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Daleko

Quelle oscurità che soffocano lo scrittore

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Ciao a tutti. Quest'anno per me è iniziato con un lutto improvviso, che mi ha sconvolto e scosso più di quanto io sia disposta ad ammettere. Piango quasi ogni giorno e ho smesso di funzionare: non dormo, non mangio, se il mio ragazzo non provvedesse ai miei bisogni passerei il tempo a letto a fissare il soffitto. Ero già in cura per una depressione piuttosto forte, ma riuscivo ancora in qualche modo a mettere nero su bianco le storie che avevo da raccontare. Ora ho come l'impressione che nella mia mente sia stata murata una porta, che il posto da cui nascevano i miei racconti sia sparito senza preavviso. Ho già avuto dei "blocchi dello scrittore", in passato, con la tipica sensazione di non sapere più come dire ciò che si ha da dire. Ora invece sembra che io non abbia proprio più nulla da offrire al mondo, mi sento una pianta seccata e ormai morta da cui è inutile attendersi altri frutti.

Avete mai sperimentato qualcosa di simile? È davvero possibile non essere più... scrittori?

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Ospite
37 minuti fa, Daleko ha scritto:

Quest'anno per me è iniziato con un lutto improvviso,

 

37 minuti fa, Daleko ha scritto:

Ero già in cura per una depressione piuttosto forte, 

 

37 minuti fa, Daleko ha scritto:

Ora invece sembra che io non abbia proprio più nulla da offrire al mondo, mi sento una pianta seccata e ormai morta da cui è inutile attendersi altri frutti.

 

Ciao, @Daleko, mi dispiace per quello che stai passando. Credo possa succedere di smettere di essere scrittori, credo che possa succedere di smettere di essere quasi qualunque cosa siamo stati o abbiamo creduto di essere. Magari perché "scrittore" e "scrittura" si sono dati reciprocamente tutto quello che potevano, e non hanno più nulla da darsi, come succede a volte tra amici o tra innamorati.

 

Però non credo che sia questo il tuo caso, almeno non in questo momento. Stai semplicemente soffrendo nel buco nero di una malattia che sembra risucchiare tutto quello che c'è intorno e dentro di te. Curati e fatti curare. La scrittura tornerà.

 

In bocca al lupo. :) 

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Visto che hai posto il tema, mi permetto di darti un piccolo suggerimento sperando che ti sia utile.

Non ti conosco, per cui ciò che dico può valere in generale: per te, per me, per chiunque, o forse no ...

Comunque.

Spesso quando viviamo certi momenti ci sembra di aver perso qualcosa e vorremmo cercare di riottenere ciò che non riusciamo a ritrovare.

"Vorrei tornare come prima. Come quando non era ancora successo niente." E invece qualcosa è successo e il "prima" non tornerà mai più. Detta così sembra una considerazione amara, ma ciò che veramente ci limita e ci impedisce di andare avanti non è altro che questa nostalgia del "prima".

La vita è una strada a senso unico; può capitare di entrare in galleria, ma a quel punto possiamo solo andare avanti e scoprire dove sbuca, e non sarà mai nel posto da dove siamo entrati.

Forse se pensi di scrivere come "prima", visto ciò che ti succede, rischi di non trovarne più il senso. Allora forse dovrai cercare di dare un senso nuovo alla tua scrittura, il che potrebbe voler dire anche dare un senso nuovo alle cose che accadono nella vita.

Chissà, magari potrebbe essere l'inizio di una svolta.

Te lo auguro.

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Primo: datti tempo, la scrittura è un processo che comincia sotto la superficie, in un posto che adesso ti sembra inaccessibile, ma che tornerà a "comunicare", prima o poi.

Secondo: sono molto d'accordo con @Poldo Quando si cresce, tanto più quando si passa da esperienze di sofferenza, di lutto, di abbandono, ci si trasforma. Si deve accettare di non essere più quelli di prima, e lasciare che a scrivere e a comunicare col mondo sia il nostro "nuovo" io. Cosa combinerà? Chi lo sa. Ma abbi fiducia. 

Un abbraccio, se ti lasci abbracciare dalle sconosciute.

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Come ti hanno già detto altri, devi darti tempo per assimilare il lutto e il periodo che stai attraversando. La scrittura è bella, può essere utile, ma ci sono eventi nella vita che possono prosciugarti; l'unica cosa che si può fare è vivere il momento, aspettare che il dolore si attenui e ritorni la serenità per riprendere a scrivere. Oppure, puoi usare la scrittura per scaricare tutti i sentimenti che provi adesso: lascia stare la storia, le idee che avevi in mente, ma butta fuori quello che hai dentro. Può essere terapeutico.

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Il 14/1/2020 alle 22:32, Daleko ha scritto:

Quest'anno per me è iniziato con un lutto improvviso, che mi ha sconvolto e scosso più di quanto io sia disposta ad ammettere. Piango quasi ogni giorno e ho smesso di funzionare

 

Mi dispiace tanto :(

Hai la mia solidarietà.

 

Il 14/1/2020 alle 22:32, Daleko ha scritto:

Avete mai sperimentato qualcosa di simile?

 

Sì, anche adesso.

 

 

Il 14/1/2020 alle 22:32, Daleko ha scritto:

È davvero possibile non essere più... scrittori?

 

Io reagisco rispondendo NO a questa domanda; anzi, più divento triste, più scrivo. Perché per me la scrittura è un atto naturale, come dormire, respirare, sentire il cuore che batte… Smettere di scrivere è come smettere di respirare, smettere di dormire, ecc… È come smettere di vivere, in una parola. Scrivere aiuta, ti tiene legato alla vita, ti fa svagare, ti fa viaggiare, ti tiene il cervello e il cuore in funzione, in senso proprio e figurato. Non smettere mai, sforzati, poi diventa naturale e ti aiuto a superare il lutto. Casomai cambiano le cose che scrivi. Quella porta murata nella tua mente puoi riaprirla immaginando cosa c'è oltre e scrivendolo prima per te, poi per gli altri. Può essere una bella terapia e un viaggio interessante.

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@Daleko mi spiace molto per il lutto.

Tutti coloro che mi hanno preceduta hanno detto cose belle e sentite, aggiungo solo uno spunto: prova a scrivere a mano e se non ti vengono parole lascia la linea libera di andare, il gesto aiuta. Più di quanto si pensi.

Ciao!

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Se può esserti d'aiuto, io ho "smesso" di essere un videomaker circa sette anni fa. Non ragiono più come tale, non mi interessa minimamente ritornare a quella vita, non ho più un briciolo di passione per un campo al quale ho dato tutto quanto avevo fino alla fine... ma è stato un processo lungo, meditato e sereno, serenissimo anzi. Non credo sia questo il tuo caso: ti immagino ancora in balia di uno stato emotivo che non è la normalità.  Quando tornerai a navigare in acque tranquille, e non prima, avrai la calma per ragionarci sopra. Adesso la tua priorità credo sia venirne fuori... e sono certo che succederà presto. Confrontarsi qui con noi è un modo piuttosto coraggioso di elaborare il tuo lutto... perciò ti sono vicino e farò il tifo per te, come tutti noi. 

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Ciao @Daleko, leggo con tristezza il tuo post e rivivo una situazione molto simile a ciò che stai passando. Conosco bene la depressione e so che cosa ne comporta. Diciamo che nella "normalità dell'essere umano" è tutto normale. Vivere un dramma comporta a chiudersi a riccio. Io non ho vissuto un lutto ma non sono riuscita a toccare il pc per ben due anni. Durante il giorno non facevo nulla. Ti posso solo capire, anche se qui, ogni parola può sembrare banale e superficiale. Dai tempo al tempo, fatti aiutare da persone che ti amano come il tuo ragazzo. Non avere fretta di comprendere questo limbo e\o inferno.

Ti sono vicina con un abbraccio dell'alfabeto. Scegli tu quale parola è più utile in questo momento.

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Mi dispiace tanto per quello che stai passando.
So come ci si sente, ci sono dei giorni dove fisso il vuoto senza fare nulla, e alla sera vado a dormire stanchissima.
La depressione e un mostro nero. io lo chiamo il mio passeggero oscuro.
Non credo di essere la persona più adatta per aiutarti, posso solo abbracciarti nel mio piccolo.

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Vi ringrazio davvero tanto per la vicinanza, per il conforto e per le parole d'incoraggiamento. Mi scuso se non rispondo singolarmente a ognuno di voi, in questi giorni mi è difficile anche solo mettere in ordine i pensieri per scrivere qualche semplice commento, ma ho letto e apprezzato le risposte di ognuno di voi. Mi è davvero di aiuto sapere di avere comprensione ed empatia da parte di persone che condividono le mie stesse passioni e i miei stessi bisogni. Grazie ancora. 

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Perché invece non provi a scrivere tutto quello che ti passa per la testa, anche se ti sembra senza senso?

Prendi un foglio, un quaderno, apri una pagina di word e lasciala sempre lì, aperta, a portata di mano, pronta a ricevere quello hai dentro. Perché, per quanto ti possa sembrare brutto, triste, insensato, qualcosa dentro ce l'hai e ce l'avrai sempre. Non si può smettere di essere scrittrice, se quella è la tua natura e la tua passione.

Usalo come sfogo e intanto prenditi il tuo tempo, aspetta tempi migliori ma intanto scrivi e non smettere mai. Un giorno, quando ti sentirai pronta, rileggi tutto e scoprirai che anche dal caos può nascere qualcosa di bello e buono così come basta una piccola fiammella per annullare l'oscurità.

Chiuderti in te stessa, fissare il soffitto, annullarti e annullare chi ti sta intorno e ti vuole bene, non porterà mai a qualcosa di positivo.

Ti faccio le mie condoglianze per il lutto e un grosso in bocca al lupo affinché il sole torni a splendere presto, dentro e fuori di te.

Un abbraccio.

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Il 27/1/2020 alle 23:49, FranCorvo ha scritto:

Perché invece non provi a scrivere tutto quello che ti passa per la testa, anche se ti sembra senza senso?

Prendi un foglio, un quaderno, apri una pagina di word e lasciala sempre lì, aperta, a portata di mano, pronta a ricevere quello hai dentro. Perché, per quanto ti possa sembrare brutto, triste, insensato, qualcosa dentro ce l'hai e ce l'avrai sempre. Non si può smettere di essere scrittrice, se quella è la tua natura e la tua passione.

Usalo come sfogo e intanto prenditi il tuo tempo, aspetta tempi migliori ma intanto scrivi e non smettere mai. Un giorno, quando ti sentirai pronta, rileggi tutto e scoprirai che anche dal caos può nascere qualcosa di bello e buono così come basta una piccola fiammella per annullare l'oscurità.

Chiuderti in te stessa, fissare il soffitto, annullarti e annullare chi ti sta intorno e ti vuole bene, non porterà mai a qualcosa di positivo.

Ti faccio le mie condoglianze per il lutto e un grosso in bocca al lupo affinché il sole torni a splendere presto, dentro e fuori di te.

Un abbraccio.

 

Grazie mille, davvero. Purtroppo il vuoto che mi rantola nel petto richiede tutta la mia attenzione, e l'unica cosa che è riuscita a nascere da questo dolore è una poesia in memoriam, null'altro. Sento però un vago, appena percettibile bisogno di scrivere, e anche se al momento non ne ho le forze mi è comunque di consolazione. 

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5 ore fa, Daleko ha scritto:

 

Grazie mille, davvero. Purtroppo il vuoto che mi rantola nel petto richiede tutta la mia attenzione, e l'unica cosa che è riuscita a nascere da questo dolore è una poesia in memoriam, null'altro. Sento però un vago, appena percettibile bisogno di scrivere, e anche se al momento non ne ho le forze mi è comunque di consolazione. 

Di nulla, figurati.

Come ho scritto, prenditi il tuo tempo per metabolizzare il dolore ma non abbandonare la scrittura che ti può aiutare a tirar fuori le negatività e non abbandonarti all'oscurità.

In bocca al lupo.

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Il 13/2/2020 alle 10:46, FranCorvo ha scritto:

@Daleko come va? Qualche spiraglio di luce?

 

Ciao, grazie per avermelo chiesto.

L'Editore con cui ho firmato da poco mi ha mandato, proprio questo weekend, la prima bozza corretta del manoscritto. La depressione è ancora forte, e continuo a sentire un forte senso di vuoto che mi impedisce di scrivere, ma lavorare su qualcosa mi fa stare bene e mi distrae un po'.

Ammetto che mi si è stretto il cuore quando ho ripreso a leggere il manoscritto, la persona ch'è venuta a mancare a gennaio mi ha sempre sostenuto, e nonostante non si trattasse di un lettore ha letto e recensito con gioia il mio primo libro. Ho deciso di dedicargli questo romanzo, basato su una storia che aveva molto apprezzato, per rafforzare in qualche modo la sua presenza nella mia vita. Probabilmente suona patetico, ma mi permette di dormire con più tranquillità. 

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2 ore fa, Daleko ha scritto:

 

Ciao, grazie per avermelo chiesto.

L'Editore con cui ho firmato da poco mi ha mandato, proprio questo weekend, la prima bozza corretta del manoscritto. La depressione è ancora forte, e continuo a sentire un forte senso di vuoto che mi impedisce di scrivere, ma lavorare su qualcosa mi fa stare bene e mi distrae un po'.

Ammetto che mi si è stretto il cuore quando ho ripreso a leggere il manoscritto, la persona ch'è venuta a mancare a gennaio mi ha sempre sostenuto, e nonostante non si trattasse di un lettore ha letto e recensito con gioia il mio primo libro. Ho deciso di dedicargli questo romanzo, basato su una storia che aveva molto apprezzato, per rafforzare in qualche modo la sua presenza nella mia vita. Probabilmente suona patetico, ma mi permette di dormire con più tranquillità. 

Mi fa piacere e non è patetico e vedrai che portare avanti questo lavoro, tra correzioni, editng e pubblicazione ti aiuterà a rendere sempre viva la presenza di qualcuno che ti ha sostenuta affinché arrivassi proprio a questo. Vedrai che passerà anche il buio e tornerà la voglia di scrivere.

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C'è un tempo per ogni cosa. Adesso vivi in una dimensione buia, senza suoni, senza parole. Il problema non è perdere la voglia di scrivere, perché questa ritornerà, anche solo per parlare del tuo dolore. La cosa che davvero conta è credere in qualcosa che senti dentro di te, trovare un senso a quello che accade. Non sono una cattolica, ne una bigotta, ma credo in quello che davvero mi aiuta a trovare la gioia da sempre, e va oltre il mio scritto.

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Ciao @Daleko!

Scrivo in questo post perché richiamata come da un flauto magico che mi ha costretto alla lettura.

Confesso che è stato il tuo nick name (un nome a me molto caro) ad attirare la mia attenzione, ma leggendo qua e là ho poi scoperto una persona, una vita, emozioni, dinamiche che esulano da tutto quanto io leghi a un semplice termine.

 

Sono solo poche settimane che riprendo a scrivere dopo un periodo estremamente buio (che si avvicina a ciò che tu per prima devi aver vissuto, diciamo così). Nella speranza ti sia di aiuto ti porto la mia testimonianza positiva e mi domando oggi tu come stia.

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On 1/14/2020 at 1:32 PM, Daleko wrote:

Hi everyone. This year for me started with sudden grief, which shocked and shocked me more than I am willing to admit. I cry almost every day and I stopped working: I don't sleep, I don't eat, if my boyfriend didn't provide for my needs I would spend time in bed staring at the ceiling. I was already being treated for pretty severe depression, but I was still somehow managing to put the stories I had to tell on paper. Now I have the impression that a door has been bricked up in my mind, that the place from which my stories were born has disappeared without warning. I've had "writer's blocks" before, with the typical feeling of not knowing how to say what one has to say. Now it seems that I have nothing more to offer to the world,

Have you ever experienced something like this? Is it really possible not to be ... writers anymore?

Hello! What I'm saying is for anyone who doesn't feel inspired by writing as much as they used to, or when someone is on a writing block! Daleko, I know that I just joined Writer's Dream, but I have some advice that will work if you really do feel inspired by writing. You said you don't feel inspiration for writing. Well, here's the perfect solution:

I normally don't have a plan on what I'm going to write. You keep trying to think of something to write about, and you're not coming up with anything, and you think you have lost your inspiration for writing. The problem is, your trying to think about what to write too much. Don't think about what you should write about, unless if you really have an idea of what to write about and have it planned out perfectly, just write. I know it sounds confusing, after all, writing can require some thinking time. But, if you're not feeling any ideas, then you should start writing. How you can start writing without any clue of what to write about, or any ideas? Here's how: If your the type that describes things like the settings, how the trees sway in the wind, how the leaves fly everywhere, how the mice and creatures duck for cover in their shelter to protect themselves from the dangerous storm, and makes long stories, then you should start with that.

I like to write stories that include animals, cats for the most part. I love describing nature and every little detail. Normally, I write stories that include cats, mostly as the main characters. So now I'll start a story is by starting with nature. Here is an example:

 

A soft breeze rustled the leaves around it, blowing them into the night sky. Stars gleamed above, twinkling bright in the night. The moon shone on a small clear pool, casting its reflection. The pool shook when a leaf gently fell, giving up trying to stay on the tree above. Lush green grass waved as a cold breeze suddenly passed through it.

 

Just like that, I already have a beginning for a story. I didn't really think of what I should write. I just described things in nature. Nature can have a lot of things to describe, and I'm not really the type that likes to write about humans, unless if it's from an animals' perspective. I prefer writing about animals and nature rather than humans  . . . er, people, but that's just me. Don't just write about how the moon shines on a pool, casting its reflection, and how the soft breeze rustles the leaves around it, write about something you like to write about; if you like to write about people, write about it. If you like to write about other things, write about those things. Here's an example for if you like to write about people(forgive me if it isn't so good; I'm used to describing and writing about nature and animals):

 

She turned around to face a man with handsome blue eyes, a brown shirt, and a pair of blue-gray jeans, and light brown skin. Suddenly, the world around her didn't feel real. She had never seen or met this man before, but already she felt something for him. She gazed into his bright blue eyes, not knowing what to say.

 

I just randomly, without thinking, put a girl in the main character slot, since I am female, put a man after her, described the man, and then put in some feelings. I wasn't planning to make this a romance scene, or anything. I wasn't thinking of what I should write about. I just started writing, and after finishing that piece, I corrected any grammar errors. I have Grammarly, which I also highly recommend, and it helps me with grammar errors.

So, I'm hoping that your understanding what I'm saying. Here's a finished example of the first example I showed you, not too long; long enough for you to understand what I mean:

 

A soft breeze rustled the leaves around it, blowing them into the night sky. Stars gleamed above, twinkling bright in the night. The moon shone on a small clear pool, casting its reflection. The pool shook when a leaf gently fell, giving up trying to stay on the tree above. Lush green grass waved as a cold breeze suddenly passed through it. A mouse stuck its nose in the air, sensing danger. As it tried to find the direction the danger was coming from, a shadow suddenly cast over it. Before the mouse could react, teeth met its neck, and the mouse went limp. The mouse's predator revealed itself as it crept out of the shadows of the trees, and into the moonlight. It was a beautiful white she-cat, with jet-black paws and odd-eyes; one was yellow, the other was blue. The cat calmly walked towards the moonlit pool and placed the rodent on the pool's soft bank. She sat down on the bank, the mouse in front of her jet-black paws. She waited a couple of heartbeats there before some bushes shook, and out of the bushes came another cat. It was a long-haired gray Main Coon tabby tom, with a white muzzle, chest, paws, and tail-tip. The tom walked towards the she-cat and lay down on the bank beside her. The she-cat offered him the mouse, and he gratefully wolfed it down. "Welcome, Zulu." the she-cat mewled, breaking the silence that had started to yawn down. "Sunset," the tom nodded in greeting. "How's prey running for you?" "Well enough, thank you", Sunset purred. "I have called you here to hear this: The moon pool has called me in my dreams. I was running fast in my dream, like never before, and for some reason, my paws led me to the moon pool. It didn't speak to me because it wanted me to summon everyone first." Zulu nodded. "The moonpool only summons everyone when there is a great danger. If it would have spoken to you to tell you something individually, then it wouldn't have been as important." The she-cat and tom exchanged knowing glances before touching their noses to the cold surface of the moonpool.

 

I don't want to write too much, but that's an example. As you can see, I made it so that if I continue the story, there will be a full and interesting story. I think this reply to the forum is a bit too long, but it's okay because I want to help you. Just write a beginning. From there, continue to write. Loss yourself in the dimension. You'll eventually come to a part where you can make it interesting, like the one I just made.

Think about what I said, and try it. Some people like to plan before writing, and others like to just write with or without a plan. Even if your the type that likes to plan and think of ideas before starting to write, try what I said.

I'm not trying to let you down, but I'm letting you know this: I tried art once, but I soon gave up on it. After a while, I tried it again. I soon stopped again, but I got back up. That was the final battle. I know this sounds like it shouldn't let you down, but let me finish. In the end, it was the final battle because I gave up art. I realized that I couldn't do art. I only decided to try art because I wanted to get better at it. But I was never inspired by art. It sounds like I'm letting you down and doesn't seem like I'm helping you get up, but that's not the point; I haven't finished. I was never inspired by art in the first place. That's my point. See, writing was a whole different story. I was always inspired by writing. It probably doesn't make sense what I'm saying. What I mean is that because I was never inspired by art, I gave up on it; because I was inspired by writing, I loved it and never gave up on that. Here's what I think will help you the most:

 

If your inspired by writing and/or feel something for writing, then you'll keep getting up, and in the final battle, you will win!

 

Anyway, I hope this helps you and anyone who needs help finding their inspiration for writing! Good luck!<3

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