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Luna L.

Esperienze estive in colonia

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Salve a tutti,

approfitto con piacere di questa sezione.

Per i più grandicelli: c'è qualcuno che, come me, in estate veniva spedito dai genitori presso colonie, campeggi estivi o altri diabolici luoghi di tortura?

Scherzi a parte, sto scrivendo sull'argomento e ho paura di lanciarmi in particolari un po' troppo inventati o magari vissuti soltanto da me.

Qualcuno avrebbe ricordi, dettagli o incubi ricorrenti riguardo a pasti, punizioni, regole morali, programmi educativi, preti, sorveglianti, camerate o quant'altro?

Un altro dubbio: le colonie erano sempre divise per sesso o ne esistevano di miste? E in quest'ultimo caso, eventualmente a partire da quale epoca?

Grazie mille a chi vorrà rispondere.

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Non ci sono mai stata da bambina, ma ho fatto l'inserviente in una colonia estiva nel 1999. Ti può interessare (anche come "epoca")?

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@Antares_ assolutamente sì, ogni punto di vista o ricordo è ben accetto.

Mi interessa creare un'atmosfera che sia verosimile e in linea con quell'ambiente. 

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Allora, quando ci sono stata io ovviamente era già una struttura mista maschi/femmine (però alloggiati su piani divisi), ed era gestita da un'associazione laica, quindi niente preti ma solo un coordinatore e qualche parente del proprietario. C'erano due sezioni, una più vecchia dove alloggiavano i bambini e l'altra, nuova, per i ragazzini under 14. 

Le camerate erano quelle classiche con i letti tutti in fila, e ci dormivano anche gli assistenti/animatori. Pasti tutti insieme in una grande mensa con tavoli da 5-6, "allietati" dal coordinatore che accendeva lo stereo e passava fra i tavoli a fare il pirla con il microfono. 

La mattina i bambini seguivano varie attività: balli-ginnastica con la musica, giochi, corsi di nuoto ecc. Ogni tanto partivano per un parco divertimenti o altre gite fuori porta. Il pomeriggio, dopo il sonnellino, facevano i compiti, merenda e poi in spiaggia. La sera giocavano, venivano portati a passeggio per la città o partecipavano a festicciole.

Per quanto riguarda le regole nello specifico non credo nulla di particolare (anche perché se ne occupavano gli assistenti/animatori e il coordinatore, molto autorevole). Non ricordo nessun tipo di punizione, nemmeno castighi, solo rimproveri. Qualche scaramuccia, ma nel complesso i bambini erano abbastanza disciplinati. Il clima era tranquillo e giocoso. Ricordo solo una bambina sempre triste perché aveva nostalgia di casa.

(Per me l'unica punizione sarebbero stati i balletti ginnici sopra le canzoni di Britney Spears :asd:).

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Ti ringrazio per la descrizione molto dettagliata. 

Credo di essere sulla buona strada nella descrizione dell'ambiente e delle attività della giornata. Per il resto, il romanzo che sto scrivendo è ambientato negli anni '80 e in una colonia con forte impronta religiosa e questo porta con sé delle differenze sostanziali, soprattuto rispetto al clima, molto meno liberale e piacevole di quello descritto da te.

Mi piacerebbe conoscere esperienze in merito.

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9 minuti fa, Luna L. ha scritto:

molto meno liberale e piacevole di quello descritto da te.

Temo proprio di sì...

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Sono stato in colonia nel 1978 (avevo meno di 5 anni). La struttura era mista, ma le camerate erano divise. Io ero il più piccolo della camerata ma per fortuna mi ci avevano spedito con fratello e cugini. I ricordi sono molto vaghi. La struttura era mandata avanti dalle suore in modalità tipo caserma. La sera c'era anche il cinema. Di giorno si andava al mare, almeno io che ero piccolo Sono sempre stato molto schizzinoso ma fortunatamente quello che non mi piaceva lo davo ai cugini, perché il piatto andava svuotato, sotto la terribile supervisione delle suore. Le nostre madri ci avevano spedito tutti con una singola valigia, con dentro stampata e incollata la lista delle cose presenti (2 paia di mutande, 2 canottiere, 2 paia di slip etc). Altro non ricordo.

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Grazie @qeimada.

A noi venivano inflitte anche alcune ore di insegnamento religioso tipo catechismo oppure a sfondo morale, tipo "educazione" sessuale (tradotto: insegnamenti su astinenza, matrimonio, castità e affini), in genere durante le ore della mattina.

Naturalmente tutti, da una certa etá in poi, si infrattavano prontamente in coppiette nei boschi e prati attigui per smentire :lol:.

Chi veniva scoperto veniva severamente pulito. Ora capisco i tanti anni di analisi...:asd:

Qualcuno ricorda aspetti del genere?

 

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Ciao @Luna L.

Io sono andata in colonia una volta verso i primi anni '80, struttura laica. Avevo sui 10 anni (non ricordo la data esatta). Eravamo maschi e femmine insieme, una cameratona in cui si dormiva tutti; bagni attigui divisi, ma si sentivano i semi del bullismo con sfottò sulle dimensioni del pene di un bimbo grassottello. I bullismi femminili erano più sottili: sparlarsi contro, isolare, piccole invidie e malumori. Sopratutto verso la (e dalla) fighetta di turno. I guardiani mi beccavano sempre di notte perché non riuscivo a chiacchierare da sdraiata e mi sedevo sul letto (no comment). Ricordo qualche partita di pallavolo, la discoteca, i bus e la strana sensazione di gioia mista a disagio per il giorno di visita della famiglia. Nel complesso direi decente. Non ricordo cattiveria da parte degli adulti, solo quelle fra noi bambini. Interessante il fatto che non abbia alcun ricordo della mensa e del cibo... Mi interessa il tuo progetto, tienimi aggiornata se ti va! 

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Ciao @Adamantia,

ti ringrazio molto per la tua risposta, ne viene fuori un vissuto raccontato in modo molto personale.

Bella la descrizione delle tue sensazioni rispetto alla visita della famiglia, era così anche per me.

Mi sto facendo l'idea che uno dei nodi fondamentali che distinguono un tipo di esperienza dall'altra sia a questo punto costituito dal fatto che le colonie fossero o meno laiche.

Nel mio caso (parlo della mia infanzia) erano di stampo religioso e ti dico in tutta sincerità che non sapevo ne esistessero di laiche.

Mi fa piacere sentirti interessata al mio progetto. 

In soldoni, è un romanzo in cui l'ambiente della colonia fa da sfondo a un particolare momento di crescita di un gruppo di ragazzi. Mi interessa però far emergere alcuni aspetti legati appunto all'eccessiva religiosità, a bigottismi, pregiudizi e moralismi che possono contribuire a creare una forte barriera nella comunicazione tra ragazzi e adulti, in età già sensibili.

Mi piacerebbe anche riuscire a rendere in maniera piacevole le atmosfere e la quotidianità dell'esperienza in colonia.

Spero di essere in grado di trasmettere tutto questo riuscendo a mantenere una certa leggerezza. È forse il progetto più difficile che ho intrapreso finora, e ti terrò quindi aggiornata con molto piacere.

 

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Ciao @Luna L.

Progetto molto interessante e ambizioso: sarà facile cadere in luoghi comuni e/o fanatismi, ma se riesci a farlo con leggerezza, mostrando senza dire, sarà molto bello. Sarà come un microcosmo, rappresentativo di una realtà più ampia. Io non mi ricordo una targa di laicità esplicita in colonia, ma non c'erano suore e non ci facevano fare alcuna attività di stampo religioso, quindi suppongo fosse laico :D. Buon lavoro e fammi sapere! 

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Per continuare a stuzzicare la tua curiosità, aggiungo il fatto che sto tentando di trattare le tematiche di cui sopra partendo da una situazione piuttosto singolare ed imprevista, arrivata all'improvviso a turbare i poveri abitanti della colonia.

Non ti anticipo di più. Era per dire che vorrei evitare spiegoni e pesantezze varie, e cercare di far trasparire certe realtà soltanto tramite le reazioni dei personaggi (cosa appunto abbastanza difficile).

Specifico perché altrimenti, rileggendo quello che ho scritto sopra, potrei dare l'idea di voler scrivere un polpettone pedante e noioso, cosa che non è nelle mie intenzioni :lol:.

Sto cercando una chiave abbastanza divertente, a tratti anche comica. 

Se poi avrò il coraggio, magari metterò qualche frammento in "officina", ma per ora mi fanno tutti troppa paura ._.:arrossire:.

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