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Ospite

L'editoria ai tempi del Coronavirus

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17 minuti fa, Bambola ha scritto:

Ho appena letto, inevitabile. Ma che sfacelo. Comunque a sto punto meglio ritardare anche le uscite dei libri, basta vedere qui sul WD nonostante si stia di più in casa, le visite in ogni topic sono calate. I neuroni sono altrove. Magari un autore ha lavorato a un testo a lungo, si è sfiancata a trovare un editore e se lo brucia uscendo questa settimana.

Credo che il rinvio delle uscite dei libri sia inevitabile e non solo per una questione di opportunità. Basti pensare al fatto che tipografie e gran parte degli "ingranaggi" della filiera siano tutti fermi. Però voglio guardare anche il bicchiere mezzo pieno e dico che il rinvio del Salone Internazionale è stata, secondo me, la scelta migliore. Potrà tenersi con la giusta serenità, magari già a settembre, così da promuovere al meglio le novità presentate.  Dispiace davvero, invece, per gli autori che hanno visto uscire i propri lavori nell'ultimo mese e mezzo. Un vero peccato anche se penso che con un buon lavoro di promozione (seppur successivo) si potrà ovviare anche a tale problematica. 

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9 minuti fa, Edmund Duke ha scritto:

Quello che so è che il mio libro doveva uscire ad aprile e ora fino ai primi di aprile, come minimo, non si può neanche uscire di casa e chissà quando riprenderà a girare l'economia.

 

Sembra che la natura l'abbia fatto apposta.

Siamo sulla stessa barca, idem anche per me. Però come scrivevo prima, forse è andata peggio a chi ha già pubblicato a fine febbraio/inizio marzo o sta vedendo uscire la sua opera proprio in questi giorni.

Ma come dicevo, vedrai che le prossime uscite saranno in ogni casi procrastinate, rispetto alle date previste, anche per causa di forza maggiore e non solo per scelta.

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1 ora fa, Bambola ha scritto:

basta vedere qui sul WD nonostante si stia di più in casa, le visite in ogni topic sono calate.

Ma sai che hai ragione? Da quando siamo in questa sorta di quarantena mi capita di dare un'occhiata al WD e a FB solo ogni tanto. Era dai tempi dell'università che non mi immergevo in modo così totalizzante nella lettura e nella scrittura. Chissà se è un meccanismo che ha preso anche altra gente? Comunque brava ad averlo notato!

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In effetti da quando è iniziata la quarantena non so neanche io cosa faccio tutto il giorno e sto bene così. Ho letto 800 pagine di fila e poi mi sono dato a netflix (Narcos e Castlevania :super:)

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2 ore fa, Bambola ha scritto:

Magari un autore ha lavorato a un testo a lungo, si è sfiancata a trovare un editore e se lo brucia uscendo questa settimana.

 

1 ora fa, Whispering Wind ha scritto:

forse è andata peggio a chi ha già pubblicato a fine febbraio/inizio marzo o sta vedendo uscire la sua opera proprio in questi giorni.

Già fatto. Uscito sabato. :( 

Amen!

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Il 16/3/2020 alle 15:59, Bambola ha scritto:

basta vedere qui sul WD nonostante si stia di più in casa, le visite in ogni topic sono calate. I neuroni sono altrove

io sento ovunque lettori che dicono: non riesco più a leggere. 

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@franka Spiace, io che pure ho continuato a lavorare purtroppo (un po' da casa e un po' in azienda) se non avessi i libri in sto periodo impazzirei, non per la reclusione, ma per la tristezza globale. Ma non siamo tutti uguali ovviamente.

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Anche io lo sto sentendo dire. Penso che dipenda un po' dallo stato d'animo generale e un po' dal fatto che i tempi e i modi a cui siamo abituati, anche in fatto di lettura, sono stati stravolti. Per me non è cambiato molto. Ho sempre lavorato tanto da casa e continuo a farlo; quindi, almeno fino ad ora, gli spazi per la lettura e la scrittura sono rimasti grosso modo gli stessi.

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Sono tra quelli che faticano a concentrarsi sulla lettura purtroppo, intanto però faccio scorta. Anch'io, come altri qui, ho due libri in uscita. Uno l'ho rinviato d'accordo con la CE, l'altro uscirà nelle edicole, che sono aperte, ma c'è comunque il rischio che salti (bisogna vedere se stamperie e distributori sono attivi). Devo essere sincera, dopo tutto il tempo e la fatica e le delusioni per trovare un editore, il rischio che vada tutto in fumo appena prima del traguardo mi butta un po' giù. Ma al momento la situazione è talmente brutta su tutti i fronti che non si può neanche preoccuparsene, quindi si va avanti alla giornata e si spera...

Ho trovato un paio di articoli recenti sulla situazione dell'editoria, il primo è piuttosto pessimistico, ma il secondo lascia uno spiraglio di speranza (se non volete deprimervi leggete solo il secondo;)).

https://www.illibraio.it/covid-19-editori-1336837/

https://www.ilpost.it/2020/03/25/editoria-librerie-chiuse-coronavirus/amp/

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Sono molto abbattuto. Non se sia una fake news quella del 31 luglio, ma dopo l'esperienza inutile con Sergio Calzone e terribile con Leucotea, avevo trovato una casa editrice che mi ha promesso promozione e il mondo si ammala in contemporeanea al mio libro. L'editore mi ha parlato di posticipare ma rimanere tutto il giorno chiuso in casa non aiuta le paranoie.

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17 minuti fa, Edmund Duke ha scritto:

Sono molto abbattuto. Non se sia una fake news quella del 31 luglio,

Il 31 luglio è la data limite per lo stato di emergenza, ma Conte specifica, ad esempio qui, che non si chiuderà tutto fino a quella data. Magari si manterranno alcune restrizioni, come la distanza, il divieto di assembramenti, ecc. dipenderà dalla situazione. Per il resto ti capisco benissimo, le preoccupazioni si sommano e avendo più tempo è difficile non pensarci. 

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Anche io, come tanti, ho un libro in uscita, programmata per il mese di aprile, e non so bene cosa accadrà. Però mi sento di esprimere un'opinione un po' controcorrente: ci siamo spesso lamentati (io di sicuro, ma non solo io) di un mercato editoriale infestato da parassiti e avvoltoi aventi l'unico obiettivo di sfruttare gli aspiranti scrittori. La mia speranza è che, al termine della bufera che tutti stiamo vivendo, questo mercato ne esca ridimensionato, abbandonato da chi - editori, editor, agenzie e autori - non avrebbe proprio dovuto farne parte. Se rimanessero solo i professionisti seri, quelli che credono e investono nel proprio lavoro e magari, scoraggiata dall'impossibilità a pubblicare, sparisse anche una moltitudine di aspiranti autori in grado di scrivere solo l'illeggibile, allora l'accaduto potrebbe anche presentare un risvolto positivo.

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Io invece temo che riusciranno a rimanere a galla solo coloro che avranno le disponibilità economiche per poterlo fare: grandi e medie CE, CE a pagamento, CE che puntano sulla quantità.

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Non ho doti profetiche e non so cosa accadrà,

da parte mia noto che la gente è inquieta e assorbita da un unico argomento: il corona virus. Sia che lo trattino le fonti ufficiali sia i vari opinionisti sparsi su youtube. Su WhatsApp mi arriva di tutto, bufale, teorie del complotto, notizie ufficiali. Mi arrivano anche sketch divertentissimi, la capacità dell'essere umano di affrontare i momenti tragici con ironia la trovo confortante, lo ritengo un sano meccanismo di difesa. Personalmente, come la maggior parte di noi suppongo, all'inizio ero assorbita dall'emergenza corona virus e parte del mio tempo lo impiegavo a tenermi aggiornata, ora ho una crisi di rigetto, non ne posso più di sentire parlare di corona virus, preferisco una buona lettura, un film, una serie TV. Non so se lo stesso, alla lunga, varrà anche per gli altri o se la maggior parte di noi continuerà ad avere spazio solo per le notizie e le tematiche inerenti al corona virus. Se fossero in tanti quelli che, come me, hanno una crisi di rigetto, l'editoria digitale e le librerie on line potrebbero addirittura trarne giovamento. Forse pecco di ottimismo?

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1 ora fa, cheguevara ha scritto:

La mia speranza è che, al termine della bufera che tutti stiamo vivendo, questo mercato ne esca ridimensionato, abbandonato da chi - editori, editor, agenzie e autori - non avrebbe proprio dovuto farne parte. Se rimanessero solo i professionisti seri, quelli che credono e investono nel proprio lavoro e magari, scoraggiata dall'impossibilità a pubblicare, sparisse anche una moltitudine di aspiranti autori in grado di scrivere solo l'illeggibile, allora l'accaduto potrebbe anche presentare un risvolto positivo.

Anche io, come @Lizina temo sia più facile chiudano le case editrici serie e oneste che sono certamente più povere di mezzi...

12 minuti fa, EvaK ha scritto:

Forse pecco di ottimismo?

Temp di sì. Amazon non distribuisce più i libri, è entrata in vigore la legge sull'editoria per cui sono eliminati gli sconti del 15% sugli store. In tutto questo vedo che le persone scaricano molti ebook... gratuiti!

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4 minuti fa, Riccardo Zanello ha scritto:

Anche io, come @Lizina temo sia più facile chiudano le case editrici serie e oneste che sono certamente più povere di mezzi...

Temp di sì. Amazon non distribuisce più i libri, è entrata in vigore la legge sull'editoria per cui sono eliminati gli sconti del 15% sugli store. In tutto questo vedo che le persone scaricano molti ebook... gratuiti!

La situazione non sembra confortante, tuttavia ho il sospetto che gli e.book gratuiti influiscano relativamente sulle vendite di quelli a pagamento. Molti scaricano i libri gratis per compulsione ma poi non li leggono, si dimenticano persino di averli scaricati. Se un libro ti interessa davvero, lo acquisti, lo paghi e lo leggi. 

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Concordiamo con @Riccardo Zanello . Gli editori a pagamento sopravviveranno alla crisi, perché i loro introiti non derivano dalla vendita di libri, ma da quello che spillano agli autori. A rimetterci saranno le case editrici No E.A.P.  La promozione che abbiamo messo in atto sugli ebook funziona abbastanza bene, soprattutto per gli storici, ma stiamo parlando di briciole, che non bastano neanche a pagare un terzo della parcella del commercialista. Sì, perché, signori miei, la burocrazia italiana con i suoi costi fissi non l'ammazza neanche il Covid 19.

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9 minuti fa, Riccardo Zanello ha scritto:

Anche io, come @Lizina temo sia più facile chiudano le case editrici serie e oneste che sono certamente più povere di mezzi...

La piccola editoria di sicuro di mezzi ne ha pochi, ma dispone, quella seria, di professionalità e passione, che un peso nella capacità di resistenza senz'altro ce l'hanno. Però, come ci è stato dato constatare, esistono una pletora di piccole CE che di serio hanno poco o niente, sorte con capitale zero e zero professionalità, che hanno lucrato sulla pubblicazione print on demand di centinaia di titoli ogni anno, in massima parte fetecchie non selezionate, né editate, da far acquistare a parenti e amici dell'autore. Questa gente, spero, non rischierà di perdere quanto incassato proseguendo in un'attività non più redditizia e abbandonerà la scena. Spero, appunto.

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Questa mattina nell'intervento in aula Renzi ha chiesto che "vengano riaperte le librerie, come le edicole, perché curano l'anima"

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Volevo aggiungere altre riflessioni, ma vedo con piacere che la discussione si è rianimata, con diversi interventi e li condivido tutti, tra pessimismo cosmico e fiducia che magari la botta del virus metta in moto una vera rinascita. Fermo restando che avrei preferito riflettere senza 3000 morti e la paura (sono lombarda). Ka mia situazione è:

1 libro in uscita a maggio di cui fino a che non sarà ripristinata la consegna di Amazon avremo solo il digitale e, mai avrei voluto fare solo il digitale di questo specifico testo. Bloccate le presentazioni già difficili da organizzare, rimandate le fiere, per fortuna i libri non scadono e spero nell'autunno. Oltretutto il romanzo è legato a un anniversario che già è passato il mese giusto febbraio, speriamo non passi pure l'anno che queste sono onde che vanno cavalcate.

1 contratto fermo con un editore tradizionale molto buono, mi hanno stra promesso che non cambiano idea, e mi fido, ma chissà a quando andremo, del resto apprezzo che lo si voglia pubblicare con la miglior cornice possibile. Qui ovviamente dico come molti, caspita dopo tanto penare ci arrivo e guarda che succede.

@EvaK Dice molto bene, tra video esilaranti, la gente non parla d'altro, spesso senza cognizione di causa, i rapporti saltano tra chi crede nel complotto e chi ha un approccio diverso (io) e non ha voglia di sentire cose di queto tipo e rivaluta le persone. Ora è stra chiaro che tutto ma proprio tutto passa in secondo piano, stiamo vivendo una tragedia, ma che non si metta mai la testa fuori - metaforicamente - anche perché gira e rigira diciamo sempre le stesse cose, mi piace poco soprattutto tra di noi, popolo di book lover. Io in tal senso cerco di essere propositiva e vi garantisco che sono allo stesso tempo disperata, ho un ricovero di ambulanze a 200 metri da casa e le sento di continuo, non vedo mia madre sola 81 enne da 1 mese ecc. però ogni giorno nel mio stato whatsapp consiglio un libro, nel mio blog di libri ho scritto giusto oggi #ioparlod'altro. E avanti.

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In un lit-blog abbastanza seguito (dovrei dire: con abbastanza follower?), un redattore scriveva che l'impressione di molti in campo editoriale è che i libri pubblicati in questo periodo nascano già "bruciati". E forse ha ragione. Del resto, anch'io ho preferito, d'accordo con l'editore, rinviare la pubblicazione d'una mia raccolta poetica a ottobre prossimo. Avendo già un romanzo editato nel novembre del 2019 sul groppone, che sto "promuovendo" con scarsissimi risultati, non ho voluto aggiungervi, in tempi così grami, un altro peso.

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7 ore fa, don Durito ha scritto:

In un lit-blog abbastanza seguito (dovrei dire: con abbastanza follower?), un redattore scriveva che l'impressione di molti in campo editoriale è che i libri pubblicati in questo periodo nascano già "bruciati". E forse ha ragione. Del resto, anch'io ho preferito, d'accordo con l'editore, rinviare la pubblicazione d'una mia raccolta poetica a ottobre prossimo. Avendo già un romanzo editato nel novembre del 2019 sul groppone, che sto "promuovendo" con scarsissimi risultati, non ho voluto aggiungervi, in tempi così grami, un altro peso.

Oddio, "bruciati" mi sembra decisamente eccessivo. Certo, come ho già avuto modo di dire, avranno inizialmente delle oggettive e consistenti difficoltà in più ma con un'attenta ed efficace di attività di promozione, credo che tutto è recuperabile. Come qualcuno ha giustamente scritto, i libri non sono prodotti a scadenza.

Aggiungo un pensiero: finita questa storia, io voglio davvero sperare che verso i libri vi sia un maggiore e più diffuso interesse da parte di tutti. Penso che nel mondo post-COVID vi sarà meno spazio per una socialità portata oltre i limiti dell'esagerazione (senza, per questo, dover rinunciare a una normale vita sociale) e mi auguro che prenderà piede, invece, la cura di una dimensione più intima in ognuno di noi, che trovi nella lettura uno dei suoi momenti essenziali.

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Einaudi ha fatto slittare la pubblicazione di un romanzo in uscita il 24 marzo al 7 aprile, di più non può altrimenti si incasina tutto il calendario editoriale.

Il post virus è uno scenario che non riesco davvero a immaginare, sono ancora troppo dentro all'attuale.

 

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Proprio questa mattina riflettevo su due aspetti: l'impossibilità all'acquisto di libri cartacei, sta portando molti alla scoperta dell'ebook, cosa che, superata l'epidemia, potrebbe portare a un incremento delle vendite su quel fronte; l'indigestione di digitale di questo periodo potrebbe portare a una riscoperta del cartaceo. Sono due scenari ugualmente positivi per il mondo dell'editoria. Il problema però è: nell'inevitabile recessione che seguirà, i libri potrebbero essere una delle prime spese da tagliare da parte dei cittadini, soprattutto con l'entrata in vigore della nuova legge sull'editoria. Ad oggi è impossibile fare previsioni su quello che sarà il poi (e su quando sarà) ma credo che sarebbe opportuno riflettere in ogni caso su tutti gli scenari possibili, in modo da iniziare a pensare alle strategie per arginare le perdite.

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La situazione è estremamente complessa, soprattutto per le piccole realtà. Non mi riferisco solamente alle vendite (tragicamente in calo) ma anche alla programmazione. La chiusura delle tipografie rende davvero difficile coordinare il lavoro. Ma noi NON ci arrendiamo ! Sosteniamo la piccola editoria indipendente! Saluti da Palermo

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23 ore fa, Whispering Wind ha scritto:

i libri non sono prodotti a scadenza

Sì, in un certo senso è vero, e lo è per la storia letteraria  ma nella pratica anche il libro è soggetto alle leggi di mercato. Non per niente, le regole di ritiro del libro invenduto dalle librerie sono piuttosto rigide. Da qui l'ascesa (resistibile in teoria, ma irresistibile in pratica) del POD.

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Tra le tante domande che ci poniamo, anche quella se con la crisi economica epocale, dopo che non eravamo mai usciti dalla precedente, che toccherà ognuno di noi, i libri saranno i primi "prodotti" a non essere più comprati?

La mia risposta è no. Un vero lettore rinuncia a un vestito, a un cosmetico o una pizza ma non ai libri. I finti lettori quelli che leggono solo i libri in classifica, si fidano delle fascette ecc. non leggeranno mai i miei romanzi perché semplicemente io non riesco ad arrivare a questo target. Loro forse spenderanno meno in libri, ma a me autrice decisamente non famosa seppur assai prolifica non cambierà nulla.

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@Bambola Mah, non sono proprio d'accordo. E' vero, i lettori forti preferiscono spendere in libri piuttosto che in altro. Però, ci sono anche i lettori normali e quelli che leggono di tanto in tanto ma che comunque spingono il settore. Inoltre, anche tra i lettori forti ci sono coloro che già prima di questa pandemia dovevano fare bene i conti per comprare i libri che volevano, rinunciando a prescindere a tutto il resto e sfruttando al massimo offerte e buoni sconto. Chi non è a stipendio fisso o coloro che hanno perso il lavoro, anche se lettori forti, avranno come primo pensiero l'acquisto di libri? Non penso. Prima verranno l'affitto, la spesa, le tasse, le bollette, le medicine, rimpolpare i risparmi spesi durante l'emergenza. Poi arriveranno i libri e le spese culturali. O magari torneranno a comprare però meno di prima appunto perchè ci saranno altre esigenze.

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