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Talia

Evasione

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Commento

 

Causa - effetto, 

causa - effetto, 

senza tregua

giorno e notte

li connetto. 

 

A volte 

soffoco in questa costrizione 

                                 - abbraccio logico - 

                                      - bacio analogico - 

E così 

sconfino nei diedri più nascosti, 

alla legge di non contraddizione

mai esposti:

 

dove il sale sa di miele

e la polvere pulisce, 

benemale consumano uniti

i loro amplessi stretti. 

 

Là mi assolvo

dall'obbligo razionale 

 

in un orizzonte

                    asintotico infinito

                                                  mi dissolvo.

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@Talia ciao, :)

 

Tocchi un tema per me molto interessante. Ho qualche dubbio sulla prima strofa, è vero che introduce il tema, ma forse spiega troppo e dovendola mantenere lavorerei di più sulla forma. Nell'ultimo verso richiami la rima (effetto del laboratorio?), a quel punto avresti potuto giocartela giocandoti diversamente quelli precedenti.

 

Andando oltre entriamo nel vivo del componimento.

Il 10/3/2020 alle 13:40, Talia ha scritto:

                                 - abbraccio logico - 

                                      - bacio analogico - 

Interessante la forte assonanza dei due versi: è giocabile in tanti modi, anche in un unico verso con rima interna. Da non trascurare anche la vicinanza tra accio e acio.

Ma a parte queste considerazioni formali siamo ancora in una fase argomentativa. Il tema è detto, ma non mostrato: la dimensione è riflessiva e non evocativa.

 

Il 10/3/2020 alle 13:40, Talia ha scritto:

E così 

sconfino nei diedri più nascosti

alla legge di non contraddizione

mai esposti:

Ancora la ricerca di una forma musicale. Sebbene ancora argomentativo ora il linguaggio è più evanescente.

 

Il 10/3/2020 alle 13:40, Talia ha scritto:

dove il sale sa di miele

e la polvere pulisce, 

benemale consumano uniti

i loro amplessi stretti. 

E qui secondo me siamo al cuore del componimento. Hai cercato delle immagini difficilmente concettualizzabili; dunque ti esponi. Sono i versi più preziosi. Gli ossimori mantengono una loro simmetria interna al verso. Ci vedo il tentativo di un controllo, il non volersi abbandonare completamente alla forma analogica ma indicandola.

Quindi un cenno, un suggerimento da cui si va verso la chiusura:

 

Il 10/3/2020 alle 13:40, Talia ha scritto:

Là mi assolvo

dall'obbligo razionale 

 

in un orizzonte

                    asintotico infinito

                                                  mi dissolvo.

Efficace e interessanti i temi dell'orizzonte e del dissolversi. L'orizzonte è quello del senso e la sua determinazione spaziale evoca il punto in cui lo spazio cessa di essere misura e ordine, ma esiste come polo (pre)determinante l'ordine geometrico. Poi abbiamo il dissolversi e in questa riflessione rientra il problema dell'autocoscienza: il pensiero, qui conteso tra logica e intuizione. Dunque sono se mi penso o se mi intuisco? Il confine è labile e dà sfumature diverse a questo concetto.

Ecco, nel finale tocchi temi importanti con un uso raffinato del gioco analogico.

 

La poesia funziona e porta il lettore a una riflessione sui temi da te toccati. Se comunque l'argomento ti interessa e vuoi svilupparlo potresti lavorare su un livello in cui il linguaggio è tenuto assieme da legami logici più labili, sollecitando di più l'intuizione del lettore e dunque attivando di fatto nelle parole quella condizione che richiami.

 

Spero di esserti stato utile.

Alla prossima.

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Ciao @Anglares,

 

Grazie mille per il commento e i suggerimenti :rosa:

 

 

Il 13/3/2020 alle 11:48, Anglares ha scritto:

Tocchi un tema per me molto interessante

Anche io rifletto spesso su queste tematiche. 

 

Il 13/3/2020 alle 11:48, Anglares ha scritto:

forse spiega troppo e dovendola mantenere lavorerei di più sulla forma

Lo so, ma è un po' un mio problema diffuso, ci sto lavorando molto... 

 

Il 13/3/2020 alle 11:48, Anglares ha scritto:

Ancora la ricerca di una forma musicale

A me non dispiace giocare su musicalità e rime, solo che è difficile non risultare banali e non creare filastrocche. 

 

Il 13/3/2020 alle 11:48, Anglares ha scritto:

L'orizzonte è quello del senso e la sua determinazione spaziale evoca il punto in cui lo spazio cessa di essere misura e ordine, ma esiste come polo (pre)determinante l'ordine geometrico. Poi abbiamo il dissolversi e in questa riflessione rientra il problema dell'autocoscienza: il pensiero, qui conteso tra logica e intuizione. Dunque sono se mi penso o se mi intuisco? Il confine è labile e dà sfumature diverse a questo concetto.

Ecco, nel finale tocchi temi importanti con un uso raffinato del gioco analogico.

Esatto! Tu hai espresso proprio ciò che cercavo di far arrivare, sono contenta che tu lo abbia percepito. 

 

Il 13/3/2020 alle 11:48, Anglares ha scritto:

Se comunque l'argomento ti interessa e vuoi svilupparlo potresti lavorare su un livello in cui il linguaggio è tenuto assieme da legami logici più labili, sollecitando di più l'intuizione del lettore e dunque attivando di fatto nelle parole quella condizione che richiami.

Sicuramente ci proverò, grazie mille del consiglio. 

 

Talia 

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Cara @Talia, ha attirato la mia attenzione la tua poesia. Amo i contrasti e una certa loro capacità di essere rapido elenco, asciutto e telegrafico.

Alla secondo lettura e alla terza ho riflettuto sulla prima strofa e su alcuni giochi di rime, che, devo dire, forse scarterei. Per quel che riguarda la prima strofa, forse appesantisce un po' ma potresti riutilizzarla e inserirla nel titolo. Vero che quel causa effetto crea un primo gioco ritmico, che poi riprendi, ma tutto sommato potrebbe diventare un:

 

Causaeffettocausaeffetto

 

e iniziare direttamente con

 

Il 10/3/2020 alle 13:40, Talia ha scritto:

A volte 

soffoco in questa costrizione 

                                 - abbraccio logico - 

                                      - bacio analogico - 

 

rinunciando a una sorta di introduzione che, forse, ti è servita semplicemente a dare l'avvio e che, una volta trovato, puoi mettere da parte.

Mi piace pensare che quell' - abbraccio logico - e - bacio analogico - nonostante io faccia un certo uso di trattini e spesso anche di parentesi quadre potrebbero diventare parole non parole:

 

A volte

soffoco in questa costrizione

                                     abbracciologico

                                             bacioanalogico

 

Avendo eliminato la strofa iniziale, per mantenere un certo ritmo e non risultare didascalica, toglierei quell' 'e così' e proseguirei con

 

Sconfino nei diedri più nascosti,

alla legge di non contraddizione

mai esposti:           

 

E a questo punto mi convinco che il gioco delle rime è voluto e magari frutto del laboratorio poetico. Personalmente credo che, mantenendo quel bellissimo abbracciologico e bacioanalogico che sono il fulcro di tutta la poesia e che liberando il resto dalle rime, ne acquisterebbe ancora di più. Le rime purtroppo hanno il problema di sapere sempre un po' di filastrocca e togliere qualcosa, qui forse a maggior ragione perché usi già delle figure importanti, i contrasti, lo spostamento delle parole, le assonanze. Il resto lo pulirei.

Tornando, quindi, alla legge di non contraddizione, magari puoi giocarci un po' su e lavorarne diversamente la strofa. I diedri più nascosti, ad esempio, riflettendoci sopra sono ridondanti: i diedri danno già l'idea di qualcosa di nascosto. Forse possono essere altro o forse possono essere altro da nascosti. Allo stesso modo il non e il mai rischiano di far intralciare un po' la lettura, per recuperare il senso della frase. Prova a liberarla ancora un po'.

Il 10/3/2020 alle 13:40, Talia ha scritto:

dove il sale sa di miele

e la polvere pulisce, 

benemale consumano uniti

i loro amplessi stretti. 

il benemale mi piace moltissimo, di nuovo un bel contrasto e qui, guarda caso, unito in un'unica parola. A questo punto, anche, l'abbraccio logico e il bacio analogico potrebbero fondersi. 

Io la limerei così:

 

dove il sale sa di miele

e pulisce la polvere,

benemale

si consumano in amplesso (??ancora non suona buona??)

 

Il 10/3/2020 alle 13:40, Talia ha scritto:

Là mi assolvo

dall'obbligo razionale 

 

in un orizzonte

                    asintotico infinito

                                                  mi dissolvo.

                             

Dall'amplesso del bene con il male c'è un salto. Puoi riprodurlo graficamente spostandoti a destra, oppure ridurlo, inserendo ancora un'immagine. Mi piace l'immagine finale e quell'asintonico infinito, ma insieme ad orizzonte diventa forse troppo, di nuovo, e l'assolvo dissolvo mi allontana un po' dal senso, obbligandomi ad ascoltare la rima anziché quel vuoto a cui rimandi alla fine.

Scusa per le proposte, quando scrivo qualcosa di mio ho preso l'abitudine di modificare e limare e ridurre, forse tendo a fare la stessa cosa. L'immagine dell'abbraccio logico e del bacio analogico è assolutamente da mantenere.

 

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Ciao @Elisa Audino,

Grazie mille per il bel commento, ricco e interessante. :rosa:

 

8 ore fa, Elisa Audino ha scritto:

Scusa per le proposte, quando scrivo qualcosa di mio ho preso l'abitudine di modificare e limare e ridurre, forse tendo a fare la stessa cosa. L'immagine dell'abbraccio logico e del bacio analogico è assolutamente da mantenere.

Macché scusarti, le tue annotazioni sono ottimi spunti per me, che devo imparare ancora tutto. 

Non ti nego che, a differenza di come mi scrivi tu, a me le rime un po' piacciono, mi sembra creino enfasi nei punti giusti del testo, una sorta di sottolineatura. Però sì, come dici tu, il rischio cantilena c'è. 

Per il discorso dello snellire/ripulire, hai super ragione, devo lavorare ancora molto in tal senso. 

 

Grazie ancora per tutti i suggerimenti. 

 

Talia 

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