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Talia

[N2019 - 3A] Yesterday

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Commento

 

Macro-genere: Sentimentale

Traccia: rifiuti

 

Forte dei marmi - Settembre 1968

 

Danila si leva i sandali e stropiccia i piedi nella sabbia. Di notte è tiepida e un po' umida: le piace la sensazione quando le passa tra le dita. Prende sotto braccio l'amica e, insieme, si avvicinano al falò.

 

… Now it looks as though they're here to stay,

Oh I believe in yesterday…

 

Un ragazzo sta cantando a testa bassa. I lunghi capelli coprono il volto. Altri ragazzi siedono intorno: chi fuma, chi si bacia e chi canta.

Qualcuno le vede arrivare, anche se non le conoscono fanno spazio per sedersi su un tronco. Sono un po' intimorite dall'atmosfera e stordite dall'odore dell'incenso. È la prima festa sulla spiaggia a cui hanno ricevuto il permesso di partecipare.

 

… Yesterday, love was such an easy game to play

Now I need a place to hide away…

 

Le mani del ragazzo accarezzano una chitarra su cui spicca in bianco il simbolo della pace. É stata Danila a dipingerlo. Lui ha visto i suoi acquarelli e le ha chiesto di decorare lo strumento. Le dita piene di anelli stringono un plettro nero e oro. Danila non riesce a staccare l'attenzione dall'amico: ammira i movimenti armonici e le oscillazioni dei bracciali di corda che porta ai polsi. Le ha invitate lui alla festa di fine estate.

Il ragazzo alza la testa verso la luna, mantenendo gli occhi chiusi finché l'ultimo accordo non si è disperso nell'aria. Poi li riapre e incontra quelli incantati di Danila.

 

Dopo un paio d'ore i due si appartano per sussurrarsi le urgenze e scambiarsi le energie dei vent'anni visti solo dalle stelle. Infine si addormentano, abbracciati e nudi, cullati dal suono della risacca.

 

Così li scopre il mattino dopo la madre di Danila, in cerca della figlia che la sera non è rientrata. «Vattene!» urla contro il ragazzo, dopo avergli lanciato i vestiti. E, mentre la figlia si riveste, lo avvisa:«Sta per arrivare mio marito: ha la mano pesante».

Il ragazzo fugge demoralizzato, dimenticando la chitarra accanto a Danila.

 

Modena - Novembre 2003

 

Stefano si dirige al solito posto e sa che nemmeno quella mattina rimarrà deluso. Davanti alla villetta c'è un camion giallo: cominciano a traslocare i primi mobili.Si sfrega le mani: è quasi come trovare i regali sotto l'albero la mattina di Natale.

Aspetta che il camion parta, poi si avventa sui cassonetti. Le mani sporche aprono frenetiche gli scatoloni accumulati sul marciapiede: un servito in ceramica, vecchi libri ingialliti e riviste muffose, lampadine e poi, meraviglia, cinque o sei coperte. Sono strappate in più punti, ma la lana sembra di buona qualità. Più avanti ci sono dei secchi di plastica vuoti. Anche quelli, una volta ripuliti, saranno utilissimi.

Quando Giacomo lo vede arrivare col saccone sulle spalle, si alza di scatto dal gradino della ex pasticceria; un buon posto, che gli è costato una cicatrice sulla fronte.

«Cosa hai trovato stamani nel tuo territorio?»

«Facciamo festa, amico,» sorride Stefano «coperte!»

Giacomo si mette a frugare impaziente nel saccone e l'amico si dirige al suo gradino. Da ieri non dorme più sui cartoni appoggiati sopra il granito, bensì su un vecchio materasso di cui i tipi della villetta si erano disfatti. Questo ha provocato l'invidia di Giacomo.

Per chi vive in strada, evitare le risse può significare sopravvivenza, perciò Stefano ha promesso che il giorno seguente avrebbe portato un regalo per lui.

«Senti, va bene cose utili. Ma non hanno gettato niente con cui possiamo passare il tempo? Niente di superfluo?»

«Cosa intendi? C'erano dei bicchieri, delle tazzine, dei…»

«No, no» lo interrompe Giacomo, «non hanno buttato dei libri?» chiede arrossendo un po'.

«Certo, moltissimi.»

I due uomini si guardano negli occhi. Tocca a Stefano tornare a prenderli: ha scoperto lui la famiglia in trasloco e ha l'esclusiva sui cassonetti.

 

Arriva un po' trafelato, vuole sbrigarsi o alla mensa gli toccheranno solo i fondi delle pentole.

Nota subito una nuova scatola lilla. Contiene molti abiti da donna. Li sposta, toccandoli con la punta delle dita. Emanano odore di lavanda usata per profumare i cassetti. Il suo naso non annusa niente di così delicato e buono da molti anni. Come le mani non toccano tessuti morbidi da tempo.

Si gode quel momento di benessere olfattivo, poi la curiosità ha il sopravvento. Spostando gli abiti trova dei vinili. Su uno ci sono ritratti quattro uomini in impermeabile blu: i Beatles!

Trema il disco, tremano le labbra e le ginocchia.

Da quando vive per strada, il suo unico pensiero è tirare avanti. È dura, tanto che non ricorda quasi più la sua vita di prima.

Si accorge che dal fondo dello scatolone spunta la paletta di una chitarra. Allunga le dita, ma riesce a malapena a sfiorarla, perché delle voci provenienti dalla villetta lo fanno sussultare.

«Dove è finita la mia scatola? L'avevo messa qui nell'ingresso, preparata per l'ultimo viaggio di domani.»

«Che te ne fai di quattro vestiti da ragazzina che non ti stanno più? L'ho buttata.»

«Ma è la mia scatola dei ricordi!»

Qualcuno armeggia alla serratura. Stefano afferra al volo dei libri e scappa.

Si nasconde dietro un albero in penombra e si gira verso la villa. Una donna esce sbraitando e un uomo da dietro cerca di trattenerla per un braccio.

Stefano guarda i due che discutono. Le finestre della villetta, sullo sfondo, lasciano filtrare la luce: percepisce una sensazione di caldo e protezione.

I coniugi si abbracciano, segno che hanno trovato un accordo. La donna indugia ancora un po' sulla soglia, per lanciare l'ultima occhiata alla scatola.

Quanto è bella! pensa Stefano, che le donne non le tocca più da tanto.

 

Quella notte non riesce a dormire. Sogna baci alla lavanda e vestiti morbidi, sogna pelle di donna. E poi sogna di suonare di nuovo e di fare l'amore sulla spiaggia.

Al risveglio pensa che con quella chitarra, se non fosse rotta, potrebbe racimolare qualche spicciolo alla stazione. Deve recuperarla.

 

È presto e tutti dormono ancora, quando arriva alla villa.

Si precipita ai cassonetti e dalla scatola estrae la chitarra, come fosse la spada nella roccia. Gli appare uno strumento colore del mogano con un simbolo bianco sulla cassa.

Il suo cuore è totalmente fuori controllo. Gli gira la testa, il petto è compresso e i muscoli tesi. Preferisce sedersi sul bordo del marciapiede e abbracciare la chitarra.

Versa lacrime sulle corde, sul legno e sui tasti. Guarda e riguarda lo strumento: come è incredibile la vita.

Le corde sono tutte al loro posto. Chissà se è ancora in grado di suonare.

La imbraccia e prova a pizzicarla. Si accorge che tra le corde è infilato un plettro, nero e oro.

«Danila…» sussurra piano.

Una tempesta di emozioni, di ricordi piacevoli dal sapore salmastro e di parole delicate lo investe.

Singhiozza ancora un po', quindi si concentra. Le dita sono legnose all'inizio, poi iniziano a rispondere come si deve. Tutto sommato, lo strumento suona ancora bene.

China la testa verso le corde, appoggia le dita della mano sinistra - Fa Mi minore La - accompagna col ritmo della destra e dopo il primo giro comincia a cantare:

 

Yesterday, all my troubles seemed so far away…

 

La villetta si sveglia, arriva il camion giallo e alcuni uomini entrano e escono dal portone, indaffarati a trasportare cose.

Stefano continua a cantare seduto con le gambe incrociate, testa bassa e occhi chiusi. Non è più lì, ma su una spiaggia del Forte trent'anni prima.

 

Now I need a place to hide away

Oh, I believe in yesterday

Mmmm

 

Alza la testa verso il cielo, aspetta che le note si dissolvano nel vento freddo di metà autunno e apre gli occhi. Tra il trambusto frenetico del trasloco, vede Danila, ancora più bella della sera prima. È avvolta in un elegante cappotto grigio e sale su una berlina col motore acceso.

L'auto scompare veloce in fondo al viale. Stefano preferisce suonare ancora un po' la sua vecchia chitarra, seduto sul marciapiede, prima di andarsene.

 

 

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:)  Eccomi da te, @Talia , nel ruolo autoinflitto  ;)  di CddS (Commentatrice degenere di Scrittopoli).

 

 

14 minuti fa, Talia ha scritto:

Dopo un paio d'ore i due si appartano per sussurrarsi le urgenze e scambiarsi le energie dei vent'anni

virgola

1 minuto fa, Talia ha scritto:

visti solo dalle stelle. 

bell'immagine.

1 minuto fa, Talia ha scritto:

 

Aspetta che il camion parta, poi si avventa sui cassonetti. Le mani sporche aprono frenetiche gli scatoloni accumulati sul marciapiede: un servito

refuso per servizio

1 minuto fa, Talia ha scritto:

 

Quando Giacomo lo vede arrivare col saccone sulle spalle, si alza di scatto dal gradino della ex pasticceria; un buon posto, che gli è costato una cicatrice sulla fronte.

un buon modo di mostrare il barbone, invece di dirlo a chiare lettere. Ok!

 

Il tuo racconto, Talia, mi ha lasciato delle sensazioni contrastanti. Ti spiego. Mi presenti un ragazzo che ama la pace, la musica e l'amore e me lo fai ritrovare, trent'anni dopo, nelle

vesti di un barbone che si arrabatta a vivere tra i rifiuti, più o meno importanti, che trova nei cassonetti. Non so, non mi basta ritrovarlo così, senza altre informazioni sull'involversi delle sue aspirazioni. Scusami.

Comunque, coerente con l'impostazione che hai dato al racconto, ecco il finale malinconico e in linea con le diverse dimensioni dei due protagonisti.

Per il resto, mi piace il tuo modo di scrivere, e trovo ben caratterizzato il rapporto tra i due barboni nel loro accettarsi e integrarsi 'un l'altro.

Una bella idea quella di fare cantare Yesterday dei Beatles a Stefano, sia all'inizio che alla fine, con la stessa chitarra, perduta e ritrovata, intatta. 

Nel finale, si sente la stretta di una disincantata mancanza di motivi di riscatto, quasi bastasse la nostalgia di qualcosa che comunque si è vissuto.

Hai uno stile che trascina il lettore a seguirti, scorrevole, chiaro negli sviluppi e corretto nella forma.

A rileggerti!

 

CddS  Zaza  :saltello:

 

 

 

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Grazie @Poeta Zaza

Sei stata velocissima a commentare. 

 

9 ore fa, Poeta Zaza ha scritto:

Hai uno stile che trascina il lettore a seguirti, scorrevole, chiaro negli sviluppi e corretto nella forma.

Grazie, sono contenta:arrossire:

 

9 ore fa, Poeta Zaza ha scritto:

Non so, non mi basta ritrovarlo così, senza altre informazioni sull'involversi delle sue aspirazioni. Scusami.

Questa è un'altra storia. La scriverò in un futuro racconto, o in un libro chissà :P

Non c'è lo spazio in 8k caratteri per allargare troppo la storia con dettagli secondari o storie parallele. Lui è diventato un clochard, alla fantasia del lettore come ci è finito sul lastrico. La storia parte da lì. È la storia di un barbone e di una chitarra. Capisco però cosa vuoi dire. 

 

Grazie della tempestività e del commento. 

 

Talia 

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10 ore fa, Talia ha scritto:

Il ragazzo fugge demoralizzato, dimenticando la chitarra accanto a Danila.

Non credo che la madre l'avrebbe fatta portare a casa da Danila.

 

Racconto carino e scritto bene: si lascia leggere sino al finale, che non costituisce certo una sorpresa.

Personalmente mi va bene così e non voglio sapere come è diventato un clochard.

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Un racconto che sa toccare le corde giuste, direi parafrasando, le corde sentimentali giuste. La trama è piuttosto tradizionale ( i Beatles, gli hippies, la chitarra, la spiaggia, l'amore sotto le stelle, il salto temporale che trasforma radicalmente i personaggi... tutti temi classici, evergreen)  ma supportata da una scrittura precisa e limpida. ben strutturata. E lì sta appunto la forza di questo racconto.  Che piglia il lettore (tra l'altro, chi non ha esperito almeno una di quelle situazioni?). Brava.

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1 minuto fa, don Durito ha scritto:

tra l'altro, chi non ha esperito almeno una di quelle situazioni?

Beh, clochard a parte, intendevo :D

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Grazie @don Durito del graditissimo passaggio:rosa:.

 

10 minuti fa, don Durito ha scritto:

Un racconto che sa toccare le corde giuste, direi parafrasando, le corde sentimentali giuste

Ne sono felice. 

 

8 minuti fa, don Durito ha scritto:

Beh, clochard a parte, intendevo 

:D

 

Talia 

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Ciao, un bel racconto, evocativo e nostalgico. Hai saputo descrivere bene la situazione del protagonista, senza indulgere in sentimentalismi, trasmettendo le emozioni attraverso i dettagli concreti (commovente la parte dove parla dei profumi e dei tessuti morbidi a cui non è più abituato, e anche quella dove l'amico chiede dei libri). Bello anche se malinconico il finale, visto che un lieto fine non sarebbe stato possibile.

17 ore fa, Talia ha scritto:

Dopo un paio d'ore i due si appartano per sussurrarsi le urgenze e scambiarsi le energie dei vent'anni visti solo dalle stelle.

molto bella questa frase, con echi di DeAndrè! Io aggiungerei solo una virgola prima di visti

17 ore fa, Talia ha scritto:

Le dita sono legnose all'inizio, poi iniziano a rispondere come si deve

Qui sostituirei "all'inizio" con "da principio" o altro per evitare la ripetizione così ravvicinata

Per il resto il racconto è scritto davvero bene, e mi è piaciuto molto. (y)

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Racconto ben scritto, in maniera semplice ma corretta.

L'aderenza alla traccia c'è, quella al genere anche: la storia è gradevole e riesci a commuovere senza strappare di tasca il fazzoletto al lettore.  Lo spaccato di vita sociale e il rapporto tra i due senzatetto aggiunge un plusvalore alla trama.  

Mi è piaciuto.

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6 ore fa, Silverwillow ha scritto:

Ciao, un bel racconto, evocativo e nostalgico. Hai saputo descrivere bene la situazione del protagonista, senza indulgere in sentimentalismi, 

Grazie @Silverwillow, sono molto contenta tu abbia gradito la lettura:rosa:

 

Grazie anche a te, @Marcelloper l'apprezzamento:

2 ore fa, Marcello ha scritto:

Lo spaccato di vita sociale e il rapporto tra i due senzatetto aggiunge un plusvalore alla trama.  

Mi è piaciuto.

Sono felice:arrossire:

 

Talia 

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Ciao @Talia,

la parte centrale del racconto (per me) è la più bella. Lo spaccato della vita presente di Stefano, il rapporto con Giacomo, le preoccupazioni e le piccole speranze quotidiane. La fine è sicuramente ben scritta, però io l'ho trovata un po' stucchevole. Ma è un racconto sentimentale (a me i racconti sentimentali fanno spesso questo effetto) e tu sei stata nostalgica e struggente come la canzone che citi, quindi probabilmente va benissimo così.

A rileggerti presto. :) 

 

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15 ore fa, mercy ha scritto:

La fine è sicuramente ben scritta, però io l'ho trovata un po' stucchevole. Ma è un racconto sentimentale

Non mi destreggio bene nei "paletti" dei generi (sarà perché odio le categorizzazioni in molti ambiti della vita e quindi rifiuto le etichette) pertanto, per essere sicura di non sbagliare, ho mantenuto lo standard del sentimentale :P. O almeno ci ho provato. 

 

Grazie @mercy del commento :rosa:

 

14 ore fa, Garrula ha scritto:

racconto commovente, anche nella sua semplicità. Brava! 

Grazie @Garrula per le parole gentili. :rosa:

 

Talia 

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Wow, @Talia, questo per me lo hai azzeccato! Delicato, malinconico, tenero e dolente insieme. Un'atmosfera alla call me by your name. Pollice molto in su.

Secondo me potresti sottrarre delle cose, e il testo ne gioverebbe.

Qui: 

Il 11/1/2020 alle 22:00, Talia ha scritto:

Da quando vive per strada, il suo unico pensiero è tirare avanti. È dura, tanto che non ricorda quasi più la sua vita di prima.

Questa frase mi è suonata di troppo. Stai già facendo capire molto bene cosa ha in animo il protagonista, puoi pure non esplicitarlo. Ma è una questione di dettaglio

 

Il 11/1/2020 alle 22:00, Talia ha scritto:

«Dove è finita la mia scatola? L'avevo messa qui nell'ingresso, preparata per l'ultimo viaggio di domani.»

«Che te ne fai di quattro vestiti da ragazzina che non ti stanno più? L'ho buttata.»

Ok, tutto può essere, ma è un gesto talmente odioso che mi ha stonato rispetto all'armonia del tutto. Nel senso, magari puoi trovare un espediente narrativo meno forzato

 

Il 11/1/2020 alle 22:00, Talia ha scritto:

Quanto è bella! pensa Stefano, che le donne non le tocca più da tanto.

Anche qui lascerei che si intuisse senza dirlo: cos'ha in animo un barbone che vede una bella donna del mondo agiato? Vivere per strada comporta anche questa di privazione? Probabilmente sì, o forse non del tutto... lascerei all'implicito

 

Il 11/1/2020 alle 22:00, Talia ha scritto:

estrae la chitarra, come fosse la spada nella roccia.

you win! immagine azzeccatissima

 

Il 11/1/2020 alle 22:00, Talia ha scritto:

La imbraccia e prova a pizzicarla. Si accorge che tra le corde è infilato un plettro, nero e oro.

Idem. Chi suona la chitarra sa questo passaggio è iper-realista. Mi hai fatto capire con una frase che suoni la chitarra, al di là di ogni ragionevole dubbio

 

Insomma, brava!

 

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@Talia ciao, il tuo stile mi piace molto e questo sentimentale malinconico e tenero allo stesso tempo mi ha convinto :) 

Ho trovato di grande impatto l'idea della canzone Yesterday cantata all'inizio e poi di nuovo alla fine con la chitarra ritrovata da Stefano che ha chiuso il cerchio della storia.

Il 11/1/2020 alle 22:00, Talia ha scritto:

Il suo cuore è totalmente fuori controllo. Gli gira la testa, il petto è compresso e i muscoli tesi. Preferisce sedersi sul bordo del marciapiede e abbracciare la chitarra.

Versa lacrime sulle corde, sul legno e sui tasti. Guarda e riguarda lo strumento: come è incredibile la vita.

Le corde sono tutte al loro posto. Chissà se è ancora in grado di suonare.

La imbraccia e prova a pizzicarla. Si accorge che tra le corde è infilato un plettro, nero e oro.

Questo passaggio l'ho apprezzato in particolar modo, descrive in maniera perfetta l'emozione del protagonista nel ritrovare il suo strumento perduto e la tensione provata nel chiedersi se dopo essere trascorso tempo in cui è cambiata la sua identità sociale, divenendo un clochard, sia ancora in grado di suonare. Il fatto che torni con la mente a ricontattare il suo passato e che riveda Danila, rende il finale dal sapore ancor più delicato e ciò mi ha colpito positivamente.  

Ben scritta anche la parte dell'interazione tra Giacomo e Stefano. Bravissima. :) 

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@Edu, @Ljusete @julia1983

Grazie di essere passati :rosa:

 

8 ore fa, Edu ha scritto:

questo per me lo hai azzeccato! Delicato, malinconico, tenero e dolente insieme. Un'atmosfera alla call me by your name. Pollice molto in su.

Sono onorata di questo tuo giudizio:love3: quasi imbarazzata, direi, e non è facile mettermi in imbarazzo. Non ti sei mai sbilanciato tanto su un mio racconto. Adesso vado a letto molto più realizzata :yahoo:

Trovo I tuoi tagli sensati e ragionevoli, ottimi suggerimenti, grazie. 

 

6 ore fa, Ljuset ha scritto:

Piaciuto

Mi piace questo participio :P, molto molto. Grazie! 

 

6 ore fa, julia1983 ha scritto:

Bravissima. :) 

Grazie mille! Che bel complimento:arrossire:

 

Talia 

 

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