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Brutus

[MI 136] Da uomo a uomo

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Traccia di mezzogiorno.

 

 

DA UOMO A UOMO 

 

“Hai mangiato almeno?” 

Silenzio. 

“Sei andato al cesso?” 

Ancora nessuna risposta. 

Il grosso cane sdraiato sul divano lercio intanto continuava a sbadigliare, l’uomo in piedi si stava preparando un caffè con la moka. Indossava una canotta unta e i boxer grigi. Ai piedi infradito consumate. 

“Senti che puzza. Quella bestia ha bisogno di lavarsi.” Disse andando ad aprire la finestra. Il caldo agostano pervase la stanza. 

“Puoi rispondermi per favore? Così non possiamo continuare, lo capisci questo vero? Capisci che io ci sto impazzendo? Vedi che almeno io ci provo a instaurare un minimo di dialogo? Ma tu continui a chiuderti in questo mutismo!” 

Batté i pugni sui pensili della cucina. 

“Rispondi! Cosa vuoi che faccia? Che ti chieda scusa? Per cosa poi? Per la vita che ti faccio fare? Perché non trovo un posto di lavoro? credi sia facile campare così?” 

Mise la tazzina in tavola e prese la zuccheriera dalla credenza. Tolse i bicchieri e le posate.  

“Tranquillo, faccio io, come sempre.” Disse in tono ironico. 

Quello seduto non reagì alla provocazione rimanendo al suo posto. Le mani ossute appoggiate sulla tovaglia a quadretti blu e cuoricini rossi, la sua preferita. Il capo chino sul petto come a osservare il piatto di pasta ormai fredda. Non si mosse nemmeno quando il coinquilino glielo levò da sotto gli occhi. Inerme di fronte ai rimproveri del compagno.  

Finalmente la moka finì il suo lavoro. L'uomo in canottiera bevve nervosamente il caffè, gli tremava la mano dall'agitazione. Gettò la tazzina nel lavabo, aprì l'acqua calda e indossò i guanti da cucina. 

Mentre aspettava che il detersivo agisse riprese il soliloquio. 

“No, adesso dimmi chi è lo schiavo di casa? No perché almeno un grazie, una gentilezza, un gesto di affetto. Chiedo troppo? Si certo per te è troppo. Cosa te lo chiedo a fare.” 

L'animale sul divano si riscosse dal torpore. Ora guardava con interesse l'uomo che aveva cominciato a sciacquare le stoviglie.  A un certo punto questi cominciò a tremare. Stava piangendo? Da dietro non si capiva. Si voltò di scatto e scaraventò il bicchiere che aveva in mano contro il muro. Andò in mille pezzi come la mente del suo proprietario.  

“Basta! Non ce la faccio più!” Urlò con voce stridula.  

Alcune schegge raggiunsero il cane che dopo un attimo di spavento cominciò a ringhiare minaccioso.  

L'uomo in canottiera impaurito si mise a correre, scappando fuori dell'appartamento e scendendo le scale a perdifiato. La bestia gli fu subito dietro. Quattro zampe funzionano meglio di due gambe. Prima che potesse arrivare al portone con un balzo lo raggiunse. Il peso dell'animale lo travolse. I denti aguzzi trovarono il collo magro e affondarono facilmente nella carne recidendo giugulare e trachea nello stesso momento. Nel silenzio dell'androne si sentiva solo l'aria mista a sangue che gorgogliava dalla bocca dell'uomo. Sembrava la scena di un documentario sulla savana: il leone e la gazzella.  

Lentamente il cane mollò la presa. Poi liberò la vescica urinando sul morto. Non per spregio ma perché dopo tutte quelle ore al chiuso non riuscì a trattenersi. Quindi si avviò soddisfatto su per le scale. Finalmente si erano liberati dal giogo di quel tiranno.  

Una volta rientrato in casa, con le fauci ancora insanguinate raccolse il suo guinzaglio andandosi ad accucciare accanto alla sedia dove per tutto questo tempo il cadavere del padrone non si era mai mosso.  

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Ciao @Brutus, e benvenuto. Non ricordo se ho mai letto qualcosa di tuo. Beh, questo lascia davvero così O_O, quindi se è quello che volevi fare, ci sei riuscito benissimo. 

Farei giusto attenzione a qualche particolare, tipo:

4 ore fa, Brutus ha scritto:

Quella bestia ha bisogno di lavarsi.

direi piuttosto di essere lavata

 

4 ore fa, Brutus ha scritto:

Per la vita che ti faccio fare? Perché non trovo un posto di lavoro? credi sia facile campare così?

refuso

Mi è piaciuto 

 

 

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@Edu ti stimo! Mi fa piacere il tuo apprezzamento. Finora avevo partecipato solo a un MI a dicembre, senza impegnarmi molto a dire il vero. Non mi capita spesso di scrivere racconti, preferendo egoisticamente portare avanti i miei romanzi. Ogni tanto però mi frulla qualche ideuzza che si può adattare alla traccia di un contest.

A presto.

P.S:: Anche il tuo mi è piaciuto.

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@Brutus grazie per la freccia verde, ma ricordati che nei commenti ai racconti sono proibite ;)

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4 ore fa, Edu ha scritto:

@Brutus grazie per la freccia verde, ma ricordati che nei commenti ai racconti sono proibite ;)

Giuro che non lo sapevo!

...No! Il plotone di esecuzione no! 😁

Vado a ripassare il regolamento. 

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In un primo momento non mi erano chiari i personaggi, la fine é un pungo allo stomaco. Il racconto in sé mi é piaciuto.

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Ciao @Brutus

mi pare sia il tuo primo racconto che leggo.

Beh, niente da dire, il racconto è semplice ed efficace e anche la fine macabra ha il suo perché. Sicuramente non è il mio genere, ma comunque direi che è un testo ben riuscito!

Ciao, alla prossima!

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Descrivi molto bene il senso di desolazione e il degrado. Ho letto un paio di volte per afferrare appieno la dinamica, perché inizialmente avevo capito il contrario (se è voluto, ti è riuscito bene), cioè che l'aguzzino fosse il morto, e che l'altro, dopo la schiavitù subita, veniva inoltre ucciso dal cane. La frase seguente spiega tutto, forse troppo (a mio modesto avviso):

Il 19/4/2020 alle 17:49, Brutus ha scritto:

Finalmente si erano liberati dal giogo di quel tiranno.  

Non saprei suggerirti una modalità meno "spiegata" di questa; è il cane, qui, che pensa, e noi vediamo le cose attraverso la sua "soddisfazione". Ciò mi sembra troppo umano, ma posso sbagliare del tutto. Anche l'attacco feroce al collo non saprei dirti se è tipico di tutti i cani: forse si potrebbe indicare prima la razza dell'animale (servirebbe qui l'aiuto eccellente del nostro @flambar, addestratore esperto). Molto interessante il particolare della puzza, derivante forse non tanto dal cane quanto dal cadavere (accenni difatti al mese di agosto). 

Ti segnalo, col tuo permesso, qualche virgola mancante:

Il 19/4/2020 alle 17:49, Brutus ha scritto:

Hai mangiato almeno?

 

Il 19/4/2020 alle 17:49, Brutus ha scritto:

Puoi rispondermi per favore?

 

Il 19/4/2020 alle 17:49, Brutus ha scritto:

No, adesso dimmi chi è lo schiavo di casa?

Oltre che per la punteggiatura, segnalo questa frase perché è un ottimo indizio (a posteriori).

 

Il 19/4/2020 alle 17:49, Brutus ha scritto:

Alcune schegge raggiunsero il cane che dopo un attimo di spavento 

 

Il 19/4/2020 alle 17:49, Brutus ha scritto:

Non per spregio ma perché dopo tutte quelle ore 

Qui sopra riflettevo sul sostantivo "spregio": forse "sfregio" suona più adatto, nonostante i due significati si intersechino? Ti segnalo inoltre la virgola saltata prima di "ma".

Ti ho letto con piacere, @Brutus. Un saluto.

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Piacere di conoscerti, @Brutus :)

 

Ho letto un bel racconto, dove il cane vendica il suo padrone, ucciso da chi li schiavizzava entrambi. Bravo!

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@Almissima @ivalibri @Ippolita2018 @Poeta Zaza grazie, rispondo un po' a tutti: l'idea iniziale era solo uno spunto in cui un uomo si rivolgeva a un cane come se parlasse a una persona; da qui il titolo che voleva essere volutamente fuorviante e che ho mantenuto. Poi leggendo le tracce di questo MI ho sviluppato la cosa in un altro senso: volevo creare un racconto in cui ognuno dei personaggi si sentisse in qualche modo schiavo dell'altro, ma che allo stesso tempo potesse sembrare un tiranno. Quindi ho fatto parlare quello che per tutti era l'aguzzino come se si sentisse lo schiavo, il cane non potendo esprimersi (a parte la libertà che mi sono concesso di entrare nei suoi pensieri alla fine) si ribella agendo, diventando comunque un assassino. Il morto anche se lo scopriamo alla fine, era probabilmente il vero tiranno, ma non lo sapremo mai! Purtroppo il non detto alle volte può essere un'arma a doppio taglio, ma troppe spiegazioni e uno svolgimento più arioso e articolato avrebbe tolto tensione al racconto, così ho preferito lasciarlo asciutto.

Grazie ancora e buona scrittura a tutti.

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Buona sera @Brutus  e cara @Ippolita2018  bello ed interessante il tuo racconto. Il dialogo che il proprietario instaura con il cane è perfetto, che il cane attacca alla gola il proprietario questo è impossibile non lo farebbe neanche con un estraneo, difatti il cane, tutti i cani pur essendo dei lupi ovvero anche un chiwawa o  un volpino se si accoppia con un lupo selvatico nascono con facilità dei cuccioli quindi il cane è un vero lupo, l'attacco alla gola non si riesce neanche con l'addestramento perchè il cane da secoli vivendo con noi non diventerà mai adulto. Viceversa il lupo lo fa solo dopo essere diventato adulto. Però se il padrone è morto  come alla finale del racconto, allora le cose cambiano, per il semplice fatto che proprietario diventato cadavere perde sicuramente l'odore di proprietario ed il cane avendo fame e per natura sua preferisce la carne con odore forte, potrebbe per nutrirsi iniziare da un punto più delicato come la gola ed altri parti, questo  non è un attacco alla gola, perciò solo in questo caso il cane potrebbe perdere la devozione per il suo padrone. Grazie per la bella lettura, spero di essere stato utile vi auguro una buona settimana e tanta fortuna. 

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Il 19/4/2020 alle 17:49, Brutus ha scritto:

Il caldo agostano

:aka: "di agosto" no?

Il 19/4/2020 alle 17:49, Brutus ha scritto:

lo capisci questo vero?

Metterei una virgola prima di "vero"

Il 19/4/2020 alle 17:49, Brutus ha scritto:

“No, adesso dimmi chi è lo schiavo di casa?

Metterei due punti dopo "dimmi"

Il 19/4/2020 alle 17:49, Brutus ha scritto:

Si certo per te è troppo

Sì, certo, per te è troppo

Il 19/4/2020 alle 17:49, Brutus ha scritto:

Andò in mille pezzi come la mente del suo proprietario.  

Non mi convince molto "proprietario"

 

 

Piccoli refusi a parte, è un bel pezzo. Ben scritto:)

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14 ore fa, flambar ha scritto:

spero di essere stato utile vi auguro una buona settimana e tanta fortuna. 

Utilissimo, grazie mille! Un caro saluto anche a te, Cosimino. :)

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Il 19/4/2020 alle 17:49, Brutus ha scritto:

Quello seduto non reagì alla provocazione

metterei seduto in inciso

Il 19/4/2020 alle 17:49, Brutus ha scritto:

l capo chino sul petto come a osservare il piatto di pasta ormai fredda.

perchè come? Non capisco

Il 19/4/2020 alle 17:49, Brutus ha scritto:

No, adesso dimmi chi è lo schiavo di casa?

Via, ne metti uno già dopo

Il 19/4/2020 alle 17:49, Brutus ha scritto:

Si certo

Sì, certo,...

 

@Brutus ti ho segnalato giusto qualcosa perchè il tuo racconto è stato già ben setacciato. All'inizio non mi ha colpito tanto, pensavo al solito svalvolato che se la piglia col cane del tutto a caso, poi il cane si arrabbia, secca il padrone e scopriamo che il morto parlava con un cadavere. E tutto diviene molto più bello. Hai mantenuto l'inganno fino alla fine, una cosa che a me riesce molto male, e, al netto di refusi e punteggiatura da rivedere qua e là l'idea è davvero buona e ben scritta.

A rileggerti.

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@mina99 @AnnaL. grazie per le osservazioni soprattutto sulla punteggiatura. 

Il "come" l'ho inserito per evitare che dalla lettura risultasse un'azione realmente compiuta dal soggetto che, essendo cadavere, non poteva in realtà compiere. Non volevo imbrogliare il lettore. 😁

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21 minuti fa, Brutus ha scritto:

Il "come" l'ho inserito per evitare che dalla lettura risultasse un'azione realmente compiuta dal soggetto che, essendo cadavere, non poteva in realtà compiere. Non volevo imbrogliare il lettore. 😁

Colpa mia non averlo colto :-)

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@Brutus racconto che si chiarisce solo alla fine ma (e questo è il suo limite) non del tutto. Almeno per me alcuni dettagli restano poco chiari e i comportamenti del protagonista (quei pochi che compie) un po’ poco spontanei e molto scriptati. Secondo me questo è un tipo di racconto che avrebbe avuto bisogno di maggiore spazio in alcuni punti e di essere maggiormente asciugato in altri. Lo stile di scrittura però è buono e nel complesso è stata una lettura interessante. Buona anche la descrizione dell’assalto del cane, ben resa.

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Un racconto che è un climax assoluto di ferocia e ribellione, con la giusta lunghezza secondo me,
particolarmente felice in questi testi dove si affida alle ultime battute il compito di spiegare ciò che
abbiamo letto precedentemente. Consiglierei di rivedere solo alcuni passaggi già segnalati negli altri
commenti, che permettano una maggiore fruizione del testo e agevolino in qualche modo la
comprensione, perché quando si vuole stupire con le battute finali il rischio di “dare poco” al lettore nel
corso del racconto può farlo bloccare su alcuni passaggi. Per il resto un racconto molto godibile e
coraggioso sia nello stile che nelle tematiche affrontate.

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Ciao! Parto dicendo che ho adorato molto il racconto.

Sono sempre stato un fan dei plot twist e questo è davvero interessante!

Se posso vorrei dare qualche opinione:

Il 19/4/2020 alle 17:49, Brutus ha scritto:

Quella bestia ha bisogno di lavarsi.”

come qualcuno prima di me ha fatto notare non è proprio corretto, meglio, appunto, "di essere lavata"

Il 19/4/2020 alle 17:49, Brutus ha scritto:

“No, adesso dimmi chi è lo schiavo di casa?

secondo me funziona più con una virgola extra "No, adesso dimmi, chi è il padrone di casa?"

 

Il 19/4/2020 alle 17:49, Brutus ha scritto:

meglio di due gambe.

a posteriori avrei apprezzato di più un "meglio di due" come per dire che l'assassino, in fondo, ha ceduto al suo istinto animale.

Dico "assassino" perché mi sembra il caso più logico,  anche se fosse un familiare psicopatico comunque deve essersela guadagnata questa antipatia del cane xD

Il 19/4/2020 alle 17:49, Brutus ha scritto:

andandosi ad accucciare

forse "andando ad accucciarsi" sarebbe meglio? 

 

Il 19/4/2020 alle 17:49, Brutus ha scritto:

Sembrava la scena di un documentario sulla savana: il leone e la gazzella.

forse un po' fuori luogo visto il climax.

Per il resto mi risuona terribilmente con le storie degli anziani che vengono adescati o torturati, quindi, brividi! :fuma:

 

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@Komorebi @Lo scrittore incolore @Leoc , grazie per essere passati a commentare.

Parto da quel "lavarsi" che mi era già stato fatto notare e che ho dimenticato di chiarire. Non è che l'ho dimenticato, è lì apposta per sottolineare che il tizio che parla non è proprio tutto a posto...tanto da pensare che il cane poteva lavarsi da solo.

Del non detto ho già chiarito sopra.

Quello che mi stupisce di più nei commenti è che tutti hanno colto nel racconto una mia volontà di affrontare tematiche di attualità di vario genere a seconda di chi leggeva, quando in realtà non ci ho minimamente pensato al momento della stesura. C'era solo il puro piacere di scrivere e raccontare un episodio, posizionabile in qualsiasi tempo e luogo (purché faccia caldo ad agosto) e, mi ripeto, l'ambivalenza e l'ambiguità del rapporto schivo/aguzzino.

Ma il mondo è bello perché è avariato, perciò ancora grazie a tutti quelli che lo hanno letto.;)

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