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Commento

 

Liverpool 2030.
Oltrepassò la catena che impediva di cadere: l’avrebbe fatto. Avrebbe messo un piede fuori dalla battigia e sarebbe caduta: sotto di lei il Mersey era agitato. Siccome aveva sempre avuto paura dell'acqua, non aveva imparato a nuotare e quindi sarebbe stato un finale perfetto per lei.
L'acqua era sicuramente gelida a causa di tutto quel vento. Marissa avrebbe messo un punto a quel fiume di pensieri neri, come le acque del fiume sotto di lei. Le sue increspature sembravano dirle: “Vieni da me! Ti accoglierò e sarai per sempre felice!” Continuò a guardare giù e mandò tutto al diavolo.
Quando arriva l’impatto con l’acqua? Si chiedeva Marissa.
Aprì gli occhi e si ritrovò nuovamente sulla banchina e perfettamente asciutta: che ci faceva lì? E soprattutto chi ce l’aveva portata? Lei no di certo.
Si guardò intorno: era buio come pochi secondi prima, con i lampioni che ne interrompevano lo scorrere.
Ne aveva uno puntato dritto sulla testa, come se fosse in un interrogatorio. Uno sbattere di ali leggero la distrasse: la colomba bianca si stava dirigendo verso di lei. Ancora?
Ma non finì neanche di pronunciare quel pensiero, che l’uccello si trasformò in una ragazza.
Marissa si immaginava con la bocca aperta come un’ebete, strisciare contro il lampione, come se la potesse proteggere.
«Ma che...?» le uscì solamente dalle labbra.
La ragazza doveva essere poco più alta di lei, magari di pochi centimetri, dai capelli castani con colpi di sole biondi; occhi piccoli e castani, un naso a patatina e labbra sottili. Alle spalle un paio di enormi ali bianche, come la colomba che era prima e sul capo c’era un fascio di luce.
Volse lo sguardo verso Marissa, con aria preoccupata, avvicinandosi e inginocchiandosi accanto a lei.
«Stai bene?» chiese apprensiva.
Marissa non pronunciava ancora una parola, troppo concentrata a guardare le ali e a pizzicarsi il braccio, chiedendosi se quello che stava succedendo fosse reale o meno. Doveva aver sbattuto la testa da qualche parte, sicuramente.
«Mi hai fatto prendere un colpo: che ti è saltato in mente? Gettare la tua vita, un dono di Dio, in quel modo!» la rimproverava alzandosi improvvisamente e andando avanti e indietro. Aveva un vestito fatto di nuvole (?) che si muoveva con lei, sconvolgendo ancora di più Marissa: un attimo prima si stava ammazzando e l’attimo dopo c’era un angelo davanti a lei che la rimproverava. Sì, era morta.
«Non sei morta, Marissa! – esclamò l’angelo, intuendo i suoi pensieri e inginocchiandosi – Ho evitato che succedesse: non capisci? La Morte deve venire da sola, non la devi chiamare tu!»
Un po’ di calore cominciò a circolare nuovamente nel corpo di Marissa, quando l’angelo la toccò sul braccio.
«Tu chi sei?» chiese, incredula.
L’angelo si aprì in un largo sorriso, il più bello mai visto.
«Mi chiamo Angel e sono il tuo angelo custode! Veglio su di te da quando ti hanno abbandonato sul lungofiume, diciotto anni fa e adesso sono qua perché chiedevi il mio aiuto!» spiegò, con dolcezza.
«Quando ho chiesto il tuo aiuto?»
«Quando vedevi tutto nero e cercavi uno spiraglio di speranza: così ho cominciato a mostrarmi più spesso, sperando che capissi che io ero lì e che non ti avrei abbandonata. Invece tu hai pensato che fossi un semplice uccello e mi hai ignorato. Magari sotto forma di essere in carne ed ossa, mi avresti ascoltata di più!»
Le prese le mani per infonderle calore e Marissa capì che non doveva avere paura di nulla e che poteva dare piena fiducia ad Angel.
Uno sbatacchiare di ali nervoso distrasse entrambe, vedendo un corvo volare in circolo: di nuovo quell’uccello! Ma anche quello si trasformò in un ragazzo. Stava cominciando a pensare che tutti gli uccelli che aveva visto in vita sua magari erano angeli!
Aveva il corpo quasi interamente coperto da pelo ispido e nero; unghia nere e lunghe, come le ali alle sue spalle e la coda che ondeggiava come un serpente. Non aveva i piedi, bensì zampe, come quelle di un enorme lupo e il viso, nonostante tutto, era di una bellezza sconvolgente: tratti somatici abbronzati, come quelli spagnoli e occhi aranciati.
«E tu chi sei?» chiese la ragazza, ancora più sorpresa. Angel le fece scudo, anche se lei non aveva paura di quell’essere. Quello si inchinò, come quei vecchi inchini medievali.
«Io sono Daemon, il tuo demone custode. Anche io veglio su di te da quando ti hanno abbandonata e ti sostenevo tutte le volte che facevi la cattiva!» e giù una risata crudele.
Bene, aveva un angelo custode di nome Angel e un demone custode di nome Daemon: che fantasia!
«Tu non dovresti essere qua!» iniziò Angel, dura.
Daemon cominciò a ridere, quasi piegandosi in due, mentre Marissa continuava a guardarsi intorno, chiedendosi se qualcun altro oltre a lei li vedesse.
«Facendo un resoconto di come si è comportata l'umana, devo dire che il tuo lavoro non è stato molto notevole!» la scherniva lui, appoggiandosi ad un lampione.
«Questo perché tu la influenzavi in modo negativo e lei ti dava sempre retta!» si difese Angel.
Bene aveva raggiunto il culmine: i suoi due custodi litigavano! Decise di scappare, magari sarebbero spariti.
«Perfetto, hai fatto scappare l'umana!» esclamò Daemon, ridendo e con le braccia conserte. Si godeva la faccia di Angel: spaventata. Non doveva perdere di vista la sua custodita, non ora che lei era in sembianze umane.
L'angelo spiccò il volo per raggiungerla, tornando indietro per incitare anche l'altro  a seguirla.
Marissa correva come se fosse inseguita dal diavolo: in effetti così era.
«Aiutatemi, ci sono due pazzi che mi inseguono!» urlava mentre raggiungeva la strada. Non le importava che le auto sfrecciassero, rischiando di metterla sotto. Infatti, un sacco di clacson cominciarono a suonare, urlandole di togliersi dai piedi.
«Aiuto!» continuava a gridare.
«Ehi, ma che ti prende?» sbraitò uno dalla macchina, vivamente infastidito.
«Ci sono due che mi inseguono: sono pazzi!» balbettò, cercando di riprendere fiato.
L'uomo si guardò intorno, ma non vedeva nessuno: pensando che invece fosse lei  la pazza, la incitò a togliersi di mezzo e riprese la corsa.
Marissa non si arrese e continuò a correre nella carreggiata, cercando di attirare l'attenzione, senza smettere di chiedere aiuto.
Ad un certo punto, fu illuminata da un paio di fari, con sottofondo di clacson: rimase immobile, con le braccia sugli occhi che bruciavano a causa della luce.
Quando li aprì, vide Angel davanti a lei, con le mani sporte in avanti: aveva bloccato l'auto.
«Tu sei proprio suonata!» esclamò Daemon, sganasciandosi dalle risate.
Angel si strofinò le mani e prese Marissa per un braccio: gli autisti cominciarono a bestemmiare. Il trio finì di attraversare la strada e corse verso il centro per evitare che quelli la raggiungessero.
Si sedettero su delle scale in pietra. Marissa piangeva, spaventata.
«Marissa, avrai le tue spiegazioni, ma con calma. L’unica cosa che tu devi sapere è che sei speciale e per questo sei in pericolo: ed è il motivo per cui noi siamo apparsi. Hai bisogno di noi, in tutto il nostro potere: ti sembrerà strano, ma anche Daemon ha giurato di proteggerti. Andiamo via di qua, forza!» la incitò poi, tirandola verso la via di casa.
Che significava che era in pericolo perché era speciale? Quella frase non aveva senso: e ancor meno ne aveva aspettare.
«No! – gridò, fermando duramente Angel – Io devo sapere! Che significa che sono in pericolo?»
Avvertì Daemon ridere da dietro la sua spalla. Poi le cinse le stesse con le sue mani roventi e pelose.
Cominciò a sussurrarle nelle orecchie:
Devi sapere: quest’angelo vuole tenerti all’oscuro perché neanche lei sa nulla! Sta temporeggiando in attesa che la risposta le cada dal cielo: io ho tutte le risposte se vuoi e te le posso mostrare!
Ad un certo punto, il contatto si interruppe e Daemon fu scagliato lontano: Angel aveva ancora le mani giunte e lo sguardo fermo.
Marissa si ridestò, come se si fosse appena svegliata da un’ipnosi.
«Ehi, ricorda che siamo dalla stessa parte!» gridò Daemon, dal punto in cui era caduto, massaggiandosi la testa.

 

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Buongiorno @Marissa1204, purtroppo devo chiudere per commento insufficiente. Al netto delle citazioni il tuo commento si riduce a una decina di righe e non può, quindi, essere utilizzato per postare in officina. Quando avrai fatto un commento più approfondito, che segua le linee guida del regolamento di sezione, invia il link a me o un altro staffer per messaggio privato, e riapriremo la discussione.

Buon proseguimento!

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Ciao @Marissa1204,

qui sotto la mia umile e personalissima opinione.

 

Il 28/4/2020 alle 19:19, Marissa1204 ha scritto:

Avrebbe messo un piede fuori dalla battigia e sarebbe caduta:

Dalla definizione data dal dizionario battigia è la "linea lungo cui l'onda marina batte la spiaggia", non capisco come possa cadere dalla battigia. Forse volevi dire banchina, termine che hai utilizzato più avanti.

 

Il 28/4/2020 alle 19:19, Marissa1204 ha scritto:

L'acqua era sicuramente gelida

Meglio usare il condizionale: sarebbe stata sicuramente gelida.

 

Il 28/4/2020 alle 19:19, Marissa1204 ha scritto:

quel fiume di pensieri neri, come le acque del fiume sotto di lei

Sostituirei il primo "fiume" con un'altra immagine che renda l'idea dell'impetuosità e della numerosità dei pensieri.

 

Il 28/4/2020 alle 19:19, Marissa1204 ha scritto:

La ragazza doveva essere poco più alta di lei, magari di pochi centimetri, dai capelli castani

Rivedrei questa frase nella parte in cui descrivi il colore dei capelli: aveva capelli castani.

 

Il 28/4/2020 alle 19:19, Marissa1204 ha scritto:

un attimo prima si stava ammazzando

Stava per ammazzarsi perché se non l'ha fatto significa che era in procinto di, altrimenti ora sarebbe morta.

 

Il 28/4/2020 alle 19:19, Marissa1204 ha scritto:

quando ti hanno abbandonato sul lungofiume, diciotto anni fa e adesso sono qua per

 Non ci va la virgola, la metterei dopo "diciotto anni fa".

 

Il 28/4/2020 alle 19:19, Marissa1204 ha scritto:

Uno sbatacchiare di ali nervoso distrasse entrambe, vedendo un corvo volare in circolo:

Quando videro un corvo volare in circolo.

 

Il 28/4/2020 alle 19:19, Marissa1204 ha scritto:

Infatti, un sacco di clacson cominciarono a suonare, urlandole di togliersi dai piedi

Per come è scritta i clacson sono il soggetto della frase e il verbo urlandole dovrebbe riferirsi a loro, ma dal momento che i clacson non parlano forse manca il soggetto inteso come persone in carne ed ossa, forse gli automobilisti che pigiano il clacson.

 

Il 28/4/2020 alle 19:19, Marissa1204 ha scritto:

Sta temporeggiando in attesa che la risposta le cada dal cielo: io ho tutte le risposte

Al posto dei due punti ci andrebbe una virgola.

 

Il 28/4/2020 alle 19:19, Marissa1204 ha scritto:

Ad un certo punto, il contatto si interruppe e Daemon fu scagliato lontano: Angel aveva ancora le mani giunte e lo sguardo fermo

Anche qui metterei una virgola al posto dei due punti.

 

Il 28/4/2020 alle 19:19, Marissa1204 ha scritto:

Devi sapere: quest’angelo vuole tenerti all’oscuro perché neanche lei sa nulla! Sta temporeggiando in attesa che la risposta le cada dal cielo: io ho tutte le risposte se vuoi e te le posso mostrare!

Non hai aperto le virgolette e si fa fatica a capire dove inizia il dialogo vero e proprio.

 

Nel complesso l'idea è buona, mi è piaciuto il ruolo del demone custode antagonista dell'angelo. Hai ripreso il classico bene-male dando ai rispettivi rappresentanti sembianze umanoidi e trasformando il racconto in un fantasy. La storia c'è, solo è raccontata in modo un po' confusionario. Ti consiglio di rileggerlo più volte perché forse dai per scontato antefatti che per te sono chiarissimi, ma che il lettore ignora; sei tu che devi farlo entrare nel mondo che vuoi raccontare contestualizzando la storia. Per quanto riguarda la punteggiature credo che tu abusi dei due punti, spesso sono inseriti al posto di virgole o punti e virgola. Di buono c'è che sono curiosa di sapere perché Marissa si trova in pericolo e se ci sarà del tenero tra Angel e Daemon. ;-) Forse mi sono dilungata, ma spero di esserti stata utile. In bocca al lupo per la tua storia! 

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Carissima @Ele_D Grazie per il tuo commento e soprattutto di avermi letto.

Mi riferirò al commento nel complesso, altrimenti diventa più lungo del mio pezzo :D. Il romanzo è in cantiere quindi stanne certa che verrà letto e riletto fino alla nausea :D. Per quanto riguarda gli antefatti che do per scontato ti può sembrare così in quanto è un pezzo estrapolato dal sesto capitolo e quindi prima sono spiegate alcune cose. Inoltre ho voluto usare molto l'effetto a sorpresa che per me in un libro è importantissimo. La punteggiatura è il mio tallone d'Achille, per questo mi affido ad un editor :(

 

Per quanto riguarda le correzioni della forma, sono d'accordo su ciò che dici e vedrò di integrare le tue correzioni.

 

Grazie ancora

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Il 28/4/2020 alle 19:19, Marissa1204 ha scritto:

Stava cominciando a pensare che tutti gli uccelli che aveva visto in vita sua magari erano angeli!

 

Questa me la segno.

 

Ciao @Marissa1204, ci reincontriamo. Mi aspettavo, forse avevo capito male, pubblicassi un seguito dello scorso estratto, tuttavia ho letto anche questo con piacere. Commento questo estratto, sempre premettendo la mia zero esperienza di scrittura dal punto di vista didattico. Spero possa esserti utile.

 

TRAMA:

 

Purtroppo l'incipit appare abbastanza banale: l'idea di una persona che si trovi faccia a faccia con una presenza ultraterrena, che per un tempo indeterminato ci dedica la propria attenzione, mentre nel resto della quotidianità siamo al completo sbaraglio, incerti anche riguardo le cose  che paiono più scontate; è qualcosa che tutti bramiamo, e che da tempo è stato trattato. Ad aggiustare quella che secondo me è l'idea di base c'è (sempre secondo me) un buon inizio in medias res, una persona che si voglia suicidare è per me un tema forte quanto bello. A questo proposito, io avrei evitato descrizioni sulle circostanze ed avrei introdotto con più attenzione ciò che Marissa voleva fare. Non avrei, tuttavia, fatto un'analessi su quello che potesse essere il suo passato, e di questo ti sono grato, perché avrebbe appesantito il tutto. Tuttavia una piccola descrizione delle sue sensazioni - breve, dura, incisiva - forse avrebbe colpito con poche parole il lettore, togliendo sia il rischio di annoiarlo utilizzando molti termini, che d'altro canto catturandolo con una tematica già di per sé forte e trattata nella giusta maniera. Carina l'idea che l'angelo e il diavolo creino una sorta di gag comica, cosa che infatti io avrei esteso perché si tratta della parte meno visto rispetto al resto, che, purtroppo devo dirlo, ho trovato poco originale. Per il resto, in generale, io avrei sfoltito il testo eliminando le descrizioni dal fine "sugoso", così facendo avresti da un lato velocizzato la lettura, dall'altro avuto più spazio per inserire altri elementi che potessero catturare il lettore. 

 

PERSONAGGI:

 

Preparati perché qua ci vado giù pesante. Purtroppo ho trovato parecchio scontati Angel e Daemon, a partire dai nomi (ok, anche la ragazza lo ribadisce, ma sta di fatto che restano tali), che oltre a trovare surreali - perché sono nomi che noi diamo a queste creature, e gliele diamo in inglese, e si tratta di nomi comuni - e poco originali, avresti potuto sfruttare per spaziare con la fantasia, inserendo magari dei nomi che oltre a risultare affascinanti facessero riferimento a qualcosa che apprezzi o ti ha ispirato (Amnael, Azrael, Miael? I nomi angelici finiscono tutti il -el, potevi sbizzarrirti come una matta!). Per il resto l'immagine dell'angioletto buono, innocente ed ingenuo e quella del diavoletto malizioso e dispettoso, che in questo caso veglia a sua volta sulla protagonista, mi pare anch'essa abbastanza banale; specie perché l'idea che una presenza ultraterrena come l'angelo paia così ingenua - come una mortale - non sembra sostenere il compito che le è stato affidato, di vegliare sulla protagonista, mentre il diavoletto/diavolo/demone pare il ragazzino adolescente che si diverte a fare i dispetti e che rimane "incompreso" (sul finale). Non metto in dubbio che magari uno spirito - per quanto anziano - possa rimanere infantile, anzi, forse a maggior ragione, però non mi hanno affatto catturato. Anche la protagonista, specie in virtù del gesto che stava per compiere, l'ho trovata molto improvvisata e poco definita, il tutto creando un'atmosfera - ripeto - abbastanza bambinesca, come il fatto che un momento prima stia per suicidarsi e poi dica "ehi ci sono dei pazzi che mi inseguono!", insomma... Certamente è anche vero che, col poco tempo e spazio per poter approfondire, può non parere un compito semplice, ma rileggendolo credo che capirai da sola come fare per inserire i giusti elementi che catturino senza appesantire inutilmente il testo.

 

CONTENUTI:

 

Chiaramente nella sua breve lunghezza (perdona l'ossimoro) non mi è sembrato di scorgere particolari messaggi, se non di introdurre una possibile situazione. Certo è che il lato positivo di questo genere di racconti sta forse proprio nel fatto che nella loro innocenza trasmettano una certa bontà, quindi di questo punto mi preoccupo poco.

 

STILE:

 

Qui, indubbiamente, il tuo punto forte. Anche tenendo conto delle descrizioni che io trovo superficiali (fermo restando che si tratta di miei gusti, e che magari un lettore più "dolce" e meno freddo/pessimista potrebbe apprezzare), sei sintetica, e questo facilita quantomeno le cose. L'estratto inoltre esprime una bontà d'animo che, se non altro, pur non rendendo il testo originale, ti mette davanti ad una storia/tematica leggera. Col giusto pubblico avrebbe successo, anche se penso che tu (di me non parlo neanche se no c'è da stendere un velo pietoso) debba sviluppare delle tecniche più efficaci ed uno stile più preciso, non importa se già visto.

 

GRAMMATICA E SINTASSI:

 

Ho buttato un occhio alla tua risposta ad uno dei giudizi già presenti, aspettandomi qualcosa tipo 'guarda questo veramente è un estratto scritto un sacco di tempo fa, quando ero più giovane e piena di speranze', piuttosto ho trovato il tuo commento circa il tuo tallone d'Achille. Presupponendo che riconoscerlo sia un'ottima cosa, vorrei precisare che - da quel che mi sembra di aver capito informandomi in giro per il web - ci sono due macro-tipologie di correzioni: la pulizia delle bozze, che corregge tutto quello che è grammaticalmente e sintatticamente sbagliato (e su questo non ci possono essere opinioni: o hai scritto bene o hai scritto male, non c'è niente di relativo/opinabile) ed il 'lavoro dell'editor', che corregge tutto quello che non funziona. La differenza sta nel fatto che i due lavori avvengono separatamente, e prima ancora di preoccuparti che il tuo testo 'funzioni' grazie ad un editor, devi fare lo step precedente, perché anche un testo perfetto non vende se non è interessante (=lavoro dell'editor). Tuttavia io, a furia di leggere, ritengo sia abbastanza uno spreco quello di farsi correggere le bozze, perché (mia modesta opinione) se pensi a quante e quali pause fai quando parli riesci discretamente bene a capire come usare punti, virgole, parentesi e congiunzioni. Il testo presenta, come nel caso di Una Goccia dell'Anima (anche se in misura decisamente diversa) diversi errori sintattici, però ripeto, secondo me è un errore al quale puoi tranquillamente assolvere leggendo tanto e bene (cioè, non correndo fino a fine libro)... Libri pubblicati chiaramente, non quelli degli amici amatoriali!

 

GIUDIZIO FINALE:

 

Io personalmente ho un debole per le tematiche forti, come quella in cui si vuole imbattere la protagonista, e se da un lato ho criticato la maniera di trattare l'argomento dall'altro posso dire di tenerlo a cuore, quindi punto in più. Credo tu debba fortemente concentrarti sull'ideare personaggi originali, che non siano i soliti stereotipi del personaggio dolce ed ingenuo, o malizioso, o dolce, ingenuo e sfortunato. Dovresti, forse, iniziare creando dei contesti in cui sono nati/da dove provengono, per definirli meglio prima di tutto a te stessa. Poi, chiaramente, ricorda che anche la cosa meno originale di questo modo se viene esposta bene ti regala il successo, però quantomeno devi focalizzarti, appunto, sull'esporla bene. Il consiglio che ti do, per cui mi sto anch'io dannando l'anima (tematica angelica coming back) è questo: rileggi, rileggi, rileggi, e fai leggere a quante più persone possibili. Trovo che il passo dell'editing, il cui fine è rendere il tuo scritto leggibile al grande pubblico, debba essere compiuto solo dopo che ti sei assicurata che quantomeno piaccia al piccolo pubblico, che inizia da te. Gestiscila come preferisci, io ti direi in ogni caso (oltre a rileggerlo) di metterlo da parte e tornarci dopo. Poi oh, magari il resto dei capitoli sono una bomba e mi sono letto solo quello privo di contestualizzazione, chi lo sa!

 

In ogni caso Marissa io ti auguro buona fortuna, perché dai tuoi testi si percepisce la tua personalità genuina. Resto connesso per leggere gli altri tuoi scritti! ...E non prendere male le mie critiche :P 

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Stavo continuando a scrivere... è impazzito il pc.

Comunque.

Converrai anche tu che i due pezzi appartengono a due generi differenti. Ebbene, il pezzo chiamato "Due nuovi amici" fa parte di un fantasy a cui sto lavorando. Avrei intenzione di scriverne una trilogia per questo alcuni punti non sono subito spiegati.

Per quanto riguardo i nomi dei personaggi Angel e Daemon, anche loro hanno un loro perché che verrà scoperto in seguito. Tutti i personaggi fanno parte di microambienti che si intrecciano con quello della protagonista; alcuni di questi microambienti si scopriranno solo nel secondo altrimenti gli altri due parlerebbero solo di pane e salsiccia :D. I custodi quando appaiono hanno come missione quella di proteggere e vegliare su Marissa, ma entrambi credevano di essere gli unici perché non si è mai sentito di una collaborazione tra angeli e demoni. Anche questo comincia a suscitare la curiosità del lettore, perché scaturisce la domanda: "Perché?"

Convengo con te che dovrei migliorare e metterci più "pepe" nella scena del tentato suicidio e dell'apparizione dell'angelo e del demone. In mia difesa, scrivo che il primo fantasy serio in cui mi cimento e sto studiando come una matta trovandomi in siti satanici :(

 

Non te ne faccio una colpa. J.K.Rowling è la mia scrittrice preferita eppure non mi piace "HP - La maledizione dell'erede".

 

A presto rileggerci

 

 

  • Grazie 1

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Il 28/4/2020 alle 19:19, Marissa1204 ha scritto:

battigia

il termine è usato qui impropriamente. E' una scelta voluta?

 

Il 28/4/2020 alle 19:19, Marissa1204 ha scritto:

Continuò a guardare giù e mandò tutto al diavolo.

mi piace il modo indiretto e delicato con cui descrivi il momento del salto

 

Il 28/4/2020 alle 19:19, Marissa1204 ha scritto:

Quando arriva l’impatto con l’acqua? Si chiedeva Marissa.

forse amplierei di più questo concetto, per rendere ancora meglio il dilatarsi del tempo dell'attesa dell'impatto. Renderebbe più efficace l'effetto della frase successiva

 

Il 28/4/2020 alle 19:19, Marissa1204 ha scritto:

avvicinandosi e inginocchiandosi accanto a lei.

 

Il 28/4/2020 alle 19:19, Marissa1204 ha scritto:

intuendo i suoi pensieri e inginocchiandosi

mi pare che tu abbia duplicato l'azione. L' angelo non si era già inginocchiato prima?

 

Il 28/4/2020 alle 19:19, Marissa1204 ha scritto:

con colpi di sole biondi;

nella descrizione dell'angelo il particolare dei colpi di sole non lo trovo adatto. A meno che non vi sia una ragione narrativa che ignoro.

 

Il 28/4/2020 alle 19:19, Marissa1204 ha scritto:

«Io sono Daemon, il tuo demone custode. Anche io veglio su di te da quando ti hanno abbandonata e ti sostenevo tutte le volte che facevi la cattiva!» e giù una risata crudele.

interessante spunto quello del "demone custode". Da una narrazione iniziale apparentemente molto consueta spunta fuori questo personaggio che cambia il registro del racconto. Mi piace!

 

Il 28/4/2020 alle 19:19, Marissa1204 ha scritto:

Bene, aveva un angelo custode di nome Angel e un demone custode di nome Daemon: che fantasia!

Ci sta bene questo commento della protagonista, dà voce al pensiero del lettore :)

 

l'inizio del racconto mi piace molto. il momento del tentato suicidio è affrontato in modo semplice ma efficace, secondo me.  il punto forte del racconto è naturalmente il rapporto tra Angel e Demon. Contrariamente ad altre persone che hanno commentato prima di me. non la ritengo una scelta banale. Non avrei però indugiato subito sulla descrizione fisica dei personaggi, ma avrei lascito che le loro caratteristiche somatiche si rivelassero man mano, durante lo svolgimento dell'azione. L'idea di fondo che si lascia intravedere tra le pieghe del racconto mi sembra valida. Cercherei di insistere sulla matrice comica che può scaturire nel contrasto tra i due personaggi soprannaturali magari conferendo più spessore e sfumature ai loro rispettivi caratteri, e sul registro narrativo più misterioso, che hai già introdotto (il legame con le acque del fiume, la paura dell'acqua, l'abbandono del neonato sul lungo fiume ecc.).

Ci sono alcune ingenuità da limare, ma a me nel complesso il brano è piaciuto.

Mi incuriosisce come si svilupperà la storia. e questo è già un dato molto positivo.

spero di esserti stata utile

Annabella

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