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Emy

[MI135] Non so scrivere con la luce accesa

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Un testo delicatissimo, che prende forma più con le emozioni descritte, che con delle vere e propri azioni.
Ho trovato personalmente una certa difficoltà a muovermi fra i nomi, ma capisco bene che data la materia
trattata i personaggi non potevano chiamarsi altrimenti. Ho trovato molto elegante e mai stucchevole la
rappresentazione della spiritualità e il modo in cui vengono fuori le caratteristiche dei singoli personaggi.
Anche qui come nel racconto Nostalgia di AnnaL., ho trovato forse una mancata accensione, un guizzo
narrativo che desse al racconto una natura più dinamica, ma capisco bene che l’intento è diverso e nel
volere raccontare dei brandelli di umanità in tumulto questo è davvero eccellente. Complimenti!

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1 ora fa, Ton ha scritto:

serbare rancore

Ok. e con questo direi che l'esperienza del wd sarebbe bene finisse qui. è stato bello finché è durato. Adieau

 

 

Spoiler

Mica lo avevo letto lo spoiler...

 

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1 minuto fa, Edu ha scritto:

 

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Mica lo avevo letto lo spoiler...

 

 

Troppo tardi v_v per punizione riceverai una mia freddura come quella, magistrale, che hai quotato. Ogni mattina, nella tua inbox sul forum.

:P 

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38 minuti fa, Edu ha scritto:

Ok. e con questo direi che l'esperienza del wd sarebbe bene finisse qui. è stato bello finché è durato. Adieau

Bravo. Così il trono rimane solo mio. :P 

39 minuti fa, Edu ha scritto:

Mica lo avevo letto lo spoiler...

Mica potevo scriverlo a lettere cubitali. v_v Lo spoiler a cosa serve sennò? :tze:

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1 ora fa, Lo scrittore incolore ha scritto:

ma capisco bene che l’intento è diverso e nel
volere raccontare dei brandelli di umanità in tumulto questo è davvero eccellente. Complimenti!

@Lo scrittore incolore grazie di cuore, Inc! :rosa:

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Cari @Emy e @Ton, ho letto con molta attenzione il vostro racconto e la mia  personalissima opinione è che la cornice suggestiva della cerimonia funebre (di cui non conosco nulla) non sia sufficiente a permeare di drammaticità un testo in cui immaginavo essa troneggiasse. Il contesto è solenne e si percepisce una totale immersione nella ritualità: in essa si innestano vicende di litigi, abbandoni e gelosie nella famiglia la cui linea matriarcale è rappresentata da Ruth, Noa e Adah. Tali vicende sembrano quasi in secondo piano rispetto alla magnificenza esotica del contesto: come se, per fare un esempio banale, di un pacco non fosse importante il contenuto ma la carta che l'avvolge. Non so se sono riuscita a esprimere le mie perplessità. Ho notato inoltre qui e là una certa disomogeneità nella scelta lessicale: per fare un solo esempio, "trovare parole degne di inchiostrarla" mal convive secondo il mio modesto parere con "menefreghismo". Il racconto, inoltre, mi è sembrato esageratamente lungo e con alcune derive enfatiche tra cui le frasi iniziali e finali, che per tale motivo non hanno il pregio di avvolgerlo in una circolarità virtuale.

 

Il 29/3/2020 alle 23:47, Emy ha scritto:

L’ho vestita del bianco di lino più puro che avessimo: ho dovuto scavare tra le ceste di lenzuola

Qui scriverei: "L'ho vestita del bianco del lino più puro. Ho dovuto scavare nelle ceste..."

 

Il 29/3/2020 alle 23:47, Emy ha scritto:

Non si erano fatti vivi quando la testa di mia madre aveva preso il largo

Questa espressione non mi è chiara.

 

Il 29/3/2020 alle 23:47, Emy ha scritto:

Pochi, ma intimi.

Questa è una frase esageratamente comune e legata in genere a momenti conviviali.

 

Spero perdonerete la mia franchezza, perché entrambi sapete quanto io apprezzi la vostra scrittura (Emy di sicuro; a Ton dico qui che il racconto dove ero giudice l'ho trovato splendido). Vi ringrazio e vi saluto. Cuore rosso.

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@Ippolita2018 scusa il ritardo, oggi non ho avuto un secondo.

 

Ci tenevo a dirti grazie, forse più che a tutti gli altri. È sempre più difficile trovare qualcuno che si "scomodi" a commentare in maniera approfondita e argomentata quando un racconto non gli è piaciuto.

 

Ognuno di noi ha il proprio modo di intendere la scrittura e di sentire. Mi fa mille volte più piacere poter parlare con una persona che non apprezza ciò che scrivo, piuttosto che ricevere da quella persona un commento superficiale o il nulla assoluto. Gli scambi, per me che sono qui solo per imparare, sono sempre ben accetti, e le critiche aiutano a riflettere e crescere.

 

Spero di rileggerti presto. Al prossimo commento <3:rosa:

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@Emy il tuo racconto è splendido, molto bella l'idea di usare i due punti di vista. Intenso e non eccessivo. Non sono capace d

i fare le pulci, se non per evidenze eclatanti (mea culpa, le minuzie proprio non le vedo). Mi piace di più parlare del flesso che mi arriva, delle sensazioni che provo, delle emozioni condivisibili con il personaggi e la loro storia. Ecco tutto questo mi è arrivato. La presenza di chi presente non è stato mai, richiama alla mente del lettore esperienze personali. Chi di noi ad un funerale di famiglia o di amici o conoscenti non ha notato la presenza stonata? Quando si dice "davanti alla morte tutto decade" e ci si sente in dovere di "recuperare" l'impossibile presentandosi con tanto di fiori e capo chino (o fumando la sigaretta), bhe, la sensazione è che si prova molta pena e anche rabbia. I tuoi personaggi mi sono piaciuti tantissimo. Pollice in su. 

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Mi scuso per gli errori,  ma mi hato problemi (il sito o il cellulare, non so) ho dovuto recuperare tre volte il commento che ad un  certo punto spariva).

E.C. flusso e non flesso, manca la virgola dopo Ecco,  i personaggi invece di il personaggi.

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@Adelaide J. Pellitteri Grazie mille :rosa:l'idea che abbiamo unito con quella di @Emy a me è venuta proprio per i motivi che scrivi: ho partecipato al funerale di mio nonno poco tempo fa, e le sensazioni sono state quelle che descrivi e che ho cercato di mettere nel testo. 

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