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Kikki

[MI 134] - Amiche forever

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Ciao @Kikki, che dici, le faccio a te le pulci per postare? Ma sì dai, sei ancora senza commenti, ti spulcio un po'.

Modalità cav@casso on 

lez go

 

Ok, a primo impatto già vedo che è tutto un dialogo. Interessante. Però ti avverto che il rompiscatole dietro il pupazzo già prova un po' di remore per il titolo: le ipotesi sono due, o mima un linguaggio preadolescenziale, e in questo caso ci può stare, o è un po' troppo da Cioè (a proposito, esiste ancora il cioè?). Vabbè, mi sto perdendo in chiacchiere, andiamo a leggere.

 

 

2 ore fa, Kikki ha scritto:

 

«Secondo te Fabio sarà in classe con noi l’anno prossimo?»

«Ma che dici? I suoi lo vogliono mandare nella sezione di tedesco!»

«Però sarà nella stessa scuola almeno.»

«Te lo immagini come sarà diventato bello dopo l’estate?»

«Anche noi lo saremo quando torneremo dal mare… Io di sicuro, tu dipende.»

«E da cosa?»

«Se ti deciderai una buona volta a metterti in costume o almeno in canottiera! Non so come fai a non morire di caldo con quella roba addosso.»

Noto una cosa: fai un uso davvero parsimonioso delle virgole. Nelle prime sette battute solo una. Non dico sia sbagliato, anzi, la verità è che non sono affatto un esperto di punteggiatura, e probabilmente così scorre bene. Se lo avessi scritto io ne avrei inserite sicuramente quattro o cinque in più. Tipo "Secondo te, Fabio sarà ecc." Non dico sia meglio, eh, lo noto soltanto, e sono anche curioso di sapere se è una tua scelta ragionata.

 

2 ore fa, Kikki ha scritto:

Ma ti ricordi quella volta che mi sono tolta il maglione? Non mi toglievano

Due cose: è proprio indispensabile il ma? Certo, è un intercalare, però forse dà un po' fastidio. La ripetizione tolta/toglievano può essere evitata.  

 

2 ore fa, Kikki ha scritto:

«Si chiamano tette, mica mordono!»

Eh, dipende... 

 

2 ore fa, Kikki ha scritto:

mi diventeranno come a loro

ok. è parlato e ci sta. "Come le loro" pure ci starebbe, in fin dei conti, non sarebbe meno plausibile anche nel parlato. Ma ci sta pure così, a maggior ragione se vuoi caratterizzare il personaggio tramite queste cose, visto che non scrivi niente fuori dialogo. Anzi, grazie, mi ci hai fatto ragionare e non ci avevo mai pensato, magari scrivere un racconto solo dialogato è un ottimo esercizio per focalizzare l'attenzione sulla caratterizzazione tramite il parlato, e può tornare utile anche con gli interventi del narratore. Lo farò, promesso.

 

3 ore fa, Kikki ha scritto:

«Tua mamma è una gran noiosa… Attenta!»

 

Mmm, "tua madre è una gran noiosa" mi sembra un espressione un po' edulcorata. Secondo me una ragazzina o questa cosa se la tiene (nel senso che se la risparmia), o se non se la tiene ci va giù più pesante, tipo "tua madre è una gran rompicoglioni", o, un po' meno volgarmente "tua madre è una palla". Però so che scrivi spesso per un target di bambini, e capisco pure questa scelta.

 

3 ore fa, Kikki ha scritto:

«Eva, devo andare a casa, lo sai che si arrabbia se arrivo in ritardo. Non farmi cominciare le vacanze con una punizione!»

E che è, è la figlia della signorina Rottenmeier? Poraccia

 

3 ore fa, Kikki ha scritto:

niente., Ali

refusino, c'è un punto in più

3 ore fa, Kikki ha scritto:

per così tanto tempi!»

altro refusino

 

3 ore fa, Kikki ha scritto:

«Anche io! Sei la mia migliore amica.»

«Anche tu! Amiche forever.»

«Amiche forever. Ciao!»

Ok, ok, va bene... però non ce la faccio, mi frizza la spada laser... caramello, ah, oddio, voglia di uccidere! :eyebleed:

 

Ok, mi sono ripreso. @Kikki, a me il brano è piaciuto. E per un motivo fondamentale: ho il distinto ricordo delle discussioni fatte con gli amici prima di andare alle scuole medie, della paura di perdersi, ed erano pressappoco queste. è chiaro che noi maschietti non ci facessimo il problema delle tette, ma ce ne facevamo altri analoghi. La lettura, a un adulto, sembra un po' edulcorata e stereotipata, ma immagino che per un target di decenni è quello che va fatto (immagino, non lo so, non ne capisco niente). Avrei messo qualche virgola in più, come ti dicevo, ma ho trovato la scrittura davvero ineccepibile. E niente, il mio è un apprezzamento, magari davvero dei ragazzini che stanno per fare questo passaggio, leggendo, si ritroveranno, e già questo è tanta roba. è un po' difficile farsi conquistare dal linguaggio da grandi, questo sì, questo è il diaframma. Ma vabbé, 'sti capperi, per dirlo come lo direbbe Alice :P 

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Buongiorno @Edu:)

Mi sembra che in generale il commento sia positivo però, eh? Mi fa piacere, avevo un po' paura, ultimamente non ne becco una :P

8 ore fa, Edu ha scritto:

ok. è parlato e ci sta. "Come le loro" pure ci starebbe, in fin dei conti, non sarebbe meno plausibile anche nel parlato. Ma ci sta pure così, a maggior ragione se vuoi caratterizzare il personaggio tramite queste cose, visto che non scrivi niente fuori dialogo. Anzi, grazie, mi ci hai fatto ragionare e non ci avevo mai pensato, magari scrivere un racconto solo dialogato è un ottimo esercizio per focalizzare l'attenzione sulla caratterizzazione tramite il parlato, e può tornare utile anche con gli interventi del narratore. Lo farò, promesso.

questo era il punto di tutto l'esperimento, non l'avevo mai fatto e, sinceamente, non ci avevo nemmeno mai pensato, poi ho letto un racconto di @Kasimiro, di cui non ricordo più il titolo, ma era tutto dialogo. Così ho voluto vedere cosa si poteva fare, ma non credo di aver spinto abbastanza sulla caratterizzazione dei personaggi. Per esempio, avrebbe potuto esserci un'espressione, un intercalare che rendesse riconoscibile senza sforzo chi sta parlando. Non hai fatto nessuna fatica a leggere? Non ti sei perso mai? Io un poco mi perdo 

 

8 ore fa, Edu ha scritto:

La lettura, a un adulto, sembra un po' edulcorata e stereotipata, ma immagino che per un target di decenni è quello che va fatto

ecco, questo non lo so. Secondo me, lavorandoci su ancora un po' se ne potrebbe cavare qualcosa di meglio e di più rifinito, che esca sia dallo stereotipo che dall'edulcorato. Ieri chiaramente è stato tutto solo un pensiero e un'idea, ma credo che ci si possa lavorare.

Sti capperi a te, caro @Edu, grazie delle pulci <3

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2 ore fa, Kikki ha scritto:

Non hai fatto nessuna fatica a leggere?

No, davvero no

 

2 ore fa, Kikki ha scritto:

grazie delle pulci

quando vuoi :pirata2:

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17 ore fa, Kikki ha scritto:

tenere dietro a una casa.»

Non l'ho mai sentito in questo modo. È forse un'espressione dialettale? Mi suona meglio: stare dietro a una casa. 

 

17 ore fa, Kikki ha scritto:

Secondo te se l’anno prossimo non saremo

Metterei una virgola dopo secondo te.

 

17 ore fa, Kikki ha scritto:

le medie non sono niente.,

Un punto di troppo che ti è sfuggito. 

17 ore fa, Kikki ha scritto:

sei proprio come tua madre qualche volta.»

Invertirei. Anzi, per dare un'enfasi maggiore potresti mettere: a volte sei come tua madre! Così poi giustifichi il pianto della ragazzina. Secondo me va meglio un'esclamazione che una frase piatta per esprimere la scocciatura della ragazzina. 

 

17 ore fa, Kikki ha scritto:

Mmm, forse storia o italiano così potrai leggere tutti i libri

Metterei una virgola dopo italiano.

 

17 ore fa, Kikki ha scritto:

on voglio che mi metta in punizione.»

So che intendi la mamma, ma prima non la menzionano nemmeno, quindi l'omissione del sostantivo non è giustificata. 

 

17 ore fa, Kikki ha scritto:

Sì è meglio non voglio rischiare di non vederti per tutta l’estate!»

Capisco che sono ragazzine e che il dialogo serve per caratterizzarle, ma la punteggiatura è necessaria per far capire il modo in cui parlano, le pause. Quindi metterei una virgola dopo sì e meglio.

 

17 ore fa, Kikki ha scritto:

per così tanto tempi!»

tempo, refuso.

 

Ciao @Kikki, bentrovata! Coraggiosa! Davvero. Ammiro la tua scelta di basare tutto il racconto su un semplice dialogo tra Eva e Alice, ma fatto davvero bene. In poche parole sei riuscita a far capire al lettore i loro caratteri e i pensieri legati alla fine di un'epoca non solo scolastica, ma anche di vita. Mi hai fatto venire la voglia di sperimentare! Grazie. Una prova interessante e apprezzata nel suo insieme. A rileggerci!

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Ciao @Kikki :) davvero originale e ben condotta la scelta di postare un brano interamente costruito con un dialogo, che per di più affronta una tematica importante come il passaggio dalla fanciullezza all'adolescenza. Sei riuscita a tratteggiare bene i caratteri delle due protagoniste e non era una cosa semplice adottando la scelta del discorso diretto.

Eva e Alice mi hanno davvero divertito nel loro slang giovanile :D

Ti segnalo alcune cose che mi sono piaciute particolarmente e altre che avrei cambiato

18 ore fa, Kikki ha scritto:

tenere dietro a una casa.»

avrei usato star dietro a una casa

 

18 ore fa, Kikki ha scritto:

mi diventeranno come a loro.»

ottima scelta del linguaggio parlato

 

18 ore fa, Kikki ha scritto:

Ti si è tutta sporcata

mi suona meglio ti si è sporcata tutta 

 

18 ore fa, Kikki ha scritto:

Tua mamma è una gran noiosa…

forse avrei usato un espressione più colorita ma neanche troppo, mi viene in mente tua mamma è una gran rompi :P 

 

18 ore fa, Kikki ha scritto:

«Cinque minuti, per favore, dai! Poi andiamo.»

«Va bene, cinque minuti, però. Che succede?»

Qui mi hai fatto davvero immaginare le due che fanno fatica a separarsi e che vogliono allungare seppure solo di cinque minuti il loro stare insieme 

 

18 ore fa, Kikki ha scritto:

per così tanto tempi!»

refuso, tempo.

 

18 ore fa, Kikki ha scritto:

«Anche tu! Amiche forever.»

«Amiche forever. Ciao!»

La chiosa finale è geniale

 

Rinnovo i miei complimenti, il brano mi è piaciuto davvero :sss:

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@Kikki premetto che i racconti fatti solo di dialoghi mi piacciono molto, solitamente li apprezzo perché con poche dettagli si riesce a fare emergere storia e personaggi.  Qui abbiamo due bambine di dieci anni di cui una già con le tette l'altra più acerba, sono alle prese con il primo giorno di vacanza, la speranza di rivedere Fabio l'anno successivo, il desiderio da parte della meno dotata di vedersi crescere le tette e la paura per la punizione che la mamma di Eva potrebbe infliggere per il ritardato rientro a casa. Non mi pare ci sia altro. Quello che mi è mancato è stato l'intreccio, la sorpresa, diciamo che risulta un po' monocorde.  Potrebbe essere la pagina di un romanzo, ma come racconto mi pare manchi di mordente. :grat:

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Forse una storia vera e propria non c'é, ma nella staticità dello stralcio dialogante c'è buona parte del microcosmo peculiare alla giovane età delle ragazzine, con le  prime turbe e le aspettative. Riuscendo a mantenere lungo tutto il dialogo un giusto equilibrio nella semplicità. Esagero se dico che il 99% delle coetanee si riconoscerebbe in Eva e Alice?

Che poi c'è pure dell'action con la storta :D

Io sono ampiamente fuori target, ma mi ritengo comunque appagato dalla lettuta fresca e genuina.

 

@Kikki Ciao e alla prossima.

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8 ore fa, Emy ha scritto:

Non l'ho mai sentito in questo modo. È forse un'espressione dialettale?

in effetti potrebbe essere bolognese :umh:

8 ore fa, Emy ha scritto:

Invertirei. Anzi, per dare un'enfasi maggiore potresti mettere: a volte sei come tua madre! Così poi giustifichi il pianto della ragazzina. Secondo me va meglio un'esclamazione che una frase piatta per esprimere la scocciatura della ragazzina. 

giusto, hai ragione

8 ore fa, Emy ha scritto:

ma la punteggiatura è necessaria per far capire il modo in cui parlano, le pause.

in effetti, rileggendolo ora vedo di essere stata un po' anarchica a livello di punteggiatura. Rimedierò in revisione!

8 ore fa, Emy ha scritto:

Mi hai fatto venire la voglia di sperimentare!

io non l'avevo mai fatto e l'ho trovato molto interessante. Non credo si riesca a gestire qualcosa di molto più lungo, non so, e credo di dover lavorare di più sulla caratterizzazione delle ragazzine per distinguerle meglio. Benché a quell'età si faccia di tutto per essere tutti uguali qualche peculiarità deve evidenziarsi.

Grazie @Emy se sperimenti fai un fischio, leggo con piacere!

 

 

7 ore fa, julia1983 ha scritto:

Sei riuscita a tratteggiare bene i caratteri delle due protagoniste e non era una cosa semplice adottando la scelta del discorso diretto.

ne sono contenta anche se credo ci sia ancora un bel po' di spazio per poter lavorare meglio su questo aspetto

7 ore fa, julia1983 ha scritto:

mi viene in mente tua mamma è una gran rompi :P 

hai sicuramente ragione 

7 ore fa, julia1983 ha scritto:

Rinnovo i miei complimenti, il brano mi è piaciuto davvero :sss:

grazie mille :flower:

 

 

6 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

che i racconti fatti solo di dialoghi mi piacciono molto,

io invece credo di non averne mai letti

6 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

Quello che mi è mancato è stato l'intreccio, la sorpresa, diciamo che risulta un po' monocorde. 

hai ragione, infatti, non succede niente. Ci sono le due ragazzine che tornano a casa dopo l'ultimo giorno di elementari e che parlano di futuro. Non ho nemmeno pensato a far succedere qualcosa, ero troppo impegnata a cercare di capire come far funzionare un racconto solo di dialoghi. La mia intenzione non era far succedere niente di speciale in ogni caso, volo solo provare a vedere se si capivano i dialoghi di un ritorno a casa un po' speciale tra due amichette e la verità è che mi risultava difficile gestire un terzo personaggio senza poter usare altro che i dialoghi. Grazie @Adelaide J. Pellitteri in revisione cercherò di aggiungere qualcosa in più, magari anche solo Fabio che passa in bicicletta :flower:

 

 

4 ore fa, Vincenzo Iennaco ha scritto:

Che poi c'è pure dell'action con la storta :D

:asd:

4 ore fa, Vincenzo Iennaco ha scritto:

mi ritengo comunque appagato dalla lettuta fresca e genuina

ti ringrazio molto @Vincenzo Iennaco :)

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Ciao @Kikki

 

Ma dove ti eri nascosta, quella volta? Dietro a un cespuglio? Dentro a un tombino? Perché questa cosa qui me la ricordo con chiarezza, dettaglio per dettaglio, battuta per battuta. Poi vabbè, a me non sono mai cresciute, ma la speranza è l’ultima a morire, anche dopo i vent’anni. 

 

Un buonissimo esercizio, complimenti. 

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9 ore fa, Kikki ha scritto:
16 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

che i racconti fatti solo di dialoghi mi piacciono molto,

io invece credo di non averne mai letti

Sono infatti rarissimi e disprezzati dai più. (Per farti un'idea puoi leggere La collina degli elefanti bianchi di Hemingway).  

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7 minuti fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

(Per farti un'idea puoi leggere La collina degli elefanti bianchi di Hemingway)

lo cerco subito, forse interessa anche a @Emy che diceva di voler sperimentare, ma forse lei l'ha già letto. Grazie mille @Adelaide J. Pellitteri:rosa:

 

xD @Garrula forse ero io quella con cui parlavi, ma crescendo siamo cambiate! 

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Personalmente non ho apprezzato in pieno la scelta di puntare esclusivamente su un dialogo puro. Credo che qualche riferimento qui e là avrebbe donato più colore all'intera scena che, così com'è, mi ha dato la sensazione di essere un po' monca. Mi dispiace, perché l'idea di raccontare la fine di un'epoca (la scuola dei "piccoli", e quindi l'infanzia) dal punto di vista di due ragazzine era piuttosto originale. Non so, mi manca un po' di pepe. A rileggerti!

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Il 15/3/2020 alle 19:55, Kikki ha scritto:

Ma ti ricordi quella volta che mi sono tolta il maglione?

via il ma, al di là del fatto che è colloquiale (che disturba, almeno non me) appesantisce la frase.

 

C'è una penuria di virgole, immagino tu lo abbia fatto volontariamente. :-)

Il 15/3/2020 alle 19:55, Kikki ha scritto:

Però almeno non sei volgare

togline uno, fa effetto ridondanza, anche nel parlato.

Il 15/3/2020 alle 19:55, Kikki ha scritto:

dice che finalmente avrò tempo per imparare a essere più ordinata e per capire cosa significa tenere dietro a una casa.

 

Il 15/3/2020 alle 19:55, Kikki ha scritto:

le medie non sono niente.,

microrefuso

Il 15/3/2020 alle 19:55, Kikki ha scritto:

Suona bene per me. Secondo me

un giorno...

 

 

 @KikkiCiao socia! Ho cercato di non fare doppioni con gli altri commenti. Visto che volevi rimanere aderente al linguaggio parlato ho fatto notare solo le cose che mi sembravano più evidenti, e, per lo stesso principio, ho lasciato perdere la punteggiatura.

A me è piaciuto, il timore di perdersi, farsi le menate su ragazzi e tette sono ormai ricordi molto lontani  (per fortuna!), ma veri per quella fascia d'età.

Il dialogo regge sempre ed è credibile.

Se voleva essere un esperimento direi che è riuscito piuttosto bene :-)

 

ps: mi sa che "tener dietro a una casa" lo diciamo solo in Emilia :-D

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Bel racconto, mi ha ricordato il periodo in cui tutto era più leggero e si avevano meno pensieri: ci voleva proprio. Si respira proprio di quel tempo passato. Brava!

 

2 ore fa, AnnaL. ha scritto:

mi sa che "tener dietro a una casa" lo diciamo solo in Emilia :-D

Non so altrove, ma sì, in Emilia si dice di sicuro :P 

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20 ore fa, Joyopi ha scritto:

Credo che qualche riferimento qui e là avrebbe donato più colore all'intera scena che, così com'è, mi ha dato la sensazione di essere un po' monca.

credo tu abbia ragione @Joyopi, ma ero incuriosita da questa forma e volevo provare a vedere che ne sarebbe venuto fuori, ma sono d'accordo che ha bisogno di un po' di contorno, anche minimo :)

 

 

20 ore fa, AnnaL. ha scritto:

C'è una penuria di virgole, immagino tu lo abbia fatto volontariamente. :-)

in realtà non del tutto

20 ore fa, AnnaL. ha scritto:
Il 15/3/2020 alle 20:55, Kikki ha scritto:

Però almeno non sei volgare

togline uno, fa effetto ridondanza, anche nel parlato.

non ho mica capito cosa devo togliere

20 ore fa, AnnaL. ha scritto:

Se voleva essere un esperimento direi che è riuscito piuttosto bene :-)

sono contenta che ti sia piaciuto :)

20 ore fa, AnnaL. ha scritto:

ps: mi sa che "tener dietro a una casa" lo diciamo solo in Emilia :-D

direi proprio di sì ;)

 

 

17 ore fa, M.T. ha scritto:

Bel racconto, mi ha ricordato il periodo in cui tutto era più leggero e si avevano meno pensieri: ci voleva proprio. Si respira proprio di quel tempo passato. Brava!

Grazie mille @M.T. :rosa:

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4 ore fa, Kikki ha scritto:
Il 17/3/2020 alle 12:54, AnnaL. ha scritto:

togline uno, fa effetto ridondanza, anche nel parlato.

non ho mica capito cosa devo togliere

scusa, volevo dire fra "però, almeno" di toglierne uno. Toglierei il però :-)

 

@Kikki

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Il 18/3/2020 alle 15:39, ivalibri ha scritto:

Ciò che emerge meglio sono i caratteri delle protagoniste e l'atmosfera da fine scuola elementare

bene per questo, soprattutto per quanto riguarda i caratteri, avevo paura che il dialogo non fosse abbastanza.

Il 18/3/2020 alle 15:39, ivalibri ha scritto:

Stanno semplicemente camminando?

sì, solo camminando da scuola verso casa dopo l'ultimo giorno, ma questo era sicuramente da chiarire meglio.

Grazie mille @ivalibri osservazioni preziose le tue :)

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Ciao!

Ti sei calata bene al livello delle tue personagge e il dialogo mi sembra riuscito, l'ho trovato molto agile.

Bel racconto :)

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ciao @Kikki,

ho letto con piacere questo racconto e mi ha dato una sensazione di freschezza, di giovinezza.

Non è facile mandare avanti un brano a colpi di soli dialoghi, ma qui il botta e risposta funziona bene e non ci sono particolari intoppi. La cosa che mi ha colpito, però, è che in alcuni punti emerge un'ottima conoscenza delle dinamiche che regolano la vita delle giovani amiche (si veda, ad es., la parte in cui le due discutono della posizione in cui sedersi, il primo giorno di scuola: non il primo banco, perché sennò "gli altri" penseranno che siamo secchione, non l'ultimo, sennò i professori penseranno che siamo nullafacenti. Ecco, questo passaggio, che illustra la consapevolezza che le due amiche hanno di come le azioni provochino reazioni negli altri (consapevolezza molto più femminile, che maschile), è una piccola perla, nella sua semplicità. 

Dona al testo quel qualcosa in più, secondo me, una profondità che investe e supera l'eventuale obiezione "eh ma non c'è una vera storia". Per me il testo vale molto comunque.

Non so se mi sono spiegato come avrei voluto.

Bello bello

Ciao

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Ciao @m.q.s. grazie del passaggio, mi fa molto piacere che ti sia piaciuto. 

18 ore fa, m.q.s. ha scritto:

La cosa che mi ha colpito, però, è che in alcuni punti emerge un'ottima conoscenza delle dinamiche che regolano la vita delle giovani amiche

in realtà, se ti fermi un secondo a pensare al tuo passato scolastico, ti verranno in mente un milione di queste piccole cose. Io un po' faccio così, un po' interrogo i giovani moderni :P

Per quanto riguarda il tutto dialogato, si trattava di un esperimento che mi è piaciuto molto e che ho intenzione di esplorare ancora.

Grazie mille, @m.q.s.:rosa:

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Ciao @Kikki 

Un racconto molto tenero e delicato, ricamato di ironia leggera e innocente. Hai dipinto il mondo della pre-adolescenza con pennellate lievi e morbide, portando in superficie le ansie e le preoccupazioni – ma anche i sogni – di quella età.

Le due ragazzine sono caratterizzate con cura, in modo molto verosimile, pur ricalcando alcuni cliché che però non avverto come una stonatura, anzi rendono simpatiche e tenere le due protagoniste: da un lato Eva, la fanciulla pre-pubescente, timida, che si vergogna dei suoi seni cresciuti e indossa la maglia anche in spiaggia per occultarli; dall'altro Alice, più disinibita, desiderosa di crescere in fretta e di avere seni altrettanto grossi, tutta intenta a coltivare i suoi primi sogni amorosi col ragazzino di cui è infatuata, Fabio.

Su queste basi è costruita questa scena piacevole e fresca, strutturata interamente in forma di dialogo, che fa emergere in modo cristallino il mondo di queste due giovani piene di vita e di speranze, con un futuro roseo davanti ad esse. Così fantasticano sui primi amori, sul loro possibile lavoro futuro, a tratti battibeccano tra di loro ma a legarle è un affetto molto grande, infatti a entrambe piacerebbe diventare un giorno professoresse nella stessa scuola per recarsi ogni mattina insieme al lavoro. Questo passaggio l'ho trovato molto tenero. Si può dire, quindi, che questo brano sia un vero inno al valore profondo dell'amicizia.

Anche i dialoghi sono strutturati bene: freschi, veloci, semplici, con intercalari tipici del gergo comune e dell'età delle due protagoniste. Ne è un esempio il passaggio: “mi diventeranno come a loro”. Questo rende credibile e verosimile la scena ricreata. 

Forse soltanto l'espressione "tua madre è una gran noiosa" risulta un po' stucchevole; è più plausibile che una ragazzina di quell'età utilizzi altri aggettivi più crudi e coloriti, come magari "pallosa", o "rompipalle". Ecco, penso che potresti sostituire il termine con uno di questi: diretti ma comunque non tanto volgari.

Il ritmo è veloce, serrato, rende gradevole la lettura di questo racconto che probabilmente non vuole avere grandi pretese, ma sa regalare comunque piccole e piacevoli emozioni.

Non ci sono colpi di scena, non c'è un particolare intreccio, ma la tua penna ha saputo ricreare con efficacia un intero mondo interiore, colto nel delicato e critico momento della crescita, attingendo alle paure, ai sogni, alle incertezze che hanno caratterizzato tutti noi a quell'età; per questo motivo le due giovani fanciulle risultano particolarmente simpatiche ed empatiche, come due figure familiari. Sembra quasi di vederle, sulla spiaggia, baciate dal sole e da tutto ciò che di bello riserverà loro il futuro.

 

 

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Ciao @Kikki

 

Quanta freschezza in questo racconto.

Lindo e profumato come un mattino di primavera.

Abbiamo bisogno di racconti che smuovono la tenerezza, che ci cullino un po', facendoci tornare alle trepidazioni dell'infanzia

che si affaccia alla pubertà e quindi alla futura vita da "grandi".

Io che non so scrivere storie di sentimenti semplici e luminosi, guardo con invidia la tua capacità e mi amareggio della mia innocenza

perduta, nella scelta scabrosa dei temi e nella carenza ireparabile di grammatica.

 

Complimenti e un abbraccio.

 

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@Io che mi manco:)

22 ore fa, Io che mi manco ha scritto:

Si può dire, quindi, che questo brano sia un vero inno al valore profondo dell'amicizia.

ti ringrazio per questo tipo di lettura e anche per aver apprezzato questo mio piccolo esperimento che vorrei portare avanti perché mi ha incuriosito e abbastanza soddisfatto.

 

22 ore fa, Io che mi manco ha scritto:

Forse soltanto l'espressione "tua madre è una gran noiosa" risulta un po' stucchevole; è più plausibile che una ragazzina di quell'età utilizzi altri aggettivi più crudi e coloriti, come magari "pallosa", o "rompipalle".

sono d'accordo, non sei la prima a farlo notare, lo rimetterò di sicuro a posto

Grazie mille per il tuo commento generoso :rosa:

 

19 ore fa, Nightafter ha scritto:

nella scelta scabrosa dei temi e nella carenza ireparabile di grammatica.

trovo che quasi nessuna carenza sia irreparabile e che per ogni tema ci voglia pazienza, attenzione e molte prove. Non dico che ognuno di noi saprebbe scrivere di ogni tema, ma perché no, forse potrei anche dirlo, poi ognuno lo svilupperebbe a modo suo e a seconda della propria sensibilità. Oltre questo, @Nightafter a bambini e ragazzini puoi davvero parlare di tutto, è solo una questione di scelta lessicale che è quello che abbiamo sempre ben presente quando scriviamo e cioé, sappiamo a chi ci rivolgiamo e che competenze ha. Mi fa molto piacere che tu abbia apprezzato, spesso è difficile che un adulto prenda in considerazione un racconto rivolto all'infanzia e, ancora più difficile che gli piaccia. Ti ringrazio tanto :rosa:

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