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Vincenzo Iennaco

[LP 8] Poesia

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Commento

Traccia 3: una cosa

 

Poesia

 

soffio di vento graffia la neve

sui vetri di nere malinconie,

il passo sghembo muove greve

sul filo ossido di profonde noie;

 

la maiolica sbreccata

sulla tavola apparecchiata,

scaglie di luna alla finestra

fratte nel piatto della minestra

un bimbo scosta il contorno

a cercar il paesaggio sul fondo;

 

il rigurgito di una lacrima

che lenta, sfuma sulla guancia

e dalla notte è spenta, come la scia

di quell'ultima stella

 

proprio là, ad angolo d'universo;

 

un miraggio nel deserto:

il momento è fuoco o gelo,

o forse niente

 

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Ciao @Vincenzo Iennaco, il tuo momento mi pare sia tutto fuori che niente. Ottimo il finale dove descrivi perfettamente cosa è la poesia.

Belle le immagini che hai sapientemente usato come contorno per la chiusa.

 

Saluti,

Mirko

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Ciao @Vincenzo Iennaco, questa tua "Poesia" mi è piaciuta molto: intanto mi piace il fatto che non abbia un inizio e una fine "dichiarati", nel senso che non c'è la maiuscola nella prima parola né il punto alla fine, e questo mi dà il senso di un flusso che continua, "un soffio di vento" come hai scritto tu.  Io l'ho intesa come una sorta di definizione di poesia, che quindi è p r e s e n t e nelle cose e nelle situazioni che hai elencato (anche nelle cose che solitamente non sono  considerate poetiche, quindi); bellissima questa parte, e soprattutto quel "forse" " che dà il senso dell'impossibilità di definizioni o presenze certe.

15 ore fa, Vincenzo Iennaco ha scritto:

il rigurgito di una lacrima

che lenta, sfuma sulla guancia

e dalla notte è spenta, come la scia

di quell'ultima stella

 

proprio là, ad angolo d'universo;

 

un miraggio nel deserto:

il momento è fuoco o gelo,

o forse niente

Piaciuta molto, Vincenzo, a presto! :)

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Ciao @Vincenzo Iennaco, commento la tua poesia, che ho trovato molto delicata e quasi pittorica.

Le immagini che crei sono come dei quadri che fissano su tela le varie declinazioni del sentimento poetico. Nei tuoi versi, la poesia si nasconde nel vento, nella maiolica sbeccata, nel fondo del piatto, nei momenti di tristezza. Sono situazioni che generano la poesia e possono essere poco frequenti, come la neve, quotidiane, come il momento del pasto (o un ricordo d'infanzia che non scorderemo mai) o rare, come la lacrima come una scia di una stella cadente.

La stessa metrica varia, proprio per trasmettere le possibilità infinite del linguaggio poetico.

Viene da pensare che una poesia sulla poesia potrebbe essere, appunto infinita, raccogliendo tutte le possibili manifestazioni poetiche della vita, eppure si deve pur ricorrere a una sintesi: e anche la sintesi diviene poesia. 

Mi è piaciuto molto questo tuo componimento. Spero di rileggerti presto! 

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Bella questa Poesia! @Vincenzo Iennaco :), perché è fatta di illuminazioni, di flash poetici che toccano sia il quotidiano che il miraggio, il sogno.

18 ore fa, Vincenzo Iennaco ha scritto:

soffio di vento graffia la neve

sui vetri di nere malinconie,

il passo sghembo muove greve

sul filo ossido di profonde noie;

questo verso è super nel definire il massimo tedio: chapeau!

 

18 ore fa, Vincenzo Iennaco ha scritto:

il rigurgito di una lacrima

che lenta, sfuma sulla guancia

e dalla notte è spenta, come la scia

di quell'ultima stella

 

proprio là, ad angolo d'universo;

sul potere delle consolazioni "oltre" le gratificazioni umane 

18 ore fa, Vincenzo Iennaco ha scritto:

 

un miraggio nel deserto:

il momento è fuoco o gelo,

o forse niente

 

Da meditare. E da farne, per ognuno di noi, un motivo per scuoterci, se lo vuole davvero.

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La massiccia presenza di decasillabi potrebbe conferire alla tua poesia il tono cantilenante tipico di questo metro, ma tu sei ben attento affinché ciò non avvenga. Inizi nella prima quartina con un'alternanza precisa di decasillabi ed endecasillabi (e già con la rima imperfetta malinconie / noie avverti il lettore di stare in guardia), prosegui fino a "fondo" con una pressoché totale sequenza di decasillabi proprio dopo aver nominato le "noie": infatti delinei a seguire il quadretto domestico che infinite volte si è ripetuto struggente in tutte le vite e in tutte le case. Poi cambi metro, in una mescolanza rappresentativa del senso che cambia: dal paesaggio dipinto nel fondo del piatto l'occhio si allarga fino all'angolo dell'universo, passa attraverso le fiamme e i ghiacci e si chiude nel niente.

Grazie e un saluto, @Vincenzo Iennaco.

 

P.S.: vieni a trovarci nel Laboratorio poetico?

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@INTES MK-69 @(Irene) @novemai @Poeta Zaza @Ippolita2018 Grazie per aver lasciato le vostre sensazioni.

 

18 ore fa, Ippolita2018 ha scritto:

vieni a trovarci nel Laboratorio poetico?

finora mi sono limitato a leggervi, ma non è detto che non venga a rompervi le uova nel paniere aulico :P

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@Vincenzo Iennaco è un piacere leggerti qui, molto bella questa poesia, immagini malinconiche e struggenti come piacciono a me. A parte l'uso della rima che per me nel tuo caso ti incatena un pò. Il lessico che usi sarebbe sufficente da solo a creare un giusto fondo sonoro al componimento.
 

Il 22/3/2020 alle 18:44, Vincenzo Iennaco ha scritto:

soffio di vento graffia la neve

sui vetri di nere malinconie,

il passo sghembo muove greve

sul filo ossido di profonde noie;


Bellissima immagine che ci trasporta all'inerno di una casa, con i piedi impatofolati, mentre fuori dalla finestra è vento gelido nella sera scura, e quel guardare fuori al mondo... la solita malinconia.

 

Il 22/3/2020 alle 18:44, Vincenzo Iennaco ha scritto:

la maiolica sbreccata

sulla tavola apparecchiata,

scaglie di luna alla finestra

fratte nel piatto della minestra

un bimbo scosta il contorno

a cercar il paesaggio sul fondo;


Immagini, come una cinepresa che fa un giro su stessa, veloce, e riporta i frame stilizzati di ciò che incontra. Un tratto lì, un tratto là, tutto continua mentre l'occhio di noi che osserviamo si sposta veloce.

 

 

Il 22/3/2020 alle 18:44, Vincenzo Iennaco ha scritto:

l rigurgito di una lacrima

che lenta, sfuma sulla guancia

e dalla notte è spenta, come la scia

di quell'ultima stella

 

proprio là, ad angolo d'universo;

 

un miraggio nel deserto:

il momento è fuoco o gelo,

o forse niente


E poi la chiusura, meravigliosa. La prospettiva prima ampia che correva dalla finestra al piatto al bambino, si chiude su quella lacrima e diventa prospettiva personale e intima. Ed è la prospettiva intima che ci innalza oltre i muri della stanza, oltre la finestra, ci fa piombare nella notte che cala su ogni cosa, anzi la spegne, come già si è spenta quell'ultima stella - ed è qui che appare il ricordo, nella malinconia. 
La chiusura è fatalista, getta un' ombra dura su tutto l'intero componimento. Il presente è vivo e immobile, racchiuso all'interno dei muri, dei vetri, nell'intimità di un piatto e del suono delle pantofole che strisciano. Ma è vuoto silenzio, la lacrima scende e si perde in quel miraggio lontano che è il passato, il ricordo. Ed è inevitabile, sembri dire con la tua chiusura, che anche il presente si trasformi in passato, e che tutto questo ferisca, rimanga, o scorra via come acqua in un fiume nei momenti di vuoto. E forse tutto questo non significa niente, chi lo sa.

Molto bella, scusa la digressione mi sono lasciata prendere.

 

A rileggerti!

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Ciao @Vincenzo Iennaco, concordo con @Exairesi riguardo l'uso della rima in questo specifico componimento. In particolare, nel punto in cui fai rimare finestra con minestra, ho come l'impressione che la magia creata fino a quel momento, ne risenta leggermente. Per il resto, ho apprezzato molto la vena intimistica che attraversa la poesia, per evolvere nella chiusa

verso una dimensione universale.

Il 22/3/2020 alle 18:44, Vincenzo Iennaco ha scritto:

un miraggio nel deserto:

il momento è fuoco o gelo, 

o forse niente

 

Cos'è, dunque, la poesia? Illusione o vita? 

Piaciuta!

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@Exairesi @Sira Grazie per aver lasciato le vostre sensazioni.

 

21 ore fa, Exairesi ha scritto:

scusa la digressione mi sono lasciata prendere.

Ma figurati, anzi fa piacere.

 

19 ore fa, Sira ha scritto:

Cos'è, dunque, la poesia? Illusione o vita? 

Una loro crasi? Un illusionismo palpitante?

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Il 24/3/2020 alle 14:42, Vincenzo Iennaco ha scritto:

finora mi sono limitato a leggervi, ma non è detto che non venga a rompervi le uova nel paniere aulico 

:yahoo:

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Ciao, @Vincenzo Iennaco. Bentrovato! Hai scritto una bella ode alla poesia. Le strofe che più ho apprezzato sono: 

Il 22/3/2020 alle 18:44, Vincenzo Iennaco ha scritto:

soffio di vento graffia la neve

sui vetri di nere malinconie,

il passo sghembo muove greve

sul filo ossido di profonde noie;

 

Il 22/3/2020 alle 18:44, Vincenzo Iennaco ha scritto:

l rigurgito di una lacrima

che lenta, sfuma sulla guancia

e dalla notte è spenta, come la scia

di quell'ultima stella

Le immagini che hai tratteggiato con la penna rimangono impresse nella mente e nel cuore di chi legge. Sempre bravo!

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Ciao @Vincenzo Iennaco,

 

Come suggerisce il titolo, la tua è la Poesia delle poesie: senza maiuscola e senza punto potrebbe iniziare mille e mille versi prima e finire lo stesso non si sa quando, forse mai. Questo perché i versi sono immagini e emozioni e stimoli sensoriali espressi con grandi capacità poetiche, ma sono attimi. Attimi che si susseguono senza una precisa connessione (almeno non è stata di immediata comprensione per me la logica che richiama le immagini a catena). Gli ultimi due versi

Il 22/3/2020 alle 18:44, Vincenzo Iennaco ha scritto:

momento è fuoco o gelo,

o forse niente

Sono forse la chiave per interpretare tutto: ogni momento fa storia a se, è una fotografia di emozioni, è poesia. 

 

Mi è piaciuta moltissimo l'atmosfera delicata che hai saputo creare con questi versi, che richiamano immagini e situazioni abbastanza quotidiane, arricchite con un bel linguaggio e stile poetico e metaforico. 

 

Talia 

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Buongiorno @Vincenzo Iennaco spero che stai bene, è bellissima questa poesia:)

 

Il 22/3/2020 alle 18:44, Vincenzo Iennaco ha scritto:

soffio di vento graffia la neve

sui vetri di nere malinconie,

Questo verso è davvero bello

 

Il 22/3/2020 alle 18:44, Vincenzo Iennaco ha scritto:

il passo sghembo muove greve

sul filo ossido di profonde noie;

Che significa ossido? Il termine appesantisce un pò la frase.

 

Il 22/3/2020 alle 18:44, Vincenzo Iennaco ha scritto:

la maiolica sbreccata

sulla tavola apparecchiata,

scaglie di luna alla finestra

fratte nel piatto della minestra

un bimbo scosta il contorno

a cercar il paesaggio sul fondo;

Componimento maestrale!:D ma non so il soggetto cos'è? La maiolica?

 

Il 22/3/2020 alle 18:44, Vincenzo Iennaco ha scritto:

il rigurgito di una lacrima

che lenta, sfuma sulla guancia

e dalla notte è spenta, come la scia

di quell'ultima stella

proprio là, ad angolo d'universo;

Bellissima immagine.

Stona questa frase: proprio là, ad angolo d'universo;

 

Il 22/3/2020 alle 18:44, Vincenzo Iennaco ha scritto:

un miraggio nel deserto:

il momento è fuoco o gelo,

o forse niente

Qui manca un punto dopo niente. Mi piace l'immagine che si crea.

 

Conclusione: direi un miraggio fantastico che ritorna alle sue origini facendo vedere ciò che ha toccato. Il verso dove parli della la maiolica sbreccata mi pare pesante e poco comprensibile . Il resto della poesia mi fa vedere molte immagini delicate e scorrevoli. Il testo è molto scorrevole con una buona struttura.

Un ottimo lavoro(y)

A rileggerti. Flo

 

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@Floriana Grazie per essere passata a lasciare le tue impressioni.

 

Il 26/3/2020 alle 12:38, Floriana ha scritto:

Che significa ossido?

è una contrazione di ossidato, nel senso di corroso.

 

Il 26/3/2020 alle 12:38, Floriana ha scritto:

non so il soggetto cos'è? La maiolica?

la maiolica, il piatto di minestra e il bimbo. Il soggetto reale però è compreso dall'insieme della strofa e sarebbe una cena.

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