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Zoe81

Believe Edizioni

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Inviata l'email ho ricevuto una risposta che ho particolarmente apprezzato: la proposta editoriale sarà valutata dal 20 Agosto, la risposta la riceverò entro il 15 Ottobre e si dispiacciono per i tempi lunghi ma chiudono per 15 giorni gli uffici (dal 1 agosto al 15)
 

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Sono velocissimi gli ho scritto ora e mi hanno risposto subito. Mi hanno informato che chiuderanno per 15 giorni e che entro il 25 Ottobre cercheranno di darmi una risposta.

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Il 14 agosto ho mandato il mio manoscritto. Nonostante le ferie, il giorno dopo mi hanno riposto dicendo che sarà valutato a partite dal 25 agosto e la risposta mi verrá data entro il 25 ottobre. 💪🏻

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Il mio manoscritto fantasy è stato rifiutato in tronco da questa CE dopo un mese esatto dall'invio (26 giugno - 26 luglio).

Poco male, non è il primo né l'ultimo esito negativo che riceverò. C'è qualcosa, però, che mi ha infastidito (credo legittimamente, ma magari sono in errore io. Lascio a voi il giudizio).

Non ci sarei rimasto male se non mi fosse stata data la seguente risposta a questa domanda: "Due righe di motivazioni, affinché io possa migliorare il mio stile e il mio romanzo? Chiedo troppo?"

 

Risposta della CE: "Richiedo la scheda valutazione, ma non prometto nulla perché la editor che lo ha letto è partita ieri in vacanza. Buona giornata".

 

Sono io un illuso, oppure una CE giovane come quella in oggetto dovrebbe curare un pochino di più l'attenzione che meritano tutti coloro che inviano il proprio manoscritto? Suvvia, non siete Mondadori...

La scheda di valutazione, credo, dovrebbe trovarsi nelle mani della CE e non in quelle di qualsivoglia editor partito per le vacanze. O sbaglio?

A me pare un comportamento quantomeno superficiale (per non dire altro).

Fra l'altro, sbaglio io o l'editor è colui/colei che consiglia l'editing del manoscritto soltanto a posteriori di una firma su un contratto? Ne consegue dunque che la risposta datami è un tantino dozzinale?

 

L'ho fatto notare al mio interlocutore via mail ed è finita lì. Ho detto loro di lasciar perdere. 

 

Voi cosa ne pensate?

 

 

 

 

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@Fabio80 Ti dico il mio parere. Le case editrici non sono tenute a motivare un rifiuto. Spesso non rifiutano neppure, si limitano al silenzio e quindi il fatto che dopo un solo mese ti sia giunta una risposta negativa è indice di apprezzabile solerzia, che ti permette di rivolgerti altrove senza indugiare in un'attesa incerta. Specialmente le piccole avrebbero difficoltà a fornire le motivazioni, visto che hanno organici di poche unità e quindi poche o punte ore-lavoro da dedicare a un simile servizio. Del quale non vedo comunque l'utilità: a cosa servirebbero due righe di motivazioni? In due righe non si può dire niente di costruttivo: se il tuo obiettivo è migliorare, ti occorre una scheda di valutazione ampia e dettagliata, cosa che nessuno ti fornirebbe grauitamente.

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@Marco Scaldini comprendo bene il tuo punto di vista, ma non lo condivido fino in fondo. Avrei preferito il silenzio o un po' di tatto in più perché, ripeto, non è il rifiuto in se stesso ad avermi infastidito, ma la storia della editor in vacanza. Mi dà di superficialità e pressapochismo. Ma questa è la società d'oggi, devo farmene una ragione. In due righe si può dire tanto, caro Marco. E se ne possono spendere anche tre o quattro: non ci vuole mezza giornata, bastano cinque minuti. Ma anche nascondersi dietro al dito del "non ho tempo", in effetti, è un leitmotiv molto attuale. 

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8 ore fa, Fabio80 ha scritto:

Avrei preferito il silenzio o un po' di tatto in più perché, ripeto, non è il rifiuto in se stesso ad avermi infastidito, ma la storia della editor in vacanza. Mi dà di superficialità e pressapochismo

 

Non so quanti rifiuti tu abbia ricevuto prima di questo, o se tu ne abbia mai effettivamente ricevuti. L'impressione è che sia la tua primissima esperienza in merito, che tu ti sia immaginato regole di correttezza inesistenti. Come ti è già stato detto, non solo la stragrande maggioranza degli editori non rilascia (e non è tenuto a farlo) schede di valutazione, ma spesso e volentieri nemmeno ti avvisa di aver scartato il tuo manoscritto, mentre non è raro che ti si liquidi con un paio di righe standard che, se non sei abituato, ti lasciano piú incertezze e sfiducia in te stesso che altro. E, sì, dei comitati di lettura, laddove l'organico a disposizione consenta di averne, fanno parte anche editor, ossia gente preparata e con gli "strumenti' adatti a individuare sin da subito le falle (siano esse formali o tecniche) che renderebbero impubblicabile un lavoro, o i punti di forza che, viceversa, ne farebbero il prodotto adatto alle vendite. 

E, di nuovo sì, gli editor e (non ci crederai) persino gli editori e le redazioni vanno in vacanza. E senza che siano tenuti a chiedere il tuo permesso. 

Fossi stato in te, avrei atteso con pazienza e fiducia che la scheda di valutazione si fosse resa disponibile. 

Ciao. 

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Ho inviato il mio manoscritto a questa CE circa una settimana fa, oggi mi hanno risposto con una mail di rifiuto. Esperienza in ogni caso positiva, per la celerità.

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1 ora fa, Framayaluna ha scritto:

Salve a tutti, qualcuno ha più avuto contatti  con questa CE? Novità?

Io sono in fase di editing con il mio romanzo, nel frattempo la CE stessa mi ha commissionato una novella. Hanno una marea di manoscritti in valutazione (qualcuno è passato anche tra le mie mani essendo beta lettrice) e ultimamente hanno aperto progetti con food blogger. Rispetto a un anno e mezzo fa, quando la CE ha aperto, lo staff vanta almeno un'editor in più. 

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Il 16/8/2020 alle 23:29, Fabio80 ha scritto:

In due righe si può dire tanto, caro Marco. E se ne possono spendere anche tre o quattro: non ci vuole mezza giornata, bastano cinque minuti. Ma anche nascondersi dietro al dito del "non ho tempo", in effetti, è un leitmotiv molto attuale. 

Purtroppo, Fabio, è come ti hanno detto altri utenti, e non per cattiveria (anche un mio testo è stato scartato dalla stessa casa editrice).

Motivare una risposta con qualcosa di più specifico rispetto a "ci dispiace, ma il tuo romanzo non rientra al momento nel nostro piano editoriale" - frase che dice tutto e nulla - può, in taluni casi, aprire la strada a polemiche e rimbalzi di botta e risposta. Believe edizioni, e allo stesso modo tutte le CE che rispondono con un no, adottando una strategia diversa rispetto al silenzio-rifiuto, fanno comunque un "favore" all'autore, risparmiandogli il limbo del "chissà se il manoscritto è arrivato, chissà che non sia finito nello spam, chissà, chissà". 
Non demordere e continua a inviare: troverai l'editore che ti dirà di sì e in quel caso avrà molto più senso parlare del come e del perché. 

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11 ore fa, ophelia03 ha scritto:

Believe edizioni, e allo stesso modo tutte le CE che rispondono con un no, adottando una strategia diversa rispetto al silenzio-rifiuto, fanno comunque un "favore" all'autore, risparmiandogli il limbo del "chissà se il manoscritto è arrivato, chissà che non sia finito nello spam, chissà, chissà".

C'è davvero ancora qualche aspirante autore che crede che le mail non arrivino, come se fossero messaggi mandati con un piccione viaggiatore sorpreso da una tormenta? (Scusatemi il leggero OT)

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Anche io qualche mese fa ho voluto testare questa nuova CE, vagamente attratto dal nome e dal logo (decisamente meno dal fatto che non hanno ancora un dominio...). Mi è arrivata una risposta negativa dopo circa un mese, e va bene così. Avevo mandato un’opera molto “minore”, di genere poetico, e un rifiuto lo mettevo in conto sin dall’inizio. Secondo me, in generale, non ha molto senso proporre opere troppo lunghe e/o impegnative ad editori appena nati, di cui ancora si sa troppo poco. Come si può valutare se, anche in caso di risposta positiva, convenga impegnarsi o meno? L’entità (non voglio dire la qualità) della proposta deve essere sempre commisurata al tipo di editore. C’è chi si è lamentato che l’editor di questa CE non ha fornito motivazioni per il rifiuto... ma per certe piccole CE neonate è già assai che ci sia un editor! 

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