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giovanna17

A 'caccia' di Editore

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Quanto è difficile trovare un editore? Anch’io, come credo altri, faccio fatica a trovare un editore che voglia pubblicare il mio libro senza chiedermi in cambio l’acquisto di un certo numero di copie che vanno a coprire le spese di stampa.

Dove sono gli editori seri, che leggono almeno la sinossi della storia prima di rifiutare la tua opera?

Mi sono convinta che gli esordienti che riescono a pubblicare siano presentati da agenzie letterarie che lucrano sull’editing e che ne decidono la sorte in base non alla validità o alla originalità dell’opera, ma alla scelta occasionale di una casa editrice compiacente.

Dopo aver pubblicato diversi libri a mie spese, nonostante questi abbiano avuto un discreto successo di critica (!), mi ostino a mandare a note case editrici i miei lavori, illudendomi di comparire sui banchi di una libreria accanto a personaggi famosi del mondo dello spettacolo di cui devo presumere doti letterarie particolarmente pregevoli.

So che scoprire un nuovo autore capita, succede. Spesso non è tanto la sua opera, quanto la sua biografia o un accadimento che mette in mano al lettore il libro giusto nel momento giusto della sua vita...

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Ciao @giovanna17, ci piacerebbe che i nuovi iscritti si presentassero in Ingresso, prima di interagire nel resto del forum, così da avere il benvenuto ufficiale e i link al regolamento.

Inoltre, la sezione in cui hai aperto la discussione è errata, in quanto riguarda i consigli sulle agenzie letterarie, mentre il tuo appare più uno sfogo generico sui meccanismi editoriali, di cui noto anche poca informazione a livello globale (cosa per cui puoi porre rimedio anche leggendo, qua e là nel forum, discussioni in cui si parla di come funziona il mondo editoriale ;)). Sposto in varie ed eventuali.

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2 ore fa, giovanna17 ha scritto:

Quanto è difficile trovare un editore?

Credo molto (altri ti diranno che è un gioco da ragazzi, ognuno ha le sue esperienze), ma non è impossibile.
Bisogna però partire da almeno alcuni assunti che, se non ci garantiscono nulla, almeno ci rendono sicuri del modo in cui ci stiamo muovendo.
Primo punto: avere per le mani un buon testo. Anche qui qualcuno ti dirà - sono opinioni, ognuno ha la sua - che l'autore non ha il dovere di presentare un testo già editato e che questo passaggio è compito della casa editrice. Lo è, è vero, ma presentare un romanzo, o un saggio o una raccolta di racconti con un buon grado di pulizia sintattico-strutturale può fare la differenza. Rivolgersi a un professionista è oneroso e non è certo obbligatorio, ma, avendo la possibilità, è un'opzione che non scarterei.

Punto secondo: conoscere il mondo editoriale e le sue logiche. Aiuta a scremare le dicerie dalla realtà, a non farsi troppe illusioni e a muoversi in modo lucido durante la ricerca dell'editore.

Punto terzo: il modo migliore per selezionare una rosa di editori a cui inviare il nostro lavoro è conoscerli bene. Dunque guardare bene i siti, leggere qualcosa, interagire sui loro social, se è possibile e non sono realtà troppo grandi. 
Ci sono tanti altri consigli utili, ma credo che quello principale sia la consapevolezza.
E, per il futuro, un altro consiglio che mi sento di darti è quello di non pagare per pubblicare. Se le attese si fanno troppo lunghe - ed è probabile perché i tempi medi di valutazione sfiorano talvolta anche l'anno - o si preferisce avere il controllo di ogni fase della produzione e della distribuzione del nostro libro, c'è il self-publishing. Non è diffuso né remunerativo come può esserlo nei paesi anglo-sassoni, ma è una strada che può dare delle soddisfazioni. Anche in questo caso l'importante è avere consapevolezza delle scelte che si stanno facendo, dei pro e dei contro. 

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4 ore fa, giovanna17 ha scritto:

Quanto è difficile trovare un editore? Anch’io, come credo altri, faccio fatica a trovare un editore che voglia pubblicare il mio libro senza chiedermi in cambio l’acquisto di un certo numero di copie che vanno a coprire le spese di stampa.

Dove sono gli editori seri, che leggono almeno la sinossi della storia prima di rifiutare la tua opera?

Mi sono convinta che gli esordienti che riescono a pubblicare siano presentati da agenzie letterarie che lucrano sull’editing e che ne decidono la sorte in base non alla validità o alla originalità dell’opera, ma alla scelta occasionale di una casa editrice compiacente.

Dopo aver pubblicato diversi libri a mie spese, nonostante questi abbiano avuto un discreto successo di critica (!), mi ostino a mandare a note case editrici i miei lavori, illudendomi di comparire sui banchi di una libreria accanto a personaggi famosi del mondo dello spettacolo di cui devo presumere doti letterarie particolarmente pregevoli.

So che scoprire un nuovo autore capita, succede. Spesso non è tanto la sua opera, quanto la sua biografia o un accadimento che mette in mano al lettore il libro giusto nel momento giusto della sua vita...

Sei nuova del settore, quindi mi pare prioritario fornire alcuni consigli basilari (ovviamente, secondo il mio punto di vista e le mie esperienze, quindi è tutto discutibile):

1) la pubblicazione a pagamento va evitata come la peste. Non serve come credenziali da presentare ad una CE, anzi, è controproducente, indipendentemente dalla validità dell'opera;

2) è vero che le agenzie letterarie lucrano sull'editing, ma non è vero che siano esse a decidere la sorte dell'opera. Non decidono nulla e, nel 99,9% dei casi, l'unico vero obiettivo è quello di offrire all'aspirante scrittore un pool di servizi a pagamento, quali valutazione del testo, editing, scuola di scrittura, e simili;

3) gli editori seri esistono, ma i grandi e medi non ambiscono fare scouting preferendo andare sul sicuro con autori noti o VIP di varia estrazione, quindi è inutile tentare invii spontanei che, nella quasi totalità, non vengono neanche letti;

4) la via praticabile da un esordiente è quella delle piccole realtà editoriali: se l'opera è valida, una piccola CE seria, prima o poi, ti farà una proposta;

5) selezionare piccole realtà di cui al punto precedente è possibile, servendosi del WD, al quale spero che nel frattempo tu ti sia presentata, ed evitando quelle che pubblicano ogni anno centinaia di titoli, sicuramente non selezionati e spesso riguardanti testi illeggibili;

6) esaminare attentamente, o far esaminare da un esperto, il contratto, prima di firmarlo.

L'alternativa è il self publishing, sempre meglio che pubblicare a pagamento, ma tieni presente che, come l'EAP, non fa curriculum.

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5 ore fa, giovanna17 ha scritto:

Quanto è difficile trovare un editore?

 

Se la tua scrittura è matura, un piccolo editore lo trovi senza difficoltà. Spesso gli autori ritengono di presentare una buona opera narrativa, ma così non è. Servono anni e anni e molta determinazione per scrivere un romanzo davvero buono – a meno che tu non sia un genio. inoltre: scrivere è riscrivere. E riscrivere. E riscrivere. Come dico sempre, la pubblicazione è l'ultimo step. Prima serve leggere centinaia, ancora meglio, migliaia di romanzi, leggerli con attenzione e spirito critico, l'attenzione dovrebbe sopravanzare di spanne quella del lettore medio. È necessario imparare a leggere con l’intento di capire come un autore è riuscito a costruire un impianto che funziona davvero, capire come quel romanzo è riuscito a conquistare il lettore, quale sia la sua magia. Nei romanzi riusciti ritrovi sempre il tuo. Se leggi con l'attenzione che ricordavo, ti si riveleranno le criticità della tua opera: un’occasione straordinaria per porvi rimedio.

 

5 ore fa, giovanna17 ha scritto:

Dove sono gli editori seri?

 

Questo è un altro discorso ancora; per la mia esperienza, nella piccola editoria devo dire di non averne conosciuti molti. Senza generalizzare, perché di certo vi sono anche piccoli editori onesti e rispettabili, per la loro stessa natura le piccole CE sono spesso costrette a spennare l’autore, se vogliono sopravvivere. Quindi ecco i contratti capestro, la tendenza smaccata a imporre una posizione di forza fin dall’inizio [by bye ho sempre detto loro], l’irrigidirsi dinanzi a domande sul contratto che ti hanno sottoposto, a seguire, telefonate alle quali non rispondono, royalties che non arrivano e intanto si fa sera, dopodiché: sipario, game over. Su questo stesso forum, le testimonianze drammatiche di autori presi alla tagliola da questi “editori”, si sprecano. Vale la pena?

 

Il consiglio che mi sento di darti, se vuoi, è questo: per il momento, fregatene di pubblicare.

Ami scrivere? Scrivi. Impegnati, cerca di migliorare e di capire se davvero scrivere fa per te.

Nel frattempo, leggiti tutte le discussioni sulle CE che trovi sul forum.

Ti si aprirà un mondo, poi si vedrà. 

 

 

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Effettivamente il discorso è un po' confuso. Si parla di editori noti, ma come già detto da @cheguevara l'unica via praticabile da un esordiente o da un autore che non ha mai sbancato il lunario è quella delle piccole realtà editoriali, inutile adirarsi perché Giunti non ha mai risposto alla mail di un perfetto autore qualunque. Oggettivamente trovare un editore per un'opera di narrativa non è complesso, mentre se si intende pubblicare un'opera di poesia o saggistica l'asticella si alza sensibilmente. Il consiglio che mi sento di dare, genericamente, è concentrarsi sul proprio lavoro piuttosto che criticare quello altrui, alimentando tra l'altro luoghi comuni abbastanza beceri. No, gli esordienti che riescono a pubblicare non sono raccomandati da agenzie letterarie, probabilmente lo è una parte minima. E no, ignorerei a prescindere il campo dei "VIP" che pubblicano perché hanno una certa visibilità, piuttosto mi affiderei al giudizio del lettore e al suo spirito critico. Infine attribuire il successo o meno di un autore esclusivamente a circostanze fortunose mi sembra abbastanza ingiusto e qualunquistico. 

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Se davvero amiamo la scrittura coltiviamola, portiamola avanti senza questa maledetta tendenza del "tutto e subito" o del "successo ad ogni costo". Come la morbosa voglia di riscatto sociale che anima tanti sognatori di mia conoscenza. Io leggo da sempre, nonostante non abbia pubblicato nulla, e la cosa mi suscita piacevoli emozioni ed in parte mi appaga (non sto a pensare che vorrei essere io lì sullo scaffale, piuttosto mi godo il libro). Purtroppo scrivo solo quando ho tempo, perciò si ritenga fortunato chi ce l'ha.

Basta dire "io sono più bravo di esordiente Tizio" o di Barbara d'Urso, perché non serve. L'astio ci rende solo persone peggiori, nuoce alla salute e non aiuta gli inediti ad emergere, o sbaglio? Lasciamo stare i personaggi famosi perchè, vi piaccia o meno, hanno un loro pubblico che li sostiene ed io non covo e non coverò mai rabbia nei loro confronti. L'esordiente che ci riesce? non stiamo a trovargli difetti che non esistono. Fortuna? Merito? Aiuto? chi se ne frega! Siamo scrittori o pettegole?

Concentriamoci su di noi e poniamoci alcune domande: quanto valgo? dove posso arrivare? cosa c'è da affinare? e molte altre. Proviamoci con case editrici ed agenzie, tranne quelle disoneste. Giochiamoci le nostre carte fino in fondo, intraprendiamo nuove strade ed informiamoci. Impegno e grinta sono valsi a poco? vorrà dire che resterà una passione, un Hobby (anche io incassai una bella delusione e maturai). Le opportunità sono poche, siamo tutti d'accordo su questo punto; gli editori/agenti seri esistono ma non possiamo pretendere che ci accolgano a braccia aperte come se fossimo i prescelti. Magari sono esigenti e/o non hanno molto tempo per noi (o altre ragioni). Niente ci è dovuto a prescindere.

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Purtroppo quelle ci sono in ogni ambito della vita. Sta a noi segnararle in modo tale da non farvi cadere altri aspiranti. Sono il primo a condannare chi offre false speranze in cambio di soldi.

 

Ci tengo solo a rimarcare la necessità di proseguire per la propria strada, senza scervellarsi ed arrabbiarsi sulle fortune altrui. Ognuno ha una sua storia ed un percorso individuale da portare a termine. Controllare la sorte non ci è concesso (se non in parte) dunque perchè demoralizzarsi?

Ci sono utenti del forum partiti da zero ed approdati alla grande editoria senza "Santi in Paradiso". Crediamoci con la giusta dose di autocritica e proseguiamo a vele spiegate. Già la possibilità di poter scrivere e dedicare tempo al proprio testo è di per sé un privilegio. Il tempo è come l'oro oggigiorno.

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@giovanna17 Non sappiamo nulla di te, quanto anni hai, da quanto ci provi, se hai mai provato a farti leggere da un professionista.

Io ho una teoria, se un libro non trova un editore free un motivo c'è ed è riconducibile a tre motivi:

- è oggettivamente brutto o scritto male, comunque non pubblicabile

- l'autore vuole solo pubblicare con una big

- l'autore non è in grado di cercare l'editore

Mi soffermerei sul terzo punto. Cercare un editore che faccia al caso nostro è un lavoro, io vedo tantissima gente che questo lavoro non è disposta a farlo, se non nei ritagli di tempi. Io dedico un sacco di tempo a studiare gli editori, qui su WD, alle fiere, nei loro siti, con addetti ai lavori seri che ho conosciuto negli anni, parlando con autori che stimo. Gli strumenti ci sono, però tocca avere un piano, un buon testo e sapere che i momenti di sconforto arriveranno comunque perché, salvo eccezioni, la strada è lunga e piena di insidie. Una sola grande verità: siamo in tantissimi a scrivere.

 

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13 minuti fa, Bambola ha scritto:

- è oggettivamente brutto o scritto male, comunque non pubblicabile

 

Questa è una motivazione valida, che temo sia molto più diffusa di quanto noi "scribacchini" siamo disposti ad ammettere. Ma aggiungerei una postilla: secondo me accade anche che vengano scartati testi di buona fattura, che magari sono pure piaciuti all'interno della CE, ma per i quali l'editore semplicemente non vede un mercato. Non pensa di poterli vendere, per essere chiari. E quindi è costretto a rifiutarli persino con dispiacere. Saranno sicuramente una minoranza, ma credo esistano.

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Ai tre punti di Bambola, aggiungerei che la concorrenza è tantissima e spesso anche buoni libri finiscono per non essere pubblicati. Rispetto a 6-7 anni fa mi è sembrato che i tempi medi di risposta si siano allungati molto e sempre meno case editrici rispondano. Immagino che dipenda proprio dal numero crescente di manoscritti che ricevono e che non possono, se non in minima parte, "assorbire" all'interno dei loro cataloghi. 
Senz'altro molti manoscritti sono acerbi, qualcuno anche scritto male, ma non credo che si possa generalizzare in tal senso: vedo, dalla mia frequentazione di gruppi e forum, anche persone che sanno scrivere e che non raggiungono i risultati che vorrebbero. 

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La "caccia" all'editore, riprendendo il titolo della discussione, non è uguale per tutti.

C'è chi vuole solo vedere il proprio nome sulla copertina di un libro per soddisfare una forma di vanità; chi crede in ciò che fa e prova a migliorarsi, dunque mira ad una CE vivace, non necessariamente grande, dove si può iniziare un percorso reale (con sforzi da ambedue le parti); chi vuole soldi e successo autoconvincendosi di meritarseli, dunque pretendendo l'interessamento collettivo alla propria causa; chi ha davvero qualcosa da dire e pensa che solo la CE big possa valorizzarlo, impegnandosi a sua volta in una crescita professionale; chi lo fa per passatempo e divertimento, senza illusioni, magari aspettando il momento di farsi avanti semmai dovesse giungere; chi non sa quel che vuole ecc...

 

 

Morale della favola ognuno imbocca dal principio un percorso unico. Possono intervenire altri fattori come la fortuna, oppure no. L'importante è sempre e comunque dare il massimo e sapere dove si può e si vuole arrivare. A me piacerebbe da matti fare presentazioni per le città tedesche, dal momento che vivo in Germania (solo per fare un esempio). Altri magari odiano l'estero o le presentazioni in generale. È normale che imboccheremo strade diverse. Io fui presentato da un agente ad editori big che però non puntarono su di me. Uno dei motivi fu la lunghezza del testo in contrasto con i canoni (di quel genere letterario). Io riproporrò il mio secondo testo alla stessa agenzia (se dovesse accettarlo) e riprenderò in mano il precedente, c'è sempre margine di miglioramento e la fretta può rivelarsi una pessima tendenza di noi aspiranti. Solo alla fine scriverò qui la mia esperienza perchè c'è ancora troppa strada da fare. Le mie attenzioni sono riposte sulle medio-grandi (magari legate un po' all'estsro), non perchè sia illuso o vanitoso, si tratta semplicemente di ciò che vorrei. Poi non intendo pubblicare a tutti i costi, non ne vedo il motivo. Frattanto leggo, aspetto, scrivo, imparo e via discorrendo. :)

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@ophelia03 Infatti ho concluso dicendo: una sola grande verità: siamo in tantissimi a scrivere. @L'antipatico Sì, i libri di nicchia diciamo esistono ma alla lunga, non certo alla prima CE contattata, trovano uno sbocco, ci sono editori che pubblicano opere non di genere, romanzi un po' strani, di sicuro la faccenda si complica. Perché io di autori che dicono "no, ma sai il mio è un po' particolare" e alla fine è solo un accozzaglia davvero troppa astrusa ahimè ne conosco.

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Vorrei intervenire anche io nella discussione anche se mi trovo d'accordo con tutti i commenti che sono stati fatti.

Trovo che in generale ci sia tanta fretta e tanta sopravvalutazione di se stessi nel mondo degli scrittori esordienti. Una combinazione micidiale che fa la fortuna delle numerosissime case editrici a pagamento che, purtroppo lecitamente e legalmente, si propongono per rispondere a una domanda di mercato molto elevata.

Per esperienza personale, posso dire che editori seri che lavorano bene e non chiedono soldi all'autore (o ai suoi amici e alla sua fanbase...) ce ne sono. Non sono pochi.

Bisogna impegnarsi per cercarli, però, e avere pazienza perché i tempi di risposta sono lunghi. Bisogna avere l'umiltà di accettare un silenzio prolungato che corrisponde a un "no".

E posso assicurare, sempre per esperienza personale, che non occorre avere un agente per approdare a un piccolo o medio editore serio.

 

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