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flambar

Il Corsaro Ucci Ali

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https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/46012-ricordi-anche-così/?do=

                                                                 “CORSARO”

                 U C C I – A L ì – P A S C I À

              BATTAGLIA NAVALE LEPANTO ANNO 1571

          COMANDANTE SUPREMO DELLA FLOTTA OTTOMANA

                                    “ GIANNIZERO”

 

 

 

Il nomignolo di corsaro mi fu attribuito negli anni settanta giustappunto nel porto della città di Malaga in Spagna.

Satana il mio splendido cane di Terranova era diventato la mia ombra, quindi dove c’era lui ci stavo anch’io e viceversa. Dato  che i lavori portuali andavano molto a rilento, in tarda serata decisi di fare una passeggiata in compagnia del mio ausiliare. Curiosando di qua e di là nelle viuzze come se stessi cercando qualcosa di particolare. Nell’osservare  della merce esposta in vetrina, cinque giovani mi circondarono alle spalle intimarono di seguirli. In un primo momento mandai al diavolo la quintina ma una coltellata alle spalle mi obbligò ad ubbidire. Satana se ne stava tranquillo ovvero troppo tranquillo, addirittura i malviventi lo accarezzavano facendogli dei complimenti sulla sua gran bellezza, evidentemente conoscevano la docilità dei cani di terranova, altrimenti non si sarebbero neanche avvicinati ad un esemplare di oltre settanta chili. I meschini non sapevano che nella famosa isola canadese né esistono due tipi, uno che vive con i pescatori e l’altro come lupo selvatico, Satana era da definirsi più un lupo che un cane. Inoltre nulla sapevano della grande intesa telepatica che ci univa. Difatti i cinque essendo allo scuro non davano nessuna importanza al gesto di mettermi la zampa sul piede, ossia sapevo che lui sapeva che io sapevo. Ragion per cui nell’attimo che si girava un angolo delle stradine colpii con un poderoso pugno in piena faccia colui che mi aveva da poco accoltellato alle spalle, Satana alzandosi in piedi raggiungeva i due metri, emetteva  un ringhio cavernoso e terrificante, alla cinquina non restò altro che darsela a gambe levate. Dunque finita la cattiva esperienza e data l’ora tardi decisi  di fare ritorno a bordo. un cartellone pubblicitario attirò la mia attenzione c’era scritto: «Comes pescado vivo» a cinquanta metri c’era il ristorante. Acquistai quattro grosse orate due per me e due per il mio magnifico Satana, tre chili di gamberoni ai ferri più una bottiglia a testa di vino bianco fresco non oltre un grado sotto zero. Trovata una graziosa piazzetta deserta iniziammo a festeggiare alla salute di coloro che poco tempo fa ci avevano aggredito. Quello che non ho mai capito chi tra noi aveva bevuto di più. Tuttavia una cosa era certa stavamo andando all’aceto. Purtroppo ero allo scuro di una ordinanza locale e tanto meno ne era al corrente Satana, che a Malaga  si doveva rispettare il silenzio dopo un certo orario. Mi venne voglia di cantare la donna in mobile da un lato e Satana con i suoi ululati dall’altro. D’improvviso si radunò molta gente in torno a noi; pensando che erano dei nostri fans spontanei, lusingati alzammo il volume della voce, Satana lo alzò tanto che tramavano gli alberi. Siccome nel punto dove stavamo era buio osservando con più d’attenzione la folla, notai che erano tutti in uniforme. Insomma la piazzetta era situata antistante l’uscita della caserma della polizia. I poliziotti per evitare una reazione da parte mia e dal cane in particolare con grande umanità e saggezza mi invitarono a esibire la mia bella voce in un posto dentro la loro caserma  che avrebbe migliorato la performance, lusingato accettai, ma poi mi accorsi che eravamo chiusi in una gabbia d’acciaio come quella delle belve. Sprovvista di tutto, fortuna che il cane non reclamò quando si vide usare da me come cuscino. L’indomani a tarda ora eravamo ancora presi da un profondo sonno a svegliarci furono le grida di un poliziotto che ci avvisava di prepararci per l’interrogatorio dal commissario. Dopo qualche tempo fui accompagnato nell’ufficio del dirigente che come mi vide si mise a gridare a squarcia gola. Pensando che fossi un cittadino del nord della Spagna.

A quei tempi non conoscevo bene la lingua spagnola e non essendo ancora del tutto sobrio stavo per perdere la pazienza. La situazione prese un altro tono quando il funzionario intuì che non ero di nazionalità spagnola, con calma mi chiese il nome della nave e quello del capitano, ma nel dirgli che ero io il comandante  vedendomi molto giovane rispose:«Se ed io sono il papa di Roma». In quell’istante un agente stravolto spalancando la porta dell’ufficio esclamò :«Pronto el perro se volviò loco» difatti nel corridoio si sentivano dei  latrati impressionanti, quando mi avvicinai alla gabbia, vidi il Terranova mordere le sbarre d’acciaio con tanta forza  col rischio di spezzarsi qualche dente. Quando si accorse della mia presenza si calmò di colpo. Il commissario notando  quella scena di ferocia disse ad un agente:«Este perro es  muy peligroso tenemos que derribarlo» mi limitai a guardarlo malamente, poi sorridente aggiunse che stava scherzando. Mentre accarezzava il cane fece una domanda nel contesto fuori luogo, chiese la marca del vino bevuto, risposi:«Bolivar Boccanegra» Scoppiò a ridere da contorcersi per terra.  Il dirigente mostrandomi due campioni di bottiglie dello stesso vino, notai la straordinaria somiglianza tra me ed il corsaro;« si lo ammetto ci somigliamo ma costui è solo un disegno mentre io sono vero». Chiamai un taxi, tornai a bordo. Nel pomeriggio del giorno dopo, venne a farmi visita il commissario, dicendomi che aveva svolto delle indagini su di me.  Appassionato di storia dei corsari europei in particolare di quelli del “Mare Nostrum” aveva scoperto che il corsaro denominato Ucci – Alì (giannizzero)detto il rinnegato comandante supremo della flotta ottomana altro non era che un mio  diretto antenato. In Italia in località “Le Castella” regione Calabria hanno eretto in suo onore una statua (v. foto). Nel momento che lo ringraziavo esclamò: «No! non mi devi ringraziare ma fare un video pubblicitario sul mio vino, vestito da corsaro» ti faccio condonare anche la denuncia per schiamazzi notturni. Di buon grado accettai  anche perché mi regalò cinque scatoloni del vino in questione. Durante le prove del video pubblicitario stavo vestito col costume da corsaro, mi piacque tanto e per anni ho fatto cucire dal mio sarto qualcosa di simile ma modernizzato.

                                                            

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@flambar Ciao, mi è piaciuto molto questo racconto. Le cose che scrivi sono sempre piene di vita e molto divertenti. Ho amato dettagli come il fatto che il padrone e il cane siano telepatici (ahimè, il mio cane non segue mai i miei comandi, che invidia!), che il cane sia di più di settanta chili, la loro cena pantagruelica, il fatto che il tuo protagonista sia una persona brava e verace che si trova sempre in mezzo a situazioni strane di cui non ha la colpa, con svolte inaspettate e molto godibili, come alla fine quando si trova a girare una pubblicità. Veramente un racconto pieno di vita e divertente. Passiamo alle critiche, più che altro formali: secondo me, soprattutto nella prima parte, dovresti andare a capo più volte, perché il blocco iniziale di testo non separato scoraggia un po' il lettore. Inoltre, dovresti fare attenzione alla punteggiatura e agli spazi fra le parole. Prima delle caporali (« ») non va per esempio il punto e virgola, ma i due punti.

Io di solito faccio così:

 

Winnie Malerba, la poetessa più dispotica di tutti i tempi, prese il microfono e disse: «È un piacere avervi qui stasera.»

 

Vedi, bisogna mettere uno spazio fra i due punti e il dialogo.

Inoltre, per alleggerire un po' il testo, potresti mettere dei botta e risposta  così:

 

Uno dalla platea urlò: «Taglia corto e dicci la poesia.»

Winnie rispose, contrariata: «Pubblico esigente...»

 

Comunque sono cose formali, che si riassumono nel fatto che dovresti andare più a capo. il racconto mi ha molto divertito. Buona giornata!

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Caro @Domenico S.hai piena ragione su quello che mi hai fatto notare, il tuo commento l'ho ragionato anch'io ma l'insicurezza ha preso il sopravvento ed ho sbagliato, poi l'entusiasmo ha fatto il resto. Tuttavia mi sono accorto che se tengo a freno l'andazzo combino un vero casino tanto da no capirci niente neanch'io. comunque devo migliorarmi. Ciao e tanta fortuna 

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@flambar le tue avventure sono uno spasso, e al di là, degli appunti che ti ha fatto  Domenico s. vedo che sei molto migliorato, la narrazione è più scorrevole nelle parole e chiara nella sequenza delle immagini. Solo un suggerimento: avresti potuto mettere in calce al racconto la traduzione delle due frasi in spagnolo.

Pezzo vivace e simpaticissimo, tua caratteristica inconfondibile. Hai una vita tutta da raccontare e io sono sempre ben felice di leggerti. (y)

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incapace a far critiche da un punto di vista di formattazione del testo (sto imparando proprio in questo periodo a curare tale forma) apprendo da critiche altrui nozioni sui caporali, sull'andare a capo nei dialoghi, sul dare aria al testo dal punto di vista grafico: mi astengo dunque. Mi concentro quindi sul testo sostanziale: il racconto mi piace, questo testo è ciò che io definisco un racconto ben fatto poichè con poche parole riesce a farmi intravedere un mondo (offrendo non pochi spunti per altre 6-7 storie), intravedo le sue regole, intuisco la sua forma, sbircio tra le relazioni. Mozzo, cane fedele, capitano, piazza, mal viventi, porto, mare, caserma, forze dell'ordine, uniforme, in questo racconto c'è una società e la si riesce a vedere tutta. Noto però una certa stonatura:

Il 17/5/2020 alle 21:47, flambar ha scritto:

Durante le prove del video pubblicitario stavo vestito col costume da corsaro, mi piacque tanto e per anni ho fatto cucire dal mio sarto qualcosa di simile ma modernizzato

 

questa ultima frase la sento stonata con tutto il resto, non c'è abbastanza spazio per il salto temporale, sarà che nave-vino-piazza collide con "girare un video pubblicitario" nella mia testa collide, non li sento armonici... forse andando a capo, usando qualche espediente grafico (che è ciò che sto imparando) si riesce ad armonizzare il tutto.

 

 

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44 minuti fa, Piovasco ha scritto:

incapace a far critiche da un punto di vista di formattazione del testo (sto imparando proprio in questo periodo a curare tale forma) apprendo da critiche altrui nozioni sui caporali, sull'andare a capo nei dialoghi, sul dare aria al testo dal punto di vista grafico: mi astengo dunque. Mi concentro quindi sul testo sostanziale: il racconto mi piace, questo testo è ciò che io definisco un racconto ben fatto poichè con poche parole riesce a farmi intravedere un mondo (offrendo non pochi spunti per altre 6-7 storie), intravedo le sue regole, intuisco la sua forma, sbircio tra le relazioni. Mozzo, cane fedele, capitano, piazza, mal viventi, porto, mare, caserma, forze dell'ordine, uniforme, in questo racconto c'è una società e la si riesce a vedere tutta. Noto però una certa stonatura:

 

questa ultima frase la sento stonata con tutto il resto, non c'è abbastanza spazio per il salto temporale, sarà che nave-vino-piazza collide con "girare un video pubblicitario" nella mia testa collide, non li sento armonici... forse andando a capo, usando qualche espediente grafico (che è ciò che sto imparando) si riesce ad armonizzare il tutto.

 

 

Questa frase che tu senti stonata è la dimostrazione che tu caro @Piovascohai un eccellente udito musicale ma non possiamo dire la stessa cosa con la tua memoria. Difatti se la frase in questione è parte integrante di tutto il contenuto. Ovvero essa dimostra il perchè del nomignolo di  "corsaro" che la gente di mare mi aveva affibbiato,se poi aggiungiamo che per diciotto nazioni sono persona non gradita ....

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dolce @Adelaide J. Pellitterievidentemente l'amico @Domenico S.che cordialmente saluto,non ha letto gli altri miei racconti, se lo facesse si renderebbe conto che ho imparato molto dai  componenti di WD ed in particolare da te. Grazie di avermi letto lietissimo di essere tra i tuoi preferiti ti auguro una buona giornata e tanta fortuna.

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@flambar

 

Passaggio veloce per dirti che adoro le tue storie, la tua cifra stilistica e il modo che hai di ammiccare al lettore dalle pagine. 

Se fossi un editore, te lo giuro, non solo ti pubblicherei, ma ti legherei con un contratto capestro di vent'anni :D

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13 minuti fa, Ilaris ha scritto:

Se fossi un editore, te lo giuro, non solo ti pubblicherei, ma ti legherei con un contratto capestro di vent'anni

Alt! È già nella mia scuderia insieme a @Kuno;)

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Lieto di essere tra i tuoi preferiti cara @Ilarisfino adesso ho evidenziato la vita e gli episodi di un marinaio della marina mercantile, però è bene sapere che di marinai ne esistono quattro distinte specie e cioè: il marinaio militare, il marinaio della domenica, il marinaio di professione ed in fine il marinaio che non tiene mai niente quest'ultimo è la specie che io appartengo. Oh!...intendiamoci oltre tutto ne sono fiero. Grazie delle tue incoraggianti parole ti auguro tanta fortuna.

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Cara @Ippolita2018   Distinta mia maestra di vita e di scrittura unica persona capace di farmi concludere qualcosa, le tue brevi frasi mi ricaricano di forza e di passione per migliorarmi nell'avventura più affascinante della mia vita la scrittura, la quale senza la tua presenza ed i tuoi consigli non sarebbe mai nata nel rozzo marinaio che sono. GRAZIE !!!

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10 ore fa, flambar ha scritto:

se poi aggiungiamo che per diciotto nazioni sono persona non gradita ....

ma sei persona graditissima a me, le 18 nazioni possono marcire

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Ah ah ah ah ah ah ! Ogni volta che ormeggiavo si presentavano con i Doberman per sorvegliarmi salivano dallo scalandrone ed i scendevo dai cavi di ormeggio. ti auguro tanta fortuna caro @Piovasco

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