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L'editoria ai tempi del Coronavirus

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Secondo voi quali saranno – e di sicuro ce ne saranno parecchi – gli effetti diretti e indiretti dell’odierna emergenza sanitaria sul mondo dell’editoria?
 

Pur essendo gli effetti ancora in gran parte imprevedibili, azzardo alcune ipotesi:
 

- Come ogni settore dell’economia, anche l’industria del libro avrà i suoi contraccolpi. Infatti, meno persone in strada, significa meno persone in libreria e in presentazioni di libri, ovvero meno libri venduti. Potenzialmente, molti editori avranno un budget più ristretto per pubblicare nuovi libri, per investire su nuovi autori, per proporre contratti vantaggiosi. 
 

- D’altro canto, il fatto che più persone restino in casa, potrebbe far sorgere un nuovo interesse verso la lettura, anche da parte dei più giovani. È anche possibile che, in un periodo di crisi e mancanza di certezze, ci sia una relativa ridefinizione del mercato e della domanda letteraria: una riscoperta dei classici, un minore investimento su mode effimere e generi di puro “entertainment”, e una possibilità che altri generi letterari, a lungo ai margini del mercato, riscuotano un nuovo interesse.
 

- È verosimile che ci sarà un incremento nel mercato dell’eBook, che consente l'acquisto a distanza senza alcun contatto (nemmeno con il postino), rispetto al libro cartaceo.
 

- Molti eventi, presentazioni e festival letterari saranno annullati. D'altro canto, per questo motivo, gli editori potrebbero avere più tempo a disposizione da trascorrere in sede, per dedicarsi alla valutazione delle proposte di pubblicazione, magari accumulate da mesi, in attesa che l'emergenza abbia termine. 

Voi che ne pensate? 

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L'editoria è un mondo a parte. La immagino come la fabbrica di cioccolato; mentre fuori il mondo gira male e distorto, nella fabbrica dei sogni si canta con gli usignoli. Ovviamente scherzo... Ma vorrei che fosse così.

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3 ore fa, hyperion80 ha scritto:

- Molti eventi, presentazioni e festival letterari saranno annullati. D'altro canto, per questo motivo, gli editori potrebbero avere più tempo a disposizione da trascorrere in sede, per dedicarsi alla valutazione delle proposte di pubblicazione, magari accumulate da mesi, in attesa che l'emergenza abbia termine.

Questa è la parte peggiore perché i soldi per lo stand alle Fiere, viaggio e soggiorno sono già investiti e, al momento, non si sa se si riuscirà a recuperare qualche cosa...

Poi salteranno anche decine di presentazioni ri percuorendosi rovinosamente sul lancio delle nuove uscite :(

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Posso dirvi con certezza quali sono i primi effetti nel campo dell'editoria scolastica nel quale lavoro: gli editori tra cui il mio stanno potenziando al massimo gli strumenti di apprendimento online, che vengono utilizzati sempre ma che in questo momento in cui gli studenti stanno a casa vanno spinti in modo considerevole. Ogni strumento utile va infatti trasmesso prontamente agli insegnati affinché possano utilizzarlo per la didattica a distanza. Il supporto ai docenti in questa fase complessa è fondamentale per porsi come punto di riferimento ai docenti. Altro fattore da considerare è che questi sono proprio i mesi di propaganda: gli agenti sarebbero dovuti andare nelle scuole in queste settimane per proporre i nuovi libri da adottare e gli insegnanti avrebbero dovuto compiere le loro scelte in merito ai testi. Purtroppo tutto questo meccanismo ora è messo in crisi ed è un vero peccato: lavorare così tanti mesi a un testo, progettarlo, studiare la concorrenza, creare un team, curare ogni contenuto e ogni pagina di un testo che poi forse nemmeno arriverà nelle aule insegnanti è stato per me sconfortante. Quindi anche per la propaganda si cerca di fare il più possibile per "metterci una toppa", ma non è semplice. Si rischia che gli insegnanti confermino semplicemente i testi dello scorso anno senza neanche visionare i nuovi. 

 

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Sono di Milano, il mio nuovo romanzo uscirà a maggio con una casa editrice neonata, che preme affinché gli autori organizzino presentazioni. Milano già è una piazza difficilissima, tanti scrittori, tanti eventi non sono certo lì ad aspettare me; per assurdo con le pubblicazioni passate ho fatto presentazioni molto più facilmente in altre regioni. A Milano se non si conosce, tocca affittare un locale, offrire almeno un aperitivo e sperare che la gente non venga solo per mangiare. Morale, due settimane fa ho fatto presente che tentare di organizzare ora una presentazione in Lombardia diventava ancora più complicato, sono stata tacciata come la solita disfattista negativa. Io lo chiamo realismo. Vedete voi come sta andando. Intanto hanno annullato la fiera di Londra, soldi persi, agenti che avrebbero cercato di vendere i diritti all'estero che si ritrovano con un nulla di fatto, perlomeno rimandato di mesi. Non si sono ancora espressi, che io sappia, sul Book Pride di Milano ad aprile, ma ho paura che salti pure quello. E' vero, la gente in casa potrebbe leggere di più, ma temo che accadrà solo se è già un lettore, come me. Chi  non legge la vedo dura che inizi ora, e in Italia il 60% della popolazione non legge nulla. Credo che l'impatto sull'editoria sarà pesantissimo.

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13 ore fa, hyperion80 ha scritto:

Può darsi che questa crisi avrà come effetto secondario quello tornare a far parlare più le opere, e meno tutto ciò che gira intorno alle opere.

Non credo si riesca a far parlare le opere senza poterle presentare...

 

@Bambola Sono assolutamente d'accordo con te. Non solo ma finalmente capisco perché non riusciamo a essere presenti adeguatamente a Milano. Il Bookpride sarebbe stato un buon modo per essere presenti fisicamente in città. I tempi sono ormai stretti, anzi a questo punto spero salti perché altrimenti potrebbe non esserci il pubblico.

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@Riccardo Zanello Grazie. Nel senso non sono qui per raccogliere consensi, ma fanno piacere. Però se un editore è d'accordo con la sottoscritta che pubblica da 10 anni e un po' come gira il fumo a Milano lo sa, be' magari se pubblico con un editore non milanese dovrebbe quantomeno prendere in considerazione ciò che dico. Al Book Pride potrebbero anche essere sold out gli spazi espositivi, però davvero gliela consiglio per l'anno prossimo perché è davvero un bell'evento per l'editoria indipendente.

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Beh, ci sono prodotti ciclici, come le auto o il turismo, che soffrono di più le crisi.

In periodi di incertezza si rinuncia all'auto nuova o al viaggio.

Poi ci sono prodotti anti ciclici, come il lusso (i ricchi comprano a prescindere) o gli alimentari.

Il libro a me pare un prodotto neutro.

Magari soffrirà per le mancate iniziative di marketing, ma come prodotto in sé dovrebbe subire le crisi meno dei prodotti ciclici.

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22 minuti fa, camparino ha scritto:

ma come prodotto in sé dovrebbe subire le crisi meno dei prodotti ciclici.

Anche perché è tutto chiuso. Scuole, palestre, cinema. Campionato di calcio sospeso. Locali che con l'obbligo di servizio al tavolo possono accogliere meno clienti.

Quindi si resta a casa. E che si fa? Il campionato è sospeso, come dicevamo. Ci sono i porno, ok, ma dopo un po' bisogna rifiatare.

Allora magari qualcuno penserà di leggere. :D 

 

Scherzo, naturalmente. Sono vicino a tutte le persone del mondo editoriale in questo momento difficile - come lo è per molti altri settori. Che duri poco o più del previsto, comunque non possiamo concederci il lusso di fermarci: dobbiamo reinventarci.

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Qui in Veneto e anche in altre regioni del nord non leggo altro che eventi, festival, fiere e presentazioni annullate (comprese, nel mio piccolo, le mie: sono riuscita farne solo due poi è scattato il blocco). Tutti dicono, speriamo di recuperare più avanti, ma l'incertezza è totale. Comunque secondo me paradossalmente si recupereranno di più gli eventi piccoli e locali rispetto a quelli più grossi dove la presenza internazionale è fondamentale. Ma per dire, persino la biblioteca del paesino dove vivo, dopo essere addirittura rimasta chiusa, ha riaperto da poco ma solo per uso quotidiano e con diverse precauzioni (entrate contingentate, distanza minima ecc.) e assolutamente non per eventi che prevedano l'assembramento di persone. 

@Bambola

5 ore fa, Bambola ha scritto:

due settimane fa ho fatto presente che tentare di organizzare ora una presentazione in Lombardia diventava ancora più complicato, sono stata tacciata come la solita disfattista negativa

Ma io pensavo che anche da voi fosse ormai proibito da un po' organizzare una presentazione, radunando persone in un ambiente ristretto, non è così? 

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1 minuto fa, franka ha scritto:

Qui in Veneto e anche in altre regioni del nord non leggo altro che eventi, festival, fiere e presentazioni annullate (comprese, nel mio piccolo, le mie: sono riuscita farne solo due poi è scattato il blocco). Tutti dicono, speriamo di recuperare più avanti, ma l'incertezza è totale. Comunque secondo me paradossalmente si recupereranno di più gli eventi piccoli e locali rispetto a quelli più grossi dove la presenza internazionale è fondamentale. Ma per dire, persino la biblioteca del paesino dove vivo, dopo essere addirittura rimasta chiusa, ha riaperto da poco ma solo per uso quotidiano e con diverse precauzioni (entrate contingentate, distanza minima ecc.) e assolutamente non per eventi che prevedano l'assembramento di persone. 

@Bambola

Ma io pensavo che anche da voi fosse ormai proibito da un po' organizzare una presentazione, radunando persone in un ambiente ristretto, non è così? 

Assolutamente sì, ma anche ipotizzato di proporsi x più avanti, cosa vuoi che rispondano i locali? Questo è ciò che ho tentato di far capire dall'editore ma niente.

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8 minuti fa, Bambola ha scritto:

ma anche ipotizzato di proporsi x più avanti, cosa vuoi che rispondano i locali?

Infatti, in questo frangente nessuno si muove a fissare nuovi eventi finché non ci si capisce qualcosa... non capisco il tuo editore, sarà la stessa situazione anche per gli altri autori loro e dei colleghi di altre case editrici.

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6 ore fa, Bambola ha scritto:

Intanto hanno annullato la fiera di Londra

 

Cavolo, non lo sapevo. Un pessimo segnale per l'intero settore, indubbiamente.

 

Comunque, in Germania (il Paese su cui sono più informato) stanno annullando una fiera dopo l'altra, in tutti i settori merceologici. Sarà un bagno di sangue per l'economia in generale.

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Argomento molto interessante... personalmente, ho visto un iniziale, piccolo aumento di interesse verso il mondo dei libri, ma credo che non durerà molto: meno stipendi, meno libri che si possono acquistare, e le biblioteche sono chiuse!

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8 ore fa, Bambola ha scritto:

be' magari se pubblico con un editore non milanese dovrebbe quantomeno prendere in considerazione ciò che dico.

Giusto

8 ore fa, Bambola ha scritto:

 Al Book Pride potrebbero anche essere sold out gli spazi espositivi

Il problema è che lo stand lo abbiamo preso, ma temo salterà. Se invece per aprile si riuscirà a fare, siamo sicuri che ci sarà abbastanza pubblico?

 

8 ore fa, Bambola ha scritto:

gliela consiglio

Qui sul writer's dream ci diamo tutti del tu...

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26 minuti fa, Riccardo Zanello ha scritto:

Giusto

Il problema è che lo stand lo abbiamo preso, ma temo salterà. Se invece per aprile si riuscirà a fare, siamo sicuri che ci sarà abbastanza pubblico?

 

Qui sul writer's dream ci diamo tutti del tu...

Se vengo mi palesero' 

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17 ore fa, camparino ha scritto:

ma come prodotto in sé dovrebbe subire le crisi meno dei prodotti ciclici.

anzi secondo me ne potrebbe guadagnare, tante persone hanno più tempo per leggere ultimamente e ho visto che diverse case editrici hanno eliminato le spese di spedizione proprio per facilitare la lettura in questi giorni.

 

@Bambola è successo anche a me con le presentazioni, io poi non vivo nemmeno in Italia ed ero tornata per l'uscita di un mio libro e per farne le presentazioni, due nello specifico, cancellate entrambe, ma che ci possiamo fare? 

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1 ora fa, Kikki ha scritto:

per farne le presentazioni, due nello specifico, cancellate entrambe, ma che ci possiamo fare? 

 

È accaduto anche a me, due presentazioni in questo mese entrambe cancellate. Inoltre, a fine mese uscirà un mio nuovo lavoro ed erano stati programmati due eventi, uno dei quali nazionale e l'altro in un giorno specifico perché l'uscita è legata a un venticinquennale. Anche questi entrambi annullati, con gran danno dell'editore e non solo.

 

22 ore fa, Bambola ha scritto:

Chi  non legge la vedo dura che inizi ora, e in Italia il 60% della popolazione non legge nulla

 

Concordo, quel 60% approfitterà per stare in casa dinanzi a tv e piattaforme web per vedere film, telefilm, o peggio ancora per ossessionarsi dinanzi a bollettini e dibattiti sul virus, che ormai imperversano a ogni ora alimentando il panico. :s

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Secondo un articolo di Repubblica, l’editoria italiana ora teme il contagio, il mercato nazionale segna già il -23% dei titoli venduti, -55% a Milano. Cancellati i principali eventi, a cominciare da Libri Come a Roma

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Ragazzi di certo non siamo noi a decidere cosa faranno economicamente gli editori. Queste grandi aziende, credetemi, hanno sempre un asso nella manica. Per il momento non dipendiamo dalle loro vendite, abbiamo probabilmente il sogno di farlo un giorno. Comunque qualche settimana di alti e bassi nell'editoria non dovrebbe portare cambiamenti tanto drastici, gli eventi saranno rimandati e nessuno vorrà gettare la spugna.

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1 ora fa, Annabel ha scritto:

Queste grandi aziende, credetemi, hanno sempre un asso nella manica. Per il momento non dipendiamo dalle loro vendite, abbiamo probabilmente il sogno di farlo un giorno. Comunque qualche settimana di alti e bassi nell'editoria non dovrebbe portare cambiamenti tanto drastici, gli eventi saranno rimandati e nessuno vorrà gettare la spugna.

 

Non credo che possano avere grandi assi nella manica dinanzi a un evento così imprevedibile e repentino. Nessuno se lo aspettava, sta piegando l'economia mondiale, le borse crollano. Davvero pensi che le case editrici, per quanto colossi (come moltre altre aziende in uguale difficoltà) possano far fronte a tutto? Già l'editoria non se la passa granché bene da un po'.

Capisco il non voler gettare la spugna, atteggiamento saggio per non lasciarsi sopraffare e travolgere dagli eventi, ma la cancellazione di molti importanti festival (per i quali si è già pagato stand, viaggi e pernottamenti, come diceva @Riccardo Zanello, con costi di solito non bassi per le maggiori fiere) una certa differenza, a mio parere, la farà.

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45 minuti fa, BelRose ha scritto:

In tema editoria e coronavirus, personalmente sono rimasta un po' interdetta da questa notizia (per la serie, pensiamo positivo...:rolleyes:):

 

Ora manca solo che riaumentino le vendite de "I promessi sposi", visto il contesto non differisce di molto. :lol:

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L'economia italiana è sull'orlo di un baratro. L'editoria potrebbe sembrare un settore lontano dagli effetti devastanti che questa situazione sta avendo nel nostro paese, ma è realmente così? In che modo il Coronavirus potrebbe indebolire e mettere a rischio l'editoria? Apro questa discussione per sentire i vostri pareri, perché sono molto curioso. Io ieri sono andato a consegnare un manoscritto alla Neri Pozza, e in ufficio non c'era nessuno (loro accettano solo manoscritti). Sono tornato oggi, nessuno. Alla fine l'ho lasciato al portiere del palazzo (me l'hanno detto per telefono). Ma questa è semplice prevenzione da eventuali contagi. Cosa succederà invece all'economia del mondo dei libri? Cosa succederà ai concorsi e alle premiazioni dal vivo che saranno annullate? Siete tranquilli? Pensierosi?

Confortatemi 

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