Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Post raccomandati

Ciao, il racconto è interessante. Mi è piaciuto in modo particolare l'aspetto non verbale che c'è nella comunicazione tra i due personaggi, come se ci fosse una preterizione, un non detto. Però ti devo confessare che tutto quel "dico, dice, dice, dico", secondo me, va a discapito della lettura. Io ti consiglierei di usare virgolette o caporali, come preferisci. E' un dialogo botta e risposta, quindi anche con gli a capo si segue bene il discorso.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao Melfo, cioè, ciao @Mirko Menolfi che bello ritrovarti. Sei un riflessivo, mi piace come cogli le sfumature. Questo racconto ha una trama profonda. Solo il tuo protagonista, che in cucina, fa compagnia alla madre sapendo che lo biasima, solo un tipo che disegna e sorride; solo lui può aver visto - tanto da immedesimarsi - quello che il piccolo fuggitivo all'inizio può aver provato. C'è molta sensibilità tra le righe.

Mi piace la scrittura moderna, mi piace l'utilizzo delle consonati ad attribuire il nome di qualcuno. Ho letto altre cose di te, da capire che in questo racconto i dialoghi con i ripetuti dico e dice sono voluti. Solo una cosa, poi valuta, ma è solo una sensazione. Ho trovato il signifataco tra le righe ( forse non quello che volevi trasmettere tu, ma comunque mi sono tirata le mie somme);  ci sono riuscita perchè sono sensibile, ma credo che i  tanti dice possano portare l'attenzione del lettore solo a quelli, e non al resto. Certo, il tuo lettore ideale magari va oltre, ma perchè precludersi di farsi leggere da un pubblico più vasto? Di arrivare a un pubblico più vasto, solo togliendo un dice qua e là. In un uno scambio di battute dà colore, risalta; ma se si esagera forse si crea l'effetto opposto, fa macchietta. Mi spiego meglio: i dice mi piacciono, danno un nome al racconto, solo che forse sono troppi...

E' solo una mia sensazione, ma ho voluto condividerla con te. Valuta, sapendo che posso sbagliarmi alla grande.

Ciao e buon fine settimana

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 1/2/2020 alle 11:24, Lorenzo Del Corso ha scritto:

Ciao, il racconto è interessante. Mi è piaciuto in modo particolare l'aspetto non verbale che c'è nella comunicazione tra i due personaggi, come se ci fosse una preterizione, un non detto. Però ti devo confessare che tutto quel "dico, dice, dice, dico", secondo me, va a discapito della lettura. Io ti consiglierei di usare virgolette o caporali, come preferisci. E' un dialogo botta e risposta, quindi anche con gli a capo si segue bene il discorso.

Grazie Lorenzo. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 1/2/2020 alle 13:25, Lauram ha scritto:

C'è molta sensibilità tra le righe.

Sono contento che trasparisca, in qualche modo. 

 

Il 1/2/2020 alle 13:25, Lauram ha scritto:

i dice mi piacciono, danno un nome al racconto, solo che forse sono troppi...

Stessa cosa che ha detto chi ha commentato prima di te. Lo riguarderó e taglierò qualche dice. Probabilmente non sono così efficaci come pensavo. 

 

Ad ogni modo, grazie tante. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Mirko Menolfi secondo racconto che leggo e mi sembra di sentirlo dalla tua stessa voce. Concordo con chi mi ha preceduta, i "dice/dico" mi piacciono ma sono davvero troppi. In molte domande non metti il punto interrogativo in altre sì, credo tu debba seguire solo un metodo. Tra l'altro, pur mancando di determinati segni di interpunzione, si legge tutto benissimo. Vedo che non usi nomi ma solo iniziali, e mi sorprende, alla fine mi fai riflettere anche su questo. Che i personaggi si chiamino Filippo, Matteo  o chissà come, non ha alcuna importanza, conta ciò che fanno e ciò che hai percepito di loro. Le tue narrazioni mettono in intimità lettore e autore perché hai una grande capacità: sai interiorizzare. Una voce decisamente personale e fuori dal comune. Bravo. (y)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Mirko Menolfi ciao, ho apprezzato molto il tuo racconto. Mi piace come l'hai scritto, in modo minimale e delicato; adoro il fatto che tutto, qui, si regga sul non detto. Su ciò che traspare e non su ciò che viene palesato o spiegato. Sulle piccole azioni comuni, come cucinare, come disegnare, come chiacchierare e costruire incomprensioni generazionali che forse fanno anche comodo.

Chiaro, la trama non è originalissima, ma in racconti come questo, secondo me, ciò che conta è il come, più del cosa. E il come, qui, ci sta alla grande.

Piaciuto molto

Ciao

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
22 ore fa, m.q.s. ha scritto:

@Mirko Menolfi ciao, ho apprezzato molto il tuo racconto. Mi piace come l'hai scritto, in modo minimale e delicato; adoro il fatto che tutto, qui, si regga sul non detto. Su ciò che traspare e non su ciò che viene palesato o spiegato. Sulle piccole azioni comuni, come cucinare, come disegnare, come chiacchierare e costruire incomprensioni generazionali che forse fanno anche comodo.

Chiaro, la trama non è originalissima, ma in racconti come questo, secondo me, ciò che conta è il come, più del cosa. E il come, qui, ci sta alla grande.

Piaciuto molto

Ciao

Grazie @m.q.s., belle parole. Mi piace che tu abbia visto su cosa regge lo scritto.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
9 ore fa, Pinguino Giallo ha scritto:

A me il fatto del dice, dico è piaciuto.

Sono gusti!

Comunque è abbastanza introspettivo, avrei voluto un approfondimento sulla vicenda.

 

Probabilmente non ne sono in grado. Devo lavorarci. Pensa che pensavo di saper anche scrivere. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

×