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Coronavirus, Covid19 o come diavolo si chiama quel coso

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@ivalibri che è un bel pasticcio è sicuro, ma non è così che si risolvono le cose. Se l'anno scolastico non si può finire quest'anno, lo si congela e lo si finisce il prossimo; insomma si fa slittare, per tutti. Ma in questa maniera, no. Capisco che vista la situazione straordinaria non si possa bocciare, ma non si può nemmeno promuovere.

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42 minuti fa, M.T. ha scritto:

Si sta discutendo con la scuola di promuovere tutti. Questa non mi sembra una cosa giusta, anzi, è una mancanza di rispetto verso chi si è sempre impegnato.

In una situazione normale, sarei la prima a darti ragione. Il tuo ragionamento non fa una piega. Ti assicuro però, e parlo per esperienza, che a distanza è difficile organizzarsi in una maniera diversa. O forse è meglio dire giusta. Ventun anni fa, in questo stesso periodo, frequentavo la terza liceo in una città a 250 km da quella dove vivevo. In pratica in un'altra regione. Da noi in Serbia a ogni trimestre ci sono le pagelle con i voti e l'anno scolastico finisce a metà giugno. Purtroppo il 24 marzo iniziano i bombardamenti della NATO e la scuola viene chiusa, per riaprire soltanto a settembre. All'epoca internet era una cosa inimmaginabile, lo usavano solo in sala professori (da questo punto di vista i ragazzi di oggi sono molto più fortunati anche se non se ne rendono conto), quindi niente lezioni a distanza. L'anno scolastico compromesso del tutto. Alla fine ci lasciarono i voti del semestre primaverile (anche se ufficialmente finiva ad aprile) e nessuno venne bocciato (di solito, in tempi tranquilli, si facevano lezioni di recupero in estate per chi aveva insufficienze). Devo dire che era un liceo di secchioni, i voti di tutti erano piuttosto alti, della mia generazione almeno. Il ministero d'istruzione non ebbe altra scelta, però a settembre, o meglio durante l'anno, ci fecero recuperare i programmi di tutte le materie per poter arrivare alla maturità preparati (da noi le superiori durano 4 anni, non 5). 

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4 minuti fa, ivalibri ha scritto:

Grazie @Emy  per la tua testimonianza. Credo proprio che si farà così anche qui in Italia. Non voglio paragonare la nostra situazione a una guerra, però è vero che ci sono delle analogie. Dubito che potremo tornare a scuola prima di settembre e quindi quali alternative avremmo? 

Far slittare tutto: quest'anno scolastico non finisce quest'anno ma l'anno prossimo. Già la media di preparazione è bassa, se si passa in questo modo il livello scende ancora più in basso.

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4 minuti fa, ivalibri ha scritto:

Questa è una delle ipotesi che si stanno discutendo, tanto comunque i programmi andranno rivisti. Ho sentito una proposta per cui si dedicherebbe settembre a una sorta di recupero con esami finali per l'ammissione alla classe successiva. Vedremo cosa sarà.

Già, vedremo. Capisco che si debba andare avanti, ma conta anche il come andare avanti. Bisogna pensare che la scuola non è solo qualcosa per ottenere un voto con cui superare delle prove, ma una formazione in cui si creano della basi che devono essere solide e durature: la formazione serve per creare individui che debbono essere capaci e preparati nel futuro.

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1 minuto fa, ivalibri ha scritto:

possono essere i ragazzi a pagare per questo.

Hai ragione e sono d'accordo con le situazioni incerte (quelli tra il 5 e il 6). Ma con ragazzi con tante assenze e materie con 3 e 4, no, non ce la faccio. Personalmente, dopo che mi sono fatto il mazzo tutto l'anno per avere buoni voti, vedere promuovere gente che non ha fatto un bel niente tutto l'anno mi farebbe incavolare parecchio: è una cosa che mi ha sempre dato fastidio, dai tempi delle elementari. L'ho visto fare e questo mi faceva perdere di rispetto verso certi professori e l'ambiente.

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3 ore fa, M.T. ha scritto:

Si sta discutendo con la scuola di promuovere tutti.

Non so perché, ma quando ho sentito la notizia ho ripensato a uno dei libri di Harry Potter in cui a causa degli avvenimenti si annullavano gli esami finali e tutti gli studenti festeggiavano (tranne Hermione).:D Sono d'accordo che non sarebbe giusto promuovere chi non lo merita, d'altra parte vedo la questione in un altro modo: chi ha sempre studiato non subisce svantaggi dal fatto che altri vengano promossi o meno. Ma chi invece ha dei brutti voti perché non si è mai impegnato probabilmente verrà bocciato l'anno prossimo, oppure (e sarebbe auspicabile) approfitterà della "grazia" per darsi una mossa e rimettersi in pari. Il problema del programma saltato (non credo che le lezioni online possano essere efficaci quanto quelle in classe ) è più complicato. Si potrebbe ridurre le vacanze estive e finire più tardi, o ricominciare in anticipo, ad agosto, quando la situazione si spera sarà migliorata. Però non so se sia fattibile.

Leggevo invece più su della questione dell'Europa. Io in questi giorni ho sentito davvero di tutto, ma secondo me la colpa è dei media, che fanno titoli melodrammatici ogni volta che un politico apre bocca. L'Europa si muoverà, coi suoi tempi e i suoi modi, che non necessariamente corrispondono ai nostri bisogni o alle nostre idee, ma lo farà, perché siamo tutti sulla stessa barca (scusate il cliché). Comunque non è vero che l'Europa non si muove. Solo come esempio, il mese scorso c'è stata polemica perché la Germania ha bloccato le esportazioni di dispositivi di protezione, l'Europa è intervenuta e alla fine sono arrivati, ora però scarseggiano anche lì (segno che non è che non volevano darceli per malafede). Ieri ho sentito di aiuti anche dalla Polonia, anche se adesso non trovo più la notizia.

Per quanto riguarda gli aiuti che riceviamo da Paesi extraueropei, è evidente che ognuno tira acqua al proprio mulino, con la scusa della solidarietà. L'unica eccezione è forse la piccola Albania (che non credo abbia secondi fini), il cui aiuto ho trovato davvero commovente. Ovviamente bisogna essere grati per tutti gli aiuti arrivati, ma senza dimenticare che nessuno fa niente per niente. Questo parlando di governi, perché non ho dubbi che i medici cinesi, o anche russi, siano mossi dal sincero desiderio di aiutare.  Però mi irrita non poco che quest'emergenza venga usata in modo strumentale per guadagnarsi favori o alleanze, e ancora di più che i media stiano al gioco, favorendo la discordia globale ed enfatizzando le notizie in modo casuale.

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A proposito del problema della scuola... (è sempre stato un problema dopo il 1968, ma oggi anche di più).

Io sarei daccordo sul fatto di promuovere tutti, studiosi e asini allo stesso livello tanto, peggio di così... Ma metterei una piccola clausola. Ma una clausola non da poco, in effetti. Una percentuale di questi studenti di questo sfortunato 2020 proseguiranno per il diploma, altri a livello universitario... Non ci vuole un genio, io sono un ignorante del resto, per rendersi conto che pur andando avanti molti, moltissimi avranno delle lacune,  ma andranno comunque avanti.

Bene. (Si fa per dire). La clausola è che negli anni futuri, coloro che con questo sistema arriveranno alla laurea (ci arriveranno come eroi) e diventeranno professionisti nei vari campi abbiano la precedenza nell'essere assunti nel mondo del lavoro e vadano a occupare posti di dirigenti d'azienda, di manager vari, architetti, avvocati, politici, medici e quant'altro (che larghezza di vedute, eh?) e amministrino, gestiscano, comandino, dirigano quella parte di società che è stata favorevole a questo sistema.

Non mi si dica che qualche persona impegnata e di spessore, a parole, avrà da protestare se un giorno, dovendo andare in ospedale per subire un'operazione, lui o un suo parente, saprà che a operare sarà un medico che da sbarbatello ha superato un esame, magari di una certa importanza, attraverso uno schermo, magari con il massimo dei voti e bacio virtuale accademico... Sciocchezze... La stessa cosa per una causa in tribunale, per la costruzione di un ponte o di un palazzo e quant'altro. Coloro che furono a favore del liberi tutti, abbiano la dignità (lo so, è una parola fuori luogo) di subirne tutte le conseguenze. Può darsi che vada anche bene.

Come applicare questa regola? Si può, si può, senza ledere la privacy. Basterà semplicemente che di ogni professionista sia ben visibile e pubblico il curriculum scolastico, dall'asilo alla laurea. Se nel curriculum è compreso il 2020 si è detto tutto. Forse è troppo eccessivo lo riconosco, qualcuno potrebbe subire traumi nel posto dove gli esseri umani hanno il cervello...

Mi si dirà che chi ha permesso questo si guarderà bene dal farsi fare qualcosa d'importante da un professionista di quell'elite...  Eh no. Qui subentra la crudeltà lo ammetto, ma del resto anche Cappuccetto Rosso è una novella crudele e nessuno dice niente.

A chi ha permesso questo stato di cose non dovrà essere consentito di ricorrere a professionisti con un altro curriculum di studi nel quale il 2020 sia stato sublimato (dico sublimato, sebbene sia un termine inopportuno) con una cosa molto elementare: ripetere l'anno e ricominciare daccapo. Come costringere  i riottosi benpensanti che temono conseguenze sulla loro  tonica pelle palestrata  ad applicare questa dispotica disposizione? Come facevano gli antichi: un paio di sonori ceffoni e una scarica di calci  bene assestati nel fondo schiena. Certo, poi subentra una querela. La pratica sarà trattata da un avvocato con nel curriculum studi l'anno 2020. E così via, da qui all'eternità.

(Non avrei mai immaginato nel mio peggiore incubo distopico  simili oscenità...)

 

 

 

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@Alberto Tosciri Forse si dovrebbe fare come dici: così, quelli che pensano che tutti debbano essere promossi e che criticano chi fa notare come questo modo di fare sia errato, vedrebbe le conseguenze di tale scelta.

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7 ore fa, M.T. ha scritto:

Se l'anno scolastico non si può finire quest'anno, lo si congela e lo si finisce il prossimo; insomma si fa slittare, per tutti. Ma in questa maniera, no.

Per far perdere l'anno anche a chi non lo merita? No grazie... Chi avrà lacune sarà aiutato i primi mesi del prossimo anno e se non le recupererà potrà essere bocciato alla fine.

Ma far perdere l'anno a tutti mi sembra veramente assurdo.

 

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2 minuti fa, Riccardo Zanello ha scritto:

Per far perdere l'anno anche a chi non lo merita? No grazie... Chi avrà lacune sarà aiutato i primi mesi del prossimo anno e se non le recupererà potrà essere bocciato alla fine.

Ma far perdere l'anno a tutti mi sembra veramente assurdo.

 

anche far passare  quelli che hanno tutti quattro è assurdo e ingiusto.

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5 minuti fa, M.T. ha scritto:

anche far passare  quelli che hanno tutti quattro è assurdo e ingiusto.

Condivido il tuo pensiero. Come si dice dalle mie parti, in questo modo a queste persone si fa favore dell'asino. Però sono anche dell'opinione che non si può far pagare a tutti gli studenti per un gruppo di pochi. Perdere l'anno vuol dire rifare tutto daccapo, ma francamente non ha senso. Sarò forse impopolare, ma è la vita che poi farà avanti a chi se lo merita - almeno dovrebbe essere così - perché per quanto uno sia facilitato evitando la bocciatura, non può comprare con nessun diploma una cosa fondamentale: educazione. 

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14 minuti fa, M.T. ha scritto:

anche far passare  quelli che hanno tutti quattro è assurdo e ingiusto.

è sicuramente ingiusto ma anche la situazione che si è creata è ingiusta. Tra l'ingiustizia di far perdere l'anno a chi era in regola con gli studi e quella di farlo passare a chi non lo meriterebbe preferisco la seconda. Ci penseranno i docenti il prossimo anno a controllare che chi era indietro recuperi il terreno perduto. Per quanto riguarda la maturità mi sembra invece che si stiano attrezzando per fare egualmente gli esami così come per l'università...

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17 minuti fa, Emy ha scritto:

Però sono anche dell'opinione che non si può far pagare a tutti gli studenti per un gruppo di pochi.

Sono più quelli che vanno male che quelli che vanno bene: era così ai miei tempi (con tre/quattro per classe che davvero studiavano e gli altri passavano con aiuti) , ora è peggiorata la cosa.

 

19 minuti fa, Emy ha scritto:

Sarò forse impopolare, ma è la vita che poi farà avanti a chi se lo merita - almeno dovrebbe essere così - perché per quanto uno sia facilitato evitando la bocciatura, non può comprare con nessun diploma una cosa fondamentale: educazione. 

L'Italia ha insegnato che vanno avanti raccomandati e furbetti. Triste realtà, ma questo è quanto. E infatti si vede com'è messo il paese.

 

15 minuti fa, Riccardo Zanello ha scritto:

è sicuramente ingiusto ma anche la situazione che si è creata è ingiusta.

Sul virus ti do ragione: è ingiusto. Ma la gestione (non solo dell'Italia, ma di tanti paesi) è responsabilità dell'uomo e poteva andare meglio, se ci fosse consapevolezza della gravità della situazione (e ci sono persone che ancora non ce l'hanno).

 

17 minuti fa, Riccardo Zanello ha scritto:

l'ingiustizia di far perdere l'anno a chi era in regola con gli studi e quella di farlo passare a chi non lo meriterebbe preferisco la seconda.

D'accordo, attuiamo la seconda, ma mettiamo questa clausola: visto che la promozione alcuni non se la sarebbero meritata, se la dovranno meritare il prossimo anno. Tradotto: se l'anno prima si aveva quattro, la sufficienza non basterà per passare, occorrerà avere otto. Se si aveva cinque ci vorrà il sette, se si aveva il tre occorrerà il nove. Deve cominciare a passare la mentalità che impegno e merito non sono cose bistrattate come lo sono state finora, ma sono una necessità da avere.

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Io credo che le misure prese dal governo in merito alla scuola, come in altri campi, anche se imperfette (ma chi lo è, perfetto?), siano l'unica cosa possibile, compatibilmente con la situazione. Credo che la scuola sia importante, ma che ancora di più lo sia l'atteggiamento mentale con cui i giovani affronteranno la vita e, detto tra parentesi, non mi pare che questa generazione di giovani stia facendo peggio delle nostre generazioni passate, della mia in particolare. La scena su cui il mondo sta recitando l'abbiamo approntata noi, e sarebbe il caso di iniziare a fare un po' di sana autocritica, sperando che il futuro possa vedere un'umanità meno consumista e più solidale, con se stessa e con l'ambiente che la ospita. 

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15 ore fa, Alberto Tosciri ha scritto:

A chi ha permesso questo stato di cose non dovrà essere consentito di ricorrere a professionisti con un altro curriculum di studi

 

Il problema è che "questo stato di cose" esiste da almeno 50 anni (e oltre). Un certo tipo di classe professionale (e politica) ha proliferato anche per nepotismo, favoritismo, scambio, che tutte le generazioni pregresse fino a quella attuale hanno consentito. E purtroppo, sì, molte persone sono gia state operate anche da chi è diventato medico per quel nepotismo, favoritismo, compravendita di esami, eccetera. E magari lo sono state e ci hanno rimesso vita o salute proprio quelle che non c'entravano nulla e non chi lo ha davvero permesso e se lo sarebbe meritato (perché quelli vanno all'estero a farsi operare dai luminari). Allo stesso modo e per lo stesso motivo molti criminali sono stati difesi da superavvocati arrivati a spinte (molto spesso mafiose) o assolti da magistrati che hanno persino revocato sentenze.

Per cui sono concorde con Cheguevare quando dice:

 

1 ora fa, cheguevara ha scritto:

non mi pare che questa generazione di giovani stia facendo peggio delle nostre generazioni passate,

 

e con M.T.:

 

11 ore fa, M.T. ha scritto:

L'Italia ha insegnato che vanno avanti raccomandati e furbetti. Triste realtà, ma questo è quanto. E infatti si vede com'è messo il paese.

 

Nulla di nuovo, purtroppo, per cui a mio parere non sarà questo eventuale provvedimento riguardante l'anno scolastico 2020 a peggiorare la situazione in sé, perché il problema non è una norma eccezionale da applicare, ma un'intera mentalità radicata da moltissimi anni che prolifera tutt'ora e che andrebbe debellata. E il compito dovrebbe certamente spettare alla scuola, alla cultura, eccetera, ma se il cambiamento non parte essenzialmente da un moto interiore, da una presa di consapevolezza che non porti al solito "chiudo gli occhi e vado avanti tanto tutti fanno così e il mondo non si può cambiare", ma a al giusto funzionamento di una coscienza e di una salda morale interna, vivremo per sempre in una trapola che noi stessi ci siamo costruiti. Così bene da non poterne più evadere.

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4 minuti fa, ElleryQ ha scritto:

ma se il cambiamento non parte essenzialmente da un moto interiore, da una presa di consapevolezza che non porti al solito "chiudo gli occhi e vado avanti tanto tutti fanno così e il mondo non si può cambiare", ma a al giusto funzionamento di una coscienza e di una salda morale interna, vivremo per sempre in una trapola che noi stessi ci siamo costruiti. Così bene da non poterne più evadere.

I nodi sono venuti al pettine,  era inevitabile. Il risanamento delle coscienze è indispensabile. Si deve ripartire ancora una volta dai bambini, tornare all'educazione senza demandare il tutto a soggetti astratti, servono anche quelli, certo – come la scuola – ma solo per essere affiancati alla presenza genitoriale. La "sana società" non è un gioco da tavolo da fare con gli amici, la si costruisce educando (le nuove generazioni, visto che le vecchie sono ormai bruciate) al sentimento di rispetto, altruismo e onestà.  Con la cattiva (società) tutti ne pagano le conseguenze, come adesso.   

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23 minuti fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

(le nuove generazioni, visto che le vecchie sono ormai bruciate) 

 

Sinceramente lo trovo un alibi puro e semplice il fatto di delegare il futuro solo alle "nuove generazioni" e considerare bruciate le "vecchie".

È troppo comodo per noi, che facciamo parte delle seconde. Abbiamo sempre delegato ogni cosa a tutti, soprattutto a chi "è tenuto a farlo", magari per professione o per ideologia; ci siamo creati eroi e santini da piangere, abbiamo fatto agiografia per esimerci dal dovere (e lo abbiamo dimostrato anche in questa circostanza, elevando medici e altri lavoratori a eroi, mentre molti di noi continuavano a uscirsene a fare "due passi col cane").

La responsabilità è di tutti, ognuno deve fare la propria parte, il proprio dovere quotidiano. In ogni cosa, anche nel proprio "piccolo" (che unito agli altri è un insieme enorme) e non solo per questa situazione attuale. Superato, si spera, il Covid19, trovato un vaccino, continueremo a fare i conti con altri "virus" sociali da debellare.

La società siamo tutti, generazioni vecchie e nuove, delegare a quelle "future" è ciò che sempre abbiamo fatto e non ha funzionato!

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11 minuti fa, ElleryQ ha scritto:

È troppo comodo per noi, che facciamo parte delle seconde. Abbiamo sempre delegato ogni cosa a tutti, soprattutto a chi "è tenuto a farlo", magari per professione o per ideologia; ci siamo creati eroi e santini da piangere, abbiamo fatto agiografia per esimerci dal dovere (e lo abbiamo dimostrato anche in questa circostanza, elevando medici e altri lavoratori a eroi, mentre molti di noi continuavano a uscirsene a fare "due passi col cane").

La responsabilità è di tutti, ognuno deve fare la propria parte, il proprio dovere quotidiano. In ogni cosa, anche nel proprio "piccolo" (che unito agli altri è un insieme enorme) e non solo per questa situazione attuale. Superato, si spera, il Covid19, trovato un vaccino, continueremo a fare i conti con altri "virus" sociali da debellare.

La società siamo tutti, generazioni vecchie e nuove, delegare a quelle "future" è ciò che sempre abbiamo fatto e non ha funzionato!

Sono assolutamente d'accordo, tutti abbiamo le nostre responsabilità e tutti dobbiamo impegnarci a migliorare, se non risolvere, la situazione,  ma nel mio dialetto esiste un proverbio che dice: 'u lignu tortu nun s'addrizza (il legno storto non si raddrizza).

Il problema è che la gente, oggi, è abituata a fare ciò che gli pare e piace in tutti i campi, senza rispettare niente. Vedi l'indisciplina verso il divieto per il coronavirus! Cosa si può fare? Solo inasprire le pene. Essendo convinta del fatto che "prevenire è meglio che curare", immagino sia giunto il momento di pensare al futuro. Un albero si pianta, si cura e lo si fa crescere bene, finché dia i suoi frutti buoni a sfamare la società (ci sarà sempre qualche albero storto è ovvio, cambierà però la percentuale). Il discorso è molto semplice, non esiste nulla di complesso, nessuna elucubrazione concettuale, religiosa o quant'altro. 

Se poi credi che la mia ipotesi sia solo un vecchio sistema che non ha funzionato, non ci resta che la galera :D. Io non penso di tornare indietro, penso che con la maturità/civilizzazione acquisita si potrebbe fare molto e meglio. Ma... 

In ogni caso le statistiche dicono che le nuove generazioni sono ridotte all'osso (in Italia calo delle nascite impressionante, e andrà sempre "meglio", fidati).  

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49 minuti fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

Essendo convinta del fatto che "prevenire è meglio che curare", immagino sia giunto il momento di pensare al futuro. Un albero si pianta, si cura e lo si fa crescere bene, finché dia i suoi frutti buoni a sfamare la società (ci sarà sempre qualche albero storto è ovvio, cambierà però la percentuale). Il discorso è molto semplice, non esiste nulla di complesso, nessuna elucubrazione concettuale, religiosa o quant'altro. 

 

E su questo siamo d'accordo. Ma la prevenzione per ottenere la cura futura, il far crescere nuovi alberi sani, dipende da noi stessi.

Se un albero ha deviato il fusto per un determinato motivo, non lo si può raddrizzare forse, ma si può aggiungere un sostegno affinché non crolli.

Quel sostegno è la nostra coscienza, che non può venir meno solo perché siamo adulti. Per fortuna non siamo alberi, no siamo di legno e un'abitudine insana la si può cambiare in qualsiasi momento.

 

49 minuti fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

nel mio dialetto esiste un proverbio che dice: 'u lignu tortu nun s'addrizza (il legno storto non si raddrizza).

 

Nel mio ne esiste uno che dice: Ogni petra azza parite.

Ogni più piccola pietra contribuisce a edificare. Ognuno nel proprio piccolo. È dalla volontà e dall'impegno individuali che bisognerebbe ripartire.

Non è mai tardi per "educare" anche le vecchie generazioni, per far prendere delle consapevolezze e indurre al cambiamento. Poi, certo, dipende molto dalla volontà e dalla coscienza di ciascuno. Ma Responsabili lo siamo tutti.

 

49 minuti fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

Se poi credi che la mia ipotesi sia solo un vecchio sistema che non ha funzionato, non ci resta che la galera :D.

 

Che in determinati casi non guasta. Io mi auguro, però,  che quel che ci resta sia appunto la volontà e la capacità di agire, l'Impegno.

Anche semplicemente il parlarne come stiamo facendo, puché porti almeno a una riflessione e a una presa di consapevolezza.

Se vedo una persona che nel sonno si dimena e soffre per un incubo, posso dire: "Ma sì, sta dormendo, tanto è solo un sogno", o posso svegliarlo e comprendere cosa gli sta acadendo.

Se vedo una società che va a rotili, posso chiudere gli occhi e girare le spalle, o posso contribuire nel mio quotidiano a migliorarla con un semplice gesto, compiendo un mio dovere, raccontando ciò che accade in un libro che faccia a sua volta pensare qualcuno; raccogliendo gli escrementi del cane, restando a casa quando è importante farlo, non accettando uno scambio di voti, non gettando una carta per strada... e possiamo andare avanti all'infinito con gli esempi delle piccole cose che potremmo fare. Noi. Ora! Perché le "generazioni future" abbiano l'esempio corretto e lo stimolo a ripetere un modello virtuoso. Parlare e insegnare teorie è facile, dimostrare di essere in un certo modo è più complesso, ma più efficace.

 

49 minuti fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

In ogni caso le statistiche dicono che le nuove generazioni sono ridotte all'osso (in Italia calo delle nascite impressionante, e andrà sempre "meglio", fidati).

 

Bene, allora le soluzioni sono due: o iniziare ad accoppiarci come conigli, o decidere finalmente di cambiare le cose. :D

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4 minuti fa, ElleryQ ha scritto:

Non è mai tardi per "educare" anche le vecchie generazioni, per far prendere delle consapevolezze e indurre al cambiamento.

Anche qui sono/sarei d'accordo, ma quanta gente è già morta con l'epidemia? quanto altri ne devono morire per farci capire che dobbiamo stare a casa?  

Se non cambiamo adesso, dopo questa esperienza, uscirne vivi non sarà servito a niente. 

Ma sono ottimista, ce la faremo.

E... chi si sveglia bene, per gli atri le catene ai piedi. :D

Come pensi si possa procedere, quale può essere il modo/metodo giusto per educare la gente?  (educare alle cose più importanti, non solo a ubbidire a un decreto). Certo basterebbe che ognuno di noi si fermasse a riflettere sul proprio comportamento, su ciò che è stato fino ad oggi, ma credo che i più, al momento, riflettano solo su cosa faranno appena sta cammurria (scocciatura) sarà finita. Non siamo più abituati a riflettere, siamo molto abili, invece, ad architettare come ottenere il massimo impegnandoci meno. Fino ad ora ci era andata bene, c'erano i pozzi pieni, ma ora che abbiamo bruciato ogni risorsa? Adesso viene il bello.

Sarà il momento per tirare fuori il meglio di noi stessi. L'umanità ha, per fortuna, qualcosa che nessuno gli toglierà mai (e che la rende diversa dagli animali), è il pensiero, l'unica luce capace di diradare l'oscurità.  

Non dimentichiamo il Rinascimento, L'Illuminismo...  Ecco, aspiriamo a qualcosa del genere e anche di più. 

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55 minuti fa, ElleryQ ha scritto:

Bene, allora le soluzioni sono due: o iniziare ad accoppiarci come conigli, o decidere finalmente di cambiare le cose. :D

Credo che sia proprio meglio cercare di cambiare: accoppiarsi come conigli servirebbe solo ad aumentare esponenzialmente il numero degli umani che, rispetto a ciò che il pianeta può dare e sopportare, sono indiscutibilmente troppi. Il "crescete e moltiplicatevi", predicato dalle religioni monoteiste, appare oggi quanto mai anacronistico.

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5 minuti fa, mercy ha scritto:

Credo che non sia troppo tardi per noi "vecchi", anzi. Abbiamo la possibilità di fermarci per un attimo e ristabilire le giuste priorità. Siamo di fronte allo specchio delle nostre responsabilità riguardo quello che non funziona. Un bel respiro profondo, e poi diamo il meglio di cui siamo capaci.

E il modo giusto per educare ed educarci, sempre, sarà quello dell'impegno quotidiano. Cerchiamo di lasciare un mondo migliore di quello che abbiamo trovato.

Dobbiamo crederci 😘

Rallentare la giostra può farci anche bene (con il dovuto rispetto per chi sta soffrendo).

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6 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

Dobbiamo crederci 😘

Rallentare la giostra può farci anche bene (con il dovuto rispetto per chi sta soffrendo).

Infatti. La battuta d'arresto inferta dal virus al Dio PIL potrebbe anche segnare l'inizio di una progressiva e controllata "decrescita felice" (lo slogan politico non c'entra). 

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12 ore fa, cheguevara ha scritto:

Infatti. La battuta d'arresto inferta dal virus al Dio PIL potrebbe anche segnare l'inizio di una progressiva e controllata "decrescita felice" (lo slogan politico non c'entra). 

Ma, porca paletta. Questo significherebbe che il virus ha vinto. Non solo facendo soffrire tante persone, ma anche costringendoci a cambiare.

L'atteggiamento per me dovrebbe essere: vincere il virus e ripartire più forti di prima.

Non so se ce la faremo, ma non dobbiamo rassegnarci a una sorta di voglia di medioevo

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2 ore fa, camparino ha scritto:

L'atteggiamento per me dovrebbe essere: vincere il virus e ripartire più forti di prima.

Non so se ce la faremo, ma non dobbiamo rassegnarci a una sorta di voglia di medioevo

 

Sono concorde col ripartire più forti di prima e per quel che mi riguarda mi riferivo a una presa di consapevolezza accompagnata a un impegno a migliorarsi anche a livello di responsabilità sociali, non a regredire.

Se poi, invece, si confonde la possibilità di agire con maggiore solidarietà, moralità, responsabilità comune, gestione adeguata delle risorse economiche ed energetiche (in questi giorni la gente ha incredibilmente scoperto come si possa lavorare bene da casa incrementando la produttività e diminuendo l'inquinamento, come si possano preparare da sé cibi sani e non surgelati e industrializzati, come la qualità della vita migliori con meno frenesia, come i tagli alla sanità abbiano portato a congestioni delle strutture quando si sarebbero potuti applicare altrove) col medioevo, su questo mi sento meno d'accordo.

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Ospite

Personalmente spero, anche se purtroppo non ci conto troppo, che dopo tutto questo ci si renda conto dell’importanza per la società di tutta una serie di lavoratori che di solito sono sminuiti e disprezzati, oltre che sottopagati: non solo gli infermieri, ma gli autisti di ambulanze, il personale delle case di riposo, i dipendenti dei supermercati, i netturbini, i corrieri... 

Speriamo che passato il peggio meritino il rispetto e migliori condizioni lavorative.

Ma ripeto: non ci conto troppo

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46 minuti fa, Befana Profana ha scritto:

Personalmente spero, anche se purtroppo non ci conto troppo, che dopo tutto questo ci si renda conto dell’importanza per la società di tutta una serie di lavoratori che di solito sono sminuiti e disprezzati, oltre che sottopagati: non solo gli infermieri, ma gli autisti di ambulanze, il personale delle case di riposo, i dipendenti dei supermercati, i netturbini, i corrieri... 

Speriamo che passato il peggio meritino il rispetto e migliori condizioni lavorative.

Ma ripeto: non ci conto troppo

Aggiungerei agricoltori e allevatori, cioè quelli che danno da mangiare a tutta la baracca. I prodotti stanno marcendo nei campi perché nessuno vuole andare a raccoglierli: dove arriveranno in un futuro prossimo i prezzi di frutta e verdura?

 

2 ore fa, camparino ha scritto:

Ma, porca paletta. Questo significherebbe che il virus ha vinto. Non solo facendo soffrire tante persone, ma anche costringendoci a cambiare.

L'atteggiamento per me dovrebbe essere: vincere il virus e ripartire più forti di prima.

Non so se ce la faremo, ma non dobbiamo rassegnarci a una sorta di voglia di medioevo

Per sconfiggere il virus dovremo cambiare, anzi, stiamo già cambiando, volenti o nolenti. Rendere "felice" una decrescita già in atto e inevitabile per il futuro, non significa voler tornare al medioevo. Significa dare valore alle cose importanti ed eliminare ciò che non solo è superfluo, ma anche dannoso per l'ambiente e per l'intero genere umano. Se non lo faremo volontariamente e consapevolmente, saranno le circostanze - per esempio la diminuzione del reddito - ad obbligarci: cosa sarà prioritario tra mangiare, pagare affitto o mutuo, bollette e magari cure veterinarie per l'animale di famiglia, e andare in palestra, fare cure estetiche, crociere da sogno, eccetera? Gli straricchi non si porranno il problema, ma il restante novantapercento di comuni mortali lo sentirà, eccome. Prepararsi a questo sarebbe, a mio avviso, un atteggiamento mentale costruttivo e consapevole.

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Ospite
44 minuti fa, cheguevara ha scritto:

Aggiungerei agricoltori e allevatori,

certo: produttori, braccianti agricoli, magazzinieri, operai, spedizionieri, tecnici (elettricisti ma non solo), tutti quelli che stanno mantenendo possibile la vita in confinamento per gli altri e di cui solo ora si scopre l'importanza (e che probabilmente si tornerà a ignorare finita l'emergenza).

Anch'io vorrei credere che tutto ciò servisse almeno a ripensare il sistema ottuso in cui viviamo (non pretendo che si esca dal capitalismo, ci ho quasi, solo quasi, rinunciato), a partire dalla privatizzazione e sottomissione alle regole del mercato di servizi primari quali la sanità o i trasporti. E a ricordarsi di tutta quella parte di popolazione lasciata ai margini della società (no, su questo non ci spero troppo: sono lasciati ai margini anche dalle misure di profilassi nella pandemia attuale).

Mi piacerebbe che il dopo-pandemia vedesse un ripensamento delle relazioni interne alla società e della relazione distruttrice dell'uomo al pianeta. Che tra l'altro è distruttrice per noi, perché la Terra evolverà e si adatterà come sempre, quello che stiamo esaurendo è la nostra possibilità di esisterci, sulla Terra.

Specie molto intelligente ma poco lungimirante, l'umano.

 

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3 ore fa, cheguevara ha scritto:

I prodotti stanno marcendo nei campi perché nessuno vuole andare a raccoglierli: dove arriveranno in un futuro prossimo i prezzi di frutta e verdura?

Sì , abbiamo idea. Quello che non capisco è tenere aperti i supermercati e non pensare alla filiera delle coltivazioni. Semplicemente assurdo, non di tratta di saltare una stagione, bensì questa e la prossima, quindi andranno in malora due anni di coltivazione. Bene, un applauso a chi dice di mantenere in attività i settori di prima necessità. 

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