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AnnaL.

[MI 135] Nostalgia

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Traccia di Mezzanotte

 

Cammini lungo Denmark Hill, il collo ben protetto da una sciarpa di lana marrone per proteggerti dall’ingannevole vento serale inglese, una prudenza necessaria dopo l’influenza che ti ha tenuto a letto per due settimane.

Fra due giorni tornerai a calcare il palco, ma stasera, in accordo al tuo umore malinconico, hai deciso di concederti una lunga passeggiata fra le vie dove si è consumata la tua prima storia d’amore.

La nostalgia è un’amica maliziosa e mostra sempre il passato con un volto più seducente di quanto sia in realtà; queste case, infatti, non te le ricordavi tanto anonime e grigie. Dove sono finiti i mattoni scrostati rallegrati da fili carichi di biancheria colorata? I panni stesi sembrano solo cenci sbiaditi e le poche voci che si sentono da dietro le porte non sono allegre, ma litigiose.

«Charlie?» ti chiama una voce trillante.

Sotto la luce cruda di un lampione vedi una giovane vestita di un mantellina blu bordata di pelliccia e un cappellino, sempre di pelliccia, calato sui riccioli color cioccolato. «Hetty?» domandi, incerto se sia vera o solo il frutto di un sogno perduto e tornato in vita.

«Dio del Cielo, che sorpresa trovarti qua!» La ragazza ti corre incontro e, disinvolta, ti prende le mani fra le sue.

«Hetty,» ripeti come uno sciocco, stupito dal suo sorriso gaio e dal bacio sonoro che ti schiocca sulla guancia. «Ti trovo cresciuta.»

«Oh be’, ormai ho diciassette anni compiuti.» Fa un affettato cenno con la mano guantata di blu. «Non sono più la ragazzina che ricordavi.» Scuote giocosa la testa, e gli orecchini di giaietto oscillano allegri insieme ai suoi boccoli.

«Vivete ancora qui?» Due strade più in là, vorresti dire, ma non sei certo che sia una buona idea mostrare quanti particolari ricordi.

«No, io e mamma siamo andate a vivere con Edith e suo marito, vicino a Maida Vale.» Nel rispondere ti prende a braccetto con una confidenza che, due anni prima, sarebbe stata inimmaginabile.

Addosso ha una di quelle fragranze dolciastre che coprono ogni altro odore, ben lontano dal fresco profumo del Sunlight che le hai sentito sulla pelle l’ultima volta che siete stati insieme.

Allora era solo un ragazzina acerba con le guance rosse per essersele strofinate con acqua fredda e sapone, troppo timida per dirti come stessero davvero le cose e di una bellezza innocente e infantile che ti straziava il cuore.

«Mi devo trovare fra poco al Father’s Hat con mio fratello, accompagnami!» Anche la voce è diversa, squillante e sicura, mentre prima era bassa e incerta.

«D’accordo.» Acconsenti. La tua giacca di lana grigia è abbastanza elegante per il posto e anche i pantaloni, e, dopotutto, è passato un anno dall’ultima volta che hai visto Arthur.

«Devi ancora chiedermi con chi si è sposata Edith.» Hetty accelera il passo, i tacchi a rocchetto degli stivaletti ticchettano sul selciato.

Per educazione lo avresti chiesto, comunque ti manca il tempo di porre la domanda che lei già ha risposto. «Con Frank Gould.» Prima aveva una risata sommessa e dolce, ora trilla come il campanello di una bicicletta. «Il milionario.» Incassa il collo nelle spalle con un sorriso birichino, neanche avesse divulgato un gran segreto. A quindici anni te lo avrebbe detto con quel modo di fare ritroso che te la faceva sembrare inafferrabile. Ci avrebbe messo almeno cinque minuti per pronunciare solo cinque parole: avrebbe preso fiato, cominciato e ricominciato, dopo essersi accertata che fossi interessato a sapere con chi si era maritata sua sorella. Ora te lo ha spiattellato condendo la notizia con quel finto modo da monella.

«Sono felice per lei, tua madre ha sempre desiderato un buon matrimonio per voi due.» Ai tempi della vostra frequentazione la tua lingua lunga ti ha fruttato dei bronci lunghi una giornata.

«Non essere impertinente, Charlie!» esclama dandoti uno scherzoso buffetto sul braccio, eppure lo sai che detesta osservazioni simili. Pagheresti per vedere le sue labbra stringersi con aria di rimprovero, tutto tranne questi modi artificiosi.

Attraversate a piedi Camberwell Green; c’è un silenzio meraviglioso rotto solo dal bubolare di un gufo nascosto chissà dove, fai appena in tempo a beartene che Hetty ricomincia a chiacchierare a briglia sciolta dei vostri conoscenti e delle sue ex-colleghe del Bert Coutt’s Yankee-Doodle Girls.

«Hai smesso di lavorare con loro?» chiedi, con ancora ben chiare in mente le sue gambe da gazzella che spuntavano da sotto la gonna a volant ad ogni passo di danza.

«Qualche mese fa, dopo il matrimonio di Edith. Mamma pensava che fosse poco appropriato vista la posizione di Frank.»

«Almeno ne guadagnerai in salute.» Due spettacoli al giorno durante la settimana e quattro il sabato e la domenica. Più le prove. Poco da meravigliarsi se, di tanto in tanto, qualche artista cade svenuto. «A dire il vero non ho mai capito come facessi a strizzarti nel corpetto, timida com’eri.» Anche quello te lo ricordi bene: il seno appena accennato che faceva capolino dal corsetto stretto in vita fino al limite del soffocamento. Senza menzionare il collo lungo e bianco che sorreggeva l’ovale perfetto del volto. La mantellina la copre fino al mento ed è un peccato perché ti piacerebbe poterlo ammirare ancora una volta. Hai sempre immaginato che, sulla gola, avesse la pelle morbidissima.

«Bisognava pur mangiare, ed Edith sul palco avrebbe avuto poco successo con la faccia cavallina che si ritrova.» Ride della frecciata rivolta verso la sorella e, una volta di più, fatichi a riconoscerla. Come a fatto a involgarirsi tanto? «Tu che fai adesso?»

«Sono appena tornato da una tournée, credo che per un po’ rimarrò in Inghilterra.» Eviti di menzionare che sei stato a Parigi per sei mesi, nel timore di venire ricoperto da una valanga di irritanti gridolini. E dire che hai speso tutto il tempo a immaginarti di passeggiare mano nella mano con lei lungo la Senna o sui viali  degli Champs Elysées.

Adesso sei grato dello scampato pericolo: la Hetty che conoscevi fatta di sorrisi abbozzati, modi pacati, che arrossiva ogni volta che ti guardava, e si arrabbiava se tentavi di baciarla è scomparsa in un momento imprecisato fra quel giorno sulla soglia di casa sua e questa notte d’aprile.

Hai sempre rimpianto di non averla mai baciata, certo che il modo in cui tiene arricciate le labbra suggerisce che un tentativo andrebbe a buon fine senza troppi sforzi.

Comunque, a ben pensarci, hai ben poco desiderio di impiastricciarti la bocca di rossetto o che lei ti si appoggi addosso con abbandono simulato, vorresti baciare la ragazza che era non quella che ti sta appollaiata al braccio.

Così tante volte hai immaginato come sarebbe stato un bacio fra voi due che ti sembra quasi che sia accaduto per davvero, dunque, perché sporcare un’illusione più perfetta della realtà?

 Da dietro l’angolo spunta l’insegna del Father’s Hat.

Quando arrivate davanti alla porta la saluti con un piccolo inchino. «Saluta tuo fratello per me.»

«Dai, vieni dentro! Ci divertiremo!» Ti tira per la mano.

 La sfili con gentilezza e fai un passo indietro. «Preferisco andare a casa, Hetty, sono molto stanco.» Ti tocchi il cappello e ti allontani verso Brixton Road.

 

 

 

 

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16 minuti fa, AnnaL. ha scritto:

La nostalgia è un’amica maliziosa e mostra sempre il passato con un volto più seducente di quanto sia in realtà

Direi più "con un volto più seducente di quanto fosse in realtà" :umh:

 

22 minuti fa, AnnaL. ha scritto:

Come a fatto a involgarirsi tanto?

Credo sia "ha" :nono:

23 minuti fa, AnnaL. ha scritto:

vorresti baciare la ragazza che era non quella che ti sta appollaiata al braccio.

Metterei una virgola prima di "non"

24 minuti fa, AnnaL. ha scritto:

dunque, perché sporcare un’illusione più perfetta della realtà?

Qui invece la virgola la toglierei; tra l'altro, è quello che dico sempre quando si parla di waifu 2D... :asd:

 

Mi è piaciuto, un bel pezzo. Ottimo lo stile, molto descrittivo ed elegante; veramente ben scritto. Seconda persona gestita perfettamente. Ben delineati anche i personaggi, Charlie con la sua nostalgia ed Hetty con la sua

28 minuti fa, AnnaL. ha scritto:

voce trillante

:D

Il dualismo tra passato e presente però mi sembra alla lunga un po' esasperato, onestamente. Non che mi dispiaccia, ma avrei apprezzato leggere qualcosa di più approfondito, come qualche ragionamento del nostro Charlie sull'inesorabilità dello scorrere del tempo, il potere della memoria etc

Tutto sommato, comunque, ripeto che mi è piaciuto (y)

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4 minuti fa, mina99 ha scritto:

Credo sia "ha" :nono:

Ommioddio! Come ho fatto a non accorgermene? :aka::facepalm:.  Anche quel "sia". :facepalm:

 

Temevo mi uscisse un pippone se mi fossi messa a scrivere di tempo che passa e memoria e compagnia. Ho preferito non calcare la mano provando a gestirla solo con il contrappunto fra passato e presente per quanto fossi consapevole del rischio ripetitività.

Grazie @mina99 :-)

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@Anglares, grazie. Mi ci vorranno altri due o tre MI per smettere di fare cappelle e dire che non é mica il primo... :-( 

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Ciao @AnnaL., piacere di averti letta per la prima volta. Il racconto mi è risultato scorrevole e ben scritto, nel suo complesso piacevole. Nel poco tempo che hai avuto a disposizione hai fatto un buon lavoro. Se devo trovarci un difetto è che non è originalissimo, ma d'altronde non è facile riuscire ad uscire dagli schemi avendo a disposizione un tempo così ridotto. Le descrizioni dei personaggi sono buone così come sono  ben caratterizzati i pensieri nostalgici del protagonista. Mi sembra che all'inizio del racconto vi sia una piccola discrepanza temporale. Quando Charlie torna nel luogo dove suppongo sia nato e cresciuto pare dai pensieri che fà che sia trascorso parecchio tempo. Difatti si stupisce di trovarci ancora la sua amica, però continuando nella lettura si viene a sapere che sono trascorsi appena due anni. Insomma, se io torno in un luogo dopo che sono trascorsi due anni, non mi stupisco più di tanto se ci incontro ancora un mio vecchio amico o una mia vecchia amica.  Comunque al di là di questo dettaglio mi è sembrato un racconto ben condotto.

 

Saluti,

 

Mirko

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Ben trattato quest'argomento, @AnnaL. :si:

Hai sviluppato il tema della caduta di un mito, di un'aspettativa delusa nel comparare una persona che si è amata, nel rivederla il momento presente, deludente e infelice, rispetto al chiaro e fresco ricordo passato che si ha di lei, stagliato nella memoria. E della conseguente fuga, che sai tratteggiare con pochi. concisi tocchi. Piaciuto!

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22 ore fa, AnnaL. ha scritto:

il collo ben protetto da una sciarpa di lana marrone per proteggerti dall’ingannevole

il collo avvolto da una sciarpa di lana marrone per proteggerti dall’ingannevole

 

22 ore fa, AnnaL. ha scritto:

La nostalgia è un’amica maliziosa e mostra sempre il passato con un volto più seducente di quanto sia in realtà

quanto è vero

 

22 ore fa, AnnaL. ha scritto:

i tacchi a rocchetto degli stivaletti ticchettano sul selciato

nulla di sbagliato in questa descrizione, ma come "sonorità" la trovo ridondante.

 

22 ore fa, AnnaL. ha scritto:

Attraversate a piedi Camberwell Green; c’è un silenzio meraviglioso rotto solo dal bubolare di un gufo nascosto chissà dove, fai appena in tempo a beartene che Hetty ricomincia a chiacchierare a briglia sciolta dei vostri conoscenti e delle sue ex-colleghe del Bert Coutt’s Yankee-Doodle Girls.

Attraversate a piedi Camberwell Green. C’è un silenzio meraviglioso rotto solo dal bubolare di un gufo nascosto chissà dove; fai appena in tempo a beartene che Hetty ricomincia a chiacchierare a briglia sciolta dei vostri conoscenti e delle sue ex-colleghe del Bert Coutt’s Yankee-Doodle Girls.

 

22 ore fa, AnnaL. ha scritto:

Come a fatto a involgarirsi tanto?

Come ha fatto a involgarirsi tanto?

 

22 ore fa, AnnaL. ha scritto:

Hai sempre rimpianto di non averla mai baciata, certo che il modo in cui tiene arricciate le labbra suggerisce che un tentativo andrebbe a buon fine senza troppi sforzi.

Hai sempre rimpianto di non averla mai baciata; certo che il modo con cui tiene arricciate le labbra suggerisce che un tentativo andrebbe a buon fine senza troppi sforzi.

 

22 ore fa, AnnaL. ha scritto:

Comunque, a ben pensarci, hai ben poco desiderio di impiastricciarti la bocca di rossetto o che lei ti si appoggi addosso con abbandono simulato, vorresti baciare la ragazza che era non quella che ti sta appollaiata al braccio.

Comunque, a ben pensarci, hai ben poco desiderio di impiastricciarti la bocca di rossetto o che lei ti si appoggi addosso con abbandono simulato: vorresti baciare la ragazza che era non quella che ti sta appollaiata al braccio.

 

Brano delicato e nostalgico, dove si vuole preservare il ricordo e non rovinarlo. Racconto che mi è molto piaciuto, brava!

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7 minuti fa, M.T. ha scritto:

nulla di sbagliato in questa descrizione, ma come "sonorità" la trovo ridondante

L'ho fatto apposta, volevo vedere se riuscivo a rendere la sonorità del tacco che batte sul selciato.

 

Grazie per tutte le altre preziose segnalazioni e per l'apprezzamento:-)

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Trovo che i personaggi siano ben caratterizzati, che il racconto abbia un bel ritmo, e che lui paternalista com'é sia antipatico il giusto.

Brava.

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Gran bel racconto @AnnaL. mi è proprio piaciuto! È ricco di colore, di odore, di suono, sei riuscita a usare tutti i sensi oltre alle emozioni. Il protagonista si sviluppa bene, con coerenza insieme ai suoi pensieri. Lei è un po' troppo sopra le righe, secondo me, avrebbe potuto essere mantenuta più discreta e avresti ottenuto ugualmente l'effetto che cercavi. Mi sei piaciuta anche con la seconda persona! Ben fatto, socia (y)

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39 minuti fa, Kikki ha scritto:

Gran bel racconto @AnnaL. mi è proprio piaciuto! È ricco di colore, di odore, di suono, sei riuscita a usare tutti i sensi oltre alle emozioni.

Grazie! <3  @Kikki

 

Potevo mantenere un profilo più basso con la povera Hetty, ma in 8.000 caratteri temevo di non riuscire a farmi capire. La seconda persona è la più ostica da gestire, per me, quindi mi porto a casa volentieri il complimento.

 

@Almissima ma povero, perchè antipatico? Inizio a credere di avere dei problemi con i protagonisti maschili :-P

 

Grazie a entrambe!

 

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@INTES MK-69 ho passato diverse idee prima di optare per questa, per nulla originale, ma gestibile nel tempo limitato che avevo e adatta al tema che mi era venuto in mente di raccontare. Ieri ero malinconica quanto Charlie :-)

So che potevo trarre in inganno con il tempo passato, due anni sono oggettivamente pochi, ma per qualcuno tanto giovane come Charlie la potenza dello scorrere del tempo è relativa. In due anni diventa maggiorenne, la sua carriera prende forma, va all'estero in tournèe e un sacco di altre cose. Ho sbagliato, forse, a identificarmi nella sua percezione. Nella mia testa quella sera è un momento di svolta, dove chiude un pezzo di vita per aprirne un altro. Che ci sia riuscita o meno a renderlo non lo so :-) Grazie di essere passato e felice che ti sia piaciuto :-)

 

@Poeta Zaza grazie d'aver colto lo spirito.:sss:

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9 ore fa, AnnaL. ha scritto:

ma povero, perchè antipatico? Inizio a credere di avere dei problemi con i protagonisti maschili :-P

Perché a me questi uomini che vivono nella nostalgia dell'innocenza perduta, che appena possono sono loro a farla perdere, non mi sono mai piaciuti troppo. Ma tu hai reso perfettamente l'idea.

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Ciao @AnnaL.

un bel racconto, scritto nel tuo consueto stile elegante. Mi ha dato l'impressione di un testo che potrebbe far parte di qualcosa di più ampio respiro, come un romanzo, anche se ha una sua compiutezza. I personaggi sono ben caratterizzati e il testo è scorrevole. L'unica cosa che mi è un po' mancata è l'atmosfera notturna, forse perché ci sono molte descrizioni dettagliate, visive, che fanno pensare a un'ambientazione meno oscura. Ma questo non inficia la qualità del racconto. 

Alla prossima!

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@AnnaL. ciao e bentrovata. Ho letto il tuo racconto un paio di volte, rapita dall'atmosfera d'altri tempi. Sarà per l'ambientazione, sono sempre stata un'amante di letteratura di stampo british, oppure per le descrizioni vivide, o ancora per l'uso della seconda persona che hai gestito a meraviglia, però mi sono immersa nella lettura e l'ho goduta appieno come se stessi leggendo un romanzo. Difatti, ripensandoci, le tue storie hanno sempre questo sapore, come se fossero appunto estrapolate da un lavoro più ampio. Il sentimento di nostalgia arriva forte e chiaro. L'unico appunto, e qui mi trovo d'accordo con Iva che mi precede, è che manca la percezione di notte. Non hai specificato l'epoca dei fatti narrati, ma non credo che alle fanciulle così giovani fosse concesso girare di notte. Dai modi di gentiluomo, nemmeno Charlie mi sembra un tipo poco raccomandabile, altrimenti si sarebbe approfittato di Hetty. Ho avuto la sensazione che fosse sera, ecco. In ogni caso una bella lettura. Grazie! 

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@ivalibri ed @Emy grazie a entrambe. Rileggendo mi sono accorta che l'ambientazione notturna era passata in secondo piano, ma volevo dare maggior evidenza allo spirito nostalgico, al passato che non torna, alla disillusione... In effetti nel 1910 le ragazze di notte non giravano da sole di frequente, ma Hetty è nata nella Londra povera, come Charlie e ho assunto, per comodità, che fossero meno ligi a regole del genere. Insomma, ci vuole un po' di sospensione dell'incredulità perchè non sapevo come cavarmene e un terzo personaggio (come il fratello) mi avrebbe solo rotto le scatole :-)

Grazie di nuovo:sss:

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@AnnaL. devo dire che i tuoi racconti mi lasciano spesso sensazioni molto simili. Non che sia simile la trama, ma lo stile e l'ambientazione sì, un eleganza molto british. A tal proposito: mi togli una curiosità? Ma quella per l'Inghilterra è una tua pura passione speculativa o ci hai vissuto?

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Non ho critiche concrete da fare al racconto, è corretto, ben scritto, rispetta la traccia. Quindi mi limito a un commento di pancia e non tecnico: il profluvio di aggettivi, che penso sia funzionale all'atmosfera vittoriana o giù di lì, non fa per me; il protagonista che è decisamente il prototipo di quello che detesto (il "moralista" con la mania della donna pura, fragile, innocente, gli piacciono le bambine insomma, che rimpiange la purezza perduta e si disgusta di ciò che la ragazza è diventata) mi sta quindi estremamente antipatico; diciamo che non è un racconto che mi susciti grandi emozioni. Ma è solo questione di gusti, non un difetto del racconto, che mi sembra piuttosto riuscito. Son io che son fatta male :sss:

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@Edu il danno lo hanno fatto i miei: a sei anni mi hanno messo a studiare inglese con il nostro vicino di casa, ex-professore, profondamente amante dell'Inghilterra e delle sue tradizioni. Oltre a insegnarmi la lingua mi ha trasmesso un amore imperituro per la letteratura e il cinema britannici (e l'idea che nel caos si crea meglio). Se devo mettere su qualcosa in fretta è un'ambientazione cui ricorro spesso perchè la maneggio bene (o almeno lo spero). A distanza di tanti anni ricordo il Professor Pietro con molto affetto.

 

 

@Befana Profana Il protagonista era davvero così, o almeno credo che una parte di lui tendesse in questa direzione. Non mi spingerei a dire che amasse le bambine, ma credo fosse attratto dalla purezza in quanto ideale. E infatti si sposò donne quasi tutte molto più giovani di lui. Se è apparso come "moralista" ho sbagliato io, il bisogno di purezza è più qualcosa che attiene al desiderio che alla morale, ma è un aspetto che non ho esplorato per evitare di sacrificarlo in pochi caratteri. Sempre secondo la mia personale interpretazione della vita di Charles Chaplin (di roba negli anni me ne sono letta, ma non sono una biografa). 

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@AnnaL., confesso che non avevo fatto il nesso, ma rinforzi la mia opinione. Chaplin fu un immenso artista, ma decisamente un uomo a cui piacevano le sbarbine: mi sembra che le abbia sposate tutte giovanissime le sue mogli (forse tranne la Goddard), l'ultima appena diciottenne mentre lui ne aveva più di 50! Non siamo ai livelli di Jerry Lee Lewis, ma aveva un vero problema con le donne della sua età, lo affermo e lo confermo. La mia detestazione per gli uomini così non ha nulla a che vedere con il racconto o la tua scrittura, naturalmente :love:

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Un racconto molto denso, pieno di descrizioni precise e mai banali, che trasudano una conoscenza
approfondita degli abiti e delle usanze dell’epoca che descrivi. Ho potuto assaporare ogni dettaglio e
calarmi nella prospettiva storica in cui collochi i tuoi personaggi. La nota dolente è a mio avviso la trama,
troppo sacrificata rispetto ai pensieri e ai patimenti del protagonista, lasciando il racconto piatto e mai
vibrante, se non appunto nei rimpianti dell’uomo. Sembra più che un racconto, una parentesi che starebbe
benissimo in un romanzo, un’anticipazione di uno “scontro” fra i due amanti, in cui il protagonista svela
alla donna la difficoltà di riconoscerla dopo i cambiamenti a cui è andata incontro. Trovo che sarebbe
davvero deliziosa come “prologo” questa parte a qualcosa di più sostanzioso. La scrittura è puntuale e
ricchissima di termini adeguati alla materia che tratti.

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@Befana Profana confermo che la Goddard fu la più vecchia delle sue mogli e, comunque, c'era un divario niente male. Con la seconda, lita Grey, ebbe delle noie proprio per la sua minore età. Il più grande biografo di chaplin, David Robinson, glissa alla grande su questo aspetto. Non so se lavori più recenti abbiano indagato in tal senso. Direi che é probabile che sotto ci fosse qualcosa. Attenborough nel suo film immagina che Chaplin abbia passato la vita a cercare Hetty Kelly nelle altre donne, trovandola solo in Oona, la sua ultima moglie. É una figura che mi ha sempre affascinato molto. Scusa il pippotto :-)

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15 minuti fa, AnnaL. ha scritto:

Scusa il pippotto :-)

figurati, ho cominciato io col pippotto anti "sugar-daddy" :lol:

sul glissare, per forza: si finisce sempre col contestualizzare, indulgere, eclissare sulle "pecche" umane dei grandi eroi, artisti e altre personalità d'eccezione.

Ora la smetto, se no ci facciamo sgridare per off Topic :love:

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18 ore fa, AnnaL. ha scritto:

Sempre secondo la mia personale interpretazione della vita di Charles Chaplin

Hai immaginato un pezzetto della sua vita? Questo rende il racconto ancora più simpatico. L'ho trovato ben scritto e di piacevolissima lettura. I due protagonisti sono caratterizzati con cura, nonostante la brevità. Non conoscendo le consuetudini femminili di quegli anni, non so quanto sia verosimile che una giovinetta, seppur di umili origini, vada in giro di notte da sola, ma il brano è comunque gradevole e con una certa profondità. Mi venuto in mente, leggendo, che la ragazza possa aver finto di essersi involgarita nei pensieri: chissà.

 

Il 29/3/2020 alle 20:26, AnnaL. ha scritto:

Addosso ha una di quelle fragranze dolciastre che coprono ogni altro odore, ben lontano dal fresco profumo del Sunlight che le hai sentito sulla pelle l’ultima volta che siete stati insieme.

Ottimo l'accenno al profumo: esso non si dimentica mai.

 

Il 29/3/2020 alle 20:26, AnnaL. ha scritto:

Hetty accelera il passo, i tacchi a rocchetto degli stivaletti ticchettano sul selciato.

La frase risulta eccessivamente allitterante, ma dà la misura del rumore di quei tacchi.

 

Il 29/3/2020 alle 20:26, AnnaL. ha scritto:

comunque ti manca il tempo di porre la domanda che lei già ha risposto

Qui darei maggior risalto al "che" temporale, operando un piccolo cambiamento nella struttura precedente: "comunque non fai in tempo a porre la domanda, che lei...".

 

Il 29/3/2020 alle 20:26, AnnaL. ha scritto:

con quel finto modo da monella.

Sostituirei modo con "atteggiamento" per evitare i due "mo..." ravvicinati.

 

Il 29/3/2020 alle 20:26, AnnaL. ha scritto:

Hai sempre rimpianto di non averla mai baciata, certo che il modo in cui tiene arricciate le labbra suggerisce che un tentativo andrebbe a buon fine

Inserirei "ora" prima di "tiene", e sposterei il "che" dopo "tentativo".

 

Il 29/3/2020 alle 20:26, AnnaL. ha scritto:

che lei ti si appoggi addosso con abbandono simulato, vorresti baciare la ragazza che era non quella che ti sta appollaiata al braccio.

Dopo simulato metterei due punti, e virgola dopo "che era".

 

Il 29/3/2020 alle 20:26, AnnaL. ha scritto:

che ti sembra quasi che sia accaduto per davvero, dunque, perché sporcare un’illusione più perfetta della realtà?

Dopo "davvero" metterei due punti.

Grazie per la lettura e un saluto, @AnnaL.!

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@Lo scrittore incolore ero consapevole della scarsità della trama rispetto a tutte le paturnie esistenziali di Charlie, ma era necessario che li mettessi bene in luce e non sono riuscita a fare un compromesso migliore. :-)

 

@Ippolita2018 grazie delle tue preziose osservazioni! Come dicevo sopra so bene che era raro che le ragazze uscissero da sole, ma proprio non sapevo come evitarlo senza sprecare preziosi caratteri per introdurre un accompagnatore da sbolognare quasi subito.

 

Grazie a entrambi di essere passati :-)

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@AnnaL.

Piaciuto anche a me. Amo le atmosfere  e i modi di altri tempi. E mi fa piacere che ci siano scrittrici che ambientino così bene,  accuratamente  e con vera passione dei racconti in altre epoche. Quel periodo inglese era perfetto, nonostante non fosse tutto rose e fiori. Ma in confronto ai giorni nostri era  l'anticamera fiorita di un paradiso. Come il profumo di lavanda inglese

 

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3 minuti fa, Alberto Tosciri ha scritto:

E mi fa piacere che ci siano scrittrici che ambientino così bene,  accuratamente  e con vera passione dei racconti in altre epoche

piacere mio :-)    
@Alberto Tosciri  

4 minuti fa, Alberto Tosciri ha scritto:

Quel periodo inglese era perfetto, nonostante non fosse tutto rose e fiori. Ma in confronto ai giorni nostri era  l'anticamera fiorita di un paradiso. Come il profumo di lavanda inglese

Tanto imperfetto quanto perfetto insieme, concordo. Anche sul profumo di lavanda.  Grazie di essere passato e felice che ti sia piaciuto! ps. il tag mi si è infilato lì in mezzo e non riesco a spostarlo, mistero =_=

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Ospite Fanny

Bello stile, fluido, non ti annoia. 

Mi piace molto anche la descrizione dei personaggi e del luogo con tutti i loro particolari.

Per quanto riguarda la trama non mi convince, avrei preferito leggere qualcosa di piu'. Complimenti

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