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Sira

[LP 8] Echi

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Commento

 

Echi remoti,

di sorrisi con vista

sul mare, 

di sguardi 

da sfogliare,

mi cullano silenti 

su un’amaca sospesa,

tra un fermo immagine

e una coscienza nuova.

 

 

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2 ore fa, Sira ha scritto:

Echi remoti,

di sorrisi con vista

sul mare, 

di sguardi 

da sfogliare,

mi cullano silenti 

su un’amaca sospesa,

tra un fermo immagine

e una coscienza nuova.

 

Bentrovata, @Sira :)

 

Un bel declinare la traccia sul luogo, Sira.

Ricordarti di una vacanza sul mare, su un'amaca sospesa, tra quel fermo immagine e la coscienza nuova di oggi.

La incommensurabile distanza di quegli echi remoti e ridenti con l'assoluto spaesamento del nostro vivere oggi. Brava!

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21 ore fa, Sira ha scritto:

mi cullano silenti 

su un’amaca sospesa,

tra un fermo immagine

e una coscienza nuova.

E quasi ti vedo, carissima Sira...

a dondolare su quell'amaca, sospesa tra un prezioso ricordo, lontano ma presente, e una nuova più matura coscienza: brava come sempre nel catturare un'immagine vivissima e sempre assieme alla sua emozione (si capisce, dal "taglio" che dai alle tue poesie, che sei appassionata anche di fotografia). Poi dondolare dà proprio il senso dell'instabilità che, in generale,  caratterizza la nostra vita da sempre; mi è piaciuta molto questa tua foto/poesia! A presto Sira! :flower:

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@Sira eccomi qui tra le tue parole. La poesia è molto bella, a partire da quel titolo così suggestivo: Echi. Sì perché parlare di eco quando si evoca un ricordo è un'immagine tristemente azzeccata. Un ricordo infatti che cos'è se non il lascito, il rimbombo sonoro o visivo di un'azione che, pur essendosi già conclusa, non ha esaurito la sua eco,  la sua capacità di influenza sul presente. 
La tua poesia descrive esattamente questo; il ricordare spontaneo di tutti i giorni. La vita è l'amaca sulla quale ti abbandoni; davanti a te il vuoto, l'ignoto del futuro inconoscibile; dietro di te echi remoti ( ma non perduti) e poi sorrisi, sguardi - ricordi passati che "cullano" e quindi in certo senso allietano il presente rendendolo più dolce.
Dipingi il ricordo come qualcosa di necessario, non di doloroso, e mi piace che tu abbia saputo cogliere questa sfumatura. Incastrata così, in un breve quadretto poetico come il tuo, lascia la stessa sensazione che si prova quando, d'estate dopo pranzo, ci si stende in un rettangolo di sole e si chiuduno gli occhi.

L'unico dubbio che volevo sciogliere è questo: a che traccia ti sei ispirata? Immagino fosse la due perché dai sorrisi e dagli sguardi che citi capisco che ti stai riferendo ad una persona. Eppure l'immagine di questa persona non emerge, rimane evanescente e forse questa è l'unica cosa che mi dispiace. 

 

Grazie mille per questa poesia. Complimenti.

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@Sira Ciao. Echi suggestivi che sembrano giungere dal tempo sospeso che stiamo attraversando e l'isolamento coatto costringe a sorrisi e sguardi in differita.

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@Poeta Zaza Ciao e bentrovata!:)

Il 22/3/2020 alle 21:25, Poeta Zaza ha scritto:

Ricordarti di una vacanza sul mare, su un'amaca sospesa, tra quel fermo immagine e la coscienza nuova di oggi.

Mi impegnerò, e lo dico seriamente. Troppo spesso, una volta superati i periodi bui, ci si dimentica dei buoni propositi. :si:

Il 22/3/2020 alle 21:25, Poeta Zaza ha scritto:

La incommensurabile distanza di quegli echi remoti e ridenti con l'assoluto spaesamento del nostro vivere oggi

Parafrasi perfetta!

Grazie!

 

@(Irene) Ma eccoti! :yahoo:

8 ore fa, (Irene) ha scritto:

si capisce, dal "taglio" che dai alle tue poesie, che sei appassionata anche di fotografia

Bello! Questo non mi era mai stato detto, eppure, a pensarci bene, le immagini che amo utilizzare per esprimermi e la brevità dei testi, ti danno ragione.

Grazie! :love3:

 

@Exairesi Ciao!

5 ore fa, Exairesi ha scritto:

L'unico dubbio che volevo sciogliere è questo: a che traccia ti sei ispirata? Immagino fosse la due perché dai sorrisi e dagli sguardi che citi capisco che ti stai riferendo ad una persona. Eppure l'immagine di questa persona non emerge, rimane evanescente e forse questa è l'unica cosa che mi dispiace.  

 

Mi sono ispirata a un luogo, fisico e non, a quello che era il nostro vivere prima di questo momento doloroso. Nessuna persona in particolare, quindi, ma un mondo di persone. :hug:

 

@Vincenzo Iennaco Ciao!

4 ore fa, Vincenzo Iennaco ha scritto:

Echi suggestivi che sembrano giungere dal tempo sospeso che stiamo attraversando e l'isolamento coatto costringe a sorrisi e sguardi in differita.

Esatto Vincenzo! Felice che tu li abbia trovati suggestivi.

A breve passo anche da te, eh… :ciaociao:

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 Ciao @Sira,

 

La tua "amaca sospesa" mi ha incantata, perché crea un'immagine perfetta del nostro stato d'animo: impotenti, rinchiusi, a sognare una fine per questa situazione e a confortarsi ricordando splendidi viaggi in spazi aperti come la riva del mare. 

Il tuo stile mi affascina sempre moltissimo e anche questa volta hai fatto centro.

 

Talia 

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@Sira ciao, Siretta! Bentrovata! Tu sai quanto io adori il tuo stile minimalista. Hai una capacità ammirevole di trasmettere l'emozione adoperando pochissime parole che si intrecciano tra di loro con un'armonia unica che arriva subito al lettore. Riesci sempre a creare nella nostra mente delle immagini potenti e capaci di veicolare il messaggio in maniera chiara e vivida. Dopo la lettura mi sono sentita sospesa nel tempo e nello spazio. È come se tu avessi tracciato una linea netta tra il prima e il dopo e quell'amaca diventa una sorta di confine tra i due mondi: chiassoso, cullato da quegli echi lontani, e silenzioso, un fermo immagine in attesa che il tempo e la vita tornino a scorrere come prima. Una poesia breve, ma sentita fortemente dentro. Piaciuta molto, molto. Brava.

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Bella la tua poesia, @Sira. Ci fai intravedere le immagini che compongono i ricordi di una persona, fra scatti cartacei e mnemonici.

I versi estremamente brevi veicolano un'idea di spazio e di aria. La percezione spaziale amplificata viene accentuata dagli echi remoti, dall'immagine della vista sul mare, che si può sentire risuonare con le sue onde. C'è un senso di tranquillità in queste rievocazioni, che stanno sospese nello spazio grande della memoria, mentre la persona che li pensa viene cullata dall'amaca. Il fermo immagine è il momento presente, che in ogni secondo si rinnova in una coscienza nuova. Questa ha consapevolezza di esserlo, forse al prezzo di non essere più spensierata, e di vedersi perfettamente, come in uno specchio.

 

Complimenti e a presto!

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Siamo sempre nuovi. Nonostante i ricordi con la loro spessa coltre ― intessuta di minute infinite sensazioni e insieme di felicità grandi e altrettanto grandi dolori ― sembra quasi ci deformino sotto il peso, siamo sempre nuovi. Stesi su un'amaca (per eccellenza luogo della libertà del corpo e dell'anima) posta a metà tra il prima e il dopo, noi ci siamo adesso. La tua poesia è una trottola che gira velocissima e che quando si ferma ricomincia a girare.

Eliminerei forse la prima virgola, per dare spazio a un altro enjambement.

 

Grazie per la lettura, @Sira:)

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Ciao @Sira, come al solito con poche parole sei riuscita a descrivere perfettamente il momento che stiamo vivendo. Immobili,  sdraiati, rinchiusi  non ci resta altro da fare che ricordarci dei bei momenti passati che magari sono riferiti solo poche settimane fa. La tua poetica evita pietismi, melodrammi,.eccessi ed è per questo motivo che mi arriva così bene. 

Saluti, 

 

Mirko

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Il 22/3/2020 alle 18:40, Sira ha scritto:

Commento

 

Echi remoti,

di sorrisi con vista

sul mare, 

di sguardi 

da sfogliare,

mi cullano silenti 

su un’amaca sospesa,

tra un fermo immagine

e una coscienza nuova.

 

 

Questa poesia mi è molto vicina, difficilmente mi capita. Mi è molto vicina perché mi evoca sensazioni a metà tra la nostalgia e la melanconia. Queste eco che tornano alla mente, che arrivano da un posto che remoto nel tempo ma non nell'anima, perché puoi ancora sentire il loro odore, gustare il loro sapore.

L'amaca sospesa, secondo me potrebbe benissimo essere metafora della vita che noi tutti viviamo. La vita sospesa tra la necessità di andare avanti e i ricordi che tornano, che a volte ti cullano, che a volte, invece, ti distruggono.

La persona sull'amaca, secondo me, rievoca questi momenti con un mezzo sorriso in bocca perché vorrebbe tornare  lì tra quei sorrisi con vista sul mare perché c'è voglia di vedere qualcosa che prima non si è visto, uno sguardo che non è stato sfogliato per bene e che si vuole conoscere più a fondo. Un mezzo sorriso perché si accetta comunque l'impossibilità di tornare indietro e si è comunque felici delle esperienze vissute. 

L'amaca diventa quindi il luogo magico dove è possibile, per qualche momento, chiudendo gli occhi stare a metà tra quei ricordi e la vita attuale e futura.

Nel componimento sai mescolare perfettamente sensazioni visive a quelle uditive e tattili. Il suono degli echi, la vista del mare, la sensazione quasi di poter toccare gli sguardi.

La ritmica e i suoni invece mi ricordano quelli di una ninna nanna, appunto che può cullare il lettore.

Ti ringrazio molto per aver condiviso con noi questo componimento, grazie.

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Mi sembra una poesia che ha un forte radicamento nel presente laddove questi echi sembrano ormai sogni irraggiungibili in un presente dove diventa un problema anche solo mettere il naso fuori di casa.

Bella l'immagine di questa amaca, sospesa tra ricordi e questa nuova coscienza segnata dai questi tempi duri.

Anche io nel mio archivio ho immagini simili, un giardino,  risate della mia famiglia  e l'odore del mare. Non ci resta per ora che dondolarci cullati da quest'amaca oscillando tra impressioni del passato e questo strano presente.

Con la speranza che se tutto andrà bene potremo finalmente archiviare altri bei momenti, resi ancora più dolci da questo presente che ci sta forgiando con la durezza di un fabbro consumato.

 

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7 ore fa, Aurelio C.P. Mandraffino ha scritto:

La persona sull'amaca, secondo me, rievoca questi momenti con un mezzo sorriso in bocca perché vorrebbe tornare  lì tra quei sorrisi con vista sul mare perché c'è voglia di vedere qualcosa che prima non si è visto, uno sguardo che non è stato sfogliato per bene e che si vuole conoscere più a fondo. Un mezzo sorriso perché si accetta comunque l'impossibilità di tornare indietro e si è comunque felici delle esperienze vissute. 

Sì, Aurelio… è proprio cosi! Ti ringrazio tanto per il passaggio e per il commento graditissimo. :rosa:

 

6 ore fa, Lollowski ha scritto:

Con la speranza che se tutto andrà bene potremo finalmente archiviare altri bei momenti, resi ancora più dolci da questo presente che ci sta forgiando con la durezza di un fabbro consumato.

Esatto Lollowski! Quando ne usciremo credo che sarà impossibile non rivedere la scala delle nostre priorità. Grazie di cuore anche a te! :rosa:

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