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Dominik G. Cua

Perché avete scritto un libro?

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Salve a tutti, spero di non aver sbagliato malamente sezione. :notte: 

Ormai la gente non fa altro che scrivere, scrivere e scrivere. Alcuni lo fanno per passione, altri perché amano la lettura e vogliono creare qualcosa di proprio per poter dire al mondo "ci sono anch'io", altri ancora scrivono per hobby o fin da quando erano bambini, e infine ci sono quelli che si alzano una mattina e pensano "quasi quasi mi metto a scrivere un libro". Ma che mi dite di voi? Ricordate quando, come e perché avete cominciato a scrivere? E di cosa vi occupate attualmente? Romanzi? Racconti? Poesie?
Comincio io! :sherlock: 
Era il 27 Gennaio del lontanissimo, ma non troppo, anno 2017, ero seduto sul sacro trono di porcellana a lamentarmi con un'amica scrittrice del fatto che non ci fossero libri horror sui fantasmi da leggere, così le dissi per scherzo "E se ne scrivessi uno io?". Come già detto, il mio era solo uno scherzo, ma lei mi prese sul serio e così cominciai ad abbozzare le prime righe sotto la sua supervisione e col tempo quella della scrittura è diventata una vera passione. Certo, l'idea iniziale era di scrivere un libro horror a tema paranormale, ma andando avanti ho notato che di horror non aveva granché e quel poco presente era infettato da sfumature di fantasy  (non che la cosa mi dispiacesse). Quando ho cominciato, comunque, non avevo idea che in Italia ci fossero così tanti scrittori e quasi mi gasavo all'idea di essere uno dei pochi. Beata innocenza. :rotol: 
C'è da dire che ho comunque commesso molti errori, primo fra tutti ho scritto il primo libro senza aver mai letto alcunché (cosa a cui per fortuna ho rimediato subito dopo ottenendo così, durante la fase di revisione,  un gran miglioramento, mentre ora sono anche un amante della lettura, limitato però a pochi generi). Altro errore, invece, è stato quello di aver avuto fretta di far pubblicare il libro ed essermi affidato a una copisteria che non solo lo ha pubblicato due anni dopo, ma mi ha pure rifilato tutte le copie rimaste tuttora invendute. :bash: Tutti commettiamo errori, ma è grazie a essi che cresciamo e miglioriamo noi stessi e il nostro modo di fare. (Sì, è una scusa orrenda, ma prendiamola con filosofia. :rockeggiare: )

 

Va bene, mi sono dilungato abbastanza e mi scuso, ma questa era più o meno la mia storia. Che mi dite di voi, invece? Perché scrivete e quando/come avete iniziato?

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Giulio Mozzi, caro @Dominik G. Cua ti sgriderebbe per aver usato la parola libro. Si scrivono romanzi, saggi, novelle ecc. ma il libro è il prodotto finito, non il manoscritto.

Comunque, ho cominciato a scrivere racconti trent'anni fa, così, ero stata la classica "bravissima a scuola nei temi" sempre gobba sui libri, fu una sorta di sbocco inevitabile. Poi dopo il primo corso di scrittura creativa, nel 1999, inviai qualche racconto a qualche concorso, i tipici concorsi che poi viene fuori l'antologia. A volte andò bene, altre no e nel 2004 in un agosto milanese da sola decisi di scrivere una sorta di storia alla Bridget Jones italiana, che mi portò bene perché fu la mia ultima estate da single. :yahoo:

Da lì, il romanzo fu poi pubblicato nel 2010 perché presa tra fidanzato e matrimonio lo abbandonai, non ho più smesso.

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19 minuti fa, Bambola ha scritto:

Giulio Mozzi, caro @Dominik G. Cua ti sgriderebbe per aver usato la parola libro. Si scrivono romanzi, saggi, novelle ecc. ma il libro è il prodotto finito, non il manoscritto.

 

Ops, errore mio :nascosto: 

Sei soddisfatta dei tuoi lavori?

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Adesso, Marcello ha scritto:

@Dominik G. Cua ho spostato nella sezione "Varie", perché la tua domanda ha poco a che vedere con il marketing...

Eh, avevo questo dubbio (e perché non trovavo la sezione in questione). Ti ringrazio per il rapido intervento, @Marcello, e mi scuso per la disattenzione :scusa: 

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5 minuti fa, Dominik G. Cua ha scritto:

 

Sei soddisfatta dei tuoi lavori?

Sì, davvero molto soddisfatta. Perché sono molto migliorata in 10 anni, perché non ho mai smesso nonostante le diverse crisi, perché sto pubblicando con editori sempre più quotati partendo da un gradino bassissimo. Perché so che diversi miei personaggi sono davvero rimasti nel tempo nei miei lettori. Nulla potrà mai portarmi via i miei risultati ma non mi sono mai sentita arrivata. Ho fatto una gavetta super sfiancante, ma ancora mi entusiasmo quando riesco a mettere insieme le parole in un certo modo.

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3 minuti fa, Bambola ha scritto:

Ho fatto una gavetta super sfiancante, ma ancora mi entusiasmo quando riesco a mettere insieme le parole in un certo modo.

(y)

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4 minuti fa, Bambola ha scritto:

Sì, davvero molto soddisfatta. Perché sono molto migliorata in 10 anni, perché non ho mai smesso nonostante le diverse crisi, perché sto pubblicando con editori sempre più quotati partendo da un gradino bassissimo. Perché so che diversi miei personaggi sono davvero rimasti nel tempo nei miei lettori. Nulla potrà mai portarmi via i miei risultati ma non mi sono mai sentita arrivata. Ho fatto una gavetta super sfiancante, ma ancora mi entusiasmo quando riesco a mettere insieme le parole in un certo modo.

Cavolo, sono contento per te. Spero davvero di riuscire a migliorare anch'io la mia tecnica di scrittura, nel corso degli anni, così come non vedo l'ora di pubblicare finalmente il primo romanzo e scoprire cosa ne pensa davvero la gente. Che ansia ahahah 
Continua così anche tu, non si smette mai di migliorare :D essere fieri del proprio operato è uno dei primi passi per diventare grandi scrittori. Poi ce ne sono tipo altri cinquanta, ma niente di infattibile. :si: 

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1 ora fa, Dominik G. Cua ha scritto:

Salve a tutti, spero di non aver sbagliato malamente sezione. :notte: 

Ormai la gente non fa altro che scrivere, scrivere e scrivere. Alcuni lo fanno per passione, altri perché amano la lettura e vogliono creare qualcosa di proprio per poter dire al mondo "ci sono anch'io", altri ancora scrivono per hobby o fin da quando erano bambini, e infine ci sono quelli che si alzano una mattina e pensano "quasi quasi mi metto a scrivere un libro". Ma che mi dite di voi? Ricordate quando, come e perché avete cominciato a scrivere? E di cosa vi occupate attualmente? Romanzi? Racconti? Poesie?
Comincio io! :sherlock: 
Era il 27 Gennaio del lontanissimo, ma non troppo, anno 2017, ero seduto sul sacro trono di porcellana a lamentarmi con un'amica scrittrice del fatto che non ci fossero libri horror sui fantasmi da leggere, così le dissi per scherzo "E se ne scrivessi uno io?". Come già detto, il mio era solo uno scherzo, ma lei mi prese sul serio e così cominciai ad abbozzare le prime righe sotto la sua supervisione e col tempo quella della scrittura è diventata una vera passione. Certo, l'idea iniziale era di scrivere un libro horror a tema paranormale, ma andando avanti ho notato che di horror non aveva granché e quel poco presente era infettato da sfumature di fantasy  (non che la cosa mi dispiacesse). Quando ho cominciato, comunque, non avevo idea che in Italia ci fossero così tanti scrittori e quasi mi gasavo all'idea di essere uno dei pochi. Beata innocenza. :rotol: 
C'è da dire che ho comunque commesso molti errori, primo fra tutti ho scritto il primo libro senza aver mai letto alcunché (cosa a cui per fortuna ho rimediato subito dopo ottenendo così, durante la fase di revisione,  un gran miglioramento, mentre ora sono anche un amante della lettura, limitato però a pochi generi). Altro errore, invece, è stato quello di aver avuto fretta di far pubblicare il libro ed essermi affidato a una copisteria che non solo lo ha pubblicato due anni dopo, ma mi ha pure rifilato tutte le copie rimaste tuttora invendute. :bash: Tutti commettiamo errori, ma è grazie a essi che cresciamo e miglioriamo noi stessi e il nostro modo di fare. (Sì, è una scusa orrenda, ma prendiamola con filosofia. :rockeggiare: )

 

Va bene, mi sono dilungato abbastanza e mi scuso, ma questa era più o meno la mia storia. Che mi dite di voi, invece? Perché scrivete e quando/come avete iniziato?

Apprezzo moltissimo la tua onestà e ti faccio i migliori auguri per il tuo futuro, spero di avere presto qualcosa di tuo sotto gli occhi! 

Io rientro nella categoria di quelli che hanno iniziato sin da bambini e non hanno mai smesso: nel frattempo sono cresciuta, ho studiato e lavorato molto e sono orgogliosa di dire che i libri fanno parte di me da sempre, ora anche nel lavoro! Ho sempre scritto e mi sono specializzata in narrativa, ma chissà... Mi sono destreggiata attorno ai libri da ogni punto di vista (lettrice, autrice, editor) e penso che rimarrò così per un po' :)

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25 minuti fa, Laura Pegorini ha scritto:

Apprezzo moltissimo la tua onestà e ti faccio i migliori auguri per il tuo futuro, spero di avere presto qualcosa di tuo sotto gli occhi! 

Io rientro nella categoria di quelli che hanno iniziato sin da bambini e non hanno mai smesso: nel frattempo sono cresciuta, ho studiato e lavorato molto e sono orgogliosa di dire che i libri fanno parte di me da sempre, ora anche nel lavoro! Ho sempre scritto e mi sono specializzata in narrativa, ma chissà... Mi sono destreggiata attorno ai libri da ogni punto di vista (lettrice, autrice, editor) e penso che rimarrò così per un po' :)

Ti ringrazio per la fiducia e sì, farò del mio meglio affinché ciò accada <3 
Vorrei avere anch'io così tanti anni di esperienza e di studio alle spalle, ma tempo al tempo! Non mollare e continua ad andare avanti con la tua passione :D 

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Leggo da sempre. Ho scritto per anni solo per me. Poi, correva l'anno 2013, la forzata semi immobilità per una gamba rotta mi ha portato a iniziare il mio primo romanzo, tema fantascienza distopica, che ho poi abbandonato per qualche tempo e ultimato nel 2015. Ho continuato con un legal thriller di denuncia sul malfunzionamento di un certo tipo di giustizia, perché mi sembrava di avere qualcosa da dire in merito, e poi ho scritto il sequel. Il primo e il secondo libro sono stati di recente pubblicati da due diverse case editrici, per il terzo ho firmato il contratto. Perché scrivo? Perché mi va, non mi costa molta fatica e mi piace creare personaggi che poi assumono vita propria e dicono, e fanno, quel che gli pare, indipendentemente da me.

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2 ore fa, Dominik G. Cua ha scritto:

Salve a tutti, spero di non aver sbagliato malamente sezione. :notte: 

Ormai la gente non fa altro che scrivere, scrivere e scrivere. Alcuni lo fanno per passione, altri perché amano la lettura e vogliono creare qualcosa di proprio per poter dire al mondo "ci sono anch'io", altri ancora scrivono per hobby o fin da quando erano bambini, e infine ci sono quelli che si alzano una mattina e pensano "quasi quasi mi metto a scrivere un libro". Ma che mi dite di voi? Ricordate quando, come e perché avete cominciato a scrivere? E di cosa vi occupate attualmente? Romanzi? Racconti? Poesie?
Comincio io! :sherlock: 
Era il 27 Gennaio del lontanissimo, ma non troppo, anno 2017, ero seduto sul sacro trono di porcellana a lamentarmi con un'amica scrittrice del fatto che non ci fossero libri horror sui fantasmi da leggere, così le dissi per scherzo "E se ne scrivessi uno io?". Come già detto, il mio era solo uno scherzo, ma lei mi prese sul serio e così cominciai ad abbozzare le prime righe sotto la sua supervisione e col tempo quella della scrittura è diventata una vera passione. Certo, l'idea iniziale era di scrivere un libro horror a tema paranormale, ma andando avanti ho notato che di horror non aveva granché e quel poco presente era infettato da sfumature di fantasy  (non che la cosa mi dispiacesse). Quando ho cominciato, comunque, non avevo idea che in Italia ci fossero così tanti scrittori e quasi mi gasavo all'idea di essere uno dei pochi. Beata innocenza. :rotol: 
C'è da dire che ho comunque commesso molti errori, primo fra tutti ho scritto il primo libro senza aver mai letto alcunché (cosa a cui per fortuna ho rimediato subito dopo ottenendo così, durante la fase di revisione,  un gran miglioramento, mentre ora sono anche un amante della lettura, limitato però a pochi generi). Altro errore, invece, è stato quello di aver avuto fretta di far pubblicare il libro ed essermi affidato a una copisteria che non solo lo ha pubblicato due anni dopo, ma mi ha pure rifilato tutte le copie rimaste tuttora invendute. :bash: Tutti commettiamo errori, ma è grazie a essi che cresciamo e miglioriamo noi stessi e il nostro modo di fare. (Sì, è una scusa orrenda, ma prendiamola con filosofia. :rockeggiare: )

 

Va bene, mi sono dilungato abbastanza e mi scuso, ma questa era più o meno la mia storia. Che mi dite di voi, invece? Perché scrivete e quando/come avete iniziato?

 

ciao Dominik

grazie per la tua storia e per l'interessante conversazione.

Io ho cominciato a scrivere molto presto e a leggere ancora prima. Ero un bambino molto introverso che adorava i libri (ho imparato a leggere prima di andare a scuola) e i fumetti. E fu leggendo un fumetto western che iniziò tutto. Dall'apparizione di un personaggio secondario che assomigliava a una persona a me cara che dopo due pagine fu ucciso dai banditi. Dalla mia determinazione a raccontare una storia in cui questo personaggio sarebbe sopravvissuto. Un tema, praticamente, visto che facevo quarta elementare. Da allora non ho più smesso.

Ho letto tantissimo, di ogni genere letterario ma a cominciare dai classici. Ho scritto e cestinato vagonate di materiale. Ho capito che quello che scrivevo aveva un senso se dietro riuscivo a metterci qualcosa di profondamente mio. Il mio debutto letterario è stato con un editore minore e con una storia che raccontava in forma di metafora la mia vita nel mondo del volontariato. Ho imparato dai miei errori, anche nella ricerca degli editori, e mentre studiavo per documentarmi per la storia successiva (avevo deciso un'ambientazione storica) mi muovevo anche per studiare il mercato editoriale. Quando il manoscritto è stato pronto, sapevo a chi rivolgermi e la ricerca è stata molto più facile e soddisfacente.

Se posso permettermi di darti un consiglio, è quello di non avere fretta. Nello scrivere, nel cercare editore, nel pubblicare. Come un buon vino, anche una buona storia va lasciata maturare finché non è pronta. In bocca al lupo!

 

 

 

 

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3 minuti fa, LuckyLuccs ha scritto:

Se posso permettermi di darti un consiglio, è quello di non avere fretta. Nello scrivere, nel cercare editore, nel pubblicare. Come un buon vino, anche una buona storia va lasciata maturare finché non è pronta. In bocca al lupo!

Sottoscrivo!
Quando la creatura viene alla luce, si vorrebbe subito vederla pubblicata, ma l'editoria è dark and full of terrors! No, a parte gli scherzi, credo che per essere davvero soddisfatti, oltre a saper scrivere - conditio sine qua non è leggere moltissimo - bisogna conoscere bene sia il panorama editoriale che i propri obiettivi. Meglio aspettare sei mesi in più ma poi essere soddisfatti di quello che abbiamo ottenuto. 

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Ciao @Dominik G. Cua, bella questa tua domanda e bello leggere le varie esperienze!

Io ho cominciato a scrivere (poesie) piuttosto "tardi", a 43 anni (7 anni fa). Perchè? Ho seguito un impulso, una necessità (dico sempre che è stato un modo per cominciare a parlare), e ancora adesso è così. Ho cercato degli editori (che non fossero a pagamento) perché avevo bisogno che qualcuno dicesse in modo (abbastanza) chiaro o sì o no alle mie poesie. Le raccolte pubblicate mi servono solo per sentirmi un minimo legittimata a scrivere ancora. Perché comunque sempre continuo a chiedermi chi mi abbia dato il diritto di scrivere e pubblicare. Cioè, a dirla tutta, continuo a farmi la stessa domanda che hai posto tu, ma io me lo chiedo in modo un po' più brutale... :D!  Ciao, in bocca al lupo per tutto!

(E anch'io concordo con gli altri nel dire di non avere fretta di pubblicare).

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Anch'io leggo da sempre. Scrivevo quando ero piccola e da adolescente, poi ho smesso completamente e mi sono sempre dedicata alla lettura e allo studio, le uniche forme di scrittura della mia vita adulta sono state le tesi di laurea e di dottorato e qualche saggio breve. Un giorno, circa quattro anni fa, mi è arrivata una mail da una casa editrice per cui avevo collaborato con un saggio breve che mi invitava a partecipare a un concorso a tema per racconti brevi e ho buttato giù un racconto. Mi sono resa conto che avevo sempre desiderato farlo, ma non avevo mai osato per una sorta di autocensura. Da quel giorno ho continuato a scrivere racconti, con alcuni ho partecipato a concorsi e sono stati pubblicati, altri sono rimasti nel cassetto, altri ancora li pubblico qui in Officina. Poi ho iniziato a scrivere anche romanzi. Ne ho finito uno e sto lavorando al secondo. 

Insomma ho scoperto una passione che non sapevo di avere. Anche se la mia passione più grande rimane la lettura. Se, per assurdo, mi dicessero di scegliere tra lettura e scrittura, non avrei dubbi: non rinuncerei mai a leggere!

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Ciao @Dominik G. Cua

Io ho iniziato a scrivere in un momento molto particolare della mia vita. Un momento di grande crisi, da cui sentivo il bisogno di trovare un sfogo o comunque una via di fuga da una realtà che mi creava ansia e insoddisfazione. E quale miglior modo per dire tante e tante cose che si hanno dentro, se non attraverso storie e personaggi? Quale miglior rifugio da un certo grigiore della vita, se non la propria immaginazione? Probabilmente non sono l'unica persona che ha iniziato così e non sarò nemmeno l'ultima. In bocca al lupo per tutto!

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Vi taggo tutti in un unico messaggio così evito di intasare xD 

:notte:

 

@LuckyLuccs ciao e grazie a te per l'intervento. Come ho già detto, tutti commettiamo degli errori in un percorso come questo, ma non sono forse tali errori a plasmare il nostro cammino? Senza di essi non si arriva da nessuna parte e con il tempo e la giusta dose di impegno i risultati si faranno vedere. Perché alla fine i risultati dipendono proprio da quanto impegno ci metti nel fare qualsiasi cosa.

1 ora fa, LuckyLuccs ha scritto:

Se posso permettermi di darti un consiglio, è quello di non avere fretta. Nello scrivere, nel cercare editore, nel pubblicare. Come un buon vino, anche una buona storia va lasciata maturare finché non è pronta. In bocca al lupo!

Ti ringrazio anche per il consiglio e sì, ho imparato a mie spese che avere fretta non aiuta affatto. Quindi ho deciso di impegnarmi al massimo per farmi conoscere qua e là e studiare le varie tecniche di promozione in vista dell'uscita del mio esordio. Ho circa 9 mesi di tempo per crearmi una fetta di pubblico, fino ad allora vedrò di perfezionare la mia opera! :D 

Ti ringrazio, in bocca al lupo anche a te! :)

 

:notte:  :notte: 

 

@ophelia03 grazie per l'intervento. Concordo, nel mio caso si tratta di self publishing soprattutto perché non ho una CE di riferimento, ma anche se fosse diversamente comincerei comunque di self, così da lasciare fin da subito la mia presenza online e crearmi una base solida. Se poi andrà bene come spero (e questo dipenderà dalla qualità del mio lavoro e dalla mole di impegno che ci metterò nel farmi conoscere e apprezzare) e verrò notato da una CE decente, allora abbandonerò il self e firmerò un contratto, purché questo mi soddisfi appieno.                                   

  :notte:  :notte:  :notte: 

 

@(Irene) ciao a te e grazie per la risposta. Hai ragione, leggere le esperienze altrui è molto stimolante! :D 

A prescindere dal motivo, non è mai troppo tardi per entrare nel mondo della scrittura e della lettura, ciò che conta è esserne rapiti e non uscirne più. Io non mi ci sono mai trovato con le poesie, ad essere sincero. Non fanno per me. Ma qui si entra nel gusto soggettivo dell'autore: c'è a chi piace una cosa e c'è a chi no, c'è chi dedica la vita a un unico genere e c'è chi sperimenta. In ogni caso ciò che conta è dare sempre il massimo, e ti auguro il meglio! (Concordo, mai avere fretta)
Grazie mille, in bocca al lupo anche a te e ai tuoi progetti futuri! 

 

:notte:  :notte:  :notte:  :notte:  

 

@ivalibri ciao! Come ho già detto a Irene, non è mai troppo tardi per cominciare. La lettura è importante almeno quanto la scrittura, perché entrambe insegnano a migliorare sé stessi :D per quanto riguarda la scelta... per fortuna niente e nessuno, all'infuori della mancanza di tempo, avrà mai il potere di importi una cosa simile. :si:

 

:notte:  :notte:  :notte:   

 

Ciao a te e grazie per l'intervento! Scusa se cito, ma non funzionano più i tag. :no: 

1 ora fa, Whispering Wind ha scritto:

Io ho iniziato a scrivere in un momento molto particolare della mia vita. Un momento di grande crisi, da cui sentivo il bisogno di trovare un sfogo o comunque una via di fuga da una realtà che mi creava ansia e insoddisfazione. E quale miglior modo per dire tante e tante cose che si hanno dentro, se non attraverso storie e personaggi? Quale miglior rifugio da un certo grigiore della vita, se non la propria immaginazione?

 

Mi spiace davvero per tutto ciò, ma dimmi: scrivere ti ha aiutata a estinguere tutto quel dolore provato? Ha contribuito a farti star meglio? Perché in tal caso sarebbe uno dei casi in cui qualcosa di brutto ha portato a qualcosa di bello. E anche perché mi auguro che tu sia finalmente riuscit@ a ritrovare te stess@ grazie a questo tipo di sfogo.
Hai ragione, molta gente usa la scrittura come valvola di sfogo per motivi simili o uguali ai tuoi, e sempre ce ne saranno. In fondo che male c'è a trovare conforto in qualcosa come la scrittura?

Un grosso in bocca al lupo anche a te e grazie! :D 

 

:notte:  :notte: 

 

56 minuti fa, hyperion80 ha scritto:

quella per la scrittura è in primo luogo una chiamata, una vocazione, un demone interiore (un ”daimon” direbbe James Hillman) che ha degli aspetti innati, inconsci e misteriosi. 
Come ogni arte, la scrittura si può perfezionare con l'apprendimento, con lo studio, con l'esercizio, ma in nessuno di questi aspetti è riposta la sua origine profonda. 
 

Per qualche motivo, è qualcosa che sceglie te, e non sei tu a scegliere lei.

 

Grazie per l'intervento e scusa se non ti taggo, ma la funzione è andata a farsi benedire. :si: 
Credo che ognuno abbia un modo tutto suo per giustificare il proprio ingresso nel mondo della scrittura, ed è anche questo che rende unico ogni singolo aspirante autore. Nel mio caso si è trattato più di una sfida che col tempo è divenuta, come già detto, una passione, ma ho ancora tanto da imparare e così poco tempo a disposizione. Non userò ciò come scusa per arrendermi, poco ma sicuro. :rockeggiare:  Detto ciò, facciamo sempre del nostro meglio per perseguire i nostri sogni.

 

:notte: 

 

Ancora grazie a tutti per i vostri interventi, è stato illuminante leggere esperienze e opinioni altrui. Spero di poterne leggere ancora delle altre. :D Ancora in bocca al lupo per i vostri progetti!

 

 

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4 ore fa, Dominik G. Cua ha scritto:

Alcuni lo fanno per passione, altri perché amano la lettura e vogliono creare qualcosa di proprio

Io amavo molto la lettura, e fin da ragazzina, quando una storia mi sembrava incompleta o non mi piaceva il finale, mi creavo nella mente scene e finali alternativi. Certe volte creavo anche storie dal nulla. Mi aiutavano a rilassarmi e prendere sonno, ma non ho mai pensato di scriverle e non lo dicevo a nessuno, pensando che fosse una cosa strana da fare (all'epoca non c'era internet, né le fanfiction :asd:).

L'idea di scrivere un romanzo non venne neppure a me, ma al mio compagno molti anni fa: eravamo lontani e mi propose di scrivere un fantasy insieme da scambiarci per lettera. Così progettai la trama e i personaggi e scrissi un capitolo, ma poi l'idea si arenò (anche perché lui si limitava ad approvare quello che proponevo io).

Molti anni dopo ho comprato un PC, ho tirato fuori i vecchi appunti (per fortuna non butto mai niente:lol:) e mi sono messa in testa di scriverlo sul serio, giusto per vedere se ci riuscivo. Mi piaceva anche l'idea di creare una storia che avrei tanto voluto leggere ma che nessuno aveva ancora scritto.

 

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4 ore fa, Dominik G. Cua ha scritto:

ero seduto sul sacro trono di porcellana

Questa è poesia, complimenti :D 

 

Io scrivo storie da quando ho imparato l'alfabeto. Da bambina e adolescente mi bastava scrivere per me e creare mondi alternativi, più divertenti o semplicemente più rassicuranti; mi sentivo una maga in grado di plasmare il mondo con il potere delle parole. Più tardi ho cominciato a sentire il bisogno di condividere.

Proprio qualche giorno fa ho fatto una ricerca sulle motivazioni psicologiche della scrittura narrativa, in cui mi ritrovo:

- anzitutto la motivazione più ovvia: il desiderio di evasione;

- scrivendo si maneggiano le proprie sensazioni ed emozioni, le si comprende e le si esorcizza;

- si può scrivere anche nel tentativo inconscio di razionalizzare il caos della vita e maturare i propri pensieri;

- la condivisione, tramite il filtro della parola scritta che ovatta emozioni e/o messaggi, ci mette in connessione e in sintonia con altre persone: si crea comunicazione, affinità;

- un'altra motivazione ovvia: il desiderio di approvazione;

- la speranza di poter trasmettere un messaggio, uno spunto che aiuti a riflettere (magari qualcuno che sta attraversando le stesse problematiche descritte nella storia) o anche solo a sentirsi meglio per un po'... Questa consapevolezza ci fa stare bene, ci fa sentire meno impotenti e piccolini nei confronti della sofferenza esistenziale. Sembra un tantino pretenzioso, ma io lo trovo molto bello.

 

Fine del pippone, che aggiungo a quanto scritto da @hyperion80 (volevo metterti una freccetta ma le ho finite).

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Io non ebbi mai la pretesa di fare successo, non cominciai per "apparire" agli altri. Chi pretende la fama finisce col mortificarsi e puntare il dito contro il sistema. A cosa serve avvelenarsi l'animo se non a renderci la vita un inferno?

 

Mi affeziono ai personaggi, viaggio con la mente e cosa più importante cerco di migliorarmi ogni giorno. La fretta di pubblicare non serve e chi non l'ha capito lo capirà presto. Non mi pongo obiettivi da raggiungere ad ogni costo, tempo al tempo, frattanto mi godo la mia stessa fantasia e quella altrui, leggendo come se non ci fosse un domani. Pubblicherò? Non pubblicherò? forse, maybe, vielleicht. Non vivrò di scrittura e non voglio che mi sia augurato il successo. Mi piacerebbe portare in giro le mie storie in Italia e Germania. Senza ossessione, solo tanto impegno.

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44 minuti fa, Dominik G. Cua ha scritto:

 

Mi spiace davvero per tutto ciò, ma dimmi: scrivere ti ha aiutata a estinguere tutto quel dolore provato? Ha contribuito a farti star meglio? Perché in tal caso sarebbe uno dei casi in cui qualcosa di brutto ha portato a qualcosa di bello. E anche perché mi auguro che tu sia finalmente riuscit@ a ritrovare te stess@ grazie a questo tipo di sfogo.
Hai ragione, molta gente usa la scrittura come valvola di sfogo per motivi simili o uguali ai tuoi, e sempre ce ne saranno. In fondo che male c'è a trovare conforto in qualcosa come la scrittura?

Un grosso in bocca al lupo anche a te e grazie! :D 

 

Sì, scrivere mi ha aiutato tantissimo...ma poi, devo dire, che è stata soprattutto la vita stessa a sistemare tante cose :)

Però è vero, è stato un momento negativo dai cui è scaturito qualcosa di bello (ovviamente per me ma spero anche per chi mi leggerà).

Grazie a te ;)

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11 ore fa, *Antares* ha scritto:

Io scrivo storie da quando ho imparato l'alfabeto.

io anche, il mio romanzo parlava di un orso che entrava in una grotta... e basta :asd: a mia discolpa posso dire che avevo cinque anni :) chiaramente l'opera esiste ancora e viene conservata da mia mamma a cui piace dire che si vedeva fin da quando ero bambina che nella vita avrei scritto.

 

12 ore fa, Silverwillow ha scritto:

Mi aiutavano a rilassarmi e prendere sonno

anche io lo facevo, a dire la verità era molto che non ci pensavo. Era un esercizio utililissimo, adesso le uniche volte che mi capita è durante i viaggi in treno, ma non riesco più ad abbandonarmi come una volta.

17 ore fa, Dominik G. Cua ha scritto:

Ricordate quando, come e perché avete cominciato a scrivere?

Io non ricordo perché ho cominciato a scrivere, ma so che ho sempre scritto qualcosa, poteva anche solo essere un diario o una storia, ma qualcosa scrivevo sempre. In casa della mia famiglia la narrativa è sempre stata re e regina, nessuno di noi andava da nessuna parte senza almeno un libro.

 

Ho cominciato a scrivere per davvero nel 2017 benché anche prima lo facessi, tre anni fa ho deciso di puntare sulla scrittura perché era quello che avevo sempre voluto fare ed era quello che non avevo mai fatto per bene perché la vita non sempre ci permette di esaudire i nostri desideri e soddisfare le nostre aspirazioni :)

Ora ho imparato che il tempo si trova se si vuole.

Scrivo e leggo anche per lavoro e traduco, non sempre quello che voglio, ma faccio del mio meglio.

Il mio desiderio è che narrativa e letteratura si impossessino di ogni aspetto della mia vita :libro:

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14 ore fa, hyperion80 ha scritto:

A volte, si comincia a scrivere perché si ha letto tanto

E ci si sente come una spugna gonfia che ha bisogno di essere strizzata.

 

14 ore fa, hyperion80 ha scritto:

ma si tratta di incontri “fatali”, mai casuali: quelli con un certo poeta, la folgorazione per un certo romanzo, o magari le lezioni di un professore...

O l'incontro nuovo (e fatale) con le cose, e con la luce che vi si posa; o con i gesti: una mano femminile che sistema il fermaglio nei capelli, ad esempio.

 

14 ore fa, hyperion80 ha scritto:

Per qualche motivo, è qualcosa che sceglie te, e non sei tu a scegliere lei.

Per qualche misteriosissimo motivo.

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Il mio primo obbrobrio letterario risale ai miei 12-13 anni, la protagonista si chiamava Celia, lo ricordo ancora. Seguito da altri obbrobri letterari. Scrivere mi aiutava a sfuggire un mondo che non mi piaceva, é stato di grande aiuto. In un periodo buissimo non ho scritto più mezza riga, poi per alcuni anni ho preso la penna in mano solo per scrivere avventure da gdr (un lavoraccio, assicuro) per il mio gruppo. Quelle in commercio non mi piacevano allora provvedevo da me.

Da lì ho ricominciato, ho speso anni su un romanzo molto imperfetto, cui un giorno rimetterò le mani. L'ho scritto e basta, senza pensare, un grave errore. Il motore che mi spinge sempre e comunque é l'immersione in vite e mondi diversi, scandagliare aspetti, vivere cose che io, forse, non vivrò mai. Nel bene e nel male. La soddisfazione di vedere su carta quello che mi frulla in testa, vedere fin dove posso spingermi e capire se e quanta strada ho fatto. Prendere le distanze da grandi dolori per guardarli da lontano. Scrivere é stancante, ma di una stanchezza positiva che mi lascia soddisfatta. Da due anni a questa parte la scrittura si prende grandi fette del mio tempo, ora più abbondante, e ne sono ben felice perché é quello che vorrei.

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Uno dei miei ricordi più belli è mio padre che, per addormentarmi, mi raccontava le storie di Tex. Però, siccome ero piccolo, doveva utilizzare altri tipi di personaggi e altri metodi, perché un tizio burbero che spara ai banditi era un po' troppo per un bambino. Così si inventò che il protagonista era un ragazzino che seguiva Tex e che risolveva ogni scontro con le scoregge prima che si mettesse mano alle armi. Faceva svenire i cattivi, spegneva le micce delle dinamiti, e così via. Mi scompisciavo dal ridere.

Crescendo e ripensandoci mi colpì la fantasia di mio padre di trovare, ogni sera, un metodo diverso di risolvere i conflitti con le scoregge.

 

Chiusa questa parentesi, mio fratello maggiore ha contribuito alle mie passioni impregnandomi di metal, GDR, fumetti e anime che un bambino di 10 anni non dovrebbe toccare; vidi Devilman e Akira a quell'età, e anche Dal tramonto all'alba di Tarantino, e ancora mi chiedo come ho fatto a non avere gli incubi per settimane. Però sono sicuro che tutto ciò ha contribuito a formare il mio pensiero o comunque un mio stile; leggendo le storie che scrivo, si nota che le mie non sono esattamente narrazioni piacevoli.

 

Sono quindi sempre stato un nerd accanito, i fumetti non mi bastavano più e ci affiancai i libri, e ora ho la casa piena di tanto di quel materiale cartaceo da far arrabbiare una foresta.

 

Verso i 15 anni, col mio gruppo di amici, iniziammo a giocare di ruolo. Era inevitabile, viste le premesse. Fare il Master (quello che scrive la traccia delle avventure e le fa giocare agli altri, improvvisando la narrazione a seconda di cosa i giocatori scelgono di fare) mi piacque fin da subito. Adesso ho 28 anni, e dopo 13 anni a giocare di ruolo, nel 2018, mi son detto: perché non provo ad approcciarmi alla scrittura di un'avventura in modo diverso? Perché invece di scrivere un'avventura giocabile, non mi informo su come viene costruito uno di quei libri che mi piace tanto e non provo a scriverne uno anche io?

Immergermi nelle storie è la cosa che amo di più, mi dissi. Che male può fare provare?

Così mi iscrissi al forum e, dopo una lunga scorpacciata di topic, iniziai a buttar giù un progetto. Adesso, dopo 1 anno e mezzo / 2 di scrittura e revisioni, e dopo aver inviato il mio primo lavoro a un agente gratuito di spicco, ho ricevuto bellissime notizie di cui vi parlerò, in topic appositi, appena il tutto sarà consolidato.

 

Per chiudere: non ce l'avrei mai fatta senza il ricordo del bambino scoreggione.

 

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19 ore fa, Dominik G. Cua ha scritto:

Che mi dite di voi, invece? Perché scrivete e quando/come avete iniziato?


Mah. Un mix di delusioni, noia e droghe leggere :asd:

Ho cominciato un paio d'anni fa, quasi tre ormai. All'inizio mi prendevo davvero poco seriamente, tant'è che scrivevo a mano su fogli di risma che lasciavo sparsi per casa. L'idea non era quella di creare un qualcosa, per lo più di sprecare del tempo senza pensare troppo. Arrivato alla ventina ho cominciato a riportare tutto su PC, a migliorarlo e a cominciare a pensare a un continuo. Forse è proprio in quel periodo che mi sono venute le idee migliori, plot-twist più o meno decenti originati esclusivamente dalla mia fantasia, senza seguire schemi, magari nel letto prima di addormentarsi. Scrivere fondamentalmente è sempre stato uno sfogo. Ho appurato ormai che mi risulta del tutto terapeutico e che i periodi difficili sono il miglior combustibile per la creatività, infatti da un po' ho quasi azzerato la produttività. :S

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Beh, per me la scrittura intesa "professionalmente" è nata come un ripiego: volevo fare il cantante, o meglio il cantautore, ma non sapevo cantare... mi piacevano molto i fumetti e volevo crearli, ma non sapevo disegnare... così mi iscrissi (era sul finire del 2001) a una scuola di sceneggiatura di fumetti che insegnava anche sceneggiatura per il cinema e scrittura creativa... delle tre, la narrativa fu poi quella che mi prese di più e in cui "riuscivo meglio"...

All'epoca anch'io non avevo idea che ci fossero così tanti scrittori/scrittrici in giro, né quale fosse il panorama editoriale e annessi e connessi. Poco mi interessava, però. Avevo poco più di vent'anni e pensavo che da grande avrei potuto fare lo scrittore... 

 

Comunque, "scrivere" si inizia a scrivere da quando si va a scuola, o anche poco prima, se i tuoi genitori "anticipano i tempi"... insomma, da quando impari l'alfabeto, stai imparando a scrivere... almeno io la vedo così... di pseudo romanzi e poesie ne ho scritti anche a dodici anni e poi a seguire... ma cambia per me l'idea di studiare la scrittura in senso di creazione di storie, con tecniche e competenze, rispetto a una scrittura amatoriale.

 

Feci una scuola di scrittura perché un tempo esisteva il concetto di formazione, più che il fai da te, e sicuramente non c'erano tutte queste risorse disponibile in internet... dunque se volevi imparare bene un arte o un mestiere, andavi dai maestri... almeno in linea  logica o per prassi di comportamento.

 

Perché poi ho continuato e ho scritto un libro (ma anche una decina e più)... all'inizio perché ne ero più che convinto, perché avevo tutta una ideologia e sogni e aspirazioni e credevo nel "libro" come oggetto di valore culturale capace di cambiare menti, cuori e vite e cose del genere...

 

Ho scritto per aspirare al Nobel, non lo nego né lo dico per spocchia, ma perché se dovevo impegnarmi in un qualcosa, mi pareva giusto mirare al suo massimo adempimento/riconoscimento...

 

Ho scritto migliaia di pagine e centinaia di storie con ritmi e tempistiche oggi inimmaginabili, sia per me, sia per la società in cui viviamo... In passato, mi sono davvero dedicato, forse addirittura consumato nella scrittura...

 

Alla fine molte idee sono cambiate nel tempo, e la scrittura mi è rimasta, molto poco debbo dire, ormai non scrivo quasi più per niente... per abitudine, necessità, voglia di rilassarmi o staccare un attimo...

 

Come scrittore, mi considero al tramonto, non certo per autocommiserazione, ma perché quello che dovevo dire, penso di averlo ampiamente detto... mi è rimasto ancora un romanzetto, qui sul groppone, che da anni mi piacerebbe scrivere e chissà forse coronerei il mio percorso personale in tal senso, ma alla fine la vita porta altrove e il tempo per ultimarlo non riesco più a trovarlo...

 

Poco importa...

 

Alla fine credo che i motivi per scrivere possono essere tanti e i più disparati, personali per lo più, ma ben venga ognuno di essi, in fin dei conti scrivere è una bella cosa, forse non la migliore della vita, anzi quasi sicuramente, ma rimane pur sempre una bella cosa...

 

Ciao!

 

Ah, P.S.: così come scrivere, ho sempre letto da quando ho imparato a leggere, con foga, passione, piacere, dovere, voglia di imparare etc... continuo a dire che "un tempo" forse era diverso... a scuola si leggevano tomi di un certo spessore, sarà che ho fatto il liceo classico, e poi per passione personale... ma davvero non riesco a comprendere come in molti - tanto più scrittori - affermino di "non aver mai letto nulla" o cose del genere... Non è una critica, solo quello che a me appare come un nonsenso generale... Come dire che si fa musica, ma non si ascolta né si è mai ascoltato musica... qualcosa non mi torna... ciao!

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18 ore fa, Silverwillow ha scritto:

Io amavo molto la lettura, e fin da ragazzina, quando una storia mi sembrava incompleta o non mi piaceva il finale, mi creavo nella mente scene e finali alternativi. Certe volte creavo anche storie dal nulla. Mi aiutavano a rilassarmi e prendere sonno, ma non ho mai pensato di scriverle e non lo dicevo a nessuno, pensando che fosse una cosa strana da fare (all'epoca non c'era internet, né le fanfiction :asd:).

L'idea di scrivere un romanzo non venne neppure a me, ma al mio compagno molti anni fa: eravamo lontani e mi propose di scrivere un fantasy insieme da scambiarci per lettera. Così progettai la trama e i personaggi e scrissi un capitolo, ma poi l'idea si arenò (anche perché lui si limitava ad approvare quello che proponevo io).

Molti anni dopo ho comprato un PC, ho tirato fuori i vecchi appunti (per fortuna non butto mai niente:lol:) e mi sono messa in testa di scriverlo sul serio, giusto per vedere se ci riuscivo. Mi piaceva anche l'idea di creare una storia che avrei tanto voluto leggere ma che nessuno aveva ancora scritto.

 

Ciao! E alla fine sei riuscita a scrivere quel libro? Sei soddisfatta del risultato? :D 
Bello come certe cose nascano per caso

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18 ore fa, *Antares* ha scritto:

Questa è poesia, complimenti :D 

:rotol: speravo che questo particolare celato passasse inosservato! xD 

 

18 ore fa, *Antares* ha scritto:

Io scrivo storie da quando ho imparato l'alfabeto. Da bambina e adolescente mi bastava scrivere per me e creare mondi alternativi, più divertenti o semplicemente più rassicuranti; mi sentivo una maga in grado di plasmare il mondo con il potere delle parole. Più tardi ho cominciato a sentire il bisogno di condividere.

Proprio qualche giorno fa ho fatto una ricerca sulle motivazioni psicologiche della scrittura narrativa, in cui mi ritrovo:

- anzitutto la motivazione più ovvia: il desiderio di evasione;

- scrivendo si maneggiano le proprie sensazioni ed emozioni, le si comprende e le si esorcizza;

- si può scrivere anche nel tentativo inconscio di razionalizzare il caos della vita e maturare i propri pensieri;

- la condivisione, tramite il filtro della parola scritta che ovatta emozioni e/o messaggi, ci mette in connessione e in sintonia con altre persone: si crea comunicazione, affinità;

- un'altra motivazione ovvia: il desiderio di approvazione;

- la speranza di poter trasmettere un messaggio, uno spunto che aiuti a riflettere (magari qualcuno che sta attraversando le stesse problematiche descritte nella storia) o anche solo a sentirsi meglio per un po'... Questa consapevolezza ci fa stare bene, ci fa sentire meno impotenti e piccolini nei confronti della sofferenza esistenziale. Sembra un tantino pretenzioso, ma io lo trovo molto bello.

 

Cavolo, invidio chi ha cominciato a scrivere e a leggere fin da quando era bambino, io ero sempre appiccicato al game boy :no: ho molto da recuperare e molto altro ancora da imparare! Grazie per l'intervento. :hug: 

 

18 ore fa, *Antares* ha scritto:

Fine del pippone, che aggiungo a quanto scritto da @hyperion80 (volevo metterti una freccetta ma le ho finite).

Ma sì, poco importa delle freccette :rotol: 

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17 ore fa, Whispering Wind ha scritto:

Sì, scrivere mi ha aiutato tantissimo...ma poi, devo dire, che è stata soprattutto la vita stessa a sistemare tante cose :)

Però è vero, è stato un momento negativo dai cui è scaturito qualcosa di bello (ovviamente per me ma spero anche per chi mi leggerà).

 

Sono contento che la scrittura ti abbia aiutato molto :) non smettere mai di mettere per iscritto i tuoi pensieri! :D 

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