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M.T.

[MI 135] La landa dei morti scriventi

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Commento.

 

Traccia di mezzanotte.

 

C’era una volta un uomo che cercava una risposta alla domanda che fin da piccolo lo affliggeva: che cos’era la vita.

Genitori, scuole, istituzioni: nessuno era riuscito a dargli quello che voleva in giovane età.

Una volta cresciuto, aveva preso a viaggiare, convinto che sarebbe riuscito nel suo intento. Aveva visitato paesi sempre più lontani, raggiungendo gli angoli più remoti della terra. Gli anni erano passati uno dopo l’altro, accumulandosi sempre più sulle sue spalle, finché la vecchiaia non l’aveva raggiunto; il suo desiderio, nonostante la perseveranza e gli sforzi, era stato sempre frustrato.

La fortuna però parve volgere a suo favore quando incontrò una donna che gli disse: «Se non hai trovato tra i vivi ciò che cerchi, allora dovresti provare tra chi non fa più parte di questo mondo.»

«Ma i morti non parlano con i vivi» obiettò il vecchio.

«Vero, ma esiste una landa dove i morti scrivono ogni segreto celato ai mortali. Forse è da chi ha perso la vita che puoi scoprire la verità che non riesci a cogliere.»

Seguendo le indicazioni che la donna gli aveva dato, il vecchio si diresse verso le montagne che celavano la misteriosa landa. Le raggiunse una sera, dopo mesi di lungo cammino. Aspettò il sorgere della luna, perché solo la sua luce avrebbe mostrato la gola che conduceva alla meta agognata.

Quando essa spuntò, la via si palesò davanti ai suoi occhi. S’inerpicò tra le rocce, il cammino rischiarato dall’astro argenteo. Presto il sentiero imboccato prese a scendere verso il basso, aprendosi sulla landa cercata. Il vecchio si fermò, il cuore che batteva forte: finalmente il suo desiderio sarebbe stato realizzato. Un vortice di emozioni imperversò nel suo petto: trepidazione ma anche timore. Gioia ma anche paura.

Soddisfare il desiderio del suo cuore poteva rivelarsi una sventura? Poteva essere una delusione?

Oppure finalmente poteva sentire il sapore della gioia e raggiungere una luminosità trascendente nella propria vita?

Mentre la luna raggiungeva il suo apice nel cielo, il vecchio mise piede nella radura e avanzò sicuro ma con passo lieve per non disturbare quella landa che non apparteneva ai vivi.

Dapprima indistinto, poi sempre più marcato, cominciò a sentire un insistente grattare su roccia. Seguì il rumore, non riuscendo a capire quale fosse la sua origine. Poi un movimento tra gli arbusti alla sua sinistra attirò il suo sguardo; facendo attenzione a non graffiarsi, scostò la bassa pianta, rivelando una mano scheletrica che con l’indice stava facendo dei segni su una pietra. Le linee erano sottili ma la luce della luna gli permise di leggere le parole che il morto stava scrivendo.

Per quanto un uomo assetato, placata la sua sete, sarà in pace? Fino a quando il suo cuore resterà calmo prima che un nuovo moto lo spinga a rimettersi in cerca?

Le frasi colpirono il vecchio, facendolo fremere nel profondo dell’animo, instillandogli un dubbio strisciante. Ma aveva faticato troppo per fermarsi a quel punto.

Avanzò nella landa di morto in morto, leggendo tutto quello che scrivevano, accumulando risposte.

La vita è il sapore del primo bacio.

Il piacere di un orgasmo.

La perdita di un grande amore.

L’ustione di una cocente sconfitta.

Il pianto di un bambino che nasce.

La risata di un amico vero.

Il tradimento di una moglie.

La soddisfazione di un lavoro ben fatto.

Per tutta la notte il vecchio non fece altro che leggere, fino a quando raggiunse il confine della landa. L’ultimo morto scrivente, accomodato in una piccola rientranza del terreno, concluse il suo pezzo.

La vita è tutto ciò che la morte toglie: speranze, sogni, sentimenti, futuro. Nella morte tutto è cenere, una costante realtà grigia priva di sapori e sussulti.

In quell’attimo, il vecchio comprese che tutte quelle cose, preso dalla sua ricerca, lui le aveva perse. Con le ultime energie che lo abbandonavano, seppe che aveva inseguito una risposta dimenticandosi di vivere, sciupando così l’unica possibilità concessagli di scoprire quello che voleva. Ora, con gli ultimi respiri che lasciavano il suo petto, aveva solo un desiderio, che sapeva non avrebbe potuto realizzare: non aver sprecato la sua vita.

 

Prima di scomparire dietro le vette a occidente, la luna accarezzò il corpo immobile del vecchio, i suoi ultimi raggi che illuminavano ciò che le fredde dita avevano appena terminato di scrivere.

La vita è vita: non si deve cercare di discernere la sua natura perché è qualcosa d’impossibile. Quello che si può fare è godere di ogni occasione che viene data, perché più non tornerà.

 

 

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24 minuti fa, M.T. ha scritto:

Una volta cresciuto, aveva preso a viaggiare, convinto

toglierei la prima virgola

25 minuti fa, M.T. ha scritto:

Gli anni erano passati uno dopo l’altro, accumulandosi sempre più sulle sue spalle, finché la vecchiaia non l’aveva raggiunto;

anche io infilo dei gerundi in fila, toglierei quello della riga sopra. Ti segnalo anche "raggiungendo"-"raggiunto", il secondopotrebbe essere cambiato con "sopraggiunta"?

31 minuti fa, M.T. ha scritto:

Quando essa spuntò, la via si palesò davanti ai suoi occhi.

toglierei anche questa virgola

32 minuti fa, M.T. ha scritto:

Gioia ma anche paura

e ne metterei una dopo "gioia"

32 minuti fa, M.T. ha scritto:

Oppure finalmente poteva sentire il sapore della gioia

si ripete con quello sopra, potresti sostituire il primo con "aspettativa"?

33 minuti fa, M.T. ha scritto:

landa

lo ripeti spesso, immagino sia voluto :-)

34 minuti fa, M.T. ha scritto:

bassa pianta

anche quest'inversione immagino lo sia, comunque mi suona finto.

34 minuti fa, M.T. ha scritto:

facendo dei segni su una pietra.

si ripete con la riga sopra, "tracciando"? Ci sono quei tre gerundi che si sentono

 

35 minuti fa, M.T. ha scritto:

Seguì il rumore, non riuscendo a

incapace di capire

36 minuti fa, M.T. ha scritto:

facendo attenzione a non graffiarsi,

attento a non

36 minuti fa, M.T. ha scritto:

Le linee erano sottili ma la luce della luna

virgola dopo sottili? Ho notato che è già il secondo ma che lasci senza virgola, inizio a sospettare che sia voluto anche questo

42 minuti fa, M.T. ha scritto:

In quell’attimo, il vecchio comprese

da qua la virgola la toglierei

43 minuti fa, M.T. ha scritto:

Con le ultime energie che lo abbandonavano, seppe

idem

 

 

Sono rimasta un po' spiazzata, di tanto in tanto, dai tempi verbali

44 minuti fa, M.T. ha scritto:

Oppure finalmente poteva sentire

qui, ad esempio, avrei usato il condizionale passato al posto dell'imperfetto.

 

Di solito ti trovo più pulito e puntuale, anche nella punteggiatura e le frasi in corsivo sono le più fluide in assoluto. Il resto del testo è accidentato, ma come ti ho scritto sopra, forse hai fatto apposta a rendere la lettura più simile a un sentiero sassoso che a un bella stradina.

Di sicuro mi hai incuriosito. :-)

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13 minuti fa, AnnaL. ha scritto:

forse hai fatto apposta a rendere la lettura più simile a un sentiero sassoso che a un bella stradina

Sì, solitamente sono più diretto: qui ho voluto essere più... cadenzato. L'ho ritenuta una scelta più adatta al testo da raccontare.

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1 ora fa, M.T. ha scritto:

che cos’era la vita

La vita è un sistema termodinamico aperto, in grado di mantenersi autonomamente in uno stato energetico di disequilibrio stazionario e in grado di dirigere una serie di reazioni chimiche verso la sintesi di sé stesso - Schrödinger

:D

 

Scherzi a parte, veramente un bel pezzo, scritto bene. Complimenti :sss:

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@M.T. direi che se volevi discostarti dal solito ci sei riuscito. Sul merito di quanto sia o non sia riuscito il "cadenzamento" non mi pronuncio, sento di essere sprovvista dei mezzi per farlo a modo. :-) 

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10 minuti fa, mina99 ha scritto:

La vita è un sistema termodinamico aperto, in grado di mantenersi autonomamente in uno stato energetico di disequilibrio stazionario e in grado di dirigere una serie di reazioni chimiche verso la sintesi di sé stesso - Schrödinger

:D

E così mi fai venire in mente il gatto di Schrödinger  (o meglio, Big Bang Theory :P )

 

5 minuti fa, AnnaL. ha scritto:

Sul merito di quanto sia o non sia riuscito il "cadenzamento" non mi pronuncio, sento di essere sprovvista dei mezzi per farlo a modo. :-) 

si è trattata di una prova per rendere il testo di stampo più favolistico/epico (ai posteri l'ardua sentenza :P )

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Testo molto suggestivo, che mi ha ricordato le atmosfere del primo volume de "La torre nera". Mi è piaciuto molto, perché lo stile ha accompagnato frase dopo frase questa insolubile ricerca del protagonista.

3 ore fa, M.T. ha scritto:

La fortuna però parve volgere a suo favore quando incontrò una donna che gli disse: «Se non hai trovato tra i vivi ciò che cerchi, allora dovresti provare tra chi non fa più parte di questo mondo.»

«Ma i morti non parlano con i vivi» obiettò il vecchio.

«Vero, ma esiste una landa dove i morti scrivono ogni segreto celato ai mortali. Forse è da chi ha perso la vita che puoi scoprire la verità che non riesci a cogliere.»

Questa parte mi è piaciuta particolarmente, perché funziona molto bene per l'introduzione del viaggio, che il nostro prode si appresta a compiere e dà, con un dialogo di un paio di battute, la dimensione spaziale al racconto.

Si potrebbe obiettare che questa donna rimane un po' vaga, perché il dubbio sulla sua vera identità resta un po' sospeso, mentre il nostro segue la missione da lei indicata. Vista la direzione che prende poi il racconto mi permetto di consigliarti di farla tornare nel finale nei panni della morte stessa, il che darebbe al racconto una circolarità interessante e alla donna un ruolo più tondo.

3 ore fa, M.T. ha scritto:

Avanzò nella landa di morto in morto, leggendo tutto quello che scrivevano, accumulando risposte.

La vita è il sapore del primo bacio.

Il piacere di un orgasmo.

La perdita di un grande amore.

L’ustione di una cocente sconfitta.

Il pianto di un bambino che nasce.

La risata di un amico vero.

Il tradimento di una moglie.

La soddisfazione di un lavoro ben fatto.

Piaciuto molto questo elenco. Che cos'è la vita, se non l'insieme delle emozioni che la compongono? Intelligente inserire sia emozioni "positive" sia "negative": danno un'universalità che non era scontata e il rischio di cadere nella trappola di mettere solo le emozioni "buone" poteva far risultare questa lista stucchevole.

 

3 ore fa, M.T. ha scritto:

La vita è vita: non si deve cercare di discernere la sua natura perché è qualcosa d’impossibile. Quello che si può fare è godere di ogni occasione che viene data, perché più non tornerà.

Un finale non originalissimo, eppure squisitamente schietto e reale. Il "Carpe diem" non passa mai di moda e in questo senso fa da perfetto raccordo e chiusura per l'esperienza del personaggio del tuo racconto.

 

Conludendo: ho apprezzato molto le atmosfere e le suggestioni che lanci qua e là. Sono sicuro che con qualche accorgimento può avere ancora più mordente e colpire più a fondo.

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1 ora fa, Lo scrittore incolore ha scritto:

mi ha ricordato le atmosfere del primo volume de "La torre nera". Mi è piaciuto molto, perché lo stile ha accompagnato frase dopo frase questa insolubile ricerca del protagonista.

Ora che me lo fai notare, ci sono degli elementi in comune, anche se quando lo scritto non pensavo a questo libro. Tutto è partito dal titolo che è nato per caso ma che mi dato l'idea per sviluppare il testo; c'è un libro cui mi sono ispirato in una parte del racconto, ma si tratta di un autore che è lontano dallo stile di King.

 

1 ora fa, Lo scrittore incolore ha scritto:

Si potrebbe obiettare che questa donna rimane un po' vaga, perché il dubbio sulla sua vera identità resta un po' sospeso, mentre il nostro segue la missione da lei indicata. Vista la direzione che prende poi il racconto mi permetto di consigliarti di farla tornare nel finale nei panni della morte stessa, il che darebbe al racconto una circolarità interessante e alla donna un ruolo più tondo.

Suggerimento davvero interessante: non ci avevo pensato per niente. La donna era un semplice comparsa, invece così assume tutta un'altra connotazione, un po' come nella canzone Samarcanda. Ti ringrazio :) 

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:)

Ciao, @M.T.  

 

Un brano netto, pulito, senza sbavature come nel tuo stile, dove ci fai scoprire il filosofo Mirco, che discetta sul significato della vita.

Sei stato abile nello snodare la ricerca del vecchio, il suo percorso con lo sguardo fisso su una meta impossibile, mentre, se avesse abbassato lo sguardo, avrebbe trovato le risposte sotto i suoi passi.

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1 ora fa, Poeta Zaza ha scritto:

il filosofo Mirco

non esageriamo :P 

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Il 29/3/2020 alle 19:29, M.T. ha scritto:

che cos’era la vita.

Dato che è una cosa su cui lui si interroga, vedrei meglio il congiuntivo "che cosa fosse la vita", ma forse sbaglio.

Il 29/3/2020 alle 19:29, M.T. ha scritto:

Aveva visitato paesi sempre più lontani, raggiungendo gli angoli più remoti della terra

per non ripetere due volte lo stesso concetto, ma mantenere le due proposizioni, varierei il senso della prima: aveva visitato paesi sempre nuovi (o diversi), raggiungendo gli angoli più lontani (o remoti) della Terra

Il 29/3/2020 alle 19:29, M.T. ha scritto:

era stato sempre frustrato

è proprio una sottigliezza, ma dato che essere è un verbo che per forza di cose si usa costantemente, userei "era rimasto" che secondo me evidenzia anche il senso di tanti tentativi inutili che lo mantengono comunque frustrato.

Il 29/3/2020 alle 19:29, M.T. ha scritto:

stava facendo

mi pare che faceva suonerebbe meglio a livello di ritmo della frase, ma è molto opinabile

Il 29/3/2020 alle 19:29, M.T. ha scritto:

In quell’attimo, il vecchio comprese che tutte quelle cose, preso dalla sua ricerca, lui le aveva perse. Con le ultime energie che lo abbandonavano, seppe che aveva inseguito una risposta dimenticandosi di vivere, sciupando così l’unica possibilità concessagli di scoprire quello che voleva. Ora, con gli ultimi respiri che lasciavano il suo petto, aveva solo un desiderio, che sapeva non avrebbe potuto realizzare: non aver sprecato la sua vita.

 

Prima di scomparire dietro le vette a occidente, la luna accarezzò il corpo immobile del vecchio, i suoi ultimi raggi che illuminavano ciò che le fredde dita avevano appena terminato di scrivere.

La vita è vita: non si deve cercare di discernere la sua natura perché è qualcosa d’impossibile. Quello che si può fare è godere di ogni occasione che viene data, perché più non tornerà.

Ho messo in grassetto i concetti che un po' si ripetono: asciugherei un po' il "pipponcino" (scusami, non è per sminuire, anzi, il concetto mi è molto caro, ma è per sottolineare il lato un po' ridondante di quelle righe) per esplicitarlo solo nelle parole che incide lui.

Dopo aver letto tutto, capisce di aver sciupato tutto e con le ultime forze scrive ciò che ha infine capito: non si può analizzare la vita, cercarne il senso, ma viverne ogni attimo che non tornerà. (tu lo hai scritto meglio, qui era solo per riassumere  come strutturerei il finale. Poi magari la ridondanza disturba solo a me, tu la preferisci così, ignora pure le mie ciance :))

 

L'ho trovata molto graziosa questa fiaba leggenda sul novello Ulisse che discende agli inferi per capire tristemente d'aver sprecato la vita inseguendo un senso della vita che forse non esiste e di cui di sicuro non aveva bisogno. Anche i toni cantilenanti-epici mi sembrano molto adatti. Complimenti e saluti all'aedo @M.T.

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Buongiorno @M.T. :) mi piaci in questa veste di cantastorie :libro:

Una bella storia la tua, rispetti il viaggio dell'eroe e la sua struttura classica, ha il sapore di fiaba antica. Viene raccontata dall'autore e un po' meno vissuta dai personaggi e dal lettore; questo crea una distanza, secondo me, con il lettore.

Mostri qualcosa senza lasciarci avvicinare ai pensieri e alle azioni del tuo protagonista e aggiungi spiegazioni che non sono necessarie, infatti, si capisce benissimo quello che pensa il tuo protagonista, quale sia la sua ricerca, senza dover insistere e spiegare al lettore come comprendere, la frase finale, per esempio.

Secondo me, si potrebbe eliminare questa distanza e mantenere, allo stesso tempo, il tono fiabesco che hai scelto. In ogni caso, magari è stato frutto di una tua scelta consapevole e quindi va bene così. 

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Il 29/3/2020 alle 19:29, M.T. ha scritto:

che cos’era la vita

lo metterei al presente, cos'è la vita, altrimenti sembra che si interroghi su come fosse la vita un tempo

 

Ciao @M.T. C'è un assaggio da trapassato a passato remoto, verso l'inizio del brano, che mi ha spiazzato. Per il resto è un bel racconto, che però, ti segnalo, mio gusto, rischia a più riprese di sfociare in un po' di retorica, ad esempio nell'elenco e nella chiusa. Leggo che a qualcuno, viceversa, sono piaciute proprio quelle parti. Questione di gusti, non amo il genere un po' alla "lentamente muore", alla Franco Arminio, non so se mi sono fatto intendere.

Alla prox

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Ciao, @M.T.! Bentrovato! Di questo tuo racconto, come in altre occasioni in cui ti ho letto, ho apprezzato molto l'atmosfera fiabesca che permea il viaggio dell'eroe in ogni sua fase. Non mi sono dispiaciute affatto le parti riflessive. C'è sempre il rischio di cadere in eccessiva retorica, ma secondo me sei stato abbastanza equilibrato e come lettrice non mi sono mai sentita "sopraffatta" in modo da provare fastidio. L'unica cosa che non mi è piaciuta è la parte finale, ossia: 

 

Il 29/3/2020 alle 19:29, M.T. ha scritto:

Prima di scomparire dietro le vette a occidente, la luna accarezzò il corpo immobile del vecchio, i suoi ultimi raggi che illuminavano ciò che le fredde dita avevano appena terminato di scrivere.

La vita è vita: non si deve cercare di discernere la sua natura perché è qualcosa d’impossibile. Quello che si può fare è godere di ogni occasione che viene data, perché più non tornerà.

La eliminerei del tutto perché il messaggio arriva bello e chiaro lo stesso. Per me finisce qui:

 

Il 29/3/2020 alle 19:29, M.T. ha scritto:

Ora, con gli ultimi respiri che lasciavano il suo petto, aveva solo un desiderio, che sapeva non avrebbe potuto realizzare: non aver sprecato la sua vita.

 

Un bel brano. Piaciuto assai. P.S.  Concordo con Inc sulla signore morte. 

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Ciao @M.T., premetto che ovviamente concordo in pieno con il tuo messaggio che arriva chiaro. Mi piace anche il tono quasi da fiaba del racconto. Ho notato alcune imperfezioni stilistiche che però visto lo scarso tempo a disposizione per sviluppare il racconto ci stanno assolutamente. Unica vera pecca è che secondo me sei stato a tratti un poco retorico, errore nel quale sono caduto anch'io, quindi possiamo tranquillamente stringerci la mano.

 

Saluti,

 

Mirko

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26 minuti fa, INTES MK-69 ha scritto:

Unica vera pecca è che secondo me sei stato a tratti un poco retorico, errore nel quale sono caduto anch'io, quindi possiamo tranquillamente stringerci la mano.

Sarà per via del nome, dato che abbiamo lo stesso (solo che il mio è con la c :P )

 

3 ore fa, Emy ha scritto:

 

Il ‎29‎/‎03‎/‎2020 alle 19:29, M.T. ha scritto:

Prima di scomparire dietro le vette a occidente, la luna accarezzò il corpo immobile del vecchio, i suoi ultimi raggi che illuminavano ciò che le fredde dita avevano appena terminato di scrivere.

La vita è vita: non si deve cercare di discernere la sua natura perché è qualcosa d’impossibile. Quello che si può fare è godere di ogni occasione che viene data, perché più non tornerà.

La eliminerei del tutto perché il messaggio arriva bello e chiaro lo stesso. Per me finisce qui:

 

Il ‎29‎/‎03‎/‎2020 alle 19:29, M.T. ha scritto:

Ora, con gli ultimi respiri che lasciavano il suo petto, aveva solo un desiderio, che sapeva non avrebbe potuto realizzare: non aver sprecato la sua vita.

 

Su questo ti do ragione perché sono stato combattuto se mettere o togliere l'ultima parte. Ma sistemando con la Dama Morte, direi che posso sistemare il finale.

 

3 ore fa, Edu ha scritto:

Leggo che a qualcuno, viceversa, sono piaciute proprio quelle parti. Questione di gusti, non amo il genere un po' alla "lentamente muore", alla Franco Arminio, non so se mi sono fatto intendere.

Franco Arminio non lo conosco, ma capisco il senso del discorso.

 

8 ore fa, Kikki ha scritto:

magari è stato frutto di una tua scelta consapevole

sì, ho voluto mantenere uno stampo da favola vecchia maniera per questo racconto

 

Il ‎31‎/‎03‎/‎2020 alle 18:24, Befana Profana ha scritto:

L'ho trovata molto graziosa questa fiaba leggenda sul novello Ulisse che discende agli inferi per capire tristemente d'aver sprecato la vita inseguendo un senso della vita che forse non esiste e di cui di sicuro non aveva bisogno

Sai che non avevo pensato per nulla a Ulisse? L'inconscio fa strani scherzi (ovvero, scrive quello che vuole lui :P )

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Ciao @M.T.

una bella fiaba, di cui ho apprezzato sia il messaggio che l'atmosfera. Il finale moraleggiante non mi sarebbe piaciuto in altri contesti ma qui ha un suo perché, dato il genere scelto. Suggestiva e non scontata l'idea che i morti lascino i propri messaggi in questa forma scritta.

Alla prossima!

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Un racconto fantastico con palese intento didascalico che non disturba affatto perché, per l'appunto, alla luce del sole. Ho notato che nell'elenco in corsivo delle risposte che via via si accumulano ricorre lo stesso tema declinato in forme diverse: l'Uomo e la sua relazione con l'altro. Forse un paio di voci si potrebbero sostituire, solo per fare un esempio, con qualche elemento di carattere naturalistico: la terra bruna al tramonto, il mare salato, le spighe di grano nel vento.

Ti ho letto volentieri e mi hai ricordato il drammatico incontro nell'Ade tra Ulisse e Achille, nell'Odissea:

 

"Non abbellirmi, illustre Odisseo, la morte! / Vorrei da bracciante servire un altro uomo, / un uomo senza podere che non ha molta roba; / piuttosto che dominare tra tutti i morti defunti" (Od. XI 488-91). 


Grazie e un saluto, @M.T..

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@M.T. il tuo vecchio ha sempre cercato altrove ciò che invece l'accompagnava da sempre. Anche il suo viaggiare, in fondo, era vita. Ci facciamo troppe domande senza sapere che le risposte le viviamo già. Bella l'atmosfera, la luna che illumina il sentiero, e quei morti che lasciano il loro messaggio che solo alla soglia della morte è possibile leggere. Nella vita di ognuno c'è sempre tanto perduto per strada e tanto altro che invece avremmo fatto meglio a lasciare andare. Anche questa è vita, tutto lo è, come dici tu stesso nell'elencare il bello e il brutto, ogni esperienza ha un calore inestimabile. Nel complesso non l'ho trovato originalissimo, ma fa sempre bene ricordare la questione ai vivi. (y)

 

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