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Brutus

Brano corretto?

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Salve a tutti. Sto revisionando il mio secondo romanzo e mi sono imbattuto il questo brano che mi pare corretto, ma non ne sono sicuro. 

Qualcuno può darmi una opinione in merito? Grazie.

 

"La cosa sarebbe finita male, prima o poi, così, pensò suo padre, quello che non era riuscito alla famiglia sarebbe certamente riuscito allo Stato. Spedì suo figlio nell’esercito. Sarebbe tornato sano o non sarebbe tornato affatto. Ormai a lui non importava quale delle due possibilità si fosse verificata, purché in casa tornasse la pace."

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Allora...

8 minuti fa, Brutus ha scritto:

si fosse verificata

si sarebbe> il fatto deve ancora avvenire, quindi condizionale passato.

9 minuti fa, Brutus ha scritto:

suo padre, quello che non era riuscito alla famiglia sarebbe certamente riuscito allo Stato. Spedì suo figlio nell’esercito

Uno dei due è sicuramente sbagliato: o è il padre o è il figlio a raccontare...

C'è poi anche qualche problemino secondario di punteggiatura.

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17 minuti fa, Marcello ha scritto:

Allora...

29 minuti fa, Brutus ha scritto:

si fosse verificata

si sarebbe> il fatto deve ancora avvenire, quindi condizionale passato.

Ho sbagliato la correzione, avevo scritto correttamente in prima stesura.

18 minuti fa, Marcello ha scritto:
30 minuti fa, Brutus ha scritto:

suo padre, quello che non era riuscito alla famiglia sarebbe certamente riuscito allo Stato. Spedì suo figlio nell’esercito

Uno dei due è sicuramente sbagliato: o è il padre o è il figlio a raccontare...

E' il figlio, quindi dovevo scrivere:

34 minuti fa, Brutus ha scritto:

pensò suo padre, quello che non era riuscito alla famiglia sarebbe certamente riuscito allo Stato. Lo spedì suo figlio nell’esercito.

Giusto?

Grazie @Marcello !

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2 ore fa, Brutus ha scritto:

"La cosa sarebbe finita male, prima o poi, così, pensò suo padre, quello che non era riuscito alla famiglia sarebbe certamente riuscito allo Stato. Spedì suo figlio nell’esercito. Sarebbe tornato sano o non sarebbe tornato affatto. Ormai a lui non importava quale delle due possibilità si fosse verificata, purché in casa tornasse la pace."

 

Gentile @Brutus, come già detto più volte ci sono serie e fondate ragioni che impediscono all'Autore una revisione valida del proprio testo. Perché l'ha scritto lui e quindi tenderà a rileggerlo più o meno come lo ha concepito in prima battuta. Le due righe da te riportate sono un buon esempio di questa comune difficoltà. Il mio consiglio è sempre lo stesso: leggi il brano ad alta voce, declamalo. Se la voce ti esce fluida e chiara allora hai scritto bene, altrimenti, se la voce s'inceppa e senti che il ritmo non funziona, allora è il caso di concepire in altro modo la forma del periodo/brano/paragrafo. 

Ti sottolineo i punti che rendono macchinosa la lettura:

«La cosa sarebbe finita male, prima o poi, così, pensò suo padre, quello che non era riuscito alla famiglia sarebbe certamente riuscito allo Stato. Spedì suo figlio nell’esercito. Sarebbe tornato sano o non sarebbe tornato affatto. Ormai a lui non importava quale delle due possibilità si fosse verificata, purché in casa tornasse la pace.»

Quattro "sarebbe" in due righe sono troppi, idem per le ripetizioni annesse "riuscito-tornato" Alla famiglia e A lui mi suonano male..  Le possibilità..hai detto già prima che sono due, non occorre ripetere che sono "due". Io mi permetterei, stravolgendo la tua sintassi (cioè con un editing volutamente invasivo),  di rendere il brano più semplice e naturale, anche dal punto di vista del ritmo narrativo . Tipo:

«La cosa, prima o poi, sarebbe finita male: lo Stato avrebbe avuto buon esito proprio là dove la famiglia aveva fallito - questo il pensiero dell'uomo, che alla fine decise di spedire il figlio nell'esercito. Ne sarebbe tornato sano o non lo avrebbe più rivisto. Ma che importava? Fondamentale per lui che in casa tornasse presto la pace.»

 

Un'ultima annotazione: in ogni periodo deve esserci un punto (stress) dove la voce e l'attenzione convergono. La scrittura non ha un andamento lineare piatto, bensì prosegue con picchi o cadute di accento (fonico, lessicale, semantico)  e generalmente ciò che più conta di una frase, il punto dove la voce si alza per dare enfasi, si colloca all'inizio o alla fine della frase, non in mezzo. Grazie per l'attenzione.

Un cordiale saluto.    

 

 

Modificato da Renato Bruno
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42 minuti fa, Renato Bruno ha scritto:

Quattro "sarebbe" in due righe sono troppi,

Di questo mi ero accorto anch'io ma non trovavo una via d'uscita.

 

46 minuti fa, Renato Bruno ha scritto:

idem per le ripetizioni annesse "riuscito-tornato"

Qui invece ho volutamente ripetuto, per dare enfasi.

 

@Renato Bruno per il resto terrò conto dei preziosi consigli di riscrittura. Grazie!

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Ciao @Brutus (tu quoque, Brute, fili mi?:)

Il tuo brano mi sconfinfera parecchio.

 

14 ore fa, Brutus ha scritto:

La cosa sarebbe finita male, prima o poi, così, pensò suo padre, quello che non era riuscito alla famiglia sarebbe certamente riuscito allo Stato. Spedì suo figlio nell’esercito. Sarebbe tornato sano o non sarebbe tornato affatto. Ormai a lui non importava quale delle due possibilità si fosse verificata, purché in casa tornasse la pace

 

Ti rispondo a livelli…

 

1) Livello sintattico-grammaticale.

A parte il "si fosse verificata" alla fine (come ti hanno già fatto notare) – che credo sia un refuso, nulla di che –, è tutto corretto.

 

2) Livello della punteggiatura.

Seppure non ci sia un vero e proprio errore, utilizzi lo stesso segno (la virgola) per due funzioni grammaticali diverse: sia per separare l'inciso (prima o poi) nel pensiero diretto sia per separare il pensiero diretto dal relativo tag. Forse generi confusione, quindi vedrei meglio un trattino nel secondo caso (senza cambiare il tuo ordine delle parole, "la cosa sarebbe finita male, prima o poi, così – pensò suo padre").

 

3) Livello POV.

E qua viene il mio "pallino" che mi sta dando molti pensieri negli ultimi tempi :)

 

Sembra che nel tuo brano ci sia un errore di POV (PDV in italiano) ma se ipotizziamo la presenza di tre personaggi, questo errore apparente svanisce. I tre personaggi dovrebbero essere questi: Padre, Mario e Figlio, dove Padre è il padre di Mario e Figlio è il figlio di Mario. In questo caso il tuo brano sarebbe così, senza cambiare l'ordine delle parole, solo esplicitando i soggetti:

 

"La cosa finirà male, prima o poi, così – pensò Padre –. Quello che non è riuscito alla famiglia riuscirà certamente allo Stato.

Mario allora spedì Figlio nell’esercito. Sarebbe tornato sano o non sarebbe tornato affatto. Ormai a Mario non importava quale delle due possibilità si fosse[!] verificata, purché in casa tornasse la pace".

 

Ma i personaggi sono davvero tre?

 

 

4) Livello di editing.

 

Qui, nello spirito del WD, voglio condividere un ragionamento che ho letto nel saggio "Dialoghi" di Robert McKee e che mi sembra collegato al tuo brano.

L'Autore dice che è possibile identificare una frase incisiva: quella che ha più rilevanza, di solito.

A seconda della posizione della frase incisiva, si determinano te casi (metto la frase incisiva in grassetto):

1) frase suspense, quando la frase incisiva sta alla fine. Es.: Prese la ruota di scorta e maledisse il cric mentre cercava di cambiare una gomma bucata. (Con tono di perdita) Quella fu l'ultima volta che lo vidi;

2) frase ad accumulazione, quando la frase incisiva sta all'inizio. Es.: (Con tono di perdita) L'ultima volta che lo vidi fu quando cercava di cambiare una gomma bucata. Aveva preso la ruota di scorta e malediceva il cric;

3) frase bilanciata, quando la frase incisiva sta in mezzo.

 

L'Autore sostiene che la scelta migliore è certamente la prima (frase suspense), ma aggiunge che usare sempre la stessa costruzione è noioso e quindi propone "periodi misti" in cui i tre casi si alternano.

 

Nel tuo caso, la frase incisiva mi sembra "spedì suo figlio nell’esercito".

Quante riflessioni si possono ricavare da un piccolo brano! :)

 

Volevo dire un'ultima cosa. L'editing di Renato, per quanto bello, dice una cosa diversa dalla tua. Lui infatti scrive "decise di spedire" laddove tu dici "spedì". Secondo me, Renato ha ragione perché è una decisione, non un fatto.

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30 minuti fa, dyskolos ha scritto:

Ma i personaggi sono davvero tre?

:no: 

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4 ore fa, Marcello ha scritto:
4 ore fa, dyskolos ha scritto:

Ma i personaggi sono davvero tre?

:no: 

 

Lo sospettavo, anche perché con tre personaggi il brano avrebbe poco senso ;)

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@dyskolos grazie per la disamina. Cerco di chiarire i vari punti:

 

1) ok.

 

2) 

6 ore fa, dyskolos ha scritto:

Seppure non ci sia un vero e proprio errore, utilizzi lo stesso segno (la virgola) per due funzioni grammaticali diverse

Per me erano entrambi degli incisi, visto che eliminandoli la frase rimane di senso compiuto.

Devo anche una spiegazione sul mio modo di scrivere: non ho fatto studi umanistici, quindi non ho una conoscenza profonda della lingua italiana, tanto più che la mia frequentazione scolastica risale al Mesozoico. Perciò usa principalmente i mezzi che conosco: il punto e la virgola. Sono conscio del fatto che a volte ne abuso ma preferisco così piuttosto che usare "utensili" che non conosco bene. Il trattino, ad esempio, non lo uso proprio. Nei romanzi che leggevo all'epoca in cui ho cominciato a scrivere non lo trovavo mai, perciò avevo dato per scontato non si usasse (come le caporali).

 

3)

6 ore fa, dyskolos ha scritto:

Sembra che nel tuo brano ci sia un errore di POV

Può essere. Avendo inserito solo una parte del brano forse è sfuggito il contesto. Inizialmente è il figlio che ricorda, ma a mano a mano che scorrono le parole sembra che sia il narratore a parlare. Però considerando che il personaggio è psicopatico e deve conservare un'aura di mistero (sennò che giallo è!?) il cambio di POV a mio parere non disturba. Anzi, sottolinea che al tipo manca qualche rotella.

 

4) Mi piacerebbe essere in grado di fare anche l'editing! Onestamente mi limito a correggere errori di ortografia e a "sentire" come suonano le frasi per rendere leggibile il romanzo ai miei beta readers. Quello che dici tu è un passaggio interessante, ne terrò conto.

 

Per quanto riguarda l'editing di Renato, penso valgano entrambe: è sia una decisione che un fatto successivo alla decisione. 

 

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15 ore fa, Brutus ha scritto:
22 ore fa, dyskolos ha scritto:

Sembra che nel tuo brano ci sia un errore di POV

Può essere. Avendo inserito solo una parte del brano forse è sfuggito il contesto. Inizialmente è il figlio che ricorda, ma a mano a mano che scorrono le parole sembra che sia il narratore a parlare. Però considerando che il personaggio è psicopatico e deve conservare un'aura di mistero (sennò che giallo è!?) il cambio di POV a mio parere non disturba. Anzi, sottolinea che al tipo manca qualche rotella.

 

Il problema è proprio la mancanza del contesto. Dopo la tua spiegazione di contesto (il personaggio è psicopatico) cambia tutto e una certa misteriosità, nei gialli, ci vuole :)

 

 

15 ore fa, Brutus ha scritto:

la mia frequentazione scolastica risale al Mesozoico

 

La mia è ancora più arcaica. Pensa che andavo a scuola in groppa a un dinosauro: aveva catturato un comodo pterodattilo, che, siccome volava, mi faceva evitare il traffico :asd::asd::asd:

 

 

15 ore fa, Brutus ha scritto:

mi limito a correggere errori di ortografia e a "sentire" come suonano le frasi

 

D'accordissimo :)

La penso come te. Per me la "voce" dell'autore deve essere sempre riconoscibile. L'editing che la nasconde non va mica tanto bene.

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