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Kuno

[N2019-3B] Come un osso spolpato

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@Kuno

potrei farti i complimenti per questo bellissimo racconto, ma poi ti monteresti la testa e inizieresti a scrivere peggio, vincendo sempre meno contest. Quindi te li faccio. :)

Bravo davvero!

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Il 11/1/2020 alle 19:35, Kuno ha scritto:

Ho personalmente assistito a tutte le fasi dell’intervento e memorizzato i dettagli degni di nota. Dopo essermi assicurato che tutto si fosse svolto senza intoppi, mi sono affrettato a lasciare il luogo prima del risveglio del soggetto.

Ho assistito personalmente / Ho assistito di persona suonano meglio; il personalmente messo lì fa subito pensare a un pensiero, un giudizio (personalmente penso che...).

Essermi / mi sono > per rendere tutto più fluido basta cambiare "mi sono affrettato" in un diretto ho lasciato il luogo prima [...].

Il 11/1/2020 alle 19:35, Kuno ha scritto:

«Bene, è pronto per tornare a casa» esordì il più anziano, servendosi di numerose contrazioni dei muscoli facciali. Le labbra si erano separate e ricongiunte più volte, disegnando sul volto smorfie fugaci e sempre nuove. Per la prima volta in oltre vent’anni, Delio aveva visto e sentito qualcuno parlare con la propria voce, non attraverso il Dispositivo Relazionale. D’istinto portò la mano alla tempia e massaggiò il cranio rasato di fresco. Me lo hanno strappato via, pensò, non sono più collegato al DR.

Oltre a essere parte di un incipit favoloso, fai subito capire che c'è qualcosa di particolare nell'ambientazione e la delinei con maestria in poche frasi. Si capisce subito dove stai per andare a parare e in questo caso è essenziale: bravo. Ovviamente hai pensato a me per la sigla DR, è evidente... :asd: 

Il 11/1/2020 alle 19:35, Kuno ha scritto:

Delio avvicinò l’occhio allo spioncino per mettere in funzione la serratura. Per fortuna il portone era di quelli che ancora si aprivano con la scansione dell’iride. Aveva discusso con Anna la possibilità di sostituirlo con un modello collegato al loro DR, ma non si erano mai decisi ad affrontare la spesa.

Il narratore è onnisciente, anche se il focus è su Delio: meglio usare "per sua fortuna", altrimenti stai dando un parere tu autore.

Il 11/1/2020 alle 19:35, Kuno ha scritto:

Allora mostrò ad Anna la cucitura sul cranio calvo e lei capì subito di aver perso per sempre la connessione telepatica con il marito. Si ritrasse come graffiata dalla scoperta, e quando lui tornò a far vibrare le corde vocali per storpiare il suo nome, scosse la testa rifugiandosi in un angolo della stanza, con i palmi ben pressati sulle orecchie.

Due problemi, uno grave e uno no: dove li hai messi i punti e virgola, e perché non li usi mai? Il secondo problema deriva dal primo: alcune frasi (poche, invero) potrebbero essere molto più scorrevoli usandoli!

Allora mostrò ad Anna la cucitura sul cranio calvo e lei capì subito di aver perso per sempre la connessione telepatica con il marito; si ritrasse come graffiata dalla scoperta, e quando lui tornò a far vibrare le corde vocali per storpiarne il nome, scosse la testa rifugiandosi in un angolo della stanza, con i palmi ben pressati sulle orecchie.

 

Ti ho voluto segnalare queste cose per affinare ancora un racconto che è quasi perfetto, da manuale, e non in senso asettico.

Ottimo l'escamotage di usare una voce narrante esterna di tanto in tanto per velocizzare gli eventi e riassumere informazioni in modo non banale; buonissimo l'incipit nel mezzo dell'azione e il finale, che allo stesso tempo chiude e lascia aperto; perfetto lo svolgimento, che delinea l'ambientazione fantascientifica con pochi scatti dall'angolazione giusta.

Qualche esempio:

Il 11/1/2020 alle 19:35, Kuno ha scritto:

«Bene, è pronto per tornare a casa» esordì il più anziano, servendosi di numerose contrazioni dei muscoli facciali. Le labbra si erano separate e ricongiunte più volte, disegnando sul volto smorfie fugaci e sempre nuove.

 

Il 11/1/2020 alle 19:35, Kuno ha scritto:

Si guardò intorno: sulla strada si affacciavano monoliti di diverse dimensioni, ma tutti spogli e grigi allo stesso modo.

 

Il 11/1/2020 alle 19:35, Kuno ha scritto:

Rimossi dagli indumenti le tinte e le fogge olografiche, non restava che la stessa tuta grigio chiaro indossata da ogni cittadino.

 

Il 11/1/2020 alle 19:35, Kuno ha scritto:

Non sembrava casa sua senza le piante olografiche a ravvivare il salotto né il canto artificiale degli uccelli in cucina.

 

Il 11/1/2020 alle 19:35, Kuno ha scritto:

Guardava la gente in grigio filare sicura e infilarsi negli anonimi parallelepipedi. [...] Le sfumature cangianti del municipio, il sole rotante sopra il casinò Solstizio, le statue animate al centro delle piazze: la maggior parte dei punti di riferimento era a lui invisibile.

[...] Il treno lo avrebbe portato oltre il confine nazionale, dove i mobili erano ancora pieni di vestiti.

 

Sei stato in grado di far entrare il lettore nella storia non con una sbirciatina, ma proprio per intero, da capo a piedi.

Usa i punti e virgola. Ciao.

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1 ora fa, Niko ha scritto:

Ho assistito personalmente / Ho assistito di persona suonano meglio; il personalmente messo lì fa subito pensare a un pensiero, un giudizio (personalmente penso che...).

Essermi / mi sono > per rendere tutto più fluido basta cambiare "mi sono affrettato" in un diretto ho lasciato il luogo prima [...].

:comedicitu:

I paragrafi dell'osservatore esterno sono stati i più difficili da scrivere. Si tratta di brevi rapporti e lo stile dovrebbe essere impersonale, standardizzato: un registro che proprio non mi appartiene. Infatti non mi piace come sono venute queste parti.

 

1 ora fa, Niko ha scritto:

Ovviamente hai pensato a me per la sigla DR

Io penso sempre a te, sciocco <3 

 

1 ora fa, Niko ha scritto:

Il narratore è onnisciente, anche se il focus è su Delio: meglio usare "per sua fortuna", altrimenti stai dando un parere tu autore.

In questa frase è come se avessi sottinteso: Delio pensò che per fortuna il portone.... È una cosa che vedo fare spesso con la terza persona, per evitare di ammorbare il lettore con tutti quei pensò, si disse che, si ricordò che...

Però forse in quei casi il narratore non era onnisciente. :muu:  

 

1 ora fa, Niko ha scritto:

dove li hai messi i punti e virgola, e perché non li usi mai?

È vero, quando scrivo di fretta metto molti più punti fermi. Poi me ne accorgo quando rileggo e ritocco per fare ancora più danni.

Però in quel caso specifico che citi metterei comunque il punto fermo :ciaociao:

EDIT: no, forse ho già cambiato idea. Mi sa che ci sta meglio il punto e virgola. Vabbè, quando sari il mio editor a queste cose ci penserai tu :comedicitu:

 

Grazie, amore <3 

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Ti hanno già detto che ha gli stilemi di Black Mirror e concordo in pieno con chi mi ha preceduto. In particolare il paragone con la puntata di Natale è molto azzeccato. Anche se, a mio avviso, questo testo è più profondo. Qui c'è il contraltare della voce del suo "controllore" che ci dà una seconda lettura al testo e quindi siamo su due piani: quello del vissuto del protagonista e quello delle riflessioni di chi lo analizza.

Ora i testi fantascientifici sono riusciti quando esagerano una roba del presente e ci fanno riflettere amaramente. Questo testo a mio avviso lo fa in modo sontuoso e crea un parallelo con il mondo dei social, e in generale online, con le sue lucine ingannevoli, che spesso cozzano con l'offline, ormai desueto e meno affascinante, perché lento e noioso. Iconico in questo senso che la moglie lo abbandoni perché non può più "comunicare" con lui. E che lui stesso vada via, in un mondo antico, dove ci sono ancora i vestiti negli armadi.

Il focus è sulla comunicazione, vera croce e delizia della società odierna. Online ci sono banalmente i meme e per capirli devi essere online, vivere online, avere un background che ti crei solo l'online è il tuo pane quotidiano.

Per quanto riguarda la parte lessicale la trovo azzeccata e mai eccessiva, puntuale quando serve e lirica nei punti giusti. Credo sia un testo che merita palcoscenici importanti, maledettamente calato nella realtà odierna, pur parlando di robe che forse accadranno fra cento anni.

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