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gazza998

Sul Romanzo

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Descrizione: consulenza telefonica, rappresentanza, valutazione manoscritti, editing, correzione bozze, ghostwriting, traduzioni
Costi (se previsti): Il servizio di lettura è a pagamento – varia a seconda della lunghezza dell’opera – e si riceverà valutazione entro 60 giorni.
Sito web: http://www.sulromanzo.it/
Facebook: https://www.facebook.com/pages/Sul-Romanzo/120085161352974
Esperienza personale (se esistente): /

 

Gennaio 2017, dal loro sito:

La Rappresentanza è aperta agli autori che soddisfano le due seguenti condizioni:

a) Hanno già pubblicato con una casa editrice NON a pagamento.

b) Possono dimostrare di avere venduto con il proprio libro (o con l’ultimo libro) almeno 2.000 copie (con invio del rendiconto).

Non saranno accettate condizioni diverse.

-------------------------------------------------------------------

 

Voi avete avuto esperienze di questo tipo?

Modificato da ElleryQ

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Ciao a tutti,

qualcuno di voi ha avuto esperienze dirette con questa agenzia? Tempo fa ho inviato loro il mio romanzo, mi hanno risposto dimostrandomi di averlo letto (le osservazioni erano piuttosto pertinenti), ne hanno apprezzato la storia e alcune parti in particolare, però mi hanno poi comunicato che per "portarlo a maturazione" e quindi proporlo agli editori, sarebbe necessario un editing....cosa su cui sarai anche d'accordo, ma il problemino è che sarebbe a pagamento, e che cifre!

Oltre 800 euro per un editing leggero e oltre 1200 euro per un editing pesante...

C'è qualcuno tra voi che ha avuto contatti con questa agenzia o magari li conosce?

Grazie!

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C'è qualcuno tra voi che ha avuto contatti con questa agenzia o magari li conosce?

Grazie!

Noi abbiamo provato a mandare il romanzo, ma ne sai più tu, visto che quando mi hanno risposto che c'è bisogno di un editing e se volete vi facciamo un preventivo, ho declinato.

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Confermo i tuoi dubbi.

Oggi mi hanno risposto in relazione al mio romanzo,

e dopo i vari complimenti per trama e stile hanno scritto cosi ( copio e incollo):

 

"Il testo andrebbe portato a maturazione nuova grazie a un editing.  

Tale operazione “sul rigo” aumenterebbe la possibilità di poter riflettere con più chiarezza su una collocazione editoriale, fermo restando che molto dipenderà dalla sua eventuale riscrittura dopo le nostre indicazioni pagina dopo pagina.

Se pensa di essere interessato, sarei lieto di fornirle un preventivo.

Un cordiale saluto,

Morgan Palmas"

 

 

 

Solite storie per prendere denaro a degli esordienti.

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Ciao gente, volevo sapere se qualcuno aveva avuto altre esperienze con loro. Se avete delle info, tipo: autori rappresentati, case editrice con le quali collaborano, ecc, fatelo sapere!

Ciao ciao!

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No Freccetto, non sono riuscito a trovare niente. Io solitamente tendo a diffidare di chi non mette in bella vista l'elenco degli autori rappresentati. http://pgpadova.wordpress.com/2009/11/24/10-minuti-con-morgan-palmas/

  Questa è un'intervista all'agente, sinceramente dalla biografia ne deduco che non abbia esattamente gli agganci per poter lavorare con editori importanti, non avendo egli stesso pubblicato nulla di rilevante nè lavorato in ambito editoriale; però trai da solo le tue conclusioni.

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Ospite

Qui mi sembra dicano qualcosa di leggermente diverso riguardo la "tassa di lettura", intesa no come rilascio di scheda valutativa ma quella sola legata a una rappresentanza: http://www.sulromanzo.it/blog/la-rappresentanza-con-la-tassa-di-lettura-a-zero-euro

 

Riporto dei punti che possono interessare:

 

"Dal 2010 ho seguito con vivo interesse gli schieramenti a favore o contro la cosiddetta reading fee, la tassa di lettura che si applica per un’eventuale Rappresentanza. Un argomento di non facile risoluzione. C’è chi sostiene, come per esempio Michela Murgia, che il lavoro intellettuale vada sempre pagato, e quindi la reading fee è il pagamento di un servizio intellettuale, mentre Rita Charbonnier ha un’idea del tutto diversa, condannando la tassa di lettura.

Dove risiede la verità? Difficile da dire.

 

Sul Romanzo Agenzia Letteraria, dopo avere chiesto una reading fee di 90 euro per poco più di due anni, ha scelto di abbandonare tale pratica, offrendo un servizio gratuito a tutti gli aspiranti scrittori o scrittori già affermati."

 

"L’agenzia non guadagnerà in altri modi dalla Rappresentanza eccetto che dai diritti d’autore una volta pubblicato il libro. Da un lato, la novità libera l’autore da una tassa che potrebbe ritenere ingiusta, dall’altro lato, libera l’agente letterario dall’obbligatorietà di leggere libri brutti, perché anche di bruttezza non di rado si deve parlare.".

 

Però mi sembra di intuire, dai commenti precedenti, che a questa "reading free" segua una richiesta di editing, non proprio presente nelle domande dell'autore, la quale sembra staccata dalla rappresentanza. Qualcuno che ha avuto esperienze può fare luce su questo passaggio?

 

 

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Pochi giorni fà hanno risposto all'invio del mio manoscritto.

Hanno letto gratis il romanzo ma vogliono farsi pagare l'editing.

Copio e incollo l'email ricevuta.

 

Eccola:

 

"Buongiorno, le scrivo dopo avere letto il suo inedito che ha inviato a Sul Romanzo Agenzia Letteraria. 

Inizio col dirle che la trama c’è, ha una sua tensione narrativa, alcune scene sono davvero efficaci, ma vi sono debolezze – ritmo in primo luogo, non solo, i dialoghi andrebbero resi meno monolitici e con un registro più marcato oppure il climax finale liberato da certi condizionamenti di intreccio sviluppati in precedenza – che non mi permettono di contattare direttamente alcuni editori.

Il testo andrebbe portato a maturazione nuova grazie a un editing.  

Tale operazione “sul rigo” aumenterebbe la possibilità di poter riflettere con più chiarezza su una collocazione editoriale, fermo restando che molto dipenderà dalla sua eventuale riscrittura dopo le nostre indicazioni pagina dopo pagina.

Se pensa di essere interessato, sarei lieto di fornirle un preventivo.

Un cordiale saluto,

Morgan Palmas"

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Ospite

Pochi giorni fà hanno risposto all'invio del mio manoscritto.

Hanno letto gratis il romanzo ma vogliono farsi pagare l'editing.

Copio e incollo l'email ricevuta.

 

Eccola:

 

"Buongiorno, le scrivo dopo avere letto il suo inedito che ha inviato a Sul Romanzo Agenzia Letteraria. 

Inizio col dirle che la trama c’è, ha una sua tensione narrativa, alcune scene sono davvero efficaci, ma vi sono debolezze – ritmo in primo luogo, non solo, i dialoghi andrebbero resi meno monolitici e con un registro più marcato oppure il climax finale liberato da certi condizionamenti di intreccio sviluppati in precedenza – che non mi permettono di contattare direttamente alcuni editori.

Il testo andrebbe portato a maturazione nuova grazie a un editing.  

Tale operazione “sul rigo” aumenterebbe la possibilità di poter riflettere con più chiarezza su una collocazione editoriale, fermo restando che molto dipenderà dalla sua eventuale riscrittura dopo le nostre indicazioni pagina dopo pagina.

Se pensa di essere interessato, sarei lieto di fornirle un preventivo.

Un cordiale saluto,

Morgan Palmas"

 

Ti consiglio di non avere fretta (magari cercando di migliorare in proprio ciò che può non andare del tuo manoscritto, facendolo raggiungere una "maturazione personale") dopodichè provare prima con le CE, in modo da poter acquisire una maggiore esperienza personale in quest'ambito. Mai fermarsi alla prima campana, poi se tutte suonano allo stesso modo, si faranno le valutazioni che ognuno singolarmente riterrà più opportuno.

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Buongiorno a tutti voi,

 

sono Morgan Palmas, fondatore di Sul Romanzo Agenzia Letteraria, vorrei provare a contribuire al dibattito spiegando il mio punto di vista. Prima di fare questo devo fare una premessa, che spero utile. E mi scuso se non sarà un commento breve, però dispiace che siano estrapolate parti di una mail decontestualizzando gli argomenti e gli intenti. Ricordo, e lo scrivo senza polemiche, ma per dovere di cronaca, così che ognuno si regoli, che l’Art. 15 della Costituzione parla di segretezza della corrispondenza in termini di inviolabilità e di recente il Garante della Privacy è stato su questo molto chiaro.

 

Conosco Linda Rando da anni, non posso forse ritenermi un amico, eppure non posso ritenerla solo una conoscente, ho sempre sostenuto le sue battaglie, anche pubblicamente come lei sa: Sul Romanzo ha condiviso sovente obiettivi e ragioni. Writer’s Dream è un sito ammirevole che ha tutta la mia stima, credo che sarebbe ancor più ammirevole se rispettasse la privacy delle corrispondenze private come indica la Costituzione.

 

Veniamo al punto che mi sta a cuore.

Sul Romanzo Agenzia Letteraria riceve una media di 70-80-90 inediti al mese per la Rappresentanza (nel mese di giugno 82 per la precisione). Prima c’era una reading fee di 90 euro IVA inclusa, poi, per motivi che sarebbe lungo dire (se ne è parlato a lungo in diversi siti e blog) e per seguire una scia che potrei definire anglosassone, ho deciso di togliere la reading fee.

 

Da qualche tempo le condizioni sono esplicitate qui:  http://www.sulromanzo.it/rappresentanza

 

Cito: “Se Sul Romanzo Agenzia Letteraria, considerata la qualità dell’inedito, decidesse di proporre un testo ad alcune case editrici e andasse a buon fine, e quindi la Rappresentanza divenisse parte dell’iter contrattuale, l’autore non dovrà affrontare costi di gestione, l’intermediazione tratterrà poi il 15% sui diritti d’autore una volta avvenuta la pubblicazione del libro in Italia e il 20% sull’eventuale mercato estero”.

 

Soltanto uno al mese su 70-80 inediti possiede la qualità per affrontare da subito un iter editoriale (lo scorso marzo addirittura tre, ma è un fatto rarissimo), e con iter editoriale intendo che contatto l’autore e gli/le dico: «Il suo inedito mi piace, mi ha coinvolto, dobbiamo sistemare poche cose e poi vorrei procedere inviando il testo ad alcune case editrici con cui collaboro». Non ci saranno costi aggiuntivi perché siamo già a buon punto (ci sono altresì considerazioni legali ed economiche, oltre a strategie di percorso, che diventano il dialogo continuo con l’autore prima e durante la trattativa con gli editori). Una firma contrattuale sancisce l’inizio della Rappresentanza.

 

Poi, questo è il nodo della questione, ci sono ogni mese 3-4-5 inediti che hanno un bel potenziale, ma ci sono ancora troppi difetti per contattare una casa editrice. L’editing sul testo da eseguire non è mai poco e richiede tempo, non sarebbe pensabile lavorare gratis per giorni o, in alcuni rari casi, per settimane per poi magari scoprire, come mi è capitato in passato, che l’autore ha trovato strade alternative per la pubblicazione (decide di andare nel mondo del self-publishing, decide di chiudere un contratto con un altro agente, trova una casa editrice in maniera indipendente, i casi potrebbero essere numerosi). Così da tempo ho deciso di separare la questione Editing dalla questione Rappresentanza per quei 3-4-5 inediti al mese che mi sembrano avere un potenziale concreto. Mando loro una mail e spiego che se ci fosse l’interesse invierei un preventivo per l’editing.

 

Ora, può essere discutibile, tutto è opinabile nel mondo, tuttavia mi sembra di agire con correttezza nei confronti dell’autore. Se decido di rappresentare qualcuno lo faccio per testi che meritino davvero il mio interesse e su cui credo. Se rifiuto un testo significa che l’inedito è universalmente bocciato? Penso di non dover rispondere. Anche un agente fa delle scelte, a volte si sbaglia, non si può seguire tutto, e, in particolare, si segue un autore che possiede una “frequenza” di scrittura che rientra nei binari editoriali dei gusti dell’agente appunto. Parliamo di gusti? Certo. Non potrei mai rappresentare un testo scritto bene ma che non è vicino ai miei gusti, non sarei credibile con un editor e coglierebbe la mia insicurezza. Ripeto, rappresento scritture che mi piacciono.

Perciò con la proposta di editing c’è il tentativo di orientare l’autore verso alcune direzioni che avvicinino la qualità del testo a ciò che la mia agenzia cerca.

 

Questione prezzi.

Sopra si è parlato di prezzi stellari. Facciamo il punto della situazione così anche chi non è avvezzo a fatture, gestione d’impresa, pagamenti all’erario, commercialisti, ecc. possa rendersi conto con più consapevolezza di che cosa stiamo parlando.

 

Supponiamo che un romanzo sia di 100 cartelle editoriali (1800 battute). C’è da fare un editing. Quando dico editing intendo editing, non una correzione di bozze e qualche suggerimento. Per editing intendo quanto esplicitato qui: http://www.sulromanzo.it/editing

 

Non basta una lettura, ma va riletto almeno una seconda volta per avere una visione di sistema (i miei due maestri in questo campo hanno agito così per decenni presso importanti case editrici e io concordo sulla modalità). Solo dopo almeno la seconda lettura può iniziare l’editing. Per leggere con attenzione due volte un romanzo di 100 cartelle, prendendo appunti sulle debolezze, non ci vogliono meno di 20 ore (10 ore per 2). Poi inizia l’editing che impegna per 100 cartelle non meno di un’altra ventina di ore. Siamo a 40 ore (e ho ragionato con valori ottimistici).

 

Supponiamo che chieda 8 euro Iva inclusa a cartella per un editing leggero (questo dipende dal tipo di testo: un fantasy o un thriller o un romanzo storico hanno costi molto differenti, perché necessitano di capacità diverse, pensate nel caso del romanzo storico a una verifica delle fonti presso una biblioteca), quindi 8 per 100 cartelle fa 800 euro Iva inclusa. Di queste 800 euro quasi il 50% va in tasse, rimangono 450 euro. Dividiamo queste 450 euro per le 40 ore di lavoro e il risultato è di 11.25 euro nette all’ora. Sono stato, come scrivevo sopra, prudente nei valori, il più delle volte si lavora per 7-8 euro nette all’ora.

 

Se questi sono prezzi stellari, allora davvero io non ho capito nulla del mondo editoriale. Quando ero un giovane scapestrato e volevo la mia indipendenza economica dai genitori ho fatto numerosi lavori, dal pizzaiolo all’addetto alle pulizie nei mercati, dal barista all’operaio in una cartiera, vi garantisco che spesso guadagnavo di più. Pro e contro come ogni lavoro, ma guadagnavo di più all’ora. Ciononostante adesso sto facendo un lavoro che mi piace, per il quale ho studiato e mi aggiorno, che mi dona molte soddisfazioni, e il guadagno non è la voce fondamentale, è una delle voci per considerare il senso di un impegno lavorativo.

 

Mi scuso per il pippone che ho scritto, reputavo importante fornire qualche informazione dettagliata per inquadrare meglio la situazione. Sono convinto di non essere stato esaustivo perché gli argomenti trattati meriterebbero ore di conversazione fra noi e il tempo fugge, vi lascio immaginare che cosa significhi avere una piccola impresa da gestire (magari qualcuno di voi lo sa), eppure io credo molto nelle parole di François de La Rochefoucauld: «Per conoscere bene le cose, bisogna conoscerne i particolari; e siccome questi sono quasi infiniti, le nostre conoscenze sono sempre superficiali e imperfette». Essere perfetti nella conoscenza è impossibile, ma il gusto del proprio perfezionamento è un’attitudine che andrebbe coltivata con passione e serietà.

 

Io, da agente letterario, provo a rapportarmi con gli scrittori – aspiranti, esordienti o maturi – con serietà, poi, come in ogni cosa della vita, ognuno sceglie ciò che ritiene più opportuno.

 

Un saluto a tutti voi e a Linda.

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Innanzitutto grazie per il suo intervento chiarificatore. Ora, premesso che ognuno è libero di pensarla a suo modo, secondo me rimane il fatto che guadagnare quattrocento euro in quaranta ore equivale a guadagnare mille e seicento euro esentasse al mese lavorando otto ore al giorno per cinque giorni alla settimana, e questo mi sembra uno stipendio di tutto rispetto, checché se ne voglia dire. Questo non certo per farle i conti in tasca, ci mancherebbe, ma solamente per sottolineare il fatto che per molte persone una tale somma è estremamente significativa, e certo se tali persone decidono di fare un calcolo del genere e scoprono che editando un romanzo a settimana lei è in grado di guadagnare una somma che le consente di vivere discretamente è lecito che, soprattutto in virtù del fatto che siamo in Italia e dio solo sa se ne usciremo mai salvi, si facciano sorgere dubbi sul fatto che, una volta acquisita tale cifra, lei abbia ancora voglia di sforzarsi al massimo delle sue possibilità al fine di far pubblicare il libro.

Detto questo, io sono con lei, ovvero credo che sì, l'agente generico nonostante la tassa acquisita si sforzi comunque di trovare una sua strada al libro, soprattutto in virtù del fatto che soldi in più non fanno mai male, lasciando perdere ogni discorso pseudo-morale. Però si rende conto che chi deve rischiare così tanto denaro ( e magari c'ha messo più di quaranta ore a guadagnarlo, magari facendo anche un lavoro che non era di suo gradimento ) qualche dubbio se lo fa sorgere, anche perché non esiste il modo di promettere all'autore che sì, l'investimento andrà a buon fine. Questo solo per dire che la sua serietà non è assolutamente messa in dubbio a priori, ma certo non può pretendere che davanti ad una scelta del genere un aspirante scrittore non si ponga domande di questo tipo, anche magari facendo illazioni non verificate; insomma, non se la prenda.

  • Grazie 1

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Nessuna pretesa, ci mancherebbe. E non me la sono presa. Avevo però il desiderio di dare la mia opinione.

L'esempio delle 800 euro era frutto di quanto avevo letto nei commenti precedenti. Il margine di variabilità è alto e poi consideri che parlare di esentasse per un'impresa è sempre limitativo. Ci sono altre spese da aggiungere: i costi del commercialista? I costi dei legali per i contratti? I costi fissi per la gestione amministrativa? I piccoli investimenti per lo sviluppo del commerciale?

E poi c'è la vita come tutti, ovviamente.

Non si diventa ricchi facendo l'agente letterario, mi creda, soltanto 3-4 in Italia, quelli che hanno sfornato più di un best-seller, possono appartenere al concetto di ricchezza.

 

Poi sui rapporti con le case editrici si aprirebbe una voragine di argomenti, perché l'editoria sta cambiando alla velocità della luce, solo 5-6 mesi fa avrei parlato di alcuni temi in modo del tutto diverso. Per questo è fondamentale l'aggiornamento e bisogna essere lungimiranti sul futuro. Il problema, o meglio, uno dei problemi è che internet e l'opulenza d'informazioni danno l'illusione a molti che sia tutto chiaro, cristallino, evidente, inconfutabile. Tale illusione la vedo in numerosi aspiranti ed esordienti scrittori, mi parlano con sicurezza - a volte boria - di diritti d'autore e di percentuali, di strutture narrative e di letteratura contemporanea, poi, confrontandosi sul particolare, capiscono che certe dinamiche sono sconosciute finché non si toccano con mano e allora si ridimensionano, intuiscono che oltre alle proprie sicurezze/illusioni ci sono mondi sconfinati sui rapporti fra autore/agente/casa editrice. Ma l'umiltà non si impara scrivendo come disse un grande filosofo.

 

Un saluto.

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Buongiorno a tutti voi,

 

sono Morgan Palmas, fondatore di Sul Romanzo Agenzia Letteraria,..........

 

L’editing sul testo da eseguire non è mai poco e richiede tempo, non sarebbe pensabile lavorare gratis per giorni o, in alcuni rari casi, per settimane per poi magari scoprire, come mi è capitato in passato, che l’autore ha trovato strade alternative per la pubblicazione (decide di andare nel mondo del self-publishing, decide di chiudere un contratto con un altro agente, trova una casa editrice in maniera indipendente, i casi potrebbero essere numerosi). Così da tempo ho deciso di separare la questione Editing dalla questione Rappresentanza per quei 3-4-5 inediti al mese che mi sembrano avere un potenziale concreto. Mando loro una mail e spiego che se ci fosse l’interesse invierei un preventivo per l’editing.

 

 

Salve signor Morgan,

ho letto attentamente e umanamente la sua opinione.

Rispettabile e su moltissimi punti condivisibile da parte mia.

Unico punto su cui ho dei dubbi è quello che ho sottolineato in grassetto.

Dice che ha deciso di farsi pagare l'editing "robusto" perchè corre il rischio di lavorare gratuitamente per un autore che dopo avere ricevuto il servizio potrebbe "tradirla", accettando proposte di altri agenti o CE.

Mi son chiesto se non potrebbe eliminare il problema mettendo sotto contratto l'aspirante autore in cui crede e solo dopo la firma iniziare il lavoro di editing, come fanno moltissimi agenti o case editrici.

Scusi se per mancanza di conoscenza mi sfugge qualcosa.

 

Grazie

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Quando propongo un editing a pagamento, mi riferisco a quei 3-4-5 casi al mese di cui scrivevo sopra.

Cito: "Poi, questo è il nodo della questione, ci sono ogni mese 3-4-5 inediti che hanno un bel potenziale, ma ci sono ancora troppi difetti per contattare una casa editrice".

Troppi difetti.

Perché dovrei rappresentare da subito un testo ancora lontano da una qualità che mi serve come minimo sindacale per affrontare un editor di una casa editrice?

Una questione anche di onestà intellettuale. In questi casi, i miei editing sono campi minati, editing invasivi, altrimenti non avrei scritto "troppi difetti". E la riscrittura dell'autore, dopo l'editing, non è detto che sia di qualità.

 

Invece contrattualizzo da subito coloro che hanno testi quasi definitivi, molto maturi e in grado di affrontare poco dopo l'iter editoriale.

 

Puntualizzo una cosa importante. Sono scelte. La strategia per migliorare un testo e renderlo più apprezzabile da una casa editrice fa parte di un percorso arbitrario. E voglio ricordare che presentare un testo a un editore (che lo si presenti da soli o attraverso un agente letterario) permette di farsi rispettare da subito in un certo modo: quanto più alta è la qualità di un inedito, tanto più alto sarà il rispetto da parte di redattori ed editor. Elemento non indifferente.

 

Esempio sciocco ma che rende l'idea.

Avete un appuntamento di lavoro, immaginate di dover fare un colloquio a un ragazzo per decidere se dargli un posto di lavoro nel vostro negozio:

Caso 1: arriva con un'auto utilitaria pulita e vestito in ordine, un pantalone e una camicia, si presenta guardandovi negli occhi e vi stringe la mano avanzandola lui per primo verso di voi.

Caso 2: arriva con un'auto di un certo livello (Mercedes, BMW, ecc.), ma sporchissima all'esterno, giacca e cravatta, ma pieno di forfora sulle spalle, tiene gli occhi bassi guardandovi poco, siete voi ad avanzare per stringergli la mano e presentarvi.

 

Chi prendereste nel vostro negozio? A parità di esperienze pregresse, io prenderei il primo ragazzo, caso 1.

 

Perché? Perché inutile fare i gradassi, darsi un tono, se poi nei particolari si è un disastro. E soprattutto faccio un colloquio, tocco con mano, cerco di capire come si comporta prima di dare avvio a una collaborazione (di Rappresentanza) che potrebbe durare mesi o anni.

 

Con un autore io cerco di capire la sua riscrittura dopo un editing, se ha seguito i miei suggerimenti con commenti puntuali, solo così posso capire se voglio rappresentarlo. Non c'è solo la scrittura, ci sono anche le persone, e bisogna darsi il tempo di intendersi e di mettersi nella medesima "frequenza".

 

Saluti.

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Gentile Morgan Palmas, 

ho molto apprezzato il suo intervento, le ragioni che impongono un lavoro di editing sui romanzi inediti sono molteplici e lei le ha spiegate in modo cristallino. Io credo, tuttavia, che gli esordienti non sarebbero così opprimenti e polemici se ci si impegnasse in un ulteriore e definitivo slancio di chiarezza. Per esempio: potrebbe inserire nel sito web un portfolio di lavori realizzati, accennare alle case editrici con cui collabora o più semplicemente elencare gli autori che rappresenta(come fanno molte agenzie). Dico questo perché, come lei sicuramente immaginerà, per un esordiente è difficile fidarsi di chi non si presenta al 100%, soprattutto nel marasma di internet. 

 

cordialità

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Sul Romanzo Agenzia Letteraria ha vissuto molti cambiamenti negli ultimi tempi.

Abbiamo sviluppato il blog letterario (circa 3.000 visite uniche al giorno) che era nato nel 2009 e ora parte dei collaboratori riceve pagamenti per gli articoli.

Abbiamo sviluppato la webzine gratuita bimestrale http://issuu.com/sulromanzo/docs/sul_romanzo_anno_3_n_3_giu_2013 rafforzando la redazione e facendo alcune interviste esclusive, per esempio a Dario Fo. L'ultimo numero della webzine ha avuto quasi 10.000 visite uniche finora.

E stiamo sviluppando l'Agenzia Letteraria, che necessiterebbe di non poche azioni per mostrare quanto si sta facendo. Lo faremo in forma più dettagliata nel 2014, quando avremo un nuovo sito con tutta una serie di informazioni e di funzioni a cui stiamo lavorando (quindi, tempi, costi, risorse umane).

Chi ci conosce sa che stiamo facendo i passi con umiltà e con concretezza, perché Sul Romanzo non è soltanto un'agenzia letteraria, ma un progetto culturale. Vi garantisco che trovare le persone giuste non è e non è stato semplice, perché ci vogliono impegno, costanza e fiducia per sviluppare una start up di questi tempi e pochi sono disposti a credere in un progetto (molti sono bravi a parole, ma poi nei fatti si vede la sostanza delle persone...)

Perciò, per venire alla sua questione, sono d'accordo, è fra i nostri obiettivi rendere tutto trasparente, stiamo andando in quella direzione senza limitarci a fare le cose in maniera parziale. E nel tempo lo vedrete.

Buona giornata ai lettori e grazie per lo scambio costruttivo che, mi pare, stiamo avendo.

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Mi fa sempre piacere vedere agenti letterari intervenire direttamente su Writer's Dream, segno che sono davvero interessati al dialogo con gli autori. ^_^

Sono felice inoltre di vedere che anche in Italia esistono agenti che fanno la lettura gratuita e che, se il romanzo merita davvero, lo rappresentano senza alcuna spesa.

 

Data la disponibilità di Morgan Palmas, approfitto della sua presenza per chiedere delucidazioni su quanto da lui affermato, in particolare sulla frase sottolineata:

 

Quando propongo un editing a pagamento, mi riferisco a quei 3-4-5 casi al mese di cui scrivevo sopra.

Cito: "Poi, questo è il nodo della questione, ci sono ogni mese 3-4-5 inediti che hanno un bel potenziale, ma ci sono ancora troppi difetti per contattare una casa editrice".

Troppi difetti.

Perché dovrei rappresentare da subito un testo ancora lontano da una qualità che mi serve come minimo sindacale per affrontare un editor di una casa editrice?

Una questione anche di onestà intellettuale. In questi casi, i miei editing sono campi minati, editing invasivi, altrimenti non avrei scritto "troppi difetti". E la riscrittura dell'autore, dopo l'editing, non è detto che sia di qualità.

 

Questo significa, se ho ben interpretato, che un autore che paga l'editing non è sicuro di venir poi rappresentato da voi, giusto?

 

Ringrazio intanto per la possibilità di dialogo che la vostra agenzia mi sta offrendo. :)

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Salve sig. Palmas,

grazie per la risposta.

Comprendo che la sua è una scelta lavorativa che va rispettata ed ha una sua logica.

Mi chiedo tuttavia perchè se esistono agenti che fanno firmare il contratto e poi fanno l'editing, non usino questo sistema citato da lei.

Sarò chiarissimo.

Mi rattrista , sto parlando di "varie agenzie", sapere che chiedono denaro  ( con causale "servizi letterari" )  per dei servizi che fuori da questa nazione fanno gratuitamente.

Perchè in Italia lavorare in questo modo "sta diventando normale"?

Ripeto, non discuto semplicemente il fatto che chiedano denaro per l'editing..

Come avrà compreso il mio è più che uno sfogo verso di lei, anche perchè, come citato prima, non è l'unica agenzia che si fa pagare i servizi,

ma un rifiuto verso i classici meccanismi all'italiana.

Gli agenti , come si suol dire, "all'inglese, ci emozionano, ci sembrano degli extraterresti, degli angeli,

mentre in realtà dovrebbero essere...la normalità.

Reputo che il "mercato" degli esordienti sia ormai ciò che sta mantenendo in piedi molte agenzie letterarie.

Mi dispiace vedere , non so se è il suo caso, agenzie che vivono solo di editing.

Vorrei sentire parlare di editoria.

 

Scusi se ho scritto "a cuore aperto" ma lei, con coraggio ed educazione, mi ha dato questa possibilità.

 

Grazie

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Buonasera, rispondo con piacere alle vostre domande. Vado con ordine.

 

Feleset scrive: “Questo significa, se ho ben interpretato, che un autore che paga l'editing non è sicuro di venir poi rappresentato da voi, giusto?”

 

Se l’autore dimostra una vera e concreta collaborazione, dato che parlavo di potenziale, sarò ben lieto di proseguire il percorso con una Rappresentanza.

Se incontro egotismo sfrenato e mancanza di mettersi in discussione sulla propria scrittura, no, non rappresenterò mai una persona di questo tipo, porta solo problemi di comunicazione e inutili tensioni.

Per lavorare e collaborare bene ci vuole umiltà, senza quella non si va da nessuna parte. So che possono sembrare nefandezze, ma vi assicuro che confrontarmi con gli scrittori ogni giorno mi ha insegnato che il diavolo si nasconde nei dettagli, magari all’inizio non palesi.

 

Pippowood scrive: “Mi chiedo tuttavia perchè se esistono agenti che fanno firmare il contratto e poi fanno l'editing, non usino questo sistema citato da lei.”

 

Il mercato dei contratti con gli agenti letterari e le relazioni professionali fra autore e agente non sono standardizzati. Non esiste un codice che accomuni le pratiche.

 

Poi aggiunge: “Mi rattrista , sto parlando di "varie agenzie", sapere che chiedono denaro  ( con causale "servizi letterari" )  per dei servizi che fuori da questa nazione fanno gratuitamente”.

 

Non è così, per la verità. Sono in contatto da tempo con colleghi agenti letterari da diversi Paesi (in particolare Usa, Uk, Australia, Francia), con qualcuno è nata anche un’amicizia, ci scambiamo opinioni, ci raccontiamo le difficoltà nei rispettivi Paesi. La situazione è assai più variegata di quanto potrebbe sembrare e di quanto sovente si afferma.

Certo, le agenzie più avviate possono permettersi di lavorare SOLTANTO sui diritti d’autore perché hanno già capitalizzato l’impresa (grazie a investimenti di tasca propria o a servizi letterari a pagamento praticati in precedenza o un mix di queste situazioni) oppure sostenendo i tempi biblici del rendiconto editoriale sui diritti differenziando i servizi (service editoriale per case editrici, collaborazioni con altri protagonisti sempre del medesimo settore, product management mirato sul territorio con servizi per le librerie o la distribuzione, ecc.). Il panorama delle agenzie letterarie, anche in molti Paesi stranieri, è eterogeneo. Perciò “fuori da questa nazione” i casi sono tanti.

Negli USA e in Canada ci sono situazioni che si avvicinano a quanto lei sostiene, allora dovremmo parlare della tassazione in quei due Paesi, delle deducibilità per le imprese e delle agevolazioni fiscali. Ho notato – non è farina del mio sacco, agenti stranieri che vivono di questo mestiere da decenni me lo hanno spiegato nei particolari – che laddove lo Stato agevola le imprese culturali, vi è parallelamente un assetto delle agenzie che si avvicina a quanto lei sostiene; laddove invece la cultura è disprezzata come business, esiste un mercato più frammentario e ostacolato dalle istituzioni, di necessità le agenzie non possono basarsi solo sui diritti d’autore per creare il cash flow mensile per la sopravvivenza dell’impresa (eccetto quelle poche agenzie già ben avviate di cui parlavo in un altro commento). Non devo credo ricordare che un Ministro della Repubblica Italiana pochi anni addietro ha dichiarato: “Con la cultura non si mangia” [vista corta avrebbe detto mio nonno, coglione avrebbe detto il sottoscritto, perdonate la volgarità, ma rende l’idea].

 

Infine scrive: “Vorrei sentire parlare di editoria.”

Mi creda, capisco il suo sfogo, se ho deciso anni fa di investire ogni mia forza e passione nel mondo editoriale è perché sogno anch’io un’editoria diversa. Per questo ho fondato un blog letterario, per questo ho fondato una webzine gratuita bimestrale, per questo ho fondato un’agenzia letteraria, per questo ho circa 50 collaboratori (fra blogger e consulenti). Ma per arrivare bisogna prima fare il viaggio con ostinazione.

Quando si è più giovani, magari ventenni, si vorrebbe cambiare il mondo dall’oggi al domani, poi ci si accorge che non è affatto possibile. Allora ci sono due scelte:

  1. Continuare a chiacchierare su ciò che il sistema dovrebbe essere (critiche, polemiche, biasimi, ecc.)
  2. Agire concretamente nel sistema per iniziare a cambiarlo.

Io ho deciso di immergermi nella seconda scelta. Ho ottenuto ciò che volevo? In parte sì. Alcuni obiettivi sono stati raggiunti, altri li raggiungeremo in futuro.

Infine, le dico questo: non so i miei colleghi, ma se un’agenzia letteraria vivesse solo di editing sarebbe davvero triste, perché sarebbe né più né meno paragonabile alle case editrici a pagamento, argomento che Writer’s Dream ha spesso affrontato, come noi di Sul Romanzo, e che neanche tratto altrimenti mi viene immediatamente l’orticaria.

 

Saluti e buon fine settimana a tutti.

(Perdonate se per la fretta c’è qualche refuso, ma ho scritto il commento facendo telefonate di lavoro e appuntando scadenze e impegni, spero di essere riuscito a rispondere alle vostre domande).

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Infine scrive: “Vorrei sentire parlare di editoria.”

Mi creda, capisco il suo sfogo, se ho deciso anni fa di investire ogni mia forza e passione nel mondo editoriale è perché sogno anch’io un’editoria diversa. Per questo ho fondato un blog letterario, per questo ho fondato una webzine gratuita bimestrale, per questo ho fondato un’agenzia letteraria, per questo ho circa 50 collaboratori (fra blogger e consulenti). Ma per arrivare bisogna prima fare il viaggio con ostinazione.

Quando si è più giovani, magari ventenni, si vorrebbe cambiare il mondo dall’oggi al domani, poi ci si accorge che non è affatto possibile. Allora ci sono due scelte:

  1. Continuare a chiacchierare su ciò che il sistema dovrebbe essere (critiche, polemiche, biasimi, ecc.)
  2. Agire concretamente nel sistema per iniziare a cambiarlo.

Io ho deciso di immergermi nella seconda scelta. Ho ottenuto ciò che volevo? In parte sì. Alcuni obiettivi sono stati raggiunti, altri li raggiungeremo in futuro.

 

 

Perfetto sig. Morgan,

risposta interessante.

Concordo su alcuni dei suoi punti,

e come lei anche io mi immergerò nella seconda scelta.

 

Grazie,   buon lavoro.

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giusto per capire:  ma il rischio d'impresa dove e'? Ammesso e non concesso che cio' che dice sia vero, crede forse che la sua attività debba essere finanziata dagli esordienti ? e poi, tanto per essere chiari, ci fa un elenco degli esordienti che hanno pubblicato con la sua mediazione?

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Ospite Lem Mac Lem

ilmambodegliorsi, sei pregato di moderare i toni.

 

giusto per capire:  ma il rischio d'impresa dove e'? Ammesso e non concesso che cio' che dice sia vero, crede forse che la sua attività debba essere finanziata dagli esordienti ? e poi, tanto per essere chiari, ci fa un elenco degli esordienti che hanno pubblicato con la sua mediazione?

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Ospite

la cosa strana è che Morgan Palmas asserisce di proporre l'editing a solo 3-5 romanzi al mese, eppure in questa discussione sono ben 2 gli utenti che dicono di aver ricevuto tale proposta, mentre nessuno asserisce di aver preso contatti con questa agenzia e di essere stato del tutto rifiutato... coincidenze, per carità, ma statisticamente la cosa lascia un po' dubbiosi, visto che a detta del titolare i romanzi ricevuti al mese sono oltre 70 e solo un paio gli eletti al processo di editing...

 

quanto ai prezzi dell'editing, da 800 a 1200 euro, non ne farei una questione di ore di lavoro, ma di qualità degli interventi. si può lavorare un'intera giornata su un testo e non migliorarlo per nulla, non è detto che tempo e qualità vadano di pari passo, ma certamente il tempo da dedicare a un manoscritto è una premessa necessaria per fare un buon lavoro. resta il fatto che altre agenzie propongano editing a prezzi più bassi, pur trovandosi nelle stesse condizioni di mercato e pagando le stesse tasse di quest'agenzia.

 

il silenzio sugli autori pubblicati può essere una scelta, ma anch'essa non nego dia da pensare... 

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Ospite

la cosa strana è che Morgan Palmas asserisce di proporre l'editing a solo 3-5 romanzi al mese, eppure in questa discussione sono ben 2 gli utenti che dicono di aver ricevuto tale proposta, mentre nessuno asserisce di aver preso contatti con questa agenzia e di essere stato del tutto rifiutato... coincidenze, per carità, ma statisticamente la cosa lascia un po' dubbiosi, visto che a detta del titolare i romanzi ricevuti al mese sono oltre 70 e solo un paio gli eletti al processo di editing...

 

quanto ai prezzi dell'editing, da 800 a 1200 euro, non ne farei una questione di ore di lavoro, ma di qualità degli interventi. si può lavorare un'intera giornata su un testo e non migliorarlo per nulla, non è detto che tempo e qualità vadano di pari passo, ma certamente il tempo da dedicare a un manoscritto è una premessa necessaria per fare un buon lavoro. resta il fatto che altre agenzie propongano editing a prezzi più bassi, pur trovandosi nelle stesse condizioni di mercato e pagando le stesse tasse di quest'agenzia.

 

il silenzio sugli autori pubblicati può essere una scelta, ma anch'essa non nego dia da pensare... 

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 resta il fatto che altre agenzie propongano editing a prezzi più bassi, pur trovandosi nelle stesse condizioni di mercato e pagando le stesse tasse di quest'agenzia.

 

il silenzio sugli autori pubblicati può essere una scelta, ma anch'essa non nego dia da pensare... 

 

 

Bravo Sirene.

Aggiungo che a me, per incentivarmi a fare l'editing,  aveva scritto tramite email che lavora con case editrici medio grandi,

eppure il libro da lui stesso pubblicato è editato da una piccola casa editrice, la quale non è distribuita nemmeno in tutte le regioni.

In secondo luogo afferma di voler cambiare il mondo editoriale ma, se lo fa raddoppiando o triplicando i prezzi agli esordienti, spero lo lasci così com'è.

In terzo luogo avere una pagina internet con i libri da lui pubblicati dovrebbe essere la sua principale pubblicità, la quale lo renderebbe credibile.

Ha risposto che nel 2014 lo farà, tuttavia, costruendo siti internet, sarebbe la prima pagina che avrei messo in rete.

Ci vuole 15 minuti.

Come lui,  e come tanti esordienti scrittori, anche io cercherò, nel mio piccolo, di cambiare il mondo editoriale.

Inizierò a non dare nemmeno 1 euro per l'editing a nessuno.

Se il mio libro non vale nulla è giusto che cambi lavoro, andrò a fare l'imbianchino o l'idraulico.

Se gli agenti non sanno sostenersi facendoti pubblicare i romanzi, anche loro è giusto che cambino lavoro.

Un idraulico in più serve sempre.

 

Comunque non me la sento più di discutere inutilmente.

 

Anche gli agenti, come noi scrittori, sappiamo usare le parole per difenderci.

Post come questi, se ci ostiniamo a difenderci, duranno cent'anni.

Ed io non ho tutto questo tempo :)

 

Ciao

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