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Prudence

Refuso in prima pagina. Cosa farà l'editore?

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Ciao ragazzi, purtroppo il mio incubo si è avverato. Ho passato settimane a leggere e rileggere il mio testo fino a odiarlo e, convinto fosse tutto perfetto, l'ho infine inviato alle CE.

Oggi l'orrore: un refuso, la ripetizione di una parola (non non) alla sesta riga della prima pagina. 

Secondo voi come reagirebbe un editore? Potrebbe pensare che non è stata svolta alcuna revisione del testo e cestinarlo immediatamente? Parlo in particolare dei grandi editori.

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Stai tranquillo, un romanzo non verrà mai scartato per quello né da un piccolo editore né, tanto meno, da un grande.

Riposa sereno ;)

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Dipende dalla CE, dall'editor o da chi lo legge.

Ma non credo assolutamente che cestini l'opera per un piccolo refuso in prima pagina, grande o piccola che sia la CE. :)

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15 ore fa, FranCorvo ha scritto:

Dipende dalla CE, dall'editor o da chi lo legge.

Ma non credo assolutamente che cestini l'opera per un piccolo refuso in prima pagina, grande o piccola che sia la CE. :)

Mi associo: nessuno è immune dal refuso. A me capita di trovarne anche alla quarta o quinta rilettura. Inoltre, trovo refusi leggendo libri in edizioni titolate e, se ti serve per convincerti di essere in ottima compagnia, leggiti con attenzione gli interventi di certi editor presenti sul WD: oltre ai refusi, troverai certamente qualche frase che, sintatticamente parlando,. non fila. Appunto.

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6 minuti fa, cheguevara ha scritto:

Mi associo: nessuno è immune dal refuso. A me capita di trovarne anche alla quarta o quinta rilettura. Inoltre, trovo refusi leggendo libri in edizioni titolate e, se ti serve per convincerti di essere in ottima compagnia, leggiti con attenzione gli interventi di certi editor presenti sul WD: oltre ai refusi, troverai certamente qualche frase che, sintatticamente parlando,. non fila. Appunto.

Esatto.

Per quanto si legga e rilegga un proprio lavoro, qualche refuso sfugge sempre.

Per questo esiste un lavoro di editing fatto da terzi, non condizionati dal testo e più attenti a scovare gli errori residui.

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16 ore fa, Prudence ha scritto:

Oggi l'orrore: un refuso, la ripetizione di una parola (non non) alla sesta riga della prima pagina. 

 

Non ho compreso cosa intendevi, su di un libro che stavo leggendo (pubblicato da un autore noto con una big) ho trovato:

 

Quota

Non aveva scuse per non farsi vedere

 

Intendevi qualcosa del genere? Non credo si tratti di refuso, però, anch'io tendo ad evitare queste ripetizioni.

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Grazie mille a tutti, ammetto di sentirmi sollevato, anche se un po' di amaro per l'errore in prima pagina ci sta.

 

@TuSìCheVale, ho semplicemente ripetuto la parola "non". 

Per esempio: "io non non voglio andare".

 

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Penso sia capitato a chiunque di leggere libri pubblicati anche da grandi CE con errori e refusi. Loro sono del mestiere e sanno che certe cose semplicemente capitano. Quello che cercano in un esordiente è la scrittura e forse se ne accorgono prima di arrivare alla sesta riga!

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35 minuti fa, Agorà ha scritto:

Quello che cercano in un esordiente è la scrittura e forse se ne accorgono prima di arrivare alla sesta riga!

Parole sante. Dieci refusi non valgono quanto una sola frase contorta, poco chiara, che bisogna rileggere due o tre volte per cercare di capirla e poi tanto non la si capisce lo stesso. Lo stesso dicasi per la punteggiatura: bastano le sei righe citate da @Agorà per stabilire se un autore è in grado di adoperarla correttamente. Certo, il refuso disturba e se lo si trova già nell'incipit, sorge il dubbio che chi scrive non sia abbastanza attento nella fase di rilettura; ma alla mancanza di concentrazione c'è rimedio, alla carenza di conoscenza degli elementi basilari della sintassi e dello stile no. O meglio... ci sarebbe, ma comporterebbe un enorme dispendio di tempo e di energie.
Insomma, un refuso fa storcere il naso, ma un errore di consecutio temporum già alla seconda riga (credeteci, è capitato) fa dare di stomaco. Se poi l'autore spergiura che quel testo è passato dalle mani di un editor, difficile non cadere preda di istinti omicidi.

 

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