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L'editoria ai tempi del Coronavirus

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@Bambola Mah, non sono proprio d'accordo. E' vero, i lettori forti preferiscono spendere in libri piuttosto che in altro. Però, ci sono anche i lettori normali e quelli che leggono di tanto in tanto ma che comunque spingono il settore. Inoltre, anche tra i lettori forti ci sono coloro che già prima di questa pandemia dovevano fare bene i conti per comprare i libri che volevano, rinunciando a prescindere a tutto il resto e sfruttando al massimo offerte e buoni sconto. Chi non è a stipendio fisso o coloro che hanno perso il lavoro, anche se lettori forti, avranno come primo pensiero l'acquisto di libri? Non penso. Prima verranno l'affitto, la spesa, le tasse, le bollette, le medicine, rimpolpare i risparmi spesi durante l'emergenza. Poi arriveranno i libri e le spese culturali. O magari torneranno a comprare però meno di prima appunto perchè ci saranno altre esigenze.

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 @Lizina è ovvio che si parla di acqusti che vengono dopo farmaci e affitto. La mia era una riflessione su noi piccoli autori del WD non sul settore né sulle esigenze primarie di chi non ce la fa. Comunque, off topic, spesso chi non ce la fa e si lagna ha in casa tanta di quella tecnologia da fare invidia a Media World.

Nel mio piccolo, anzi minuscolo, accadono cose inaspettate, tipo che gli editori rispondono molto più adesso dello scorso anno. Più tempo per valutare i testi perché il resto del lavoro è bloccato? Semplicemente ho contattato editori diversi e sto giro mi è andata meglio? Umanità dilagante? (Questo sarebbe bellissimo!) Non lo so, mi limito a portare le mie esperienze. Non vivo su marte, anzi in Lombardia l'ho già detto e mi va di ribadirlo, ho le mie preoccupazioni e tutto il resto ma se pensassimo solo a chi si troverà in mezzo a una strada allora gi editori potrebbero chiudere tutti all'istante (gettando in mezzo alla strada pure i loro dipendenti), assieme a gioiellieri e molto molto molto altro. Negli anni 70 quando io ero bambina, la situazione economica della mia famiglia non era certo rosea, eppure mai hanno smesso di leggere.

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Come qualcuno di voi sa ho un blog a tema letterario, vorrei usare queste righe per chiedere agli editori che seguono questo forum se hanno voglia di essere intervistati su questo tema. So che dovrei postare nel topic dedicato al mio blog ma vorrei fare un po' di "servizio pubblico" e sicuramente un messaggio qui ha più risonanza. Cancellate pure il post se lo ritenete inadeguato, spero capirete le mie intenzioni.

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Adesso, JohnnyBazookaBic ha scritto:

Come qualcuno di voi sa ho un blog a tema letterario, vorrei usare queste righe per chiedere agli editori che seguono questo forum se hanno voglia di essere intervistati su questo tema. So che dovrei postare nel topic dedicato al mio blog ma vorrei fare un po' di "servizio pubblico" e sicuramente un messaggio qui ha più risonanza. Cancellate pure il post se lo ritenete inadeguato, spero capirete le mie intenzioni.

Noi siamo disponibilissimi. Scrivici in privato, oppure a info@aporema.com

 

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Aie (associazione editori italiani): 18.600 titoli pubblicati in meno in un anno, 39,3 milioni di copie che non saranno stampate, 2.500 titoli che non saranno tradotti.

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14 ore fa, Sjø ha scritto:

Aie (associazione editori italiani): 18.600 titoli pubblicati in meno in un anno, 39,3 milioni di copie che non saranno stampate, 2.500 titoli che non saranno tradotti.

sì avevo letto già da qualche giorno, e speriamo che siano tutti di cantanti, chef e influencer.

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@Bambola purtroppo credo di no: pubblicheranno quelli che vendono di più per recuperare fatturato. 

I dati aggiornati ad oggi dicono 23000 testi in meno.

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Ma che bello, un influencer o uno chef o un cantante mi ha messo la freccia rossa. Emoscion, magari la Ferragni.:yahoo:

Comunque in Italia si pubblicano troppi libri, adesso scherzi a parte, la vita di ognuno è sempre più breve, subito incalzato da chi arriva dopo, se non parte col botto ci si dimentica subito di lui e via. Come sistame non funziona per niente.

Personalmente ho diverse pubblicazioni in corso, alcune rimandate, ma nessuna annullata.

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@Bambola una freccia verde te l'ho messa io. Comunque sì hai ragione,. è un mercato congestionato. Non parlavo comunque di annullamenti ma di mancate nuove acquisizioni. E io ignorante che pensavo che, essendo l'editoria in crisi da tempo, non ne avrebbe risentito più di tanto.

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Come dire: tanto era già in crisi.

Però crisi + crisi = non ce la si fa più.

Se una coppia è in crisi e arriva la tramvata o la  nuova crisi diventa uno sprone per ripartire sul serio o non regge e si separa.

Io credo che sarà molto più difficile proporsi agli editori. Questo lo diceva anche Stefania Crepaldi, editor abbastanza nota.  O sei già famoso (solita menata) o altrimenti già non si rischiava, figuriamoci ora. Chiederanno testi sempre più perfetti, dove non tocca metterci mano (per non pagare troppo di editing, supposizione mia).

A spanne siamo a 1/3 di pubblicazioni in meno rispetto al 2019, speriamo appunto possa prevalere la qualità.

Si pubblicherà meno perché i super piccoli rischiano di fallire, meno editori = meno pubblicazioni.

 

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@Bambola quello che fa rabbrividire è che nel decreto salva Italia non siano nemmeno presi in considerazione gli editori. Questo avrebbe aiutato la categoria.

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Non potremmo ragazzi creare e firmare una petizione affichè il governo fornisca sostegno all'Editoria in questo momento di crisi?

Siamo tanti, sempre alla ricerca di un editore che punti sui nostri testi su di noi ma a me sembra arrivato il momento di provare a fare qualcosa in più per loro.

Si potrebbe creare un post apposito.

Che ne dite?

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26 minuti fa, Sjø ha scritto:

Non potremmo ragazzi creare e firmare una petizione affichè il governo fornisca sostegno all'Editoria in questo momento di crisi?

Tipo quelle tramite Change.org? Non è male come idea. La domanda è: basterà? Non so quanto possa funzionare, o meglio quanta reale influenza possa avere sul governo. Per il resto il mio appoggio, e anche la firma, ce l'hai. 

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@Emy grazie! Ho creato una discussione apposita qui

Sì comunque parlo di Change.org, alcune petizioni sono andate a buon fine, non si può sapere se non si prova, in questo forum siamo tanti, se anche solo un 10% di noi firmasse sarebbero comunque un migliaio di firme.

Non ho mai compilato una petizione, magari servirebbe un avvocato, credo qui dentro ce ne siano.

 

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Leggendo un po' di articoli in giro su internet, ne ho trovati un paio che parlano di un incremento piuttosto consistente delle vendite di libri online. Uno è addirittura su ANSA.it ed è del 21 marzo. Poi ho trovato questo qui del 30 marzo che addirittura riferisce di un incremento del 30%:  

https://www.dday.it/redazione/34768/vendite-notebook-italia-dati-gfk-covid19

Addirittura i Promessi Sposi con incremento 116% (di certo per la questione della peste manzoniana, ecc.)

Che dire? Sarebbe una comunque gran bella cosa in un momento così delicato, sia per le CE (che avrebbero un po' di respiro) che ovviamente per noi autori. Qualcuno ha conferme su questi dati?

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@Whispering Wind quello che dici è in totale controtendenza ai dati che ho riportato poco sopra e le fonti sembrano autorevoli.

 

 

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1 ora fa, Sjø ha scritto:

@Whispering Wind quello che dici è in totale controtendenza ai dati che ho riportato poco sopra e le fonti sembrano autorevoli.

 

 

Io non dico nulla, mi sono limitato a riportare alcune notizie che ho letto (di cui chiedevo appunto conferma). Di certo non dispongo personalmente di dati del genere. Comunque, nel mio post si faceva riferimento alle vendite online e non a quelle in assoluto. Vendite online che, leggo ancora, sembrano volare in Gran Bretagna dove "la catena Waterstone ha visto un incremento degli acquisti online nell'ordine del 400%" (Il Giornale di Brescia - articolo del 29.03.2020).

Aggiungo alcune mie riflessioni.

Mai come in questa fase storica, il futuro di una miriade di attività commerciali e non (comunque afferenti al cd. terzo settore) è rappresentato dall'utilizzo della rete. E questo soprattutto in Italia dove, in tal senso, siamo ancora piuttosto indietro. Ebbene, penso che il mercato del libro non sia assolutamente esente da questa prospettiva, anzi. Non mi esprimo sull'impatto che questo possa avere sulle librerie a cui auguro, ovviamente, una pronta ripresa...ma credo che l'andazzo sarà quello lì.

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12 ore fa, Whispering Wind ha scritto:

Io non dico nulla, mi sono limitato a riportare alcune notizie che ho letto (di cui chiedevo appunto conferma). Di certo non dispongo personalmente di dati del genere. Comunque, nel mio post si faceva riferimento alle vendite online e non a quelle in assoluto. Vendite online che, leggo ancora, sembrano volare in Gran Bretagna dove "la catena Waterstone ha visto un incremento degli acquisti online nell'ordine del 400%" (Il Giornale di Brescia - articolo del 29.03.2020).

Aggiungo alcune mie riflessioni.

Mai come in questa fase storica, il futuro di una miriade di attività commerciali e non (comunque afferenti al cd. terzo settore) è rappresentato dall'utilizzo della rete. E questo soprattutto in Italia dove, in tal senso, siamo ancora piuttosto indietro. Ebbene, penso che il mercato del libro non sia assolutamente esente da questa prospettiva, anzi. Non mi esprimo sull'impatto che questo possa avere sulle librerie a cui auguro, ovviamente, una pronta ripresa...ma credo che l'andazzo sarà quello lì.

Purtroppo (o per fortuna?) noi siamo in Italia e appunto piuttosto indietro, siamo forse il paese che legge di meno al mondo e  tra i più dipendenti dal cellulare (che dall'avvento di whatsapp  distoglie più che mai l'attenzione e certo non facilita la lettura). Mai come in questo periodo sono continuamente distratta dai messaggini e le notizie dei media, ma può darsi che se continua la quarantena la gente cominci a stufarsi dei TG, dei continui inviti sulle chat, degli incontri su zoom e affini, e riscopra il bisogno di una sana introspezione tornando a riassaporare il piacere di stare da soli con il proprio libro. Io spero in questo anche se mi è già stato fatto notare che pecco di ottimismo.

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Sicuramente la crisi impatterà anche sugli editor, nella misura in cui gli autori saranno meno disposti, in tempi di vacche magre, a sborsare centinaia di quattrini per farsi revisionare i propri lavori senza che questo conduca necessariamente alla pubblicazione presso qualche casa editrice. Per contro, è possibile che aumenti sensibilmente il ricorso al variegato mondo del self publishing. 

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@Whispering Wind nell'articolo che hai linkato non riesco a capire se i dati si riferiscono alle vendite online del cartaceo, dell'ebook o di entrambi (magari mi sono persa io l'informazione).

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Questo è l'anteprima di un articolo uscito su La Stampa ieri, è di Nicola Lagioia. Per chi non lo conoscesse è il direttore del Salone del libro, oltre ad editor e autore minimum fax ed Einaudi.

https://www.lastampa.it/topnews/edizioni-locali/torino/2020/04/03/news/nicola-lagioia-gli-editori-finora-sono-stati-creativi-adesso-tocca-allo-stato-sostenerli-1.38673046

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2 ore fa, *Antares* ha scritto:

@Whispering Wind nell'articolo che hai linkato non riesco a capire se i dati si riferiscono alle vendite online del cartaceo, dell'ebook o di entrambi (magari mi sono persa io l'informazione).

Hai ragione, in effetti parlano di libri in generale, non specificano. Presumo, quindi, si riferiscano a entrambi.

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Ecco un altro articolo che ho pescato: 

https://www.illibraio.it/covid-19-ebook-1334295/

Si sofferma soprattutto sull'aumento molto consistente delle vendite di e-book, riferendo, però, anche di un aumento di acquisti online relativi al cartaceo.

La situazione è oggettivamente complicata, però continuo a credere che chi punterà con convinzione sul digitale e sulla rete riuscirà ad attutire il colpo discretamente, con buoni riscontri anche per il futuro. 

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@Whispering Wind che il mercato ebook possa essere cresciuto è credibile, come il fatto degli acquisti online dei cartacei ma questo non esclude che ci possa essere stato un calo notevole delle vendite nel totale. La filiera del libro è fatta di editori, tipografie che stanno subendo un duro colpo a detta di gente del settore e fonti autorevoli. La mia sensazione è che l'editoria sia entrata in modalità congelamento, per proteggersi. 

Non sai quanto vorrei fosse vero quello che scrivi, ma non riesco a crederlo.

Io spero invece che il dopo coronavirus porti in luce più l'editoria di nicchia, di qualità, perché sento molta gente che si sta lamentando del settore informazione e cerca di documentarsi più che può affidandosi a pareri e fonti autorevoli: sempre meno alle informazioni che arrivano da chiunque, soprattutto in rete, dove si trova tutto e il contrario di tutto senza, spesso, avere i mezzi per poter capire la validità di ciò che si legge e le competenze di chi scrive.

Se in questa tragedia posso vedere un qualcosa di positivo è questo.

Poi che sia ebook o cartaceo l'importante è la qualità della storia anche se, personalmente, preferisco di gran lunga quest'ultimo e una bella libreria dove poterlo scegliere, girando fra scaffali e persone, ma chiudo subito per non uscire off topic.

Ti rigrazio comunque del link che hai postato.

 

 

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6 minuti fa, Sjø ha scritto:

@Whispering Wind che il mercato ebook possa essere cresciuto è credibile, come il fatto degli acquisti online dei cartacei ma questo non esclude che ci possa essere stato un calo notevole delle vendite nel totale.

 

 

Assolutamente d'accordo con te. Però io alle tue giuste riflessioni ne aggiungo una io. Non è che a calare maggiormente, a causa della chiusura delle librerie, sono stati i classici libri relativi a calciatori, cantanti e personaggi famosi in genere? Magari le classiche autobiografie del famoso blogger di turno, ecc.? Spesso (anzi, quasi sempre) editi dai grandi editori, costituiscono il grosso del mercato editoriale, quello "di massa" per intenderci. Parliamoci chiaro, parlo dei classici libri (ho fatto giusto qualche esempio) che magari vengono distrattamente visti e poi acquistati dal tipo a spasso in un centro commerciale.

Insomma, il punto del mio discorso è questo: soprattutto la piccola editoria, con le giuste mosse, forse potrebbe addirittura trarre un vantaggio da situazione, in un medio-lungo periodo. Signori, lo sappiamo tutti: il piccolo editore in libreria si trova piuttosto raramente. Ora che questo gap è giocoforza "colmato" (e ripeto, mi spiace tantissimo per i librai a cui auguro di poter reagire al meglio), io penso che un lavoro di promozione fatto per bene, su qualsivoglia piattaforma online, possa portare un bel po' di frutti.

Come giustamente auspichi @Sjø, l'editoria di nicchia e di qualità potrebbe avere una bella "riscossa". Ma deve muoversi bene. E la rete, in questo momento (e penso anche nel prossimo futuro) ha un potenziale enorme. Ricordo, appunto, il caso della Gran Bretagna a cui ho fatto riferimento in precedenza.

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In questi giorni ho sentito per telefono alcuni amici, lettori ingordi e abbastanza onnivori, e così tra una chiacchiera e l'altra ho chiesto cosa stavano leggendo di bello in questo periodo di clausura forzata. Ero certa mi avrebbero sciorinato liste di nuovi libri più o meno interessanti. E invece.... what a surprise! Non hanno acquistato praticamente niente, nulla, zero, deserto assoluto, loro che hanno sempre investito parecchio nei prodotti editoriali. Motivi?

1) "mi sento un po' depressa e giù di morale, non riesco a concentrarmi davvero su quello che leggo, quindi tanto vale";

2) "con la quarantena, in casa c'è troppo casino o qualcuno che rompe, impossibile calarsi nella lettura";

3) "ho preoccupazioni per il mantenimento del mio posto di lavoro, non so come finirà, e quindi mi sembra saggio risparmiare, al momento";

4) "credo che il Paese andrà presto in recessione, e ora come ora preferisco dirottare i soldi dei libri su altre priorità".

Non so quanto le testimonianze dei miei amici possano essere rappresentative di un comune sentire, però quando leggo di cali delle vendite (soprattutto dei libri cartacei, che logicamente costano più degli ebook) mi vengono in mente...

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11 minuti fa, BelRose ha scritto:

Non so quanto le testimonianze dei miei amici possano essere rappresentative di un comune sentire, però quando leggo di cali delle vendite (soprattutto dei libri cartacei, che logicamente costano più degli ebook) mi vengono in mente...

Io posso parlare per me e per altri che conosco, e i punti che hai elencato sono comuni a molti. In quest'ultimo mese ho scaricato una decina di ebook, tutti in offerta, due-tre gratuiti. Quanti ne ho iniziati? Nessuno. È vero che c'è stato un incremento di vendite ebook, ma bisogna considerare tutte le offerte di questo periodo, e il fatto che probabilmente sono solo una piccola fetta delle mancate vendite in libreria. Tra l'altro a comprare sono sempre gli stessi, perché conosco moltissima gente che non legge ebook perché non li ama o non sa come funzionano, e attendono la riapertura delle librerie.

Il problema dei cartacei però non riguarda solo il voler risparmiare, ma un'oggettiva difficoltà a reperirli, visto che anche gli ordini online sono fermi o rallentati. Quelli che si trovano nella grande distribuzione sono proprio i best-seller più popolari, meritatamente o no, mentre il libraio sotto casa magari consigliava anche libri di piccole CE o prestava i locali per presentazioni. Quindi non vedo un vantaggio per le piccole CE in tutto ciò. Chi ha più mezzi continua a distribuire i suoi libri, a farsi pubblicità, o a fare sconti. Tutti gli altri si arrabattano come possono.

@Sjø Se fate una petizione la firmo volentieri. Non so se possa fare una differenza (mia mamma dice sempre che sangue dalle rape non se ne cava :P), e di sicuro ne avranno fatta una anche gli editori, ma provare non costa niente.

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