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fkafka

Anonimato su wd e non solo

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Buonasera a tutti.

sono abbastanza nuovo qui dentro e mi scuso se il tema è già stato affrotato o se è banale. Ho notato che  la maggior parte degli autori tiene particolarmente all'anonimato sul forum e non solo. Mi chiedo se sia solo timidezza, il non sentirsi ancora pronto, o se rientri in una strategia di marketing più evoluta. Ad esempio io ho messo nella firma il mio neonato blog che riporta nome e cognome. Altri hanno il proprio sito / blog /canale ma quasi sempre anonimo o sotto pseudonimo. 

Quali sono gli svantaggi di essere riconoscibili al volo? 

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Ciao @fkafka, benvenuto,

una domanda interessante, la tua. Penso entrino in gioco diversi fattori però forse l'anonimato viene scelto soprattutto per avere maggiore libertà di scrittura. Se non sei riconoscibile puoi scrivere cose che invece con nome e cognome non te la sentiresti di scrivere. (Però personalmente in un blog o in un profilo preferirei sempre vedere chi scrive realmente, l'anonimato fa rimanere tutto un po' in superficie, secondo me, e toglie anche un pizzico di credibilità - sempre secondo me, ovviamente). Ciao, buon proseguimento. :)

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L'anonimato non m'interessa, ho una foto e più volte sono stata contattata in privato per dirmi "ah, ma ti ho riconosciuta sei XXX" poiché ho anche un blog di libri. La cosa mi ha divertita, non infastidita, ma di base vorrei tenere separate le due cose, magari è pure stupido, che se mettessi un paio di link venderei qualche romanzo in più.

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Scusami @fkafka sono ancora qui😀: volevo sottolineare che invece in forum o community come lo stesso wd  (cioè in siti non personalicome appunto i blog o per esempio pagine facebook) l'anonimato può essere un aiuto per vincere la timidezza o semplicemente è dettato da riservatezza. 

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Ok io posso capire che ci possano essere situazione per le quali uno possa voler rimanere anonimo. Esempio: se un giorno dovessi essere trattato a pesci in faccia da un editore e volessi raccontarlo, probabilmente aprirei un profilo nuovo per farlo invece di usare questo... Può darsi.

Per il resto è vero che è un modo per far girare le proprie idee e per farsi trovare più facilmente dall'eventuale editore che dopo aver letto il manoscritto volesse sapere chi sei. Io per esempio sono piuttosto presente in rete, ma con il ruolo professionale e non con quello letterario (anche perché ancora non ce l'ho ;)). 

E poi, alla fin fine. Io sono curioso. E quindi il blog di @(Irene) sono andato a sbirciarlo (e magari chissà, comincerò a seguirlo), quello di @Bambola no (però da bravo giornalista potrei fare la ricerca con google immagini... :asd: )

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12 minuti fa, fkafka ha scritto:

probabilmente aprirei un profilo nuovo per farlo invece di usare questo... Può darsi.

No, no, che è contro il regolamento, così ci costringeresti a bannarti. Dovessi volerlo fare per questo motivo, ricordati di non attuare la manovra in autonomia, ma chiedere prima a uno staffer per cercare insieme la soluzione migliore ;)

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Capita a fagiolo! Ho appena inviato un manoscritto a una casa editrice. E come già avvenuto con altre, nella form di invio vengono richieste sia le pagine social personali, sia l'eventuale sito/blog personale.  

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Ospite AndC

Boh, per me personalmente è una questione che non esiste... ho creato un "avatar" come si fa in molti social, in maniera simpatica, senza tener conto di altre questioni...

Ci può comunque essere l'idea nel mondo della narrativa che uno pseudonimo aiuti a vendere o simili... Ci possono comunque essere questioni di timidezza o simili... ci possono essere tante questioni... da quella di testare le proprie opere in maniera non direttamente riconducibile a una identità reale, ai troll che prima di essere bannati provano a lasciare qualche insulto qui e lì, oppure possono essere "nomi d'arte"; insomma ognuna, in fondo, è personale...

 

Per me, AndC è più fico del mio nome e cognome, da usare su un forum, intendo... un nome "originale", di cui all'occorrenza potrei disfarmi più facilmente rispetto al mio nome reale... anche se ormai, chi mi conosce un po' meglio qui sul forum, sa pure dove abito, nome cognome, cellulare, come butto via il mio tempo suonando strumenti strani etc...

 

A  livello di marketing, l'anonimato può servire nel mondo dell'editoria, ma non credo che la maggioranza degli utenti di questo forum lo facciano a questo scopo, anche perché, senza offesa, questo non è un forum il cui scopo primario sia quello di fare marketing...

 

 

21 ore fa, fkafka ha scritto:

Quali sono gli svantaggi di essere riconoscibili al volo? 

Se hai una cattiva fama, ad esempio, (o se ne hai una buona e hai paura di rovinarla) se non vuoi essere etichettato come "uno scrittore italiano", se credi che qualcuno ti "venga a cercare sotto casa", se intendi insultare qualcun altro ipotizzando che nel tracciabilissimo mondo di internet un nome fittizio sia sufficiente... etc...

 

La "paura" di usare il nome reale in internet in generale è quella di "metterci la faccia", ma per lo più è un usanza, un gioco di creare una identità fittizia o identificabile solo con quella specifica attività online...

 

Ciao!

 

 

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Non avrei nessun problema a usare il mio nome (e uso una mia fotografia come avatar) ma, in fin dei conti, a chi dei 30.000 iscritti può interessare chi sono off-line? Chi dovrebbe riconoscermi? O_-

Non sono un personaggio pubblico, non ho conoscenze in ambiente editoriale, non amo particolarmente i social network. Vengo qui per leggere e apprezzo la compagnia virtuale di diversi utenti del forum. 

Solo quando tento di scrivere un racconto mi sembra migliore perché non c'è il mio nome sotto... :facepalm:

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A me piacerebbe scrivere un milione di libri e non presentarne nessuno, ma immagino sia una questione di timidezza. Negli ultimi tempo sto lottando molto con questo aspetto di me, ho dovuto fare un video per un mio libro e dovrò fare delle dirette. Preferirei davvero fare una qualsiasi altra cosa :asd:

Qui sul WD non mi pongo nemmeno il problema, fino a poco tempo fa avevo una mia foto come avatar, ma su tutto il resto dei social, che da vera anti social so usare poco e male, vorrei non comparire nemmeno. A chi dovrebbe interessare, mi chiedo, che faccia ho?

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3 ore fa, Kikki ha scritto:

A chi dovrebbe interessare, mi chiedo, che faccia ho?

Vedere in faccia la persona con cui si scambiano opinioni ha un valore aggiunto...

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52 minuti fa, Riccardo Zanello ha scritto:
4 ore fa, Kikki ha scritto:

A chi dovrebbe interessare, mi chiedo, che faccia ho?

Vedere in faccia la persona con cui si scambiano opinioni ha un valore aggiunto...

hai ragione, lo so, ma io preferirei rimanere nascosta nella mia tana :P

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@fkafka A parte google immagini, se giri un po' su WD ho lasciato talmente tante testimonianze che si arriva facilmente anche agli editori che mi hanno pubblicata e da lì piuttosto in fretta a chi sono, anche se non uso la stessa foto nella sezione "I nostri autori" (quando esiste). Comunque tempo fa l'editore col quale stavo discutendo animatamente via mail mi sgamò in un micro secondo qui nel forum, il che fu anche un bene, così rescissi il contratto e mi tirai fuori da una situazione davvero fastidiosa.

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Salve a tutti :) In questi giorni sto riflettendo proprio sul tema dell'anonimato e degli psudonimi.
Mi permetto di intervenire proponendo le mie considrazioni. Personalmente vedo la possibilità di utilizzare uno pseudonimo come protezione da eventuali interferenze e sconfinamenti nell'ambito professionale, ovvero nell'ambito del lavoro che svolgiamo ogni giorno (a meno che non si riesca a vivere di scrittura - editoria). Pensiamo, per esempio, all'ambito accademico o all'insegnamento in generale: potrebbe non essere conveniente "esporsi" con racconti o romanzi, toccare temi e argomenti particolari o esplicitare la propria sensibilità, la propria persona, a una platea con la quale si deve necessariamente mantenere un'apparenza di integrità e solidità, soprattutto quando la qualità della propria scrittura è tutta da dimostrare.
Inoltre, penso che sia necessaria una certa distanza tra autore e lettore, anche se per me la scrittura significa esattamente l'opposto. Intendo dire che il lettore colma i vuoti che l'autore necessariamente lascia e, in questo modo, "migliora" e "carica di aspettative" -che poi lui stesso soddisfa- il testo. Mentre, conoscendo l'autore, la persona, ciò che è al di fuori del testo, è inevitabile interpretare la sua opera attraverso quel che di lui si conosce. Quante volte siamo "stati delusi" dallo scoprire il pensiero di un autore su questo o quell'argomento, o la sua interpretazione di un passo che ci ha particolarmente colpito?
Non saprei. Sto ancora valutando e non ne vengo a capo.

 

PS: dato che vado e vengo su questo forum da anni, non so se devo ri-ri-presentarmi nella sezione apposita.

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54 minuti fa, nescio ha scritto:

Salve a tutti :) In questi giorni sto riflettendo proprio sul tema dell'anonimato e degli psudonimi.
Mi permetto di intervenire proponendo le mie considrazioni. Personalmente vedo la possibilità di utilizzare uno pseudonimo come protezione da eventuali interferenze e sconfinamenti nell'ambito professionale, ovvero nell'ambito del lavoro che svolgiamo ogni giorno (a meno che non si riesca a vivere di scrittura - editoria). Pensiamo, per esempio, all'ambito accademico o all'insegnamento in generale: potrebbe non essere conveniente "esporsi" con racconti o romanzi, toccare temi e argomenti particolari o esplicitare la propria sensibilità, la propria persona, a una platea con la quale si deve necessariamente mantenere un'apparenza di integrità e solidità, soprattutto quando la qualità della propria scrittura è tutta da dimostrare.

io sono anonima come autrice e lo faccio per i motivi che hai detto e  in più per imbarazzo mio. Ultimamente ho parlato del libro ad alcuni amici e niente, mi vergogno ;( è una questione caratteriale. Però credo che sia più facile se ci metti la faccia, per tutte le possibilità in più di pubblicizzarti. L'unico vantaggio strategico dell'anonimato è che se va male puoi cambiare nick. Ma dovrebbe proprio andare malissimo, con rischio di denunce  e meme sui social che ti prendono in giro, perchè se l'unico problema è che vendi poco non è il caso di nascondersi, nessuno sa quanto vendi a parte te. 

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5 ore fa, leopard ha scritto:

Ultimamente ho parlato del libro ad alcuni amici e niente, mi vergogno ;( è una questione caratteriale

@leopard ti capisco. E' un problema pure per me, anche se l'ho parzialmente superato. Un altro problema è la loro interpretazione di quel che leggono, rapportandolo direttamente a te, o meglio, all'immagine che hanno di te. E questo può portare a qualche "delusione".
 

5 ore fa, leopard ha scritto:

Però credo che sia più facile se ci metti la faccia, per tutte le possibilità in più di pubblicizzarti.

Assolutamente, credo la stessa cosa ed è uno degli elementi a favore del pubblicare a proprio nome, mettendoci la faccia. Anche se mi imbarazza moltissimo, insieme con tutta la storia del doversi autopubblicizzare -sia con CE che con Selfpublishing-  che proprio mi ripugna (come tutti, preferirei essere letto per "merito" e non per "una efficace campagna di marketing da due soldi"). Ma con questo sto andando off topic.

Comunque, sto valutando l'anonimato per il selfpublishing di una raccolta di racconti ma, così facendo, mi perderei quel poco -pochissimo- di "pubblicità" che potrei ottenere mettendo qualche riferimento in più.

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Il 25/4/2020 alle 15:06, AndC ha scritto:

Boh, per me personalmente è una questione che non esiste... [...] insomma ognuna, in fondo, è personale...

 

 

Mi trovo profondamente d'accordo con te, @AndC, e con "l'intimità" della questione. Ognuno possiede motivazioni più o meno pressanti, importanti, valide da indurlo a scegliere uno pseudonimo per mostrarsi al pubblico.
E in questo caso mi riferisco al ruolo di autore, non tanto di utente di una piattaforma forum.

Uno pseudonimo non è che un prolungamento di noi stessi, forse ciò che sul serio vorremmo essere, la parte migliore di noi, senza quei piccoli o grandi errori che la vita (unita alla mancanza d'esperienza) ci ha indotto a commettere.

Lo pseudonimo è un "noi" scevro da ogni altra banale colpa. È la tabula rasa di noi stessi Si riparte da zero con una immagine tutta nuova da mostrare... e chi sarebbe così folle da non tentare di dare quella migliore possibile?

E non mi riferisco al solo senso positivo del termine. C'è chi, inetto nelle relazioni, sente la necessità di mascherarsi per potere esprimere una personalità magari dominante, e viceversa chi ha bisogno di lasciarsi andare a una carezza per gettar via quell'aura di austerità che l'accompagna quotidianamente.

Credo si tratti sempre e solo di una questione personale.

 

6 ore fa, nescio ha scritto:

Inoltre, penso che sia necessaria una certa distanza tra autore e lettore, anche se per me la scrittura significa esattamente l'opposto. Intendo dire che il lettore colma i vuoti che l'autore necessariamente lascia e, in questo modo, "migliora" e "carica di aspettative" -che poi lui stesso soddisfa- il testo. Mentre, conoscendo l'autore, la persona, ciò che è al di fuori del testo, è inevitabile interpretare la sua opera attraverso quel che di lui si conosce. Quante volte siamo "stati delusi" dallo scoprire il pensiero di un autore su questo o quell'argomento, o la sua interpretazione di un passo che ci ha particolarmente colpito?

 

@nescio anche in questo caso mi trovo d'accordo.

Credo fermamente nel potere della parola... e anche se non dovrebbe esser scolpita nella pietra, è comunque da ciò che si lascia di scritto al proprio pubblico che rimane valida la più potente "definizione di noi stessi". In questo caso mi riferisco anche alla questione dello pseudonimo adoperato su un forum. L'utenza imparerà a conoscermi per come e quanto mi esprimo nelle varie sezioni di WD, per come mi relaziono agli altri, per l'aiuto che mostro, per le modalità con cui mi esprimo. Ciò che è certo è che non baderà alle mie scarpe, al modo incondizionato che ho di toccarmi il mento quando sono preoccupata né tantomeno dalla cadenza del mio modo di parlare. Alcune "parti di me" sono accessibili solo a chi mi conosce, ma anche attraverso queste è facile trarre somme e formulare giudizi.

Adoperare uno pseudonimo ci permettere di decidere chi essere e come mostrarci.

 

Nel mio caso specifico c'è un misto di reverenza verso la donna che vorrei essere ma che ancora non sono e dubbio sull'eventualità di riuscire a mostrarne i pregi ma anche i difetti.

In alta percentuale credo sempre di non essere al suo livello, quindi mostrar solo lo pseudonimo mi costringe a protendere verso quella parte migliore di me che sento sempre troppo avanti.

 

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1 ora fa, RobinK ha scritto:

Adoperare uno pseudonimo ci permettere di decidere chi essere e come mostrarci.

Appunto, non è un'immagine reale. E questo è uno dei motivi per cui spesso le persone, nei social, esprimono il peggio di sé stessi. Non è una critica a te ovviamente, però non amo molto confrontarmi con "persone" completamente anonime. Così come la mia casa editrice non ama pubblicare autori che non ci mettono la... faccia.

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1 ora fa, Riccardo Zanello ha scritto:

Appunto, non è un'immagine reale. E questo è uno dei motivi per cui spesso le persone, nei social, esprimono il peggio di sé stessi. Non è una critica a te ovviamente, però non amo molto confrontarmi con "persone" completamente anonime. Così come la mia casa editrice non ama pubblicare autori che non ci mettono la... faccia.

 

Mmmh tecnicamente potrei condividere il mio volto e il mio nome senza però mostrare la me stessa autentica, e magari prenderti comunque in giro. 

 

Se privi di malizia, coloro che scelgono uno pseudonimo ritengo vogliano difendersi da chi può riconoscerli, non dagli estranei. 

Viceversa chi ha cattive intenzioni, cela i propri dati solo per poter dire stupidaggini senza paura di ritorsioni, di poter esser denunciato (leggi: assumersi la responsabilità delle proprie azioni). 

 

Non credo bisogni guardarsi dall'anonimato tout court, ma cercare di riconoscere, nell'immenso mare che è la rete, quali sono le persone con cui valga la pena spender del tempo e quali no. 

 

È in ogni caso, non preoccuparti, non ho letto critiche nelle tue parole! :)

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Credo di avere scelto uno pseudonimo più per onorare un personaggio che ho ammirato, che per mantenere un anonimato al quale non tengo particolarmente. Oltre tutto, pubblico libri col mio vero nome, Mario Izzi. Rivendico tutte le opinioni fino ad oggi espresse nel forum e non ho certamente paura di querele da parte di chicchessia, compresa una CE che, a seguito di accesa discussione con/contro di me, ha ignominiosamente abbandonato il WD e ottenuto la cancellazione della discussione.

Un cordiale saluto.

Mario Izzi . alias Cheguevara

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Personalmente, preferisco utilizzare un avatar e un Nickname differente in ogni sito perchè ho una pessima memoria e faticherei a ricordare le password, utilizzando lo stesso nome. :eheh:

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Il 24/4/2020 alle 17:47, fkafka ha scritto:

Ho notato che  la maggior parte degli autori tiene particolarmente all'anonimato sul forum e non solo. Mi chiedo se sia solo timidezza, il non sentirsi ancora pronto, o se rientri in una strategia di marketing più evoluta.

 

Al di fuori del forum non ho mai usato un nick, nè tengo in genere all'anonimato.

Come @cheguevara , anch'io l'ho fatto per rendere omaggio a un personaggio (letterario in questo caso) che ho sempre amato sin dall'infanzia. Nessuna strategia di marketing dietro, quindi.

Inizialmente era, in effetti, riservatezza, in seguito è diventato una sorta di "esperimento social": è interessante vedere come le persone si approcciano. Alcuni si rivolgono a me al maschile, altri al femminile e io cerco di comprendere la percezione che hanno e in base a cosa.

Mi chiedo se l'approccio cambierebbe rivelando la mia identità, ma siceramente mi piace pensare che conti più l'essenza, il contenuto di un individuo, che la sua esteriorità.

Tanto più che non uso neanche reali "maschere", nel senso che nonostante il nick mi comporto esattamente come mi comporterei con il mio reale nome e cognome. Non modifico la mia personalità, né le mie idee, in relazione a un nick!

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1 ora fa, ElleryQ ha scritto:

Alcuni si rivolgono a me al maschile, altri al femminile e io cerco di comprendere la percezione che hanno e in base a cosa.

 

Solo ora, grazie al tuo post, mi sono reso conto che mi rivolgo agli utenti che usano i nick di personaggi noti basandomi sul sesso del personaggio scelto, senza nemmeno pormi la domanda sul sesso reale dell'utente. Tra l'altro, raramente vado a verificare il profilo dell'utente per vedere se trovo qualche indicazione lì. Che ingenuo sono sempre stato! :lol:

Modificato da L'antipatico
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Anonimato sempre. Sul wd, su facebook, nella pubblicazione di libri. Ho imparato a mie spese che essere sulla bocca degli altri non paga mai.

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4 ore fa, Bambola ha scritto:

Sei una donna?:facepalm:

 

Ho solo detto che alcuni utenti si rivolgono a me al mschile, altri al femminile. Evidentemente il nome Ellery, per alcuni, è femminile. :lol:

Per il resto, mi auto-cito:

 

5 ore fa, ElleryQ ha scritto:

mi piace pensare che conti più l'essenza, il contenuto di un individuo, che la sua esteriorità

 

Quindi pensatemi un po' come più vi aggrada. ;)

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Il 27/5/2020 alle 19:05, nescio ha scritto:
Il 27/5/2020 alle 13:32, leopard ha scritto:

Ultimamente ho parlato del libro ad alcuni amici e niente, mi vergogno ;( è una questione caratteriale

@leopard ti capisco. E' un problema pure per me, anche se l'ho parzialmente superato. Un altro problema è la loro interpretazione di quel che leggono, rapportandolo direttamente a te, o meglio, all'immagine che hanno di te. E questo può portare a qualche "delusione".
 

è vero, sarebbe più semplice per me non essere anonima con degli sconosciuti. Se fossi sicura che nessuno de miei conoscenti mi vede mi esporrei senza remore. Magari è anche un mio problema dovuto al fatto che so quanto ci sia di mio nel romanzo, mentre gli altri non lo sanno e quindi sarebbero solo mie ansie inutili. Sostanzialmente esporre il mio mondo interiore e di fantasia mi fa sentire molto nuda. Però non è facile attirare l'attenzione dei lettori per arrivare a un giudizio di merito. Inoltre sto scrivendo il mio terzo romanzo e noto che scrivendo si impara. L'ultimo romanzo che scrivo mi sembra sempre migliore di quelli precedenti che mi piacciono sempre meno, magari un giorno cercherò di superarla anche io :). Però credo che alla maggior parte della gente piaccia vederti in faccia, sapere cose di te perché anni di social ci hanno abituato così. 

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Un po’ più di 4 anni fa, mi pare, decisi di provare a vedere se riuscissi a scrivere testi di fantasia, e non solo pezzi utilitaristici su commissione, e volli vedere se a qualcuno andasse di leggere ciò che avrei scritto. Iniziai dunque a curiosare tra siti di scrittura creativa e piattaforme di pubblicazione, ma, avendo un nome di battesimo molto particolare e molto facilmente riconoscibile, optai per uno pseudonimo, soprattutto per evitare gli scocciatori (sarà che sono attempata e ho visto la nascita delle chat, dei siti interattivi, dei forum e dei social e ho sempre in testa quel ronzio del «non si sa mai chi c’è dietro lo schermo» o perché ricordo quando a vent’anni andavo su innocue chat di gioco per una partita interattiva di Scarabeo e mi ritrovavo assillanti proposte di sesso virtuale. Mai sottovalutare l’attrazione erotica dello Scarabeo :lol: E poi sono davvero timida, l’anonimato rassicura, per aprirsi e buttarsi a mostrare agli altri le proprie creazioni).

Dunque, il nickname è nato così, poi, cominciando a conoscere ed essere un minimo conosciuta su un paio di siti, l’ho conservato da un sito all’altro per farmi riconoscere da chi avevo già « incontrato » in altri luoghi virtuali. 

Però, ormai, una parte delle persone che frequento sui siti di scrittura è diventata anche contatto social, talvolta di più. Il mio nome è facilmente reperibile per chi mi frequenta come Bef.

E le piccole cose che mi hanno pubblicato o comprato, sono tutte state firmate con nome e cognome. 

Non so quanto questo post sia utile alla discussione ma that is :) 

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Il mio è un semianonimato ma più che altro per sfuggire chi mi conosce e a cui non voglio far leggere quello che scrivo. Ho racconti disseminati su diverse piattaforme e tutti con lo stesso nome. Certo uno bravo mi trova la foto è reale ed è pure su fb. Ma a chi verrebbe in mente? 

😉

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