicano così com'è. Il risultato? Be', andate un po' a leggervi qualche anteprima, scegliendo a caso tra i romanzi di questo genere e poi ne parliamo.

 

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1 ora fa, Alexmusic ha scritto:

Un altro fattore che sta affossando il fantasy, mi riferisco soprattutto all'Italia, è il self publishing, dove approdano buona parte degli autori cestinati dalle CE. Spesso tali autori non prendono minimamente in considerazione di essere stati scartati a causa della scarsissima qualità della loro opera e perciò non si prendono la briga di farla esaminare da professionisti: la pubblicano così com'è. Il risultato? Be', andate un po' a leggervi qualche anteprima, scegliendo a caso tra i romanzi di questo genere e poi ne parliamo.

 

 

Non potrei essere più d'accordo.

Non è vero che il fantasy non funziona. E' vero che ci sono in giro tantissimi fantasy approssimativi, dove o manca il worldbuilding o dove il worldbuiliding è talmente maniacale da prendere il sopravvento sulla storia, dove i protagonisti sono piatti e inverosimili, dove i dialoghi sono finti e costruiti, dove la trama è una scopiazzatura mascherata di mille altre scopiazzature.

La fantascienza ha un altro genere di problemi. Richiede credibilità e capacità dell'autore di inventare un mondo che guarda avanti pur avendo i piedi ben piantati nella realtà. In generale, manca esattamente come manca nell'autore fantasy la capacità di rendere credibile il suo mondo e i suoi personaggi.

E se il lettore medio (da cui nascono gli autori) è abituato alla spazzatura, un editore serio fa selezione per trovare materiale valido.

Dopo di che, di editori che pubblicano fantasy e fantascienza ce ne sono eccome.

Parlo di La Corte Editore perché gioco in casa e lo conosco bene: pubblica fantasy classica (Pierre Bordage ed Edoardo Stoppacciaro), urban fantasy e paranormal romance (Ilaria Varese, Alessia Coppola e Francesca Caldiani), dark fantasy e fantascienza (Eleonora Rossetti), distopici (Lilliana Marchesi e Giuliano Scavuzzo). E ho citato solo gli autori che conosco di persona.

Ci sono editori che lavorano benissimo sia col fantasy che con la fantascienza: Plesio, Gainsworth,  Dark Zone, IDEA i primi che mi vengono in mente.

Insomma, se l'autore ha in mano un testo interessante, che abbia qualcosa da dire per originalità e stile, un editore e dei lettori li trova eccome.

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3 ore fa, Alexmusic ha scritto:

Spesso tali autori non prendono minimamente in considerazione di essere stati scartati a causa della scarsissima qualità della loro opera e perciò non si prendono la briga di farla esaminare da professionisti: la pubblicano così com'è. Il risultato? Be', andate un po' a leggervi qualche anteprima, scegliendo a caso tra i romanzi di questo genere e poi ne parliamo

Concordo, ho letto degli orrori (dal fantasy all'urban fantasy) da far accapponare la pelle sia nostrani che stranieri, tuttavia un buon lavoro immagino e spero, che venga pubblicato.

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20 ore fa, Idra ha scritto:

Dalla mia esperienza e dopo innumerevoli ricerche, mi sto rendendo conto che Fantasy e compagnia-bella sono generi davvero poco considerati ma specialmente sottovalutati. Confermate la mia conclusione o c'e' ancora speranza? No perché' io l'ho persa

Temo di dover confermare la tua conclusione. Pubblicazioni ci sono, ma di autori italiani davvero poche. Considera che in Italia fa fatica a vendere Brandon Sanderson ed è uno che all'estero di numeri di vendite ne ha.

 

8 ore fa, Alorigo ha scritto:

Io credo che siano molteplici i fattori per i quali fantasy e fantascienza trovano così pochi riscontri.

In primo luogo leggiamo poco in generale (almeno in Italia)

Concordo.

 

3 ore fa, Alexmusic ha scritto:

Un altro fattore che sta affossando il fantasy, mi riferisco soprattutto all'Italia, è il self publishing,

No. Il fantasy è stato affossato anni fa quando c'è stato il boom dei baby scrittori (parlo dei tempi della saga di Eragorn): per approfittare del momento, le ce hanno puntato sulle opere di scrittori sempre più giovani che non erano pronti per la pubblicazione. Si è trattato di un fuoco di paglia che ha però bruciato il settore: i lettori non sono poi così ignoranti e un prodotto mediocre lo sanno riconoscere; se quello era, come sostenevano ce e addetti ai lavori, il meglio che c'era, allora il fantasy era un genere scadente. Così facendo si sono persi lettori ma soprattutto una bella opportunità di portare a maggior conoscenza un genere spesso sottovalutato.

Poi non ci piove che nel self c'è mediocrità, ma la ragione principale dell'affossamento è stata quella che ho menzionato.

Modificato da M.T.
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Confermo che esistono case editrici che riservano collane specifiche al fantasy e sottogeneri. Personalmente ho pubblicato qualche mese fa un romanzo del genere fantascienza distopica, con una CE che non posso nominare qui sul WD. E' vero che il fantasy è un genere inflazionato, ma io lo considero un sotto-genere della fantascienza vera, in cui autori di grande peso come Azimov, Bradbury, Orwell, Tucker e tanti altri hanno spaziato, spesso anticipando di decenni realtà simili a quella che stiamo vivendo.

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8 ore fa, Bambola ha scritto:

Non scrivo questo genere, ma conosco da vicino esperienze di chi lo fa e sta pubblicando bene.

Luna d'inverno e ora il seguito di Ilaria Varese con La Corte

Plesio pubblica addirittura solo fantasy ma in effetti non accetta manoscritti al momento

Genesis Publishing ha una collana fantasy, tieni d'occhio quando riaprirà l'inoltro delle candidature

Maratta ha una collana fantasy

Delos Digital va fortissimo con fantasy e fantascienza, certo c'è solo il formato digitale.

@Idra Come vedi le possibilità non mancano, certo il livello deve essere buono. In quanto a essere un genere bistrattato, ma che te ne importa? Quante ne sento io sul romance... io di solito rispondo "ah, ok, allora buttiamo via tutta Jane Austen, se il rosa fa schifo!" e tu puoi rispondere lo stesso citando Tolkien, Harry Potter e un botto di altri autori.

 

Luna d'inverno e' stato uno dei casi presi da Wattpad, infatti. Ora c'e' questa tendenza nel Fantasy italiano di accaparrarsi titoli sicuri, con gia' dei Followers acquisiti. Sembra come se gli editori non sappiano distinguere da loro stessi, cosa potrebbe piacere ai lettori oppure no. Si @Bambola, ne sono consapevole che le possibilita' ci sono,  ma sono pochissime e davvero limitanti per innumerevoli fattori. Acheron, per esempio, pubblica solo Fantasy ambientato in Italia, il mio e' ambientato all'estero... altri non pubblicano saghe, il mio e' il primo romanzo di sette. Alla fine ho inviato la domanda a cinque/sei case editrici di cui la meta' non mi dara' nessuna risposta, le altre mi risponderanno entro 6/8 mesi. (Un tempo allucinante, comparato alle 3 settimane degli agenti esteri). Calcolando che uno scrittore anglofono prima di trovare un agente, viene rifiutato una media di 15 volte, in Italia e' come vincere il terno al lotto a meno che prima, non si abbia coltivato popolarita' sui Social o Wattpad.  Almeno questo e cio' che ho capito fin'ora.

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7 ore fa, Alexmusic ha scritto:

Un altro fattore che sta affossando il fantasy, mi riferisco soprattutto all'Italia, è il self publishing, dove approdano buona parte degli autori cestinati dalle CE. Spesso tali autori non prendono minimamente in considerazione di essere stati scartati a causa della scarsissima qualità della loro opera e perciò non si prendono la briga di farla esaminare da professionisti: la pubblicano così com'è. Il risultato? Be', andate un po' a leggervi qualche anteprima, scegliendo a caso tra i romanzi di questo genere e poi ne parliamo.

 

Non credo che questo sia il problema principale di una scarsa considerazione del Fantasy da parte degli Editori Italiani. Insomma, se vogliamo parlare di Trash Self Publishing si trova di tutto e non solo il Fantasy. Magari questo e' un genere che notiamo piu' degli altri, perche' se scritto male diventa ridicolo, estremamente inverosimile a differenza di un romanzo biografico scritto male ma che comunque, possiamo ancora immedesimarci. Secondo me il Fantasy e' solo un genere poco capito dagli italiani in generale, quindi gli Editori se ne lavano le mani comprando i diritti di quelli stranieri, titoli sicuri, nomi popolari, male che vada, non hanno perso troppo.

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6 ore fa, LuckyLuccs ha scritto:

 

Non potrei essere più d'accordo.

Non è vero che il fantasy non funziona. E' vero che ci sono in giro tantissimi fantasy approssimativi, dove o manca il worldbuilding o dove il worldbuiliding è talmente maniacale da prendere il sopravvento sulla storia, dove i protagonisti sono piatti e inverosimili, dove i dialoghi sono finti e costruiti, dove la trama è una scopiazzatura mascherata di mille altre scopiazzature.

La fantascienza ha un altro genere di problemi. Richiede credibilità e capacità dell'autore di inventare un mondo che guarda avanti pur avendo i piedi ben piantati nella realtà. In generale, manca esattamente come manca nell'autore fantasy la capacità di rendere credibile il suo mondo e i suoi personaggi.

E se il lettore medio (da cui nascono gli autori) è abituato alla spazzatura, un editore serio fa selezione per trovare materiale valido.

Dopo di che, di editori che pubblicano fantasy e fantascienza ce ne sono eccome.

Parlo di La Corte Editore perché gioco in casa e lo conosco bene: pubblica fantasy classica (Pierre Bordage ed Edoardo Stoppacciaro), urban fantasy e paranormal romance (Ilaria Varese, Alessia Coppola e Francesca Caldiani), dark fantasy e fantascienza (Eleonora Rossetti), distopici (Lilliana Marchesi e Giuliano Scavuzzo). E ho citato solo gli autori che conosco di persona.

Ci sono editori che lavorano benissimo sia col fantasy che con la fantascienza: Plesio, Gainsworth,  Dark Zone, IDEA i primi che mi vengono in mente.

Insomma, se l'autore ha in mano un testo interessante, che abbia qualcosa da dire per originalità e stile, un editore e dei lettori li trova eccome.

Ho inviato giusto un mese fa alla Corte Editore, che tra tutti mi e' sembrata la migliore in fatto di serieta' e titoli dall'appealing internazionale. Speriamo beneee.

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4 ore fa, M.T. ha scritto:

Temo di dover confermare la tua conclusione. Pubblicazioni ci sono, ma di autori italiani davvero poche. Considera che in Italia fa fatica a vendere Brandon Sanderson ed è uno che all'estero di numeri di vendite ne ha.

 

Concordo.

 

No. Il fantasy è stato affossato anni fa quando c'è stato il boom dei baby scrittori (parlo dei tempi della saga di Eragorn): per approfittare del momento, le ce hanno puntato sulle opere di scrittori sempre più giovani che non erano pronti per la pubblicazione. Si è trattato di un fuoco di paglia che ha però bruciato il settore: i lettori non sono poi così ignoranti e un prodotto mediocre lo sanno riconoscere; se quello era, come sostenevano ce e addetti ai lavori, il meglio che c'era, allora il fantasy era un genere scadente. Così facendo si sono persi lettori ma soprattutto una bella opportunità di portare a maggior conoscenza un genere spesso sottovalutato.

Poi non ci piove che nel self c'è mediocrità, ma la ragione principale dell'affossamento è stata quella che ho menzionato.

E' esattamente cio' che penso anch'io ed e' proprio per questi motivi che ho pochissima fiducia nell'editoria italiana Fantasy... sto seriamente valutando due ipotesi: quella di pubblicare un romanzo stand alone ma inerente al primo libro della mia saga (quello per cui sto cercando pubblicazione) su Wattpad e vedere cosa succede, o tornare alla mia idea iniziale di dieci anni fa, ossia tradurre il libro, tanto che sono residente all'estero. Non so, sono molto confusa. :S

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14 ore fa, Alexmusic ha scritto:

Un altro fattore che sta affossando il fantasy, mi riferisco soprattutto all'Italia, è il self publishing, dove approdano buona parte degli autori cestinati dalle CE.

Posso eccepire? Eccepisco.
Nel self, anche nei fantasy, si trovano molti prodotti scadenti, eccessivamente derivativi, ma credo sia ormai un luogo comune quello dell'autore self come scarto dall'editoria tradizionale.
La maggior parte dei self-publisher, per ragioni varie, più o meno opinabili, non prendono proprio in considerazione la trafila che potrebbe portarli alla pubblicazione cosiddetta tradizionale.
Il self è la loro prima scelta. 
Quindi forse il declino culturale va cercato nell'inconsapevolezza che porta a confondere una bozza con un'opera finita, ma non andrei a cercare il capro espiatorio nel self che ci ha regalato anche autori come Marco Freccero (non scrive fantasy, ma i suoi racconti sono di ottimo livello). Certo, la maggior parte delle opere è acerba, quando non proprio brutta: è una stortura che la modalità consente, alla quale però non obbliga. 

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Paragonare il mercato italiano a quello straniero è sempre da masochisti. Quanti lettori di lingua inglese ci sono nel mondo? E quanti di lingua italiana?

I lunghi e sfiancanti tempi di attesa valgono per tutti i generi, non sono esclusiva del fantasy e della fantascienza.

Al di là del genere, e il mio è un discorso davvero in generale, io vedo un sacco di gente priva di tenacia, non so se sia anche priva di capacità.

Tornando a @Idra da quanto tempo proponi il tuo testo? L'hai inviato agli editori che ti abbiamo citato? Ti sei fatta fare una valutazione professionale?

Scrivere non è solo srivere, è anche e talvolta purtroppo soprattutto sapersi proporre  e non puntare sempre e solo al top big vip ecc. bensì vivere felici della propria solida nicchia di lettori.

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35 minuti fa, Bambola ha scritto:

Scrivere non è solo srivere, è anche e talvolta purtroppo soprattutto sapersi proporre  e non puntare sempre e solo al top big vip ecc. bensì vivere felici della propria solida nicchia di lettori.

 

Concordissimo, e aggiungo che secondo me non bisogna pensare alla propria opera, o al proprio progetto, come meritevole di pubblicazione al primo colpo.

Quanti scrittori famosi hanno esordito dopo aver proposto N romanzi? King è il primo che mi viene in mente, ma ce ne sono tantissimi.

Bisogna scrivere, correggere, riscrivere, ricorreggere e dopo tante revisioni si propone. E dopo aver proposto si aspetta scrivendo altro, e così via, migliorandosi ogni volta.

 

Poi vorrei dire anche un'altra cosa, perché questo potrebbe essere un problema che un autore si pone poco, ma secondo me è rilevante ai fini di avere un riscontro:

@Idra , se posso permettermi di darti un consiglio, un progetto di 7 volumi è troppo. Non so quanto un editore sia disponibile a investire su una mole del genere per quanto riguarda un esordiente. Una trilogia va già meglio, ma io non scriverei mai i seguiti di una serie senza sapere se il primo libro verrà pubblicato o meno.

Porto me stesso ad esempio: ho scritto il primo libro di una trilogia dark-fantasy/grimdark e l'ho inviato ad alcuni agenti big gratuiti (specifico gratuiti perché in mia opinione ci deve essere ancora una ricerca volontaria, uno scouting fatto col cuore, e non col portafoglio. Poi sono povero, ma va be' xD). Ho deciso di aspettare 6 mesi, al termine dei quali avrei provato a inviare il manoscritto alle tre CE che mi interessavano (la più big di tutte più due medie).

Nell'attesa non ho scritto il secondo volume, ma ho iniziato una nuova storia autoconclusiva perché, se non avessi mai ricevuto riscontri dal primo volume della suddetta trilogia, cosa li scrivevo a fare i seguiti? Bello scrivere, sì, ma io la storia la so già, non ho bisogno di scriverla solo per me stesso, ho bisogno di raccontarla agli altri.

Giunto a metà della stesura del nuovo libro però ho ricevuto notizie dall'agente che più mi interessava, un agente bello grosso, che mi ha messo sotto contratto e mi ha fortemente consigliato di scrivere il seguito, perché già dopo 1 mese dalla firma del contratto aveva trovato "un forte interesse" da parte di una CE big, la più big di tutte. E qui mi fermo, perché ancora sono in ballo, sto aspettando di ricevere il contratto definitivo e potrebbe cadere un meteorite da un momento all'altro, vista la sfiga di quest'anno, quindi ancora non è detto niente.

 

Ma tutto questo per dire: fantasy is not dead (semicit.). C'è ancora chi ci crede, ci credono gli agenti, ci credono le case editrici che hanno il fantasy in catalogo. Ci credono le piccole, le medie, le big. Ma soprattutto ci credono, e crescono, i lettori: basta fare un giro su Instagram, guardare l'account di OscarVault, la collana più recente di M. dedicata al genere, e vedere quanto è seguita e quante persone interagiscono. Forse il recente successo di alcune serie tv ha aiutato a riscoprire il genere, forse la nuova impronta realistica anglofona sta dando una scossa. In ogni caso bisogna prestare molta cura a ciò che si vuole proporre: penso che le case editrici abbiano imparato dallo sbaglio fatto con "l'era dei baby scrittori", e i lettori di questo genere sono appassionati, leggono molto in inglese, e non si fanno più fregare.

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1 ora fa, Bambola ha scritto:

Paragonare il mercato italiano a quello straniero è sempre da masochisti. Quanti lettori di lingua inglese ci sono nel mondo? E quanti di lingua italiana?

I lunghi e sfiancanti tempi di attesa valgono per tutti i generi, non sono esclusiva del fantasy e della fantascienza.

Al di là del genere, e il mio è un discorso davvero in generale, io vedo un sacco di gente priva di tenacia, non so se sia anche priva di capacità.

Tornando a @Idra da quanto tempo proponi il tuo testo? L'hai inviato agli editori che ti abbiamo citato? Ti sei fatta fare una valutazione professionale?

Scrivere non è solo srivere, è anche e talvolta purtroppo soprattutto sapersi proporre  e non puntare sempre e solo al top big vip ecc. bensì vivere felici della propria solida nicchia di lettori.

Hai ragione @Bambola, il mio paragone e' da masochisti, ma il mio problema e' che vivo in un paese anglosassone e quindi e' un tipo di masochismo che mi sorge spontaneo. Comunque e' da poco che sto proponendo il manoscritto, giusto da qualche mese. L'ho inviato ad alcuni degli editori da voi citati, altri li ho esclusi per svariati motivi, altri sto monitorando a quando riapriranno le candidature. Non ho fatto una valutazione professionale, ma e' stato letto da 'critici' del genere e riguardo la parte sintattica, da una mia amica scrittrice affermata... sono piu' di dieci anni che ci lavoro, l'ho riscritto tre volte e finalmente mi son sentita soddisfatta abbastanza da fare il grande passo.

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A mio avviso si viene pubblicati se si riesce a catturare lo spirito del momento. Guardiamo il panorama cinematografico sci-fi: quanti remake a tema inclusività, nostalgia anni 80, girl power, diversità ecc sono nel 2019? Non conto il 2020 per ovvi motivi tecnici.

Captain Marvel,

Ghostbusters

Ultimi star wars

Terminator

Men in black

Alita
I am Mother

Dark Phoenix

The predator.

 

Quanti nuovi film di fantascienza che deviano dal tema sono usciti nel 2019?
Godzilla,
Ad Astra.

Se catturi il momento, catturi l'attenzione, se esuli da ciò che potrebbe generare profitto, invece, potresti essere messo da parte. Guardate Contagion, che è passato dal 300 esimo posto in classifica al secondo più visto, in questo periodo. Era un buon cult? No, ma catturava benissimo il clima del momento.
 

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38 minuti fa, Busca ha scritto:

 

Concordissimo, e aggiungo che secondo me non bisogna pensare alla propria opera, o al proprio progetto, come meritevole di pubblicazione al primo colpo.

Quanti scrittori famosi hanno esordito dopo aver proposto N romanzi? King è il primo che mi viene in mente, ma ce ne sono tantissimi.

Bisogna scrivere, correggere, riscrivere, ricorreggere e dopo tante revisioni si propone. E dopo aver proposto si aspetta scrivendo altro, e così via, migliorandosi ogni volta.

 

Poi vorrei dire anche un'altra cosa, perché questo potrebbe essere un problema che un autore si pone poco, ma secondo me è rilevante ai fini di avere un riscontro:

@Idra , se posso permettermi di darti un consiglio, un progetto di 7 volumi è troppo. Non so quanto un editore sia disponibile a investire su una mole del genere per quanto riguarda un esordiente. Una trilogia va già meglio, ma io non scriverei mai i seguiti di una serie senza sapere se il primo libro verrà pubblicato o meno.

Porto me stesso ad esempio: ho scritto il primo libro di una trilogia dark-fantasy/grimdark e l'ho inviato ad alcuni agenti big gratuiti (specifico gratuiti perché in mia opinione ci deve essere ancora una ricerca volontaria, uno scouting fatto col cuore, e non col portafoglio. Poi sono povero, ma va be' xD). Ho deciso di aspettare 6 mesi, al termine dei quali avrei provato a inviare il manoscritto alle tre CE che mi interessavano (la più big di tutte più due medie).

Nell'attesa non ho scritto il secondo volume, ma ho iniziato una nuova storia autoconclusiva perché, se non avessi mai ricevuto riscontri dal primo volume della suddetta trilogia, cosa li scrivevo a fare i seguiti? Bello scrivere, sì, ma io la storia la so già, non ho bisogno di scriverla solo per me stesso, ho bisogno di raccontarla agli altri.

Giunto a metà della stesura del nuovo libro però ho ricevuto notizie dall'agente che più mi interessava, un agente bello grosso, che mi ha messo sotto contratto e mi ha fortemente consigliato di scrivere il seguito, perché già dopo 1 mese dalla firma del contratto aveva trovato "un forte interesse" da parte di una CE big, la più big di tutte. E qui mi fermo, perché ancora sono in ballo, sto aspettando di ricevere il contratto definitivo e potrebbe cadere un meteorite da un momento all'altro, vista la sfiga di quest'anno, quindi ancora non è detto niente.

 

Ma tutto questo per dire: fantasy is not dead (semicit.). C'è ancora chi ci crede, ci credono gli agenti, ci credono le case editrici che hanno il fantasy in catalogo. Ci credono le piccole, le medie, le big. Ma soprattutto ci credono, e crescono, i lettori: basta fare un giro su Instagram, guardare l'account di OscarVault, la collana più recente di M. dedicata al genere, e vedere quanto è seguita e quante persone interagiscono. Forse il recente successo di alcune serie tv ha aiutato a riscoprire il genere, forse la nuova impronta realistica anglofona sta dando una scossa. In ogni caso bisogna prestare molta cura a ciò che si vuole proporre: penso che le case editrici abbiano imparato dallo sbaglio fatto con "l'era dei baby scrittori", e i lettori di questo genere sono appassionati, leggono molto in inglese, e non si fanno più fregare.

@Busca grazie mille per aver condiviso la tua esperienza! E' proprio la musa che cercavo! Complimenti! Ora sono curiosa di leggere il tuo romanzo, pero'! Adoro il Dark Fantasy e se non sbaglio, grimdark e' il genere di The Witcher? E' vero quello che dici sulla 'troppezza' di una saga lunga di 7 volumi ma che dirti, io sono dell'opinione che se l'idea piace si puo' sempre trovare un compromesso e poi, ancora non li ho scritti. Ho solo le trame e la prima bozza del secondo libro. Anch'io ho scritto una storia auto conclusiva che sto editando e che spero di concludere in qualche mese, (ed e' collegata alla saga principale :D). Stavo valutando di pubblicarla su Wattpad ma non sono ancora tanto sicura se mi conviene farlo.

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1 ora fa, Idra ha scritto:

se l'idea piace si puo' sempre trovare un compromesso

 

Ne sono convinto.

Se può esserti utile, io quando ho presentato il manoscritto all'agente ho usato le parole "primo volume di una saga", senza specificare a quanti volumi ammontasse. Non ero ancora convinto di riuscire a far rientrare la storia in 3 volumi, e ho usato questa formula per non dare false informazioni. Magari potresti pensarci, così eviti che un agente o un editore focalizzi l'attenzione sul numero prima di aprire il manoscritto :sherlock:

 

1 ora fa, Idra ha scritto:

@Busca grazie mille per aver condiviso la tua esperienza! E' proprio la musa che cercavo! Complimenti! Ora sono curiosa di leggere il tuo romanzo, pero'! Adoro il Dark Fantasy e se non sbaglio, grimdark e' il genere di The Witcher?

 

Aspetta, ancora non è detto nulla. Sto aspettando, sono ansioso, ma finché non vedo il contratto della CE ancora non ci credo nemmeno io. Potrebbero ripensarci, insomma. Quindi ero molto restio a parlarne, ma mi sono fatto coraggio e ho voluto portare un esempio a favore dell'esordiente sconosciuto nel fantasy perché, secondo me, è bene che una fiammella di speranza continui a splendere sempre.

Comunque il grimdark è quella roba violenta e cruda con personaggi grigi con morali distorte in cui rientra anche The Witcher, sì xD

 

E sono molto d'accordo con quello che dice @-Omega-

Bisogna mettersi a studiare anche un pizzico di trend di mercato. Senza ammattirsi, ma male non fa.

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3 ore fa, Busca ha scritto:

Porto me stesso ad esempio: ho scritto il primo libro di una trilogia dark-fantasy/grimdark e l'ho inviato ad alcuni agenti big gratuiti (specifico gratuiti perché in mia opinione ci deve essere ancora una ricerca volontaria, uno scouting fatto col cuore, e non col portafoglio. Poi sono povero, ma va be' xD). Ho deciso di aspettare 6 mesi, al termine dei quali avrei provato a inviare il manoscritto alle tre CE che mi interessavano (la più big di tutte più due medie).

Nell'attesa non ho scritto il secondo volume, ma ho iniziato una nuova storia autoconclusiva perché, se non avessi mai ricevuto riscontri dal primo volume della suddetta trilogia, cosa li scrivevo a fare i seguiti? Bello scrivere, sì, ma io la storia la so già, non ho bisogno di scriverla solo per me stesso, ho bisogno di raccontarla agli altri.

Giunto a metà della stesura del nuovo libro però ho ricevuto notizie dall'agente che più mi interessava, un agente bello grosso, che mi ha messo sotto contratto e mi ha fortemente consigliato di scrivere il seguito, perché già dopo 1 mese dalla firma del contratto aveva trovato "un forte interesse" da parte di una CE big, la più big di tutte.

 

Urca, ti faccio i miei più sinceri complimenti per la professionalità del tuo approccio. (y)

Molti scrittori alle prime armi sembrano convinti che per "sfondare" sia indispensabile aver scritto la storia irrinunciabile, aver avuto l'idea incomparabile (poi magari non sanno usare il congiuntivo, ma tant'è). Invece, quello che ricavo da decine e decine di interviste fatte ad agenti letterari internazionali o da loro video reperibili online, è che sono professionalità nella gestione dei propri progetti e perseveranza nel portarli avanti le due qualità che distinguono gli autori che ce la fanno da quelli che, dopo un certo numero di tentativi andati a vuoto, gettano la spugna. 

In bocca al lupo per il contratto... ;)

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15 ore fa, Busca ha scritto:

 

Comunque il grimdark è quella roba violenta e cruda con personaggi grigi con morali distorte in cui rientra anche The Witcher, sì xD

 

Adoro! :love2:

@Busca se hai un contatto su instagram saro' felice di seguirti cosi' sapro' quando uscira' il tuo libro. Sono sempre a caccia di letture del genere Fantasy/Sci-Fi, possibilmente dark e con personaggi complessi tipo l'ultimo film di Joker. 

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Scusate il doppio post. Per tornare in topic, volevo aggiungere che di fantascienza c'è stato, durante il 2019 se non sbaglio, anche l'esordio di @Bango Skank per Rizzoli (libro che mi è piaciuto molto); a dicembre è uscito un esordiente per Mondadori con una space opera classica; Fanucci ne sta sfornando parecchi, di esordienti, ultimamente; La Corte mi sembra molto interessata al genere, così come tutte le altre CE che sono già state elencate.

Qualcosa si muove ;)

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Il 23/5/2020 alle 23:18, Idra ha scritto:

Confermate la mia conclusione o c'è ancora speranza? No perché io l'ho persa.

Anche io l'avevo persa. Poi un piccolo editore ha accettato la mia proposta. Comunque ci sono ottime possibilità anche per il fantasy, eh. Una scrittrice iscritta al forum ha pubblicato per Fanucci, ad esempio. La Corte editore, la prima che viene in mente, è una eccellente marchio, secondo me.

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Il 26/5/2020 alle 08:59, Busca ha scritto:

Scusate il doppio post. Per tornare in topic, volevo aggiungere che di fantascienza c'è stato, durante il 2019 se non sbaglio, anche l'esordio di @Bango Skank per Rizzoli (libro che mi è piaciuto molto); a dicembre è uscito un esordiente per Mondadori con una space opera classica; Fanucci ne sta sfornando parecchi, di esordienti, ultimamente; La Corte mi sembra molto interessata al genere, così come tutte le altre CE che sono già state elencate.

Qualcosa si muove ;)

In realtà, nonostante sia grato alla Rizzoli per avermi pubblicato e sia felicissimo del prodotto che ne è venuto fuori, qualitativamente molto valido, devo constatare che fantasy e fantascienza presentati da autori italiani non hanno vita facile.

Si è del tutto invisibili anche con romanzi validi.

Credo dipenda da un approccio culturale degli addetti ai lavori. 

Nell'italico stivale si vivono molti paradossi; uno di questi (non il peggiore e non troppo importante, per carità, ma che chi scrive deve conoscere) è che si è soliti riempirsi la bocca di premi o programmi culturali dagli altisonanti titoli che richiamano ad autori o a libri di "area fantastica", ma si dedicano attenzioni e articoli solo ai soliti romanzi di  formazione ambientati in periferie disagiate; se ci sono preti e mafie a condire tanto meglio.

Insomma: se è già durissima uscire con una Big con un romanzo fantasy o fantastico o fantascienza, è quasi impossibile poi che qualcuno ti prenda sul serio, indipendentemente dalla qualità del testo.

Triste ma vero.

Se volete provare a fare gli scrittori a tempo pieno in Italia, cambiate genere.

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Ok, ho trovato la soluzione: un fantasy ambientato nella periferia malfamata di una città, dove elfi strozzini si alternano a nani famosi per spezzare le gambe e umani che gestiscono lo spaccio di polvere di fata prodotta dai goblin.:D

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