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Dominik G. Cua

[MI 137] La telefonata

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Commento

 

Traccia di mezzanotte - Fuori controllo

 

Ero andato a letto presto, quella notte, eppure non riuscivo a prendere sonno. Allo scoccare della mezzanotte il mio telefono aveva cominciato a squillare incessantemente e mi ero chiesto chi fosse a quell'ora. Lo afferrai controvoglia e lessi il nome del mittente sullo schermo: era mia sorella. Ciò non poteva essere possibile, non in quella circostanza, così pensai di essere nel bel mezzo di un sogno e tentai di ignorare quel suono, ma il telefono continuava a squillare insistente, così mi arresi e risposi.

«Ciao, fratellino, ti ho svegliato?»

Era proprio lei, era la sua voce, così nitida ma al tempo stesso fredda e distaccata. Il mio respiro era diventato affannoso senza che me ne accorgessi e ciò mi aveva impedito di dare risposta immediata mentre Anna, mia sorella, continuava a parlarmi come se niente fosse e a pormi strane domande.

«Visto che sei sveglio, perché non vieni a trovarmi? Qui è buio e fa molto freddo, ho bisogno di calore. Mi manchi.»

Cominciai a tremare, la camera era diventata fredda nonostante le finestre fossero sigillate e i caloriferi accesi per la notte, eppure era come trovarsi all'aperto sotto la pioggia. Preso dal panico, riattaccai la chiamata e riposi il cellulare sul comodino accanto al letto, e mentre tentavo di convincere me stesso che ciò che era appena successo non era altro che frutto di un brutto incubo, il telefono aveva ripreso a squillare e questa volta la suoneria era cresciuta di intensità: era di nuovo lei. Lo afferrai con mano tremante e risposi alla chiamata, titubante; dall'altro lato c'era un silenzio sinistro, susseguito poi da un forte tonfo che mi fece sussultare.

«Non è stato carino da parte tua riattaccare senza preavviso. Cos'è successo? Non vuoi più bene alla tua sorellona? Perché non mi parli?»

Stetti in silenzio e in ascolto, tremante, mentre lei rimaneva in silente attesa di una mia risposta.

«Allora? Perché? Perché? Perché?!»

Si stava innervosendo e nella sua voce era rimasta solo freddezza. Accompagnava ogni sillaba a un picchiettio su una superficie legnosa e ciò mi faceva rabbrividire ancora di più, ma nonostante questo ero riuscito comunque, per la prima volta, a proferire parola.

«Perché tu sei morta» le dissi tutto d'un fiato, terrorizzato.

Rimasi in ascolto incapace di dire altro, mentre dall'altro lato c'era ora un insolito silenzio. Quel silenzio fu poi spezzato da un'acuta e lugubre risata malsana e subito dopo la telefonata venne interrotta. Non da me. Questa volta spensi il cellulare e lo riposi all'interno del cassetto del comodino, dopo di che nascosi il mio corpo sotto le coperte senza però riuscire a chiudere occhio fino al giungere dell'alba, poiché la sua voce continuava a echeggiare nella mia testa. Perché mi era successo tutto questo? Forse stavo impazzendo? O mi stava punendo per essere stato la causa della sua morte? Sì, perché mia sorella era morta due giorni prima a seguito di un brutto incidente stradale che aveva ridotto il suo corpo in poltiglia, ma nessuno seppe mai che fui io a causarlo. Per un motivo a me ignoto, Anna era poi stata sepolta assieme al suo cellulare e dopo quella notte mi resi conto che non fu affatto una buona idea.

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Tutto il racconto é in crescendo, fa paura il giusto, ma la fine é troppo affrettata ed esplicita per i miei gusti. Rimane comunque un bel racconto horror.

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2 ore fa, Almissima ha scritto:

Tutto il racconto é in crescendo, fa paura il giusto, ma la fine é troppo affrettata ed esplicita per i miei gusti. Rimane comunque un bel racconto horror.

Ciao e grazie per il tuo parere, purtroppo ho cominciato tardi a mettere per iscritto (circa le 22.00) quindi è un po' quello che è xD 

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Ti capisco, anch'io mi riprometto sempre di iniziare presto a scrivere il racconto e poi mi ritrovo alle 23.59 con gli occhi fuori dalle orbite

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22 ore fa, Dominik G. Cua ha scritto:

Sì, perché mia sorella era morta due giorni prima a seguito di un brutto incidente stradale che aveva ridotto il suo corpo in poltiglia, ma nessuno seppe mai che fui io a causarlo.

aveva mai saputo che ero stato io a causarlo.

22 ore fa, Dominik G. Cua ha scritto:

Per un motivo a me ignoto, Anna era poi stata sepolta assieme al suo cellulare e dopo quella notte mi resi conto che non fu affatto una buona idea.

Ti consiglio:

"Per un motivo a me ignoto, il cellulare di Anna era stato sepolto con lei. Dopo quella notte, mi resi conto che non era stata una buona idea.

 

Un breve racconto horror, incalzante il giusto. Qualche incertezza con l'impiego dei tempi verbali. 

 

A rileggerti, @Dominik G. Cua :)

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22 ore fa, Dominik G. Cua ha scritto:

nessuno seppe mai che fui io a causarlo.

 

come tempo verbale forse un trapassato mi sembra meglio, visto che la sorella è trapassata :P scherzo, però nessuno aveva mai saputo...

 

Buon racconto horror, mi è piaciuto, però sono d'accordo sul finale scritto troppo di fretta quando avevi ancora molti caratteri a disposizione. Ci puoi rimettere mano cercando anche frasi più a effetto. Non scriverei ridotto il corpo in poltiglia ma descriverei meglio l'incidente, tipo una lastra di vetro le aveva mozzato di netto la testa, le sue ginocchia erano ridotte in purea tra il sedile davanti e quello del passeggero, non so qualcosa che ci faccia vedere l'incidente, perché la sorella in poltiglia e lui ancora vivo lascia dei dubbi. Comunque il mio giudizio è positivo, bravo.

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20 minuti fa, Poeta Zaza ha scritto:

aveva mai saputo che ero stato io a causarlo.

Ti consiglio:

"Per un motivo a me ignoto, il cellulare di Anna era stato sepolto con lei. Dopo quella notte, mi resi conto che non era stata una buona idea.

 

Un breve racconto horror, incalzante il giusto. Qualche incertezza con l'impiego dei tempi verbali. 

 

A rileggerti, @Dominik G. Cua :)

Ero sicuro di aver sballato i tempi verbali, purtroppo ho iniziato a occuparmi del racconto dopo le 22.00 senza la dovuta lucidità, quindi ero certo che avrei fatto qualche casino xD grazie mille per avermi fatto notare la svista e per il consiglio. :D 
A presto!

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21 minuti fa, Ghigo ha scritto:

 

come tempo verbale forse un trapassato mi sembra meglio, visto che la sorella è trapassata :P scherzo, però nessuno aveva mai saputo...

 

Buon racconto horror, mi è piaciuto, però sono d'accordo sul finale scritto troppo di fretta quando avevi ancora molti caratteri a disposizione. Ci puoi rimettere mano cercando anche frasi più a effetto. Non scriverei ridotto il corpo in poltiglia ma descriverei meglio l'incidente, tipo una lastra di vetro le aveva mozzato di netto la testa, le sue ginocchia erano ridotte in purea tra il sedile davanti e quello del passeggero, non so qualcosa che ci faccia vedere l'incidente, perché la sorella in poltiglia e lui ancora vivo lascia dei dubbi. Comunque il mio giudizio è positivo, bravo.

Di cose da perfezionare ce ne sono parecchie e ne sono consapevole. Colpa mia che ho iniziato tardi a stilare questo racconto xD grazie per l'apprezzamento! La prossima volta andrà meglio :si: 

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23 ore fa, Dominik G. Cua ha scritto:

Ero andato a letto presto, quella notte, eppure non riuscivo a prendere sonno

È normale, chi va a letto presto non prende sonno, quell'eppure non mi suona molto bene.

Ciao @Dominik G. Cua scusa se ho iniziato a commentare prima del saluto :sss:.

23 ore fa, Dominik G. Cua ha scritto:

Stetti in silenzio e in ascolto, tremante, mentre lei rimaneva in silente attesa di una mia risposta.

«Allora? Perché? Perché? Perché?!»

Si stava innervosendo e nella sua voce era rimasta solo freddezza. Accompagnava ogni sillaba a un picchiettio su una superficie legnosa e ciò mi faceva rabbrividire ancora di più, ma nonostante questo ero riuscito comunque, per la prima volta, a proferire parola.

«Perché tu sei morta» le dissi tutto d'un fiato, terrorizzato.

Rimasi in ascolto incapace di dire altro, mentre dall'altro lato c'era ora un insolito silenzio

 

23 ore fa, Dominik G. Cua ha scritto:

Quel silenzio

È vero, le ripetizioni sono bastardelle: si nascondono nello schermo :) se leggi ad alta voce però risaltano che è una bellezza :)

23 ore fa, Dominik G. Cua ha scritto:

Questa volta spensi

"Questo" rimanda a un tempo presente, ma tu usi il passato. 

23 ore fa, Dominik G. Cua ha scritto:

che nascosi il mio corpo

Mi nascosi. Più si scrive semplice meglio è. 

23 ore fa, Dominik G. Cua ha scritto:

, perché mia sorella era morta due giorni prima a seguito di un brutto incidente stradale che aveva ridotto il suo corpo in poltiglia, ma nessuno seppe mai che fui io a causarlo. Per un motivo a me ignoto, Anna era poi stata sepolta assieme al suo cellulare e dopo quella notte mi resi conto che non fu affatto una buona idea.

Ero io la causa della sua morte? mi chiedevo [...] perché l'hanno seppellita col cellulare? O qualcosa di simile.

Rimanendo sul monologo interiore eviteresti l'effetto "raccontato".

Ciao :)

 

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18 ore fa, L@ur@ ha scritto:

È normale, chi va a letto presto non prende sonno, quell'eppure non mi suona molto bene.

Ciao @Dominik G. Cua scusa se ho iniziato a commentare prima del saluto :sss:.

 

È vero, le ripetizioni sono bastardelle: si nascondono nello schermo :) se leggi ad alta voce però risaltano che è una bellezza :)

"Questo" rimanda a un tempo presente, ma tu usi il passato. 

Mi nascosi. Più si scrive semplice meglio è. 

Ero io la causa della sua morte? mi chiedevo [...] perché l'hanno seppellita col cellulare? O qualcosa di simile.

Rimanendo sul monologo interiore eviteresti l'effetto "raccontato".

Ciao :)

 

 

Ciao e grazie per i numerosi consigli, e sì, purtroppo le ripetizioni sono il mio punto debole: non riuscirei a notarne una neppure se fosse un rigo sotto alla precedente :no: purtroppo non posso usufruire della lettura vocale, avendo qualche problema a livello parlato xD 

A parte questo, il racconto è stato esposto di fretta e senza attente riletture, dovute alla scarsità di tempo a disposizione.

A presto e grazie ancora :) 

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Il racconto è scritto in modo garbato e scorrevole, con un buon uso della punteggiatura. La trama inquietante si presterebbe a uno sviluppo più articolato soprattutto nel finale, come è stato già messo in evidenza. Ti sottopongo qui sotto qualche perplessità: 

 

Il 3/5/2020 alle 23:32, Dominik G. Cua ha scritto:

afferrai controvoglia e lessi il nome del mittente sullo schermo: era mia sorella.

Il lettore ancora non sa nulla: non conosce che piega prenderà la storia. Ma una volta letto tutto il testo, amerà risalire per cercare indizi. A mio avviso l'avverbio evidenziato in nero non ha la valenza di indizio, ma il contrario: il protagonista appare solo seccato, e questa sua freddezza, qui e altrove, risulta inverosimile. Veniamo infatti a sapere che egli ha subito un grave lutto, di cui oltretutto è stato l'artefice. Sarebbe dunque preferibile, secondo me, eliminare l'avverbio. Al contrario, la frase "Ero andato a letto presto, quella notte, eppure non riuscivo a prendere sonno" ha a posteriori valenza di indizio, perché il lettore, a lettura ultimata, si spiega il motivo per il quale l'uomo non riesce a dormire. 

 

Il 3/5/2020 alle 23:32, Dominik G. Cua ha scritto:

Ciò non poteva essere possibile, non in quella circostanza,

Alla luce del finale, eliminerei "non in quella circostanza", del tutto inutile. A porre domande al lettore già basta quel 

"Ciò non poteva essere possibile", che chiuderei con un punto fermo.

 

Il 3/5/2020 alle 23:32, Dominik G. Cua ha scritto:

così nitida ma al tempo stesso fredda e distaccata.

Le congiunzioni avversative hanno la funzione di collegare elementi che sono in qualche modo in contrasto tra loro: qui il "ma" a mio avviso non va bene, perché l'aggettivo "nitida" non è in contrasto con i seguenti, anzi, appare quasi gravitare nello stesso campo semantico. Forse "così morbida", o "tenera"?

 

Il 3/5/2020 alle 23:32, Dominik G. Cua ha scritto:

mano tremante e risposi alla chiamata, titubante; dall'altro

Nella prosa, eviterei la rima.

 

Il 3/5/2020 alle 23:32, Dominik G. Cua ha scritto:

susseguito poi da un forte tonfo che mi fece sussultare.

Nel significato di "susseguire" è già insita l'idea del "poi", che pertanto risulta pleonastico. Sostituirei comunque, per gusto personale, con "a cui fece seguito un".

 

Il 3/5/2020 alle 23:32, Dominik G. Cua ha scritto:

«Allora? Perché? Perché? Perché?!»

Si stava innervosendo e nella sua voce era rimasta solo freddezza

L'iterazione della domanda non rivela però freddezza, ma l'esatto contrario: vi sono dolore e rabbia. 

 

Il 3/5/2020 alle 23:32, Dominik G. Cua ha scritto:

ma nessuno seppe mai che fui io a causarlo. 

"Aveva saputo", come già ti hanno suggerito, cui aggiungerei l'eliminazione di "mai": si tratta di un evento di soli due giorni addietro e l'uso dell'avverbio ne estenderebbe l'eco nel passato e nel futuro, togliendoti inoltre il gusto di un sequel. ;)

Grazie e un saluto, @Dominik G. Cua.

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Il 3/5/2020 alle 23:32, Dominik G. Cua ha scritto:

Preso dal panico, riattaccai la chiamata e riposi il cellulare sul comodino accanto al letto, e mentre tentavo di convincere me stesso che ciò che era appena successo non era altro che frutto di un brutto incubo, il telefono aveva ripreso a squillare e questa volta la suoneria era cresciuta di intensità: era di nuovo lei. Lo afferrai con mano tremante e risposi alla chiamata, titubante; dall'altro lato c'era un silenzio sinistro, susseguito poi da un forte tonfo che mi fece sussultare.

«Non è stato carino da parte tua riattaccare senza preavviso. Cos'è successo? Non vuoi più bene alla tua sorellona? Perché non mi parli?»

Stetti in silenzio e in ascolto, tremante, mentre lei rimaneva in silente attesa di una mia risposta.

«Allora? Perché? Perché? Perché?!»

Si stava innervosendo e nella sua voce era rimasta solo freddezza. Accompagnava ogni sillaba a un picchiettio su una superficie legnosa e ciò mi faceva rabbrividire ancora di più

Questo passaggio è quello in cui ho percepito la maggior tensione. Molto bello!

Il 3/5/2020 alle 23:32, Dominik G. Cua ha scritto:

«Perché tu sei morta» le dissi tutto d'un fiato, terrorizzato.

Qui invece mi crolla tutto. Dirlo, mostrare le proprie carte in questo modo - inoltre già quando l'avevamo capito tutti! - rovina veramente il bellissimo crescendo di tensione precedente.

A suggellare il crescendo di tensione e orrore non può essere una rivelazione di qualcosa che il lettore già sa e ha capito. Ci vedrei un colpo di scena, oppure, soluzione molto più affascinante, che si rifà a Lovecraft (non so se ti piaccia, io lo amo), concludere il tutto con un'apoteosi dell'orrore, un'esplosione di follia.

Ad esempio: spegne il telefono, magari toglie pure la batteria per sicurezza (se il racconto è ambientato qualche anno fa, s'intende), ma questo squilla comunque, e la sorella appare ad attaccarlo.

Questa è solo la soluzione più banale, ma insomma, hai capito, potevi fare qualsiasi cosa; resta il fatto però che non c'è niente di più anticlimatico di concludere un racconto con uno spiegone. Ho scritto anche io qualche tempo fa un horror che aveva come tema la vendetta, e ho usato come soluzione (tutto sommato abbastanza efficace secondo me) mostrare sin da subito il motivo d'astio, per poi concentrarmi su altro.

Il 3/5/2020 alle 23:32, Dominik G. Cua ha scritto:

Sì, perché mia sorella era morta due giorni prima a seguito di un brutto incidente stradale che aveva ridotto il suo corpo in poltiglia, ma nessuno seppe mai che fui io a causarlo.

Mi ricorda Hereditary :asd:

Il 3/5/2020 alle 23:32, Dominik G. Cua ha scritto:

Per un motivo a me ignoto, Anna era poi stata sepolta assieme al suo cellulare e dopo quella notte mi resi conto che non fu affatto una buona idea.

Hey, figo, anche io ho scritto un mezzo horror che partiva da questa premessa xD mi piace^^

 

In conclusione, ottimo lo stile, ma il bilancio secondo me non è positivo. Purtroppo nell'horror la gestione dei tempi e della tensione è tutto, e qui il finale smorza una partenza che, secondo me, era col botto. Vale la pena sistemarlo, però, perché le premesse sono ottime

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@Ippolita2018 Grazie mille dei suggerimenti, ne farò tesoro!
Ringrazio anche @mina99 per gli apprezzamenti e per le dritte, non ero sicuro al 100% che si capisse fin da subito che la ragazza fosse morta xD diciamo che ho ancora tanto da imparare.

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32 minuti fa, Dominik G. Cua ha scritto:

@Ippolita2018 Grazie mille dei suggerimenti, ne farò tesoro!
Ringrazio anche @mina99 per gli apprezzamenti e per le dritte, non ero sicuro al 100% che si capisse fin da subito che la ragazza fosse morta xD diciamo che ho ancora tanto da imparare.

Occhio, non si possono lasciare punti reputazione in officina... Regolamento :asd:

 

Comunque, di base, il consiglio che ti darei è di non sottovalutare il lettore (non lo gradisce molto), se lasci abbastanza indizi può capire molto da sé^^

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Hai apparecchiato bene la tavola, messo le posate e i bicchieri del servizio buono, i tovaglioli ricamati e hai acceso una candela profumata a centro tavola, per poi servire petto di pollo ai ferri :D Una battuta, per farti capire che il testo è scritto davvero molto bene fino al finale, per poi bloccarsi e perdere tutta la potenza accumulata. Poco male però! Perché basta alungarlo e dargli più respiro, bilanciando il tutto, per ottenere un risultato ottimale e non buono, ma monco! A rileggerti :)

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4 ore fa, mina99 ha scritto:

Occhio, non si possono lasciare punti reputazione in officina... Regolamento :asd:

Oddio, non me ne ero reso conto! Rimedio subito :rotol: grazie!

 

4 ore fa, mina99 ha scritto:

Comunque, di base, il consiglio che ti darei è di non sottovalutare il lettore (non lo gradisce molto), se lasci abbastanza indizi può capire molto da sé^^

Parlavo appunto di me come lettore, credevo di non averne lasciati. Non così evidenti almeno :si: 

 

3 ore fa, Lo scrittore incolore ha scritto:

Hai apparecchiato bene la tavola, messo le posate e i bicchieri del servizio buono, i tovaglioli ricamati e hai acceso una candela profumata a centro tavola, per poi servire petto di pollo ai ferri :D Una battuta, per farti capire che il testo è scritto davvero molto bene fino al finale, per poi bloccarsi e perdere tutta la potenza accumulata. Poco male però! Perché basta alungarlo e dargli più respiro, bilanciando il tutto, per ottenere un risultato ottimale e non buono, ma monco! A rileggerti :)

Ti ringrazio e sì, il finale non convinceva molto neanche me, ma lì per lì non ho saputo fare di meglio. Ma in fondo è a questo che serve una palestra, no? :D 

Alla prossima e grazie ancora! 

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Ciao @Dominik G. Cua

 

Ci sono alcune frasi che andrebbero limate, avverbi in eccesso e altre piccolezze. 

Vado controcorrente e ti dico che sono le cose che mi sento di criticare del tuo testo (a mio personalissimo parere, per carità!)

 

Il racconto è talmente breve che ogni punto della trama, compreso quel “Perché tu sei morta!” sta bene dov’è ed è giustificato dalla brevità.  Quest'ultima  però diventa parte della struttura del racconto e richiede scorrevolezza.

 

Un bel lavoro :)

 

ciao 

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Ciao, ti lascio un commento breve per dirti che ho trovato il racconto scritto abbastanza bene. Forse alcune sensazioni troppo raccontate, ad esempio:

Il 3/5/2020 alle 23:32, Dominik G. Cua ha scritto:

Perché mi era successo tutto questo? Forse stavo impazzendo? O mi stava punendo per essere stato la causa della sua morte?

 proverei a far capire lo stato di tensione e confusione attraverso qualche gesto.

In ogni caso una discreta prova.

 

Alla prossima. 

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Il 3/5/2020 alle 23:32, Dominik G. Cua ha scritto:

così mi arresi e risposi.

alla fine mi arresi e risposi, hai un così appena sopra.

Il 3/5/2020 alle 23:32, Dominik G. Cua ha scritto:

Era proprio lei, era la sua voce, così nitida ma al tempo stesso fredda e distaccata

a parte il "così" che ricorre ancora (scusa...) non capisco perchè il "ma". Questo periodo e quello sopra tendono un po' a calcare i concetti, considera l'ipotesi di sfoltire un pochino, rimangono forti lo stesso.

 

Ho fatto pochi appunti perchè mi sarei ripetuta con quelli di sopra.

Concordo col togliere "non in quella circostanza" perchè anticipa un po', o almeno a me ha messo la pulce nell'orecchio. Il finale è troppo affrettato, immagino che Anna lo chiamerà notte, dopo notte e potevi mostrarlo. Tutto buono fino al finale che un po' smonta.

A rileggerti presto @Dominik G. Cua :-)

 

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Ciao @Dominik G. Cua

arrivo a commentare per ultima, forse...

È la prima volta che ti leggo, direi, quindi piacere di conoscerti!

Racconto brevissimo e intenso! Concordo con molti dei commenti precedenti,ma aggiungo le mie impressioni perché credo che sia utile avere il maggior numero di punti di vista, anche se questi si ripetono (in questo caso, hanno valore statistico: di solito se qualcosa viene fatta notare da due lettori è probabile che sia giusta...).

Quindi: trovo alcune parti un po' troppo raccontate e poco mostrate (ma questo è più una questione di gusti...) e un po' troppo sbrigativo il finale. Mi sono chiesta perché lui si senta responsabile della morte della sorella se è stato un incidente, forse, se riprenderai e amplierai il racconto, mi soffermerei di più su questo aspetto, perché chi legge vorrebbe sapere di più. 

Tuttavia la storia funziona e ha una buona tensione, soprattutto nella prima parte. Una piacevole lettura!

Alla prossima!

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Rinnovo i ringraziamenti a tutti coloro che si sono soffermati a leggermi, i consigli sono sempre ben accetti e di certo mi aiuteranno anche in lavori futuri! :hug: 

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