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Exairesi

[LP 8] Nostalgia

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Traccia 2: una persona

 

Sei ancora su di me, pesante
corpo, massa di ombra che preme;
insieme scuro che grida suoni
e poi scivola di passi nelle notti insonni.
Ancora ti sento su di me, pesante
corpo, ammasso di attimo che avvolge;
densa euforia che tocca parole
e dice e trascina e ha baci di tetro silenzio.
Ancora ti ricordo su di me, pesante
corpo, nebbia di nostalgia che cala;
atroce desiderio che chiama a sé
e piove sulla pelle il senso dei giorni di ieri.
Ancora ti immagino, senza tregua ti penso
su di me rimane a pesare il tuo corpo;
lontano da noi, inafferrabili e troppo veloci
fuggono intanto i giorni, le ore – il presente.

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Bentrovata qui, @Exairesi :)

 

Un gran bel testo!

 

L’assenza dell’ex si fa presenza nella sensazione quasi tattile della pesantezza del corpo sopra il proprio.

Trovo efficace il ripetere tre volte l’aggettivo pesante e il verbo pesare, a “mostrare” il concetto.

 

La reiterazione non “pesa” sul ritmo che la brava autrice riesce a imprimere ai versi, anzi, li cadenza meglio, nell’ambito di una cura metrica ineccepibile.

 

Trovo efficaci tutte le immagini e similitudini che hai scelto, Exairesi, le trovo moto belle e particolarmente azzeccate, come queste:

 

 

36 minuti fa, Exairesi ha scritto:

massa di ombra che preme;


ammasso di attimo che avvolge;


densa euforia che tocca parole

 

nebbia di nostalgia che cala;


piove sulla pelle il senso dei giorni di ieri.

 

 

38 minuti fa, Exairesi ha scritto:

lontano da noi, inafferrabili e troppo veloci
fuggono intanto i giorni, le ore – il presente.

 

Struggente chiusa, magistrale fermo-immagine della distanza condivisa in questa durissima prova personale e sociale di questi tempi. Mi hai emozionata, brava @Exairesi   :rosa:

 

 

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2 minuti fa, Poeta Zaza ha scritto:

L’assenza dell’ex

 

@Exairesi Scusa, mi correggo: volevo dire l'assenza dell'amato accanto a sé.:sss:

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Leggendo la poesia, ho pensato: "Questo stile non mi è nuovo...". Controllo sul mio profilo, e cosa salta fuori? Che avevo già commentato una tua opera, @Exairesi. Devo dire che a primo impatto, almeno nella mia esperienza, le tue poesie risultano un po' ostiche, ma, già a una seconda lettura, sprigionano tutta la loro bellezza.
In "Nostalgia", mi sembra di poter individuare quattro strofe di quattro versi ognuna ed ogni strofa ha la struttura e sembra incarnare l'andamento di un respiro in cui la vividezza del ricordo sale fino a diventare quasi reale nella fase di inspirazione. Il culmine viene toccato nel secondo verso di ogni strofa ("corpo, massa di ombra che preme", "corpo, ammasso di attimo che avvolge", "corpo, nebbia di nostalgia che cala", "su di me rimane a pesare il tuo corpo"). In questi versi, nei quali ricorre la parola "corpo", dimensioni (quali quelle dello spirito o del tempo) diverse da quella della materia (quella del corpo, appunto) si fondono, si rispecchiano e si confondono con questa per colmare l'impronta lasciata nell'anima dalla persona evocata. Nella seconda parte di ogni strofa (l'espirazione), la forza di evocazione sembra scemare e cedere il posto, con il quarto verso ("e poi scivola di passi nelle notti insonni", "e dice e trascina e ha baci di tetro silenzio", "e piove sulla pelle il senso dei giorni di ieri", "fuggono intanto i giorni, le ore – il presente"), alla tetra percezione del presente e di un ricordo che non è nient'altro che nostalgia di un passato che, in quanto tale, non potrà più essere vissuto. Questo, in particolare nelle prime tre strofe, accade in modo quasi inaspettato, con un verso che, senza darne sentore, si trasforma improvvisamente in uno schiaffo che restituisce il pensiero alla realtà.
Bene, non so se la mia lettura è stata corretta, comunque la poesia mi piaciuta molto, complimenti! ;)

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Ciao @Exairesi,

 mi è piaciuta molto la tua poesia: secondo me hai saputo comunicare molto bene tutta la pesantezza opprimente di questa nostalgia che quasi imprigiona e trattiene chi la subisce in un tempo sospeso, scuro e nebbioso, mentre il tempo presente fugge via. Anche visivamente  i versi sembrano formare un blocco compatto che non lascia circolare l'aria tra le parole: così, leggendola a voce alta, i versi, tutti piuttosto lunghi, si depositano uno sull'altro e danno proprio il senso di questa oppressione. Bel lavoro, brava!

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@Exairesi Ciao. Il componimento esprime tutta l'oppressione di una mancanza che si fa malinconicamente ingombrante e grava nel vuoto di quell'assenza che sembra quasi essere solida e al tempo stesso evaporare come le gocce di un'acquazzone ormai passato. 

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Ciao @Exairesi!

Mi è piaciuta molto la tua poesia. Le sensazioni che descrivi sono vivide, le azioni sono rese materiche, intense. Le immagini sono dense: "densa euforia" , ma anche "ammasso" , "massa", "insieme scuro", "pesante corpo", "nebbia". Pure la sintassi, insieme alla semantica, si addensano, ricca com'è la poesia di aggettivi, sostantivi, persino di verbi che si arricchiscono di tratti semantici di altri verbi, per esempio "scivola di passi", "piove il senso".

Numerose figure retoriche contribuiscono a rendere questo componimento una sorta di visione onirica, un delirio di emozioni. La sinestesia è quella che domina su tutte. 

Solo alla fine, l'intenso vortice in cui l'io narrante sente il peso dell'altro su di sé, sembra distaccarsi da quel suo corpo così vivo e avvolgente, e rivolge un pensiero all'esterno. Lì i giorni e le ore corrono, fuggono e sono perse. 

 

Crei una trama di immagini ma anche di suoni molto fitta. Le allitterazioni, consonanze, ripetizioni formano simmetrie in cui ci si perde in un disordine ordinato. Anche così riesci a trasmettere il labirinto dolce, che la voce narrante ha ormai imparato a conoscere e in cui a imparato a vivere. 

È una bellissima poesia, davvero complimenti. 

A rileggerti. 

 

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@Exairesi un titolo che è tutto un programma, e con cui piace anche a me giocare. 

Una sfilza di immagini vivide e richiami fonetici, ripetizioni a scandire il tempo interno della poesia, per evitare che le immagini fuggano via come invece fanno i giorni, le ore - il presente :)

 

Quota

Sei ancora su di me, pesante
 corpo, massa di ombra che preme;
 insieme scuro che grida suoni
e poi scivola di passi nelle notti insonni.


Io non l'ho interpretato affatto come il ricordo di un ex. Magari sbaglio, ma dalle immagini che mi mandi fin dall'inizio, ci vedo qualcosa di molto oscuro. Quel "ancora" e "pesante" fin dal primo verso non mi sanno di una nostalgia felice. Si può avere nostalgia anche per cose molto brutte, vedi la sindrome di Stoccolma, ed è quello che questa poesia mi ha comunicato: una donna che ha nostalgia di qualcuno che, nei suoi ricordi, in realtà sente di detestare ma di cui non può fare a meno.


corpo, massa di ombra, pesante, che preme, scuro, grida... fa quello che deve fare e poi scivola via e la lascia da sola con le sue notti ormai insonni.
 

Quota

 

amasso di attimo
densa euforia

nebbia di nostalgia

 


Immagini dense che danno un peso specifico a sensazioni astratte, le attribuiscono proprietà materiche, forma e contenuto.
 

Quota

atroce desiderio


Confermo il mio parere :) fosse solo la nostalgia di un ex, magari anche amato, non vedo perché il desiderio dovrebbe essere atroce solo in funzione di una mancanza presente. Per me c'è molto di più qui.

----

Ci sarebbe ancora da dire, ma mi riservo una quarta, quinta e sesta lettura prima di tornarci su. Per ora spero di averti detto il necessario :P 

 

Grazie per la lettura :rosa:

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@Rocco Lassandro @(Irene) @Vincenzo Iennaco @novemai e @Ton vi ringrazio tantissimo per le vostre parole e soprattutto per la vostra attenzione. So bene di avere uno stile un pò personale, ostico alla prima impressione - a volte anche alla seconda e alla terza - e quindi mi fanno ancora più piacere le vostre belle parole.
L'intenzione era esattamente quelle che avete indicato: volevo rappresentare l'ossessione di un ricordo; come un desiderio struggente a tratti doloroso dalla quale non ci si riesce a separare. Di qui le ripetizioni, i versi attaccati, il lessico denso: tutto a volere ricreare quel senso di claustrofobia, bisogno di fuga.

In particolare @Ton mentre scrivevo la poesia avevo pensato che potesse essere plausibile un'interpretazione come la tua. La cosa non mi dispiace affatto e non è mia intezione ne smentire ne confermare. L'amore nasconde in sé una grossa e complessa percentuale d'odio, anche se questa non è mai stata analizzata nel dettaglio così come il concetto di amore in sé. A volte l'amore può essere lo specchio di una violenza, forse come in questo caso?.

 

a una rosa per tutti:rosa: 



 

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Ciao @Exairesi, sicuramente sei riuscita a trasmettere il senso di gravità e di densità che il sentimento nostalgico accompagna. Mi è piaciuto il lessico, hai giocato molto bene con le parole  ed è ammirevole soprattutto tenendo in considerazione il poco tempo che avevi a disposizione. Si intuisce che la tua è una penna che sa il fatto suo e si nota anche dal modo in cui commenti (a proposito grazie).

Saluti.

 

Mirko

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Ciao @Exairesi,

 

Ho sentito tutta la pesantezza materiale e l'oppressione al torace di un'assenza. Un amore a cui non ci si è rassegnati a fare a meno, che fa male nel ricordo (un ricordo cupo e nebuloso perché consapevole che non tornerà), un amore a volte greve a volte euforico, che non da tregua, nonostante i giorni siano trascorsi. Anzi il tempo fugge, come suggerisci negli ultimi versi, lasciando intendere che l'io narrante non sappia cogliere nuove gioie e opportunità, ma rimanga paralizzato e avvinghiato a quei ricordi, a quell'amore. 

 

Talia 

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Il più suggestivo, a mio avviso, dei tuoi componimenti letti qui sul forum. Intendo suggestivo nel suo senso etimologico di "suggerimento": i tuoi versi producono a ogni lettura significati e stimoli nuovi, non razionali. Il ricordo dell'amplesso amoroso cui l'io lirico accenna porta con sé, difatti, anche la parvenza di uno stupro, alla quale si sovrappone a sua volta l'immagine di un male insidioso (di quelli che non si nominano), nemico acerrimo per un verso ma realtà da rendersi "amica" per l'altro. Questo triplice impasto ricco di sapore si percepisce soprattutto nei primi versi:

Sei ancora su di me, pesante
corpo, massa di ombra che preme;
insieme scuro che grida suoni
e poi scivola di passi nelle notti insonni.

Ho trovato eccellente la plumbea iterazione di "pesante corpo", soprattutto in unione con le locuzioni che variano in piccola ma significativa misura a sottolineare ogni volta una diversa sfumatura del "peso" di quel "corpo":


• Sei ancora su di me

• Ancora ti sento su di me
• Ancora ti ricordo su di me
• Ancora ti immagino.

 

Ottimo l'uso della lineetta: parco e ben gestito.
Grazie per la lettura e un saluto, @Exairesi.

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Ciao, @Exairesi! Sono giorni che giro intorno alla tua poesia perché mi ha colpito tanto come contenuto. Non so se per quel corpo/ammasso/massa ripetuto e che diventa quasi leit motiv, ma dal punto di vista emotivo leggerla è stato come andare sulle montagne russe. Devo dire che come @Ton avevo pensato a una violenza, quel peso che si ripete è davvero significativo e ti graffia dentro, però la nostalgia di solito è legata a un ricordo positivo di un amore che ha lasciato il segno e ora che non c'è più è il ricordo a premere sul cuore con tutta la forza. Brava. 

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Ciao @Exairesi,:)

 

Il 23/3/2020 alle 23:46, Exairesi ha scritto:

volevo rappresentare l'ossessione di un ricordo; come un desiderio struggente a tratti doloroso dalla quale non ci si riesce a separare.

La tua poesia si presta a diverse chiavi interpretative, nonostante a una prima lettura il messaggio poetico possa sembrare univoco. Che tu abbia voluto rappresentare 

un'ossessione appare chiaro, sia perché lo hai fatto in maniera impeccabile, sia perché hai veicolato il messaggio anche attraverso il titolo e la traccia. Quale sia il ruolo

che l'oggetto dell'ossessione rivesta nella vita privata dell'io poetico, o la motivazione di questa forte emozione, però, rimane un'interpretazione soggettiva.

Io, inizialmente, avevo pensato a una rappresentazione del DOC da relazione, ma leggendo poi il commento di @Ton, la Sindrome di Stoccolma mi è sembrata più plausibile.

 

Dividendo in strofe il testo, vi leggo quattro momenti distinti. Nelle prime due vedo rappresentata la fase acuta di questa emozione.

 

Il 22/3/2020 alle 17:19, Exairesi ha scritto:

Sei ancora su di me, pesante
corpo, massa di ombra che preme;
insieme scuro che grida suoni
e poi scivola di passi nelle notti insonni.

 

Il 22/3/2020 alle 17:19, Exairesi ha scritto:

Ancora ti sento su di me, pesante
corpo, ammasso di attimo che avvolge;
densa euforia che tocca parole
e dice e trascina e ha baci di tetro silenzio.

 

Nella terza, si passa dal "sentire" al "ricordare" e la percezione è quella di un peso più lieve, un "ricordo" intenso, sì, ma che pare lasciare spazio anche ad altri pensieri.

 

Il 22/3/2020 alle 17:19, Exairesi ha scritto:

Ancora ti ricordo su di me, pesante
corpo, nebbia di nostalgia che cala;
atroce desiderio che chiama a sé
e piove sulla pelle il senso dei giorni di ieri.

 

Nella quarta, il ricordo si fa immagine, il pensiero è costante e il presente pare fuggire via perché non vissuto, ma non sento più l'intensità del disagio iniziale.

 

Il 22/3/2020 alle 17:19, Exairesi ha scritto:

Ancora ti immagino, senza tregua ti penso
su di me rimane a pesare il tuo corpo;
lontano da noi, inafferrabili e troppo veloci
fuggono intanto i giorni, le ore – il presente.

 

Complimenti, una poesia davvero intensa!

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Ciao di nuovo, @Exairesi. Il mio portatile è impazzito e ha mandato il messaggii che avevo già pubblicato. :facepalm: Già che ci sono aggiungo che ho preferito in assoluto la chiusura:

Il 22/3/2020 alle 17:19, Exairesi ha scritto:

Ancora ti immagino, senza tregua ti penso
su di me rimane a pesare il tuo corpo;
lontano da noi, inafferrabili e troppo veloci
fuggono intanto i giorni, le ore – il presente.

Davvero sublime. Complimenti ancora!  

Modificato da Emy
aggiunte al commento precedente

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Grazie a @INTES MK-69, @Talia, @Ippolita2018, @Emy, @Sira per i vostri commenti e le vostre interpretazioni. So che già da molti commenti qualcuno mi sta chiedendo una risposta sul componimento. Sarà il ricordo di uno strupro o di un amore? La mia intenzione era quella di ricostruire un'ossessione - come ha evidenziato Sira - l'ossessione del ricordo. In questo caso il ricordo riporta ad un amplesso che non è descritto di certo come positivo; ma questo soprattutto perché è visto da lontano, con gli occhi di chi da quel ricordo non riesce a staccarsi anche se dovrebbe. E allora lo deforma, lo allunga, lo distorce, lo tormenta nel pensiero, torna lì anche se non vuole con la mente e allora il ricordo diventa come una violenza proprio in quanto ossessione. Ad ogni modo sono davvero contenta di essere riuscita a stimolare delle riflessioni e delle interpretazioni di questo tipo, tanto che non mi dispiaceva affatto l'intepretazione di @Ton che mi ha dato molto su cui pensare.

 

Il 24/3/2020 alle 21:10, INTES MK-69 ha scritto:

sei riuscita a trasmettere il senso di gravità e di densità che il sentimento nostalgico accompagna

:super:

Il 25/3/2020 alle 15:45, Talia ha scritto:

Ho sentito tutta la pesantezza materiale e l'oppressione al torace di un'assenza. Un amore a cui non ci si è rassegnati a fare a meno, che fa male nel ricordo (un ricordo cupo e nebuloso perché consapevole che non tornerà), un amore a volte greve a volte euforico, che non da tregua, nonostante i giorni siano trascorsi. Anzi il tempo fugge, come suggerisci negli ultimi versi, lasciando intendere che l'io narrante non sappia cogliere nuove gioie e opportunità, ma rimanga paralizzato e avvinghiato a quei ricordi, a quell'amore. 

Grazie mille 

 

Il 25/3/2020 alle 17:58, Ippolita2018 ha scritto:

Il ricordo dell'amplesso amoroso cui l'io lirico accenna porta con sé, difatti, anche la parvenza di uno stupro, alla quale si sovrappone a sua volta l'immagine di un male insidioso (di quelli che non si nominano), nemico acerrimo per un verso ma realtà da rendersi "amica" per l'altro. Questo triplice impasto ricco di sapore si percepisce soprattutto nei primi versi:

Sei ancora su di me, pesante
corpo, massa di ombra che preme;
insieme scuro che grida suoni
e poi scivola di passi nelle notti insonni.

Che attenzione, grazie<3

 

Il 25/3/2020 alle 20:47, Sira ha scritto:

Che tu abbia voluto rappresentare 

un'ossessione appare chiaro, sia perché lo hai fatto in maniera impeccabile, sia perché hai veicolato il messaggio anche attraverso il titolo e la traccia. Quale sia il ruolo

che l'oggetto dell'ossessione rivesta nella vita privata dell'io poetico, o la motivazione di questa forte emozione, però, rimane un'interpretazione soggettiva.

Esattamente, grazie anche a te di cuore per il bel commento

 

Il 25/3/2020 alle 19:57, Emy ha scritto:

Sono giorni che giro intorno alla tua poesia perché mi ha colpito tanto come contenuto. Non so se per quel corpo/ammasso/massa ripetuto e che diventa quasi leit motiv, ma dal punto di vista emotivo leggerla è stato come andare sulle montagne russe. Devo dire che come @Ton avevo pensato a una violenza, quel peso che si ripete è davvero significativo e ti graffia dentro, però la nostalgia di solito è legata a un ricordo positivo di un amore che ha lasciato il segno e ora che non c'è più è il ricordo a premere sul cuore con tutta la forza

Onorata di averti colpito, grazie anche a te<3

 

Un saluto a tutto di nuovo, a rileggersi presto!

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