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Poeta Zaza

[LP 8] Primavera?

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Primavera?

 

Un giorno via l’altro

ci avvicina

alla tua nostalgia

- primavera -

di quella che i fiori

e il profumo

e il vento caldo...

- fuori -.

 

Adesso,

che ci sei ma che manchi,

son fiori di paura

a sbocciare:

i pensieri,

prigionieri di marzo.

 

***

 

Traccia 3: una cosa. Commento a breve

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@Poeta Zaza Ciao. Perfetta nella limpidezza della sensorialità autoriale, che si fa, superbamente nell'afflato poetico e tragico nella situazione, canto collettivo e assurge quasi ad ologramma dello stato d'assedio e dell'ansia odierni in tutti noi.

 

4 ore fa, Poeta Zaza ha scritto:

- primavera -

di quella che i fiori

e il profumo

e il vento caldo...

toglierei le parti in neretto

 

4 ore fa, Poeta Zaza ha scritto:

Adesso,

che ci sei ma che e già manchi,

toglierei la virgola dopo adesso

 

 

 

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Ciao @Poeta Zaza,

 

Torno da te due volte in in giorno :D

 

Notevole questo componimento. Come nell'altra poesia a cui ti ho lasciato il commento, l'aspetto musicale è davvero ben riuscito: assonanze e rime interne creano un'armonia musicale che mi è proprio piaciuta. 

 

Bella la struttura con cui l'hai costruita. La prima strofa di speranza e attesa delle gioie della stagione primaverile che poi vengono distrutte dal poter toccare con mano il suo arrivo. Questo produce fiori di paura e pensieri prigionieri. Notevoli questi due accostamenti. 

 

Solo un piccolo suggerimento (che però ti distrugge tutta la struttura melodica:P, quindi vedi ti se ha senso):

 

5 ore fa, Poeta Zaza ha scritto:

che ci sei ma che manchi,

In realtà la primavera non manca, almeno fino a oggi (da domani dice arriverà aria più fredda) la stagione era ben sbocciata. Più che dire che manca la primavera, dovresti trovare un modo per esprimere il fatto che per noi non è fruibile o raggiungibile, visto che siamo chiusi in casa. Ecco, secondo me quel "manca" non rende bene, sempre se ho capito il senso che gli volevi dare. 

 

Nel complesso mi è piaciuta molto. 

 

Talia 

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Ciao @Poeta Zaza, è bello ritrovarti:)! Mi è piaciuto molto il contrasto, in questa tua poesia, tra l'aspettativa della primavera "normale" che hai saputo dipingere perfettamente con: "quella che i fiori e il profumo e il vento caldo..."   e la primavera che invece stiamo vivendo:

5 ore fa, Poeta Zaza ha scritto:

son fiori di paura

a sbocciare:

i pensieri,

prigionieri di marzo.

i pensieri prigionieri di marzo sono  un'immagine molto efficace e incisiva, bella davvero;

 

cambierei solo il verso seguente:

5 ore fa, Poeta Zaza ha scritto:

che ci sei ma che  e manchi,

 

togliendo il secondo che e inserendo la congiunzione - e - al posto del - ma -, per evitare  la sequenza MA MAnchi. Perfetto il titolo con l'interrogativo.

Bella prova, Zaza!

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7 minuti fa, Talia ha scritto:

Notevole questo componimento. Come nell'altra poesia a cui ti ho lasciato il commento, l'aspetto musicale è davvero ben riuscito: assonanze e rime interne creano un'armonia musicale che mi è proprio piaciuta. 

grazie, @Talia :rosa:

7 minuti fa, Talia ha scritto:

Bella la struttura con cui l'hai costruita. La prima strofa di speranza e attesa delle gioie della stagione primaverile che poi vengono distrutte dal non  poter toccare con mano il suo arrivo

 

Ti è rimasto nella penna il "non". Questo è il concetto che volevo trasmettere.

 

7 minuti fa, Talia ha scritto:

 

In realtà la primavera non manca, almeno fino a oggi (da domani dice arriverà aria più fredda) la stagione era ben sbocciata. Più che dire che manca la primavera, dovresti trovare un modo per esprimere il fatto che per noi non è fruibile o raggiungibile, visto che siamo chiusi in casa. Ecco, secondo me quel "manca" non rende bene, sempre se ho capito il senso che gli volevi dare. 

 

Sono stata "criptica" ma nella prima strofa io parlo di nostalgia della primavera (anche se è di fatto arrivata) nel senso di fiori e profumo e vento caldo... - fuori -

per evidenziare che non ne possiamo godere, per la prima volta da che la riviviamo. E che quindi come dici tu, non è fruibile o raggiungibile, visto che siamo chiusi in casa.

Per questo ho scritto: che ci sei ma che manchi.

 

Nella seconda strofa, volevo trasmettere il senso della "sostituzione" dei fiori primaverili,  non goduti, con i fiori di paura dei nostri pensieri prigionieri.

 

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39 minuti fa, Vincenzo Iennaco ha scritto:

@Poeta Zaza Ciao. Perfetta nella limpidezza della sensorialità autoriale, che si fa, superbamente nell'afflato poetico e tragico nella situazione, canto collettivo e assurge quasi ad ologramma dello stato d'assedio e dell'ansia odierni in tutti noi.

 

Grazie, Vincenzo, anche dei suggerimenti. E per l''onore dell'ologramma, del canto collettivo di questa assurda situazione. Per il tuo giudizio, grazie, @Vincenzo Iennaco  :rosa:

 

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@(Irene) :rosa:

 

13 minuti fa, (Irene) ha scritto:

Ciao @Poeta Zaza, è bello ritrovarti:)! Mi è piaciuto molto il contrasto, in questa tua poesia, tra l'aspettativa della primavera "normale" che hai saputo dipingere perfettamente con: "quella che i fiori e il profumo e il vento caldo..."   e la primavera che invece stiamo vivendo:

i pensieri prigionieri di marzo sono  un'immagine molto efficace e incisiva, bella davvero;

 

Efficace sintesi del mio pensiero, grazie Irene del tuo giudizio.

Per il suggerimento, hai ragione:

- che ci sei e manchi - è meglio di - che ci sei ma che manchi -

 

Anche @Vincenzo Iennaco mi ha dato un altro suggerimento valido:

 

- che ci sei e già manchi -

 

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Gli elementi della natura tornano spessissimo nelle tue poesie, @Poeta Zaza. E sono un buon elemento ricorrente, soprattutto quando li usi per significare altro, come in questo caso, il profumo che si sente nell'aria, l'attesa che normalmente è ripagata e ci porta fuori, mentre questa volta è un attesa cupa di cui non conosciamo gli esiti.

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10 ore fa, Elisa Audino ha scritto:

Gli elementi della natura tornano spessissimo nelle tue poesie, @Poeta Zaza. E sono un buon elemento ricorrente, soprattutto quando li usi per significare altro, come in questo caso, il profumo che si sente nell'aria, l'attesa che normalmente è ripagata e ci porta fuori, mentre questa volta è un attesa cupa di cui non conosciamo gli esiti.

 

 

Grazie del tuo passaggio e dell'apprezzamento, @Elisa Audino :)

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Ciao @Poeta Zaza

Come sempre devo premettere che non m'intendo di poesia, pur amandola molto e perciò posso dire  solo delle mie semplici impressioni su ciò che mi ha trasmesso.

Anche questa tua poesia mi è piaciuta, fin dal titolo interrogativo, primavera? che da solo riassume parecchi concetti alla luce degli accadimenti odierni.

Sì, siamo senz'altro in primavera, ma equivale alla bellezza della vita intravista da un condannato a morte che viene portato al patibolo legato su un carro.

Perdona il paragone truculento, ma io spesso mi sono messo nei panni, sia con la fantasia che nelle recondite profondità ancestrali, di come possa vedere la vita un  condannato durante il suo ultimo tragitto. Se ci pensi è tremendo.

E hai ragione, condivido

Adesso,

che ci sei ma che manchi,

son fiori di paura

a sbocciare:

i pensieri,

prigionieri di marzo.

Come non essere daccordo. In situazioni come quella di oggi si ha paura, io l'ho davvero provato, a vedere la campagna in fiore, che sempre mi ha dato gioia e ora sembra volermi quasi rimproverare, avvisare che nulla mi è dovuto in questa vita. Che anche la bellezza, la pace bisogna sapersele meritare, guadagnare e quando le si hanno mai pensare che ci sono dovute, ma che ne facciamo parte. Esco nel giardino e vedo un mare di erba e margherite che in altri tempi avrei già falciato, ora quasi non oso. Dovrò comunque farlo prima o poi, se Dio vorrà, ma sento che non sarà più come prima, mi dispiacerà. Non so spiegare il perché, mi sento come colpevole.

Guardo il mare agitato e lo vedo diverso senza barche, senza persone che passeggiano o che pescano. La sabbia è perfetta, pulita,  senza nessuna impronta; sento l'odore aspro della salsedine, se chiudo gli occhi ho l'impressione di precipitare in un abisso, complice il vento che mi fa sentire ancora più solo in un mondo che non appartiene all'uomo.

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Ciao @Poeta Zaza.

Costruisci una dedica alla primavera, che emerge qui non come una stagione priva di complicazioni: quella nostalgia, che non si sa bene se sia dovuta alla consapevolezza di non poterne godere, o se sia perché è lei di per sé una stagione nostalgica. La primavera segna l'inizio di un nuovo ciclo di stagioni, che si conclude con l'inverno. Corrisponde al nuovo inizio dal punto di vista della natura e ogni nuovo inizio può portare con sé tracce della nostalgia del passato.

 

Il 22/3/2020 alle 16:32, Poeta Zaza ha scritto:

Un giorno via l’altro

ci avvicina

alla tua nostalgia

- primavera -

di quella che i fiori

e il profumo

e il vento caldo...

- fuori -.


La primavera è identificata nei fiori, nel profumo e nel vento caldo, che per la prima volta possiamo solo vedere accadere fuori. Le due parole salienti della prima strofa, infatti, risaltano perché "intrappolate", anche loro, dai trattini: primavera e fuori. La bellezza della primavera, che vive di vento caldo, contrasta con la sensazione di asfissia dovuta all'impossibilità di respirarla e quei trattini esprimono benissimo tutto ciò.

 

Il 22/3/2020 alle 16:32, Poeta Zaza ha scritto:

Adesso,

che ci sei ma che manchi,

son fiori di paura

a sbocciare:

i pensieri,

prigionieri di marzo.


I fiori (che creano una paronomasia con "fuori") si confondo fra gli elementi della stagione nella prima strofa, vengono però ripresi nella seconda strofa, che traccia un ritratto realistico del nostro momento storico. La primavera ci mancherà, sebbene sarebbe solo appena fuori dalla finestra, e i fiori sono fiori di paura. I pensieri, come il vento caldo, anch'essi imprigionati da marzo.

Mi è piaciuta molto questo tuo componimento e ho trovato molto originale il modo in cui hai gestito il tema dell'assenza, parlando della primavera. Quando non abbiamo più senso dell'orientamento, quando il tempo sembra sfuggirci di mano, quello che ci resta sono le stagioni e i mesi. Non esistono settimane, né giorni. Anche nel quotidiano, mi ritrovo molto in questa percezione del tempo, legata ai cambiamenti della natura e al valore simbolico dei mesi, e per questo ho davvero apprezzato questa poesia.

 

A presto!

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1 ora fa, novemai ha scritto:

 

Costruisci una dedica alla primavera, che emerge qui non come una stagione priva di complicazioni: quella nostalgia, che non si sa bene se sia dovuta alla consapevolezza di non poterne godere,

 

È questo il motivo: averne già nostalgia, perché la primavera e ci scorre "fuori" (che sottintende mentre noi siamo chiusi "dentro")

1 ora fa, novemai ha scritto:

I fiori (che creano una paronomasia con "fuori") si confondo fra gli elementi della stagione nella prima strofa, vengono però ripresi nella seconda strofa, che traccia un ritratto realistico del nostro momento storico. La primavera ci mancherà, sebbene sarebbe solo appena fuori dalla finestra, e i fiori sono fiori di paura. I pensieri, come il vento caldo, anch'essi imprigionati da marzo.

 

Infatti, ci ricorderemo di questa primavera in particolare perché i fiori che prevalgono, nella nostra vita di questa stagione vissuta al chiuso, sono quelli della paura.

Cosa sono i fiori della paura di oggi? I pensieri prigionieri di marzo...

1 ora fa, novemai ha scritto:

Mi è piaciuta molto questo tuo componimento e ho trovato molto originale il modo in cui hai gestito il tema dell'assenza, parlando della primavera. Quando non abbiamo più senso dell'orientamento, quando il tempo sembra sfuggirci di mano, quello che ci resta sono le stagioni e i mesi. Non esistono settimane, né giorni. Anche nel quotidiano, mi ritrovo molto in questa percezione del tempo, legata ai cambiamenti della natura e al valore simbolico dei mesi, e per questo ho davvero apprezzato questa poesia.

 

Ho apprezzato il tuo passaggio e ti ringrazio per le tue parole, @novemai :rosa:

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Ciao @Poeta Zaza, anche tu prendo spunto da ciò che stiamo vivendo per trasmetterci le tue sensazioni. certo la primavera manca e guardando fuori dalla finestra queste giornate meravigliose tipicamente primaverili piange il cuore nel vederci prigionieri e addolorati. La tua poesia riesce a trasmettere bene questa sensazione di primavera perduta. 

Saluti, 

Mirko 

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1 ora fa, INTES MK-69 ha scritto:

La tua poesia riesce a trasmettere bene questa sensazione di primavera perduta. 

 

Grazie del passaggio, @INTES MK-69 .

 

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4 ore fa, Alberto Tosciri ha scritto:

 

Come non essere daccordo. In situazioni come quella di oggi si ha paura, io l'ho davvero provato, a vedere la campagna in fiore, che sempre mi ha dato gioia e ora sembra volermi quasi rimproverare, avvisare che nulla mi è dovuto in questa vita. Che anche la bellezza, la pace bisogna sapersele meritare, guadagnare e quando le si hanno mai pensare che ci sono dovute, ma che ne facciamo parte. Esco nel giardino e vedo un mare di erba e margherite che in altri tempi avrei già falciato, ora quasi non oso. Dovrò comunque farlo prima o poi, se Dio vorrà, ma sento che non sarà più come prima, mi dispiacerà. Non so spiegare il perché, mi sento come colpevole.

Guardo il mare agitato e lo vedo diverso senza barche, senza persone che passeggiano o che pescano. La sabbia è perfetta, pulita,  senza nessuna impronta; sento l'odore aspro della salsedine, se chiudo gli occhi ho l'impressione di precipitare in un abisso, complice il vento che mi fa sentire ancora più solo in un mondo che non appartiene all'uomo.

 

Grazie, @Alberto Tosciri . Le tue osservazioni fanno meditare chiunque.

Sì, nulla nel mondo ci è dovuto, come pensavamo prima: neppure il gusto e i profumi della primavera, che davamo per scontati. :si:

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Ciao @Poeta Zaza

l

Il 22/3/2020 alle 16:32, Poeta Zaza ha scritto:

Un giorno via l’altro

ci avvicina

alla tua nostalgia

- primavera -

di quella che i fiori

e il profumo

e il vento caldo...

- fuori -.

 

La nostalgia della bella stagione affiorerà con l'arrivo della stagione stessa, perché un muro invalicabile sarà lì a dividerci. Un'altra privazione che si aggiungerà a quelle già in essere, ma che enorme peso non poter respirare i suoi profumi, né godere del suo tepore avvolgente.

Snellirei il quinto verso, ma non saprei come fare senza ritoccare i precedenti...

 

Il 22/3/2020 alle 16:32, Poeta Zaza ha scritto:

Adesso,

che ci sei ma che manchi,

son fiori di paura

a sbocciare:

i pensieri,

prigionieri di marzo.

 

Chiusa eccellente! Prova a rileggerla senza le parole in grassetto...

A presto!:)

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@Poeta Zaza grazie per questa poesia, leggerti è sempre un piacere per me. 
Ti è già stato detto molto quindi cerco di non ripetermi.

La primavera (tanto attesa, di cui ogni anno si prova nostalgia) diventa qui pretesto per descrivere la paura di ciò che stiamo vivendo in queste settimane.

 

Il 22/3/2020 alle 16:32, Poeta Zaza ha scritto:

Un giorno via l’altro

ci avvicina

alla tua nostalgia

- primavera -

di quella che i fiori

e il profumo

e il vento caldo...

- fuori -.

 
Molto bello quel "-fuori" isolato dal testo graficamente (con la parola scritta a capo) e sonoramente (con il trattino, pausa sonora di forte intensità); l'assonanza con fiori pone la parola al centro dell'attenzione e isola ciò che descrivi ( la - primavera - anche questa parola centrale) in una dimensione spaziale che si trova fuori, nelle strade, nelle campagne. Questa demarcazione fa già presagire l'emozione che prevarrà nella strofa dopo, la paura, perché rimarca senza ancora dirlo che la prima c'è, si, ma non qui, non nelle case, è - fuori.


 

Il 22/3/2020 alle 16:32, Poeta Zaza ha scritto:

Adesso,

che ci sei ma che manchi,

son fiori di paura

a sbocciare:

i pensieri,

prigionieri di marzo.

 

I fiori tanto attesi stanno sbocciando, lì fuori, sbocciano e sono pensieri di terrore, paura, di chi "prigioniero" si interroga su ciò che sta accadendo e su ciò che accadrà. 

Splendida poesia, che prende il suo ritmo dai silenzi e mette in primo piano quella primavera, quei suoi fiori, che oggi più che mai rivelano la loro bellezza e il loro significato.

Penso che questa poesia riesca a raccontare la quarantena, la paura e la fragilità di ognuno di noi - e lo fa senza cadere in forti slanci lirici, mantiene una prospettiva distante ma comunque leggera, dolce. Mi da l'impressione di un raggio di sole che cala, caldo e avvolgente, per illuminare. Mi intorpidisce e mi fa alzare gli occhi dal foglio, a quel - fuori -.

Bellissima, grazie.

 

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Ciao, @Poeta Zaza. Bentrovata! 

Il 22/3/2020 alle 16:32, Poeta Zaza ha scritto:

Adesso,

che ci sei ma che manchi,

son fiori di paura

a sbocciare:

i pensieri,

prigionieri di marzo.

 

La mia strofa preferita. Ieri è stato il ventunesimo anniversario dell'inizio dei bombardamenti della Serbia e leggendo i tuoi versi mi sono trovata imprigionata in quel passato che ancora mi addolora e che rivivo in una maniera distinta ma simile in questi giorni nefasti per tutti noi. Come ieri, anche oggi la primavera sembra sospesa, o meglio siamo noi che siamo sospesi: la natura continua a pulsare come sempre. Grazie, Mariangela. Dal cuore. Inutile aggiungere che la poesia mi è piaciuta molto. Brava. :rosa:

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@Sira :rosa:Grazie!

 

13 ore fa, Sira ha scritto:

La nostalgia della bella stagione affiorerà con l'arrivo della stagione stessa, perché un muro invalicabile sarà lì a dividerci. Un'altra privazione che si aggiungerà a quelle già in essere, ma che enorme peso non poter respirare i suoi profumi, né godere del suo tepore avvolgente.

 

Un muro da abbattere trasformando i fiori della paura in fiori di speranza. Speriamo ...

 

13 ore fa, Sira ha scritto:

Chiusa eccellente! Prova a rileggerla senza le parole in grassetto...

 

È la terza modifica che mi si propone, e anche la tua è meglio dell'originale :si:

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@Exairesi :rosa:

 

 

3 ore fa, Exairesi ha scritto:

 Molto bello quel "-fuori" isolato dal testo graficamente (con la parola scritta a capo) e sonoramente (con il trattino, pausa sonora di forte intensità); l'assonanza con fiori pone la parola al centro dell'attenzione e isola ciò che descrivi ( la - primavera - anche questa parola centrale) in una dimensione spaziale che si trova fuori, nelle strade, nelle campagne. Questa demarcazione fa già presagire l'emozione che prevarrà nella strofa dopo, la paura, perché rimarca senza ancora dirlo che la prima c'è, si, ma non qui, non nelle case, è - fuori.
I fiori tanto attesi stanno sbocciando, lì fuori, sbocciano e sono pensieri di terrore, paura, di chi "prigioniero" si interroga su ciò che sta accadendo e su ciò che accadrà. 

Splendida poesia, che prende il suo ritmo dai silenzi e mette in primo piano quella primavera, quei suoi fiori, che oggi più che mai rivelano la loro bellezza e il loro significato.

Penso che questa poesia riesca a raccontare la quarantena, la paura e la fragilità di ognuno di noi - e lo fa senza cadere in forti slanci lirici, mantiene una prospettiva distante ma comunque leggera, dolce. Mi da l'impressione di un raggio di sole che cala, caldo e avvolgente, per illuminare. Mi intorpidisce e mi fa alzare gli occhi dal foglio, a quel - fuori -.

Bellissima, grazie.
 

 

Bella la tua interpretazione del mio testo, e i tuoi giudizi. Ne sono onorata e commossa. 

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1 ora fa, Emy ha scritto:

La mia strofa preferita. Ieri è stato il ventunesimo anniversario dell'inizio dei bombardamenti della Serbia e leggendo i tuoi versi mi sono trovata imprigionata in quel passato che ancora mi addolora e che rivivo in una maniera distinta ma simile in questi giorni nefasti per tutti noi. Come ieri, anche oggi la primavera sembra sospesa, o meglio siamo noi che siamo sospesi: la natura continua a pulsare come sempre. 

 

Tu hai vissuto una guerra e dici che ti sembra di rivivere quei momenti adesso, in questa situazione surreale, combattendo il nemico invisibile.

Sì, anche la stagione della rinascita è sospesa, pur mentre pulsa "fuori" come fa dall'inizio del mondo. Ma "sembra" sospesa, perché attende il ritorno del nostro rifiorire,

della "nostra primavera".

 

Resistiamo, distanti ma uniti, e ricostruiremo il futuro che saremo meritati. Grazie @Emy :rosa:

 

 

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Gradevolissima tutta, misurata e vibrante, la tua poesia raggiunge a mio avviso il suo apice nei seguenti versi:

 

- primavera -
di quella che i fiori
e il profumo
e il vento caldo...
- fuori -.

 

Il periodo non si conclude, e questa titubanza dona ai versi la stessa bellezza del rossore giovanile su guance schive. Il "fuori" è denso di significati: la primavera sta lì, con le sue primizie. E non c'è altro da aggiungere. 
Ti segnalo una sciocchezza di carattere redazionale, che però ha la sua importanza estetica: i trait d'union andrebbero sostituiti con le lineette d'inciso (―), e quella prima del punto fermo si può eliminare.

Grazie, @Poeta Zaza, e un saluto.

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1 ora fa, Ippolita2018 ha scritto:

Gradevolissima tutta, misurata e vibrante, la tua poesia raggiunge a mio avviso il suo apice nei seguenti versi:

 

- primavera -
di quella che i fiori
e il profumo
e il vento caldo...
- fuori -.

 

Il periodo non si conclude, e questa titubanza dona ai versi la stessa bellezza del rossore giovanile su guance schive. Il "fuori" è denso di significati: la primavera sta lì, con le sue primizie. E non c'è altro da aggiungere. 

 

 

@Ippolita2018 :rosa:Grazie!

 

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Il 22/3/2020 alle 16:32, Poeta Zaza ha scritto:

Un giorno via l’altro

ci avvicina

alla tua nostalgia

- primavera -

di quella che i fiori

e il profumo

e il vento caldo...

- fuori -.

 

Adesso,

che ci sei ma che manchi,

son fiori di paura

a sbocciare:

i pensieri,

prigionieri di marzo.

 

"Una vera poesia ha un attimo di trascendenza fra strofe inutili". Non ricordo di chi fosse tale citazione ma non appena ho letto il tuo componimento si è accesa nella mia mente come un'insegna. Credo che la prima strofa, narrativa, introduttiva quasi, sia di sicuro la strofa inutile del componimento. Versi descrittivi, lievi e raffinati, apprezzabili sotto molteplici punti di vista, degni della dote evocativa che hai sempre dimostrato. Sebbene ciò, la seconda strofa ha in sé quei passaggi "memorabili" che rendono semplici lettere statue, immagini pittoriche impresse nella mente, che difficilmente andranno via. Ad esempio, questi "fiori di paura", quasi "fiori del male" ma contestualizzati negli eventi odierni. Dei petali torbidi, oscuri che, nonostante le vicissitudini, non possono perdere la loro bellezza. Questa metafora è così intrisa di significato che è impossibile riassumere. Quando si raggiunge tale vetta con una metafora, allora si è poeti, dal mio punto di vista. Ma non termina qui, perché hai voluto deliziarci con una chiusa di una tale raffinatezza retorica che sono rimasto pensieroso al termine della lettura (questo è un ottimo segno). "Prigionieri di marzo". Questi pensieri intrappolati nella bellezza di una primavera duale, conflittuale nel suo essere portatrice di colori e gioia di vivere ma che si rivela portatrice di catastrofe e "fiori di paura".  Un'opera raffinata, con un eccellente dosaggio della retorica e che rivela una sensibilità poetica fuori dal comune.

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22 minuti fa, Stefano Verrengia ha scritto:

la seconda strofa ha in sé quei passaggi "memorabili" che rendono semplici lettere statue, immagini pittoriche impresse nella mente, che difficilmente andranno via. Ad esempio, questi "fiori di paura", quasi "fiori del male" ma contestualizzati negli eventi odierni. Dei petali torbidi, oscuri che, nonostante le vicissitudini, non possono perdere la loro bellezza. Questa metafora è così intrisa di significato che è impossibile riassumere. Quando si raggiunge tale vetta con una metafora, allora si è poeti, dal mio punto di vista. Ma non termina qui, perché hai voluto deliziarci con una chiusa di una tale raffinatezza retorica che sono rimasto pensieroso al termine della lettura (questo è un ottimo segno). "Prigionieri di marzo". Questi pensieri intrappolati nella bellezza di una primavera duale, conflittuale nel suo essere portatrice di colori e gioia di vivere ma che si rivela portatrice di catastrofe e "fiori di paura".  Un'opera raffinata, con un eccellente dosaggio della retorica e che rivela una sensibilità poetica fuori dal comune.

 

@Stefano Verrengia :)

 

Stavolta ti ho lasciato pensieroso dopo la lettura? :libro:  :umh:

 

Grazie dei complimenti! Ne sono lieta. Ciao :ciaociao:

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Primavera

Tra poco diremo: "siamo stati prigionieri di Marzo" e cominceremo a pensarci prigionieri in Aprile.

Come ben sai io tendo a generalizzare le situazioni ed a porle in un contesto al di sopra della situazione storica pur essendo un appassionato di storia.

Nei tuoi versi ritrovo una primavera che nonostante l'uomo, la sua scienza, la sua cultura, la sua falsa onnipotenza, ogni anno torna a trovare la razza umana.

Viene, fa quello che deve fare e cede il passo all'estate.

E gli uomini? Non credo che alla primavera gliene importi più di tanto.

A volte capita che la razza umana sia colpita da qualche disgrazia, allora si ricorda di aver paura di se stessa, perché la paura è verso quella incapacità di comprendere i motivi, le cause di una situazione. 

Purtroppo, l'uomo ha bisogno di cataclismi per cambiare anche se i ricorsi storici ci insegnano che il progresso cambia le condizioni, i meccanismi, ma la natura umana rimane quella che è.

Cioè incapace di comprendere il suo posto.

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Componimento interessante dove viene evidenziata una forma di angoscia che riguarda l'impossibilità di vivere la primavera, che sempre più genera nostalgia dei tempi migliori in cui a dominare le giornate erano colori e odori, soppiantati oggi da pensieri ingabbiati nell' inferno che la reclusione porta con sé.
Un componimento triste e riflessivo ma che sembra omaggiare un periodo particolarmente beato che troppo spesso veniva dato per scontato.
Ti faccio i miei complimenti, hai colto nel segno di questo periodo difficile.

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Il 13/4/2020 alle 17:20, Sam Crow ha scritto:

Componimento interessante dove viene evidenziata una forma di angoscia che riguarda l'impossibilità di vivere la primavera, che sempre più genera nostalgia dei tempi migliori in cui a dominare le giornate erano colori e odori, soppiantati oggi da pensieri ingabbiati nell' inferno che la reclusione porta con sé.
Un componimento triste e riflessivo ma che sembra omaggiare un periodo particolarmente beato che troppo spesso veniva dato per scontato.
Ti faccio i miei complimenti, hai colto nel segno di questo periodo difficile.

 

Grazie del tuo commento e dei complimenti che mi fai, @Sam Crow :)

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