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julia1983

[MI 134] Splash!

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https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/46554-sfida28-in-fuga-dalle-ombre/?do=findComment&comment=823348

 

Traccia di mezzogiorno

 

Il mercoledì da qualche mese era diventato il mio appuntamento imprescindibile con la psicoterapeuta, che mi era stata consigliata da una cara amica. Mi ero dimostrata fin dall’inizio scettica, ma non riuscivo a  convivere con  la mia fobia che mi tormentava da trent’anni, impedendomi di vivere.  Seduta sul lettino di pelle marrone, nello studio della dottoressa, ero pronta a vomitarle addosso tutte le sensazioni di angoscia che mi avevano accompagnato fino a lì. Avrei cominciato a raccontarle dell’attacco di panico che avevo provato da quando ero uscita da casa,  costretta a passare per il lungomare, eppure la psicoterapeuta non mi diede il tempo di iniziare.

 

«Sono ormai tre mesi che viene da me tutte le settimane Desirée e non ho notato progressi» mi disse, mentre scuoteva il capo e si toglieva gli occhiali dal naso dopo aver consultato il notes, sul quale prendeva appunti durante le sedute.

«Vuole forse dirmi che non ho speranza?» le risposi e sentii in maniera distinta che la mia voce si era fatta tremante e che gli occhi mi si erano riempiti di lacrime. 

Che diritto aveva di rivolgermisi in questo modo?

«Tutt’altro, voglio proporle una seduta d’ipnosi»

«Che cosa?» le dissi e da sdraiata mi misi col busto eretto pronta a darmi la spinta con i piedi per alzarmi e allontanarmi dallo studio.  Come poteva propormi una sciocchezza del genere? E se fosse stato pericoloso?

La psicoterapeuta colse dal mio irrigidimento corporeo il mio disagio e si affrettò a rettificare.

«Non abbia paura, è una tecnica indolore, voglio solo capire se quello che la tormenta ha radici nel passato»

«Posso fidarmi?» le chiesi titubante, poi lo sguardo mi andò sulla bottiglietta d’acqua della dottoressa poggiata sulla scrivania e cominciai a provare un senso di vertigini e fui costretta a sdraiarmi di nuovo sul lettino dello studio.

«Si rilassi, non è molto diverso dalle nostre conversazioni abituali, mi avvarrò di un pendolino per condurla nel passato che ritengo sia l’origine della sua fobia»

«Ma io…» provai a lamentarmi, mentre nel frattempo la dottoressa si era alzata dalla sua poltroncina e aveva aperto un cassetto dal quale aveva preso uno strano oggetto che sembrava un monile con un ciondolo.

«Osservi il pendolino oscillare, lo segua con entrambi gli occhi» mi disse una volta tornata a sedersi di fronte a me.

Feci spallucce e mormorai  scettica «Tentiamo anche questa» e il mio sguardo si fece attento: l’oggetto oscillava a sinistra e a destra e man a mano che lo guardavo sentivo sempre più pesante e la voce della dottoressa sempre più ovattata. 

 

Mi ritrovai ben presto catapultata in una strana dimensione, come se fossi uscita dal mio corpo che era nello studio e mi parve di sentire sotto i piedi nudi la strana sensazione di erba appena tagliata.

«Dove si trova?» quella che credo fosse la voce della psicoterapeuta mi sorprese, mentre con la mano ero intenta a sfiorare la corteccia di un grosso albero di limoni, presente in quello che riconobbi alla fine essere il giardino di mio nonno paterno.

«C’è qualcuno con lei?»

«Non voglio stare qua, mi rende nervosa» risposi alla fine e la mia voce mi sembrò avere una musicalità strana, come se avessi molti meno anni dei miei trentacinque.

«Cosa sta facendo?»

Stavolta non risposi, continuai a immaginare di camminare sul prato fin quando non raggiunsi la fontana che troneggiava al centro del giardino e mi sporsi a guardare l’acqua stagnante, vedendo nel riflesso la mia immagine di bambina di cinque anni con le treccine e la salopette e ne rimasi sconvolta.

«Mi racconti cosa sta provando» di nuovo la voce fastidiosa della terapeuta si fece largo nella mia mente e cominciai a supplicarla di tacere.

«Lasciami in pace, non mi affogare ti prego»

«A chi si riferisce Desirée? Me lo dica e sarà libera»

Mi voltai e vidi mio cugino Marco dodicenne, con in mano una fionda che mi guardava con aria di sfida.

«Cosa sta succedendo? Non smetta di ascoltare la mia voce» mi ripeteva la dottoressa, ma io mi sentivo in trappola e cominciai a sentire sul mio corpo la sensazione reale di dolore dei sassi lanciati da Marco contro il mio piccolo corpicino… Indietreggiai fino a cadere nella fontana. Non respiravo e annaspavo con le manine nell’aria. Cercai di prendere fiato, ma qualcosa mi premeva la faccia sotto l’acqua; mio cugino voleva affogarmi in un perverso gioco.     

«Desirée torni nel presente al mio tre» mi disse la voce resa ovattata dall’acqua, che credevo di avere nelle orecchie e all’improvviso tutto svanì e riaprì gli occhi tossendo come se avessi davvero ingoiato un’enorme quantità di liquido.

«Mi aveva giurato che sarebbe stato indolore» iniziai a gridare alla dottoressa, saltando in piedi dal lettino.

«Si calmi, si rende conto che abbiamo capito l’origine della sua fobia per l’acqua?»

Strinsi i pugni desiderosa di dare un manrovescio alla terapeuta, ma alla sua affermazione mi calmai all’improvviso. Ragionai, in effetti dopo quell’episodio, che avevo rimosso, non riuscivo ad andare al mare senza provare un senso di vertigine e inoltre una forma strana di psoriasi mi nasceva spontanea sull’epidermide quando dovevo farmi la doccia.

«Dottoressa e ora che devo fare?»

«Sono sicura che una volta uscita da questo studio proverà una voglia irrefrenabile di farsi un tuffo al mare».

Scossi il capo, questa terapeuta era presuntuosa e stupida, erano trent’anni che avevo questi sintomi e una seduta per quanto angosciante e d’urto di ipnosi non mi avrebbe guarito.

«Ci vediamo mercoledì prossimo?» le chiesi più per educazione che per altro, non ero intenzionata a continuare il trattamento.

«Sono certa che mi telefonerà dalla spiaggia per disdirlo» mi rispose e sorrise.

Ricambiai forzatamente e dopo aver pagato la segretaria uscii dallo studio sconvolta, ma, una volta all’esterno,  guardando il sole alto nel cielo, provai un desiderio irrefrenabile di passeggiare sul lungomare.

 

Raggiunsi la spiaggia e titubante osservai l’enorme distesa di acqua salata che avevo evitato di guardare da quell’infausto giorno e attesi invano che arrivassero le vertigini. Nulla, nemmeno un piccolo capogiro. Avanzai ancora fino ad arrischiarmi a bagnarmi i piedi…

«Ora mi si riempiranno di bolle e si squameranno» dissi ad alta voce…attesi ma niente.

Ero raggiante e pensai che c’erano due telefonate che dovevo fare,  un appuntamento da disdire e una persona da insultare: mio cugino Marco che mi aveva rovinato trent’anni di vita, ma ora ero libera.

 

Splash!

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@julia1983 :)

15 ore fa, julia1983 ha scritto:

a  convivere con  la mia fobia che mi tormentava da tre

toglierei mia, qui non serve

15 ore fa, julia1983 ha scritto:

sciocchezza del genere? E se fosse stato pericoloso?

secondo me o l'uno o l'altro. Se la considera una sciocchezza io capisco che non ci crede, quindi come potrebbe essere pericolo?

15 ore fa, julia1983 ha scritto:

La psicoterapeuta colse dal mio irrigidimento corporeo il mio disagio

il punto di vista è della protagonista che può fare ipotesi sul comportamento della psicoterapeuta, ma non può esserne certa, proprio come faresti tu parlando con una persona

15 ore fa, julia1983 ha scritto:

mi avvarrò di un pendolino per cond

userei pendolo, ma solo perché pendolino mi fa pensare al treno

15 ore fa, julia1983 ha scritto:

n cassetto dal quale aveva preso uno stran

prese, le due azioni precedenti vanno bene perché contemporanee al lamentarsi della protagonista, ma l'ultima cambia tempo

15 ore fa, julia1983 ha scritto:

questa» e il mio sguardo

punto dopo questa e poi E maiuscola

15 ore fa, julia1983 ha scritto:

come se fossi uscita dal mio corpo che era nello studio e

mi fermerei a corpo, sappiamo dove si trova e così puoi alleggerire la frase

15 ore fa, julia1983 ha scritto:

continuai a immaginare di camminare sul prat

non credo che l'ipnosi funzioni se nel frattempo sei consapevole di immaginare. Non sono un'esperta, però il verob immaginare mi porta lontana dalla sessione di ipnosi e mi fa pensare che la protagonista stia fingendo. Dalle prime parole però non sembra affatto che finga, magari che sia sorpresa, ma senza finzione

16 ore fa, julia1983 ha scritto:

A chi si riferisce Desirée?

serve una virgola dopo riferisce

16 ore fa, julia1983 ha scritto:

o mi sentivo in trappola e cominciai a sentire sul

non ripeterei sentire

16 ore fa, julia1983 ha scritto:

austo giorno e attesi invano che

sostituirei la e con un punto e virgola o anche con un punto

16 ore fa, julia1983 ha scritto:

voce…attesi ma nie

ha dimenticato lo spazio dopo i puntini di sospensione

 

Molto carina la fine! Hai tenuto un tono quasi comico per tutto il racconto, mi è piaciuto e trovo che sia un buon episodio da narrare.

Credo tu debba solo rileggere con più attenzione, forse ti sei lasciate mettere fretta dal limite di tempo. Sappi che alla fine sorridevo! Bello.

 

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Ciao, @julia1983 :) Bentrovata!

 

 

21 ore fa, julia1983 ha scritto:

«Sono ormai tre mesi che viene da me tutte le settimane

 

21 ore fa, julia1983 ha scritto:

Desirée e non ho notato progressi» mi disse, mentre scuoteva il capo e si toglieva gli occhiali dal naso dopo aver consultato il notes, sul quale prendeva appunti durante le sedute.

«Vuole forse dirmi che non ho speranza?» le risposi e sentii in maniera distinta che la mia voce si era fatta tremante e che gli occhi mi si erano riempiti di lacrime. 

Che diritto aveva di rivolgermisi in questo modo?

«Tutt’altro, voglio proporle una seduta d’ipnosi»

È normale che la psicoterapeuta aspetti così tanto tempo prima di consigliarle il metodo dell'ipnosi?

 

21 ore fa, julia1983 ha scritto:

Ero raggiante e pensai che c’erano due telefonate che dovevo fare,  un appuntamento da disdire e una persona da insultare: mio cugino Marco che mi aveva rovinato trent’anni di vita, ma ora ero libera.

Splash!

 

Un finale liberatorio e dalla vena ironica con cui ti ho visto concludere almeno un altro MI.  Piaciuto, @julia1983 :)

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Ciao @julia1983. Immagino che tu conosca il caso di Anna O., la paziente curata da Breuer e Freud che soffriva di idrofobia e migliorò dopo aver riesumato il ricordo di aver visto un cane bere da un bicchiere. Beh, ho una cattiva notizia per te: pare abbia avuto diverse ricadute anche dopo la terapia con Freud. Scherzi a parte, il caso clinico raccontato da Freud è molto interessante, ed è una bella lettura. Purtroppo ti confronti con quel modello, nel tuo racconto, che sembra volerne un po' ripetere lo schema in 8000 battute. E Freud è Freud, per cui, dal confronto, la tua storia non può che risultare meno accattivante, sorry :sss:

Il tuo racconto però ha un bel pregio: un velo di misurata (auto? ) ironia che ci consente di empatizzare con la protagonista, in ciò concordo con i commenti precedenti. 

Modificato da Edu

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Ciao @julia1983 (il commento precedente mi è partito tentando di taggarti, racconto bagnato e scivoloso? Forse solo scema io), piacere di leggerti! 

 

A parte la punteggiatura ballerina il tuo racconto mi è sembrato fresco e godibile, hai un buon occhio per le sensazioni, o almeno così mi è parso ;) 

 

Alla prossima! 

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@Kikki ciao, grazie del tuo passaggio e delle tue correzioni, sì questa volta sono arrivata a revisionare attorno alle 23 e probabilmente la fretta mi ha fatto commettere alcune disattenzioni. Sono contenta però che tu abbia colto il tono comico di tutto il racconto e apprezzato il finale :) 

19 ore fa, Kikki ha scritto:
Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

sciocchezza del genere? E se fosse stato pericoloso?

secondo me o l'uno o l'altro. Se la considera una sciocchezza io capisco che non ci crede, quindi come potrebbe essere pericolo?

Giusto ho voluto calcare troppo per raffigurare l'indecisione che stava vivendo Desirée.

 

19 ore fa, Kikki ha scritto:
Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

La psicoterapeuta colse dal mio irrigidimento corporeo il mio disagio

il punto di vista è della protagonista che può fare ipotesi sul comportamento della psicoterapeuta, ma non può esserne certa, proprio come faresti tu parlando con una persona

Giustissimo, lo avevo anche scritto correttamente in prima stesura, poi me lo sono perso correggendo erroneamente, la frase era posta in modo che la protagonista non ne fosse certa.

 

19 ore fa, Kikki ha scritto:
Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

continuai a immaginare di camminare sul prat

non credo che l'ipnosi funzioni se nel frattempo sei consapevole di immaginare.

ho aggiunto il verbo immaginare in seconda battuta perché volevo rafforzare la forma "onirica" dell'ipnosi e mi sembrava così di renderla meglio, non avevo pensato che il suo utilizzo potesse dare un senso di finzione, tu lo avresti rimosso e basta?

 

Concordo naturalmente sul resto delle correzioni :) un saluto!

 

@Poeta Zaza ciao a te! Forse hai ragione, tre mesi sono tanti, volevo sottolineare però che la protagonista fosse scettica riguardo all'ipnosi e alla psicoterapeuta, magari potevo riscrivere un generico dopo alcune sedute. Lieta che tu abbia apprezzato il finale liberatorio e ironico, un saluto :) 

 

 @Edu ciao, farò la figura dell'ignorante, ma non conoscevo il caso di Freud e della paziente idrofoba, e per scrivere questo racconto sono partita a ritroso dal fatto del trauma della fontana al quale mi è venuto spontaneo collegare l'idrofobia, aggiungendola in seconda battuta. Lungi da me scimmiottare Freud riprendendone lo schema. Felice comunque che tu mi abbia messo a conoscenza di questo caso e che tu abbia apprezzato l'ironia che ti ha consentito di empatizzare con la protagonista :) un saluto. 

 

@Garrula grazie per il tuo passaggio e del tuo commento, ne farò tesoro. :) un saluto.

 

 

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13 minuti fa, julia1983 ha scritto:

non conoscevo il caso di Freud e della paziente idrofoba

E allora è sfiga, perché la vicenda è davvero molto simile :asd:, Vabbé, sarà stato più o meno già raccontato tutto, nella storia dell'umanità, pensa che esiste un romanzo che narra di un epidemia che si diffonde nel 2020 dalla città di Whuan, ed è un romanzo del 1981 :bandiera:

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6 minuti fa, Edu ha scritto:

E allora è sfiga,

di questi tempi probabilmente sì :facepalm: grazie ancora del tuo passaggio :D 

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Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

Mi ero dimostrata fin dall’inizio scettica, ma non riuscivo a  convivere con  la mia fobia che mi tormentava da trent’anni, impedendomi di vivere.  Seduta sul lettino di pelle marrone, nello studio della dottoressa, ero pronta a vomitarle addosso tutte le sensazioni di angoscia che mi avevano accompagnato fino a lì.

Mi ero dimostrata scettica fin dall'inizio, ma non riuscivo a convivere con la fobia che mi tormentava da trent'anni, impedendomi di vivere. Non abusare troppo di possessivi, non serve. :) 

 

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

Avrei cominciato a raccontarle dell’attacco di panico che avevo provato da quando ero uscita da casa,  costretta a passare per il lungomare, eppure la psicoterapeuta non mi diede il tempo di iniziare.

Se dici da quando, vuol dire che l'attacco di panico dura tutto il tempo di percorso e gli attacchi di panico non durano così a lungo. L'attacco di panico ti blocca e lo dico per esperienza. Direi piuttosto: Avrei cominciato a raccontarle dell'attacco di panico che avevo provato all'uscita di casa, costretta a passare per il lungomare, ma la psicoterapeuta non mi diede nemmeno il tempo di iniziare.

 

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

Sono ormai tre mesi che viene da me tutte le settimane Desirée e non ho notato progress

Desirée, sono ormai tre mesi che viene da me tutte le settimane e non ho ecc.

 

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

Tutt’altro, voglio proporle una seduta d’ipnosi»

Manca il punto finale.

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

poi lo sguardo mi andò sulla bottiglietta d’acqua della dottoressa poggiata sulla scrivania e cominciai a provare un senso di vertigini e fui costretta a sdraiarmi di nuovo sul lettino dello studio.

Troppo lunga. Riformulerei: poi lo sguardo mi andò sulla bottiglietta d'acqua sulla scrivania (sappiamo che appartiene alla dottoressa, non serve specificarlo) e cominciai a provare un senso di vertigini che mi costrinse a sdraiarmi di nuovo. (Sappiamo che si trova sul lettino e che il lettino è nello studio.)

 

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

che lo guardavo sentivo sempre più pesante e la voce della dottoressa sempre più ovattata. 

mi sentivo sempre più pesante

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

«Lasciami in pace, non mi affogare ti prego»

Manca il punto.

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

«A chi si riferisce Desirée? Me lo dica e sarà libera»

A chi si riferisce, Desirée? Me lo dica e sarà libera.

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

Cercai di prendere fiato, ma qualcosa mi premeva la faccia sotto l’acqua; mio cugino voleva affogarmi in un perverso gioco.     

Cercai di prendere fiato, ma qualcosa mi premeva la faccia sotto l'acqua: mio cugino voleva affogarmi in un perverso gioco.

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

Desirée torni nel presente al mio tre»

Desirée, al mio tre torni nel presente.

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

e riaprì gli occhi tossendo

riaprii

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

«Dottoressa e ora che devo fare?»

Dottoressa, ora che devo fare?

 

Ti ho lasciato un po' di appunti che spero possano servirti nella revisione. Non ho mai fatto l'ipnosi, ma dalle ricerche che ho fatto, non credo che si possa essere coscienti a tal punto da avere opinioni e giudizi come fa la tua protagonista durante la seduta. Tuttavia, ho apprezzato la sua vena ironica e il finale liberatorio che mi ha fatto sorridere. Una prova niente male, ma migliorabile dal punto di vista stilistico. A rileggerci!

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Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

Il mercoledì da qualche mese era diventato il mio appuntamento

Il mercoledì, da qualche mese, era...

oppure

Da qualche mese, il mercoledì...

 

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

Che diritto aveva di rivolgermisi in questo modo?

di rivolgersi / di parlarmi

 

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

La psicoterapeuta colse dal mio irrigidimento corporeo il mio disagio e si affrettò a rettificare.

La psicoterapeuta colse dall'irrigidimento del corpo il mio disagio

 

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

tutto svanì e riaprì gli occhi

riaprii

 

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

e una seduta per quanto angosciante e d’urto di ipnosi

e una seduta d'ipnosi, per quanto d'urto e angosciante,

 

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

sassi lanciati da Marco contro il mio piccolo corpicino… Indietreggiai fino a cadere nella fontana.

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

dissi ad alta voce…attesi ma niente.

punto invece dei puntini

 

La storia va bene, trovo soltanto troppo immediata la "guarigione" dalla fobia. Non so se il solo fatto di risalire all'origine cancelli così di botto trent'anni di radicata fobia. Poi può anche darsi, non sono uno psicologo. Ma secondo me, potresti rendere la guarigione più graduale (es: farla vedere sotto la doccia che fischietta, sognare di farsi una bella nuotata e infine la mostrerei in riva al mare che si spruzza col cugino).

 

@julia1983 Ciao e alla prossima. 

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Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

Il mercoledì da qualche mese era diventato il mio appuntamento imprescindibile

virgola dopo "da" e dopo "mese"

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

Mi ero dimostrata fin dall’inizio scettica

meglio "fin dall'inizio mi ero dimostrata..."

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

Avrei cominciato a raccontarle dell’attacco di panico che avevo provato da quando ero uscita da casa,  costretta a passare per il lungomare, eppure la psicoterapeuta non mi diede il tempo di iniziare. 

sembra che cammini con un attacco di panico in corso, ma è quasi impossibile muoversi mentre te ne viene uno. Parlo per esperienza. Meglio dire che l'aveva colta all'uscita di casa o costretta a fermarsi lungo il tragitto.

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

da me tutte le settimane Desirée

il nome va in inciso, oppure lo sposti all'inizio (che sarebbe la soluzione migliore)

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

si toglieva gli occhiali dal naso dopo aver consultato il notes,

sposterei la virgola dopo il "dopo"

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

mi si erano riempiti di lacrime. 

superfluo

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

poi lo sguardo mi andò

idem. Quel periodo è comunque un po' macchinoso.

 

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

mentre nel frattempo

scegline solo uno :-), io opterei per il secondo, metterei anche una virgola prima di "dal quale"

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

lo guardavo sentivo sempre più pesante

qua credo manchi un "mi"

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

Mi ritrovai ben presto catapultata

fa un po' effetto favolistico, gusto mio

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

come se fossi uscita dal mio corpo che era nello studio e mi parve di sentire sotto i piedi nudi la strana sensazione di erba appena tagliata.

non capisco =_= se il corpo è rimasto lì come fa a sentire l'erba sotto i piedi?

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

quella che credo fosse la voce della psicoterapeuta mi sorprese

pesante, "la voce della psicoterapeuta mi sorprese"?

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

presente in quello che riconobbi alla fine

superfluo

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

alla fine

idem

 

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

vedendo nel riflesso la mia immagine di bambina di cinque anni con le treccine e la salopette e ne rimasi sconvolta.

spostare rimasi sconvolta all'inizio?

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

Mi voltai e vidi mio cugino Marco dodicenne

virgola dopo Marco

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

e cominciai a sentire sul mio corpo la sensazione reale di dolore dei sassi lanciati da Marco contro il mio piccolo corpicino…

Marco cominciò a lanciarmi addosso dei sassi e io sentii il dolore dei colpi che si abbattevano sul mio corpicino (senza piccolo, corpicino è già diminutivo)

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

corpicino…

punto :-)

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

perverso gioco

sto cercando di perdere anche io il vizio, aggettivo dopo sostantivo. "In" non mi convince

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

a voce resa ovattata dall’acqua, che credevo

via la virgola

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

riaprì

refusino, virgola prima di come

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

in effetti dopo quell’episodio, che avevo rimosso,

via la seconda virgola

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

e inoltre

inciso

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

questa terapeuta era presuntuosa e stupida, erano trent’anni che avevo questi sintomi e una seduta per quanto angosciante e d’urto di ipnosi non mi avrebbe guarito.

ripetizione di "questa" "che terapeuta presuntuosa e stupida:..." virgola dopo "seduta" e "urto"

Il 15/3/2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

ma, una volta all’esterno,

via la seconda virgola

 

Le pulci sulla punteggiatura sono un esercizio utile anche per me, sicuramente ne ho persa qualcuna per strada. Come ti hanno detto la punteggiatura è da sistemare (ne so qualcosa!), ma il racconto è carino. Purtroppo lo trovo poco verosimile, al di là dell'ipnosi di cui so pochissimo, le fobie non passano così alla svelta, nemmeno se ne comprendiamo la causa. Io, per dire, so perchè ho il Sacro Terrore dei temporali, eppure quando ne arriva uno e sono fuori casa sono cavoli amarissimi. Però è ironico e piacevole da leggere.

 

ps. spero di non  aver fatto correzioni doppie con altri

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Ciao @julia1983

nel tuo racconto ci sono alcune imprecisioni a livello di punteggiatura e qualche refuso, che credo ti abbiano già segnalato. Al netto di ciò trovo che sia un testo piacevole da leggere e scorrevole. Hai trovato un buon equilibrio tra la serietà del disturbo e un tono ironico molto garbato. Il risultato direi che è un buon racconto.

Alla prossima!

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Inutile ripetere le annotazioni che ti hanno già fatto (tra l'atro, ne ho notato solo la metà). Ti dico subito che la storia in sé e carina, ma un po' troppo raccontata (tranquilla anche il mio pezzo è venuto fuori con la stessa pecca). Risulta ugualmente gradevole, è questa è la cosa che conta. 

Ciao @julia1983 

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Il ‎15‎/‎03‎/‎2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

«Si rilassi, non è molto diverso dalle nostre conversazioni abituali, mi avvarrò di un pendolino per condurla nel passato che ritengo sia l’origine della sua fobia»

«Si rilassi, non è molto diverso dalle nostre conversazioni abituali: mi avvarrò di un pendolino per condurla nel passato che ritengo sia l’origine della sua fobia»

 

Il ‎15‎/‎03‎/‎2020 alle 23:04, julia1983 ha scritto:

Scossi il capo, questa terapeuta era presuntuosa e stupida, erano trent’anni che avevo questi sintomi e una seduta per quanto angosciante e d’urto di ipnosi non mi avrebbe guarito.

Scossi il capo: questa terapeuta era presuntuosa e stupida. Erano trent’anni che avevo questi sintomi e una seduta per quanto angosciante e d’urto di ipnosi non mi avrebbe guarito.

 

Il racconto è carino (attenta un po' alla punteggiatura), bello il finale. Ho solo qualche dubbio che si risolva tutto così di colpo: di solito chi ha paura dell'acqua in seguito a dei traumi, ci mette del tempo a superarla.

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Ciao @julia1983, credo sia la prima volta che ti leggo.

C'è qualche imprecisione qui e là, soprattutto nella punteggiatura, che disturba leggermente nella lettura. Ciò nonostante è un racconto che scorre via veloce e piacevole. Solo ho trovato un po' troppo irrealistica la guarigione immediata, ma sono quisquilie.

A rileggerti!

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@Emy grazie per il passaggio, non volevo chiaramente intendere che l'attacco di panico fosse durato per un tempo interminabile per tutto il tragitto, ma hai ragione mettendo il da quando ho lasciato presagire questa cosa che non era nelle mie intenzioni. :) Per quanto concerne l'ipnosi, ho voluto renderla appositamente un po' surreale per questo ho inserito opinioni e giudizi della protagonista. Grazie per gli appunti, utili in fase di revisione. Un caro saluto <3 

 

@Vincenzo Iennaco grazie per il tuo commento e ottimi gli spunti graduali con i quali potrei ovviare all'immediatezza della guarigione dalla fobia, li terrò seriamente in considerazione.

 

@AnnaL. grazie per i preziosi appunti

 

@ivalibri grazie per il tuo commento, sì il mio intento era trovare proprio l'equilibrio tra la serietà di una fobia e l'ironia :) 

 

@Adelaide J. Pellitteri , grazie per il tuo passaggio

 

@M.T. grazie per il commento, sì forse dovevo rendere più graduale la guarigione come suggerito anche da Vincenzo Iennaco.

 

@Joyopi sì mi sono ridotta un po' all'ultimo nel postare e ho trascurato un po' la revisione, tuttavia sono contenta che il racconto sia stato piacevole e scorrevole :) 

 

@Ippolita2018 grazie per la splendida foto dell'albero dei limoni <3 

 

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