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Kikki

[MI 135] L'appuntamento

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Traccia di mezzanotte

 

È da questa mattina che aspetto il tramonto! Immaginatevi la mia delusione quando la mamma, tutta felice, mi ha annunciato che oggi entra in vigore l’ora legale. Un’ora di luce in più. Un’ora in più prima di vedere Priscilla.

Negli ultimi tempi il mondo si è capovolto, non solo si è scatenata un’epidemia mondiale e tutti i governi hanno deciso che dobbiamo stare chiusi in casa. No, fosse solo questo. Il giorno prima del lockdown Priscilla mi ha baciato. Mi ha baciato, capite? Proprio me. Un secondo dopo, zac, porte chiuse. Fine dei pomeriggi al parco, delle partite a basket, degli sguardi senza fine che siamo riusciti a scambiarci e che mi lasciavano senza aria, senza saliva e senza parole.

Durante la cena non parlo; ho scoperto che più faccio l’antipatico e più mi lasciano in pace. In fondo, sono un adolescente ho il diritto al mutismo e a tenere gli occhi piantati sui rari piselli che rendono ragù a pois.

«Sono gli ormoni», dice la mamma.

«Ti ricordi quando noi…» risponde papà, ma io non ascolto, penso solo a Priscilla e allo zaino nascosto sotto al letto. Non che servisse davvero, ma rende tutto molto più avventuroso. Si è mai sentito parlare di una fuga senza zaino? Sembrerei un vero sprovveduto.

Io e Priscilla viviamo nello stesso palazzo dal momento in cui siamo venuti al mondo, ma abbiamo cominciato a parlarci davvero solo da quando siamo finiti nella stessa sezione tre anni fa. All’inizio non mi piaceva, la trovavo simpatica e ci tornavo per forza a casa insieme dal momento che siamo vicini, ma niente di più.

All’inizio della terza però Priscilla è tornata da un’estate in Grecia che non ha cambiato solo la sua di vita, ma anche la mia e quella di molti altri miei compagni che prima non avevano idea di chi lei fosse. Da quel momento più o meno tutta la scuola la osserva. La cosa buffa di tutta questa trasformazione non è che io non riesca a staccarle gli occhi di dosso, ma che lei non li stacchi di dosso a me.

Mi trascino in camera con l’aria più scocciata che riesco a trovare nel marasma di eccitazione che mi fa ridere come uno scemo. Entro e sbatto la porta. Non troppo forte, non voglio far incazzare i miei, né provocare fantasiosi rimedi al malessere adolescenziale che secondo loro mi attanaglia. L’ultima volta l’ho quasi scardinata e il botto è stato così forte che mio padre mi ha costretto a guardare un film insieme a loro sul lettone. "Come quando eri piccolo, tesoro", ha detto mia madre. La sbatto appena un po’, quanto basta perché recepiscano che è meglio stare alla larga.

Controllo lo zaino in fretta: ho preso una coperta da stendere a terra, una candela, i fiammiferi e un mezzo pacco di biscotti. Non sono riuscito a trafugare altro, mia madre non si schioda dalla cucina da quando siamo chiusi dentro.

Apro la finestra e mi affaccio; se appoggio la pancia sul cornicione e mi sporgo un bel po’, riesco a sbirciare nella camera di Priscilla. La luce è accesa, lei però non la vedo. Per un attimo una massa di capello scuri compare al di là del vetro, poi scompare. Non si gira verso di me. Striscio dentro e chiudo la finestra, sono deluso. Perché non si è girata verso di me?

Mi guardo in giro alla ricerca di qualcosa da fare; prima di mezzanotte i miei non vanno a letto di sicuro. C’è un tale casino in camera mia, forse dovrei mettere a posto, così i miei avrebbero una ragione in meno per rompere. O magari si insospettirebbero. Io non riordino mai.

Mi butto sul letto e controllo il telefono: Priscilla non si connette dalle 20:15. Quasi quaranta minuti! Si starà preparando, o magari parla con i suoi in modo che dopo la lascino in pace. I suoi vanno a letto più tardi dei miei. L’appuntamento è per mezzanotte sul terrazzo condominiale. Più o meno. Mancano solo tre ore.

Ripenso al colore dei suoi occhi mentre si avvicinava per baciarmi. Mi sono sembrati più scuri e notarlo mi ha quasi distratto da quello che stava per succedere. Ci siamo baciati per ore. Prima con la bocca chiusa, ma poi l’abbiamo aperta entrambi, le nostre lingue si sono trovate subito e i nostri denti hanno sbattuto. Abbiamo fatto finta di niente. Alla seconda volta lei è scoppiata a ridere e io pure. Per fortuna nessuno dei due porta l’apparecchio.

Sento dei passi in avvicinamento; la porta si apre con un’esitazione che perde subito. Mai che bussino!

«Tutto bene, Arturo?» chiede la mamma.

Grugnisco sperando che se ne vada e fingo di scrivere un messaggio, gli occhi puntati sulle labbra umide di mare di Priscilla che ride abbronzata dalla foto del profilo.

«Metti via quel coso e leggi un libro», suggerisce o ordina mia madre ancora sulla porta. Non è mai ben chiaro il confine semantico.

Mugugno qualcosa di incomprensibile, ma butto il cellulare di lato e pesco un libro dalla catasta che svetta sul mio comodino. Uno a caso, giusto per liberarmi di lei; in ogni caso non credo proprio che riuscirei a concentrarmi.

Mamma entra nella mia stanza e borbotta, scandendo le parole quanto basta perché io le recepisca tutte, sul disordine e la necessità di fare lo slalom per raggiungermi. Non appena approda alla sponda del letto metto la maschera più arcigna che so fare e avvicino le pagine alla faccia, tanto che non distinguo le lettere. La mamma mi accarezza la fronte e mi rilasso mio malgrado. Si piega a baciarmi e mi augura la buonanotte. Non rispondo, ma la sbircio con la coda dell’occhio. Perché ho sempre l’impressione che lei sappia tutto quello che mi passa per la testa?

Non appena la porta si chiude alle sue spalle recupero il cellulare. Ancora due ore e mezza. Ma il tempo non passa mai? Priscilla non si connette dalle 8:15. Ancora? Ma cosa fa? Perché non mi scrive? Forse non è agitata tanto quanto lo sono io, in fondo per lei non è stato il primo bacio il nostro. Quel greco, in vacanza, su quell’isola, il mare, il sole, la pelle nuda… Basta! Divento pazzo a pensare a Priscilla in costume di fianco a un ragazzo di sicuro più grande di me.

Mancano due ore e venti minuti. Dieci minuti sono bastati a impazzire. L’avrà solo baciato? Le sue amiche lo sanno di sicuro.

Butto il telefono sul pavimento, si nasconde subito in una montagnola di vestiti. Non mi va più di vederla adesso, lei e il suo greco. E poi perché non chiama?

Mi alzo a sedere sul letto di scatto: forse dovrei chiamarla io? Mi lascio andare di nuovo sul materasso e intreccio le dita sulla pancia. No, Fabio, che ha ben più esperienza di me, dice sempre che bisogna farle aspettare; quando aspettano dopo ti vogliono di più.

Lascio vagare lo sguardo sul soffitto bianco, l’unica superficie libera e intonsa della mia stanza e decido che Fabio è un cretino.

Mi allungo dal letto per prendere il cellulare e mandare un messaggio a Priscilla, io non sono Fabio.

Scavo tra i vestiti finché non trovo il telefono, sto per accenderlo, ma mi fermo. Cosa voglio scrivere? E, soprattutto, cosa dovrei scrivere? Non certo quello che voglio, mi prenderebbe per pazzo e non mi rivolgerebbe mai più la parola. E allora?

Premo il bottone, lo schermo si illumina fisso la stringa vuota a cui dovrei affidare le parole che potrebbero decidere del mio futuro. La testa non aiuta, c'è il vuoto siderale dentro di me.

All'improvviso Priscilla è online e sta digitanto qualcosa per me.

Sta scrivendo... online...

Sorrido all'indecisione delle sue parole, forse, in fin dei conti, anche lei è emozionata come me.

Sta scrivendo... online...

E se non trovasse le parole per dirmi che in realtà è stato tutto uno sbaglio?

Sta scrivendo...

“Non posso venire. Mamma ha capito che c’era qualcosa di strano e mi ha letto i messaggi”.

Sono così sollevato che non mi voglia lasciare, sono così disperato che non ci potremo vedere.

Online... Sta scrivendo...

"Ti penso".

Ora posso morire felice.

"Ti penso anche io".

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14 ore fa, Kikki ha scritto:

Durante la cena non parlo; ho scoperto che più faccio l’antipatico e più mi lasciano in pace. In fondo, sono un adolescente

virgola

14 ore fa, Kikki ha scritto:

ho il diritto al mutismo e a tenere gli occhi piantati sui rari piselli che rendono ragù a pois.

il ragù a pois.

14 ore fa, Kikki ha scritto:

 La sbatto appena un po’, quanto basta perché recepiscano che è meglio stare alla larga.

ahahah

14 ore fa, Kikki ha scritto:

Mi guardo in giro alla ricerca di qualcosa da fare; prima di mezzanotte i miei non vanno a letto di sicuro. C’è un tale casino in camera mia, forse dovrei mettere a posto, così i miei avrebbero una ragione in meno per rompere. O magari si insospettirebbero.

è la seconda, sì, l'ipotesi per l'adolescente medio.

14 ore fa, Kikki ha scritto:

Io non riordino mai.

 

14 ore fa, Kikki ha scritto:

Grugnisco sperando che se ne vada e fingo di scrivere un messaggio, gli occhi puntati sulle labbra umide di mare di Priscilla che ride abbronzata dalla foto del profilo.

«Metti via quel coso e leggi un libro», suggerisce o ordina mia madre ancora sulla porta. Non è mai ben chiaro il confine semantico.

Certi passaggi, come questo sopra, sono proprio azzeccati, brava

14 ore fa, Kikki ha scritto:

Mamma entra nella mia stanza e borbotta, scandendo le parole quanto basta perché io le recepisca tutte, sul disordine e la necessità di fare lo slalom per raggiungermi. Non appena approda alla sponda del letto

virgola

14 ore fa, Kikki ha scritto:

metto la maschera più arcigna che so fare e avvicino le pagine alla faccia, tanto che non distinguo le lettere.

 

Mi alzo a sedere sul letto di scatto: forse dovrei chiamarla io? Mi lascio andare di nuovo sul materasso e intreccio le dita sulla pancia. No, Fabio, che ha ben più esperienza di me, dice sempre che bisogna farle aspettare; quando aspettano

virgola

14 ore fa, Kikki ha scritto:

dopo ti vogliono di più.

 

14 ore fa, Kikki ha scritto:

Online... Sta scrivendo...

"Ti penso".

Ora posso morire felice.

"Ti penso anche io".

 

Tenero ritratto  di un primo amore adolescenziale al tempo del coronavirus. E come questa drammatica circostanza faccia scoprire la faccia platonica e romantica

del sentimento amoroso a chi lo scopre in sé per la prima volta,  quantunque abbia ancora i mezzi per comunicarlo all'amato bene e scambiarsi le parole che sanno scaldare i cuori di ogni età.

Brava, @Kikki , bella prova la tua! :)

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17 ore fa, Kikki ha scritto:

sui rari piselli che rendono ragù a pois.

manca qualcosa, presumo "il" prima di ragù

17 ore fa, Kikki ha scritto:

Sembrerei un vero sprovveduto.

 

17 ore fa, Kikki ha scritto:

è tornata da un’estate in Grecia che non ha cambiato solo la sua di vita, ma anche la mia e quella di molti altri miei compagni che prima non avevano idea di chi lei fosse

 

17 ore fa, Kikki ha scritto:

La cosa buffa di tutta questa trasformazione non è che io non riesca a staccarle gli occhi di dosso,

 

17 ore fa, Kikki ha scritto:

nel marasma di eccitazione

 

17 ore fa, Kikki ha scritto:

Non sono riuscito a trafugare altro

 

17 ore fa, Kikki ha scritto:

gli occhi puntati sulle labbra umide di mare di Priscilla che ride abbronzata dalla foto del profilo.

 

17 ore fa, Kikki ha scritto:

Non è mai ben chiaro il confine semantico

 

17 ore fa, Kikki ha scritto:

pesco un libro dalla catasta che svetta

 

ho cercato di evidenziare nel testo le espressioni  e i costrutti che mi lasciano più dubbiosa, ma è più un insieme, una sensazione linguistica se così si può dire. Qui, ma anche nel dialogo tra amiche dello scorso MI e in altri racconti tuoi con protagonisti adolescenti e preadolescenti, il linguaggio, sia nella scelta di alcuni vocaboli che nelle costruzioni, mi lascia spesso un senso di "adolescenti che parlano da adulti" o di "adulti che cercano di imitare gli adolescenti". Non dico che i ragazzi parlino con linguaggi basici e elementari, eh (ne ho due in casa con grande proprietà di linguaggio e vocabolario ammirativo, dixit i loro insegnanti), però ci sono parole che secondo me sono di un'altra epoca (ecco, forse i tuoi adolescenti parlano più come parlavamo noi da adolescenti che come ragazzi di oggi, ma qui siamo in piena attualità) e anche certe costruzioni e riflessioni come quella sul fatto che tutti la guardino dal ritorno dalla Grecia, eccetera. Non dico che un ragazzino non ci rifletta, ma nel modo in cui è strutturata mi suona proprio da ragionamento adulto (e appassionato di psicologia popolare).

Non pretendo che ci infili ovunque termini da "linguaggio giovane", ma rivedrei un po' il linguaggio per ringiovanirlo. Poi, forse sono stereotipi mentali miei e questa impressione ce l'ho solo io, eh, vedi tu che ne pensi. :)

 

Tolto questo dubbio "d'involucro", il racconto è delizioso, ci sono dei dettagli molto veri, come lui che sfrutta gli stereotipi sugli adolescenti per avere la pace dai genitori, le riflessioni sulla mamma che sembra sapere tutto e questa profonda ambivalenza degli adolescenti, ancora un po' bambini ma anche un po' adulti e nessuno dei 2 insieme, il finale con lo strazio di non potersi vedere e il giubilo che lei lo pensi: delizioso. E anche una trama compiuta, con antefatti, suspense fino al termine e lieto fine. Trop mimi! si direbbe da queste parti :)

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Ciao @Kikki. Il racconto, in verità, è molto carino (nonostante lo sfondo dell'essere costretti a casa stia diventando un po' troppo un ossessione. Bastaaaaa!).

C'è qualcosa che non mi convince, però, nel come descrivi l'età del personaggio. A me sembra più un dodicenne, che un adolescente. Mi sembra più un amore delle medie, lui ancora molto bambino. Alcune cose - tipo il ragionare sulla propria condizione adolescenziale - non mi sembrano tanto da adolescenti. Sono più gli adulti che descrivono così quella fase. Ma ci può pure stare; quello che ci sta meno è l'impiego a ciel sereno di alcuni termini, come quel semantico, che cozzano un po' con il linguaggio da adolescente tendente al preadolescente che hai adottato. Sono cose che però possono aggiustarsi facilmente, e che comunque non impediscono di apprezzare il racconto. Ciao, alla prox 

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Un racconto delizioso, che prende un argomento semplice come l'amore di un ragazzino per una ragazzina e ci fa vivere tutta la pena che i due vivono in un momento storico assurdo come quello attuale. Trovo sempre rischiosi i racconti del genere rosa, perché il rischio di cadere nello stucchevole è sempre dietro l'angolo, eppure tu hai saputo districarti molto bene nelle pene d'amore. Complimenti :)

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I dettagli sono già stati segnalati tutti compreso qualche vocabolo troppo adulto.

Rimane solo da dire che romantico l'amore ai tempi del coronavirus.

Bello

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Cara Bef, hai ragione sulla sensazione linguistica, per questa ragione di solito non metto riferimenti temporali, solo questa volta ho voluto fare la contemporanea, ma di solito il tutto viene dal passato, dal mio. Mi sono chiesta tante volte come superare l'ostacolo linguistico, per un po' ho provato a fare mio il linguaggio adolescente di oggi, ma mi sembrava di scimmiottare i ragazzini, non mi ci sentivo a mio agio, così ho smesso. È ovvio che, in questo caso, strida perché c'è il riferimento al corona virus, su quello dell'ultima volta non saprei dirti, lì ho omesso a posta gli anni, poteva essere ambientato in una qualsiasi fascia temporale per me. 

5 ore fa, Befana Profana ha scritto:

certe costruzioni e riflessioni come quella sul fatto che tutti la guardino dal ritorno dalla Grecia, eccetera.

su questa invece non so che dire, non ci ho affatto pensato, ma lo farò

Grazie di tutto, sono contenta che, al netto del linguaggio, ti sia piaciuto :rosa:

 

4 ore fa, Edu ha scritto:

A me sembra più un dodicenne, che un adolescente.

non è un adolescente, ma un pre adolescente, speravo si capisse dal riferimento ai tre anni, che nella mia testa dovevano automaticamente tradursi in scuole medie, ma forse non è stato proprio così. Comunque l'età è quella, tredici o giù di lì :)

 

4 ore fa, Edu ha scritto:

Sono più gli adulti che descrivono così quella fase.

infatti anche qui sono i genitori che ne parlano, lui riporta le loro parole

4 ore fa, Edu ha scritto:

come quel semantico,

lo so! Me lo sono rigirato in bocca per un po' e poi l'ho buttato nella mischia. Pensavo all'uso improprio che i ragazzini fanno di certi paroloni che sentono e vorrebbero usare, ma non sanno bene come, ma non sono riuscita ad arrivare al risultato che volevo. Peccato! Sono comunque contenta che un pochino ti sia piaciuto (epidemia a parte :P)

 

2 ore fa, Lo scrittore incolore ha scritto:

Trovo sempre rischiosi i racconti del genere rosa, perché il rischio di cadere nello stucchevole è sempre dietro l'angolo, eppure tu hai saputo districarti molto bene nelle pene d'amore.

ne sono contenta perché è sempre anche la mia paura! Grazie del passaggio @Lo scrittore incolore

 

Grazie @Almissima

44 minuti fa, Almissima ha scritto:

l'amore ai tempi del coronavirus

potrebbe essere il suo titolo :)

 

Grazie mille @Poeta Zaza per i dettagli che hai notato e per le belle parole :rosa:

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Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

senza aria

elidi la "a"

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

In fondo, sono un adolescente ho il diritto al mutismo

Sacrosanto, lo sostenevo anche io alla stessa età.

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

rendono ragù a pois

ti sei persa un articolo :-)

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

Non che servisse davvero

perchè servisse e non "serva"? Lo domando proprio :umh:

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

così i miei avrebbero una ragione in meno per rompere

lo dici già sopra

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

Perché ho sempre l’impressione che lei sappia tutto quello che mi passa per la testa?

Dev'essere un senso in dotazione alle madri di adolescenti :-)

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

8:15

perchè lo ripeti (cambiando formato ^_^) Priscilla ancora non si è riconnessa?

 

Ti ho fatto le pulci, i pochi errori presenti sono dovuti alla fretta da contest.

Ormai so che di queste cose sai scrivere e sai scriverne bene e non mi hai smentito. Io non trovo che i ragionamenti che fa Arturo siano fuori età, o forse ero io un'adolescente che si faceva un sacco di pippe mentali, solo il linguaggio forse è troppo preciso, mia nipote a 16 anni circa non parlava così, era molto più gergale (per fortuna è tornata alla lingua italiana da diversi anni). Mi è piaciuto questo Arturo a metà fra l'infanzia e l'adolescenza (la carezza della madre che lo rilassa a prescindere), l'innocenza di quel "ti penso" e il romanticismo adolescenziale da "ora posso morire felice".

Bella prova socia! @Kikki

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10 ore fa, Kikki ha scritto:

Sono comunque contenta che un pochino ti sia piaciuto

No no, ma più di un pochino, tranquilla ;). Ok, se avevi in mente un tredicenne allora sì, l'età che viene in mente è quella. Solo che ci porti un po' fuori strada  con tutti quei riferimenti all 'adolescenza. È vero che i genitori tendono a esagerare:conosco mamme che impropriamente evocano quell' età per descrivere dinamiche di bambine di dieci anni. Allora, forse, basterebbe dare giusto qualche dettaglio in  più per chiarire l'equivoco :)

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Il ‎29‎/‎03‎/‎2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

Negli ultimi tempi il mondo si è capovolto, non solo si è scatenata un’epidemia mondiale e tutti i governi hanno deciso che dobbiamo stare chiusi in casa. No, fosse solo questo. Il giorno prima del lockdown Priscilla mi ha baciato.

Negli ultimi tempi il mondo si è capovolto: non solo si è scatenata un’epidemia mondiale e tutti i governi hanno deciso che dobbiamo stare chiusi in casa, ma il giorno prima del lockdown Priscilla mi ha baciato.

 

Il ‎29‎/‎03‎/‎2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

In fondo, sono un adolescente ho il diritto al mutismo e a tenere gli occhi piantati sui rari piselli che rendono ragù a pois.

In fondo, sono un adolescente e ho il diritto al mutismo e a tenere gli occhi piantati sui rari piselli che rendono ragù a pois.

 

Il ‎29‎/‎03‎/‎2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

Sono così sollevato che non mi voglia lasciare, sono così disperato che non ci potremo vedere.

Sono così sollevato che non mi voglia lasciare, ma sono anche disperato che non ci potremo vedere.

 

Un racconto leggero e carino in un tempo cupo e di piombo. Per me una bella prova.

 

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Il 31/3/2020 alle 01:16, AnnaL. ha scritto:
Il 29/3/2020 alle 23:44, Kikki ha scritto:

Non che servisse davvero

perchè servisse e non "serva"? Lo domando proprio :umh:

per distrazione e mancanza di rilettura :(

Il 31/3/2020 alle 01:16, AnnaL. ha scritto:

solo il linguaggio forse è troppo preciso, m

lo è, in effetti questa volta avrei voluto usare dei termini "pomposi" a casaccio, ma non sono riuscita a completare il mio piano.

Grazie mille @AnnaL.:)

 

Il 31/3/2020 alle 09:50, Edu ha scritto:

Allora, forse, basterebbe dare giusto qualche dettaglio in  più per chiarire l'equivoc

lo tengo di sicuro in considerazione, grazie @Edu

 

Grazie @M.T. per le osservazioni, sono contenta che ti sia piaciuto :)

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@Kikki il tuo racconto mi è piaciuto molto. L'ho trovato molto curato, non sembra nemmeno che tu l'abbia scritto in così poco tempo. Eppure so che è così, diamine. Hai descritto perfettamente i pensieri e i sentimenti di un adolescente, mi è sembrato quasi di tornare indietro nel tempo o che stessi descrivendo mio figlio meglio di come potrei farlo io che sono suo padre (Beh, d'altronde tu sei una donna, probabilmente una madre e non posso competere lo ammetto). MI è piaciuto anche come hai chiuso. In tempo di coronavirus anche un adolescente viene messo di fronte al pensiero della morte che è la vera novità (purtroppo) della generazione dei nostri figli. Prima solo ai tempi della seconda guerra mondiale i giovani erano costretti ad  avere simili pensieri.  Che altro dirti, brava davvero.(y)

 

Saluti,

 

Mirko

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Cara @Kikki, il racconto è grazioso, ma in tutta sincerità non mi ha convinto appieno: provo a spiegare, col tuo gentile permesso, le mie perplessità. È chiaramente rivolto a un pubblico giovanile, ma nonostante questo pare strizzare l'occhio agli adulti: l'impressione è quella di un ragazzino che spiega a un pubblico cosa significhi avere quell'età e agli adulti in particolare cosa significhi essere genitori di adolescenti. Egli sembra esageratamente 

consapevole del suo essere immerso nel "malessere adolescenziale", come lo definisce: sembra quasi si veda dall'esterno, in una specie di "adorazione" di sé stesso e della propria condizione (che da "normale" il nostro mondo ha fatto diventare "patologica"). Come se scattasse continue fotografie di sé: il primo bacio, gli ormoni impazziti, il chattare frenetico, la "piccola" gelosia, i genitori che sentenziano senza convinzione. Il linguaggio, inoltre, mi appare in alcuni casi squilibrato: termini o espressioni come ad esempio "faccio l'antipatico" / "borbotta" / "aria scocciata" / "semantico" / "maschera arcigna" cozzano in qualche modo con termini quali "casino" o "incazzare". Inutile sottolineare che tali impressioni sono del tutto soggettive e pertanto hanno un valore molto circoscritto: mi auguro però che in qualche modo possano esserti utili.

 

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

L’ultima volta l’ho quasi scardinata e il botto è stato così forte che mio padre mi ha costretto a guardare un film insieme a loro sul lettone. "Come quando eri piccolo, tesoro", ha detto mia madre.

Qui non mi è chiaro in cosa consista la punizione: un'umiliazione vera e propria?

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

non si connette dalle 8:15.

Qui uniformerei con la dicitura precedente 20.15.

 

Ti ringrazio molto per la lettura e ti saluto! <3

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Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

e che mi lasciavano senza aria, senza saliva e senza parole.

qui fa troppo "pubblicità crodino" :sorrisoidiota:

 

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

All’inizio non mi piaceva, la trovavo simpatica e ci tornavo

mi sembra un ossimoro. Ti suggerisco un: ... anche se la trovavo simpatica (devi essere più convincente, o non ti piaceva sotto "quel punto di vista" eppure la trovavi simpatica, oppure trova un'altra soluzione).

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

una massa di capello scuri compare

Refuso: capelli

 

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

. Non si gira verso di me. Striscio dentro e chiudo la finestra, sono deluso. Perché non si è girata verso di me?

Mi guardo in giro alla ricerca di

risolverei, vedi tu.

 

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

Non rispondo, ma la sbircio con la coda dell’occhio. Perché ho sempre l’impressione che lei sappia tutto quello che mi passa per la testa?

bellissimo

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

e decido che Fabio è un cretino.

Mi allungo dal letto per prendere il cellulare e mandare un messaggio a Priscilla, io non sono Fabio.

Ben detto.

Delizioso finale.

Un racconto più che credibile, ho immaginato un liceale, magari del Classico, visto che gli metti in bocca parole come "semantico" e "siderale",  ho visto una ragazzina che dopo l'estate (come molti adolescenti) esplode nella sua bellezza giovanile. 

Piaciuto (y)

 

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@INTES MK-69 grazie del passaggio :)

 

@Ippolita2018

10 ore fa, Ippolita2018 ha scritto:

l'impressione è quella di un ragazzino che spiega a un pubblico cosa significhi avere quell'età

è proprio impostato così infatti, il protagonista si rivolge direttamente al lettore, non per spiegarsi, ma per raccontare la sua storia

10 ore fa, Ippolita2018 ha scritto:

essere immerso nel "malessere adolescenziale", come lo definisce:

queste sono le parole dei suoi genitori che lui riporta. Lui si crogiola in questa situazione, è vero, si approfitta del fatto di essere un adolescente e usa le parole dei suoi genitori per spiegare la situazione. Il risultato non è stato quello che volevo, non ho fatto in tempo, ma quello che mi proponevo di fare era creare un personaggio adolescente che usasse paroli a casaccio, ma non sono riuscita a decontestualizzare il tutto e ha finito per stridere.

 

10 ore fa, Ippolita2018 ha scritto:

mi auguro però che in qualche modo possano esserti utili.

mi sono utili, grazie @Ippolita2018

 

Che bello trovarti qui @Adelaide J. Pellitteri :)

20 minuti fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

qui fa troppo "pubblicità crodino" :sorrisoidiota:

mi sa che non la conosco, ma capisco che forse ti riferisci al fatto che sia un po' uno stereotipo

Grazie per essere passata da me e per le tue annotazioni :flower:

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Ciao @Kikki

un racconto molto tenero e veritiero. A me è piaciuto molto come hai descritto, dal di dentro, l'affacciarsi, attraverso le relazioni con gli altri, di un adolescente al mondo. Ti hanno fatto già notare alcune piccole imperfezioni formali, dovute alla fretta da contest, quindi ti propongo una riflessione sui nomi da te scelti dei protagonisti. Arturo evoca una sorta di cavaliere medievale che ben si accosta all'avventura amorosa che lo attende sulla terrazza. Ma Priscilla? Come mai questa scelta? È un nome curioso, poco usato che evoca contesti molto lontani.

Grazie per la lettura! È un tema molto sentito da parte mia, quello delle reazioni dei giovani alla quarantena..

Alla prossima!

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@ivalibri :) grazie di essere passata da me e per le tue osservazioni.

Il 2/4/2020 alle 18:00, ivalibri ha scritto:

È un tema molto sentito da parte mia, quello delle reazioni dei giovani alla quarantena..

lo è anche per me, ci penso spesso. In fondo questo è il loro futuro, anche il nostro, certo, ma soprattutto il loro

Il 2/4/2020 alle 18:00, ivalibri ha scritto:

Ma Priscilla?

Priscilla si è imposta per prima, voleva fare addirittura la protagonista (capirai, dopo l'estate in Grecia si è montata la testa)... la verità è che non lo so. Questa volta non ho pensato ai nomi. Spesso, nelle storie, uso i nomi dei bambini che fanno parte della mia vita, così è per Arturo, Priscilla però non la conosco, ci siamo appena presentate. Di solito, a parte che non serva a livello narrativo, non do troppa importanza ai nomi, solo se hanno significati particolari o si portano dietro retaggi di un certo tipo. Per me Priscilla è neutro, in senso storico intendo, per te a cosa si collega, a cosa ti fa pensare? Al musical?

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3 ore fa, Kikki ha scritto:

Per me Priscilla è neutro, in senso storico intendo, per te a cosa si collega, a cosa ti fa pensare? Al musical?

Sì, e anche alla moglie di Elvis Presley! Per questo non mi suona neutro... 😀In effetti non è che i nomi debbano avere per forza un significato, però è vero che hanno un certo potere evocativo, o almeno io ci faccio caso...

A presto!

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Buon lunedì:sss: mia cara @Kikki, il tuo titolo semplice ma non banale mi ha incuriosito:). Ora ti lascio le mie impressioni:

 

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

È da questa mattina che aspetto il tramonto! Immaginatevi la mia delusione quando la mamma, tutta felice, mi ha annunciato che oggi entra in vigore l’ora legale. Un’ora di luce in più. Un’ora in più prima di vedere Priscilla.

Incipit simpatico, leggero:D

 

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

Negli ultimi tempi il mondo si è capovolto, non solo si è scatenata un’epidemia mondiale e tutti i governi hanno deciso che dobbiamo stare chiusi in casa. No, fosse solo questo. Il giorno prima del lockdown Priscilla mi ha baciato. Mi ha baciato, capite? Proprio me. Un secondo dopo, zac, porte chiuse. Fine dei pomeriggi al parco, delle partite a basket, degli sguardi senza fine che siamo riusciti a scambiarci e che mi lasciavano senza aria, senza saliva e senza parole.

Pezzo scorrevole ma era necessario ricordare il dramma che stiamo vivendo?O_Oanche qui?

 

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

Durante la cena non parlo; ho scoperto che più faccio l’antipatico e più mi lasciano in pace. In fondo, sono un adolescente ho il diritto al mutismo e a tenere gli occhi piantati sui rari piselli che rendono ragù a pois.

Frase leggera e bellissima.

 

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

«Sono gli ormoni», dice la mamma.

«Ti ricordi quando noi…» risponde papà, ma io non ascolto, penso solo a Priscilla e allo zaino nascosto sotto al letto. Non che servisse davvero, ma rende tutto molto più avventuroso. Si è mai sentito parlare di una fuga senza zaino? Sembrerei un vero sprovveduto.

Sento davvero i toni dei dialoghi. Sei bravissima.

 

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

All’inizio non mi piaceva, la trovavo simpatica e ci tornavo per forza a casa insieme dal momento che siamo vicini, ma niente di più.

Questa frase non mi convince: e ci tornavo per forza a casa insieme dal momento che siamo vicini, ma niente di più.

 

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

Non ripeterei: ((All’inizio ))della terza però Priscilla è tornata da un’estate in Grecia che non ha cambiato solo la sua di vita, ma anche la mia e quella di molti altri miei compagni che prima non avevano idea di chi lei fosse. Da quel momento più o meno tutta la scuola la osserva. La cosa buffa di tutta questa trasformazione non è che io non riesca a staccarle gli occhi di dosso, ma che lei non li stacchi di dosso a me.

Rivedrei questo pezzo. Possiede un ritmo troppo veloce.

 

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

Mi trascino in camera con l’aria più scocciata che riesco a trovare nel marasma di eccitazione che mi fa ridere come uno scemo.

Parere personale: la frase è troppo pesante.

 

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

Controllo lo zaino in fretta: ho preso una coperta da stendere a terra, una candela, i fiammiferi e un mezzo pacco di biscotti. Non sono riuscito a trafugare altro, mia madre non si schioda dalla cucina da quando siamo chiusi dentro.

^^Questo racconto è molto scorrevole.

 

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

Ripenso al colore dei suoi occhi mentre si avvicinava per baciarmi. Mi sono sembrati più scuri e notarlo mi ha quasi distratto da quello che stava per succedere. Ci siamo baciati per ore. Prima con la bocca chiusa, ma poi l’abbiamo aperta entrambi, le nostre lingue si sono trovate subito e i nostri denti hanno sbattuto. Abbiamo fatto finta di niente. Alla seconda volta lei è scoppiata a ridere e io pure. Per fortuna nessuno dei due porta l’apparecchio.

Descrivi molto bene l'approccio adolescenziale .

 

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

Grugnisco sperando che se ne vada e fingo di scrivere un messaggio, gli occhi puntati sulle labbra umide di mare di Priscilla che ride abbronzata dalla foto del profilo.

Qui ti suggerisco: sul ricordo delle labbra...

 

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

Mamma entra nella mia stanza e borbotta, scandendo le parole quanto basta perché io le recepisca tutte, sul disordine e la necessità di fare lo slalom per raggiungermi. Non appena approda alla sponda del letto metto la maschera più arcigna che so fare e avvicino le pagine alla faccia, tanto che non distinguo le lettere. La mamma mi accarezza la fronte e mi rilasso mio malgrado. Si piega a baciarmi e mi augura la buonanotte. Non rispondo, ma la sbircio con la coda dell’occhio. Perché ho sempre l’impressione che lei sappia tutto quello che mi passa per la testa?

Bel paragrafo. Tenero:love3:

 

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

Non appena la porta si chiude alle sue spalle recupero il cellulare. Ancora due ore e mezza. Ma il tempo non passa mai? Priscilla non si connette dalle 8:15. Ancora? Ma cosa fa? Perché non mi scrive? Forse non è agitata tanto quanto lo sono io, in fondo per lei non è stato il primo bacio il nostro. Quel greco, in vacanza, su quell’isola, il mare, il sole, la pelle nuda… Basta! Divento pazzo a pensare a Priscilla in costume di fianco a un ragazzo di sicuro più grande di me.

Gelosia:asd:

 

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

No, Fabio, che ha ben più esperienza di me, dice sempre che bisogna farle aspettare; quando aspettano dopo ti vogliono di più.

:angry:

 

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

Lascio vagare lo sguardo sul soffitto bianco, l’unica superficie libera e intonsa della mia stanza e decido che Fabio è un cretino.

Concordo.

 

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

Premo il bottone, lo schermo si illumina fisso la stringa vuota a cui dovrei affidare le parole che potrebbero decidere del mio futuro.

Cos'è la stringa vuota?

 

Il 29/3/2020 alle 22:44, Kikki ha scritto:

All'improvviso Priscilla è online e sta digitanto qualcosa per me.

Sta scrivendo... online...

Sorrido all'indecisione delle sue parole, forse, in fin dei conti, anche lei è emozionata come me.

Sta scrivendo... online...

E se non trovasse le parole per dirmi che in realtà è stato tutto uno sbaglio?

Sta scrivendo...

“Non posso venire. Mamma ha capito che c’era qualcosa di strano e mi ha letto i messaggi”.

Sono così sollevato che non mi voglia lasciare, sono così disperato che non ci potremo vedere.

Online... Sta scrivendo...

"Ti penso".

Ora posso morire felice.

"Ti penso anche io". 

Finale dolcissimo:love3:

 

Commento: leggendo questo racconto si passano minuti spensierati. Chiunque di noi a passato questo storico  amoroso, ovviamente senza il covid19:angry:. Mia cara Kikki è sempre un piacere leggerti, dopo aver letto e cercato di darti consigli sul  tuo romanzo, da lettore mi sono affezionata a te. Qui descrivi molto bene il primo innamoramento con un testo scorrevole e delicato. Amica, ti meriti un Brava:ola:

Un bacio - Flo-

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Cara Flo, @Floriana grazie per essere passata da me :)

Il 6/4/2020 alle 12:27, Floriana ha scritto:

Pezzo scorrevole ma era necessario ricordare il dramma che stiamo vivendo?O_Oanche qui?

mi è venuto spontaneo, ma poi me lo sono chiesto anche io

Il 6/4/2020 alle 12:27, Floriana ha scritto:

Questa frase non mi convince: e ci tornavo per forza a casa insieme dal momento che siamo vicini, ma niente di più.

è sicuramente da rivedere

Il 6/4/2020 alle 12:27, Floriana ha scritto:
Quota

Grugnisco sperando che se ne vada e fingo di scrivere un messaggio, gli occhi puntati sulle labbra umide di mare di Priscilla che ride abbronzata dalla foto del profilo.

Qui ti suggerisco: sul ricordo delle labbra...

qui lui sta proprio guardando lo schermo del cellulare dove c'è la foro di Priscilla, speravo si capisse da: e fingo di scrivere un messaggio, la parte in grassetto della quota

Il 6/4/2020 alle 12:27, Floriana ha scritto:
Quota

Premo il bottone, lo schermo si illumina fisso la stringa vuota a cui dovrei affidare le parole che potrebbero decidere del mio futuro.

Cos'è la stringa vuota?

la stringa è la linea vuota in cui poi compaiono le parole che digiti sul cellulare

Il 6/4/2020 alle 12:27, Floriana ha scritto:

Amica, ti meriti un Brava

:hug:

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Ciao, complimenti per il racconto. Mi ha fatto pensare come sarebbe stato per il me preadolescente (i ragazzi li ho immaginati sotto i quindici anni) l'solamento da Covid, cosa su cui non mi ero ancora interrogato. Soffocamento :) 

 

 

 

 

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12 ore fa, pinozia ha scritto:

(i ragazzi li ho immaginati sotto i quindici anni)

esatto!

Grazie del passaggio e della lettura @pinozia :)

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Ciao, piacere di averti letto e grazie per il tuo racconto, sui cui provo a dire la mia.

Prima di tutto, mi è piaciuto l'istante che hai fotografato, e cioè quella età maledetta ( o benedetta) in cui non si è né carne né pesce, non più bambini e non ancora adolescenti, lontani dall'ossessione del sesso ma incapaci di resistere alla struggente attrazione per una bocca, un sorriso, uno sguardo. Un periodo delicato da descrivere, che hai in gran parte colto con leggerezza. 

Ci sono già commenti precedenti che ti hanno indicato refusi e insinuato dubbi sulla questione “età del protagonista e il suo linguaggio” così provo a fare una considerazione generale.

Arturo e Priscilla si sono dati appuntamento sul terrazzo condominiale per fuggire insieme o solo per trascorrere qualche altro momento d'intimità? Nel primo caso, mi manca il perché (maggior conflitto con i genitori? Voglia di rompere la quarantena? Insomma le motivazioni!) nel secondo non capisco lo zaino, i biscotti e fiammiferi (i fiammiferi?). Secondo me, hai margini per lavorare sul protagonista e magari delinearlo con più efficacia una volta che gli hai dato uno “scopo” chiaro. 

 

Due ultimi dettagli mi lasciano perplesso: primo, la mamma sta sempre in cucina ma nonostante la quarantena lascia la camera del figlio così all'abbandono? Con le montagnole dei vestiti qua e là? Secondo, l'ora legale, se non erro, entra in vigore notte, per cui il bell'inizio del tuo racconto rischia di non essere troppo chiaro.

 

Comunque, a me “senza aria, senza saliva e senza parole” è piaciuto un sacco.

 

Ciao.

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Ciao, innanzitutto grazie per il piacevole intrattenimento di cui fai dono.

 

Sorvolando sulle pochissime sviste già segnalate egregiamente dai commentatori che mi hanno preceduta, trovo il tuo racconto scorrevole e ben scritto.

 

Non condivido però gli appunti che ti vengono rivolti in merito al linguaggio preadolescenziale; siamo in una tappa della vita in cui si apprendono parole nuove, si fanno proprie ed ogni scusa è buona per sfoggiarle con orgoglio. Entrando più nello specifico,  la “semantica della parola” è argomento di studio proprio nelle scuole medie, come da programma ministeriale, e non mi sorprende che Arturo, avendola da poco appresa, la utilizzi, tenendo conto anche del fatto che tiene sul comodino libri da leggere piuttosto che  Wii, Xbox o simili.

 

Tanto meno mi sorprende che osservi se stesso anche dal punto di vista dei genitori (e non solo dal suo), essendo un ragazzo assai sensibile e profondo, come dimostrano gli innumerevoli interrogativi, con tanto di supposizioni, che si pone dinanzi al prolungato silenzio di Priscilla. Il fatto che tiene conto dei consigli di Fabio, pur prescindendone poi, conferma e rimarca uno spirito critico attento all’opinione di tutti.

 

Mi chiedo al contrario, come potrebbe ignorare il punto di vista dei genitori, dal momento che non mancano di commentare i suoi ormoni in sua presenza a tavola?

 

Grazie ancora per la piacevole lettura.

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@Daniele R. grazie della lettura e degli spunti preziosi :flower:

22 ore fa, Daniele R. ha scritto:

in cui non si è né carne né pesce

ho scritto un racconto su una ragazzina preadolescente con questo titolo :)

22 ore fa, Daniele R. ha scritto:

nel secondo non capisco lo zaino, i biscotti e fiammiferi (i fiammiferi?).

per fare un pic nic sul terrazzo, mica potevo fargli prendere una bottiglia di vino e il salmone! I fiammiferi, non lo so, ho pensato che in quella casa non si fuma e non ci sono accendini, ma i fiammiferi ce li hanno. Io ce li ho in casa, non mi sembrava un dettaglio strano, ma ti è saltato all'occhio. Sarà una questione di abitudini?:umh:

22 ore fa, Daniele R. ha scritto:

primo, la mamma sta sempre in cucina ma nonostante la quarantena lascia la camera del figlio così all'abbandono?

se lo fa la mamma lui quando impara a farlo da solo? Lei sgrida, ma chi deve darsi una mossa è lui, mica lei

22 ore fa, Daniele R. ha scritto:

Secondo, l'ora legale, se non erro, entra in vigore notte, per cui il bell'inizio del tuo racconto rischia di non essere troppo chiaro.

qui hai proprio ragione, non ci avevo pensato, grazie mille, vado subito a modificare.

 

Ciao @Spidocchiatore, grazie mille di questo bel commento. E grazie per aver compreso il mio uso dei termini che però non è riuscito del tutto, per questo go dato ragione a chi me li ha fatti notare. In questo caso sono decontestualizzati, a parte forse semantico. Per il resto, condivido e ho già provveduto a cambiarne alcuni.

2 ore fa, Spidocchiatore ha scritto:

Mi chiedo al contrario, come potrebbe ignorare il punto di vista dei genitori, dal momento che non mancano di commentare i suoi ormoni in sua presenza a tavola?

sono d'accordo con te!

 

2 ore fa, Spidocchiatore ha scritto:

Grazie ancora per la piacevole lettura.

grazie a te per le considerazioni :rosa:

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