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Marissa1204

Personaggio di Marissa

Post raccomandati

https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/46210-il-gomito-di-franco/?do=findComment&comment=831485

 

Come si evince dal titolo, questo frammento è una presentazione del personaggio principale del romanzo a cui sto lavorando e di cui ho postato il primo capitolo nella sezione "Racconti a capitoli". Siccome sto studiando per migliorare i personaggi dei miei scritti, mi piacerebbe avere un vostro parere. Vorrei dare l'idea di una ragazza viziata ed egoista.

 

"I signori Norrington avevano una figlia di quasi diciotto anni, Marissa, dai lunghi capelli castano scuro e gli occhi di un bel castano chiaro, come se il sole glieli illuminasse sempre. Abituata ad avere tutto, Marissa si sentiva una principessa, come quella delle fiabe, ma si comportava come le sorellastre di Cenerentola.
La signorina era stata adottata all'età di quattro anni, perciò i signori Norrington volevano rendere la sua vita meno difficile di quello che era già stata, dandole amore e qualunque cosa desiderasse. Purtroppo, però questo aveva avuto l'effetto boomerang: senza conoscere il senso del sacrificio, la signorina Norrington aveva imparato che i soldi non finivano mai e che gli spettassero di diritto per il cognome che portava. Per non parlare del rispetto per le persone: a causa del suo brutto carattere da principessina, era la spina nel fianco dei dipendenti dell’albergo.
Marissa era venuta su come una ragazza egoista e viziata, che conta sempre sulla spalla della sua mamma e sul portafoglio del suo papà, che senza dire parola, pagava tutte le frivolezze di sua figlia. Marissa sarebbe dovuta essere la futura erede di tutto quel giardino e dell’albergo, ma adesso i suoi unici pensieri erano fare baldoria e comprare vestiti.
Tutte le mattine si svegliava ad ora di pranzo, quando tutti i clienti erano in casa per mangiare: lei chiamava per avere il suo brunch nella dependance, senza fregarsi che magari il personale era impegnato con i clienti. Dopodiché prendeva la sua Audi R8 Coupé V10 bianca, regalatale dal padre per il diploma, e se ne andava a Londra, tra Oxford Street, Camden Market e Knightsbridge a spendere e spandere nelle vie più chic dello shopping della capitale. Ogni giorno tornava con qualche accessorio nuovo, come una borsa firmata o un profumo importante o un paio di occhiali griffati. E la sera invece, dopo essere tornata a Windsor, in cui si fermava solo per mangiare, era di nuovo per le strade di Londra alla ricerca di qualche locale super chic per divertirsi. Ecco la vita di Marissa! E adesso che l’attività di famiglia era proficua e quindi richiedeva qualche braccia in più, il signor Richard si aspettava che da un momento all’altro sua figlia maturasse e che desse loro una mano.[...]
Nonostante il suo pessimo carattere, l'amore materno nei suoi confronti non veniva mai intaccato: la signora Norrington ricordò quando l'adottarono.
Le suore del convento di Liverpool avevano detto che una sera l’avevano trovata sulla promenade della città, al freddo e al gelo, avvolta in una semplice coperta. L’avevano considerato un dono di Dio e cresciuta come se fosse loro, ma per via del suo caratterino focoso, le era stato difficile trovare una casa. I signori Norrington avevano deciso di adottare un bambino visto che non riuscivano ad averne uno. Erano amici di una delle suore che aveva presentato loro Marissa: nacque subito feeling e avevano mosso mari e monti per avere Marissa, nome che le avevano affibbiato le suore e che i signori Norrington avevano voluto tenere. Avevano comunque deciso di aggiungerle come secondo nome “Sophia”, che i signori Norrington avrebbero voluto dare ad un'eventuale loro figlia. La signora Deborah ricordò di essersi chiesta come mai una bambina fosse stata abbandonata in quel modo e senza una lettera accanto; le suore le avevano raccontato che in quattro anni nessuno era venuto a reclamarla, segno che i suoi genitori biologici non potessero crescerla o peggio non la volessero."

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@Marissa1204 mi trovo costretto a chiudere il frammento perché il commento che hai allegato non possiamo ritenerlo esaustivo.

Prova a seguire le linee guida del regolamento di sezione, e in generale prendi spunto da quelle analisi più critiche.

Contatta me o qualunque altro membro dello staff quando avrai postato il nuovo commento esaustivo; provvederemo a riaprire il frammento.

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Ciao, @Marissa1204, bentrovata in officina; ricordo di aver letto alcuni capitoli di una tua storia - la protagonista era una ragazza mediorientale negli stati uniti (sai bene che se vado a memoria e ricordo una cosa per un'altra faccio una figuraccia incommensurabile :D).

Ok, ho rotto il ghiaccio, ti lascio un commento che spero possa esserti utile.

Riguardo al frammento in generale, l'idea che dai di Marissa come ragazzina viziata e odiosa anche in base ai trascorsi passati traspare dalle righe, quindi posso dirti - secondo me - che hai raggiunto il tuo obiettivo. Sono solo perplesso sul fatto che è un po' uno stereotipo che uno che ha tutto poi diventa egoista e viziato... però sarei ingeneroso nel giudicare la tua opera da questo frammento. :)

 

Ti dico qualcosa nello specifico. Spunti di discussione che spero ti siano utili.

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

Marissa, dai lunghi capelli castano scuro e gli occhi di un bel castano chiaro, come se il sole glieli illuminasse sempre

Questo te l'ho segnato perché si tratta di una cosa in cui casco anch'io. Ho imparato (credo) che quando si scrive, usare aggettivi come "bello" o "brutto" rimandano al gusto personale dello scrittore, sono molto generici e possono contrastare con descrizioni successive.

Ti faccio un esempio molto pratico, facciamo conto che un personaggio femminile porta i capelli legati e io scrivessi che ha una bella acconciatura (per poi descriverla nel dettaglio), magari un lettore, leggendo, potrebbe dire che secondo lui è una schifezza e storcerebbe il naso...

Puoi provare aggettivi diversi, puoi dire occhi lucenti o cose di questo tipo (non "luminoso" perché poi dici "illuminasse" e viene una mezza ripetizione - saluto e taggo @AndC come faccio spesso in officina :D).

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

La signorina era stata adottata all'età di quattro anni, perciò i signori Norrington

Ti dirò, hai iniziato con "signori" quindi siamo al limite della ripetizione, però immagino che questo possa essere giustificato da due cose (che per me ci stanno): o qualcuno in questo frammento parla di Marissa (l'impressione è questa) oppure che messo così in risalto a inizio frase dà un'idea, come dire, di altezzosità o di arroganza. Entrambe interpretazioni interessanti, secondo me; però in seguito non ripetere "signori". :rolleyes:

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

perciò i signori Norrington volevano rendere la sua vita meno difficile di quello che era già stata, dandole amore e qualunque cosa desiderasse.

Qui ti faccio un appunto a gusto personale. Premetto che non si tratta di sbagliato o cose simili (poi chi sono per dirlo?;)).

Il "voler rendere la sua vita meno difficile" non mi convince molto in questo contesto. L'immagine di un orfanotrofio - o una cosa simile - come di una vita difficile o altro viene dai molti romanzi letti, dalla realtà del passato e da altre cose e noi personalmente non possiamo sapere se effettivamente sia così, a meno che non ne veniamo o non abbiamo amici che vengano da queste realtà. Tolta questa premessa (che alla fine non volevo nemmeno dirla), più che altro mi sarei aspettato un più naturale "le hanno dato amore e qualunque cosa desiderasse per non farla sentire adottata" o una cosa di questo tipo, più che per una vita difficile pregressa. Nel senso che hanno cercato di non tentennare mai nell'affetto per farla sentire figlia loro.

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

la signorina Norrington aveva imparato che i soldi non finivano mai e che gli spettassero di diritto per il cognome che portava.

Qui immagino che ci siano motivazioni derivanti dal romanzo - hai postato un frammento.

Nel senso che, da fuori, leggo questo e deduco che i Norrington siano ricchi (o comunque benestanti) anche se non l'hai detto (ma nella frase dopo immagino che i Norrington abbiano un albergo e che se la passino bene). :)

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

Per non parlare del rispetto per le persone: a causa del suo egoismo brutto carattere da principessina, era la spina nel fianco dei dipendenti dell’albergo.

Che ne dici? Ci sono anche altri aggettivi se non ti piace "egoismo" come "boria", "altezzosità", ...

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

Tutte le mattine si svegliava ad ora di pranzo

Credo "all'ora".

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

lei chiamava per avere il suo brunch nella dependance, senza fregarsi che magari e non le importava se il personale era impegnato con i clienti.

Che ne dici?

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

Audi R8 Coupé V10 bianca, regalatale dal padre per il diploma

Lo specificare marca e versione della macchina dà l'idea che questo frammento sia il racconto di qualcuno e che lo faccia per disprezzo. Se così, ottimo.

Faccio solo una specifica. Ho appena visto su google che una audi R8 coupé v10 nuova costa 150 mila euro... i Norrington sono davvero così tanto ricchi da regalare per un compleanno una macchina di questo tipo?

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

l’attività di famiglia era proficua e quindi richiedeva qualche braccia in più, il signor Richard si aspettava che da un momento all’altro sua figlia maturasse e che desse loro una mano.

Forse meglio "maggiore impegno" o qualcosa di simile. "Qualche braccia in più" dà l'idea del lavoro agricolo o, comunque, di fatica: non credo che chiamino la figlia per fare la cameriera...

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

la signora Norrington ricordò quando l'adottarono.

Credo sia meglio "ricordava il momento dell'adozione".

Mi spiego: il "ricordò" al passato remoto è per un'azione ben precisa in un momento temporale, mentre credo che la signora Norrington in generale ricordava l'adozione, senza un istante preciso in cui la ricordasse.

 

Alla prossima lettura. :ciaociao:

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@bwv582

Ti ringrazio molto per aver letto il mio frammento. Sì, una volta scrissi di una ragazza mediorientale: ottima memoria! Mi piacciono i tuoi suggerimenti e sono d'accordo con la maggior parte. Come hai intuito, i signori Norrington sono persone ricche che hanno ereditato un terreno e una villa nella zona di Windsor che hanno trasformato in hotel. L'attività è molto proficua anche perché ospita un golf club. Quello che intendevo per la vita in orfanotrofio è riferito al fatto che volevano azzerare l'assenza di DNA in comune tra di loro proprio perché i genitori solo coloro che crescono i figli e non solo chi li fa. Proprio come hai immaginato tu.

Il 27/4/2020 alle 14:04, Marissa1204 ha scritto:

La signorina era stata adottata all'età di quattro anni, perciò i signori Norrington ....

Qui ho voluto trascrivere così come sinonimo di principessina e sono d'accordo che magari dopo avrei dovuto scrivere "i suoi genitori" magari.

 

Ti ringrazio ancora di avermi letto. In racconti a capitoli, c'è un altro pezzo della vita di Marissa più particolare ;) e mi piacerebbe sapere che ne pensi.

 

Grazie

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Ciao, @Marissa1204: ho letto volentieri il tuo brano è ho piacere di lasciarti le mie impressioni. Chiedi, in apertura, se la protagonista appaia sufficientemente viziata ed egoista: la risposta è sì, ma questo è un bene e un male allo stesso tempo. Cerco di spiegare cosa intendo con questa affermazione. Se il tuo romanzo, come immagino, ha il fine ultimo di raccontare la trasformazione di Marissa, non trovo affatto fuori posto che la sua figura sia riassunta dall'esterno e che i suoi odiosi difetti siano così massicciamente sottolineati: è una modalità che mi fa venire in mente, ad esempio, La piccola principessa della Burnett, e che ho sempre trovato piacevole. Avrai tempo e modo, nel corso del tuo romanzo, di mostrare al lettore tramite eventi o sensazioni in che direzione si inoltrerà la metamorfosi della ragazza. Non mi dispiace nemmeno il topos letterario del neonato esposto: se ben gestito, può nascondere sempre qualche sorpresa. Il punto negativo è che tutto ciò può andar bene, a mio avviso, se si tratta di un romanzo per ragazzi: fai uso difatti di una modalità narrativa priva di sfumature, molto netta e semplificata, in cui la divisione tra giusto e sbagliato non prevede chiaroscuri. Questo modo di narrare può avere un senso con i giovanissimi, ma non altrettanto con gli adulti, che cercano la complessità. 

Quello su cui secondo me devi lavorare ancora un poco riguarda non tanto l'aspetto puramente morfo-sintattico (anche questo, comunque, presenta imperfezioni), ma stilistico. Sono certa che se il target cui miri è quello delle adolescenti il romanzo, con le dovute migliorie, può avere un suo fascino. Passo ora a un esame dettagliato di alcuni luoghi del testo.

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

dai lunghi capelli castano scuro e gli occhi di un bel castano chiaro, come se il sole glieli illuminasse sempre

La sequenza castano chiaro / castano scuro ricorda troppo da vicino le denominazioni delle tinte per i capelli. Troverei una modalità meno ordinaria per definire i colori. Bella l'immagine del sole che illumina sempre gli occhi.

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

Marissa si sentiva una principessa, come quella delle fiabe, ma si comportava come le sorellastre di Cenerentola.

Questa è un'esemplificazione di quello che intendevo prima: una frase del genere si attaglia, a mio avviso, solo ad un'adolescente.

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

Purtroppo, però questo aveva avuto l'effetto boomerang: 

Eviterei sempre frasi precostituite come questa del boomerang.

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

senza conoscere il senso del sacrificio, la signorina Norrington aveva imparato che i soldi non finivano mai e che gli spettassero di diritto per il cognome che portava.

Il verbo "spettassero" è retto anch'esso da "aveva imparato" e sta quindi sullo stesso piano di "finivano": pertanto dovresti usare l'imperfetto indicativo anche lì.

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

Marissa era venuta su come una ragazza egoista e viziata, che conta sempre sulla spalla della sua mamma e sul portafoglio del suo papà, che senza dire parola, pagava tutte le frivolezze di sua figlia. 

Periodo caotico nella punteggiatura e un po' grossolano nello stile.

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

Marissa sarebbe dovuta essere la futura erede di tutto quel giardino e dell’albergo, ma adesso i suoi unici pensieri erano fare baldoria e comprare vestiti.

Anticiperei "albergo" a "giardino", che arricchirei di qualche elemento per definirne la grandezza e la bellezza. Se non vado errata, l'ausiliare del servile col verbo essere è sempre "avere".

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

senza fregarsi che magari il personale era impegnato con i clienti

"Fregarsi" non è termine che rientri nel registro utilizzato finora.

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

Oxford Street, Camden Market e Knightsbridge a spendere e spandere nelle vie più chic dello shopping della capitale. Ogni

Le vie chic le hai già nominate.

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

richiedeva qualche braccia in più, il signor Richard si aspettava

"Qualche" è singolare, pertanto non può concordare con "braccia", che è plurale. Sostituire con "braccio" mi sembra poco indicato. Cambierei espressione.

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

Nonostante il suo pessimo carattere, l'amore materno nei suoi confronti non veniva mai intaccato: la signora Norrington ricordò quando l'adottarono.

"Ricordò" non va bene come tempo verbale. Userei qui un verbo fraseologico, che aiuta a dare l'idea dell'azione che si espande nel tempo, come ad esempio "indugiava a ricordare" o similari.

 

Sperando di averti dato qualche utile consiglio, ti ringrazio per la lettura e ti saluto.

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@Ippolita2018 ti ringrazio molto per avermi letto e dei tuoi preziosi consigli. Mi sono appuntata le correzioni della forma che hai evidenziato e con cui mi trovi d'accordo. 

Per quanto riguarda il personaggio di Marissa, è molto più complesso di quello che si evince da questo frammento. Gli eventi metteranno a dura prova il suo contatto con la realtà e capirà tante cose. Essendo una ragazzina di diciotto anni ho cercato di vederla dal punto di vista di un adolescente.

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Mi piacerebbe che potessi leggere anche il pezzo nella sezione racconti a capitoli che è più in là nella storia, "Due nuovi amici".

 

Spero che mi leggerai nuovamente

Un bacio

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4 minuti fa, Marissa1204 ha scritto:

Spero che mi leggerai nuovamente

Certo, volentieri. Approfitto per scusarmi di un mio refuso, sempre insidioso quando si scrive da cellulare:

12 ore fa, Ippolita2018 ha scritto:

Il tuo brano è ho piacere di lasciarti le

e per segnalarti una tua svista, che mi ero appuntata ma che ho poi dimenticato di inserire:

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

che i soldi non finivano mai e che gli spettassero

è una ragazza, quindi "le".

Un saluto e buon lavoro.

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Ciao @Marissa1204:D, provo a darti una mano anche se trovo davvero difficile descrivere un personaggio non tuo. ^^Ci provo.

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

"I signori Norrington avevano una figlia di quasi diciotto anni, Marissa, dai lunghi capelli castano scuro e gli occhi di un bel castano chiaro, come se il sole glieli illuminasse sempre.

L'ultima parte non mi piace. Direi: castano chiaro, un riflesso perenne anche nei giorni cupi.

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

Abituata ad avere tutto, Marissa si sentiva una principessa, come quella delle fiabe, ma si comportava come le sorellastre di Cenerentola.

Cancellerei: Marissa

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

La signorina era stata adottata all'età di quattro anni, perciò i signori Norrington volevano rendere la sua vita meno difficile di quello che era già stata, dandole amore e qualunque cosa desiderasse. Purtroppo, però questo aveva avuto l'effetto boomerang: senza conoscere il senso del sacrificio, la signorina Norrington aveva imparato che i soldi non finivano mai e che gli spettassero di diritto per il cognome che portava. Per non parlare del rispetto per le persone: a causa del suo brutto carattere da principessina, era la spina nel fianco dei dipendenti dell’albergo.

In questo paragrafo il ritmo sembra troppo veloce

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

Marissa era venuta su Preferirei: cresciuta come una ragazza egoista e viziata,Qui meglio ; che conta sempre sulla spalla della sua mamma e sul portafoglio del suo papà, che senza dire parola, pagava tutte le frivolezze di sua figlia. Troppe congiunzioni Marissa sarebbe dovuta essere la futura erede di tutto quel giardino e dell’albergo, ma adesso i suoi unici pensieri erano fare baldoria e comprare vestiti.

 

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

Tutte le mattine si svegliava ad ora di pranzo, quando tutti i clienti erano in casa per mangiare: lei chiamava per avere il suo brunch nella dependance, non mi piace questa frase senza fregarsi che magari il personale era impegnato con i clienti.

 

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

Dopodiché prendeva la sua Audi R8 Coupé V10 bianca, regalatale dal padre per il diploma, e se ne andava a Londra, tra Oxford Street, Camden Market e Knightsbridge a spendere e spandere nelle vie più chic dello shopping della capitale.

:asd:Bella di papà!

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

Ogni giorno tornava con qualche accessorio nuovo Qui preferirei accessorio nuovo: una borsa firmata, o un profumo importante o un paio di occhiali griffati. E la sera invece, dopo essere tornata a Windsor, in cui si fermava solo per mangiare, era di nuovo per le strade di Londra alla ricerca di qualche locale super chic per divertirsi.

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

Ecco la vita di Marissa!

Questa affermazione non mi piace. Scriverei: Era tutto qui la vita della giovane Marissa.

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

E adesso che l’attività di famiglia era proficua e quindi richiedeva qualche braccia in più, il signor Richard si aspettava che da un momento all’altro sua figlia maturasse e che desse loro una mano.[...]

Questa frase è molto scorrevole ma cancellerei: [...]

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

Le suore del convento di Liverpool avevano detto che una sera l’avevano trovata sulla promenade della città, al freddo e al gelo, avvolta in una semplice coperta. L’avevano Qui non ripeterei L'avevano. Considerata un dono di  Dio e cresciuta come se fosse una loro, ma per via del suo caratterino focoso, le era stato difficile trovare una casa. I signori Norrington avevano deciso di adottare un bambino visto che non riuscivano ad averne uno. Erano amici di una delle suore che aveva presentato loro Marissa: nacque subito feeling e avevano mosso mari e monti per averla (non ripetere Marissa,) Il suo nome deciso dalle suore, i Norrington lo accettarono senza difficoltà.. Avevano comunque deciso di aggiungerle come secondo nome “Sophia”, un nome che avrebbero voluto dare ad un'eventuale loro figlia. La signora Deborah ricordò di essersi chiesta come mai una bambina fosse stata abbandonata in quel modo e senza una lettera accanto; le suore le avevano raccontato che in quattro anni nessuno era venuto a reclamarla, segno che i suoi genitori biologici non potessero crescerla o peggio non la volessero." Perchè le virgolette?

 

Conclusione: :)ho corretto il minimo necessario, il tuo stile è molto differente dal mio perciò trovo difficile applicare le mie "correzioni" anche in una sola frase. Il linea di massima la descrizione presenta un punto di forza. Sento il carattere di Marissa(y)

Visto l'ora, buon pranzo e a rileggerti.

Floriana

 

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@Marissa1204, non so quanto possa esserti utile ma ti segnalo che potresti leggerti Il Grande Sonno di Chandler, dove un paio di ragazzine ricche, annoiate e innervosenti ci sono.

 

Quota

 

“Chi era quella?”, chiesi. 

“La signorina Carmen Sternwood, signore.”

“Fareste bene a svezzarla; non è più una bambina.”

 

 

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Cari @Gualduccig e @Floriana grazie per aver letto il mio frammento.

@Gualduccig, darò volentieri un'occhiata, soprattutto per ampliare il mio personaggio.

@Floriana ringrazio comunque di avermi letto e di avermi lasciato la tua opinione, nonostante sia stato difficile per via della differenza di stile. Le tue correzioni sono state davvero utili, a parte quella che riguarda [...] Ti spiego. Siccome ho spezzato la descrizione, quelle parentesi servono a indicare che c'è un paragrafo nel mezzo.

 

Grazie a tutti per avermi letto :D

 

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Ciao, per prima cosa leggendoti mi è parso molto chiaro che cosa volessi esprimere, forse lo sarebbe stato anche senza enfatizzare alcuni punti, mi spiego. 

In generale il testo si legge volentieri ma:

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

I signori Norrington avevano una figlia di quasi diciotto anni, Marissa, dai lunghi capelli castano scuro e gli occhi di un bel castano chiaro, come se il sole glieli illuminasse sempre

"Capelli castano scuro e occhi di un bel castano chiaro" per quanto esprimano due tonalità differenti, a mio parere, sono una ripetizione. Sostituirei con un sinonimo "castano scuro" ad esempio utilizzando bruno/bruno intenso/ cioccolato etc. 

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

Purtroppo, però questo aveva avuto l'effetto boomerang: senza conoscere il senso del sacrificio, la signorina Norrington aveva imparato che i soldi non finivano mai e che gli spettassero di diritto per il cognome che portava. Per non parlare del rispetto per le persone: a causa del suo brutto carattere da principessina, era la spina nel fianco dei dipendenti dell’albergo.

Qui sposterei la virgola:" purtroppo però,"

"Aveva avuto l'effetto boomerang" mi lascia un po' perplessa. Forse sarebbe più esatto "aveva sortito" o comunque, sarebbe meglio usare un termine più preciso. 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

Marissa era venuta su come una ragazza egoista e viziata,

Fin dalle prime righe si evince che il personaggio abbia queste caratteristiche. Secondo me se vuoi scriverlo esplicitamente potresti usare questa espressione come rafforzativo di una frase scritta in precedenza, ad esempio: Viziata fin da piccola dai genitori, i quali già dalla tenera età la abituarono ad avere tutto [...]

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

Tutte le mattine si svegliava ad ora di pranzo

All'ora*

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

senza fregarsi che magari il personale era impegnato con i clienti

Senza fregarsi mi sembra un po' troppo colloquiale, sostituire con "senza considerare"

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

Ogni giorno tornava con qualche accessorio nuovo, come una borsa firmata o un profumo importante o un paio

[...] Accessorio nuovo: una borsa firmata, un profumo importante o [...]

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

Nonostante il suo pessimo carattere, l'amore materno nei suoi confronti non veniva mai intaccato: la signora Norrington ricordò quando l'adottarono.

Suo/suoi ripetizione inutile, si capisce che il carattere appartiene a Marissa.

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

Le suore del convento di Liverpool avevano detto che una sera l’avevano trovata sulla promenade della città, al freddo e al gelo, avvolta in una semplice coperta. L’avevano considerato un dono di Dio e cresciuta come se fosse loro, ma per via del suo caratterino focoso, le era stato difficile trovare una casa

Questo passo è confuso. Suppongo che le suore l'abbiano trovata e accolta con l'intento di darla in adozione ma non ci sono riuscite per via del carattere, fino a quando non sono sopraggiunti gli attuali genitori adottivi, ma non è facilmente intuibile. 

 

Il 27/4/2020 alle 15:04, Marissa1204 ha scritto:

subito feeling e avevano mosso mari e monti per avere Marissa,

Sostituirei "avere" con un termine più appropriato.

Considerando il finale, ti consiglio di condensare tutte le parti che trattano delle suore e dell'adozione in un unico passo per facilitare la comprensione.

Spero di esserti stata utile, ovviamente questi accorgimenti sono solo umili consigli, fanne l'uso che meglio credi. 

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Ciao @Ale_cassie Grazie per aver letto la descrizione del mio personaggio. Ho deciso di postarlo proprio per vedere quali fossero i punti da migliorare e quali che andavano bene. Essendo la protagonista di una trilogia e che quindi dovrà attraversare varie evoluzioni, per me è importante sapere di essere su una buona strada.

 

Per quanto riguarda le ripetizioni, ogni volta che rileggo mi sfuggono sempre, quindi grazie per avermele evidenziate.

 

Volevo approfondire questo punto.

16 ore fa, Ale_cassie ha scritto:

Questo passo è confuso. Suppongo che le suore l'abbiano trovata e accolta con l'intento di darla in adozione ma non ci sono riuscite per via del carattere, fino a quando non sono sopraggiunti gli attuali genitori adottivi, ma non è facilmente intuibile.

Questa descrizione in particolare è stata estrapolata dal capitolo due. Nel capitolo uno invece è narrato il momento in cui viene adottata. Nella prima stesura, lo raccontava solo molto velocemente, ma poi ho cambiato e gli ho dedicato un capitolo intero in quanto è un momento chiave della storia. Se può interessarti, nella sezione "Racconti a capitoli", c'è proprio il primo capitolo diviso in quattro parti, chiamato "Il cavaliere".

 

Grazie a presto rileggerci

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