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Aragorn86

Cerimonia di fine corso (distopia-fantasy)

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La cerimonia di fine corso era un evento davvero unico, inimmaginabile fino a pochi anni prima: i nuovi agenti dimensionali ricevevano la loro prima iniezione di Quanto. Era un momento atteso, ma da molti segretamente temuto. Tanta gente, già durante il corso di addestramento, aveva rivelato le proprie ansie sulle conseguenze di quella cerimonia, e ora che Biagio se ne stava seduto, in prima fila, osservando i suoi colleghi, notava una certa agitazione in molti di loro. Quell’iniezione li spaventava come se fossero stati dei bambini al loro primo vaccino, era ridicolo. Ma forse non poteva biasimare troppo quei ragazzi, perché vi erano parecchie leggende metropolitane sul Quanto, secondo le quali la misteriosa sostanza sembrava alterare irreversibilmente la percezione della realtà e rendeva folle chi aveva una certa predisposizione alle malattie mentali. Biagio ne aveva lette e sentite di tutti i colori durante il corso di addestramento, si parlava di gente uscita di senno, che aveva dovuto lasciare il servizio prima ancora di cominciare. Lui non aveva mai prestato molto ascolto a queste dicerie da social media, era sempre stato determinato a finire il corso col massimo dei voti, senza farsi scoraggiare. Sapeva che non vi era molto di cui aver paura: bisognava solo farci l’abitudine, come ogni volta che viene fatta una scoperta nuova. Suo cugino, che si era diplomato molto prima di lui, gli aveva sempre detto che per lavorare nelle zone d’ombra era necessaria una certa dose di sconsideratezza, assieme a quella di Quanto, una sana attrazione per il nuovo e l’ignoto, di cui purtroppo tanta gente era sprovvista ormai; ed era per questo che perdevano la testa.  Come per qualsiasi altro percorso formativo, molti scoprivano di non essere portati, di non voler davvero entrare in quei luoghi, di aver fatto la loro scelta seguendo delle idee vaghe o puerili…e anche in quel caso, come avveniva tipicamente per facoltà come Legge o Medicina, molti procedevano lo stesso, spinti da un cocciuto orgoglio di stampo medio-borghese o dalle incombenze economiche. Ma le zone d’ombra erano il test definitivo: se non eri portato, la pressione, le emozioni forti, ti mandavano al manicomio. Non era certo il Quanto che somministravano regolarmente agli agenti a rappresentare un problema, non aveva effetti indesiderati fino a prova contraria...

   Biagio guardò Donato, ormai alla deriva nel mare di persone alle sue spalle: vi erano più persone venute ad assistere alla cerimonia che diplomandi. Faceva un caldo soffocante, e le divise che erano costretti a portare per quell’occasione non aiutavano. Il compagno di corso seduto a fianco a lui, un tipo robusto e dai capelli rasati a zero, lo aveva velocemente aggiornato, tra una premiazione e l’altra:

   «Abbiamo iniziato da poco, tranquillo. Prima ha fatto un discorso il sindaco, poi ha detto qualcosa anche il direttore...»

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Ciao @Aragorn86, è complicato dare un giudizio al tuo testo senzasapere se si tratta di un incipit, di una parte di un'opera più ampia (che abbia già fornito al lettore delle premesse) o se sia un esercizio stand-alone. Per parte mia posso però provare a suggerirti di affiancare alla funzione di world-building anche un obiettivo di definizione del carattere del personaggio: se inserisci alcuni commenti, critiche, prese di posizione di Biagio davanti alle paure e ai comportamenti altrui puoi aiutare il lettore a farsi un'idea migliore di quale sia la sua psicologia. E' sprezzante verso chi ha quelle paure? Si ritiene superiore? O li compatisce per via della loro ignoranza? L'idea di affrontare il test definitivo della zona d'ombra lo esalta o lo preoccupa? Lui non è mosso da "orgoglio di stampo medio-borghese o dalle incombenze economiche": significa che è un benestante/nobile o che non sono quelli i sentimenti che lo motivano, anche se la sua estrazione è quella? Ritiene normale che ci sia tanta folla? La cerimonia dovrebbe svolgersi a porte chiuse, solo quelli della "casta" ammessi? O invece gode dell'essere al centro dell'attenzione? Il cugino si è diplomato prima di lui: lo invidia? Gli riconosce caratteristiche speciali o "se ce l'ha fatta quel mediocre di mio cugino figuriamoci se fallisco io"?

Se Biagio è il/un protagonista e non un personaggio secondario, forse val la pena approfondire quest'opportunità.

  • Grazie 1

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Ciao, @Gualduccig!  In effetti, alcune delle tue domande trovano risposta proprio nel testo completo, nel senso che ho scelto di rivelare caratteristiche fisiche/psicologiche dei personaggi in modo piuttosto graduale; mi rendo conto che in un estratto come questo vi possano essere zone difficili da mettere a fuoco. In altri casi ho scelto addirittura di omettere alcune considerazioni per lasciarle al lettore. Va da sé che facendo così si possano perdere dei pezzi importanti qualche volta, e quindi è bene tornarci. Grazie mille del tuo prezioso commento! :)      

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