Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Annabel

Innamorarsi del proprio romanzo

Post raccomandati

Vi è mai capitato di scrivere un racconto e pensare davvero che sia una storia meravigliosa? Sentire che quei personaggi creati da voi, possano essere amati, tanto da farvi ridere e piangere. Forse è la presunzione di uno scrittore con poca esperienza e sognatore? 

  • Mi piace 1
  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sì. Pensavo di non essere normale io :facepalm:  ho scritto sul mio IG una riflessione in proposito qualche giorno fa.  È la prima volta che mi cimento per davvero sulla stesura di un romanzo e probabilmente sarà anche pieno di errori e banalità da principianti, ma vedere la mia storia e i miei personaggi che prendono vita è una cosa che mi dà un’emozione molto simile a quella dell’innamoramento. 

  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Credo sia abbastanza normale, poi dalla terza lettura in poi avviene il distacco e ci si rende conto che quello che proviamo per lui difficilmente verrà percepito dal lettore.

E giù di modifiche e revisioni!

Naturalmente parlo per me.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 minuti fa, zarpanet ha scritto:

Credo sia abbastanza normale, poi dalla terza lettura in poi avviene il distacco e ci si rende conto che quello che proviamo per lui difficilmente verrà percepito dal lettore.

E giù di modifiche e revisioni!

Naturalmente parlo per me.

Su questo hai ragione, ma c'è sempre il fatto che nel momento che fai una seconda e terza revisione, può capitare che il romanzo migliori ancora di più, e ti piaccia davvero. :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
20 minuti fa, zarpanet ha scritto:

Credo sia abbastanza normale, poi dalla terza lettura in poi avviene il distacco e ci si rende conto che quello che proviamo per lui difficilmente verrà percepito dal lettore.

E giù di modifiche e revisioni!

Naturalmente parlo per me.

E quando si arriva alla sesta o settima che succede? Forse crollano quei ponti costruiti anche con un pò di ingenuità e si riesce a vedere il romanzo per quello che che è, ma mai fino in fondo purtroppo. Guardare il proprio romanzo da "lontano", ahimè è davvero difficile. Io non faccio altro che rileggere, correggere e riscrivere! Ma forse i nostri testi hanno bisogno anche di respirare, di sedimentarsi per essere assimilati con più chiarezza. Un processo davvero lungo e complicato, ma almeno per me, necessario.

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Bisogna far innamorare il lettore dei nostri personaggi, quindi come dice @Nopanich il romanzo va fatto decantare.

Allora si riesce a meglio caratterizzare i personaggi e anche a cambiargli il nome! 

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, zarpanet ha scritto:

Bisogna far innamorare il lettore dei nostri personaggi, quindi come dice @Nopanich il romanzo va fatto decantare.

Allora si riesce a meglio caratterizzare i personaggi e anche a cambiargli il nome! 

E quando ti accorgi che il nome di un certo personaggio, di un luogo o di un fiume, esistono già in un libro che non hai neanche mai letto? :o Delusione totale:D

  • Divertente 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

ohiohi i nomi... :facepalm: pur scrivendo una storia fantasy, per quelli dei personaggi alla fine me ne sono fregata: se esistono già pace (soprattutto se sono nomi di uso "comune"; per dire un Frodo mai e poi mai). Già quando ho cambiato nome ad uno dei persoaggi principali sono andata nel panico, continuando a chiamarlo alla vecchia maniera per settimane :no:

Ma la cosa che mi ha deluso di più è stata dopo due mesi scoprire, googolandolo per curiosità, che il mondo che stavo creando esisteva già con lo stesso preciso nome. Io così :aka: ok, adesso controllo sempre prima :sù:

 

  • Divertente 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Nopanich In passato ho provato a scrivere altre cose, anche su tematiche più realistiche, gialli, vita vissuta, ma le ho lasciate sempre tutte incompiute dal momento che dopo un po’ perdevo interesse.  Ho il grande difetto che ne penso troppe tutte insieme ed inevitabilmente finisco con l’abbandonare un sacco di progetti, anche quelli che inizialmente mi avevano entusiasmato. Ma nel fantasy ho trovato il mio sbocco (almeno per ora poi non si sa mai dove mi porterà il cuore :rotol: :facepalm:); è la prima volta che ho sviluppato un’idea fino in fondo e mi sta appassionando ogni giorno di più. È un genere, penso, che, se sei un tipo abbastanza creativo, non può venirti a noia tanto presto. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
6 ore fa, Annabel ha scritto:

Vi è mai capitato di scrivere un racconto e pensare davvero che sia una storia meravigliosa? Sentire che quei personaggi creati da voi, possano essere amati, tanto da farvi ridere e piangere. Forse è la presunzione di uno scrittore con poca esperienza e sognatore? 

Un tempo mi accadeva e talvolta alcune cose che scrivevo addirittura piacevano a qualcuno, provocavano anche qualche emozione che mi gratificava, al di là di qualche refuso, virgola, accento o tempo verbale da ridiscutere a seconda dei vari gusti o esperienze...

Ora ho perso parecchio entusiasmo, scrivo sempre, ma tengo le cose per me, posto qualcosa qui, faccio qualche commento ma, come ho detto prima, ho perso l'entusiasmo. La colpa non è dello scrivere, ma della considerazione che alcuni hanno della scrittura.

Tra l'altro amo molto il fantasy, quello buono, straniero e italiano.  Scrivere fantasy è una liberazione dell'anima, spaziare in giardini immaginari sempre desiderati e mai avuti... Non amo come viene considerato il fantasy, letteratura di serie B per adolescenti o lettura usa e getta, quando certi scrittori di fantasy non hanno nulla da invidiare agli altri.

  • Grazie 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
3 ore fa, Alberto Tosciri ha scritto:

Un tempo mi accadeva e talvolta alcune cose che scrivevo addirittura piacevano a qualcuno, provocavano anche qualche emozione che mi gratificava, al di là di qualche refuso, virgola, accento o tempo verbale da ridiscutere a seconda dei vari gusti o esperienze...

Ora ho perso parecchio entusiasmo, scrivo sempre, ma tengo le cose per me, posto qualcosa qui, faccio qualche commento ma, come ho detto prima, ho perso l'entusiasmo. La colpa non è dello scrivere, ma della considerazione che alcuni hanno della scrittura.

Tra l'altro amo molto il fantasy, quello buono, straniero e italiano.  Scrivere fantasy è una liberazione dell'anima, spaziare in giardini immaginari sempre desiderati e mai avuti... Non amo come viene considerato il fantasy, letteratura di serie B per adolescenti o lettura usa e getta, quando certi scrittori di fantasy non hanno nulla da invidiare agli altri.

Ci sono periodi della vita in cui si perde l'entusiasmo per qualcosa che ci dava tanto. Credo che le delusioni fanno perdere quel brio che da alla vita qualcosa di straordinario. Anch'io ho scritto un Fantasy e lo adoro. Per ora ho perso l'entusiasmante per la pittura che è stata la mia compagna di sempre... Ma mollare e crederci.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
18 ore fa, Alberto Tosciri ha scritto:

 Scrivere fantasy è una liberazione dell'anima

 

Che verità.

Comunque vero anche che purtroppo è un genere ritenuto un po' bambinesco... secondo me oggi spaccato in due tra boiate per adolescenti e beautiful coi draghi. Ho un po' questa impressione (almeno dai riscontri con conoscenti).

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
15 ore fa, Annabel ha scritto:

Ci sono periodi della vita in cui si perde l'entusiasmo per qualcosa che ci dava tanto. Credo che le delusioni fanno perdere quel brio che da alla vita qualcosa di straordinario. Anch'io ho scritto un Fantasy e lo adoro. Per ora ho perso l'entusiasmante per la pittura che è stata la mia compagna di sempre... Ma mollare e crederci.

Sembriamo gemelle ti ed io. Stessa storia, il pennello che è  l’estensione del mio braccio destro, e la pittura che mi ha sempre salvata adesso è un po’ sbiadita. L’entusiasmo C’e ancora, ma la mia nuova fiamma, la scrittura, mi ha conquistata. Il fantasy in ITALIA purtroppo continua ad essere considerato un genere di nicchia per adolescenti. Ma come ho scritto in un altro post, il buon fantasy non è mai fine a se stesso e dietro l’appare Leggera ci sono sempre messaggi impegnativi. Ma si sa, non tutti gli occhi LEGGONO le parole, alcuni ci scivolano semplicemente sopra...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
15 minuti fa, Nopanich ha scritto:

Sembriamo gemelle ti ed io. Stessa storia, il pennello che è  l’estensione del mio braccio destro, e la pittura che mi ha sempre salvata adesso è un po’ sbiadita. L’entusiasmo C’e ancora, ma la mia nuova fiamma, la scrittura, mi ha conquistata. Il fantasy in ITALIA purtroppo continua ad essere considerato un genere di nicchia per adolescenti. Ma come ho scritto in un altro post, il buon fantasy non è mai fine a se stesso e dietro l’appare Leggera ci sono sempre messaggi impegnativi. Ma si sa, non tutti gli occhi LEGGONO le parole, alcuni ci scivolano semplicemente sopra...

Il mio fantasy è fatto di emozioni, rancori, desideri e la ricerca di qualcosa che tutti vogliono, essere amati. Credo appunto che un racconto fantastico possa essere emozionante per ogni età.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Diciamo che uno scrittore serio secondo me dovrebbe essere distaccato dai personaggi che inventa per un fatto di non intromissione nella vicenda, siccome io sono inesperto capita anche a me di farmi prendere dai sentimentalismi per un personaggio ma lo considero come un errore :)

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Pinguino Giallo ti invito di nuovo a presentarti in Ingresso come chiediamo a tutti i nuovi utenti. Si tratta di una forma di educazione, immaginati se invece di esserti collegato al forum, fossi entrato in una stanza piena di gente che non conosci; almeno un ciao generale lo diresti, credo. Grazie mille per la collaborazione :flower:

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 4/2/2020 alle 09:33, Annabel ha scritto:

Vi è mai capitato di scrivere un racconto e pensare davvero che sia una storia meravigliosa? Sentire che quei personaggi creati da voi, possano essere amati, tanto da farvi ridere e piangere.

Credo che l'amore per ciò che si scrive non sia segno di ingenuità o altro. Al contrario, la ritengo la base fondamentale per diventare uno scrittore. Se le storie e i personaggi che scriviamo non li amiamo noi per primi, perché mai dovrebbe farlo qualcun altro?

Anche se quello che scrivo è tutt'altro che perfetto, di tanto in tanto mi piace rileggere i miei scritti, e ci ritrovo le emozioni che avevo mentre li scrivevo. Mi piace ritrovare i personaggi, che sono come dei vecchi amici, e sono affezionata a tutti.

Spesso a distanza di tempo mi sembra che quello che ho scritto in passato fosse pieno di difetti, ma poi lo rileggo, trovo un passaggio che mi è riuscito particolarmente bene e mi capita di pensare "wow, l'ho davvero scritto io?" Credo sia necessario che ciò che scriviamo ci piaccia, poi se piacerà anche ad altri è un altro discorso, di cui non si dovrebbe preoccuparsi mentre si scrive. Col tempo, la pratica e i consigli giusti lo stile si migliora, ma senza la passione non si va da nessuna parte.

  • Mi piace 4
  • Grazie 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
58 minuti fa, Silverwillow ha scritto:

Spesso a distanza di tempo mi sembra che quello che ho scritto in passato fosse pieno di difetti, ma poi lo rileggo, trovo un passaggio che mi è riuscito particolarmente bene e mi capita di pensare "wow, l'ho davvero scritto io?"

Mi succede la stessa cosa :D

 

58 minuti fa, Silverwillow ha scritto:

Credo sia necessario che ciò che scriviamo ci piaccia, poi se piacerà anche ad altri è un altro discorso, di cui non si dovrebbe preoccuparsi mentre si scrive.

Sono pienamente d'accordo.

 

Per quel che mi riguarda, non riesco a scrivere qualcosa che non mi piace. Magari posso pensare, all'inizio: "che bella questa idea, è una figata", ma poi dopo trenta, quarantamila caratteri mi accorgo che l'idea è sempre e comunque bella, ma non leggerei mai un libro che tratta di questo tema qui. Quindi abbandono, non riesco a continuare.

Scrivo per divertirmi, e se non ho il piacere del divertimento in corso d'opera, allora non ha senso che io insista su quel che sto facendo.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, Silverwillow ha scritto:

la ritengo la base fondamentale per diventare uno scrittore

Temo che sia molto vero.

Nell'ottica di condividere la propria esperienza, io per esempio non ho avuto finora la fortuna di provare queste emozioni. Né con la scrittura, un mondo relativamente nuovo per me, né nei quindici anni di esperienza musicale. C'è l'impegno (e criterio) nella fase di progettazione, altrettanto impegno nella fase di realizzazione, ma il risultato mi lascia piuttosto indifferente. Sono più appagato dallo sforzo in sé che dal risultato, che il più delle volte è da buttare, e in qualche episodio fortunato è un tassello per ottenere un miglioramento.

Quindi ammiro chi riesce a innamorarsi di quello che fa. Crederci è il primo passo per combinare qualcosa in questo mondo infame. :) 

  • Mi piace 1
  • Grazie 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Annabel  è normale innamorarsi del proprio romanzo, accade perché non siamo noi a conoscere i personaggi che creiamo, ma sono i personaggi a conoscere noi e ci tirano fuori, piano piano, cose che erano tanto in fondo al nostro essere da lasciarci meravigliati di noi stessi. Il problema e fare innamorare gli altri del nostro romanzo, cosa ben diversa :D

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
17 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

@Annabel  è normale innamorarsi del proprio romanzo, accade perché non siamo noi a conoscere i personaggi che creiamo, ma sono i personaggi a conoscere noi e ci tirano fuori, piano piano, cose che erano tanto in fondo al nostro essere da lasciarci meravigliati di noi stessi. Il problema e fare innamorare gli altri del nostro romanzo, cosa ben diversa :D

Vero, quello che a noi piace immensamente ad altri probabilmente non interessa nemmeno. Però una cosa la devo dire, a me personalmente non è piaciuto sempre tutto quello che hanno pubblicato i migliori scrittori. Quindi spero di prendermi una piccola fetta di innamorati come me del mio racconto. Almeno spero:D

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
18 ore fa, AdStr ha scritto:

Temo che sia molto vero.

Nell'ottica di condividere la propria esperienza, io per esempio non ho avuto finora la fortuna di provare queste emozioni. Né con la scrittura, un mondo relativamente nuovo per me, né nei quindici anni di esperienza musicale. C'è l'impegno (e criterio) nella fase di progettazione, altrettanto impegno nella fase di realizzazione, ma il risultato mi lascia piuttosto indifferente. Sono più appagato dallo sforzo in sé che dal risultato, che il più delle volte è da buttare, e in qualche episodio fortunato è un tassello per ottenere un miglioramento.

Quindi ammiro chi riesce a innamorarsi di quello che fa. Crederci è il primo passo per combinare qualcosa in questo mondo infame. :) 

Non è che non ami lo strumento che suoni? Oppure segui un personaggio che non combacia con la tua personalità. Credo che il modo migliore per amare ciò che si fa, sia fare quello che davvero vogliamo noi e non quello che si aspettano gli altri.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 4/2/2020 alle 09:33, Annabel ha scritto:

Forse è la presunzione di uno scrittore con poca esperienza e sognatore? 

 

Penso che succeda la stessa cosa anche a scrittori affermati :D se non ci innamoriamo noi di ciò che scriviamo come possiamo pensare che gli altri lo facciano?

Certo, poi c'è anche l'autostima che si mette in mezzo... Però... Tendenzialmente tanto amore ^_^ 

  • Mi piace 1
  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Credo che prima di piacere al lettore le storie debbano piacere a chi le scrive. Io scrivendo il primo libro ho sofferto, mentre scrivendo il secondo mi sono molto divertito. Volevo vedere cosa succedeva ai vari personaggi.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

A me è successo col primo (e finora unico) romanzo completato. Mi sono affezionato talmente tanto ai personaggi (così come i pochi che l'hanno letto durante la stesura) che ho già progettato un sequel per poter "interagire" ancora con loro. Nato per gioco,  sono finito con lo scrivere una storia che, seppure di fantasia, mi sembrava di aver vissuto in prima persona, a contatto di persone reali che mi sembrava di conoscere da una vita :D

Mi hanno preso talmente tanto che in due mesi scarsi ho scritto un malloppo di 503.000 battute e sono pure riuscito a revisionarlo tre volte.

Ora spero di riuscire a pubblicarlo e di farlo piacere a più gente possibile :sù:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Credo sia un bene innamorarsi del proprio romanzo in fase di prima stesura... altrimenti scrivere sarebbe un'agonia.

Amare quello che si scrive è facile, difficile è la fase successiva (come in ogni relazione :D ): bisogna conservare il sentimento ma temperarlo con un po' di lucidità. Credo cioè che in fase di revisione sia necessario un po' di disamore, altrimenti continueremo a non vedere i difetti del romanzo e non saremo in grado di correggerli. 

Per questo motivo ben vengano i beta reader e gli editor con i loro giudizi spassionati. 

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 4/2/2020 alle 09:33, Annabel ha scritto:

Vi è mai capitato di scrivere un racconto e pensare davvero che sia una storia meravigliosa? Sentire che quei personaggi creati da voi, possano essere amati, tanto da farvi ridere e piangere. Forse è la presunzione di uno scrittore con poca esperienza e sognatore? 

 

Può succedere, ma è quasi sempre un errore.

Ricordo una canzone di un po' di anni fa che diceva:

Quota

chi meno ama è più forte, si sa.

 

Come tutte le cose (diciamo inanimate :D) dopo un po' che ci stai insieme scopriamo i difetti, dovrebbe poi subentrare la nostra parte razionale (costituita dal ragionamento logico e realistico) e operare di forbici.

Attenzione, un conto è innamorarsi del mestiere di scrivere... Eppure:

 

Quota

«Senza la presunzione di insegnare Carver ci insegna che uno scrittore è tale solo quando dimostra una qualche capacità di analizzare, se non quanto ha scritto, i motivi che l'hanno spinto a scrivere».

Marcello Fois

 

L'amore spesso non ci permette quella lucidità necessaria.

Altra cosa è innamorarsi del proprio romanzo, perché, almeno prima della pubblicazione (dopo, naturalmente, certo che è bellissimo :asd:) bisogna farlo soffrire.

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

×